Salve, sono una neo-mamma , non riesco a smettere di fumare, ho diminuito , fumo Iqos 5 durante la g

26 risposte
Salve, sono una neo-mamma , non riesco a smettere di fumare, ho diminuito , fumo Iqos 5 durante la giornata , lontano dalla poppata al seno della bambina , sto cercando di smettere , però se non fumo mi sento nervosa e ho delle crisi di pianto, però voglio continuare ad allattare al seno, cosa posso fare ? Grazie
La nascita di un bambino è un momento delicatissimo, e diventare madre non significa smettere di avere fragilità o bisogni propri. Il fatto che lei stia cercando di ridurre il fumo mostra già attenzione e responsabilità verso sua figlia.
Quello che descrive — nervosismo, crisi di pianto quando prova a non fumare — può essere legato sia alla dipendenza dalla nicotina sia al grande cambiamento emotivo e fisico che il post-parto comporta. In questa fase molte donne vivono una vulnerabilità particolare, che merita ascolto e non giudizio.
Rispetto all’allattamento, è importante confrontarsi con il pediatra o con il medico di base per avere indicazioni mediche precise e sicure. Esistono percorsi per smettere di fumare compatibili con l’allattamento, ma vanno valutati da un professionista sanitario.
Dal punto di vista psicologico, però, può essere utile chiedersi: che funzione ha per lei la sigaretta in questo momento? È una pausa? Un modo per calmare l’ansia? Uno spazio “solo suo” dentro una giornata tutta dedicata alla bambina? Spesso il fumo diventa un regolatore emotivo, soprattutto quando ci si sente sopraffatte.
Se togliamo la sigaretta senza trovare un altro modo per prendersi cura di quel nervosismo o di quella tristezza, il vuoto si fa sentire. Per questo può essere importante non affrontare tutto da sola. Uno spazio di parola nel post-parto aiuta molte mamme a dare senso a ciò che provano, senza sentirsi inadeguate.
Allattare e smettere di fumare non sono solo scelte “di volontà”, ma processi che toccano il corpo, l’identità e l’equilibrio emotivo. Si dia tempo e si faccia accompagnare: chiedere aiuto è un gesto di cura, per lei e per la sua bambina.
Se sente il bisogno di approfondire quello che sta vivendo in questo momento così delicato, può essere utile parlarne in un percorso dedicato. Non è sola in questa fatica

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Dott.ssa Camilla Deghi
Psicologo, Psicologo clinico
Sesto Calende
Gentile mamma, innanzitutto grazie per la sua condivisione. Il periodo del post-partum è un momento di enorme cambiamento emotivo e fisico, ed è normale che lei stia cercando una "valvola di sfogo" per gestire lo stress e la stanchezza.
Il fatto che lei abbia già ridotto il consumo e si ponga il problema è il primo e fondamentale passo verso il cambiamento. Ecco alcuni spunti per affrontare questo percorso senza sentirsi sopraffatta:
- Provi ad agire un passo alla volta, invece di eliminare le 5 sigarette residue di colpo, cosa che sta alimentando il suo nervosismo e le crisi di pianto, provi a darsi un obiettivo realistico. Ad esempio, si ponga l'obiettivo di arrivare a "zero" nell'arco di un mese, eliminando una sola sigaretta ogni 5-6 giorni. Questo permette al suo sistema nervoso di adattarsi gradualmente.

- Sostituisca il rito, non solo la nicotina, il fumo non è solo una dipendenza chimica, ma un rito di respirazione. Quando fuma, lei compie involontariamente dei respiri profondi che aiutano a scaricare la tensione.
Potrebbe provare la tecnica della cannuccia, quando avverte il bisogno di fumare, provi a utilizzare una cannuccia (tagliata della lunghezza di una sigaretta), aspirare l'aria attraverso di essa offre una resistenza simile al tiro della sigaretta e l'espirazione lenta favorisce l'ossigenazione e il rilassamento immediato, "ingannando" il cervello in modo positivo.

- Gestire l'aspetto emotivo, le crisi di pianto che descrive suggeriscono che la sigaretta sia diventata un regolatore emotivo. Potrebbe essere utile introdurre brevi momenti di rilassamento alternativi, come il rilassamento muscolare progressivo (anche solo per 2 minuti mentre la bimba dorme).
Una seconda tecnica utile potrebbe essere quella di bere un bicchiere d'acqua a piccoli sorsi ogni volta che arriva il desiderio impellente di fumare.

Il suo desiderio di continuare ad allattare è una motivazione bellissima. Continui a distanziare il più possibile il fumo dalla poppata, ma cerchi di non trasformare questa scelta in una fonte di ulteriore ansia. Se lo stress diventa troppo alto, il mio suggerimento è quella di parlarne con un professionista, a volte, il supporto di pochi colloqui psicologici può fare la differenza nel trasformare il "senso di colpa" in "potere di scelta".

Un caro augurio a lei e alla sua bambina.

Spero di esserle stata d'aiuto,
Cordialmente
Dott.ssa Camilla Deghi
Dott.ssa Carolina Conti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Comprendo perfettamente la sua fatica: il nervosismo e il pianto sono segnali fisici di un'astinenza che, sommandosi allo stress del post-partum, è difficile gestire da sola. Ridurre il fumo è già un ottimo passo, ma per tutelare l'allattamento e il suo equilibrio emotivo le suggerisco di consultare il medico o un Centro Antifumo per valutare supporti farmacologici compatibili e tecniche di rilassamento mirate. Questo le permetterebbe di stabilizzare l'umore senza dover ricorrere alla sigaretta come regolatore dello stress.
Potrebbe essere utile affiancare a questo tipo di intervento un percorso di sostegno psicologico, per supportarla in questo momento molto intenso della sua vita.
Un caro saluto
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno neomamma,
se vuoi smettere di fumare questo è il momento ideale per fare questo grande passo verso la tua salute ed anche quella di tua figlia.
Conosciamo oramai tutti e bene i rischi del fumo passivo, oltre che di quello attivo.
Un percorso per smettere di fumare può certamente servire e la psicoterapia aiuta in questo.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Gen.ma utente,
se si affida semplicemente alla forza di volontà per smettere di fumare vedrà ben pochi risultati. Lei afferma che non riesce a smettere perché altrimenti si sente nervosa e ha delle crisi di pianto. Si metta nella condizione di scegliere: meglio fumare e, in questo modo, danneggiare la sua salute e quella della bambina (il fatto che fuma lontano dalla poppata non ha molto senso)? Oppure, accogliere momenti di nervosismo e concedersi qualche pianto di tanto in tanto?
Invece di dare così tanto potere al fumo o all'atto di fumare, cominci a dare potere alle sue priorità che sicuramente riguardano il benessere personale e di sua figlia. Fumare è un'abitudine che, seppur deleteria, fornisce un certo livello di gratificazione: nel suo caso allenta lo stress (per breve tempo) e magari sostituisce pensieri negativi. La sua mente, dunque, nel momento di difficoltà, attiva un pilota automatico che la porta al solito comportamento del fumare, una sorta di scorciatoia, di soluzione facile ai problemi. E' evidente che i problemi, poi, tornano esattamente come prima e non sarà l'ennesima somministrazione di nicotina a farli andare via.
E' possibile che il suo nervosismo sia legata al recente evento del parto. Potrebbe valutare di lavorare sul suo stato psicologico attuale con il supporto di un professionista. Il parto può essere un momento bellissimo nella vita di una donna, ma anche un trauma e va gestito come tale. Cercando il giusto aiuto potrà accogliere meglio il suo stato di fragilità, le sue crisi di pianto, e cominciare a porsi obiettivi di benessere per lei stessa e per la bambina.
Il percorso psicologico le darà strumenti efficaci per tenere sotto controllo l'impulso a fumare e trovare azioni alternative migliori, sia per calmare la tensione e lo stress, sia per generare emozioni positive. Una cattiva abitudine non si cancella, ma si può sostituire con altre abitudini più vantaggiose e di valore.
Rimango a disposizione per ulteriore supporto e informazioni su un eventuale percorso, anche online.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Dott.ssa Carla Ferraro
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Firenze
Comprendo la sua preoccupazione, poichè nel periodo dopo il parto è molto comune avere difficoltà a smettere di fumare, anche per via dei cambiamenti ormonali, della stanchezza e dello stress. In generale, continuare ad allattare è comunque preferibile, ma allo stesso tempo potrebbe essere utile un supporto professionale per affrontare gradualmente la dipendenza da nicotina. Può rivolgersi ai servizi del suo territorio oppure sono disponibile per un supporto psicologico on line.
Cordialmente

Un caro saluto.
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Buonasera, prima di tutto è importante dirle che il fatto che stia cercando di ridurre il fumo e si stia ponendo il problema dimostra già molta attenzione verso la salute sua e della sua bambina. Il periodo dopo il parto è molto delicato in quanto è caratterizzato da stanchezza, cambiamenti ormonali, nuove responsabilità e mancanza di sonno possono, che possono rendere più difficile gestire abitudini come il fumo.
La nicotina crea dipendenza e quando si prova a ridurla possono comparire irritabilità, nervosismo o crisi di pianto, che sono sintomi tipici dell’astinenza. Il fatto che lei fumi lontano dalla poppata è una precauzione utile, ma è comprensibile il desiderio di smettere del tutto. Tuttavia può essere utile chiedere un supporto specifico per la cessazione del fumo, ad esempio rivolgersi al medico di base o a un centro antifumo, dove possono aiutarla con strategie graduali per ridurre la dipendenza. In alcuni casi, e sempre sotto controllo medico, si possono valutare anche terapie sostitutive della nicotina compatibili con l’allattamento.
Oltre all’aspetto medico, può essere utile anche un sostegno psicologico, anche breve, poiché spesso il fumo diventa un modo per gestire tensione, stanchezza o emozioni intense nel post-parto. Imparare strategie alternative di regolazione dello stress può aiutare molto nel processo di smettere.

Un cordiale saluto.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo. Il periodo dopo la nascita di un bambino è delicato e ricco di cambiamenti fisici ed emotivi: sentirsi più nervosa, fragile o in difficoltà non significa essere una cattiva madre, ma attraversare una fase di grande adattamento.

Il fatto che abbia già ridotto il fumo e che desideri smettere per tutelare la sua bambina è un segnale importante di consapevolezza e cura. La nicotina può creare una dipendenza sia fisica sia psicologica: l’irritabilità e il pianto che descrive potrebbero essere legati all’astinenza, ma anche alla stanchezza e alle oscillazioni emotive tipiche del post-parto.

Può essere utile affrontare questo percorso con un sostegno mirato, senza forzarsi a “dover riuscire da sola”. Un supporto psicologico può aiutarla a comprendere cosa rappresenta per lei il fumo in questo momento (gestione dell’ansia, pausa, regolazione emotiva) e a costruire alternative più sane e sostenibili, rispettando il suo desiderio di continuare l’allattamento. In parallelo, può confrontarsi anche con il medico o il pediatra per indicazioni sanitarie specifiche.

Chiedere aiuto è un atto di responsabilità verso di sé e verso sua figlia. Non è sola in questo.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
prima di tutto voglio dirle che la sua fatica è comprensibile. Essere una neo-mamma è un cambiamento enorme, fisico ed emotivo. Cercare di smettere di fumare mentre si allatta, con la stanchezza e gli ormoni che cambiano, è una sfida reale. Il fatto che abbia già ridotto e che stia cercando di proteggere la sua bambina fumando lontano dalla poppata dice molto del suo senso di responsabilità.

La nicotina crea dipendenza e quando si prova a sospenderla è normale sentirsi nervose, irritabili, più fragili emotivamente, persino con crisi di pianto. Questo non significa che lei non sia una brava madre o che non sia capace di smettere, ma che il suo corpo è abituato a quella sostanza e protesta quando manca. In più, nel post-parto l’equilibrio emotivo è più delicato: la mancanza di sonno e il carico mentale amplificano tutto.

Allattare e ridurre il fumo è possibile, ma sarebbe importante parlarne anche con il medico o il ginecologo per valutare un percorso di disassuefazione adatto al periodo dell’allattamento. In alcuni casi si possono usare strategie graduali o supporti specifici, sempre sotto controllo sanitario.

Parallelamente, vale la pena chiedersi: in quali momenti sente più forte il bisogno di fumare? È stanchezza, solitudine, tensione, bisogno di una pausa? Spesso la sigaretta diventa uno spazio personale, un modo per “respirare”. Se riusciamo a trovare alternative per quel bisogno (anche piccole pause strutturate, tecniche di respirazione, qualcuno che tenga la bambina per 15 minuti), il percorso diventa più sostenibile.

Se vuole, possiamo parlarne con calma in uno spazio online dedicato, così da aiutarla a costruire un piano graduale che tuteli sia lei sia la sua bambina, senza colpevolizzarla ma sostenendola davvero in questo momento così delicato.
Dr. Alessio Fogliamanzillo
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Casagiove
Salve. Le ragioni della difficoltà possono essere organiche (dovute agli adattamenti dal corpo al fumo, dipendenza fisica), psicologiche, od entrambe; in generale, anche assumendo che le origini non siano psicogene, è comunque possibile trarre giovamento da un percorso psicologico, mentre se la questione è psicogena, è proprio necessario rivolgersi ad un professionista. Nell'immediato può iniziare a gestirla con una semplice tecnica: da qui in avanti, non si opponga al fumo ma si imponga di aspettare un certo tempo prima di iniziare, tempo che poi andrà ad aumentare (prima quindi stia 30 secondi da quando inizia a volerlo, poi si conceda il fumo; la volta appresso aspetti 31 e così via); per quanto riguarda le crisi di pianto, va approfondito appositamente perché dipende da ragioni e contenuti
Dott.ssa Jenny Pauselli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buonasera,
l'inizio della maternità è sicuramente un periodo delicato e ricco di emozioni contrastanti. Mi occupo sia dell'ambito genitoriale che di percorsi per smettere di fumare. Qualora ci sia interesse, mi rendo disponibile per un percorso mirato alle esigenze esposte.
Dott.ssa Nunzia Sasso
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Salve, sono la dottoressa Nunzia Sasso, psicologa.
Cara mamma, prima di tutto vorrei che facessi un respiro profondo e provassi a lasciar andare, anche solo per un istante, il senso di colpa che traspare dalle tue parole. Quello che stai vivendo è una sfida complessa in cui si intrecciano la biochimica della dipendenza e le fortissime emozioni del post-parto. Il fatto che tu abbia già diminuito e che cerchi di distanziare l'uso della Iqos dalle poppate dimostra quanto tu tenga alla tua bambina e al tuo desiderio di allattare. Non sei una "cattiva madre", sei una donna che sta attraversando un momento di grande vulnerabilità.
Il fumo, in questo momento, non è solo un’abitudine, ma è diventato il tuo regolatore emotivo. La nicotina agisce temporaneamente sull'ansia e, quando provi a toglierla, il tuo sistema nervoso reagisce con crisi di pianto e irritabilità. Quelle lacrime sono un segnale di un carico emotivo che non trova altre valvole di sfogo in una fase della vita in cui tutto è nuovo e faticoso.
Quando senti il bisogno impellente di fumare, prova a chiederti cosa stai provando in quel preciso secondo. Spesso dietro la voglia di nicotina si nasconde un bisogno di staccare la spina, di avere un momento di solitudine o di rassicurazione. Prova a sostituire il gesto con un piccolo rito che sia solo tuo, come bere un bicchiere d'acqua a piccoli sorsi o fare tre respiri profondi con la pancia. Ricorda che la "voglia" acuta è come un'onda: arriva, tocca il picco e poi scende. Se riesci ad aspettare anche solo cinque minuti quando arriva la crisi, spesso l'intensità del desiderio diminuisce.
Non affrontare tutto da sola. Se senti salire il nervosismo, chiedi a chi ti sta vicino di tenere la bambina per un quarto d'ora, permettendoti di fare una doccia o uscire un momento sul balcone a respirare aria fresca senza la sigaretta in mano. Smettere è un processo graduale, non un interruttore, e ogni sigaretta evitata è già una vittoria per te e per la tua piccola. Sii gentile con te stessa in questo percorso.
Ti andrebbe di dirmi in quali momenti della giornata senti che la voglia di fumare diventa davvero insostenibile?
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, prima di tutto voglio dirle che nelle sue parole si sente quanto tenga alla sua bambina e al suo ruolo di madre. Il fatto che abbia già ridotto e che stia cercando una soluzione dimostra responsabilità e desiderio di fare il meglio possibile. Questo è un punto di forza importante. Il periodo dopo una nascita è uno dei momenti più delicati nella vita di una donna. Il corpo cambia, i ritmi cambiano, il sonno si riduce, le emozioni diventano più intense. In questo contesto il fumo spesso non è solo un’abitudine, ma una forma di regolazione emotiva. Quando dice che se non fuma si sente nervosa e le vengono crisi di pianto, sta descrivendo un meccanismo molto chiaro: la sigaretta è diventata una sorta di valvola per gestire tensione, stanchezza e probabilmente anche un senso di sovraccarico. Il punto centrale non è soltanto togliere la sigaretta, ma capire che cosa la sigaretta sta “facendo” per lei. Se in questo momento è uno dei pochi spazi in cui sente una pausa, un momento per sé, o un modo rapido per calmarsi, eliminarla senza avere alternative può far emergere ancora più agitazione. Non è debolezza, è un’abitudine che si è collegata a stati emotivi molto specifici. Spesso in queste situazioni la mente crea un’associazione automatica: senza fumo non riesco a gestire l’ansia. Ma questa è un’abitudine appresa, non una verità assoluta. Il nervosismo che compare quando non fuma è in parte legato alla dipendenza fisica, ma in parte è anche il risultato di aspettative e meccanismi mentali. Se si aspetta che sarà insopportabile, il corpo si prepara a viverlo così. Un aspetto importante da esplorare è quando sente più forte il bisogno di fumare. Dopo un pianto della bambina, nei momenti di solitudine, quando si sente sopraffatta? Individuare i momenti critici permette di intervenire in modo mirato, sostituendo gradualmente la sigaretta con altre modalità di regolazione, come pause strutturate, respirazione più lenta e profonda, piccoli rituali di decompressione che non coinvolgano il fumo. Lei esprime anche un conflitto molto forte: desidera continuare ad allattare e contemporaneamente fatica a smettere. Questo conflitto può aumentare il senso di colpa e, paradossalmente, il senso di colpa può alimentare ancora di più il bisogno di fumare per calmarsi. È importante che non si giudichi come una madre sbagliata. È una madre che sta affrontando una difficoltà concreta. In una fase così delicata può essere davvero utile non affrontare tutto da sola. Un percorso di supporto psicologico, soprattutto con un approccio cognitivo comportamentale, può aiutarla a comprendere gli schemi che si attivano nei momenti di stress, le convinzioni legate al fumo e le strategie per regolare le emozioni in modo più sano. Non si tratta solo di smettere di fumare, ma di costruire strumenti che le restino nel tempo, anche oltre questa fase. A volte bastano poche sedute mirate per iniziare a vedere un cambiamento, perché si lavora in modo concreto sui pensieri automatici, sulle abitudini e sulle alternative pratiche. Inoltre, il periodo post parto è un momento in cui è fondamentale prendersi cura anche del proprio equilibrio emotivo. Investire ora in un sostegno può fare la differenza non solo per il fumo, ma per il suo benessere complessivo come donna e come madre. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Valentina Di Nunzio
Psicologo, Psicologo clinico
Monselice
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione molto più comune di quanto si pensi, e prima di tutto è importante dirle che il fatto che stia cercando di ridurre e di smettere dimostra già attenzione e cura verso la sua bambina e verso se stessa.
Il periodo dopo la nascita di un figlio è un momento molto intenso a livello fisico ed emotivo: cambiamenti ormonali, stanchezza, nuove responsabilità e spesso poco spazio per sé. In questo contesto il fumo può diventare una sorta di strategia di regolazione della tensione e quando si prova a smettere possono comparire nervosismo, irritabilità o momenti di pianto, sintomi abbastanza tipici dell’astinenza da nicotina ma anche del grande carico emotivo di questa fase.
Ridurre il numero di sigarette è già un piccolo passo positivo. In generale si consiglia di non fumare o comunque fumare il meno possibile e, se succede, di farlo subito dopo la poppata e lontano dalla bambina, proprio come sta già cercando di fare.
Parallelamente può essere però utile lavorare su altri modi per gestire la tensione e il bisogno di “pausa”, ad esempio:
brevi momenti di respirazione lenta o rilassamento
piccole pause rigeneranti durante la giornata
chiedere supporto al partner o alla famiglia per ritagliarsi qualche momento per sé
sostituire il gesto del fumo con altre abitudini brevi (es. bere qualcosa di caldo, fare due passi, masticare una gomma senza nicotina).
Se la difficoltà a smettere persiste o il nervosismo diventa molto forte, può essere davvero utile parlarne con il proprio medico, con un consultorio o con uno psicologo, per essere accompagnata in modo graduale sia nella gestione dell’astinenza sia nelle emozioni di questo periodo. A volte anche pochi colloqui possono aiutare molto.
Nel frattempo provi a non colpevolizzarsi: smettere di fumare solitamente è un processo, spesso fatto di piccoli passi. Il fatto che lei stia già riducendo e chiedendo aiuto è un segnale importante.
Un caro saluto.
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Cara mamma,

prima di tutto, vorrei che facessi un respiro profondo e provassi a lasciar andare, anche solo per un attimo, il senso di colpa. Diventare madre è una rivoluzione emotiva e fisica enorme, e il fatto che tu sia qui a chiedere aiuto, avendo già diminuito drasticamente il numero di sigarette, dimostra quanto tu tenga alla salute della tua bambina e alla tua.

Quelle "crisi di pianto" e il nervosismo che senti non sono segni di debolezza, ma i sintomi fisici di una vera e propria astinenza da nicotina, amplificati dal calo ormonale del post-partum. La nicotina è una sostanza che crea una dipendenza biochimica potente: il tuo corpo sta protestando perché gli manca quella "dose" che per anni ha usato per gestire lo stress.

Ecco alcuni passi pratici per gestire questa fase delicata senza rinunciare all'allattamento:

L'allattamento è comunque un bene: La scienza è concorde: anche se una mamma fuma poche sigarette, i benefici del latte materno (anticorpi, nutrienti, legame) superano comunque i rischi legati al fumo, a patto di seguire regole ferree. Quindi, non smettere di allattare, perché quel legame è la tua forza.

La regola del tempo: La nicotina ha un picco nel latte materno circa 30-60 minuti dopo aver fumato. Hai fatto bene a fumare lontano dalla poppata. L'ideale è fumare subito dopo aver allattato, così che il corpo abbia più tempo possibile (almeno 2 o 3 ore) per smaltire la sostanza prima della poppata successiva.

Iqos e fumo passivo: Ricorda che il rischio maggiore per la neonata non è solo ciò che passa nel latte, ma il fumo passivo e il cosiddetto "fumo di terza mano" (le sostanze tossiche che restano sui tuoi capelli, sulla pelle e sui vestiti). Dopo aver fumato, cambia sempre la maglia e lava bene mani e viso prima di prendere in braccio la piccola.

Gestire le crisi di pianto: Quando senti salire il nervosismo, prova a sostituire il gesto della sigaretta con qualcosa che dia gratificazione immediata al cervello: un bicchiere d’acqua ghiacciata, un frutto, o tre respiri profondi fatti "di pancia". Il picco dell'ansia da astinenza dura in genere solo 3-5 minuti: se riesci a superare quei tre minuti, la crisi passerà.

Cosa puoi fare ora?
Non cercare di fare tutto da sola. Parlane apertamente con il tuo pediatra o rivolgiti a un Centro Antifumo della tua zona. Esistono dei supporti (come cerotti o gomme, sotto stretto controllo medico) che possono essere compatibili con l'allattamento e che potrebbero aiutarti a eliminare quelle ultime 5 sigarette senza farti crollare emotivamente.

Sei una mamma che sta lottando per il bene di sua figlia. Sii gentile con te stessa: ogni sigaretta in meno è già una vittoria.

Un caro saluto,

Dott.ssa Maria Pandolfo
Dott.ssa FRANCESCA GIUGNO
Psicologo clinico, Psicologo
Brescia
Buongiorno, avere un umore instabile essendo da poco diventata mamma e dovendo affrontare questa fase complessa, seppur bella, è comprensibile. Forse potrebbe rivolgersi al consultorio famigliare vicino a casa se non ci è già stata per la gravidanza e confrontarsi con i professionisti che vi operano oppure partecipare anche ai gruppi per le neo mamme che possono essere un supporto e una valida rete di persone che stanno vivendo la stessa esperienza nello stesso periodo storico.
Dott.ssa Giulia Bassi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Sacrofano
Gentile utente, il post-partum è un periodo di rivoluzioni ormonali enormi e cercare di smettere di fumare proprio ora è una sfida monumentale. Il fatto che abbia già diminuito e che ti ponga il problema dimostra quanto tu tenga alla salute della tua piccola. Non colpevolizzarti per il nervosismo o il pianto; la nicotina è una sostanza che crea dipendenza e i tuoi sintomi sono una reazione fisica reale.Non cercare di fare tutto da sola. Il tuo nervosismo potrebbe essere un mix di astinenza e stanchezza da neo-mamma.Molte ASL offrono centri antifumo gratuiti o consultori familiari dove puoi parlare con esperti che non ti giudicheranno, ma ti aiuteranno a gestire l'ansia da post-partum e a smettere di fumare.
Dott.ssa Maria Grazia Nuzzo
Psicoterapeuta, Psicologo
Maddaloni
Buongiorno. Prima di tutto, congratulazioni per la tua bambina! È del tutto normale sentirsi sopraffatti in questa fase della vita, dove il calo ormonale e la privazione del sonno rendono ogni piccola sfida una montagna insormontabile. Le crisi di pianto e il nervosismo che provi quando non fumi sono segnali reali di un'astinenza da nicotina che si intreccia allo stress del post-partum, quindi non colpevolizzarti per la fatica che stai facendo. È importante sapere che, sebbene l'Iqos non bruci il tabacco, la nicotina passa comunque nel latte materno. Tuttavia, il fatto che tu abbia già diminuito e che cerchi di fumare lontano dalle poppate dimostra un grande atto d'amore e di responsabilità verso la tua piccola. Per gestire l'aspetto emotivo, potresti provare a sostituire il gesto della sigaretta con qualcosa di altrettanto immediato, come la respirazione diaframmatica profonda: tre respiri lenti calmano il sistema nervoso in modo naturale, offrendoti un piccolo spazio di decompressione. Anche bere un bicchiere d'acqua ghiacciata a piccoli sorsi può aiutare a distrarre la mente dal desiderio impellente. Dal punto di vista pratico, poiché la nicotina ha un'emivita di circa due ore, l'ideale è fumare sempre subito dopo aver allattato, così da dare al corpo il tempo di smaltire gran parte della sostanza prima della poppata successiva. Ricorda inoltre di curare molto l'igiene, cambiando la maglia e lavando bene mani e viso dopo ogni sigaretta, perché i residui che restano sui tessuti sono dannosi quanto il fumo attivo. Non aver timore di chiedere supporto al tuo pediatra o a un centro antifumo: esistono percorsi specifici per le neomamme che possono aiutarti a gestire l'astinenza senza farti sentire sola in questa battaglia.
Dott. Umberto Valentino
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, sono un conduttore di gruppi di disassuefazione al fumo (tabacco) formato dalla regione Emilia-Romagna. La carenza di nicotina, o la diversa modalità di assunzione della stessa, potrebbero spiegare il nervosismo e l'elevata emotività. Inoltre il periodo successivo al parto è un momento delicato per la donna che si trova a dover gestire numerosi cambiamenti e potrebbe necessitare di essere supportata sia dalle figure di riferimento sia dalle abitudini consolatorie consolidate (come può essere la sigaretta per lei). Valuti attentamente se questo sia il momento adatto per smettere di fumare e qualora voglia confrontarsi sono disponibile. Un cordiale saluto e i migliori auguri.
Dott. Fabian Gabriel Beneitez
Psicologo, Professional counselor
Fermo
Ringrazio per la sincerità con cui racconta questa difficoltà. Dico spesso che su questo canale si possono travisare molte informazioni e rendere riduttiva qualunque risposta dovuto a una mancanza di elementi. Posso dirle che nel periodo dopo una nascita il corpo e la mente attraversano molti cambiamenti, e non è raro sentirsi più sensibili, nervose o con momenti di pianto improvviso. Il fatto che lei stia già riducendo il fumo mostra comunque attenzione e impegno verso la sua bambina.
A volte la sigaretta diventa una piccola valvola per scaricare tensione e stanchezza, sopratutto quando il sonno è poco e le energie sono altalenanti. Però il nervosismo che descrive potrebbe indicare che sta vivendo un momento emotivo un po delicato, cosa che nel post parto succede più spesso di quanto si pensi.
Per questo motivo potrebbe esser utile parlarne con un professionista, come uno psicologo o anche il consultorio materno, cosi da avere un accompagnamento mentre affronta sia la gestione dello stress sia il percorso verso lo smettere di fumare, senza sentirsi sola in questo passaggio.
Le auguro con sincerità di trovare il giusto sostegno e un po di respiro in questa nuova fase della vita, che è impegnativa ma anche piena di crescita per lei e per la sua bambina
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, suggerirei un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che l'aiutino a gestire l'ansia e l'irrequietezza legate alla sfida dello smettere di fumare proprio in un periodo intenso, fisicamente faticoso ed emotivamente impegnativo come l'allattamento del proprio figlio.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Dott.ssa Antonella Catalano
Psicologo, Psicologo clinico
Ancona
Buongiorno, grazie per aver parlato apertamente di questa difficoltà.
Nel periodo del "post-parto" molte neo-mamme si trovano a vivere emozioni molto intense come stanchezza, cambiamenti ormonali, responsabilità nuove e poco spazio per sé.
In questo contesto il fumo spesso diventa un piccolo momento di pausa o un modo per abbassare ansia e nervosismo.

Il fatto che tu abbia già ridotto molto e che fumi lontano dall’allattamento al seno,mostra quanto tu stia cercando di proteggere la tua bambina.

Le crisi di pianto e l’irritabilità quando provi a non fumare possono essere legate sia alla dipendenza da nicotina, sia alla grande pressione emotiva che molte donne vivono dopo la nascita di un figlio.
Se ti va, possiamo partire proprio da qui:
Qual è il momento della giornata in cui senti più forte il bisogno di fumare o in cui arrivano il nervosismo e il pianto?
Spesso capire questi momenti è il primo passo per trovare modi più gentili per prenderti cura anche di te.
Gentile mamma,
innanzitutto auguri per la Sua bambina. Il periodo del post-partum è uno dei più complessi e delicati nella vita di una donna: è un momento di enorme stanchezza, sbalzi ormonali e nuove responsabilità. È del tutto normale sentirsi vulnerabili.
Il fatto che Lei abbia già ridotto il consumo e si stia ponendo il problema dimostra quanto tenga alla salute della Sua piccola e alla Sua. Non si colpevolizzi: il tabagismo è una dipendenza biochimica, non una mancanza di forza di volontà.
Anche se l'IQOS non brucia il tabacco, rilascia comunque nicotina, che può rendere la bambina più irrequieta o interferire con il suo sonno. Tuttavia, le linee guida pediatriche (OMS) sottolineano che, se non si riesce a smettere del tutto, l'allattamento al seno resta comunque preferibile rispetto a quello artificiale, per via degli anticorpi e dei nutrienti che fornisce.
Quando arriva il desiderio impellente, il picco dura circa 3-5 minuti. Provi a sostituire il gesto con qualcosa di sensoriale: beva un bicchiere d'acqua ghiacciata, mastichi una gomma o faccia tre respiri profondi (tecnica del respiro quadrato).
Provi a tenere un "diario del fumo" per due giorni. Segni accanto a ogni sigaretta che emozione prova (stanchezza? noia? ansia?). Questo La aiuterà a capire cosa "cura" con il fumo e a trovare alternative più sane.
E' nata una bimba, ma è nata anche una madre...le auguro di trascorrere il più serenamente possibile questo meraviglioso momento di VITA; un percorso di sostegno psicologico potrebbe garantirle lo spazio per riflettere, lasciar andare, riscoprirsi ed ascoltarsi!
Ancora auguri...
Dott.ssa Valentina Mestici
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Cara utente capisco la sua preoccupazione. Fumare nelle fasi di allattamente è estremamente sconsigliato. Probabilmente quello che le sta succedendo è che il fumare le crea uno stato di rilassamento o sfogo di cui ha bisogno, per questo se non lo fa si sente nervosa o piange. Sarebbe da comprendere meglio cosa c'è sotto questa dinamica, potrebbe esserci un periodo particolarmente stressante, pensieri e preoccupazioni più o meno evidenti, stati di disagio o ansia. Potrebbe essere che il fumo è solo la parte manifesta di una difficoltà che sta provando. Potrebbe aiutarla ascoltare le sue emozioni e dare un volto o un nome al nervosismo e alle lacrime se ci sono hanno motivo di esistere. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
Buonasera,

prima di tutto è importante dirle che il fatto che stia cercando di ridurre e che si ponga questa domanda mostra già una grande attenzione verso il benessere della sua bambina. Diventare mamma è un cambiamento molto intenso, sia fisicamente che emotivamente, e non è raro che in questa fase il fumo venga usato come modo per gestire stress, stanchezza o momenti di forte tensione.

Il nervosismo e le crisi di pianto che descrive quando prova a non fumare possono essere legati sia alla dipendenza dalla nicotina sia alla grande vulnerabilità emotiva che spesso accompagna il periodo dopo il parto. È una fase in cui il corpo e la mente stanno ancora cercando un nuovo equilibrio, soprattutto se si aggiungono la stanchezza e le responsabilità legate alla cura del neonato.

Ridurre gradualmente, come sta già facendo, è spesso un passo più realistico rispetto a smettere improvvisamente. Allo stesso tempo, sarebbe importante non affrontare tutto questo da sola. Parlare con il suo medico, il pediatra o un professionista della salute può aiutarla a valutare strategie sicure per la riduzione del fumo compatibili con l’allattamento.

Anche un percorso psicologico potrebbe esserle di grande supporto in questo momento. Non solo per lavorare sulla dipendenza dal fumo, ma soprattutto per aiutarla a gestire lo stress, le emozioni intense e la fatica che possono emergere dopo la nascita di un bambino. Avere uno spazio in cui sentirsi ascoltata e sostenuta può fare una grande differenza, sia per il suo benessere sia per quello della sua bambina.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza. È comprensibile che, come neo-mamma, possa sentirsi sopraffatta dalle emozioni e dalla difficoltà di smettere di fumare. La nicotina, anche se assunta tramite Iqos, può creare dipendenza e influenzare l’umore, causando nervosismo e crisi di pianto quando si cerca di ridurre o interrompere l’uso.

Ridurre gradualmente e mantenere le pause lontano dall’allattamento, come sta già facendo, è un buon passo. Tuttavia, è importante anche prendersi cura del suo benessere emotivo: tecniche di respirazione, momenti di pausa per sé stessa, supporto familiare e, se necessario, percorsi di sostegno psicologico possono aiutare a gestire ansia e irritabilità.

Smettere di fumare in sicurezza mentre si allatta è possibile, ma ogni percorso è personale e merita un accompagnamento specialistico. Per questo motivo, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che potrà valutare le strategie più adatte per lei e per la sua bambina.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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