Sono una ragazza di 25 anni e vi chiedo un parere su una situazione che sto affrontando e che mi des

24 risposte
Sono una ragazza di 25 anni e vi chiedo un parere su una situazione che sto affrontando e che mi destabilizza: quasi due mesi fa ho conosciuto casualmente un ragazzo che, fin da quando mi ha vista, ha cominciato ad avvicinarsi a me. Dopo aver parlato molto e, creatosi un feeling forte, ci siamo baciati anche se ero un po' titubante e l'ho dimostrato. Però poi ho cominciato a provare un coinvolgimento molto forte e ho avuto una sensazione da cosiddetto "colpo di fulmine". Ci siamo rivisti il mattino seguente e c'era sempre contatto, tenerezza, confidenza. Poi entrambi siamo tornati alle nostre vite, molto distanti geograficamente e non solo. Ci siamo rivisti dopo quasi due mesi quando sono tornata a casa dalla città dove vivo da fuorisede (periodo in cui ci siamo sentiti all'inizio spesso, poi scemando) e lui ha fatto anche un po' di strada in macchina per venirmi a trovare (la cosa buffa di questa nostra conoscenza sta nel fatto che lui vive a 30km dal mio paese natale) nonostante fosse stanco sopo una giornata di lavoro. Usciamo a mangiare qualcosa, parliamo tanto, del più e del meno, ma in tutta la serata tranne un abbraccio all'inizio non c'è nessun contatto. Alla fine della serata mi riaccompagna a casa, ci salutiamo con un abbraccio e...nessun bacio. Mi domando cosa significhi questo raffreddarsi del feeling iniziale, se lui ha fatto un passo indietro per non impegnarsi (anche se comunque è venuto a trovarmi..!) e credo che mi faccia così male perché avevo visto in lui qualcosa di più. A ripensarci quando ci siamo conosciuti mi aveva detto che non voleva una relazione a distanza, ma a prescindere da questo le emozioni che provo mi fanno soffrire. Cosa fare? Vi ringrazio per l'attenzione.
Dott.ssa Melissa Marchionni
Psicologo, Psicologo clinico
Colleverde
Gentilissima,
mi incuriosisce che ponga la domanda a degli psicologi rispetto al cosa fare, credo sia un modo per rappresentarsi che aspettative ha verso la psicologia.
Ad esempio, nella vicenda che racconta, le emozioni che la fanno soffrire forse sarebbero un materiale più adeguato da trattare con degli psicologi. La invito a rifletterci.

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Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge tutto il valore che lei ha dato a questo incontro e il coinvolgimento autentico che ha provato. È naturale sentirsi destabilizzati quando le aspettative e le emozioni intense che viviamo non sembrano trovare una risposta altrettanto chiara dall'altra parte.

Il comportamento di questo ragazzo, più distante al secondo incontro, potrebbe effettivamente riflettere delle sue difficoltà personali, come il timore di impegnarsi a distanza, oppure un diverso modo di vivere il legame rispetto a quanto lei ha sperimentato. Tuttavia, è importante ricordare che il valore delle emozioni che ha provato non dipende dalla reazione dell’altro, ma ha una sua dignità e un suo significato.

In questi casi può essere utile prendersi un tempo per ascoltare e dare spazio ai propri sentimenti, senza forzare risposte immediate. Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a trasformare questa sofferenza in un'occasione per rafforzare la fiducia in sé stessa e nella propria capacità di vivere relazioni appaganti.

Resto a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto.
È naturale che, dopo un coinvolgimento così intenso, i cambiamenti nei comportamenti dell’altro ti facciano sentire destabilizzata.
Dalle tue parole emerge che questo incontro ha risvegliato emozioni autentiche e profonde. Tuttavia, la distanza fisica e forse anche emotiva sembra aver modificato il modo in cui lui sta vivendo la situazione, come può accadere quando la realtà quotidiana si impone sull’entusiasmo iniziale. Ti invito ad accogliere le emozioni che stai provando senza giudicarle: raccontano il tuo desiderio di connessione e di autenticità. Può essere utile, se lo desideri, aprire un dialogo con lui per chiarire i vostri rispettivi vissuti, ma anche ascoltare i tuoi bisogni più profondi, proteggendo il tuo benessere emotivo. Ogni esperienza può offrirti strumenti preziosi per conoscerti meglio e capire cosa desideri davvero in una relazione.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, la ringrazio molto per aver condiviso la sua storia con tanta autenticità. Comprendo il suo turbamento, perché ciò che racconta tocca corde emotive molto profonde, legate al desiderio di connessione autentica, di reciprocità e di conferma dei propri sentimenti. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è importante osservare come i suoi pensieri abbiano cominciato a prendere una direzione molto intensa dopo quell’incontro iniziale. Quando si sperimenta una forte attrazione o un cosiddetto “colpo di fulmine”, il nostro cervello tende a dare grande valore a ogni gesto, parola o segnale, costruendo rapidamente delle aspettative sul futuro. Questo è del tutto normale, perché come esseri umani siamo biologicamente e psicologicamente predisposti a cercare legami significativi e a investire emotivamente quando percepiamo un potenziale importante. Tuttavia, capita che l'altro non proceda con la stessa intensità o con lo stesso ritmo. Questo non significa necessariamente che lei abbia sbagliato a fidarsi delle sue emozioni, né che ciò che ha sentito non fosse autentico. Piuttosto, evidenzia una realtà spesso difficile da accettare: i sentimenti tra due persone, specie all'inizio, non sempre si sviluppano in modo simmetrico o coerente nel tempo. Il fatto che lui sia venuto a trovarla nonostante la stanchezza è certamente un segnale di interesse, ma il cambiamento nel linguaggio corporeo e l'assenza di contatto fisico durante l'ultimo incontro possono indicare che, per ragioni sue personali, sta mantenendo una certa distanza emotiva. Potrebbe aver ricordato a sé stesso che la distanza geografica rappresenta un ostacolo troppo grande o potrebbe aver compreso che non si sente pronto ad approfondire la conoscenza. Sono riflessioni che riguardano il suo mondo interno e non sono necessariamente un giudizio sul valore della relazione o sulla sua persona. In questo momento, la sofferenza che prova nasce anche dallo scontro tra due livelli diversi di realtà: quello delle emozioni che si sono accese in lei e quello dei comportamenti concreti dell'altro che non stanno confermando, almeno per ora, quelle aspettative. Quando si crea questa dissonanza, la mente tende a rimuginare, cercando spiegazioni o soluzioni che possano riportare coerenza e sollievo. Il mio consiglio è di accogliere con gentilezza le emozioni che sta vivendo, riconoscendo che sono legittime e che testimoniano il suo desiderio sano di amare ed essere amata. Allo stesso tempo, la invito a mantenere un contatto con la realtà dei fatti: oggi, l'atteggiamento di questo ragazzo non sembra corrispondere pienamente ai suoi bisogni affettivi. Non si tratta di "accontentarsi" né di forzare qualcosa che richiederebbe spontaneità e desiderio condiviso. Se sente il bisogno di chiarire, può anche pensare di scrivergli in modo semplice e sincero, esprimendo cosa ha sentito e chiedendo, senza pressioni, come lui percepisce questa conoscenza. L'obiettivo non deve essere forzare una risposta o ottenere una conferma a tutti i costi, ma piuttosto darsi la possibilità di avere chiarezza, per rispettare e tutelare anche il proprio mondo emotivo. Qualunque sarà l'esito, il valore delle emozioni che ha provato rimane. Sono segno della sua capacità di sentire, di desiderare, di aprirsi alla vita e all'incontro con l'altro. Questa è una forza, anche se ora può sembrare una fonte di vulnerabilità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

La sua domanda sembra raccontare molto più di un dubbio amoroso: cosa la destabilizza davvero, il comportamento di lui… o ciò che lei aveva cominciato a immaginare da quel primo incontro?
A volte, il significato che attribuiamo a certe emozioni può parlarci più delle emozioni stesse. Si è chiesta che storia si è raccontata – e perché proprio quella?
Se vuole, potremmo esplorarlo insieme. Spesso, la chiave non è capire l’altro… ma capire cosa ci ha toccato così tanto, in così poco tempo.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Malvina Stafaj
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, capisco la confusione che prova, ma rischia di appesantire la situazione con troppe domande e aspettative. Si lasci vivere quello che c’è, senza andare in paranoia o mostrarsi troppo bisognosa: è importante mantenere un po’ di mistero e leggerezza, anche per risultare più interessante ai suoi occhi. Non rincorra, non forzi nulla: chi è veramente interessato trova il modo di esserci, senza bisogno di inseguirlo.
Dott.ssa Eleonora Cipriani
Psicologo, Psicologo clinico
San Giuliano Milanese
Carissima, le emozioni che descrivi sono molto autentiche e coinvolgenti. Parlarne apertamente con lui potrebbe aiutare nell'avere delle risposte/chiarimenti e poterci lavorare insieme. Gli incontri tra due persone portano con sè dubbi e incertezze perchè non ci si conosce, quindi provare a conoscersi è il modo migliore per avvicinarsi.
Un saluto
Eleonora
Dott.ssa Alessandra Arena
Psicologo clinico, Psicologo
Grottaferrata
Buongiorno,
È comprensibile che ora si senta destabilizzata: quando si crea una connessione intensa, anche piccole distanze o gesti non corrisposti possono generare molta confusione.
Proprio per questo, più che restare nel dubbio o nell’attesa, il passo più utile — e liberatorio — sarebbe provare ad aprire un dialogo con lui. Non per forzare qualcosa, ma per capire meglio cosa ha sentito lui, dove si trova emotivamente e se le sue esitazioni attuali hanno un significato reale o solo momentaneo.
A volte il silenzio degli altri lascia spazio a troppe interpretazioni che fanno più male della verità. E anche se può far paura esporsi, il confronto può restituire un po’ di chiarezza e, soprattutto, dignità alle sue emozioni.
Si ascolti, si rispetti, e cerchi risposte non solo da lui, ma anche dentro di sé: perché ha sentito così tanto, cosa cercava, e cosa desidera davvero ora.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Arena
Dott.ssa Miriana Pipia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Padova
Gentile paziente, grazie per aver condiviso con tanta autenticità quello che sta vivendo. Quello che descrive è un passaggio emotivamente molto intenso, perché coinvolge la speranza, l’entusiasmo di un incontro speciale ed anche il senso di confusione e delusione che nasce quando le cose non evolvono come ci si sarebbe aspettati. Ciò che ha vissuto all’inizio, quel “colpo di fulmine”, ha attivato dentro di lei un investimento emotivo molto forte. Quando si crea una connessione che pare profonda e immediata, è naturale che il cuore cominci a immaginare possibilità, a sperare in qualcosa che continui. E proprio per questo, anche piccoli segnali di distanza o ambiguità possono diventare molto dolorosi.
Le sue domande sono legittime: “perché è cambiato il suo atteggiamento?”, “cosa significa questa distanza?”. Eppure, le risposte certe su ciò che lui prova o pensa non sono in suo potere. È comprensibile che lei provi a dare un senso a ciò che sta accadendo, anche se potrebbe essere utile cercare un confronto sincero. Non per ottenere garanzie, ma per ascoltare con chiarezza dove si trova lui in questa storia. Un dialogo autentico può fare chiarezza, anche se la risposta dovesse non corrispondere alle sue speranze. In ogni caso, sapere dove si è — e dove è l’altro — aiuta a proteggere il proprio cuore.
In questi casi, ciò che conta è riportare lo sguardo su di sé, non per colpevolizzarsi, ma per prendersi cura della parte di lei che ha sperato, che si è aperta, e che ora si sente vulnerabile. Non c’è nulla di sbagliato nel coinvolgersi, nell’entusiasmarsi, nel sentire qualcosa di forte. Fa parte del nostro essere umani.
Le auguro una buona giornata, eventualmente sono a disposizione anche online!
Miriana Pipia
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buongiorno, io le consiglio di parlare con questo ragazzo dei suoi dubbi e perplessità e soprattutto della definizione di cosa siete. Permettendo all'altro di esprimere le sue sensazioni potrà capire cosa pensa e dove vuole andare, così potrà decidere se anche lei vuole stare in quel rapporto e cosa aspettarsi.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Dott.ssa Cristina Binda
Psicologo, Psicologo clinico
Como
Buongiorno, credo che la consapevolezza del vissuto emotivo sia un aspetto importante da elaborare per poi arrivare a comprendere cosa intraprendere ed un eventuale confrontazione con il ragazzo in questione
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Buon pomeriggio,
non credo esista una risposta giusto o sbagliata in termini assoluti. Può valutare di approfondire e continuare la conoscenza per scoprire come evolve progressivamente e quindi decidere.
A volte si vorrebbe le cose procedessero a velocità differenti, ma alcune questioni si scoprono dando un tempo per maturare.
Un saluto
Dott.ssa Marisa Pecoraro
Psicologo, Psicologo clinico
San Giovanni in Persiceto
Gentile,
ha provato a parlarne con lui rispetto ai momenti passati insieme, le sensazioni provate ed anche eventuali titubanze ?
Dott.ssa Stefania Militello
Psicologo, Psicologo clinico
Sassari
Gentile Utente,
il suo coinvolgimento emotivo è comprensibile, soprattutto dopo un inizio così intenso e spontaneo. Tuttavia, la distanza e il tempo possono modificare il ritmo e le intenzioni di una conoscenza, soprattutto se non chiarite apertamente. Il gesto di venire a trovarla mostra interesse, ma l’assenza di contatto può indicare un cambiamento o una cautela da parte sua.
Valuti la possibilità di prendersi un momento per ascoltare ciò che desidera davvero da questa relazione, anche con l'eventuale aiuto di un professionista. A volte, anche le emozioni più forti vanno accompagnate da realtà condivise e chiarezza reciproca.
Un caro saluto.
Ciao,

quello che stai vivendo tocca corde molto profonde: il desiderio, l’illusione, la delusione. A volte una connessione forte, anche se breve, può lasciare un segno importante perché apre qualcosa dentro di noi: ci fa sentire viste, desiderate, comprese. E questo, naturalmente, crea aspettative, anche quando ci diciamo di “non aspettarci nulla”.

Il fatto che dopo quel primo incontro intenso lui sia tornato a cercarti, pur senza più esprimere la stessa vicinanza fisica, può confondere: da un lato i gesti d’interesse (come il venire a trovarti), dall’altro l’assenza di contatto emotivo o affettivo forte come all’inizio. È possibile che lui stia facendo un passo indietro per proteggersi da un coinvolgimento più profondo — magari proprio a causa della distanza, come aveva accennato fin dall’inizio. Ma può anche darsi che quel momento iniziale fosse per lui più leggero di quanto lo sia stato per te.

Quello che conta, adesso, è riportare l’attenzione su di te: su ciò che hai sentito, su cosa ti ha colpito davvero, su cosa stai cercando. Le emozioni che provi sono legittime, anche se la relazione è stata breve. La delusione fa male quando ci avevamo creduto, anche solo per un attimo.

Ti invito a non sminuire ciò che provi: non è “troppo” per una conoscenza breve, è semplicemente vero per te. E se senti che questo evento ha toccato corde più profonde (legate magari al bisogno di vicinanza, al timore di non essere ricambiata, o alla paura dell’abbandono), parlarne in uno spazio psicologico può aiutarti a trasformare questa esperienza in un’occasione di crescita.

Sono qui se vorrai approfondire.

Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore
Dott. Ciro Napoletano
Psicologo, Psicologo clinico
Nocera Inferiore
Grazie per aver condiviso un’esperienza così intensa e viva, che comprensibilmente ti sta toccando nel profondo. In un’ottica sistemico-relazionale, ciò che stai attraversando può essere visto non solo come un evento “tra te e lui”, ma come una dinamica ricca di significati che si intrecciano con il tuo modo di vivere l’incontro, il desiderio, l’attesa e la distanza.

Il colpo di fulmine che descrivi ha probabilmente attivato una parte molto autentica di te, desiderosa di connessione, vicinanza emotiva, forse anche sorpresa dalla possibilità che qualcosa di importante possa nascere “per caso”. E questa apertura improvvisa, questa intensità iniziale, può lasciare ancora più disorientamento quando, con il tempo e la distanza, sembra perdere forza o cambiare tono.

Una chiave di lettura sistemica potrebbe essere questa: che ruolo hai sentito di aver avuto in quella breve ma intensa danza relazionale? Che spazio si è attivato in te – forse non nuovo, ma molto vivo – che ora chiede una risposta? E soprattutto: in che modo questa esperienza parla del tuo modo di stare nelle relazioni oggi, tra autonomia e desiderio di legame, tra idealizzazione e realtà?

Il fatto che lui ti abbia cercata, abbia fatto strada per vederti, ma che il contatto fisico non si sia rinnovato come prima, può suggerire che anche lui stia cercando un equilibrio tra vicinanza e protezione. Non necessariamente un “disinteresse”, ma forse un riassestamento rispetto a quello slancio iniziale, che ora si confronta con la complessità della vita reale (distanza, ritmi, aspettative). A volte, ciò che ci colpisce profondamente non è tanto la persona in sé, ma ciò che quella persona ha attivato in noi. Dare un senso a questo può aprire a scelte più consapevoli, anche nel rispetto delle tue emozioni.
Se ti va, possiamo esplorare insieme che significato ha avuto per te questo incontro, oltre ciò che è visibile nei fatti.
Dott.ssa Angela Ritella
Psicologo, Psicologo clinico
Turi
Le emozioni che prova sono legittime, la sofferenza che ne consegue altrettanto.
La accolga. Sono a Sua disposizione per aiutarLa a dare un nome a quelle emozioni e trovare insieme un modo per affrontare questa situazione.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco il dolore che deriva dall’aver vissuto un’emozione così intensa in un istante e poi dal sentirla affievolirsi quando vi siete rivisti. Quel “colpo di fulmine” iniziale ha acceso in te un desiderio di avvicinamento e di continuità che lui, evidentemente, non può o non vuole soddisfare, soprattutto alla luce della sua reticenza verso una relazione a distanza.

Il fatto che sia venuto a cercarti non contraddice necessariamente il suo timore di impegnarsi: può aver voluto concedersi un momento di vicinanza senza assumersi l’onere di costruire qualcosa di duraturo. Quando avete trascorso la serata senza quel contatto che ti aspettavi, il suo comportamento ha semplicemente allineato i fatti alle sue parole: presenza sì, impegno no.

Per prenderti cura di te, il primo passo è onorare il tuo sentimento ribadendo a te stessa che meritavi chiarezza prima ancora che romanticismo. Se pensi che valga la pena, potresti parlargli apertamente delle tue emozioni, chiedendogli se vede davvero un futuro, o se preferisce restare su un piano più giocoso e leggero. Se la risposta conferma la sua posizione “no distanza, no impegno”, saprai che continuare a sperare rischia solo di farti soffrire.

Accogli la tua tristezza, concediti qualche giorno per elaborarla – magari scrivendo ciò che provochi in te questa esperienza – e poi orienta le tue energie verso relazioni più accessibili nel quotidiano. L’intensità di un incontro può riflettere la forza del tuo desiderio di connessione; non è un fallimento che lui non corrisponda, ma un’indicazione del tipo di relazione che in questo momento non è disponibile per te.

Lascia che questo “colpo di fulmine” ti insegni cosa cerchi davvero: tenerezza, presenza, reciprocità. Quando saprai riconoscere queste qualità senza confonderle con la pura eccitazione iniziale, sarai pronta ad accogliere qualcuno che voglia condividere con te non solo un momento magico, ma anche il progetto quotidiano di stargli accanto.
Dott.ssa Virginia Bosca
Psicologo, Psicologo clinico
Calizzano
Buongiorno, immagino la confusione e l'amarezza nel vivere un'esperienza simile, tuttavia mi incuriosisce come il "dettaglio" che lui ammette, quello di non volere una relazione a distanza, venga raccontato quasi fra parentesi, quando invece potrebbe avere maggiore rilevanza?
Dott.ssa Martina Panaro
Psicologo
Casoria
Grazie per aver condiviso questa esperienza così intensa e delicata. Si percepisce chiaramente che hai vissuto un coinvolgimento profondo, autentico, e che oggi ti senti confusa e un po’ ferita dal cambiamento nel suo comportamento.

**Consiglio da psicologa:**
Quando viviamo un *colpo di fulmine*, la mente e il corpo rispondono con entusiasmo, aspettative e idealizzazione. Questo non è un errore: è un'esperienza umana bellissima. Ma può anche renderci vulnerabili, soprattutto se l’altro non sembra muoversi nella stessa direzione o con la stessa intensità.
**Il distacco emotivo che percepisci da parte sua – l'assenza di contatto fisico, i silenzi, il non baciarsi – è una forma di comunicazione, anche se silenziosa.** Potrebbe voler dire che sta cercando di rimanere su un piano più amichevole o leggero, forse per rispetto, forse per non creare aspettative che non sente di poter mantenere, soprattutto alla luce della distanza geografica e della sua dichiarata difficoltà con relazioni a distanza.
Cosa puoi fare adesso:

1. **Ascolta cosa stai provando, ma senza colpevolizzarti.** Non è “sbagliato” esserti coinvolta. È una risposta umana all’intimità emotiva e alla speranza di qualcosa di speciale.

2. **Accetta che la sua disponibilità fisica (venirti a trovare) non equivale per forza a un coinvolgimento emotivo profondo.** Le azioni gentili possono coesistere con un desiderio di non entrare in una relazione più seria.

3. **Chiediti: sto soffrendo per ciò che è stato, o per ciò che avevo immaginato potesse diventare?** Spesso il dolore nasce più dal distacco tra aspettativa e realtà che dalla relazione in sé.

4. **Se senti il bisogno di chiarezza, puoi anche scrivergli un messaggio sincero, senza pretese, in cui esprimi come ti sei sentita e chiedi se anche per lui l’incontro ha avuto lo stesso significato.** Non per convincerlo, ma per restituire a te stessa una chiusura più autentica.

Infine: prendersi cura di sé
Questa situazione, anche se breve, ha attivato dentro di te emozioni vere e merita rispetto. Usa questo momento per riconnetterti con ciò che cerchi davvero in una relazione: **una reciprocità di emozioni, presenza e direzione.**
Non smettere di credere nei legami intensi, ma ricordati anche che **meriti qualcuno che non ti faccia dubitare del suo coinvolgimento**.
Dott.ssa Sveva Nonni
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile Utente, mi dispiace per la confusione che sta vivendo. Le motivazioni potrebbero essere molteplici (difficoltà a concepire una relazione a distanza, difficoltà nel creare comunque un rapporto profondo, altri eventi di vita di cui non sappiamo nulla etc.). Nel momenti in cui questo ragazzo sembra comunque dimostrare affetto nei suoi confronti, forse la cosa migliore per portare chiarezza sarebbe parlarci onestamente e capire cosa sta vivendo lui o cosa vorrebbe. Questo (avere una conversazione a carte scoperte) potrebbe sicuramente aiutarti a vivere le tue emozioni in maniera più consapevole, togliendo almeno in parte l'elemento di confusione. Se poi le cose dovessero andare male ci sarà la fatica di gestire il "lutto" di questo rapporto che sarebbe potuto nascere. In quel caso, una rete di supporto emotivo e un focus su i nostri bisogni e desideri di crescita personale possono aiutare. Un caro saluto
Dott.ssa Laura Lanocita
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, la sua situazione presenta un insieme di emozioni e dinamiche relazionali che meritano un attento approfondimento. È chiaro che l'incontro iniziale con questo ragazzo ha evocato in lei forti emozioni, incluso il cosiddetto "colpo di fulmine", che può portare a un'intensa connessione emotiva. Tuttavia, il passare del tempo e la distanza geografica possono influenzare profondamente una nuova relazione, generando incertezze e timori. La mancanza di contatto fisico nella serata successiva, specialmente dopo un avvio promettente, potrebbe farla sentire confusa e spiazzata, portando a domande su come interpretare il suo comportamento e le sue intenzioni. È comprensibile che la sua mente si aggiri attorno a pensieri di possibile raffreddamento del rapporto o a timori di impegno, specialmente considerando le sue dichiarazioni riguardanti la relazione a distanza. Affrontare queste emozioni può essere tortuoso, ma è importante ricordare che le relazioni, specialmente quelle nascenti, sono spesso caratterizzate da fasi di incertezza. Potrebbe essere utile per lei comunicare apertamente con lui riguardo a ciò che prova, creando uno spazio in cui entrambi possiate esprimere le vostre aspettative e i vostri desideri.
Se desidera esplorare più a fondo questi sentimenti e come questi influenzano la sua vita, sono qui per offrirle ascolto e supporto senza giudizio.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Dott.ssa Chiara Venitucci
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao, grazie per aver condiviso con tanta sincerità questo tuo vissuto. Quello che racconti — l'inizio coinvolgente, l’impressione di un colpo di fulmine, e poi il silenzio emotivo, il raffreddamento improvviso — è qualcosa che molte persone vivono, soprattutto in contesti di relazione a distanza o connessioni nate velocemente e poi rimaste sospese. È normale sentirsi confusa, destabilizzata o delusa, soprattutto quando si crea un legame affettivo profondo in poco tempo, seguito da segnali ambigui o cambi di atteggiamento. In questi momenti può emergere un forte coinvolgimento emotivo, che lascia spazio a domande difficili: "Si è tirato indietro?", "Ho idealizzato troppo?", "Perché mi fa così male anche se è stato tutto così veloce?". Queste domande parlano non solo della relazione, ma anche di come viviamo i legami, delle nostre aspettative affettive e del nostro modo di gestire l’incertezza nei rapporti. È importante piano piano imparare a guardarsi dentro per riuscire a ritrovare le certezze che ci permettano di affrontare nuovi rapporti con più consapevolezza.
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, comprendo la sua confusione e mi chiedo se lei ha avuto modo di chiarire le sue titubanze a questo ragazzo che confido potrà spiegarle il suo punto di vista. V>orrei capire quando parla di "emozioni che la fanno soffrire" a quali si riferisce in particolare, e quali circostanze le producono. Qualora avesse bisogno di una consultazione, si senta libera di contattarmi. Un caro saluto

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