Salve. Io e il mio ragazzo stiamo insieme da due anni e mezzo, ma ora per la seconda volta ha provat
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Salve. Io e il mio ragazzo stiamo insieme da due anni e mezzo, ma ora per la seconda volta ha provato a chiudere la nostra relazione. Questo è avvenuto entrambe le volte dopo un momento di incomprensione in cui diceva di sentirsi giudicato. Il fatto è che non sa darmi motivazioni “concrete” e molte cose che dice appaiono discordanti (“dobbiamo pensare al futuro perché è ora..”, “non so cosa voglio dal futuro”, poi mi parla di figli). Ha preso una settimana di tempo per riflettere su di noi, tempo che forse sta giovando più a me che a lui nonostante mi pesi non sentirlo. Mi sento positiva e sento che mi ama, magari meno di prima ma, attenendomi ai fatti più che alle sue parole (e paure), non vedo un vero distacco. Forse mi sto sbagliando.
Gentile,
quello che ha raccontato ha una sua complessità, e il fatto che lei riesca a starci dentro con questa lucidità non è scontato.
Una cosa vale la pena nominare: le contraddizioni nelle parole di lui (il futuro, i figli, il non sapere cosa vuole), potrebbero non essere segnali di disonestà. Possono essere il riflesso di una confusione genuina, di qualcuno che non ha ancora fatto chiarezza con sé stesso prima ancora che con lei. Il sentirsi giudicato, che torna entrambe le volte come innesco, sembra qualcosa che riguarda lui, un tema suo, probabilmente più antico di questa relazione.
Quello che mi colpisce è l'ultima frase: "forse mi sto sbagliando." È piccola, ma è importante. La settimana di pausa che lei descrive come utile per sé può diventare anche uno spazio per stare con quella domanda; non solo per aspettare una sua risposta, ma per chiedersi cosa vuole lei, cosa è disposta ad accettare, dove sono i suoi confini.
Sperare che qualcuno torni è legittimo, sapere cosa si vuole se torna lo è altrettanto. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a vedere tutto questo con maggiore chiarezza
quello che ha raccontato ha una sua complessità, e il fatto che lei riesca a starci dentro con questa lucidità non è scontato.
Una cosa vale la pena nominare: le contraddizioni nelle parole di lui (il futuro, i figli, il non sapere cosa vuole), potrebbero non essere segnali di disonestà. Possono essere il riflesso di una confusione genuina, di qualcuno che non ha ancora fatto chiarezza con sé stesso prima ancora che con lei. Il sentirsi giudicato, che torna entrambe le volte come innesco, sembra qualcosa che riguarda lui, un tema suo, probabilmente più antico di questa relazione.
Quello che mi colpisce è l'ultima frase: "forse mi sto sbagliando." È piccola, ma è importante. La settimana di pausa che lei descrive come utile per sé può diventare anche uno spazio per stare con quella domanda; non solo per aspettare una sua risposta, ma per chiedersi cosa vuole lei, cosa è disposta ad accettare, dove sono i suoi confini.
Sperare che qualcuno torni è legittimo, sapere cosa si vuole se torna lo è altrettanto. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a vedere tutto questo con maggiore chiarezza
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Salve, da ciò che descrive emerge una situazione di forte ambivalenza, in cui lei sembra cogliere segnali di affetto e di legame, ma al tempo stesso vive parole e comportamenti del suo compagno come poco chiari e contraddittori. In questi casi, più che cercare una conferma immediata nelle sue parole, può essere utile osservare con calma la qualità complessiva della relazione, cercando di capire se ci sia davvero uno spazio di confronto autentico e rassicurante tra voi.
È possibile che la pausa che vi siete dati stia permettendo a lei di riflettere più serenamente, ma il punto centrale resta capire se entrambi riuscite a esprimere bisogni, paure e aspettative in modo chiaro. Se lo desidera, può essere utile anche un confronto con uno psicologo, per aiutare a leggere meglio questa fase e comprendere cosa sta accadendo nella relazione.
È possibile che la pausa che vi siete dati stia permettendo a lei di riflettere più serenamente, ma il punto centrale resta capire se entrambi riuscite a esprimere bisogni, paure e aspettative in modo chiaro. Se lo desidera, può essere utile anche un confronto con uno psicologo, per aiutare a leggere meglio questa fase e comprendere cosa sta accadendo nella relazione.
Gentile Paziente Anonimo, le suggerisco di cogliere l'occasione di questa settimana "di pausa" per fare consapevolezza su di sè e su ciò che desidera in una relazione intima a lungo termine e, successivamente, decida lei se le caratteristiche della relazione attuale corrispondono alle sue aspetattive.
Sembra che abbiate necessità di parlarvi essendo in atto questi comportamenti discordanti: lei parla di incomprensioni che forse sono da chiarire. Saluti, dott. Giacomo Gherardini - Arezzo-
Quello che sta vivendo è una situazione di incertezza relazionale che genera inevitabilmente ansia e bisogno di interpretare segnali contraddittori. Provi a distinguere ciò che lui comunica in modo stabile dai suoi stati emotivi del momento, e in questa fase si tenga ancorata ai fatti più che alle ipotesi sul futuro.
Cara utente, parla chiaramente con il tuo compagno perchè sembra che ci sia molta confusione su ciò che volete. Il sentimento è alla base della relazione che costruite, ma oltre a quello, ci vuole anche un progetto di vita condiviso e c'è da capire se voi volete le stesse cose. Magari qualche seduta di coppia vi auterebbe a chiarire i vostri dubbi e capire se le vostre incomprensioni sono un problema di comunicazione, che si può eventualmente migliorare o se maschera una visione diversa della vita.
Un caro saluto.
Un caro saluto.
Salve ho letto le sue parole, oltre considerare quali siano le intenzioni o le motivazioni del suo ragazzo, sarebbe utile per lei chiedersi se ritiene utile gestire così le incomprensioni o se decide di adattarsi forzatamente ad una modalità confusionaria e caotica di gestire il legame. Il suo dubbio in questo momento può essere un punto di partenza per una riflessione piuttosto che qualcosa di distruttivo. Potrebbe valutare un percorso psicologico in cui poter esprimere appieno ciò che sente e pensa, con lo scopo di mettere in discussione alcuni schemi ripetuti nel tempo. Spero di esserle stata d'aiuto.
Buongiorno. La sensazione di sospensione che sta vivendo, questo tempo "preso in prestito" dal quotidiano per decidere del destino di un legame, è un’esperienza che scuote le fondamenta della nostra sicurezza affettiva, eppure mi colpisce la Sua capacità di mantenere uno sguardo lucido e, per certi versi, fiducioso. Riconoscere che questo silenzio stia giovando più a Lei che a lui suggerisce che sta trovando una sua centratura, un modo per abitare l'attesa senza farsi divorare dall'angoscia.
Le discordanze che Lei rileva nelle parole del Suo compagno — questo oscillare tra il bisogno di pianificare il futuro e l'incapacità di immaginarlo, tra il desiderio di figli e il timore di non sapere cosa vuole — ci parlano di un conflitto interno profondo. Seguendo il pensiero di Diego Napolitani, potremmo interpretare questi momenti di crisi non come una mancanza d'amore nel senso comune del termine, ma come l'emergere di "matrici" relazionali antiche. Quando lui dice di sentirsi giudicato e cerca di chiudere la relazione dopo un'incomprensione, è probabile che stia reagendo non a Lei, ma a un’immagine interna: quella di un altro (forse una figura della sua famiglia d'origine) che valuta, pesa e sentenzia. In quei momenti, il legame con Lei smette di essere uno spazio di libertà e diventa il luogo in cui lui teme di perdere se stesso, attivando una fuga difensiva per "salvare" la propria identità.
Il fatto che Lei senta il suo amore "nei fatti" più che nelle parole è un’intuizione preziosa. Spesso il linguaggio dei sentimenti viaggia su binari diversi da quello della razionalità; le sue paure e le sue ambivalenze sono espressione di un’identità che sta ancora cercando di negoziare tra il desiderio di appartenenza e il terrore della dipendenza. Questa "seconda volta" in cui prova a chiudere potrebbe essere il segnale di un ciclo che si ripete: ogni volta che l'intimità si fa troppo serrata o che la responsabilità del futuro preme con troppa forza, lui sente il bisogno di creare una distanza per respirare, temendo che l'altro possa diventare un giudice severo della sua adeguatezza.
In questa settimana di riflessione, la direzione che Le suggerisco non è quella di cercare prove della fine o della continuità, ma di osservare come Lei si posiziona in questa danza di avvicinamenti e allontanamenti. La positività che sente è una risorsa, purché non diventi un modo per negare la fatica di stare con una persona che fatica a integrare i propri desideri. È importante chiedersi se questo spazio di "giudizio" che lui percepisce sia qualcosa che può essere trasformato attraverso un nuovo modo di comunicare o se sia una sua proiezione rigida che rischia di logorare il legame nel tempo.
Dottsssa Giovanna Costanzo
Le discordanze che Lei rileva nelle parole del Suo compagno — questo oscillare tra il bisogno di pianificare il futuro e l'incapacità di immaginarlo, tra il desiderio di figli e il timore di non sapere cosa vuole — ci parlano di un conflitto interno profondo. Seguendo il pensiero di Diego Napolitani, potremmo interpretare questi momenti di crisi non come una mancanza d'amore nel senso comune del termine, ma come l'emergere di "matrici" relazionali antiche. Quando lui dice di sentirsi giudicato e cerca di chiudere la relazione dopo un'incomprensione, è probabile che stia reagendo non a Lei, ma a un’immagine interna: quella di un altro (forse una figura della sua famiglia d'origine) che valuta, pesa e sentenzia. In quei momenti, il legame con Lei smette di essere uno spazio di libertà e diventa il luogo in cui lui teme di perdere se stesso, attivando una fuga difensiva per "salvare" la propria identità.
Il fatto che Lei senta il suo amore "nei fatti" più che nelle parole è un’intuizione preziosa. Spesso il linguaggio dei sentimenti viaggia su binari diversi da quello della razionalità; le sue paure e le sue ambivalenze sono espressione di un’identità che sta ancora cercando di negoziare tra il desiderio di appartenenza e il terrore della dipendenza. Questa "seconda volta" in cui prova a chiudere potrebbe essere il segnale di un ciclo che si ripete: ogni volta che l'intimità si fa troppo serrata o che la responsabilità del futuro preme con troppa forza, lui sente il bisogno di creare una distanza per respirare, temendo che l'altro possa diventare un giudice severo della sua adeguatezza.
In questa settimana di riflessione, la direzione che Le suggerisco non è quella di cercare prove della fine o della continuità, ma di osservare come Lei si posiziona in questa danza di avvicinamenti e allontanamenti. La positività che sente è una risorsa, purché non diventi un modo per negare la fatica di stare con una persona che fatica a integrare i propri desideri. È importante chiedersi se questo spazio di "giudizio" che lui percepisce sia qualcosa che può essere trasformato attraverso un nuovo modo di comunicare o se sia una sua proiezione rigida che rischia di logorare il legame nel tempo.
Dottsssa Giovanna Costanzo
Salve,
quello che descrive sembra essere una situazione emotivamente molto faticosa, soprattutto perché si accompagna a messaggi contraddittori e a una forte incertezza relazionale. Quando una persona alterna vicinanza e allontanamento, desiderio di futuro e confusione rispetto ai propri bisogni, il partner può sentirsi disorientato e iniziare a mettere in dubbio le proprie percezioni, proprio come sta accadendo a lei.
Da ciò che racconta, il punto centrale sembra essere il vissuto del suo ragazzo rispetto al sentirsi “giudicato”. In alcune persone, soprattutto quando hanno difficoltà a gestire emozioni complesse o il conflitto, anche incomprensioni non particolarmente gravi possono attivare paure profonde: sentirsi non accettati, non compresi o “sbagliati”. In questi casi la reazione può essere quella di prendere distanza o mettere in discussione la relazione, non necessariamente perché l’amore sia finito, ma perché il legame viene vissuto anche come fonte di pressione emotiva.
Le frasi discordanti che riferisce (“pensare al futuro”, “non so cosa voglio”, parlare di figli ma poi voler chiudere) possono indicare una forte ambivalenza interna: una parte di lui probabilmente desidera il rapporto e il progetto di coppia, mentre un’altra teme le responsabilità, l’intimità profonda o la possibilità di stare male. Questo tipo di oscillazione può creare molta instabilità nella relazione.
Mi sembra importante anche il fatto che lei stia cercando di attenersi ai fatti e non solo alle parole: è un atteggiamento molto lucido. Tuttavia, è altrettanto importante chiedersi quanto questa dinamica la faccia sentire sicura, serena e valorizzata nel tempo. A volte, quando si ama una persona, si tende a “tenere insieme” i segnali positivi minimizzando quelli che fanno soffrire, ma i momenti di allontanamento ripetuti meritano attenzione, soprattutto se diventano una modalità ricorrente di gestione del conflitto.
Il fatto che questa pausa stia aiutando anche lei potrebbe essere significativo: potrebbe darle lo spazio per ascoltare non solo ciò che lui prova, ma anche ciò di cui ha bisogno lei all’interno di una relazione.
Sicuramente sarebbe utile approfondire meglio queste dinamiche con uno specialista, individualmente o anche come coppia, per comprendere cosa stia accadendo tra voi e quali bisogni emotivi siano in gioco.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive sembra essere una situazione emotivamente molto faticosa, soprattutto perché si accompagna a messaggi contraddittori e a una forte incertezza relazionale. Quando una persona alterna vicinanza e allontanamento, desiderio di futuro e confusione rispetto ai propri bisogni, il partner può sentirsi disorientato e iniziare a mettere in dubbio le proprie percezioni, proprio come sta accadendo a lei.
Da ciò che racconta, il punto centrale sembra essere il vissuto del suo ragazzo rispetto al sentirsi “giudicato”. In alcune persone, soprattutto quando hanno difficoltà a gestire emozioni complesse o il conflitto, anche incomprensioni non particolarmente gravi possono attivare paure profonde: sentirsi non accettati, non compresi o “sbagliati”. In questi casi la reazione può essere quella di prendere distanza o mettere in discussione la relazione, non necessariamente perché l’amore sia finito, ma perché il legame viene vissuto anche come fonte di pressione emotiva.
Le frasi discordanti che riferisce (“pensare al futuro”, “non so cosa voglio”, parlare di figli ma poi voler chiudere) possono indicare una forte ambivalenza interna: una parte di lui probabilmente desidera il rapporto e il progetto di coppia, mentre un’altra teme le responsabilità, l’intimità profonda o la possibilità di stare male. Questo tipo di oscillazione può creare molta instabilità nella relazione.
Mi sembra importante anche il fatto che lei stia cercando di attenersi ai fatti e non solo alle parole: è un atteggiamento molto lucido. Tuttavia, è altrettanto importante chiedersi quanto questa dinamica la faccia sentire sicura, serena e valorizzata nel tempo. A volte, quando si ama una persona, si tende a “tenere insieme” i segnali positivi minimizzando quelli che fanno soffrire, ma i momenti di allontanamento ripetuti meritano attenzione, soprattutto se diventano una modalità ricorrente di gestione del conflitto.
Il fatto che questa pausa stia aiutando anche lei potrebbe essere significativo: potrebbe darle lo spazio per ascoltare non solo ciò che lui prova, ma anche ciò di cui ha bisogno lei all’interno di una relazione.
Sicuramente sarebbe utile approfondire meglio queste dinamiche con uno specialista, individualmente o anche come coppia, per comprendere cosa stia accadendo tra voi e quali bisogni emotivi siano in gioco.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve,
quello che descrivi dà l’idea di una situazione molto ambivalente, e la confusione che senti è comprensibile. Da una parte percepisci ancora il legame, l’affetto, forse anche il desiderio di restare insieme; dall’altra lui sembra entrare in crisi proprio nei momenti in cui si sente toccato, giudicato o forse emotivamente “messo alle strette”.
Mi colpisce il fatto che entrambe le volte abbia provato a chiudere la relazione dopo momenti di incomprensione legati al sentirsi giudicato. Questo fa pensare che il problema non sia necessariamente la mancanza di sentimento, ma il modo in cui lui vive certe dinamiche emotive dentro il rapporto.
Le sue parole che ti sembrano discordanti (“dobbiamo pensare al futuro” ma anche “non so cosa voglio”) in realtà potrebbero riflettere proprio una sua confusione interna. È possibile che una parte di lui desideri il legame, la progettualità, persino l’idea di una famiglia, mentre un’altra si spaventi quando la relazione diventa troppo concreta, troppo coinvolgente o troppo carica di aspettative.
Questo però ti mette in una posizione difficile, perché rischi di dover continuamente interpretare cosa sente davvero.
Mi sembra importante una cosa che hai detto: stai cercando di attenerti ai fatti più che alle parole. È un tentativo molto sano, perché quando una persona comunica in modo contraddittorio si rischia facilmente di perdersi nei significati nascosti, nelle rassicurazioni momentanee o nelle paure.
E i fatti che tu osservi, da quello che dici, non parlano di un distacco netto. Però parlano comunque di una difficoltà relazionale reale, che non va minimizzata solo perché senti che ti ama.
A volte l’amore c’è, ma non basta da solo a rendere una relazione stabile o sicura.
Il fatto che questa settimana di distanza stia facendo bene anche a te è interessante. Forse ti sta permettendo di uscire un po’ dalla tensione del dover capire subito cosa prova lui e di rientrare maggiormente in contatto con quello che senti tu.
Perché una domanda importante è anche questa:
com’è per te stare in una relazione in cui, nei momenti critici, l’altro rischia di mettere in discussione tutto il legame?
Non per accusarlo, ma per capire cosa succede dentro di te.
Mi sembra che tu stia cercando di mantenere lucidità senza negare quello che provi, ed è una posizione preziosa. Forse in questo momento non è tanto utile decidere subito se “tornerà” o meno, ma osservare come lui userà questo tempo:
se per chiarirsi davvero,
oppure se per allontanarsi senza riuscire a dirlo fino in fondo.
quello che descrivi dà l’idea di una situazione molto ambivalente, e la confusione che senti è comprensibile. Da una parte percepisci ancora il legame, l’affetto, forse anche il desiderio di restare insieme; dall’altra lui sembra entrare in crisi proprio nei momenti in cui si sente toccato, giudicato o forse emotivamente “messo alle strette”.
Mi colpisce il fatto che entrambe le volte abbia provato a chiudere la relazione dopo momenti di incomprensione legati al sentirsi giudicato. Questo fa pensare che il problema non sia necessariamente la mancanza di sentimento, ma il modo in cui lui vive certe dinamiche emotive dentro il rapporto.
Le sue parole che ti sembrano discordanti (“dobbiamo pensare al futuro” ma anche “non so cosa voglio”) in realtà potrebbero riflettere proprio una sua confusione interna. È possibile che una parte di lui desideri il legame, la progettualità, persino l’idea di una famiglia, mentre un’altra si spaventi quando la relazione diventa troppo concreta, troppo coinvolgente o troppo carica di aspettative.
Questo però ti mette in una posizione difficile, perché rischi di dover continuamente interpretare cosa sente davvero.
Mi sembra importante una cosa che hai detto: stai cercando di attenerti ai fatti più che alle parole. È un tentativo molto sano, perché quando una persona comunica in modo contraddittorio si rischia facilmente di perdersi nei significati nascosti, nelle rassicurazioni momentanee o nelle paure.
E i fatti che tu osservi, da quello che dici, non parlano di un distacco netto. Però parlano comunque di una difficoltà relazionale reale, che non va minimizzata solo perché senti che ti ama.
A volte l’amore c’è, ma non basta da solo a rendere una relazione stabile o sicura.
Il fatto che questa settimana di distanza stia facendo bene anche a te è interessante. Forse ti sta permettendo di uscire un po’ dalla tensione del dover capire subito cosa prova lui e di rientrare maggiormente in contatto con quello che senti tu.
Perché una domanda importante è anche questa:
com’è per te stare in una relazione in cui, nei momenti critici, l’altro rischia di mettere in discussione tutto il legame?
Non per accusarlo, ma per capire cosa succede dentro di te.
Mi sembra che tu stia cercando di mantenere lucidità senza negare quello che provi, ed è una posizione preziosa. Forse in questo momento non è tanto utile decidere subito se “tornerà” o meno, ma osservare come lui userà questo tempo:
se per chiarirsi davvero,
oppure se per allontanarsi senza riuscire a dirlo fino in fondo.
Salve, comprendo quanto questa situazione possa farla sentire sospesa, confusa e allo stesso tempo ancora agganciata alla speranza che il rapporto possa continuare. Quando una persona prova a chiudere una relazione senza riuscire a dare motivazioni chiare, o esprime pensieri apparentemente contraddittori, è naturale cercare di “leggere” i fatti, i segnali, i comportamenti, nel tentativo di capire cosa stia davvero provando.
È possibile che il suo ragazzo stia vivendo una fase di confusione, paura del futuro, difficoltà a sentirsi compreso o timore di essere giudicato. Tuttavia, al di là delle sue motivazioni, è importante che anche lei possa interrogarsi su come sta dentro questa relazione e dentro questa attesa. Una settimana di distanza può essere utile se diventa uno spazio reale di riflessione, non solo un tempo in cui lei resta in sospeso ad aspettare una decisione dell’altro.
Il punto centrale non è solo capire se lui la ami ancora, ma anche comprendere se entrambi siete disposti a comunicare in modo più chiaro, ad affrontare le incomprensioni senza arrivare ogni volta alla possibilità di chiudere, e a costruire una relazione in cui ci sia sicurezza emotiva, ascolto e responsabilità reciproca.
Le suggerirei, al termine di questa settimana, di cercare un confronto il più possibile calmo e concreto: non solo “stiamo insieme o ci lasciamo?”, ma anche “cosa ci sta succedendo?”, “cosa ti fa sentire giudicato?”, “cosa ti spaventa del futuro?”, “cosa desideriamo davvero costruire insieme?”. Allo stesso tempo, provi ad ascoltare anche i suoi bisogni: di chiarezza, stabilità, reciprocità e rispetto dei suoi tempi emotivi.
Se questa dinamica dovesse ripetersi o generare molta sofferenza, potrebbe essere utile valutare un supporto psicologico individuale o, se entrambi disponibili, un percorso di coppia, per comprendere meglio i meccanismi comunicativi e affettivi che si attivano tra voi.
Un caro saluto.
È possibile che il suo ragazzo stia vivendo una fase di confusione, paura del futuro, difficoltà a sentirsi compreso o timore di essere giudicato. Tuttavia, al di là delle sue motivazioni, è importante che anche lei possa interrogarsi su come sta dentro questa relazione e dentro questa attesa. Una settimana di distanza può essere utile se diventa uno spazio reale di riflessione, non solo un tempo in cui lei resta in sospeso ad aspettare una decisione dell’altro.
Il punto centrale non è solo capire se lui la ami ancora, ma anche comprendere se entrambi siete disposti a comunicare in modo più chiaro, ad affrontare le incomprensioni senza arrivare ogni volta alla possibilità di chiudere, e a costruire una relazione in cui ci sia sicurezza emotiva, ascolto e responsabilità reciproca.
Le suggerirei, al termine di questa settimana, di cercare un confronto il più possibile calmo e concreto: non solo “stiamo insieme o ci lasciamo?”, ma anche “cosa ci sta succedendo?”, “cosa ti fa sentire giudicato?”, “cosa ti spaventa del futuro?”, “cosa desideriamo davvero costruire insieme?”. Allo stesso tempo, provi ad ascoltare anche i suoi bisogni: di chiarezza, stabilità, reciprocità e rispetto dei suoi tempi emotivi.
Se questa dinamica dovesse ripetersi o generare molta sofferenza, potrebbe essere utile valutare un supporto psicologico individuale o, se entrambi disponibili, un percorso di coppia, per comprendere meglio i meccanismi comunicativi e affettivi che si attivano tra voi.
Un caro saluto.
Buonasera cara ragazza, hai fatto bene a condividere questa situazione.
Dalle tue parole mi arriva soprattutto molta confusione e il tentativo di orientarti tra ciò che lui dice e ciò che invece senti nella relazione. Mi sembra che tu stia cercando di dare un senso a messaggi ambivalenti: da una parte la vicinanza, il legame, i progetti accennati; dall’altra il bisogno di allontanarsi e il sentirsi giudicato.
A volte, quando una persona fatica a capire cosa prova o cosa desidera, può esprimersi in modo contraddittorio senza che questo significhi necessariamente assenza di sentimento. Le sue oscillazioni sembrano parlare più di una difficoltà nel reggere certe emozioni o nel sentirsi in discussione, che di una scelta chiara e stabile.
Mi colpisce però anche il tuo posto dentro questa dinamica: sei in una fase di attesa, di sospensione, in cui stai cercando di capire cosa significhi tutto questo a partire soprattutto dai suoi movimenti e dalle sue parole. Mi chiedo come sia per te restare in questa incertezza, e che effetto abbia sul tuo modo di sentire la relazione. Dici: “mi sento positiva e sento che mi ama”, ma anche “forse mi sto sbagliando”. Come se fossi contemporaneamente in contatto con ciò che percepisci e anche in una posizione di auto-svalutazione di quella stessa percezione. Forse questa settimana può essere utile non solo per capire cosa vuole lui, ma anche per osservare cosa succede a te dentro questa distanza: cosa ti aiuta a reggere l’attesa, cosa ti fa sentire più sicura e cosa invece ti mette in una posizione di dipendenza dall’interpretazione di lui.
Più che cercare subito una risposta definitiva sul “mi ama o non mi ama”, può essere importante capire che posto hai tu dentro questa relazione mentre è attraversata da questa incertezza, e se questo posto è per te sostenibile. Se vuoi contattami: possiamo esplorare tutto questo insieme, nello spazio sicuro di un percorso psicologico.
Ti auguro una buona serata, dott.ssa Arianna Broglia
Dalle tue parole mi arriva soprattutto molta confusione e il tentativo di orientarti tra ciò che lui dice e ciò che invece senti nella relazione. Mi sembra che tu stia cercando di dare un senso a messaggi ambivalenti: da una parte la vicinanza, il legame, i progetti accennati; dall’altra il bisogno di allontanarsi e il sentirsi giudicato.
A volte, quando una persona fatica a capire cosa prova o cosa desidera, può esprimersi in modo contraddittorio senza che questo significhi necessariamente assenza di sentimento. Le sue oscillazioni sembrano parlare più di una difficoltà nel reggere certe emozioni o nel sentirsi in discussione, che di una scelta chiara e stabile.
Mi colpisce però anche il tuo posto dentro questa dinamica: sei in una fase di attesa, di sospensione, in cui stai cercando di capire cosa significhi tutto questo a partire soprattutto dai suoi movimenti e dalle sue parole. Mi chiedo come sia per te restare in questa incertezza, e che effetto abbia sul tuo modo di sentire la relazione. Dici: “mi sento positiva e sento che mi ama”, ma anche “forse mi sto sbagliando”. Come se fossi contemporaneamente in contatto con ciò che percepisci e anche in una posizione di auto-svalutazione di quella stessa percezione. Forse questa settimana può essere utile non solo per capire cosa vuole lui, ma anche per osservare cosa succede a te dentro questa distanza: cosa ti aiuta a reggere l’attesa, cosa ti fa sentire più sicura e cosa invece ti mette in una posizione di dipendenza dall’interpretazione di lui.
Più che cercare subito una risposta definitiva sul “mi ama o non mi ama”, può essere importante capire che posto hai tu dentro questa relazione mentre è attraversata da questa incertezza, e se questo posto è per te sostenibile. Se vuoi contattami: possiamo esplorare tutto questo insieme, nello spazio sicuro di un percorso psicologico.
Ti auguro una buona serata, dott.ssa Arianna Broglia
Buongiorno, da ciò che descrive sembra emergere una forte ambivalenza da parte del suo compagno, il desiderio di mantenere la relazione si alterna alla paura di sentirsi giudicato o di affrontare temi legati al futuro. In queste situazioni, le parole possono apparire contraddittorie proprio perché la persona stessa sta vivendo confusione emotiva.
Il fatto che lei non percepisca un reale distacco nei comportamenti è un elemento importante, ma è altrettanto utile considerare quanto questa incertezza stia incidendo sul suo benessere emotivo. A volte, più che cercare “la risposta giusta”, può essere utile comprendere se la relazione riesca a offrire stabilità, comunicazione e serenità a entrambi.
Prendersi uno spazio di riflessione può aiutare, soprattutto se vissuto come occasione per capire bisogni, paure e aspettative reciproche. Se queste dinamiche dovessero ripetersi frequentemente, un confronto con un professionista, individuale o di coppia, potrebbe essere utile per chiarire meglio il funzionamento della relazione.
Un caro saluto.
Il fatto che lei non percepisca un reale distacco nei comportamenti è un elemento importante, ma è altrettanto utile considerare quanto questa incertezza stia incidendo sul suo benessere emotivo. A volte, più che cercare “la risposta giusta”, può essere utile comprendere se la relazione riesca a offrire stabilità, comunicazione e serenità a entrambi.
Prendersi uno spazio di riflessione può aiutare, soprattutto se vissuto come occasione per capire bisogni, paure e aspettative reciproche. Se queste dinamiche dovessero ripetersi frequentemente, un confronto con un professionista, individuale o di coppia, potrebbe essere utile per chiarire meglio il funzionamento della relazione.
Un caro saluto.
Buonasera,
lei è portatrice di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che potrebbero essere affrontate problematiche come quelle qui descritte. Provi a parlarne al suo ragazzo, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
lei è portatrice di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che potrebbero essere affrontate problematiche come quelle qui descritte. Provi a parlarne al suo ragazzo, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Mi sembra di cogliere una dinamica basata su una profonda insicurezza del suo compagno nel gestire il conflitto e la vulnerabilità. Se si sente emotivamente minacciato, preferisce fuggire piuttosto che negoziare. Questo spiegherebbe anche le sue parole, espressione di un conflitto interiore tra il desiderio di legame e la paura di non essere all'altezza o di perdere la propria libertà.
I fatti dicono che lui, per la seconda volta, ha messo in discussione il vostro legame. Questa settimana di silenzio è preziosa: la usi per chiedersi non tanto se lui la ami, ma se lei possa essere felice in una relazione dove la stabilità dipende dall'umore del partner. Pensare, detto in altre parole, a quale sia il limite di incertezza che lei è disposta a tollerare prima di dare spazio alla propria serenità.
I fatti dicono che lui, per la seconda volta, ha messo in discussione il vostro legame. Questa settimana di silenzio è preziosa: la usi per chiedersi non tanto se lui la ami, ma se lei possa essere felice in una relazione dove la stabilità dipende dall'umore del partner. Pensare, detto in altre parole, a quale sia il limite di incertezza che lei è disposta a tollerare prima di dare spazio alla propria serenità.
Buongiorno
Forse sarebbe opportuno dei colloqui di coppia per chiarirvi meglio come coppia.
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
Forse sarebbe opportuno dei colloqui di coppia per chiarirvi meglio come coppia.
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
Comprendo quanto possa essere destabilizzante trovarsi davanti a messaggi contrastanti, soprattutto quando si ama una persona e si cerca di dare un senso a ciò che sta accadendo. A volte alcune persone, nei momenti di incomprensione, vivono il confronto come un giudizio personale e reagiscono mettendo in dubbio l’intera relazione, anche senza desiderare davvero una separazione. Sembra che il suo compagno viva molta difficoltà nel gestire i momenti di tensione o il timore di sentirsi “messo in discussione”. Spesso quando emergono dubbi o emozioni complesse, può attivarsi il bisogno di allontanarsi temporaneamente più per confusione interna che per reale mancanza di sentimento. Il fatto che le sue parole appaiano contraddittorie potrebbe indicare proprio questa ambivalenza: una parte di lui immagina un futuro con lei, un’altra teme ciò che una relazione stabile comporta. Talvolta le crisi non indicano necessariamente la fine di un rapporto, ma possono mettere in luce aspetti che la coppia deve imparare a comprendere e affrontare insieme. Più che cercare rassicurazioni immediate, provi a dare valore a un confronto sincero e profondo quando vi ritroverete, così da capire se entrambi siete disposti a lavorare sulle fragilità che stanno emergendo.
Buongiorno, dai fatti descritti, sembra che il suo ragazzo possa essere confuso riguardo al futuro della vostra relazione e stia provando a chiuderla. Sebbene i fatti non sempre corrispondano alle parole, mostrano un bisogno di allontanamento. Utilizzi il tempo di questa pausa per pensare al suo futuro e alle sue necessità. Cosa desidera per il suo futuro? Come le piacerebbe essere amata? Questa modalità di "tira e molla" riflette i suoi desideri?
gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo il suo bisogno di risposte, e servirebbe conoscere meglio sia lei che il suo ragazzo per poter ipotizzare insieme interpretazioni circa quello che succede tra voi. Credo che, date le fatiche che sente, intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere quello che sta vivendo, individuando insieme allo specialista strategie funzionali per affrontare il tutto.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Buongiorno,
forse ci sono cose che non sapete e che non vi siete ancora riusciti da dire bene, avete mai pensato ad un percorso di terapia di coppia?
Un saluto cordiale
Marzia Sellini
forse ci sono cose che non sapete e che non vi siete ancora riusciti da dire bene, avete mai pensato ad un percorso di terapia di coppia?
Un saluto cordiale
Marzia Sellini
Da quello che racconta, sembra che il suo ragazzo viva una forte difficoltà nel gestire alcune emozioni, in particolare il sentirsi giudicato o “messo alla prova”, e che questo lo porti a reagire allontanandosi o mettendo in dubbio la relazione. Le contraddizioni che nota nei suoi discorsi potrebbero riflettere proprio una sua confusione interna, più che una mancanza totale di sentimento.
Allo stesso tempo, però, è importante che lei non si basi soltanto su ciò che sente o spera, ma anche sulla stabilità concreta che questa relazione riesce a darle. Amare una persona non sempre basta se l’altro, nei momenti difficili, mette continuamente in discussione il legame.
Questa pausa potrebbe aiutarla non solo a capire cosa vuole lui, ma anche a chiedersi di cosa ha bisogno lei per sentirsi serena e sicura in una relazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Rossi Greta
Allo stesso tempo, però, è importante che lei non si basi soltanto su ciò che sente o spera, ma anche sulla stabilità concreta che questa relazione riesce a darle. Amare una persona non sempre basta se l’altro, nei momenti difficili, mette continuamente in discussione il legame.
Questa pausa potrebbe aiutarla non solo a capire cosa vuole lui, ma anche a chiedersi di cosa ha bisogno lei per sentirsi serena e sicura in una relazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Rossi Greta
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