Dott.ssa Carmen Coppola

Psicologa · Altro

Sesto San Giovanni 2 indirizzi

36 recensioni
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Esperienze

Mi occupo di sostegno psicologico per persone che vivono ansia, pensieri intrusivi ricorrenti, senso di solitudine, bassa autostima e difficoltà emotive e relazionali.

Sono la Dott.ssa Carmen Coppola, psicologa ad orientamento cognitivo comportamentale con formazione avanzata in Neuroscienze Comportamentali.

Aiuto persone che vivono ansia, stress, bassa autostima e difficoltà relazionali a ritrovare equilibrio, chiarezza e fiducia.

Nel percorso di sostegno pongo particolare attenzione alla comprensione dei pensieri, delle emozioni e dei comportamenti, aiutando la persona a sviluppare strategie utili per affrontare le difficoltà quotidiane.

Credo in un percorso psicologico che sia pratico, umano e trasformativo: non solo capire “il perché” di ciò che vivi, ma soprattutto imparare come stare meglio nella quotidianità.

Nel mio studio troverai uno spazio sicuro, accogliente e non giudicante in cui poterti fermare, ascoltare e ripartire con nuove risorse. Lavoriamo insieme per sciogliere ciò che pesa, rinforzare ciò che funziona e costruire un benessere più stabile e consapevole.

Mi occupo in particolare di:

• ansia e gestione dello stress

• autostima e insicurezza

• overthinking e difficoltà emotive

• relazioni e legami affettivi complessi

• stress lavoro-correlato e mobbing

• percorsi di crescita personale

Il mio obiettivo è accompagnarti, passo dopo passo, verso una vita più leggera, chiara e in cui sentirti finalmente al tuo posto.

Ricevo a Sesto San Giovanni, Milano e online.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia del lavoro
  • Psicobiologia e neuroscienze cognitive
  • Psicologia della salute

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Via Monte San Michele, 135, Piano 1, Sesto San Giovanni 20099

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Piazza Santa Francesca Romana 3, secondo ascensore, 4°piano, Milano 20129

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36 recensioni

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  • F

    Ero molto scettica all’idea di iniziare un percorso, non ero convinta che potesse davvero aiutarmi. Invece, già nel giro di poche sedute, mi sono completamente ricreduta.
    La Dottoressa si è dimostrata accogliente e capace di mettermi a mio agio fin da subito.
    Con il suo supporto ho iniziato a vedere le situazioni da una prospettiva diversa e a trovare modi concreti per affrontarle.

     • Studio privato di Psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio molto per aver condiviso la sua esperienza. Sono contenta di sapere che il percorso intrapreso insieme le stia portando dei benefici.


  • V

    La Dott. Carmen, dotata di una gentilezza estrema, è capace di risollevare il morale, portando il paziente ad una auto-consapevolezza con gli strumenti, domande e tempi giusti. Ho notato dei miglioramenti già dalle prime sedute, e sono certa che non potrà che andare meglio. Le sue parole, i suoi consigli, sono in grado di far riemergere una forza interiore, che senza una psicologa professionista, è impossibile raggiungere da soli.
    La ringrazio anche per l'immensa disponibilità.

     • Studio privato di Psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio davvero tanto per le parole che mi ha rivolto e per la fiducia. Sono contenta di leggere che il percorso intrapreso stia portando dei miglioramenti.


  • L

    La dottoressa Coppola è stata molto disponibile e mi ha messo a mio agio da subito

     • Studio privato di Psicologia primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio, Lucrezia. Contenta di sapere che si è sentita a suo agio sin da subito.


  • M

    Quando ho iniziato il percorso con lei ero in uno dei momenti più bui della mia vita e, sinceramente, pensavo di essere senza speranze. Non credevo che qualcuno potesse aiutarmi a uscire da quella situazione. Invece, con mia grande sorpresa, ad oggi sono riuscito ad uscirne ed è come se stessi vivendo una nuova vita.

    È una professionista estremamente competente ed empatica. Le sarò sempre grato e la consiglio di cuore a chiunque possa sentirsi perso o stia passando un brutto periodo. A volte chiedere aiuto fa davvero la differenza.

     • Studio privato di Psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio molto per le sue parole e per aver condiviso questa esperienza.
    Sono contenta che il percorso intrapreso le sia stato utile e che abbia potuto trovare nuove risorse per affrontare un momento difficile.


  • S

    Avevo a che fare con pensieri intrusivi e ripetitivi che mi creavano molta difficoltà. La dottoressa Coppola mi ha seguita con grande professionalità e sensibilità, aiutandomi a capire e gestire meglio la situazione. Già dopo poco tempo ho notato cambiamenti importanti. Un supporto davvero prezioso, che consiglio senza dubbi.

     • Studio privato di Psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio per la recensione. Sono lieta che il percorso sia stato d'aiuto nella comprensione e gestione delle difficoltà riportate


  • A

    Esperienza molto positiva. La dottoressa Coppola si è dimostrata estremamente competente e scrupolosa. Il suo intervento è stato rapido e molto efficace. La consiglio a chiunque cerchi una professionista seria ed affidabile.

     • Studio privato di Psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio davvero tanto per le sue parole e per la fiducia. Sono contenta che il percorso intrapreso le sia stato utile.


  • G

    Mi sono sentita accolta e ascoltata fin da subito. La dottoressa Coppola è una professionista empatica e attenta.

     • Studio privato di Psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio per le sue parole e per aver condiviso il suo feedback. Sono contenta che si sia sentita ascoltata ed accolta.


  • A

    Competenza e professionalità ineccepibili.
    Colgo l’occasione per ringraziarLa per i preziosi consigli e la disponibilità mostrata per il raggiungimento dei miei obiettivi.

     • Studio privato di Psicologia Altro  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Le auguro di continuare su questa strada con fiducia.


  • Quando ho iniziato il percorso mi sentivo confusa, spaventata e molto sola. Avevo la testa piena di pensieri e non riuscivo nemmeno a spiegare come stavo. Con la dottoressa però mi sono sentita subito capita, anche quando parlavo in modo disordinato. Mi ha aiutata a fare ordine dentro di me e ad affrontare questo periodo con più serenità. Il cambiamento lo senti arrivare piano piano: un giorno ti accorgi che respiri meglio, che la testa è più leggera, che non sei più prigioniera degli stessi pensieri. Non so spiegare la sensazione di libertà che ho provato. È una professionista molto preparata ma anche profondamente umana. La consiglio a chi si sente così e non sa da dove iniziare.

     • Studio privato di Psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio sinceramente per le parole che mi ha rivolto e per aver condiviso la sua esperienza. Sono lieta che il percorso sia stato per lei significativo.


  • S

    Ho iniziato questo percorso in un periodo di forte stress e ansia. La dott.ssa Coppola mi ha fatto sentire fin da subito a mio agio e mi sta aiutando a capire meglio cosa mi succede e a non sentirmi sempre sopraffatta. È un percorso impegnativo, ma sento che è molto utile e che sto andando nella direzione giusta. Sono molto contenta dei progressi.

     • Studio privato di Psicologia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Carmen Coppola

    La ringrazio tanto per queste parole e per il feedback. Per me è molto importante sapere che è contenta dei progressi fatti fin ad ora.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 46 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su consulenza psicologica

Buongiorno, sono una donna di 30 anni e sto attraversando una fase di forte sofferenza emotiva legata alla mia relazione.
Da circa due anni sto con una persona che amo e che considero sana, presente e rispettosa. Stavamo per andare a convivere, ma poco prima ho attraversato alcuni giorni di forte crisi emotiva in cui si sono attivati in modo intenso la mia paura dell’abbandono, la dipendenza affettiva, il bisogno costante di rassicurazioni e stati depressivi legati al timore di essere lasciata perchè non lo avrei visto per un po di giorni.
In quei giorni ho cercato la vicinanza del mio partner in modo molto dipendente, perdendo i miei confini. Questo lo ha spaventato e lo ha portato a fermare l idea della convivenza, dicendo di non sentirsi pronto ad affrontare una relazione in cui io sto così male e dipendente. Questo evento ha aperto in me una crisi profonda, che vivo molto male.
L idea di convivenza per me rappresentava sicurezza e continuità anche se allo stesso tempo mi spaventava perchè sapevo di non star bene e avrei voluto migliorare la mia dipendenza prima di fare questo passo, in qualche modo so che la convivenza aiuterebbe questa mia paura , perchè hai la certezza che la persona tornerà a dormire a casa e quindi del legame che resta saldo. Comunque quando questa certezza è venuta meno, ho sentito crollare tutto: paura intensa di essere lasciata, vuoto, angoscia costante e pensieri ossessivi. Anche se lui si è preso del tempo per capire, ho molta paura che alla fine non se la sentirà comunque.
Allo stesso tempo, questo evento doloroso mi ha spinta a fare cose che prima non avevo il coraggio di fare: ho iniziato nuove attività, mi sono buttata in progetti che mi spaventavano e sono partita per un viaggio. In quei momenti ho sentito una sensazione nuova di pienezza e tranquillità, anche nella relazione, senza la solita paura costante che il legame potesse spezzarsi.
Tornata alla normalità, però, sento di nuovo un vuoto molto forte, che non so bene come calmare. Nei momenti in cui non vedo il mio partner, ho paura di restare bloccata a casa senza riuscire a fare nulla. Ho poche amicizie e non sento nemmeno molta voglia di vederle perché non mi sento davvero a mio agio. Mi sento spesso senza desiderio, senza direzione, come se stessi solo cercando di riempire qualcosa senza riuscirci davvero. Non ho soddisfazioni lavorative e non sento trasporto per nulla.

Per assurdo poi ci sono dei momenti in cui il mio partner è molto dolce o vulnerabile e io posso provare fastidio, distacco o una sensazione di soffocamento. Oscillo tra il bisogno estremo dell’altro e il rifiuto della sua vicinanza.
Ho una storia infantile complessa, con instabilità emotiva e paura, e ho avuto i primi attacchi di panico molto presto (intorno ai 5 anni).
Oggi mi sento spesso vuota, come se non sapessi su cosa appoggiarmi se non sulla relazione. Sto cercando di costruire una vita più mia e noto piccoli passi avanti, ma il dolore relazionale e la paura dell’abbandono restano molto forti.
Il mio bisogno è comprendere perché vivo il legame con così tanta angoscia, perché la sicurezza mi spaventa quanto l’incertezza e come posso imparare a stare in relazione senza sentirmi costantemente sul punto di perdere tutto e come stare bene da sola..

questo è un po un grido di aiuto, ieri il mio partner ha deciso di continuare a pagare la stanza anche senza venire a convivere, per mantenere aperta questa possibilità nei prossimi mesi. Questo gesto mi rassicura, ma il fatto che ora non lo vedrò per circa cinque giorni mi provoca molta ansia.
Oggi mi sento bloccata, ho passato tutta la giornata a letto e ho paura di essere lasciata o di soffocarlo con il mio bisogno. L’ansia è intensa e faccio fatica a gestirla da sola. Vorrei alzarmi ma non trovo voglia di fare nulla, vorrei solo sprofondare.
Ho una psicologa, ma in questo momento non posso contattarla e sento il bisogno di chiedere aiuto a qualcuno...anche solo per parlare un po. So che non c'è una soluzione istantanea. ma quanto la vorrei...sono anni che lotto con tutto questo
grazie a chiunque leggerà...

Buongiorno,
leggendo ciò che ha scritto si percepisce con molta chiarezza quanto questo momento sia doloroso e quanto lei stia cercando, con grande fatica, di capire cosa le sta accadendo. Non c’è nulla di confuso o contraddittorio in quello che racconta: quello che vive è una sofferenza reale, profonda, che ha radici lontane e che oggi, dentro la relazione, si è riattivata in modo molto intenso.

La convivenza, per lei, non era solo un passo pratico, ma rappresentava sicurezza, continuità, la sensazione di avere finalmente un punto fermo. Quando questa possibilità si è fermata, non è venuto meno solo un progetto, ma si è riaccesa una paura molto antica: quella di restare sola, di perdere l’altro e, con lui, l’equilibrio. È comprensibile che questo abbia fatto crollare tutto e che l’angoscia sia diventata così forte da bloccarla anche fisicamente.
Allo stesso tempo, è molto significativo ciò che racconta dei momenti in cui, spinta da questa crisi, è riuscita a muoversi, a partire, a buttarsi in esperienze nuove. In quei momenti ha sentito una calma diversa, una sensazione di pienezza che non dipendeva solo dalla relazione. Questo è un elemento importante: indica che dentro di lei esiste una capacità di stare meglio che non è scomparsa, ma che fatica ad emergere quando la paura prende il sopravvento.
L’oscillazione che descrive, tra il bisogno intenso dell’altro e il fastidio o la sensazione di soffocamento quando lui è più vicino o vulnerabile, è molto faticosa da vivere, ma ha un senso. Quando l’altro si allontana, si attiva la paura di perderlo; quando si avvicina troppo, si riattiva la paura di perdersi lei. Non è una contraddizione, è il segno di un legame vissuto come vitale ma anche minaccioso, perché porta con sé il timore di dipendere e quello di restare sola.
Il vuoto che sente quando è sola, la difficoltà ad alzarsi dal letto, la mancanza di desiderio non parlano di mancanza di forza o di volontà. Sembrano piuttosto il risultato di una grande quantità di energia emotiva impiegata nel tenere sotto controllo la paura dell’abbandono. Quando l’allarme è sempre acceso, tutto il resto perde colore.
Il gesto del suo partner di mantenere aperta la possibilità della convivenza è comprensibile che la rassicuri, ma è altrettanto comprensibile che non basti a calmare l’ansia quando l’assenza diventa concreta, come in questi giorni. In quei momenti, il corpo e le emozioni reagiscono prima ancora che il pensiero riesca a rassicurare.
In questa fase forse non è necessario trovare risposte definitive o “aggiustare” tutto. Può essere già molto provare a non restare completamente immobile, fare un piccolo gesto concreto, anche senza voglia, per non lasciarsi trascinare del tutto dal vuoto. Non per risolvere il problema, ma per restare agganciata al presente.

Il fatto che lei abbia una psicologa e che stia già lavorando su di sé è molto importante. Il bisogno che sente ora di chiedere aiuto non è un segno di fallimento, ma della fatica di chi sta cercando di cambiare qualcosa di profondo. È comprensibile sentirsi stanca dopo anni di lotta, ma non è ferma come le sembra: il percorso che sta facendo, anche se lento e doloroso, è reale.
Ora, più di ogni altra cosa, sembra importante che lei possa concedersi un po’ di comprensione. Non sta sbagliando, sta attraversando un momento molto difficile. E anche se oggi tutto appare troppo pesante, non è sola in questo cammino.

Un caro saluto,
Dott.ssa Carmen Coppola - Psicologa a Milano, Sesto S.G, Online.

Dott.ssa Carmen Coppola

Nel 2021 mi sono trasferita, per cause legate al covid, dalla Lombardia alla Campania (mia regione di nascita). Dopo un mese ho conosciuto lui e dopo 2 mesi è iniziata la nostra relazione. Per ragioni pratiche dopo 6 mesi siamo andati a convivere. Le diversità di mentalità e visione di vita sono apparse subito evidenti, infatti dopo un anno abbiamo interrotto la relazione. La separazione è stata dolorosa e con momenti molto concitati dovuti al fatto che lui voleva tornare con me e io no. Dopo qualche mese lui si è allontanato fisicamente per non avere più la tentazione di cercarmi. Per me è iniziato un bruttissimo periodo, non dovuto solo a questo. Non ero più convinta di voler stare al sud, lontana dalla mia famiglia, ma stavo male e on volevo tornare al nord in quelle condizioni. Lui è tornato quando nel mio momento peggiore, mi è stato vicino dimostrandomi cambiamenti importanti nel modo di affrontare la relazione e abbiamo ricominciato. Oggi stiamo ancora insieme, conviviamo, abbiamo attraversato momenti difficili, ma siamo a un punto di svolta. Io voglio assolutamente tornare al nord, voglio stare con la mia famiglia e i miei amici, anche perchè qui non ho vita sociale e non mi piace la vita che conduco. Inoltre, credo di addossare a lui la responsabilità di colmare il vuoto di rapporti nella mia vita, dovuto al fatto che qui non conosco nessuno. Lui non ha piacere a trasferirsi, vuole restare nella sua città, ma probabilmente tenterebbe per me. Il fatto è che le nostre divergenze di vedute e stile di vita stanno influenzando molto i nostri umori, e ci stiamo chiedendo se questo problema farà finire il nostro rapporto, in quanto la convivenza è fatta di quotidianità, e nella quotidianità pratica abbiamo i nostri più grandi problemi. Io sono molto premurosa, lo accudisco in tutto, lui invece è il contrario, e questo spesso mi fa sentire non vista e non amata.
Sono molto confusa e impaurita, tempo che il trasferimento mi porterà a dover chiudere la relazione.
Spero di trovare spunti e conforto dalle vostre risposte.
Grazie

Buongiorno,
quello che sta vivendo non è solo un dubbio di coppia, ma un passaggio molto delicato della sua vita. Nel suo racconto si intrecciano più livelli: la relazione, il luogo in cui vive, il bisogno di appartenenza, il desiderio di sentirsi vista e sostenuta.
Il trasferimento iniziale non è stato una scelta neutra, ma legata a un periodo complesso come quello del Covid. Poi è arrivata la relazione, la convivenza veloce, le differenze emerse subito, la rottura, il ritorno. È una storia che ha avuto molte accelerazioni e molte oscillazioni. È comprensibile che oggi si senta confusa: non sta valutando solo “se stare con lui”, ma anche “dove stare” e “che vita desidera per sé”.
Dal suo messaggio emerge un punto molto importante, al sud si sente isolata, senza rete sociale, lontana dalla sua famiglia e dagli amici. Questo vuoto inevitabilmente finisce per gravare sulla relazione, perché quando tutto il mondo affettivo ruota attorno al partner, il peso diventa enorme. Lei stessa riconosce di temere di addossargli la responsabilità di colmare quella mancanza. Questa è una riflessione molto lucida.
Allo stesso tempo, c’è il tema della quotidianità. Lei si descrive come molto premurosa, accudente, mentre lui è più distante su quel piano. Questo non è un dettaglio secondario: nella convivenza i piccoli gesti, il sentirsi considerati e ricambiati, diventano fondamentali. Se lei si sente non vista o non amata nel modo di cui ha bisogno, è naturale che questo generi frustrazione.
Il desiderio di tornare al nord sembra legato non solo alla famiglia, ma anche a un bisogno di identità e di vita propria. Non appare come una fuga, ma come un richiamo a qualcosa che sente più autentico per sé. È importante ascoltare questo desiderio senza colpevolizzarsi.
La paura che il trasferimento possa significare la fine della relazione è comprensibile. A volte, però, le scelte di vita mettono alla prova le coppie proprio perché costringono a chiarire se il progetto è davvero condiviso o se uno dei due sta sacrificando troppo di sé. Lei sembra temere di dover scegliere tra l’amore e il suo benessere personale. È una tensione molto forte.
Forse la domanda da cui partire non è solo “resisterà la relazione al trasferimento?”, ma “che tipo di vita voglio costruire nei prossimi anni?” e “questa relazione, così com’è, mi permette di essere me stessa?”. Se un rapporto è solido, può trovare un modo di adattarsi ai cambiamenti; se invece si regge su equilibri fragili o su rinunce silenziose, ogni svolta diventa un terremoto.
Un percorso psicologico può aiutarla a fare chiarezza tra il bisogno di tornare a casa, la paura di perdere lui e il desiderio di sentirsi amata nel modo che per lei conta. Non si tratta di decidere in fretta, ma di capire cosa la farebbe sentire più integra e meno sacrificata.
La sua confusione non è debolezza ma è il segnale che sta cercando di ascoltarsi davvero. E questo è già un passo importante.
Un caro saluto,
Dott.ssa Carmen Coppola - Psicologa a Milano, Sesto S.G, Online.

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