Vorrei sapere se i borderline sono consapevoli di agire in modo "anomalo" negli eccessi di ira?
come reagire alle loro accuse e difendersi ma aiutandoli a prendere consapevolezza di se?
Dott. Marcella Cammalleri
Dott. Marcella Cammalleri
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Dipende da quanto sia pervasivo il "disturbo" sicuramente un ambiente che accoglie e contiene può supportare in modo sano una persona con atteggiamenti paramoici ed irasciscibili.
Un eventuale percorso che aiuti a sostenere un clima di questo tipo se continuamente esposti potrebbe essere particolarmente importante.
Cordialmente, Dott.ssa Marcella Cammalleri.

Dott.ssa Maria Elena Cinti
Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta
Albano Laziale
Salve alcuni Borderline hanno la capacità di riconoscere i propri comportamenti anomali, altri non riescono ad averne consapevolezza . È sicuramente difficile avere a che fare con un una persona che manifesta tale patologia poiché ci si trova di fronte a una persona che manifesta costante alternanza di emozioni estremamente positive ed estremamente negative nei confronti dell'altro. ciò che può fare è consigliare alla persona a cui fa riferimento di rivolgersi a uno specialista: In genere i momenti più adatti sono quelli di maggior crisi.

salve, sicuramente è una delle sfide più ardue per chi sta vicino a chi è affetto da DBP ma comprensione e sostegno possono svolgere un ruolo determinante soprattutto nelle situazioni di "crisi", mettendo a proprio agio la persona che esprime il suo parere discordante o che si apporta in modo violento, anche se non lo condividiamo. Evitare perciò che il soggetto colpito da DBP assuma atteggiamenti cosiddetti “vittimistici” diventa fondamentale per evitare l’incorrere di tutti gli altri sintomi.
Non bisogna preoccuparsi di fronte alle improvvise esplosioni di rabbia, disappunto o frustrazione, tutto ciò non è che una conseguenza del grave squilibrio di personalità e giudizio che impedisce alla persona colpita dal DBP di esprimere le proprie idee in modo coerente e naturale. Un atteggiamento positivo e utile potrebbe essere di coinvolgere la persona colpita da DBP in qualsiasi cosa desideriate, chiedere il suo parere e offrire il vostro aiuto, se richiesto, mettendo a proprio agio senza mettere in dubbio il vostro legame, solo così il suo processo di riequilibrio ed il suo naturale reintegro alla vita sociale, per così dire “normale”, sarà decisamente più fattibile. Per far fronte ai loro momenti d'ira potrebbe essere utile anche imparare strategie per affrontare il momento della "crisi" Le procedure di skills training hanno lo scopo di promuovere l’apprendimento di nuove abilità al fine di sostituire i comportamenti disadattivi e poco funzionali con risposte più competenti e adeguate. Resto a disposizione .

Dott.ssa Eugenia Cardilli
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Roma
Buona sera, sì la persona con disturbo borderline, il più delle volte non riconosce di avere un problema. La famiglia o la persona più vicina potrebbe chiedere un intervento indiretto, un primo colloquio ad una persona competente uno psicoterapeuta, inizialmente è l'unica possibilità di trattamento. Si è notato che un rapporto diretto fra chi soffre del disturbo borderline e uno psicoterapeuta non è facile, perchè potrebbe sentirsi malato ed inadeguato. Inoltre per chi gli è vicino tramite l'aiuto, cercherà di far capire che ha bisogno di essere aiutato e ristabilire un benessere nell'ambito della famiglia. Per qualsiasi altra spiegazione mi può contattare, dott. Eugenia Cardilli
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Dott.ssa Barbara Pagliari
Dott.ssa Barbara Pagliari
Psicologo, Psicoterapeuta
Villasanta
Condivido con le colleghe: sì dipende dalla gravità del disturbo e sì, molto molto spesso non sono consapevoli di quando sia pervasivo il problema. Sicuramente intraprendere un percorso terapeutico è un ottimo consiglio da dare a questa persona. Quello che mi sento di consigliare io a lei invece, è di rimanergli accanto, sebbene tale proposta sia davvero molto faticosa e logorante. Le persone con questo tipo di personalità hanno la caratteristica a idealizzare o svalutare l'altro in maniera totalitaria. Per capirci: faticano a vedere del "buono" nel "nemico" e allo stesso tempo, a vedere del "cattivo" nell'"amico". Riuscire a mantenere una relazione, a dimostrare il proprio affetto anche quando si è svalutati e si è oggetto delle sue ire, potrebbe (nel lungo periodo) gettare le basi per la costruzione di una relazione il più possibile sana e completa.

Dott.ssa Ilaria Nacciarone
Dott.ssa Ilaria Nacciarone
Psicologo, Psicoterapeuta
Napoli
Buongiorno . Il disturbo borderline di personalità è uno dei disturbi in assoluto più complessi a causa della ampia gamma sintomatologica.
Alcuni border hanno maggiore consapevolezza e possono rendersi poi conto di aver commesso degli eccessi, altri sono meno consapevoli e vivono in maniera egosintonica gli acting out rabbiosi. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
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Dott.ssa Silvia Pinna
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Il fondamento del.disturbo borderLine di personalità è un intrinseco senso di colpa da odio da sé (nella lettura C.M.T. ). Queste personalità non si amano e quindi a loro volta hanno una modalità d'amare altalenante, causando una sorta di fisarmonica emotiva nelle persone coinvolte in relazioni molto profonde. Intanto lei, appare consapevole di questo, e in tal modo cerchi di utilizzare la sua coscienza della malattia. Quanto la persona cui fa riferimento sia consapevole o voglia intraprendere un percorso terapeutico non sta a noi definirlo.

Dott.ssa Rosamaria Spina
Dott.ssa Rosamaria Spina
Psicologo, Sessuologo, Terapeuta
Roma
Buonasera,
mi perdoni la domanda: il disturbo borderline è già stato diagnosticato con certezza?
Perché il primo passo è proprio capire se si tratta in modo specifico di questo disturbo o di altri quadri patologici che possono avere delle similitudini con esso, ma di fatto sono altro.
Questa potrebbe sembrare una questione di poco conto, ma farebbe molta differenza proprio per ciò che lei chiede.
Il disturbo borderline fa parte dei disturbi di personalità che vengono definiti tali proprio perché riguardano il soggetto nella sua totalità e nella parte più profonda di sé. Questo vuol dire che in alcuni casi può esserci consapevolezza dei propri atteggiamenti, ma molto più spesso tale consapevolezza non c'è perché per la persona direttamente interessata dal disturbo pensa che il suo sia un comportamento, in un certo senso, "normale" o naturale.
Se invece si tratta di un quadro clinico con caratteristiche simili, ma che non rientra nei disturbi di personalità allora è più facile che una consapevolezza ci sia e ci sono anche maggiori possibilità di miglioramento.
Ovvio che mettendo la persona di fronte le proprie responsabilità rischia di essere un buco nell'acqua. Provi a invertire i termini del ragionamento: non dica alla persona in questione che si comporta male e cerchi di non puntarle il dito contro (non perché non abbia delle responsabilità, ma perché tenderebbe a negare), provi a farle capire come si sente lei quando si trova coinvolta in determinate situazioni. Questo potrebbe smuovere un po' della sua empatia e aprire uno spiraglio di confronto, anche se la cosa migliore sarebbe comunque un percorso psicoterapeutico

Buongiorno. Risponderò dando per certo che il disturbo sia stato diagnosticato correttamente. Invece se si tratta soltanto di una sua ipotesi il mio consiglio è quello di accertarlo con l’aiuto di un esperto. Tornando su cosa sia meglio fare tenga presente che le persone con questo disturbo sono consapevole di ciò che fanno ma ritengono che il loro comportamento sia adeguato e giustificabile. Per questo motivo accusarli è inutile perché li farebbe sentire semplicemente vittime di un’ingiustizia così aumentando la rabbia e le sue manifestazioni. È probabile che quando lei tenta di difendersi la persona percepisce questo come un attacco. Immagino quindi che sia frustrante e difficilissimo alternare la relazione tra senso di pericolo e senso di sicurezza che questa fluttuazione determina Per lei. Aiutare le persone con questo disturbo non è facile lei può sollecitare le capacità di riflessione e di empatia di questa persona solo nelle fasi di crisi più depressiva, cioè quando finita la rabbia la persona si sente svuotata e responsabile di te aver fatto qualche disastro. Quello è il momento in cui è probabile che sia possibile far capire a questa persona Che le sue azioni e ai suoi atteggiamenti determinano una conseguenza emotiva e pratica lei. Sarebbe consigliabile che lei si faccia aiutare da qualcuno per preservare il suo proprio equilibrio dato che questo disturbo determina frequenti crisi nelle relazioni. D’altra parte se la persona in questione non è già seguita ciò che lei può fare e quella di aiutarlo a trovare un professionista che lo possa seguire a lungo termine. Facilmente le persone con questo disturbo interrompono le psicoterapie molto prima che esse siano efficaci. A qualsiasi costo dunque è importante che la persona mantenga una relazione con un professionista, la quale sarà altalenante perché condizionata dal disturbo stesso, ma comunque alla lunga lo aiuterà. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento. Saluti dottoressa Maria Luisa Gargiulo

Dott. Emanuele Grilli
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Lido Di Ostia
Salve. Da quanto ho capito lei ha in famiglia una persona che soffre di DBP. Come ha suggerito la collega che ha scritto prima di me, si accerti che si tratti veramente di questo problema. In seconda Analisi il livello di consapevolezza della Persona Borderline varia da individuo ad individuo. Nei momenti di crisi il Bordarline usa l'altro come un "puntaspilli", nel senso che si sente obbligata a scaricare sull'altro doloro rabbia e paura.La persona borderline ha certamente necessita' di un contenitore rassicurante e allo stesso tempo fermo e solido,in grado di resistere alla rabbia e all'odio. L'amore e la pazienza svolgono un grande ruolo nella gestione di queste persone, per questo motivo le suggerisco di farsi supportare da uno specialista che la aiuti in questo difficile compito. L'ideale sarebbe che la persona stessa si facesse carico della sua sofferenza. Per qualsiasi altro chiarimento sono a sua disposizione. Cordiali Saluti. Dottor Emanuele Grilli

Dott.ssa AnnaRita Savino
Dott.ssa AnnaRita Savino
Psicoterapeuta, Psicologo
Sammichele di Bari
Salve, come già risposto dai miei colleghi la capacità di riconoscere il loro agire anomalo varia molto. La stessa variabilità la ritroviamo nella stessa manipolazione che alcuni soggetti affetti dal disturbo hanno delle loro reazioni sulle persone che in quel momento sono difronte o intorno. Per mia esperienza sicuramente un atteggiamento fermo e neutrale ma allo stesso tempo calmo e accogliente da parte del "ricevente" aiuta a gestire l'espressione acuta del disturbo.
La sua domanda conserva richieste e aiuti che vanno meglio analizzati e acquisiti nello specifico comprendendo l'enorme difficoltà che si possa avere dinnanzi ad una manifestazione anomala e spesso continuativa.
Cordialmente, dott.ssa Arcangela AnnaRita

Dott.ssa Nausicaa Precenzano
Dott.ssa Nausicaa Precenzano
Psicologo, Psicoterapeuta
Garbagnate Milanese
Durante la "fase acuta" sono molto poco consapevoli, divorati dall'ira e dal resto delle emozioni. Può parlare con la persona quando è più calma, stando attenta ai modi ed alle parole che usa (ad esempio non essendo accusatorio) per cercare di creare una comunicazione più costruttiva possibile.
Cari Saluti

Dr. Francesco Botti
Dr. Francesco Botti
Psichiatra, Medico di base, Medico legale
La Spezia
In genere il grado di consapevolezza è labile essendo le crisi una parte della loro personalità. Le accolga nel loro disagio

Dr. Simone Pilia
Dr. Simone Pilia
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve, mi sembra una domanda molto generica, servirebbero più info specifiche, prima di tutto cosa intende per borderline e perché usa questo termine. Come immagina è un termine iperinflazionato che ormai comprende uno spettro diagnostico ampissimo. Ad ogni modo se borderline così come lo intendo io, non può che mettere in crisi il limite, sollecitando, e questo può essere anche un suo caro, il quale sarà ingaggiato in un ruolo superegoico che non può che renderlo un persecutore ai suoi occhi. Le consiglio si cercare di svincolarsi da questa dinamica con l'aiuto di uno psicoterapeuta, con l'obiettivo, se ci tiene, di trovare il modo di coinvolgere nella cura anche la persona in questione. Saluti.
SP

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Emanuela Marinelli

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