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Esperienze

Lavoro con persone che desiderano affrontare ciò che limita o blocca la loro vita, per comprendere le ragioni profonde di ciò che non sta funzionando e poterlo trasformare in una direzione più libera e soddisfacente.

Ogni forma di disagio, anche la più indefinita, contiene qualcosa che chiede di essere compreso. Non si tratta di eliminare un sintomo, ma di riconoscere ciò che si muove dietro la sofferenza, per poterla trasformare in un’esperienza più piena e vitale.

Mi sono formato in psicologia clinica e nella scuola di psicoterapia a orientamento psicoanalitico lacaniano. Oggi il mio metodo unisce la tradizione psicoanalitica con prospettive scientifiche e contemporanee, tra cui la psicologia evoluzionistica, le scienze cognitive e la teoria dei sistemi motivazionali.
L’obiettivo è favorire un lavoro serio e incisivo, che coniughi profondità analitica e chiarezza di metodo.

Ricevo privatamente a Brescia presso lo studio La Libellula.
Ho maturato esperienza professionale anche presso il centro RAM Psiche e in diversi contesti istituzionali — scuole, strutture sanitarie e contesti penitenziari — che hanno contribuito a consolidare la mia competenza clinica.
Parallelamente porto avanti una ricerca teorica personale sulle dinamiche del desiderio e della soggettività contemporanea, che ha portato a pubblicazioni in riviste specialistiche.

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  • Psicologia clinica

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Dr. Simone Gagliardi

Via Foro Boario 15, Brescia 25124

IL DESIDERIO CHE SPAVENTA PIÙ DELLA RINUNCIA
Molte difficoltà non nascono dall’assenza di desideri, ma dal timore di riconoscerli davvero. L’inconscio spesso mostra una direzione più chiara di quanto vorremmo ammettere, ma assumerla significa esporsi, rinunciare a protezioni e smettere di raccontarsi versioni più comode. Il lavoro clinico aiuta proprio qui: capire cosa si muove sotto la superficie e quale posizione il soggetto vuole prendere davanti a ciò che, in fondo, desidera.

QUANDO IL SINTOMO NON È DA ELIMINARE, MA DA CAPIRE
Molte difficoltà emotive diventano più ingestibili proprio quando proviamo a cancellarle in fretta. Il punto non è neutralizzare ciò che disturba, ma interrogare la funzione che ha nella vita psichica. È da lì che spesso nasce una trasformazione reale, non dalla lotta contro il sintomo.

IL PESO DELLE SCELTE: QUANDO NON RIUSCIAMO A DESIDERARE DAVVERO
Molti pazienti arrivano dicendo di “non sapere cosa vogliono”. Spesso non è mancanza di volontà, ma il timore delle conseguenze del proprio desiderio. In terapia si lavora su questo snodo: capire da cosa ci si sta difendendo quando si resta bloccati davanti a una scelta.

RELAZIONI CHE SI RIPETONO: QUANDO CAMBIA IL PARTNER, MA NON LA DINAMICA
Capita di ritrovarsi dentro storie diverse con la stessa struttura. Non è “sfortuna”, ma una bussola interna che orienta le relazioni più di quanto crediamo. Il lavoro clinico permette di leggere queste ripetizioni e capire che posto stiamo occupando ogni volta.

ANSIA O MANCANZA DI DIREZIONE? QUANDO IL CORPO SEGNALA CIÒ CHE LA MENTE EVITA
Molte forme di ansia non parlano di pericolo, ma di una difficoltà a sostenere una posizione nella propria vita: un cambiamento rimandato, un limite non messo, un desiderio non riconosciuto. Lavorare su questa connessione permette di restituire all’ansia un significato diverso.

QUANDO LA COLPA PRENDE IL POSTE DEL DESIDERIO
La colpa spesso arriva dove il soggetto si sente “troppo esposto”. Non è solo un’emozione, ma un modo di proteggersi dall’assumere ciò che si desidera davvero. In terapia si esplora perché la colpa diventa così ingombrante e quale posizione sta cercando di evitare.

14/05/2026

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  • Sostegno psicologico

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  • Sostegno alla genitorialità

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16 recensioni

Più menzionato dai pazienti

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  • L

    Simone fa le domande e le osservazioni giuste. Esse sono essenziali, e di conseguenza incoraggianti allo sviluppo della propria libertà. La pratica che abbiamo costruito è stata molto d’aiuto a farmi vedere diversi aspetti della mia psiche che si presentavano troppo intimamente perché potessi coglierli, e cambiarli, senza un altro.

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  • A

    Ottima esperienza, il dottore sa interpretare correttamente quali sono le mie problematiche

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  • S

    Ho fatto sedute con Simone per un anno abbondante. Le sedute mi ha aiutato a comprendere me stesso, la mia natura e gli schemi che condizionavano il mio modo di pensare e di vivere. Simone è stato uno psicologo attento, empatico e mai scontato. Consiglio a chiunque voglia fare chiarezza dentro se stesso.

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    Dr. Simone Gagliardi

    Grazie Simone


  • S

    Molto professionale e di tanta empatia grande aiuto per la coppia

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    Dr. Simone Gagliardi

    Sonia, grazie


  • L

    Molto professionale. Bravo nel interpretare la copia

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    Dr. Simone Gagliardi

    Grazie Luigi


  • D

    Professionale e attento, supporto davvero efficace.

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    Dr. Simone Gagliardi

    Grazie


  • A

    Il Dr. Gagliardi mi ha fatto sentire molto a mio agio, con la sua empatia e il suo ascolto attivo, facendomi sentire più consapevole della percezione dell'io, aumentando la mia autostima e capire da dove nascono le mie emozioni più interne.

    • Attenzione durante la visita
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    Dr. Simone Gagliardi

    Grazie


  • A

    Il dottore fa percepire una forte empatia e ha la capacità di mettere a proprio agio pur senza parlare molto, il che porta (almeno nel mio caso) a una grande facilità nel raccontare anche cose "difficili". Qualche domanda precisa, al momento giusto, induce poi a rivedere il proprio punto di vista, a volte in modo sorprendente.

    Non è un approccio per chi pretenda di trovare risoluzione in poche visite (ammesso che sia possibile in assoluto) ma porta a farsi molte domande molto utili.
    Mi limito alle quattro stelle perché il mio caso era assai specifico e non posso valutare il complesso delle capacità, ma aggiungo che il dottore mi ha contattato per sapere come me la stessi passando parecchio tempo dopo la conclusione del nostro rapporto, un'attenzione per nulla scontata e che ho apprezzato molto.

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  • E

    Il Dott. Gagliardi ascolta davvero, con empatia e cura. Anche se il percorso di coppia non è continuato, con lui ho potuto chiudere un cerchio dentro di me, raccogliere i pezzi sparsi e sentire un respiro nuovo tra mente e cuore. Essere vista e accolta così è stato un dono. Grazie

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  • S

    Mi sono rivolto al dott. Gagliardi in un periodo in cui mi sentivo perso e non capivo che direzione stavo intraprendendo nella mia vita. Ha saputo ascoltare veramente e mi ha dato i giusti stimoli per prendere in mano la situazione e concentarmi su ciò che per me è importante.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 63 domande da parte di pazienti di MioDottore

Gentili dottori,soffro da anni e anni di ansia e attacchi di panico anche se ultimamente non avevo più questi problemi,dopo un percorso psicologico. Giovedì scorso però mi è successo mentre facevo pulizie a casa (convivo da luglio ormai),improvvisamente mi sento male(attacco di panico) e chiamo mio cognato che era l'unico che c'era,mi alza le gambe e dopo chiama il mio compagno. Da quel giorno sempre ansiosa e paura di sentirmi male. Il venerdì avevo l'ansia a palla anche perché dovevo partire e nonostante ho superato la paura dell'aereo sto sempre in ansia. A bucarest sono stata abbastanza bene ma ho avuto periodi in cui non respiravo però pensando ad altro mi passava. Non so cosa abbia causato quest'ansia forte o il viaggio,il cane,lasciare casa pulita,lavori anche se 4 ore al giorno(assisto la nonna deli mio compagno e faccio servizi in casa a mia zia che ha bisogno),forse un pò di stress mi ha provocato tutto questo perché ho dovuto fare la valigia per tutti (papà,sorella,cognato,me e compagno) 1 valigia in 5... ieri nuovamente attacco di panico,viene mia madre e mi aiuta....questi due giorni o tre sto male non mi sento nel mio corpo,mi sento strana,ho sbandamento e giramenti di testa,faccio i servizi con ansia e vado via da mia suocera o dai miei nonni. Non voglio stare a casa forse perché mi fisso che mi succede dinuovo? Ho avuto un periodo brutto,i miei genitori a novembre si sono divorziati,forse è tutto collegato? Insomma ho al testa ovattata,sbando,mi girano la testa e gli occhi,cerco di stare sempre straiata anche se mi gira lo stesso,sto prendendo le tisane ma mi calmano poco,non respiro bene e non sento estranea a questo mondo come se non fossi qui realmente. Mi sento strana come se le cose non le faccio realmente. Come se stessi sognando o in un altra dimensione. Scusate lo sfogo spero mi aiuterete a tranquillizzarmi. Grazie e saluti

Gentile,
da quello che racconta sembra che l’ansia non sia esplosa per un singolo motivo, ma nel punto in cui molte cose insieme hanno iniziato a chiederle troppo. Quando il carico supera una certa soglia, il corpo prende la parola e lo fa in modo brusco, producendo sensazioni strane, di distacco e perdita di controllo.

Colpisce come il malessere aumenti quando si ferma o resta sola, quasi che il problema non sia “sentirsi male”, ma dover stare a contatto con ciò che sente senza appoggi esterni. In questi momenti l’ansia sembra funzionare come un segnale, più che come un nemico da combattere.

Il punto allora non è tranquillizzarsi, ma capire che posto sta occupando oggi questo allarme e cosa sta dicendo della posizione in cui si trova. Riprendere un lavoro su di sé può servire proprio a questo: non a far sparire i sintomi, ma a rimettere ordine nel rapporto con essi.

Dr. Simone Gagliardi

Ciao .ho 22 anni e Penso e spero di soffrire di doc riguardante l'orientamento sessuale, premetto che non sono assolutamente contro, ma è una cosa che io non voglio essere. Te la faccio breve, il pensiero mi é venuto completamente a caso.
Ho parlato con persone omosessuali e mi hanno detto che l'orientamento sessuale
forma da piccini e si assesta in pubertà, io a 14 anni ho provato a fare delle effusioni con una ragazza, però non ricordo di aver provato piacere. Sto con un ragazzo da 7 anni, il mio primo è vero amore, é stato la mia prima volta in tutto e lo amo con tutto il cuore e non voglio assolutamente perderlo e perdere il sesso con lui.le persone omosessuali con cui ho parlato mi hanno detto che se provo piacere e mi lubrifico quando facciamo l’amore vuol dire che sono attratta sessualmente e mentalmente da lui.Mi hanno anche detto che me ne sarei accorta a 14 anni durante quell’esperienza. Sono seguita da una psicologa e uno psichiatra. Volevo sapere se per te è doc o no. Io so solo che non voglio esserlo e che non voglio perderlo e che anche se fossi omosessuale io non lo lascio e non lo lascerò mai perché sento di provare un sentimento per lui. Non mi sono mai innamorata di una donna, nemmeno da piccina e tuttora non sento attrazione. Però mi capita che quando guardo una bella donna dí sentire una sensazione lì sotto, e la cosa mi manda in ansia totale . Oltre a lui l’ho fatto anche con un altro uomo e ho provato piacere anche lì. Prego Dio ogni giorno e ogni notte che mi dia un segno che non lo sono e che mi dica che starò con lui per sempre. Non voglio lasciarlo per nulla al mondo. Se fossi omosessuale non avrei così tanta paura di perderlo? Anzi per me sarebbe un sollievo? Piango ogni giorno perché NON VOGLIO PERDERLO. É la mia vita. Non voglio essere omosessuale per nulla al mondo. Dovrei provare con una ragazza per porre fine a tutto questo? Non voglio.Analizzo il passato, ripeto frasi mentali, mi lavo per evitare che il pensiero diventi reale, conto, odio i numeri pari perché portano male, amo i numeri dispari, faccio determinate cose con la mano destra e altre con la sinistra, e altri rituali, la prego mi dica che é doc, ho paura anche se non ho desiderio e ho anche paura di essere/diventare transessuale/transgender pur non avendo il desiderio né di andare con le donne né di cambiare sesso, la prego secondo lei é doc? Se non lo è voglio morire. Ripeto i rituali solo in numeri dispari perché così il pensiero non diventi reale. Ho letto che questo pensiero viene alle persone eterosessuali. La prego mi aiuti io non ce la faccio più. Se non é DOC io voglio morire, amo il mio ragazzo alla follia, me lo hanno diagnosticato ma io non ci credo e ho paura che mi abbiano mentito, i medici possono mentire e dare farmaci tanto per?

Buongiorno,

da quello che descrive non emerge un problema di orientamento, ma un funzionamento ossessivo. Il pensiero arriva in modo intrusivo, genera ansia intensa, e lei tenta di neutralizzarlo con controlli, rituali, numeri, analisi del passato e richieste di rassicurazione. Questo è il meccanismo del DOC.

Non è il contenuto (omosessualità, identità di genere) il punto. È il bisogno assoluto di certezza e la paura di perdere ciò che ama.

Provare con una ragazza sarebbe una compulsione di verifica e rafforzerebbe il dubbio.

Continui il lavoro con i suoi curanti. Il fatto che il pensiero sia vissuto come minaccia e non come desiderio è già un dato clinico importante.

Dr. Simone Gagliardi
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