Salve, sono un ragazzo di 27 anni appena uscito da una relazione durata 6 anni. Ho conosciuto la
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Salve, sono un ragazzo di 27 anni appena uscito da una relazione durata 6 anni.
Ho conosciuto la mia Ex in una situazione abbastanza burrascosa: lei soffriva di ansia e disturbi di panico (l' ho scoperto dopo qualche mese che uscivamo da amici) poi dopo 6 mesi la sua situazione peggiora e decide di mettersi con me (io era dall' inizio che ci provavo per stare assieme ma lei non sentiva tutta sta voglia di avere una storia con me).
I primi mesi di questa amicizia erano fantastici, mi sentivo davvero bene con lei m dopo esserci messi assieme le cose sono cambiate malissimo:
Lei era sempre nervosa (per via di queste ansie) se la prendeva con me per tutto, mi alzava le mani, mi umiliava, sputi, a volte spariva per settimane per poi tornare. Io dovevo stare sempre con lei perché se usciva di casa da sola le veniva l ansia quindi la sua vita girava attorno a me. Aggiungo che durante tutta la nostra relazione non abbiamo mai fatto sesso a causa di un altro suo problema (ci abbiamo provato ma per lei era una sofferenza tale che il giorno dopo doveva andare in ospedale).
Le cose sono andate avanti per 3/4 anni (grazie al COVID che ci ha impedito di vederci) finché stufo, decido di cercare qualcuno in grado di aiutarla. Dopo qualche mese trovo uno specialista nella mia città che nel giro di nemmeno un anno la fa guarire parzialmente.
Risultato? Lei studiava in una scuola di un altra città da tempo e per via del suo problema o faceva da computer o le poche volte che andava era una toccata e fuga. Adesso che sta bene si è trasferita lì, non è più tornata nella mia città ci sentivamo solo per telefono mentre alla sera si divertiva con la sua compagnia io ero rimasto praticamente da solo nella mia città.
Rifiuto di trasferirmi con lei perché qua ho la mia famiglia il mio lavoro e non ho interesse di andare a vivere da un altra parte (lei aveva tutto pagato dai suoi, io dovevo arrangiarmi da solo) e così mi lascia dicendo che non ho avuto il coraggio di andare avanti.
Cosa ho sbagliato? Dovevo andare da lei? Sono stati troppo disponibile? Lo specialista che ho trovato per lei alla fine e diventato anche il mio psicologo dal quale vado tutt'ora.
Ho dato tutto me stesso per una persona a cui tenevo e lei appena è stata meglio se n'è andata, esistono davvero persone cosi egoiste? Non dico che doveva smettere di studiare per me ci manca, ma ricevere un trattamento simile con tutto quello che ho fatto e sopportato...
Ho conosciuto la mia Ex in una situazione abbastanza burrascosa: lei soffriva di ansia e disturbi di panico (l' ho scoperto dopo qualche mese che uscivamo da amici) poi dopo 6 mesi la sua situazione peggiora e decide di mettersi con me (io era dall' inizio che ci provavo per stare assieme ma lei non sentiva tutta sta voglia di avere una storia con me).
I primi mesi di questa amicizia erano fantastici, mi sentivo davvero bene con lei m dopo esserci messi assieme le cose sono cambiate malissimo:
Lei era sempre nervosa (per via di queste ansie) se la prendeva con me per tutto, mi alzava le mani, mi umiliava, sputi, a volte spariva per settimane per poi tornare. Io dovevo stare sempre con lei perché se usciva di casa da sola le veniva l ansia quindi la sua vita girava attorno a me. Aggiungo che durante tutta la nostra relazione non abbiamo mai fatto sesso a causa di un altro suo problema (ci abbiamo provato ma per lei era una sofferenza tale che il giorno dopo doveva andare in ospedale).
Le cose sono andate avanti per 3/4 anni (grazie al COVID che ci ha impedito di vederci) finché stufo, decido di cercare qualcuno in grado di aiutarla. Dopo qualche mese trovo uno specialista nella mia città che nel giro di nemmeno un anno la fa guarire parzialmente.
Risultato? Lei studiava in una scuola di un altra città da tempo e per via del suo problema o faceva da computer o le poche volte che andava era una toccata e fuga. Adesso che sta bene si è trasferita lì, non è più tornata nella mia città ci sentivamo solo per telefono mentre alla sera si divertiva con la sua compagnia io ero rimasto praticamente da solo nella mia città.
Rifiuto di trasferirmi con lei perché qua ho la mia famiglia il mio lavoro e non ho interesse di andare a vivere da un altra parte (lei aveva tutto pagato dai suoi, io dovevo arrangiarmi da solo) e così mi lascia dicendo che non ho avuto il coraggio di andare avanti.
Cosa ho sbagliato? Dovevo andare da lei? Sono stati troppo disponibile? Lo specialista che ho trovato per lei alla fine e diventato anche il mio psicologo dal quale vado tutt'ora.
Ho dato tutto me stesso per una persona a cui tenevo e lei appena è stata meglio se n'è andata, esistono davvero persone cosi egoiste? Non dico che doveva smettere di studiare per me ci manca, ma ricevere un trattamento simile con tutto quello che ho fatto e sopportato...
Buongiorno e grazie per aver posto la sua domanda e i suoi dubbi. Mi dispiace per il periodo difficile che sta vivendo e che ha trascorso in passato.
Il termine di una relazione è sempre un momento di sofferenza, disagio e dubbio che ci costringe ad iniziare a fare i conti con il passato e a ridefinire la nostra quotidianità.
Sulla base di quello che racconta, è probabile che in questo periodo lei si trovi all'interno di una importante fase utile alla risoluzione della perdita che ha subito a seguito della separazione. In questo momento, quindi, è necessario attraversare questo periodo di sofferenza, consapevole che un adeguato percorso terapeutico la aiuterà a raggiungere importanti obiettivi in ottica trasformativa. Uno degli obiettivi a cui si giungerà al termine della fase di risoluzione della perdita è quello di trovare un senso e un significato agli eventi del passato che ora appaiono come unicamente negativi e fonte di sofferenza.
Mi incuriosisce che lei abbia deciso di svolgere il suo percorso terapeutico con lo stesso specialista che aveva trattato la sua ex fidanzata. Sarebbe interessante chiedersi come mai non abbia cercato un altro professionista in grado di aiutarla. Questo potrebbe essere un argomento da discutere con il suo psicologo se già non l'ha fatto. La saluto e le auguro il meglio per il suo futuro.
Dr. Luca Barbieri
Il termine di una relazione è sempre un momento di sofferenza, disagio e dubbio che ci costringe ad iniziare a fare i conti con il passato e a ridefinire la nostra quotidianità.
Sulla base di quello che racconta, è probabile che in questo periodo lei si trovi all'interno di una importante fase utile alla risoluzione della perdita che ha subito a seguito della separazione. In questo momento, quindi, è necessario attraversare questo periodo di sofferenza, consapevole che un adeguato percorso terapeutico la aiuterà a raggiungere importanti obiettivi in ottica trasformativa. Uno degli obiettivi a cui si giungerà al termine della fase di risoluzione della perdita è quello di trovare un senso e un significato agli eventi del passato che ora appaiono come unicamente negativi e fonte di sofferenza.
Mi incuriosisce che lei abbia deciso di svolgere il suo percorso terapeutico con lo stesso specialista che aveva trattato la sua ex fidanzata. Sarebbe interessante chiedersi come mai non abbia cercato un altro professionista in grado di aiutarla. Questo potrebbe essere un argomento da discutere con il suo psicologo se già non l'ha fatto. La saluto e le auguro il meglio per il suo futuro.
Dr. Luca Barbieri
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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente buonasera.
Ha fatto sicuramente bene a rivolgersi al professionista che aveva suggerito alla sua ragazza. Con il suo aiuto sono certo riuscirà a venir fuori da questo momento così difficile, ricco di emozioni negative e pensieri intrusivi sul passato. Ma il passato non torna e chiedersi troppi "se" non cambia la realtà. L'unico merito su cui deve riflettere è quello relativo alla sua attuale felicità e serenità. Lei merita di ricominciare a vivere a pieno la sua vita, con il suo lavoro, i suoi interessi e ricostruire relazioni positive e significative. Si concentri finalmente su sé stesso, sulle sue potenzialità e sulle sue ambizioni.
Ogni relazione muta nel tempo perché gli attori a loro volta cambiano. Le esperienze di vita creano nuove priorità, nuovi bisogni e possono rovinare anche i rapporti più solidi e duraturi.
Bisogna essere in grado di accettare quello che accade e tirarne fuori sempre il meglio possibile. Sono certo che lei ce la farà, con l'aiuto del suo psicologo, perché già ha mostrato di essere una persona generosa e capace di amore e compassione. Sono qualità che nessuno le potrà togliere e le consentiranno di voltare pagina.
Le auguro il meglio,
Dott. Antonio Cortese
Ha fatto sicuramente bene a rivolgersi al professionista che aveva suggerito alla sua ragazza. Con il suo aiuto sono certo riuscirà a venir fuori da questo momento così difficile, ricco di emozioni negative e pensieri intrusivi sul passato. Ma il passato non torna e chiedersi troppi "se" non cambia la realtà. L'unico merito su cui deve riflettere è quello relativo alla sua attuale felicità e serenità. Lei merita di ricominciare a vivere a pieno la sua vita, con il suo lavoro, i suoi interessi e ricostruire relazioni positive e significative. Si concentri finalmente su sé stesso, sulle sue potenzialità e sulle sue ambizioni.
Ogni relazione muta nel tempo perché gli attori a loro volta cambiano. Le esperienze di vita creano nuove priorità, nuovi bisogni e possono rovinare anche i rapporti più solidi e duraturi.
Bisogna essere in grado di accettare quello che accade e tirarne fuori sempre il meglio possibile. Sono certo che lei ce la farà, con l'aiuto del suo psicologo, perché già ha mostrato di essere una persona generosa e capace di amore e compassione. Sono qualità che nessuno le potrà togliere e le consentiranno di voltare pagina.
Le auguro il meglio,
Dott. Antonio Cortese
Buonasera, comprendo bene la sua amarezza. Lei è stato molto paziente perchè innamorato, la sua ex ragazza invece ha preso senza dare nulla, perché incapace di amare oltre ad avere avuto una marea di problemi, alcuni probabilmente non si risolveranno mai. Quindi, sia sincero con se stesso: davvero desidera condividere la sua vita con una persona così egoista e priva di empatia? Non credo. Lei è amareggiato per avere dato tanto e aver creduto in una storia dispari, è naturale che debba elaborare quanto accaduto, e prima o poi, se ben seguito, ne uscirà. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Mi dispiace molto per quanto hai passato in questa relazione. È evidente che hai dato tanto di te stesso per sostenere la tua ex compagna attraverso un percorso difficile e impegnativo legato alla sua salute mentale.
Non hai sbagliato nel cercare aiuto per lei o nel supportarla nel percorso verso la guarigione. Hai dimostrato grande dedizione e amore nel cercare di alleviare le sue sofferenze, anche coinvolgendo uno specialista per aiutarla.
Tuttavia, è importante ricordare che una relazione sana richiede un equilibrio. Nel tuo caso, sembra che tu abbia dato molto di più di quanto hai ricevuto. Il fatto che la tua ex compagna abbia deciso di trasferirsi e ti abbia lasciato senza considerare il tuo desiderio di rimanere nella tua città e la tua vita è doloroso e difficile da accettare.
Non è necessariamente un segno di egoismo da parte sua, ma potrebbe essere stato il risultato di prospettive diverse sulle priorità della vita e dei rapporti. Il tuo desiderio di mantenere radici nella tua città, con la famiglia e il lavoro, è altrettanto valido e importante quanto le sue esigenze.
Non c'è una risposta semplice o una colpa unica da attribuire. Potrebbe essere stato un rapporto dove hai dato molto senza ricevere la reciprocità desiderata. È comprensibile sentire del dolore e dell'amarezza per come si è evoluta la situazione.
Continuare a frequentare uno psicologo è una scelta saggia e positiva per elaborare queste emozioni e dare un senso a questa esperienza dolorosa. È importante riflettere su questa relazione per imparare da essa, ma anche per continuare a crescere come persona e trovare relazioni più equilibrate e appaganti in futuro.
Non hai sbagliato nel cercare aiuto per lei o nel supportarla nel percorso verso la guarigione. Hai dimostrato grande dedizione e amore nel cercare di alleviare le sue sofferenze, anche coinvolgendo uno specialista per aiutarla.
Tuttavia, è importante ricordare che una relazione sana richiede un equilibrio. Nel tuo caso, sembra che tu abbia dato molto di più di quanto hai ricevuto. Il fatto che la tua ex compagna abbia deciso di trasferirsi e ti abbia lasciato senza considerare il tuo desiderio di rimanere nella tua città e la tua vita è doloroso e difficile da accettare.
Non è necessariamente un segno di egoismo da parte sua, ma potrebbe essere stato il risultato di prospettive diverse sulle priorità della vita e dei rapporti. Il tuo desiderio di mantenere radici nella tua città, con la famiglia e il lavoro, è altrettanto valido e importante quanto le sue esigenze.
Non c'è una risposta semplice o una colpa unica da attribuire. Potrebbe essere stato un rapporto dove hai dato molto senza ricevere la reciprocità desiderata. È comprensibile sentire del dolore e dell'amarezza per come si è evoluta la situazione.
Continuare a frequentare uno psicologo è una scelta saggia e positiva per elaborare queste emozioni e dare un senso a questa esperienza dolorosa. È importante riflettere su questa relazione per imparare da essa, ma anche per continuare a crescere come persona e trovare relazioni più equilibrate e appaganti in futuro.
Buonasera pensando alla giovane età in cui ha iniziato questa relazione è considerevole la pazienza e la dedizione che ha avuto. Avere l aspettativa di essere ricambiati è comprensibile. Esistono però,per rispondere alla sua domanda, persone centrate su di sé che non sono in grado di percepire l altro e i suoi bisogni. Le auguro di elaborare questa relazione e la fine di essa. Un abbraccio, Rossella Chiusolo
Investire le proprie risorse in direzioni non costruttive è molto comune. Lo si fa più spesso di quanto lo si immagini. In quello che ha scritto la riflessione che mi son portato tutta la lettura è quanto poco spazio, peso e interesse lei a dato a sé stesso. Dovrebbe lavorare in questa direzione con qualunque specialista. Resto comunque
a disposizione, anche online.Un saluto, dott. Gregorio.
a disposizione, anche online.Un saluto, dott. Gregorio.
Buona sera, credo che sia davvero giusto sentirsi abbandonato, usato, arrabbiato dopo quello che é accaduto. Spesso il disagio psicologico, come quello attraversato dalla sua ex, caratterizza una fase di trasformazione, un po' come poi è successo, quando ha cominciato a stare meglio e si é sentita in grado di essere indipendente e di potersi allontanare. Trovo sia una decisione molto buona quella di sottoporsi a sua volta ad una psicoterapia, potrà esplorare tutto quello che é accaduto, comprendere cosa non ha funzionato e perché. Col tempo questi avvenimenti prenderanno sempre più le caratteristiche di una narrazione e il ricordo le susciterà emozioni meno forti e dolorose. Posso immaginare che affidarsi allo stesso terapeuta della ragazza possa essere un modo per mantenerne il ricordo. Questo percorso, alla fine porterà anche lei ad un cambiamento, nei termini di una maggiore consapevolezza di sé, delle sue necessità, delle attenzioni e dello spazio che ha bisogno di ricevere per sé dall' altro. Buon proseguimento
Cari Saluti
Cari Saluti
Gentile utente, dal suo racconto emerge il suo indiscutibile innamoramento che l’ha portato a trascurare i suoi bisogni affettivi e a non essere in grado di vedere quanto la sua partner non fosse sulla stessa linea. Lei è’ stato disponibile a lungo senza condividere una storia alla pari. Andrebbero approfondite le radici di questa sua accondiscendenza, di questo suo adattamento, ai limiti del lasciarsi manipolare.
E’ già in terapia, una scelta adeguata. Parli con il suo terapeuta di questi lati di incertezza riguardo alle sue giuste considerazioni e decisioni già prese. Non trascuri se stesso.
Un saluto caro
E’ già in terapia, una scelta adeguata. Parli con il suo terapeuta di questi lati di incertezza riguardo alle sue giuste considerazioni e decisioni già prese. Non trascuri se stesso.
Un saluto caro
Buongiorno caro utente, mi dispiace molto per ciò ha vissuto.
Dalle sue parole emerge tutta la sua delusione e comprendo quanto possa essere difficile conviverci. Le emozioni che in queste situazioni emergono vengono spesso dirette verso se stessi anziché nei confronti di ciò che ha suscitato dolore. Questo meccanismo non aiuta a risolvere le cose ma al contrario crea un circolo vizioso di senso di colpa, rammarico e frustrazione che dà adito ad una situazione da "sabbie mobili", di "stallo" in cui ogni cosa che si fa sembra non essere abbastanza.
Ritengono invece che sia più utile utilizzare queste emozioni come "benzina" per la costruzione di ciò che è salutare per lei e per la sua vita. Rispetto a ciò lo psicologo che la segue potrà sicuramente aiutarla.
Dott. Iacopo Curzi
Dalle sue parole emerge tutta la sua delusione e comprendo quanto possa essere difficile conviverci. Le emozioni che in queste situazioni emergono vengono spesso dirette verso se stessi anziché nei confronti di ciò che ha suscitato dolore. Questo meccanismo non aiuta a risolvere le cose ma al contrario crea un circolo vizioso di senso di colpa, rammarico e frustrazione che dà adito ad una situazione da "sabbie mobili", di "stallo" in cui ogni cosa che si fa sembra non essere abbastanza.
Ritengono invece che sia più utile utilizzare queste emozioni come "benzina" per la costruzione di ciò che è salutare per lei e per la sua vita. Rispetto a ciò lo psicologo che la segue potrà sicuramente aiutarla.
Dott. Iacopo Curzi
Salve, la fine di una relazione porta con se sempre un momento di sofferenza, disorientamento. Continui a lavorare con lo psicologo che lo segue dove sicuramente troverà le risposte alle sue domande. Resto a sua disposizione. Un caro saluto
Dott.ssa Lina Robertiello
Dott.ssa Lina Robertiello
Buona sera, ci sono alcuni aspetti del suo racconto che mi hanno colpito molto e che mi fanno pensare ad alcune ipotesi : la prima ipotesi potrebbe essere quella che, secondo da quanto emerge dai suoi racconti, la sua ex fidanzata potrebbe avere un disturbo un po’ piu’ serio di quello di un semplice disturbo d’ ansia. La seconda ipotesi sarebbe che lei si e’ impegnato in una relazione con lei nonostante i suoi sintomi abbastanza importanti, cosa di cui non si puo’ assolutamente parlare in termini di giusto o sbagliato, ma piuttosto in termini di curiosita’ nel capire che cosa lo ha spinto a entrare in relazione con una persona cosi fragile. La terza ipotesi e’ che lei alla fine, scegliendo la separazione dalla sua ex fidanzata, ha dimostrato il cosidetto egoismo sano , cosa molto importante, il che potrebbe significare che sta cercando una relazione ma nello stesso tempo e’ lei a decidere cosa e quanto deve pagare per questa relazione, che ripeto e’ una cosa positiva che la aiutera’ anche in un futuro a togliersi dalle situazioni molto spiacevoli. L’ultima cosa da prendere in considerazione, ma non la meno importante, e’ un invito nell’andare a scoprire in un percorso di psicoterapia che cosa o qualle parte di lei la spinge a cercare delle relazioni di questo genere, questo per evitre il ripetersi in un futuro. E’ un percorso lungo, a volte non piacevole, ma fatto bene , con il tempo dara’ i suoi frutti. Questo percorso pero’ la consiglio di fare non con l’analista della sua ex fidanzata. Le consiglio questo perche’ , per quanto la collega che vi segue puo’ sembrare molto capace, le ricordo che anche gli analisti sono esseri umani, con una mente sola e spesso e’ molto difficile separare le cose anche qundo si tratta di un professionista piu’ esperto. Spero di aver risposto alle sue domande.Se vuole approfondire resto a disposizione grazie
Dottssa Daniela Livadaru
Dottssa Daniela Livadaru
Buongiorno, purtroppo la risposta è si, esistono. Tuttavia ci sono stati chiari indizi che lei per un motivo o per l'altro deve avere ignorato. Quando descrive la situazione di partenza all'inizio, c'è già qualche campanello d'allarme. Un conto è stare male per ansia ed attacchi di panico, un altro è arrabbiarsi in continuazione, alzare le mani, sputare e umiliare. Diciamo che questa seconda parte avrebbe dovuto già metterla in allerta, poi è anche vero che quando si è coinvolti sentimentalmente è facile "non vedere" certe cose.
Buongiorno,
per la sofferenza che prova legata alla fine di questa storia ha già iniziato un percorso psicologico. Sarebbe opportuno parlasse di questi suoi dubbi e di queste sue difficoltà in seduta con il collega, vedrà che con il tempo troverà le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
per la sofferenza che prova legata alla fine di questa storia ha già iniziato un percorso psicologico. Sarebbe opportuno parlasse di questi suoi dubbi e di queste sue difficoltà in seduta con il collega, vedrà che con il tempo troverà le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buon pomeriggio, mi dispiace tanto per come questa relazione l'ha fatta sentire e per tutto ciò che le ha lasciato ancora dentro. Per rispondere a quanto chiede, credo che lei abbia fatto la scelta migliore per il suo benessere e per la sua persona.
Una relazione non può essere a senso unico, la reciprocità e il rispetto sono indispensabili affinché entrambe le parti possano crescere insieme e nutrire il loro presente e il loro futuro come singoli e come coppia. Non posso permettermi di darle un parere tanto personale rispetto all'ultima domanda che pone, ma la inviterei piuttosto a riflettere su come probabilmente entrambi vi siate scelti perché in quel momento andavate a rispondere l'uno ai bisogni dell'altro. Presumibilmente la sua ex ragazza aveva bisogno di una persona affianco che la proteggesse e la rassicurasse e lei aveva bisogno di prendersi cura di qualcuno fino a questo punto, donandole tutto il suo amore e il suo sostegno. Posso solo immaginare quanto sia stato doloroso non aver ricevuto in cambio quanto donato e quanto questo dentro le faccia ancora male. Credo potrebbe aiutarla portare la consapevolezza al fatto che è stata una sua scelta quella di dare tutto se stesso, scelta che riflette la persona che è. Credo che sia stato meraviglioso il modo in cui ha amato e in cui c'è stato per l'altro e che mai dovrebbe tradire se stesso e il suo modo di essere. Forse questa esperienza è arrivata nella sua vita per farle capire ciò di cui lei ha bisogno, che anche lei ha dei desideri, dei diritti e dei bisogni, che troppo spesso sono stati eclissati da quelli dell'altro e dal suo amore pronto a donarsi.
Spero che le mie parole la possano aiutare e rasserenare, per qualsiasi cosa resto a sua disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Alice Marinucci
Una relazione non può essere a senso unico, la reciprocità e il rispetto sono indispensabili affinché entrambe le parti possano crescere insieme e nutrire il loro presente e il loro futuro come singoli e come coppia. Non posso permettermi di darle un parere tanto personale rispetto all'ultima domanda che pone, ma la inviterei piuttosto a riflettere su come probabilmente entrambi vi siate scelti perché in quel momento andavate a rispondere l'uno ai bisogni dell'altro. Presumibilmente la sua ex ragazza aveva bisogno di una persona affianco che la proteggesse e la rassicurasse e lei aveva bisogno di prendersi cura di qualcuno fino a questo punto, donandole tutto il suo amore e il suo sostegno. Posso solo immaginare quanto sia stato doloroso non aver ricevuto in cambio quanto donato e quanto questo dentro le faccia ancora male. Credo potrebbe aiutarla portare la consapevolezza al fatto che è stata una sua scelta quella di dare tutto se stesso, scelta che riflette la persona che è. Credo che sia stato meraviglioso il modo in cui ha amato e in cui c'è stato per l'altro e che mai dovrebbe tradire se stesso e il suo modo di essere. Forse questa esperienza è arrivata nella sua vita per farle capire ciò di cui lei ha bisogno, che anche lei ha dei desideri, dei diritti e dei bisogni, che troppo spesso sono stati eclissati da quelli dell'altro e dal suo amore pronto a donarsi.
Spero che le mie parole la possano aiutare e rasserenare, per qualsiasi cosa resto a sua disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Alice Marinucci
Caro Utente, innanzitutto vorrei ringraziarla per aver condiviso con noi la sua storia e la sua sofferenza. Quando si tratta di questioni, argomenti psicologici (che si tratti di rapporti sociali, disagi personali, o dei disturbi, autostima, motivazione etc..) dare risposte con così poche informazioni su di una piattaforma web, è difficile. Ognuno di noi è diverso e per comprenderlo fino in fondo bisogna ascoltarlo attentamente e porre le giuste domande.
Detto questo, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo con il quale riesca ad entrare in sintonia e intraprendere un percorso di sostegno o supporto psicologico così da poter indagare a fondo le sue emozioni, i suoi pensieri e il suo modo di percepire sé stesso e il mondo circostante. In questo modo è possibile raggiungere quel benessere che ognuno di noi si merita.
Rimango in attesa per eventuali chiarimenti.
Dott.ssa Linda Trogi
Detto questo, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo con il quale riesca ad entrare in sintonia e intraprendere un percorso di sostegno o supporto psicologico così da poter indagare a fondo le sue emozioni, i suoi pensieri e il suo modo di percepire sé stesso e il mondo circostante. In questo modo è possibile raggiungere quel benessere che ognuno di noi si merita.
Rimango in attesa per eventuali chiarimenti.
Dott.ssa Linda Trogi
Grazie per aver scritto e di aver raccontato la sua storia.
Rispetto alle domande che si è fatto che risposte darebbe?
Cosa ha sbagliato?
Esistono persone così egoiste?
Doveva fare di più?
Dopo fatto ciò si chieda: "ma adesso cosa voglio cambiare?" "Cosa vorrei dalla mia vita adesso?".
Dobbiamo trovare il modo di riporre il passato nel passato e prendere ciò che abbaimo appreso per costruire un futuro che ci stia bene. Un futuro in cui stare meglio. Adesso ha intrapreso un percorso con un altro professionista, per il momento continui e nel momento in cui necessiti di un ulteriore confronto lo potrà fare (avvisando sempre il collega di tale intenzione). Le auguro una buona serata.
Rispetto alle domande che si è fatto che risposte darebbe?
Cosa ha sbagliato?
Esistono persone così egoiste?
Doveva fare di più?
Dopo fatto ciò si chieda: "ma adesso cosa voglio cambiare?" "Cosa vorrei dalla mia vita adesso?".
Dobbiamo trovare il modo di riporre il passato nel passato e prendere ciò che abbaimo appreso per costruire un futuro che ci stia bene. Un futuro in cui stare meglio. Adesso ha intrapreso un percorso con un altro professionista, per il momento continui e nel momento in cui necessiti di un ulteriore confronto lo potrà fare (avvisando sempre il collega di tale intenzione). Le auguro una buona serata.
Mi dispiace sentire che hai passato attraverso una relazione difficile e dolorosa. È importante capire che le relazioni possono essere complesse e che non hai necessariamente fatto qualcosa di sbagliato. Le persone hanno bisogni, desideri e circostanze diverse, e talvolta le relazioni possono sfociare in situazioni in cui entrambe le parti non sono felici o soddisfatti.
Hai cercato di aiutare la tua ex compagna a superare i suoi problemi di ansia e disturbi di panico, e questo è un atto di amore e supporto. Tuttavia, è importante riconoscere che non hai il controllo su come gli altri reagiscono o scelgono di gestire la propria vita. Non è colpa tua se la tua ex ha deciso di trasferirsi altrove.
In una relazione, è fondamentale trovare un equilibrio tra dare e ricevere, e il fatto che tu ti sia dedicato così tanto al suo benessere mostra una grande dedizione e amore. Tuttavia, è importante anche prendersi cura di se stessi e garantire che le proprie esigenze siano soddisfatte.
Non è egoismo cercare la propria felicità o prendere decisioni basate sulle proprie esigenze e circostanze personali. Ognuno ha il diritto di perseguire il proprio percorso di vita e le proprie ambizioni.
Puoi trovare conforto e supporto parlando con il tuo psicologo, continuando a lavorare su te stesso e imparando dagli eventi passati. Ricorda che sei una persona valida e meriti di essere felice e realizzare i tuoi sogni. Con il tempo, potrai trovare una relazione sana e appagante basata su un reciproco rispetto e una connessione genuina.
Hai cercato di aiutare la tua ex compagna a superare i suoi problemi di ansia e disturbi di panico, e questo è un atto di amore e supporto. Tuttavia, è importante riconoscere che non hai il controllo su come gli altri reagiscono o scelgono di gestire la propria vita. Non è colpa tua se la tua ex ha deciso di trasferirsi altrove.
In una relazione, è fondamentale trovare un equilibrio tra dare e ricevere, e il fatto che tu ti sia dedicato così tanto al suo benessere mostra una grande dedizione e amore. Tuttavia, è importante anche prendersi cura di se stessi e garantire che le proprie esigenze siano soddisfatte.
Non è egoismo cercare la propria felicità o prendere decisioni basate sulle proprie esigenze e circostanze personali. Ognuno ha il diritto di perseguire il proprio percorso di vita e le proprie ambizioni.
Puoi trovare conforto e supporto parlando con il tuo psicologo, continuando a lavorare su te stesso e imparando dagli eventi passati. Ricorda che sei una persona valida e meriti di essere felice e realizzare i tuoi sogni. Con il tempo, potrai trovare una relazione sana e appagante basata su un reciproco rispetto e una connessione genuina.
Buongiorno, mi dispiace per il suo disagio e capisco il dispiacere e i dubbi. Le consiglierei di trattare l'argomento con lo specialista che la segue, soffermandomi sui punti in cui lei prima era stufo e poi, successivamente, quando la sua ex si è allontanata, le è tornata la voglia di riprovarci. Cosa è cambiato dentro di lei? Come mai da che era stufo e infelice, ora si domanda se ha sbagliato qualcosa?
Sono dinamiche che capitano spesso e talvolta bisogna lavorare sul bisogno di sentirsi visti e accolti, che nel caso specifico, sembra mancare totalmente da parte della sua ex.
Ad ogni modo, qualora volesse approfondire l'argomento con un altro specialista, resto a disposizione.
Dott. Filippo Festa
Sono dinamiche che capitano spesso e talvolta bisogna lavorare sul bisogno di sentirsi visti e accolti, che nel caso specifico, sembra mancare totalmente da parte della sua ex.
Ad ogni modo, qualora volesse approfondire l'argomento con un altro specialista, resto a disposizione.
Dott. Filippo Festa
Buonasera, non credo che lei abbia sbagliato qualcosa, anzi si è dato e ha saputo tirarsi indietro quando il programma futuro proposto non era di suo gradimento. Sicuramente è comprensibile l'amarezza e la delusione di non avere ricevuto gratitudine e attenzione nonostante lei abbia investito tanto. Sono sicura che il percorso la aiuterà a rielaborare il distacco e la delusione. Spesso la scelta di una relazione nasconde aspetti profondi, che un percorso psicoterapeutico può mettere in luce per arricchirla piuttosto che depauperarla.
Le auguro il meglio.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Le auguro il meglio.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Mi dispiace molto per quanto ha vissuto. Lei ha dato molto nella relazione, cercando di supportarla anche tramite uno specialista, ma una relazione sana deve essere basata su reciproco rispetto e impegno. La sua ex compagna, una volta migliorata, sembra non aver riconosciuto il suo impegno e l’ha lasciata senza considerare quanto lei avesse sacrificato. La sua decisione di non trasferirsi da lei non è sbagliata, anzi, ognuno ha diritto di mantenere la propria indipendenza. Non è giusto che lei sia stato sfruttato emotivamente. La sua delusione è comprensibile, ma ora è importante prendersi tempo per riflettere su ciò che merita in una futura relazione.
Ottimo tema da trattare con lo psicologo da cui è già in cura.
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso la sua storia con noi e mi spiace per quello che ha vissuto. Ritengo che abbia fatto la scelta giusta, di farsi seguire da uno psicologo, che l'aiuterà a comprendere meglio sé e i suoi rapporti con le persone.
Gentile Utente, ascoltando il tuo racconto, percepisco non solo la frustrazione e l'amarezza per come si è evoluta e conclusa questa relazione, ma anche un profondo senso di smarrimento e forse anche un'ombra di auto-rimprovero. Ti sei trovato in una situazione emotivamente molto complessa, assumendoti un ruolo di sostegno primario fin dall'inizio, in un momento di grande vulnerabilità della tua ex partner. La tua dedizione e il tuo impegno nel cercare attivamente aiuto per lei, culminati nel trovare uno specialista competente, rivelano una generosità d'animo e un profondo affetto che non possono essere sottovalutati.
È del tutto naturale che tu ti senta tradito e ti ponga interrogativi stringenti su cosa avresti potuto fare diversamente. Tuttavia, analizzando la dinamica relazionale che descrivi, emerge chiaramente come essa sia stata profondamente plasmata dalle significative difficoltà di salute della tua ex partner. La tua presenza costante, il tuo sostegno pratico ed emotivo, sono stati indubbiamente cruciali in un periodo critico per lei, fornendo un ancoraggio fondamentale. Ma è altrettanto importante riconoscere che le motivazioni intrinseche e le scelte di un'altra persona, specialmente una volta superata una fase di fragilità, non sono sempre prevedibili o allineate con i nostri desideri, le nostre aspettative e i sacrifici che abbiamo compiuto.
La decisione della tua ex partner di trasferirsi e di concentrarsi sulla sua nuova fase di vita, una volta ritrovato un relativo equilibrio, può certamente apparire come un atto di egoismo, soprattutto alla luce del tuo prolungato e intenso impegno. È assolutamente comprensibile che tu ti senta sminuito, forse persino "usato", e che tu metta in discussione il valore di tutto ciò che hai offerto. Tuttavia, in psicologia, ci insegnano a essere cauti nel giudicare appieno le motivazioni altrui. Spesso, dietro comportamenti che ci appaiono incomprensibili, si celano dinamiche interne complesse, paure inespresse, e un percorso di crescita personale che, purtroppo, non sempre coincide con il nostro. Potrebbe esserci stata una combinazione di fattori, tra cui un desiderio di affermazione della propria ritrovata autonomia dopo un periodo di dipendenza emotiva e pratica da te, la forte spinta a costruire una nuova identità nel suo ambiente di studi, e forse, inconsciamente, anche una difficoltà nel confrontarsi con il passato e con il potenziale "debito" emotivo nei tuoi confronti.
Riguardo al tuo interrogativo sul "cosa ho sbagliato?", credo sia fondamentale ribadire che non ravviso un tuo errore nel non aver scelto di trasferirti. La tua decisione di rimanere nella tua città, con le tue radici familiari e la tua stabilità lavorativa, è non solo legittima ma denota anche un sano senso di auto-preservazione e di consapevolezza dei tuoi bisogni. Pretendere che tu abbandonassi i tuoi punti di riferimento per seguirla, specialmente in una situazione in cui lei godeva di un sostegno economico differente dal tuo e in assenza di una progettualità condivisa chiara, non appare come una richiesta equilibrata o sostenibile a lungo termine.
La tua disponibilità e il tuo sostegno prolungato sono stati indubbiamente atti d'amore e di profonda cura. Non devi in alcun modo rimproverarti per questo. L'esito doloroso della relazione non sminuisce il valore intrinseco di ciò che hai offerto e di come ti sei preso cura della tua partner in un momento di grande necessità. È una verità difficile da accettare, ma a volte, nonostante il nostro massimo impegno e il nostro amore più sincero, le relazioni evolvono in direzioni inaspettate e giungono a una conclusione.
Il fatto che tu abbia intrapreso un percorso psicologico è un segnale di grande maturità e di volontà di prenderti cura del tuo benessere emotivo. Questo spazio terapeutico ti offrirà la possibilità di elaborare in profondità le tue emozioni, di acquisire una maggiore comprensione delle dinamiche complesse di questa relazione e, soprattutto, di riappropriarti del tuo percorso individuale, focalizzandoti sui tuoi bisogni e sul tuo futuro. Non sminuire in alcun modo il tuo dolore; è una reazione umana e legittima a una perdita significativa. Concediti il tempo necessario per elaborare questo lutto relazionale e per ricostruire la tua vita con una rinnovata consapevolezza di te stesso e dei tuoi desideri.
È del tutto naturale che tu ti senta tradito e ti ponga interrogativi stringenti su cosa avresti potuto fare diversamente. Tuttavia, analizzando la dinamica relazionale che descrivi, emerge chiaramente come essa sia stata profondamente plasmata dalle significative difficoltà di salute della tua ex partner. La tua presenza costante, il tuo sostegno pratico ed emotivo, sono stati indubbiamente cruciali in un periodo critico per lei, fornendo un ancoraggio fondamentale. Ma è altrettanto importante riconoscere che le motivazioni intrinseche e le scelte di un'altra persona, specialmente una volta superata una fase di fragilità, non sono sempre prevedibili o allineate con i nostri desideri, le nostre aspettative e i sacrifici che abbiamo compiuto.
La decisione della tua ex partner di trasferirsi e di concentrarsi sulla sua nuova fase di vita, una volta ritrovato un relativo equilibrio, può certamente apparire come un atto di egoismo, soprattutto alla luce del tuo prolungato e intenso impegno. È assolutamente comprensibile che tu ti senta sminuito, forse persino "usato", e che tu metta in discussione il valore di tutto ciò che hai offerto. Tuttavia, in psicologia, ci insegnano a essere cauti nel giudicare appieno le motivazioni altrui. Spesso, dietro comportamenti che ci appaiono incomprensibili, si celano dinamiche interne complesse, paure inespresse, e un percorso di crescita personale che, purtroppo, non sempre coincide con il nostro. Potrebbe esserci stata una combinazione di fattori, tra cui un desiderio di affermazione della propria ritrovata autonomia dopo un periodo di dipendenza emotiva e pratica da te, la forte spinta a costruire una nuova identità nel suo ambiente di studi, e forse, inconsciamente, anche una difficoltà nel confrontarsi con il passato e con il potenziale "debito" emotivo nei tuoi confronti.
Riguardo al tuo interrogativo sul "cosa ho sbagliato?", credo sia fondamentale ribadire che non ravviso un tuo errore nel non aver scelto di trasferirti. La tua decisione di rimanere nella tua città, con le tue radici familiari e la tua stabilità lavorativa, è non solo legittima ma denota anche un sano senso di auto-preservazione e di consapevolezza dei tuoi bisogni. Pretendere che tu abbandonassi i tuoi punti di riferimento per seguirla, specialmente in una situazione in cui lei godeva di un sostegno economico differente dal tuo e in assenza di una progettualità condivisa chiara, non appare come una richiesta equilibrata o sostenibile a lungo termine.
La tua disponibilità e il tuo sostegno prolungato sono stati indubbiamente atti d'amore e di profonda cura. Non devi in alcun modo rimproverarti per questo. L'esito doloroso della relazione non sminuisce il valore intrinseco di ciò che hai offerto e di come ti sei preso cura della tua partner in un momento di grande necessità. È una verità difficile da accettare, ma a volte, nonostante il nostro massimo impegno e il nostro amore più sincero, le relazioni evolvono in direzioni inaspettate e giungono a una conclusione.
Il fatto che tu abbia intrapreso un percorso psicologico è un segnale di grande maturità e di volontà di prenderti cura del tuo benessere emotivo. Questo spazio terapeutico ti offrirà la possibilità di elaborare in profondità le tue emozioni, di acquisire una maggiore comprensione delle dinamiche complesse di questa relazione e, soprattutto, di riappropriarti del tuo percorso individuale, focalizzandoti sui tuoi bisogni e sul tuo futuro. Non sminuire in alcun modo il tuo dolore; è una reazione umana e legittima a una perdita significativa. Concediti il tempo necessario per elaborare questo lutto relazionale e per ricostruire la tua vita con una rinnovata consapevolezza di te stesso e dei tuoi desideri.
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