Salve sono un ragazzo di 30 anni,ho un problema con la masturbazione con i porno dopo che l’ho fatto

21 risposte
Salve sono un ragazzo di 30 anni,ho un problema con la masturbazione con i porno dopo che l’ho fatto mi sento sovra eccitato e mi vengono dei tic nervosi,secondo voi sarebbe utile smettere di guardare porno?se smetto di guardare porno però e mi masturbo normalmente mi viene l’ansia e pensieri intrusivi, penso siano ossessioni,secondo voi può essere utile eliminare la masturbazione con i porno? Dovrei valutare una cura farmacologica che mi aiuta con le ossessioni e i tic con uno psichiatra? Grazie.
Dr. Francesco Polito
Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Psicologo
Roma
Ciao, quello che descrivi merita attenzione e approfondimento, soprattutto perché sembra che la masturbazione e l’uso del porno non siano più solo qualcosa di piacevole o neutro, ma siano collegati ad ansia, tensione, pensieri intrusivi e persino manifestazioni fisiche come i tic nervosi.

Sì, potrebbe avere senso provare a ridurre o sospendere temporaneamente l’uso della pornografia per osservare come reagisce il tuo sistema emotivo e corporeo. In alcune persone il porno può diventare una modalità molto intensa di regolazione emotiva o di scarica della tensione, e questo può alterare il rapporto con l’eccitazione, aumentando poi ansia, senso di perdita di controllo o bisogno compulsivo. Però attenzione: il punto centrale probabilmente non è “il porno in sé”, ma capire cosa sta alimentando la compulsione e il circolo ansia–eccitazione–sollievo–nuova ansia.

Il fatto che, senza porno, emergano ansia e pensieri intrusivi fa pensare che ci possa essere una componente ossessiva importante, e i tic potrebbero aumentare nei momenti di forte attivazione emotiva o stress. Per questo il consiglio migliore non è semplicemente “smettere e resistere”, ma iniziare un percorso di psicoterapia che ti aiuti a capire l’origine del problema e a lavorare sui meccanismi che lo mantengono.

Un percorso cognitivo-comportamentale, ad esempio, può aiutare molto sia nella gestione delle compulsioni sia dei pensieri ossessivi e dell’ansia associata. In alcuni casi può essere utile anche una valutazione psichiatrica, soprattutto se ossessioni, ansia o tic stanno diventando molto invasivi nella quotidianità: non significa automaticamente dover prendere farmaci, ma avere un quadro clinico più chiaro e capire quali strumenti possano esserti davvero utili.

La cosa importante è non leggere questa situazione come “mancanza di volontà” o qualcosa di cui vergognarsi: spesso questi comportamenti diventano tentativi automatici di gestire tensioni emotive più profonde. E quelle si possono affrontare e trattare concretamente.

Se vuoi iniziare a lavorarci seriamente, puoi valutare un percorso con uno psicoterapeuta,eventualmente anche online, se ti è più comodo, anche con il sottoscritto.

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Buongiorno, Le suggerirei una consultazione con uno psicoterapeuta in cui valutare anche se effettuare una visita con uno psichiatra per associare una terapia farmacologica. La questione che pone merita un ascolto attento e approfondito. Cari saluti
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissimo, grazie per la condivisione. Data l'entità della sua fatica e del suo pensiero, credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti la sua fatica, individuando strategie funzionali per affrontare al meglio.
Resto a disposizione!
saluti
AV
Dott.ssa Fabrizia Semeraro
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Buon pomeriggio, quelle che descrive potrebbero essere strategie di regolazione emotiva, andrebbero indagate in maniera più approfondita. Potrebbe però intanto valutare di fare una visita psichiatrica per avere il parere di un professionista ed eventualmente valutare una terapia farmacologica e/o una psicoterapia
Dott. Ferdinando Suvini
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso la sua situazione. I sintomi che descrive indicano un forte sovraccarico psicologico e che la masturbazione e la pornografia possa essere uno sfogo emotivo, e non fonte di rilassamento e piacere.
Provare a eliminare i contenuti pornografici è un passo utile.
L'ansia e le ossessioni che emergono indicano che è diventato un meccanismo per gestire un disagio psicologico preesistente. Se l'astinenza totale crea troppa tensione, riduca la frequenza senza colpevolizzarsi.
Oltre ad indagine mediche e psichiatriche può certamente essere di aiuto un percorso di psicoterapia per comprendere l'origine delle ossessioni e a trovare strategie differenti per elaborare le sue emozioni.
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Caro paziente, da quello che scrive sembrerebbe che il porno non abbia solo la funzione di darle piacere ma funga da regolatore emotivo in situazioni di ansia o stress. In merito ai pensieri ossessivi e tic potrebbe valutare una visita psichiatrica non perchè la sua sessualità sia sbagliata ma per escludere componenti di tipo neurobiologico. A questa potrebbe poi affiancare un percorso di psicoterapia. La saluto cordialmente
Dott.ssa Antonietta Dattola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
buon pomeriggio,
le consiglio di sentire uno psicoterapeuta che la aiuti a fare ordine in quello che le accade e a consapevolizzare quello che sente a livello emotivo perchè la descrizione che fa è molto confusa. allo stesso tempo potreste valutare un consulto psichiatrico subito dopo o in parallelo.
Un saluto
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Salve,
quello che descrive sembra un circolo in cui la masturbazione associata alla pornografia viene seguita da una forte attivazione fisica e mentale, con comparsa di ansia, pensieri intrusivi e sintomi corporei come i tic.
In questi casi il punto centrale non è tanto stabilire se la pornografia sia “giusta o sbagliata”, ma comprendere che funzione sta assumendo e come si collega all’ansia e alle ossessioni che riferisce. Quando un comportamento diventa associato a tensione, perdita di controllo o bisogno di gestire stati interni difficili, è utile lavorare sia sulla componente comportamentale sia sul funzionamento ansioso/ossessivo sottostante.
Ridurre o sospendere la pornografia potrebbe aiutarla a capire meglio il meccanismo che si attiva, ma spesso non è sufficiente da solo se restano presenti pensieri intrusivi, ansia e forte monitoraggio interno.
Per questo potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo così da inquadrare meglio sia i sintomi ossessivi sia i tic e valutare il trattamento più adatto alla sua situazione.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

sarebbe da valutare un percorso di psicoterapia, che le dia meglio la possibilità di esplorare le funzioni di una sessualità così espressa. La ricerca di autoerotismo costante può aver a che fare con la gestione di una ansia incontrollata. Nel caso, resto disponibile ad accogliere la sua richiesta di aiuto, ricevo anche on-line.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Matteo Acquati
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Monza
Buongiorno, quello che descrive potrebbe riguardare un legame tra la sovrastimolazione del sistema nervoso e l'ansia. La pornografia offre una stimolazone visiva e dopaminergica estremamente intensa che dopo l'orgasmo, può lasciare un eccesso di tensione nel corpo, manifestandosi anche attraverso quei tic nervosi che sperimenta. Al tempo stesso, quando prova a masturbarsi senza porno, il cervello si trova privo di quel forte stimolo e l'ansia si insinua sotto forma di pensieri intrusivi. In questo senso, l'eliminazione dei porno può sicuramente aiutare a resettare il sistema e a ridurre la sovrastimolazione, ma da sola potrebbe non bastare se non si affronta l'ansia alla radice. Anche l'idea di una consulenza psichiatrica per valutare un supporto farmacologico è valida, soprattutto se affiancata a un percorso terapeutico. Il mio consiglio è di iniziare con una consultazione psicologica che può aiutarla a comprendere l'origine di queste ossessioni e a ritrovare un rapporto sereno e naturale con la sua sessualità senza tensioni o sensi di colpa. Un cordiale saluto.
Dott. Valerio Romano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, da quello che descrivi sembra che la masturbazione associata ai porno non sia più vissuta solo come un momento di piacere, ma anche come qualcosa che genera una forte tensione interna, con sovraeccitazione, tic nervosi, ansia e pensieri intrusivi. In questi casi non è tanto il porno in sé il “problema assoluto”, quanto il modo in cui vivi quell’esperienza.
Può avere senso provare a ridurre o sospendere per un periodo l’uso dei porno, soprattutto se noti che aumentano l’attivazione nervosa o alimentano un meccanismo compulsivo. I contenuti pornografici, specie se usati frequentemente, possono intensificare la stimolazione mentale e fisica e rendere più difficile percepire uno stato di calma o equilibrio dopo. Questo però non significa necessariamente dover eliminare totalmente la masturbazione, né viverla come qualcosa di sbagliato.
Il fatto che senza porno emergano ansia e pensieri intrusivi fa pensare che la masturbazione possa essere diventata anche un modo per gestire tensioni interne o ossessioni, più che un semplice desiderio sessuale. E quando un comportamento viene usato per scaricare ansia, il rischio è che nel tempo perda la funzione di piacere e diventi qualcosa di sempre più compulsivo.
Rispetto ai tic e alle ossessioni, una valutazione con uno psicologo o uno psichiatra potrebbe essere utile, soprattutto se senti che questi sintomi stanno diventando invasivi nella tua quotidianità. Non significa automaticamente dover prendere farmaci, ma capire meglio cosa sta succedendo e quale tipo di aiuto potrebbe esserti utile. In alcuni casi, quando ansia, pensieri ossessivi e tic sono molto presenti, una valutazione specialistica può aiutare a evitare che il problema si irrigidisca ulteriormente.
Nel frattempo potrebbe esserti utile osservare, senza giudicarti, quando nasce l’impulso: se compare soprattutto nei momenti di noia, stress, solitudine o tensione emotiva. Comprendere la funzione che questo comportamento ha nella tua vita è spesso il primo passo per modificarlo in modo più stabile.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, io per suggerisco di fare una valutazione delle cause con uno psicoterapeuta. Sarà il professionista a valutare se sia necessario o meno un supporto farmacologico, previa visita psichiatrica.
Cordiali saluti
Dottoressa Valeria Randisi
Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Buonasera, da ciò che descrive sembra che pornografia, ansia, pensieri ossessivi e tensione fisica si siano collegati in un circolo che oggi le crea disagio. Ridurre o sospendere l’uso dei porno potrebbe essere utile per capire meglio cosa succede emotivamente e fisicamente, ma probabilmente il punto centrale non è solo la masturbazione in sé, quanto il modo in cui gestisce ansia e ossessioni.
Valutare un confronto con uno psicoterapeuta, ed eventualmente anche con uno psichiatra se i sintomi sono molto intensi, potrebbe aiutarla a comprendere meglio la situazione e trovare strategie più efficaci.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Dott.ssa Chiara Creati
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, quando compare un sintomo è importante cercare di comprenderne il significato e le cause profonde. A volte alcuni comportamenti diventano un modo per gestire ansia, vuoti emotivi, tensioni interne o aspetti di sé che fanno fatica a trovare spazio e comprensione.
Il fatto che l’ansia e i pensieri intrusivi compaiano anche senza porno fa pensare che ci sia una sofferenza sottostante che merita attenzione e ascolto, non solo un “comportamento da eliminare”.
Per questo motivo le consiglierei prima di tutto un percorso di psicoterapia che possa aiutarla a capire meglio cosa sta accadendo dentro di sé, da quando sono comparsi questi sintomi e in quali momenti tendono ad aumentare. Comprendere il senso del sintomo.
La valutazione psichiatrica e un eventuale supporto farmacologico possono essere utili se ansia, ossessioni o tic diventano molto intensi o invalidanti, ma è importante inserirli all’interno di un percorso più ampio di comprensione e cura della persona, non solo del sintomo. un caro saluto
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno. Per poterle offrire una risposta appropriata rispetto alla sua situazione è necessaria una valutazione di quanto le sta accadendo all'interno di una consultazione clinica. SG
Dott.ssa Jasmine Scioscia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera caro utente,
forse più che lo psichiatra dovrebbe valutare una cura terapeutica con un percorso di psicoterapia o rivolgersi a un sessuologo .
I farmaci non risolvono i problemi li assopiscono.
In bocca al lupo.
Dr. Jasmine Scioscia
Dott.ssa Barbara Lolli
Psicologo, Psicoterapeuta
Casalecchio di Reno
Buongiorno, se vuoi ne possiamo parlare in call così magari spiega meglio e abbiamo più tempo gratutamente. Mi mandi pure così ci accordiamo
Dott.ssa Valeria Sicari
Psicologo, Psicoterapeuta
Vicenza
Gentile utente la ringrazio per la condivisione della sua problematica credo debba sentire innanzitutto uno psicoterapeuta esperto nell'argomento con il quale affrontare la problematica ed eventualmente valutare con lui/lei se necessario fare una consulenza farmacologica con uno psichiatra. Un caro saluto Dott.ssa Valeria Sicari
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con così tanta chiarezza una situazione che per te sembra generare confusione e disagio.

Quello che descrivi mette insieme diversi aspetti — eccitazione, ansia, pensieri intrusivi e anche manifestazioni corporee come i tic — che meritano di essere compresi con attenzione, senza arrivare a conclusioni affrettate o soluzioni “secche” come semplicemente eliminare tutto o scegliere una sola strada valida per tutti.

Più che chiederti se “smettere o no”, può essere utile capire insieme cosa accade dentro di te in quei momenti: che funzione ha la pornografia per te, cosa succede quando la escludi, e come si attivano ansia e pensieri intrusivi. Allo stesso tempo, anche i tic e l’attivazione fisica che descrivi meritano un inquadramento più approfondito.

In questi casi, un percorso psicologico o psicoterapeutico può aiutarti a dare senso a questi vissuti e a ridurre la componente di sofferenza e di controllo che sembra accompagnarli. Se emergono elementi ossessivi o sintomi d’ansia significativi, può essere utile — in alcuni casi — anche una valutazione psichiatrica, non come “ultima spiaggia”, ma come possibilità integrata di cura, se necessaria.

L’obiettivo non è giudicare o forzare una rinuncia, ma aiutarti a ritrovare un equilibrio più sereno e sostenibile nella tua sessualità e nel tuo benessere generale.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott. Davide Ciccarelli
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Salve,

da quello che racconti sembra che la questione non sia semplicemente “guardare porno sì o no”, ma il fatto che attorno alla masturbazione si stia creando un circolo di eccitazione, tensione, ansia e pensieri intrusivi che ti lascia addosso molto disagio.

Mi colpisce che tu dica che dopo i porno ti senti “sovraeccitato” e compaiono tic nervosi, mentre senza porno emergono ansia e ossessioni. È come se la masturbazione, in entrambe le modalità, non riuscisse davvero a lasciarti in uno stato di piacere rilassato, ma attivasse qualcosa di molto più carico e difficile da regolare.

Sì, potrebbe avere senso provare a sospendere o ridurre l’uso dei porno per un periodo e osservare cosa succede. Non perché il porno sia automaticamente “malato”, ma perché in alcune persone può aumentare molto l’attivazione mentale, l’iperstimolazione e certi meccanismi compulsivi. Soprattutto quando viene usato frequentemente o quando il cervello inizia ad associarlo a una scarica molto intensa di tensione ed eccitazione.

Però attenzione a non trasformare tutto in una lotta rigida contro la masturbazione o contro il desiderio sessuale. Perché da quello che scrivi sembra che ci sia già molta paura e controllo attorno ai tuoi stati interni, e a volte il rischio è che il tentativo di “bloccare” certi impulsi aumenti ancora di più l’ansia e le ossessioni.

Il fatto che tu parli di pensieri intrusivi e tic merita invece attenzione. Non perché significhi automaticamente qualcosa di grave, ma perché sembra esserci una componente ansiosa/ossessiva importante che forse va capita meglio nel suo insieme, non solo legata alla sessualità.

Per questo credo che un confronto con uno psicoterapeuta o uno psichiatra potrebbe esserti utile, soprattutto se:
i pensieri intrusivi stanno diventando molto frequenti,
senti di perdere libertà rispetto a questi meccanismi,
oppure i tic e l’ansia stanno aumentando.

Una valutazione psichiatrica non significa automaticamente “dover prendere farmaci”. Però potrebbe aiutarti a capire meglio se c’è una componente ossessiva significativa e quali strumenti potrebbero aiutarti, farmacologici o psicoterapeutici.

La cosa importante è non leggere tutto questo come una colpa morale o come un problema di “forza di volontà”. Più che altro sembra il tentativo del tuo sistema nervoso di gestire tensioni interne che forse oggi fai fatica a regolare in altri modi.
Dott.ssa Chiara Veronese
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera,
Da ciò che descrive, più che un “problema da eliminare”, sembra che l’esperienza della masturbazione — con o senza materiale pornografico — attivi in lei stati interni molto intensi: sovraeccitazione, ansia, tic, pensieri intrusivi.
È comprensibile che questo la preoccupi e che cerchi una strada più stabile.
In un percorso terapeutico non si lavora tanto sul “vietarsi” qualcosa, quanto sul comprendere che cosa accade dentro di lei in quei momenti, cosa attiva l’ansia, cosa mantiene i pensieri intrusivi e come il suo corpo reagisce.
A volte il sintomo non dipende dall’atto in sé, ma dal modo in cui viene vissuto, dal carico emotivo che porta con sé, o da un tentativo di regolare tensioni interne.
Riguardo alla possibilità di una valutazione psichiatrica: quando compaiono tic, forte ansia o pensieri intrusivi, può essere utile un confronto con uno specialista, non per “medicalizzare” tutto, ma per capire se un supporto integrato possa darle maggiore stabilità.
Se lo desidera, possiamo fissare un primo colloquio conoscitivo per esplorare insieme, senza giudizio, cosa succede in lei e quale potrebbe essere il passo più adatto per ritrovare equilibrio e sicurezza.
Resto a disposizione.

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