Salve, io e il mio ragazzo stiamo insieme da quasi 3 anni e ho notato che lui ha dei problemi con i
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Salve, io e il mio ragazzo stiamo insieme da quasi 3 anni e ho notato che lui ha dei problemi con i rapporti familiari, infatti ogni volta che ci sono dei compleanni (dei miei fratelli, mia madre ecc.) o festività, lui si rifiuta categoricamente di presentarsi, io mi sento abbandonata in quei momenti, pur capendo il suo punto di vista, e non so cosa fare
Salve,
capisco quanto possa essere difficile trovarsi ogni volta da sola in momenti familiari importanti, soprattutto quando si sente di far parte di una relazione stabile. Anche se da una parte riesce a comprendere le difficoltà del suo compagno, dall’altra è del tutto legittimo sentire un senso di abbandono. In questi casi può essere utile chiedersi cosa rende così faticosa per lui la partecipazione e provare a parlarne senza giudizio, dando spazio anche ai suoi vissuti. Allo stesso tempo, è importante che anche lei possa esprimere con chiarezza quanto questi momenti siano significativi per lei e quanto bisogno abbia di sentirsi accompagnata.
Resto a disposizione, se dovesse servire.
capisco quanto possa essere difficile trovarsi ogni volta da sola in momenti familiari importanti, soprattutto quando si sente di far parte di una relazione stabile. Anche se da una parte riesce a comprendere le difficoltà del suo compagno, dall’altra è del tutto legittimo sentire un senso di abbandono. In questi casi può essere utile chiedersi cosa rende così faticosa per lui la partecipazione e provare a parlarne senza giudizio, dando spazio anche ai suoi vissuti. Allo stesso tempo, è importante che anche lei possa esprimere con chiarezza quanto questi momenti siano significativi per lei e quanto bisogno abbia di sentirsi accompagnata.
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I motivi per cui il Suo ragazzo si rifiuta di partecipare agli eventi della Sua famiglia potrebbero essere vari. Ha provato a parlarne direttamente con lui cercando di capire che cosa lo blocchi al punto da "rifiutarsi categoricamente"?
Se ne sente il bisogno, sono a Sua disposizione per approfondire la questione e aiutarLa ad affrontarla, individuando insieme una possibile soluzione.
Se ne sente il bisogno, sono a Sua disposizione per approfondire la questione e aiutarLa ad affrontarla, individuando insieme una possibile soluzione.
Gentile utente grazie per la sua condivisione.
Mi dispiace per la situazione che si trova ad affrontare ed il vissuto "abbandonico" che percepisce.
Ci racconta che il suo ragazzo "ha dei problemi con i rapporti familiari"; non mi è chiaro se questa distanza che vuole mantenere la agisce nei confronti di entrambe le famiglie o solo nei confronti della sua (fratelli, madre). Penso che per lei possa essere importante esprimere al suo compagno come la fa sentire il suo atteggiamento e, successivamente, chiedere a lui come mai sente la necessità di mettere questa distanza. Potrebbe essere anche utile capire come potrebbe aiutarlo nella risoluzione di questa fatica, provando a chiederglielo.
Se per lei questa situazione è motivo di grande sofferenza e non riesce a condividere un punto di incontro con il suo compagno, le suggerisco inoltre di farsi sostenere attraverso un percorso di sostegno psicologico.
Rimango a disposizione,
saluti,
Baratto
Mi dispiace per la situazione che si trova ad affrontare ed il vissuto "abbandonico" che percepisce.
Ci racconta che il suo ragazzo "ha dei problemi con i rapporti familiari"; non mi è chiaro se questa distanza che vuole mantenere la agisce nei confronti di entrambe le famiglie o solo nei confronti della sua (fratelli, madre). Penso che per lei possa essere importante esprimere al suo compagno come la fa sentire il suo atteggiamento e, successivamente, chiedere a lui come mai sente la necessità di mettere questa distanza. Potrebbe essere anche utile capire come potrebbe aiutarlo nella risoluzione di questa fatica, provando a chiederglielo.
Se per lei questa situazione è motivo di grande sofferenza e non riesce a condividere un punto di incontro con il suo compagno, le suggerisco inoltre di farsi sostenere attraverso un percorso di sostegno psicologico.
Rimango a disposizione,
saluti,
Baratto
Salve, grazie per aver esposto il suo quesito. Già aver notato un comportamento del partner che non la fa stare bene ed essersi posta delle domande per capire come comportarsi è il primo passo per chi vuole investire su una relazione, dunque comprendere appieno la relazione che si vive e l'altro. Afferma che comprende il punto di vista altrui ma comunque si sente abbandonata, ha provato a parlare con lui al fine di approfondire il motivo del no categorico del suo partner e a comunicargli come la fa stare? A volte la chiave di svolta potrebbe essere una comunicazione efficace e sincera.
Spero di esserle stata d'aiuto, non esiti a chiedere supporto a un professionista quando ne sente il bisogno.
Buona sera
Spero di esserle stata d'aiuto, non esiti a chiedere supporto a un professionista quando ne sente il bisogno.
Buona sera
Buon pomeriggio, grazie per aver condiviso qualcosa di così personale e delicato.
È evidente che ti trovi in una situazione complessa: da un lato comprendi che il tuo ragazzo ha delle difficoltà legate ai rapporti familiari, dall’altro però senti il peso della sua assenza nei momenti per te importanti, come le ricorrenze familiari. È una tensione legittima quella che provi, tra il voler rispettare le sue fragilità e il desiderio di sentirti supportata e accompagnata nella tua vita, soprattutto in ambiti che per te hanno un valore affettivo forte.
Quando parli di “problemi con i rapporti familiari”, sarebbe utile capire se si tratta di un disagio generalizzato verso tutte le dinamiche familiari, o se ha vissuto esperienze difficili che rendono per lui complicato affrontare contesti come quello della tua famiglia. A volte, queste reazioni possono essere legate a vissuti personali irrisolti, magari legati alla propria storia familiare, che generano ansia, rifiuto o chiusura.
Detto questo, il punto centrale è come questa situazione ti fa sentire. Sentirsi abbandonata non è un’emozione banale e merita attenzione. Le relazioni si costruiscono anche attraverso la condivisione di momenti significativi, e quando una parte si ritrae sistematicamente, può far vacillare il senso di connessione e complicità. È importante che tu possa esprimere chiaramente a lui non solo ciò che ti piacerebbe che facesse, ma soprattutto cosa provi quando si tira indietro: non con accuse, ma partendo da te, dal tuo sentire.
Non devi scegliere tra comprendere lui o ascoltare te stessa: entrambi i bisogni hanno diritto di esistere. Può essere utile affrontare il discorso in un momento tranquillo, chiedendogli di parlare più apertamente di ciò che prova in quelle situazioni. E al contempo, comunicargli che per te la sua presenza non è solo una formalità, ma un modo per sentirlo vicino, per sentire che lui fa parte della tua vita.
Se lui è disposto ad ascoltarti e a mettersi in discussione, potreste anche valutare un percorso insieme, o per lui individualmente, per affrontare ciò che lo blocca. Se invece c’è una chiusura totale, allora dovrai chiederti, con onestà, quanto riesci a convivere con questa parte della sua personalità, e quali sono i limiti oltre i quali rischi di sacrificare troppo te stessa.
Se vorrai/vorrete approfondire l'argomento resto a disposizione.
Buona giornata
Dott.ssa Giulia Raiano
È evidente che ti trovi in una situazione complessa: da un lato comprendi che il tuo ragazzo ha delle difficoltà legate ai rapporti familiari, dall’altro però senti il peso della sua assenza nei momenti per te importanti, come le ricorrenze familiari. È una tensione legittima quella che provi, tra il voler rispettare le sue fragilità e il desiderio di sentirti supportata e accompagnata nella tua vita, soprattutto in ambiti che per te hanno un valore affettivo forte.
Quando parli di “problemi con i rapporti familiari”, sarebbe utile capire se si tratta di un disagio generalizzato verso tutte le dinamiche familiari, o se ha vissuto esperienze difficili che rendono per lui complicato affrontare contesti come quello della tua famiglia. A volte, queste reazioni possono essere legate a vissuti personali irrisolti, magari legati alla propria storia familiare, che generano ansia, rifiuto o chiusura.
Detto questo, il punto centrale è come questa situazione ti fa sentire. Sentirsi abbandonata non è un’emozione banale e merita attenzione. Le relazioni si costruiscono anche attraverso la condivisione di momenti significativi, e quando una parte si ritrae sistematicamente, può far vacillare il senso di connessione e complicità. È importante che tu possa esprimere chiaramente a lui non solo ciò che ti piacerebbe che facesse, ma soprattutto cosa provi quando si tira indietro: non con accuse, ma partendo da te, dal tuo sentire.
Non devi scegliere tra comprendere lui o ascoltare te stessa: entrambi i bisogni hanno diritto di esistere. Può essere utile affrontare il discorso in un momento tranquillo, chiedendogli di parlare più apertamente di ciò che prova in quelle situazioni. E al contempo, comunicargli che per te la sua presenza non è solo una formalità, ma un modo per sentirlo vicino, per sentire che lui fa parte della tua vita.
Se lui è disposto ad ascoltarti e a mettersi in discussione, potreste anche valutare un percorso insieme, o per lui individualmente, per affrontare ciò che lo blocca. Se invece c’è una chiusura totale, allora dovrai chiederti, con onestà, quanto riesci a convivere con questa parte della sua personalità, e quali sono i limiti oltre i quali rischi di sacrificare troppo te stessa.
Se vorrai/vorrete approfondire l'argomento resto a disposizione.
Buona giornata
Dott.ssa Giulia Raiano
Buongiorno,
la sua difficoltà è comprensibile... da un lato il bisogno di condividere momenti importanti con il proprio partner, dall’altro la frustrazione nel sentirsi sola. Il rifiuto del suo compagno potrebbe riflettere vissuti personali complessi legati ai rapporti familiari.
Provi a parlarne con lui in modo aperto, esprimendo come si sente senza colpevolizzarlo, ma cercando di capire anche il suo punto di vista. A volte, un confronto sincero può aprire la strada a piccoli cambiamenti o compromessi.
Se la situazione persiste e crea malessere, un supporto psicologico potrebbe aiutarvi a trovare un equilibrio più soddisfacente per entrambi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Martina Rocchetti
la sua difficoltà è comprensibile... da un lato il bisogno di condividere momenti importanti con il proprio partner, dall’altro la frustrazione nel sentirsi sola. Il rifiuto del suo compagno potrebbe riflettere vissuti personali complessi legati ai rapporti familiari.
Provi a parlarne con lui in modo aperto, esprimendo come si sente senza colpevolizzarlo, ma cercando di capire anche il suo punto di vista. A volte, un confronto sincero può aprire la strada a piccoli cambiamenti o compromessi.
Se la situazione persiste e crea malessere, un supporto psicologico potrebbe aiutarvi a trovare un equilibrio più soddisfacente per entrambi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Martina Rocchetti
Gentile utente,
capisco quanto possa essere doloroso sentirsi soli in momenti importanti, specialmente quando si desidererebbe condividerli con la persona amata. La difficoltà del suo ragazzo a partecipare a occasioni familiari può avere radici profonde (ansie relazionali, vissuti familiari complessi, paura di sentirsi giudicato) e spesso non si risolvono con la sola “buona volontà”.
Ciò che è importante, però, è che il suo disagio venga riconosciuto e condiviso nella coppia. È essenziale che troviate uno spazio di dialogo in cui lei possa esprimere come si sente (senza colpevolizzarlo) e lui possa raccontarle cosa prova quando si trova in quelle situazioni.
Un percorso di consulenza di coppia o individuale potrebbe aiutarvi a comprendere meglio queste dinamiche e trovare un equilibrio che tenga conto dei bisogni di entrambi.
Resto a disposizione,
Dott. Michele Scalese – Psicologo
capisco quanto possa essere doloroso sentirsi soli in momenti importanti, specialmente quando si desidererebbe condividerli con la persona amata. La difficoltà del suo ragazzo a partecipare a occasioni familiari può avere radici profonde (ansie relazionali, vissuti familiari complessi, paura di sentirsi giudicato) e spesso non si risolvono con la sola “buona volontà”.
Ciò che è importante, però, è che il suo disagio venga riconosciuto e condiviso nella coppia. È essenziale che troviate uno spazio di dialogo in cui lei possa esprimere come si sente (senza colpevolizzarlo) e lui possa raccontarle cosa prova quando si trova in quelle situazioni.
Un percorso di consulenza di coppia o individuale potrebbe aiutarvi a comprendere meglio queste dinamiche e trovare un equilibrio che tenga conto dei bisogni di entrambi.
Resto a disposizione,
Dott. Michele Scalese – Psicologo
Gentile utente, capisco che queste situazione possano essere fonte di sofferenza.
Lei ha provato a parlarle con il suo ragazzo? Cercare di capire il suo punto di vista e le motivazioni che lo spingono a rifiutare di presentarsi in queste occasioni potrebbe essere un primo passo. Inoltre anche la comunicazione del suo stato d'animo potrebbe essere un altro passo.
Provate a trovare un compromesso che si avvicini sia al suo sentire sia al sentire del suo ragazzo, in modo che lei non si senta sempre abbandonata. Anche cercare di trovare insieme un piccolo rituale o dare conferma del fatto che anche in mezzo ad altre persone possiate ritrovarvi e stare vicini magari può essere d'aiuto.
Rimango comunque a disposizione, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Lei ha provato a parlarle con il suo ragazzo? Cercare di capire il suo punto di vista e le motivazioni che lo spingono a rifiutare di presentarsi in queste occasioni potrebbe essere un primo passo. Inoltre anche la comunicazione del suo stato d'animo potrebbe essere un altro passo.
Provate a trovare un compromesso che si avvicini sia al suo sentire sia al sentire del suo ragazzo, in modo che lei non si senta sempre abbandonata. Anche cercare di trovare insieme un piccolo rituale o dare conferma del fatto che anche in mezzo ad altre persone possiate ritrovarvi e stare vicini magari può essere d'aiuto.
Rimango comunque a disposizione, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Gentile utente,
comprendo quanto possa essere difficile trovarsi in una relazione in cui, nonostante l’affetto e l’impegno, emergano vissuti di solitudine e incomprensione, soprattutto in momenti significativi come le festività o i compleanni.
Le dinamiche familiari e le esperienze pregresse possono influenzare profondamente il modo in cui ciascuno si relaziona agli altri, anche all’interno della coppia. Il fatto che lei riesca a comprendere il punto di vista del suo partner è sicuramente un segno di grande sensibilità, ma è altrettanto importante riconoscere e dare valore ai propri bisogni emotivi.
Potrebbe essere utile esplorare insieme – magari in un percorso di supporto psicologico individuale o di coppia – il significato di questi comportamenti, le emozioni che suscitano in lei, e trovare modalità comunicative più funzionali per entrambi.
Se desidera, resto a disposizione per approfondire questo tema in un contesto più riservato e mirato.
Un caro saluto,
dott.ssa Farese Lucrezia
comprendo quanto possa essere difficile trovarsi in una relazione in cui, nonostante l’affetto e l’impegno, emergano vissuti di solitudine e incomprensione, soprattutto in momenti significativi come le festività o i compleanni.
Le dinamiche familiari e le esperienze pregresse possono influenzare profondamente il modo in cui ciascuno si relaziona agli altri, anche all’interno della coppia. Il fatto che lei riesca a comprendere il punto di vista del suo partner è sicuramente un segno di grande sensibilità, ma è altrettanto importante riconoscere e dare valore ai propri bisogni emotivi.
Potrebbe essere utile esplorare insieme – magari in un percorso di supporto psicologico individuale o di coppia – il significato di questi comportamenti, le emozioni che suscitano in lei, e trovare modalità comunicative più funzionali per entrambi.
Se desidera, resto a disposizione per approfondire questo tema in un contesto più riservato e mirato.
Un caro saluto,
dott.ssa Farese Lucrezia
Salve credo sia necessario un chiarimento circa questo comportamento di evitamento
Può dipendere da tanti fattori compreso il fatto che potrebbe non essere pronto
I colloqui conoscitivi con un esperto possono essere il primo passo per valutare insieme il da farsi e comprendere cosa si nasconde dietro tali condotte .e ovviamente pensare al trattamento psicoterapico individuale o di coppia
Buon tutto
Dott.Lorenzini Maria Santa
Psicoterapeuta
Può dipendere da tanti fattori compreso il fatto che potrebbe non essere pronto
I colloqui conoscitivi con un esperto possono essere il primo passo per valutare insieme il da farsi e comprendere cosa si nasconde dietro tali condotte .e ovviamente pensare al trattamento psicoterapico individuale o di coppia
Buon tutto
Dott.Lorenzini Maria Santa
Psicoterapeuta
Gentile Utente,
da come ne parla, si capisce quanto per lei sia doloroso ritrovarsi da sola nei momenti familiari importanti, soprattutto quando il suo compagno sceglie di non esserci. Anche se cerca di comprenderlo, è evidente che in quelle occasioni si sente lasciata da parte e questo può pesare molto, specie in una relazione di lunga data.
Non sappiamo se abbia già avuto modo di parlare con lui apertamente di questo, ma potrebbe essere importante farlo. Non tanto per “convincerlo” a cambiare, quanto per condividere con lui cosa prova lei in quei momenti: non solo la delusione, ma forse anche il desiderio di sentirlo più vicino, parte della sua vita in modo più completo.
A volte, certe chiusure nascono da difficoltà personali profonde, ma questo non significa che il suo bisogno debba passare in secondo piano. Trovare un modo per dirsi le cose, anche quando sono scomode, può essere un passo prezioso per capirsi davvero.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
da come ne parla, si capisce quanto per lei sia doloroso ritrovarsi da sola nei momenti familiari importanti, soprattutto quando il suo compagno sceglie di non esserci. Anche se cerca di comprenderlo, è evidente che in quelle occasioni si sente lasciata da parte e questo può pesare molto, specie in una relazione di lunga data.
Non sappiamo se abbia già avuto modo di parlare con lui apertamente di questo, ma potrebbe essere importante farlo. Non tanto per “convincerlo” a cambiare, quanto per condividere con lui cosa prova lei in quei momenti: non solo la delusione, ma forse anche il desiderio di sentirlo più vicino, parte della sua vita in modo più completo.
A volte, certe chiusure nascono da difficoltà personali profonde, ma questo non significa che il suo bisogno debba passare in secondo piano. Trovare un modo per dirsi le cose, anche quando sono scomode, può essere un passo prezioso per capirsi davvero.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Ciò che descrive sembra toccare un tema relazionale profondo, da una parte, lei manifesta un bisogno legittimo di condivisione familiare e presenza, soprattutto in momenti significativi come compleanni o festività, dall’altra, il suo compagno sembra avere una difficoltà personale nel rapportarsi con questi contesti, forse legata alla sua storia familiare o a dinamiche emotive che non ha ancora elaborato.
Anche se lei mostra empatia e comprensione, è importante riconoscere che sentirsi “abbandonata” non è un’esagerazione, ma un segnale emotivo importante.
Parli apertamente con lui, non in modo accusatorio, ma esprimendo come si sente quando lui non c’è in quei momenti (“Mi sento sola, non sostenuta…”), senza giudicare il suo comportamento, ma spiegando l’effetto che ha su di lei.
Provi a capire cosa lo blocca, evitare del tutto questi eventi può nascondere ansie, insicurezze o esperienze pregresse dolorose. Se c’è spazio per il dialogo, questo può essere anche un momento di crescita per entrambi.
Valuti insieme possibili piccoli passi, non necessariamente deve partecipare a tutto, ma si può cominciare da situazioni più semplici o più brevi, dove si possa sentire meno in difficoltà. Se questa difficoltà resta fissa e immutabile nel tempo, sarà importante per lei chiedersi quale compromesso è disposta a tollerare, e se la relazione così com’è riesce ancora a soddisfare i suoi bisogni più profondi. Amare non significa adattarsi sempre, ma trovare un equilibrio che permetta a entrambi di sentirsi visti e rispettati.
Un caro saluto
Anche se lei mostra empatia e comprensione, è importante riconoscere che sentirsi “abbandonata” non è un’esagerazione, ma un segnale emotivo importante.
Parli apertamente con lui, non in modo accusatorio, ma esprimendo come si sente quando lui non c’è in quei momenti (“Mi sento sola, non sostenuta…”), senza giudicare il suo comportamento, ma spiegando l’effetto che ha su di lei.
Provi a capire cosa lo blocca, evitare del tutto questi eventi può nascondere ansie, insicurezze o esperienze pregresse dolorose. Se c’è spazio per il dialogo, questo può essere anche un momento di crescita per entrambi.
Valuti insieme possibili piccoli passi, non necessariamente deve partecipare a tutto, ma si può cominciare da situazioni più semplici o più brevi, dove si possa sentire meno in difficoltà. Se questa difficoltà resta fissa e immutabile nel tempo, sarà importante per lei chiedersi quale compromesso è disposta a tollerare, e se la relazione così com’è riesce ancora a soddisfare i suoi bisogni più profondi. Amare non significa adattarsi sempre, ma trovare un equilibrio che permetta a entrambi di sentirsi visti e rispettati.
Un caro saluto
Salve, la sua difficoltà è comprensibile e tocca un aspetto molto delicato nelle relazioni di coppia: il rapporto con le rispettive famiglie e il bisogno di sentirsi sostenuti nei momenti significativi. Il comportamento del suo compagno sembra parlare di un disagio profondo legato al contesto familiare, che probabilmente lo porta ad evitare certe situazioni per non attivare vissuti faticosi o dolorosi. Tuttavia, comprendere le sue difficoltà non significa dover rinunciare al proprio bisogno di condivisione. Sentirsi soli o non sostenuti nei momenti familiari importanti può generare un senso di abbandono emotivo, soprattutto se questi episodi si ripetono nel tempo. È importante che lei possa esprimergli con chiarezza e delicatezza ciò che prova, non solo in termini di “presenza fisica”, ma di quanto per lei conti sentire che lui ci sia nei luoghi che ritiene importanti. Potrebbe essere utile provare a capire insieme se esistono modalità graduali e meno esposte per cominciare a creare un ponte tra lui e la sua famiglia, senza forzature, ma nemmeno rinunciando al dialogo.
Se il tema diventa troppo difficile da affrontare da soli, un percorso di coppia potrebbe essere uno spazio sicuro dove approfondire meglio questi blocchi e trovare un equilibrio più rispettoso per entrambi.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Se il tema diventa troppo difficile da affrontare da soli, un percorso di coppia potrebbe essere uno spazio sicuro dove approfondire meglio questi blocchi e trovare un equilibrio più rispettoso per entrambi.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lui possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarlo ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che gli impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarlo a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa essergli utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarlo ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che gli impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarlo a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa essergli utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Salve, quello che descrive tocca una dimensione relazionale molto profonda e importante, e mi sembra che lei stia cercando di muoversi con sensibilità tra il rispetto per la storia e le difficoltà del suo compagno e il proprio bisogno legittimo di condivisione e vicinanza affettiva, soprattutto nei momenti che hanno un valore simbolico come compleanni e festività. Quando si entra in una relazione stabile, è naturale desiderare che il proprio partner diventi parte della propria vita anche attraverso piccoli riti familiari, che non sono solo “occasioni sociali”, ma rappresentano dei gesti di appartenenza, di riconoscimento e di affetto. La sua sensazione di sentirsi abbandonata in questi momenti è più che comprensibile, perché lei si ritrova a vivere una discrepanza tra ciò che sente come importante e ciò che riceve in termini di presenza e partecipazione. È possibile che il suo ragazzo, nel rifiutarsi di partecipare, non voglia ferirla, ma si trovi alle prese con vissuti personali legati al suo passato familiare o alla sua capacità di stare in certe situazioni emotivamente cariche. A volte, per chi ha avuto esperienze difficili o relazioni familiari complesse, trovarsi in ambienti dove tutto ruota attorno all’unione familiare può riattivare sensazioni scomode, a volte anche inconsapevoli. Questo non giustifica necessariamente il comportamento, ma può aiutare a comprenderne l’origine. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, può essere utile esplorare insieme a lui, con delicatezza e senza giudizio, cosa prova quando si avvicinano queste occasioni, che pensieri gli passano per la mente, quali emozioni emergono e che significato attribuisce a queste situazioni. Allo stesso tempo, è importante che lei possa esprimere chiaramente, ma senza colpevolizzarlo, quanto per lei sia importante la sua presenza in quei momenti. La comunicazione aperta, onesta e non accusatoria può diventare uno strumento prezioso per entrambi. Se queste difficoltà dovessero persistere e creare frustrazione crescente nella coppia, prendere in considerazione un percorso di coppia potrebbe rappresentare un’occasione per comprendere meglio le rispettive esigenze e costruire insieme modalità di incontro che rispettino entrambi. La chiave non è forzare l’altro a fare qualcosa che non sente, ma cercare uno spazio comune dove le esigenze di entrambi vengano viste, ascoltate e, quando possibile, integrate. A volte è proprio in questi momenti di difficoltà che si costruisce la parte più solida della relazione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile Paziente,
Il tuo disagio con annesso senso di abbandono è assolutamente comprensibile.
Il rifiuto del tuo ragazzo però non è necessariamente rivolto a te o alla tua famiglia, ma potrebbe anche nascere da un disagio più profondo verso i contesti familiari, che per lui possono essere faticosi o ansiogeni.
Provarci a parlarne apertamente, raccontandogli come ti senti senza accusarlo, può aiutare: esprimere il bisogno di averlo accanto, magari proponendo piccoli passi invece di grandi cambiamenti, può rendere la situazione più gestibile per entrambi. Trovare un compromesso, dove tu ti senti sostenuta e lui non si sente forzato, è spesso il primo passo per non vivere questi momenti come una distanza tra voi.
Il tuo disagio con annesso senso di abbandono è assolutamente comprensibile.
Il rifiuto del tuo ragazzo però non è necessariamente rivolto a te o alla tua famiglia, ma potrebbe anche nascere da un disagio più profondo verso i contesti familiari, che per lui possono essere faticosi o ansiogeni.
Provarci a parlarne apertamente, raccontandogli come ti senti senza accusarlo, può aiutare: esprimere il bisogno di averlo accanto, magari proponendo piccoli passi invece di grandi cambiamenti, può rendere la situazione più gestibile per entrambi. Trovare un compromesso, dove tu ti senti sostenuta e lui non si sente forzato, è spesso il primo passo per non vivere questi momenti come una distanza tra voi.
Buon pomeriggio,
Capisco che in quei momenti lei possa sentirsi sola o trascurata. Ha provato a chiedergli direttamente come mai non dimostri il desiderio di partecipare? Forse, nella sua famiglia d’origine, i compleanni sono vissuti in un modo che gli crea disagio, e questo potrebbe riflettersi anche nel modo in cui affronta le feste della vostra famiglia. Oppure, semplicemente, potrebbe non sentirsi ancora pronto o del tutto a suo agio nel condividere questi importanti momenti familiari.
Se ha voglia di approfondire e parlarne ancora, sono a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Capisco che in quei momenti lei possa sentirsi sola o trascurata. Ha provato a chiedergli direttamente come mai non dimostri il desiderio di partecipare? Forse, nella sua famiglia d’origine, i compleanni sono vissuti in un modo che gli crea disagio, e questo potrebbe riflettersi anche nel modo in cui affronta le feste della vostra famiglia. Oppure, semplicemente, potrebbe non sentirsi ancora pronto o del tutto a suo agio nel condividere questi importanti momenti familiari.
Se ha voglia di approfondire e parlarne ancora, sono a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Salve, lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con il suo ragazzo, sarebbe una occasione di crescita per entrambi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Carissima, comprendo il senso di “abbandono” che prova e la conseguente frustrazione che ne deriva quando non può condividere con il suo ragazzo momenti importanti che avvengono in famiglia. È di primaria importanza cercare di comprendere le motivazioni che spingono il suo fidanzato all’evitamento delle esperienze proposte. Spesso, dietro a un rifiuto categorico si nascondono ferite e dinamiche familiari complesse. Il suo comportamento potrebbe essere un meccanismo di difesa per proteggersi da situazioni che per lui sono fonte di disagio o ansia piuttosto che una mancanza di affetto o di poca sensibilità. Sarebbe utile parlare con lui in modo aperto e senza giudizio per capire cosa lo spaventa o lo mette a disagio; allo stesso tempo potrebbe spiegagli come lei si sente usando una comunicazione assertiva (Es. "Nei momenti importanti per la mia famiglia, io mi sento sola e dispiaciuta quando non sei con me, piuttosto che "Tu mi abbandoni e non mi supporti") oppure trovare un compromesso che possa farlo sentire a proprio agio (Es. proporre la partecipazione a eventi familiari più piccoli o in orario ridotto). Se questa situazione persistesse e fosse causa di molta sofferenza, potrebbe valutare l’opportunità di rivolgersi ad uno psicologo per affrontare al meglio queste difficoltà e trovare un equilibrio che possa soddisfare entrambi. Il dialogo e la comprensione reciproca sono fondamentali per costruire una relazione solida e rispettosa dei bisogni di entrambi. La saluto con affetto e resto a disposizione per ulteriori suggerimenti.
Dott.ssa Chiara Lagi
Dott.ssa Chiara Lagi
Buongiorno, mi dispiace per quello che sta vivendo. Ha provato a parlarne con lui, esponendole il suo punto di vista in merito alla questione? Ha chiesto come mai in ogni occasione di festività con la famiglia non si voglia presentare?
Una comunicazione buona all'interno della coppia è fondamentale nella costruzione di una relazione. Se sente di non riuscire a sorreggere questo peso da sola ne parli con le persone a lei care e se ne sente il bisogno contatti uno specialista del settore.
Un caro saluto
Dott.ssa Eugenia Alessio
Una comunicazione buona all'interno della coppia è fondamentale nella costruzione di una relazione. Se sente di non riuscire a sorreggere questo peso da sola ne parli con le persone a lei care e se ne sente il bisogno contatti uno specialista del settore.
Un caro saluto
Dott.ssa Eugenia Alessio
Nelle relazioni affettive è fondamentale riuscire a dialogare in modo efficace.
Parlare di ciò che si sente e di quanto le pare di notare nel suo ragazzo con sincerità può essere il primo passo.
Qualora poi doveste riscontrare che ci siano delle criticità o dei traumi pregressi si può pensare di intraprendere un percorso psicologico che possa migliorare la consapevolezza di sé ed evitare che ci siano ripercussioni sulle relazioni che si vanno costruendo.
Parlare di ciò che si sente e di quanto le pare di notare nel suo ragazzo con sincerità può essere il primo passo.
Qualora poi doveste riscontrare che ci siano delle criticità o dei traumi pregressi si può pensare di intraprendere un percorso psicologico che possa migliorare la consapevolezza di sé ed evitare che ci siano ripercussioni sulle relazioni che si vanno costruendo.
Capisco quanto possa essere difficile sentirsi divisa tra la comprensione per le sue difficoltà e il bisogno di condivisione nei momenti per te significativi. È importante dare spazio a entrambe le emozioni: da un lato la frustrazione e il senso di solitudine, dall’altro la volontà di capire cosa blocca lui in queste situazioni. Possiamo lavorarci insieme per capire meglio i tuoi bisogni relazionali e come comunicarli in modo efficace, mantenendo un equilibrio tra empatia e confini.
Gentile utente, buonasera.
La ringrazio per aver condiviso una parte così significativa della sua vita. Comprendo quanto possa essere difficile vivere momenti familiari importanti sentendosi soli o non sostenuti dalla persona amata. Il comportamento del ragazzo al quale fa riferimento, come lei stessa intuisce, potrebbe essere legato a vissuti personali complessi, che meritano attenzione e rispetto; altrettanto importante è riconoscere e dare valore ai suoi bisogni emotivi, al desiderio di condivisione e di presenza nei momenti per lei significativi. In questi casi, potrebbe essere utile esplorare insieme eventualmente in uno spazio protetto le emozioni che emergono, le aspettative reciproche e le modalità di comunicazione più adatte a voi. Un percorso psicologico può offrire strumenti per comprendere meglio le dinamiche relazionali e favorire un dialogo più autentico e costruttivo. Nell'immediato, potrebbe provare ad esprimere con delicatezza ciò che prova in quei momenti, cercando di capire come il suo ragazzo percepisce questa esternazione. Datevi del tempo per orientarvi a condividere esperienze di questo tipo.
Le auguro buone cose.
Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire.
Un cordiale saluto.
Dr.ssa Manuela Valentini
La ringrazio per aver condiviso una parte così significativa della sua vita. Comprendo quanto possa essere difficile vivere momenti familiari importanti sentendosi soli o non sostenuti dalla persona amata. Il comportamento del ragazzo al quale fa riferimento, come lei stessa intuisce, potrebbe essere legato a vissuti personali complessi, che meritano attenzione e rispetto; altrettanto importante è riconoscere e dare valore ai suoi bisogni emotivi, al desiderio di condivisione e di presenza nei momenti per lei significativi. In questi casi, potrebbe essere utile esplorare insieme eventualmente in uno spazio protetto le emozioni che emergono, le aspettative reciproche e le modalità di comunicazione più adatte a voi. Un percorso psicologico può offrire strumenti per comprendere meglio le dinamiche relazionali e favorire un dialogo più autentico e costruttivo. Nell'immediato, potrebbe provare ad esprimere con delicatezza ciò che prova in quei momenti, cercando di capire come il suo ragazzo percepisce questa esternazione. Datevi del tempo per orientarvi a condividere esperienze di questo tipo.
Le auguro buone cose.
Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire.
Un cordiale saluto.
Dr.ssa Manuela Valentini
Gentile utente, scelga un momento giusto per parlare con lui in un momento tranquillo, non durante una festa o subito dopo un episodio che l' ha ferita, dopo di che ascolti anche il suo punto di vista accogliendo le proprie emozioni. Dott.ssa Valentina Pisciotta
Buon pomeriggio,
da ciò che leggo, ritengo che il primo passo utile sia parlarne. Manifesti al suo compagno ciò che sente a fronte del suo comportanto. Un esempio: "quando succede X, io mi sento Y e questo mi fa provare Z ecc ecc" ponendo l'accento sul fatto che non vuole solo farglielo presente (o lamentarsi), ma trovare una soluzione. Un caro saluto, Dottssa LM
da ciò che leggo, ritengo che il primo passo utile sia parlarne. Manifesti al suo compagno ciò che sente a fronte del suo comportanto. Un esempio: "quando succede X, io mi sento Y e questo mi fa provare Z ecc ecc" ponendo l'accento sul fatto che non vuole solo farglielo presente (o lamentarsi), ma trovare una soluzione. Un caro saluto, Dottssa LM
Salve, grazie per aver raccontato qui con noi la situazione attuale. Quello che e merge è che da una parte vuoi rispettare le difficoltà che lui ha con la famiglia e con certe situazioni sociali; dall’altra, nei momenti importanti per te (compleanni, festività) sentirti sola può far male e farti percepire una mancanza di supporto. È molto empatico da parte tua comprendere che lui ha problemi con i rapporti familiari. Ma capire il suo punto di vista non significa che i tuoi bisogni debbano sparire. È legittimo desiderare che il tuo partner sia presente in momenti importanti per te. A volte il rifiuto categorico nasconde cose diverse: ansia sociale, brutte esperienze familiari, paura di giudizi, conflitti con l’idea di “famiglia”. Se non l’avete mai esplorato davvero, potrebbe essere utile. Resto a disposizione.
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