Salve, sono una ragazza di 21 anni. Ho tanti dubbi ultimamente riguardanti un ragazzo. Premetto che
Salve, sono una ragazza di 21 anni. Ho tanti dubbi ultimamente riguardanti un ragazzo. Premetto che prima di lui non ho mai avuto nessuna esperienza con i ragazzi e le relazioni. L'ho conosciuto l'anno scorso all'università perchè facevamo un corso insieme. Da lì abbiamo iniziato a vederci come amici per un paio di settimane e poi abbiamo iniziato a frequentarci. Io avevo dei dubbi fin dall'inizio; lui mi piaceva, ma a volte mi sembrava fossimo troppo diversi e non avessimo abbastanza cose in comune, ma ho continuato comunque perchè sentivo di provare dei sentimenti per lui e instintivamente volevo continuare a vederlo. Tutto ha iniziato a peggiorare dopo che ci siamo baciati e abbiamo iniziato a frequentarci in senso romantico diciamo. Mi sentivo abbastanza a disagio, a volte in ansia, a volte annoiata perchè mi sembrava non avessimo più di niente di cui parlare. Spesso mi sembrava che lui mi baciasse proprio perchè non sapeva cosa dirmi. Quindi già solo dopo pochi giorni non mi andava più di passare del tempo con lui, mi sentivo completamente annebbiata e confusa, e soprattutto provavo un forte senso di colpa perchè sentivo che lo stavo illudendo perchè non ero sicura di ciò che provavo. In più ho iniziato a guardarlo con occhi diversi, e hanno iniziato a darmi fastidio tante piccole cose che faceva. Questo ha alimentato il pensiero che avevo all'inizio, cioè che forse non eravamo così tanto compatibili. Quindi dopo pochissimo tempo, forse 10 giorni dopo il primo bacio, ho deciso di interrompere la frequentazione, soprattutto per la forte ansia che provavo e anche perchè l'idea di uscirci di nuovo non mi piaceva più particolarmente, e neanche il modo in cui mi baciava o anche solo passare del tempo con lui. Dopo averlo lasciato sono stata bene, l'ansia è andata via ed ero abbastanza tranquilla, ma mi sono ritrovata a pensare a lui molto spesso. Ho rimuginato tantissimo sui momenti passati insieme e all'inizio ero convinta di aver preso la decisione giusta. Arriviamo comunque a quest'anno. Ho iniziato a ribeccarlo a lezione all'università e mi sono resa conto che ogni volta che lo vedo impazzisco. Il mio cuore batte fortissimo, sono nervosa, tremo come una foglia e non capisco niente. Abbiamo riniziato a parlarci e chiacchierare a lezione se capita l'occasione. E in realtà spero sempre di incontrarlo all'università, anzi molte volte cerco di passare nelle zone dove so che potrei vederlo, o a lezione trovo un modo di parlarci in qualche modo. E credo di piacergli ancora in realtà, perchè a volte cerca il contatto fisico e si comporta nello stesso modo in cui faceva l'anno scorso quando flirtava con me, anche se in modo più velato stavolta. La vera domanda è: a me piace? Mi verrebbe da dire di si per tutte le cose che faccio d'impulso, però ho davvero tanta paura delle conseguenze. Ho paura che finisca come l'anno scorso e di farlo star male di nuovo. In più c'è una parte di me che pensa che forse non mi piace lui, ma mi piace il sentirmi desiderata e il modo in cui ci prova con me. Sono confusissima e mi sento una cattiva persona perchè comunque sto continuando a parlarci e trovare occasioni in cui chiacchierare, senza provarci in modo evidente, però ho paura di starlo illudendo in qualche modo. Non so che fare. Da una parte mi piace il sentirmi desiderata e l'eccitazione che sento all'idea di vederlo a lezione o comunque all'università. Dall'altra se penso allo stare con lui e uscirci mi vengono tantissimi dubbi e paranoie e ho il terrore che il rapporto tra di noi si evolva effetivamente in una relazione, anche se forse è quello che voglio. Non so se sia un'infatuazione momentanea o un verso interesse nei suoi confronti. Domani lo vedrò a lezione probabilmente e non so come comportarmi. Vorrei tanto parlarci, ma non voglio illuderlo senza prima avere le idee chiare su cosa provo. Avrei veramente bisogno di una parere.
25 risposte
Gentilissima buongiorno, è molto bella questa sua attenzione ai sentimenti propri e altrui, e domandarsi se il suo interesse sia per il ragazzo o per il fatto di essere desiderata merita una risposta. Credo che la cosa più importante sia capire cosa lei vuole veramente. Ipotizziamo che in questa fase della sua vita per lei sia importante sentirsi desiderata, in altre parole mettere alla prova la sua capacità di essere amabile. Una soluzione potrebbe essere quella di mettersi alla prova con altri ragazzi. Continui a frequentare pure il suo ex ma eviti di illuderlo e cerchi di confrontarsi con altri . Non è necessario trasformarsi in una "Messalina", si tratta solo di mettere alla prova la propria capacità di essere apprezzata. Inoltre, se la confusione fosse davvero tanta, un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla in questa fase confusa della sua vita a capire ciò che desidera e chi vuole diventare. Resto a disposizione a e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa
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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, quello che appare più evidente da ciò che scrive è la confusione che sta provando in questo momento. Da un lato c'è la scelta di interrompere una frequentazione appena nata, forse per ansia, forse per noia, o chissà; dall'altro lato ci sono tutte le sensazioni corporee che sperimenta ne rivedere il suo ex, e tutti i pensieri che ha verso di lui. Credo che potrebbe essere utile per lei in questo momento domandarsi cosa desidera per se stessa, se si sente pronta ad una relazione, oppure desidera conoscere meglio sé stessa prima di intraprendere una frequentazione. Un percorso psicologico può aiutarla in questo percorso, e può fornirle una guida per riconoscere le sue emozioni. Resto a sua disposizione, un caro saluto. Dottoressa Stefania Sica.
Gentile utente, grazie per la condivisione. Sicuramente il momento di incertezza in cui ti trovi può portarti a sentirti confusa, è del tutto normale. Credo che parte di questa confusione possa essere generata dal fatto che tu al momento non abbia molto chiaro che cosa tu voglia davvero. Prova a incuriosirti a riguardo. Rimango a disposizione se avessi bisogno. Un caro saluto
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso la sua storia. Partirei proprio dalle primissime frasi, ovvero il fatto che quella con lui è stata la sua prima relazione, anche se per poco. Questo mette già un interrogativo sul perché sia la prima. Mi verrebbe da pensare che la paura di questa nuova situazione sia alla base della sua ansia, portandola a focalizzarsi solo su ciò che non andava. Probabilmente, prima di calarsi in una relazione con l'altro, si dovrebbe lavorare con la relazione con se stessi. Le emozioni che prova rivedendolo potrebbero essere legate al fatto che questo ragazzo è stato il primo, e come dice il detto "il primo amore non si scorda mai". Al momento è difficile capire dove andrà la vostra storia, sicuramente c'è la possibilità che proseguiate con una bella amicizia, se è un desiderio condiviso. Resto a disposizione, anche online. Dott.ssa Eleonora Furia
La tua condivisione contiene molto materiale e rileggendola credo che si possano vedere diversi spunti completamente in autonomia. Il focus, se ci si pone attenzione, verte comunque intorno a te. Hai visto come allontanare o evitare le situazioni, i pensieri etc dia un sollievo momentaneo andando a rafforzare qualcosa sottostante più forte. Struggerti con questi dubbi o sofferenze non sarà utile nel lungo periodo. Anche con consigli, scelte e quant'altro nel ripetersi di questa situazione forse tornerai a non sapere cosa fare. Credo sia meglio prima di pensare a lui a pensare a te e a lavorare sulle tue difficoltà. Resto comunque a disposizione, anche online.
Gentile utente, la sua situazione è comprensibilmente faticosa e destabilizzante. Mi sembra di capire che da una parte ci sia qualcosa che la attrae e dall' altra la spaventa. Lei si è giustamente interrogata sulla natura del suo interesse ma forse sarebbe meglio chiedersi cosa la spaventa o preoccupa non solo di lui ma dello stare insieme, della relazione in generale. Purtroppo non ci sono soluzioni a breve termine perché il modo di stare in relazione di ognuno di noi è strettamente legato alla nostra storia personale che dunque meriterebbe di essere indagata e approfondita. Le consiglio pertanto di prendere in considerazione la possibilità di intraprendere un percorso psicologico che le consenta di acquisire maggiore consapevolezza e affrontare i suoi dubbi e preoccupazioni. Resto a disposizione e le auguro di trovare presto la serenità. Un saluto!
Buongiorno, la confusione emotiva che lei manifesta ha bisogno di tempo per essere elaborata. Non abbia fretta e cerchi di conoscere meglio la persona che frequenta per comprendere se la relazione con lui la interessa. Intraprendere un percorso psicologico può aiutare a scoprire cosa si desidera dall'altro. Auguri
Cara Utente, deve essere davvero faticoso barcamenarsi tra questi pensieri, i cui contenuti si contraddicono e la confondono. E questo rende faticoso anche raccontarli, metterli in ordine. "Immaginare" come dovrebbero andare le cose, cosa si dovrebbe sentire dopo il primo bacio, come dovrebbero essere le conversazioni tra lei e il ragazzo di cui ci parlava, la distanzia da ciò che invece lei potrebbe "sentire". Ciò che mi colpisce del suo racconto è che queste idee, queste immagini, le tolgono la possibilità di sentire le cose per come sono, di ascoltare il suo corpo e le sue emozioni e di decidere, non in base ad un'idea, ma in base a ciò che percepisce, se le piace la compagnia di questo ragazzo, ad esempio. Finché i pensieri dibattono tra di loro nella sua testa, tutto può essere vero e tutto può essere falso, perché il dibattito tra loro rimane "astratto". Mi domando, quando ha dovuto imparare a proteggersi, con la testa, dalle sue emozioni? O quando ha imparato che se ci si avvicina troppo ad una persona ci si può "bruciare", ci si può fare male? Sarebbe importante andare a fondo nella sua storia relazionale e personale. Resto a disposizione, eventualmente. Un caro saluto. Dott.ssa Mariagiulia Sacco
Cara ragazza, le prime esperienze sono sempre un po’ incerte e ci lasciano nella confusione, può pensare di esplorare questa situazione nel rispetto dell’altro e di se stessa, con i suoi modi ed i suoi tempi. Cordiali saluti, Giada Bruni
Buongiorno, potrebbe aiutarla parlare con uno specialista affinché possa uscire da questa dimensione di confusione cercando cosi di mettere ordine tra i suoi pensieri, capendo magari i vissuti che prova. Dietro le sue paure potrebbero celarsi preoccupazioni più profonde riguardanti magari proprio il viversi la relazione a pieno ad esempio. Resto disponibile ad accogliere la sua richiesta di aiuto qualora volesse, ricevo anche on-line. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Salve, la cosa che più mi ha colpito delle sue parole è quando dice che ha tanta paura che il rapporto con questo ragazzo evolva effettivamente in una relazione. Mi sembra che debba pensare a quali sono le paure di ritrovarsi in una relazione affettiva e questo può farlo in psicoterapia. Ora si percepisce molto la sua ambivalenza e solo capendo più a fondo come si sente e quali sono le "conseguenze" di cui ha paura potrà effettivamente andare avanti. In bocca al lupo. Dott.ssa Silvia Di Chio
Grazie per la condivisione, quello che le posso suggerire è contattare uno specialista che l'aiuti fare chiarezza nei suoi sentimenti ed emozioni rivolte a questo ragazzo e domandarsi su ciò che vuole. Resti a sua disposizione un caro saluto dott.ssa Lina Robertiello
Buonasera, la confusione che prova in questa circostanza è quanto traspare della sua affettività, del modo in cui entra in una relazione affettiva. Possiamo però anche considerare come fattori determinanti, la giovane età e l'inesperienza in campo sentimentale, come lei dichiara, oltre al fatto che non è detto ci sia l'affinità aspettata con questo ragazzo. Quello che le direi è di conoscerlo meglio anche sotto altri profili, ossia riguardo a cosa pensa in generale, quali opinioni ha in vari campi, su temi sociali e di attualità ad esempio per confutare o meno la noia che provava dopo poco tempo di frequentazione. Rimango a disposizione per un eventuale consulto. Un cordiale saluto Dott.ssa Marina Bonadeni
Buonasera, dalla sua descrizione appare una parte interessata e rivolta alla conoscenza di questo ragazzo. Dall'altro lato vi è una parte che "ostacola" e "blocca" la prima. Sembrerebbe che il momento in cui le due parti stridano di più sia quel primo accesso ad una dimensione più intima, rappresentata da questo bacio. Potrebbe essere d'ausilio interrogarsi su cosa rappresenti e come venga vissuta la sua intimità affettiva. In questo modo forse le due parti che ha descritto potrebbero meglio delinearsi ed esplicarsi. Un caro saluto. Dott. Khalil
Buona sera, il suo racconto molto interessante mi ha fatto pensare alla seguente ipotesi. Come succede spesso con tanti giovani a questa eta’ , e’ molto probabile che lei abbia preso delle caratteristiche che le piaciono in questo ragazzo e si e’ costruita un immagine ideale di lui. Si distinguono quindi due immagini di questo ragazzo: il ragazzo idealizzato in cui lei a investito a livello di desiderio e di cui lei e’ molto innamorata e il ragazzo reale che da quanto pare e molto diverso da quello immaginario. Cosi si spiega perche’ quando si avvicina a lui lei diventa ansiosa perche’ viene messa di fronte alla realta’ e questo la spaventa. Quando invece si allontana il fascino del ragazzo idealizzato prende soppravento. Un buon lavoro da fare sarebbe farli incontrare nella sua mente. Resto a disposizione se vuole approfondire questi concetti.Un caro saluto Dottoressa Daniela Livadaru
Caro Utente, innanzitutto vorrei ringraziarla per aver condiviso con noi la sua storia e la sua sofferenza. Quando si tratta di questioni, argomenti psicologici (che si tratti di rapporti sociali, disagi personali, o dei disturbi, autostima, motivazione etc..) dare risposte con così poche informazioni su di una piattaforma web, è difficile. Ognuno di noi è diverso e per comprenderlo fino in fondo bisogna ascoltarlo attentamente e porre le giuste domande. Detto questo, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo con il quale riesca ad entrare in sintonia e intraprendere un percorso di sostegno o supporto psicologico così da poter indagare a fondo le sue emozioni, i suoi pensieri e il suo modo di percepire sé stesso e il mondo circostante. In questo modo è possibile raggiungere quel benessere che ognuno di noi si merita. Rimango in attesa per eventuali chiarimenti. Dott.ssa Linda Trogi
Gentile utente, a mio parere le sue considerazioni ed emozioni che vive riguardo questa relazione sono legittime ed anche condivisibili. Sembra anche che una forte ansia e preoccupazione riguardo alla natura di questa relazione non le consenta di percepire le sensazioni positive e le opportunità che sul piano affettivo può viversi. Solo in questo senso un percorso le potrebbe essere utile per smorzare quelle emozioni che la bloccano e la pongono in costante e doloroso dubbio. Per poter capire ed anche sentire più liberamente. Rimango a disposizione per ogni eventuale approfondimento. Cordiali Saluti Dottor Emanuele Grilli
Gentile utente , grazie per aver condiviso con noi il suo disagio. Per tanto le consiglio un consulto psicologico per approfondire meglio la sua situazione. Rimango a disposizione anche online . Cordialmente Dott.ssa Rosa Argenti
Grazie per avere condiviso queste sue sensazioni ed emozioni, quello che le posso suggerire è contattare uno specialista che l'aiuti fare chiarezza. Pare che sia molto forte la paura, ma bisognerebbe capire da dove nasce questa paura! Resto a sua disposizione. Cordiali saluti Dott.ssa Barbara Gizzi
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. È normale sentirsi confusa quando si mescolano attrazione e dubbi. Da quello che racconta, sembra che l’interesse per lui ci sia, ma è accompagnato da ansia e incertezza. Il fatto che, quando lo frequentava, si sentisse a disagio e con poca voglia di vederlo potrebbe indicare che la compatibilità emotiva non fosse così forte. Ora il desiderio di rivederlo potrebbe essere più legato al sentirsi desiderata che a un reale cambiamento nei sentimenti. Non c’è niente di sbagliato nel provare piacere nell’attenzione di qualcuno, ma se teme di illuderlo, potrebbe essere utile ascoltare le sue emozioni senza forzarsi a interpretarle subito. Domani può comportarsi in modo naturale e vedere come si sente, senza pressioni. Se vuole approfondire, rimango a disposizione.
Salve, comprendo quanto possa essere frustrante e destabilizzante trovarsi in una situazione di forte incertezza emotiva. Da ciò che descrive, sembra che ci siano due forze contrastanti dentro di lei: da una parte l’emozione intensa che prova quando lo vede, il desiderio di parlargli e di attirare la sua attenzione, dall’altra il timore di ripetere l’esperienza passata e di farlo soffrire nuovamente. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, può essere utile esplorare più a fondo i pensieri e le emozioni che emergono nelle diverse fasi di questa esperienza. Quando ha iniziato a frequentarlo, ha provato ansia, disagio e un senso di noia, che l’hanno portata ad allontanarsi. Dopo la rottura, ha sperimentato sollievo, ma con il tempo sono riemersi pensieri e sensazioni che l’hanno portata a desiderare un contatto con lui. È possibile che il suo cervello stia enfatizzando ciò che ora le sembra mancare, creando un’illusione di desiderio che non è realmente legata alla persona in sé, ma al bisogno di rivivere un’attenzione e un coinvolgimento emotivo. Si chieda: "Quando lo vedo e sento il cuore battere forte, cosa sto davvero desiderando? È lui come persona, con tutto ciò che comporta stare con lui, oppure è la sensazione di essere corteggiata, di avere un’attenzione speciale su di me?" A volte la nostra mente idealizza qualcosa quando non ce l’abbiamo più, ma poi, quando la viviamo, ci rendiamo conto che non è ciò che volevamo davvero. Il fatto che lei provi paura al pensiero di una relazione concreta con lui, o anche solo di uscirci di nuovo, è un segnale importante. Non significa necessariamente che debba evitarlo, ma che forse è utile procedere con più chiarezza dentro di sé prima di alimentare ulteriormente il legame. Non si colpevolizzi: non sta facendo nulla di sbagliato nel voler parlargli o nel provare attrazione per l’attenzione che le dà. Il punto centrale è capire se c’è un reale desiderio di conoscerlo meglio e costruire qualcosa con lui, o se si tratta di un bisogno più interno di validazione e riconferma. Nel concreto, potrebbe aiutarla prendere un po’ di distanza emotiva per osservare meglio i suoi sentimenti. Provi a immaginare di uscire di nuovo con lui: come si sente? Riesce a visualizzare questa possibilità con entusiasmo, oppure emergono di nuovo ansia e confusione? Se la seconda risposta prevale, allora potrebbe essere utile accogliere il fatto che non sia lui la persona giusta per lei in questo momento, ma piuttosto un simbolo di qualcosa di cui ha bisogno emotivamente. Non si forzi a prendere decisioni immediate, ma ascolti con sincerità ciò che prova. Se sente di voler parlare con lui, lo faccia con naturalezza, ma senza darsi pressioni o sentirsi in dovere di assecondare un’idea di relazione che non la convince del tutto. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Quello che descrivi racconta molto bene il conflitto interiore che stai vivendo. Da una parte c’è l’attrazione, l’eccitazione nel vederlo, il desiderio di sentirti notata e desiderata da lui; dall’altra c’è il ricordo di quando, appena siete passati a una frequentazione più intima, ti sei sentita subito a disagio, annoiata e piena di ansia. È come se in te convivessero due spinte opposte: l’impulso e l’emozione del momento, e la paura di ripetere una situazione che ti aveva fatto stare male. Non sei una “cattiva persona” per questo. È normale avere dubbi, soprattutto se è la tua prima esperienza e non hai ancora riferimenti chiari su cosa significhi per te attrazione, interesse o vera compatibilità. L’incertezza non significa che tu stia prendendo in giro qualcuno: significa che stai ancora imparando a conoscerti. Quello che senti quando lo incroci all’università – il cuore che batte, l’agitazione, la voglia di cercarlo – è un segnale che lui ha un impatto emotivo su di te. Ma non basta questo a dire che sia la persona giusta con cui costruire una relazione. I tuoi dubbi e le tue paranoie quando immagini di tornarci insieme parlano di un’altra parte di te che non va ignorata. Potrebbe anche essere, come dici tu, che ti piaccia più l’essere desiderata che la persona in sé. E questo non è sbagliato: capita spesso, soprattutto quando si muovono i primi passi in ambito sentimentale. La cosa importante è non buttarti subito in una relazione solo per seguire l’emozione del momento, ma darti il tempo di osservare come ti senti davvero quando parlate, quando state insieme, quando immagini un futuro con lui. Non serve avere subito tutte le risposte: puoi stare in questa fase di esplorazione, continuare a parlarci senza fretta, senza sentirti obbligata a definire o a prendere decisioni immediate. Se temi di illuderlo, ricorda che anche lui è un ragazzo giovane e può gestire la realtà dei tuoi dubbi. Non è detto che tu debba già sapere se vuoi o no una relazione: puoi restare sincera con te stessa e con lui, senza fingere sicurezze che non hai. Dott.ssa De Pretto
Gentile utente, la confusione che descrive è comprensibile, soprattutto considerando che questa è la Sua prima esperienza affettiva e che l’incontro con questo ragazzo ha attivato emozioni intense ma contrastanti. È importante chiarire subito un punto: il fatto che il Suo corpo reagisca con agitazione, batticuore, ricerca dell’incontro non equivale automaticamente a un desiderio di relazione. Indica piuttosto che questa persona ha acceso qualcosa in Lei, ma non dice ancora che cosa sia esattamente. L’anno scorso, quando il rapporto è diventato più intimo, Lei ha sperimentato ansia, disagio, noia e una progressiva perdita di desiderio di stare con lui. Il fatto che, una volta interrotta la frequentazione, l’ansia sia scomparsa è un dato molto rilevante. Non va ignorato, perché segnala che la difficoltà non era solo la paura di sbagliare, ma un malessere reale legato allo stare nella relazione. Oggi, invece, ciò che si riattiva è soprattutto l’eccitazione dell’attesa, il sentirsi desiderata, il gioco del “ci incontriamo ma non succede nulla”. Questo può essere molto coinvolgente, ma è diverso dal desiderio di costruire un rapporto concreto. La domanda “mi piace lui o mi piace piacergli?” è una domanda matura e corretta. Il fatto che l’idea di uscire di nuovo con lui, di baciarlo o di stare insieme Le provochi dubbi, tensione e timore, mentre l’idea di incontrarlo casualmente Le dia eccitazione, suggerisce che in questo momento il nodo non sia tanto l’amore quanto il confronto con l’intimità e con le conseguenze di un legame. Non è raro, alla prima esperienza, oscillare tra attrazione e ritiro, tra desiderio e paura. Non è una cattiva persona perché cerca il contatto e allo stesso tempo è prudente. Sta cercando di capirsi, non di manipolare. Tuttavia è vero che, se questa ambiguità dovesse prolungarsi, rischierebbe di creare aspettative nell’altro e di farLa sentire sempre più in colpa. Per questo, più che decidere ora se “Le piace davvero” o meno, potrebbe essere utile fare un passo intermedio: rallentare consapevolmente, evitare di alimentare il flirt, e osservare cosa resta quando non c’è il gioco della tensione e del desiderio implicito. Domani, a lezione, può permettersi di essere semplicemente educata e cordiale, senza cercare attivamente il contatto né evitarlo in modo rigido. Non deve chiarire tutto subito, ma è importante che non si forzi a fare ciò che dentro di sé la mette in allarme. La chiarezza emotiva non nasce sotto pressione, ma quando ci si concede il tempo di ascoltare non solo l’eccitazione, ma anche le resistenze. Se questa confusione dovesse ripresentarsi spesso nelle relazioni, un percorso psicologico potrebbe aiutarLa a distinguere meglio tra desiderio, bisogno di conferma, paura dell’intimità e reale compatibilità. Non per “etichettare” ciò che prova, ma per imparare a fidarsi di sé senza sentirsi in colpa. In questo momento non è chiamata a scegliere una relazione, ma a scegliere di rispettare il Suo ritmo. Questo, di per sé, è già un segnale di maturità.
Gentile ragazza, quello che descrivi non è tanto confusione su “ti piace o non ti piace”, ma un movimento molto chiaro: ti avvicini quando è distante e ti allontani quando diventa reale. Quando lo frequentavi, qualcosa si spegneva: disagio, noia, ansia, fastidio. Quando lo perdi, qualcosa si accende: desiderio, eccitazione, ricerca, batticuore. Questo non è contraddittorio: è un meccanismo molto comune. Non è detto che sia lui a piacerti, ma la distanza, il desiderio, il sentirti scelta. Il punto è che stai cercando di risolvere tutto nella testa (“mi piace davvero?”), mentre il tuo corpo ha già dato due risposte diverse in due situazioni diverse: * vicinanza reale → chiusura * distanza / possibilità → attivazione Se non tieni conto di questo, rischi di rientrare nello stesso schema: ti riavvicini → cresce il contatto → tornano ansia e dubbi → ti allontani → poi lo rivuoi. E il senso di colpa che senti nasce proprio da qui: una parte di te si muove verso di lui, un’altra frena. La domanda allora cambia: ti piace lui nella realtà, oppure ti piace quello che senti quando non è davvero tuo? Per non illuderlo (e non confonderti ancora di più), il passo più utile non è decidere subito, ma non accelerare: parlaci, ma senza tornare subito a una dinamica romantica o fisica. Osserva cosa succede quando state insieme davvero, senza tensione e senza dover “definire” subito qualcosa. È lì che capisci, non nei pensieri. Se invece senti che l’ansia torna appena la situazione si avvicina a qualcosa di più concreto, quella è già una risposta importante. Se vuoi, puoi continuare ad approfondire questa dinamica, perché spesso non riguarda solo questa persona, ma il modo in cui ti avvicini alle relazioni. Un caro saluto.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.












