Salve, ho 47 anni, l anno scorso avevo iniziato un percorso nutrizionale con esercizi in palestra. D
Salve, ho 47 anni, l anno scorso avevo iniziato un percorso nutrizionale con esercizi in palestra. Dopo una frattura ossea e alcuni problemi personali, mi sono demoralizzata e tuffata sul cibo, con fame nervosa e abbuffate senza senso. Ad oggi ho accumulato grasso su addome, fianchi e cosce e mi sento sempre gonfia, non mi alzo mai con la fame anche se la sera prima ho digiunato e anche se faccio un pasto leggero ho difficoltà a digerire. Vorrei riprendere un percorso ma ho paura di essere bloccato sia fisicamente che mentalmente. Mi date un consiglio? Grazie.
17 risposte
Salve, capisco benissimo la situazione: dopo una frattura, uno stop forzato e un periodo emotivamente difficile è normale perdere continuità e cercare conforto nel cibo. La cosa importante è non interpretare tutto come un “fallimento” o come un corpo ormai bloccato. L’aumento di grasso su addome, fianchi e cosce può essere legato al periodo di sedentarietà, allo stress, alle abbuffate e magari anche a un’alimentazione molto disordinata. Il gonfiore, la digestione lenta e l’assenza di fame al mattino, invece, possono dipendere da diversi fattori: pasti serali pesanti o irregolari, digiuni prolungati, stress, intestino irritabile, scarsa qualità del sonno o abitudini alimentari poco costanti. Il consiglio è di non ripartire con una dieta drastica o con l’idea di “recuperare tutto subito”. Serve un percorso graduale: regolarizzare i pasti, ridurre gli episodi di fame nervosa, migliorare digestione e gonfiore, e poi lavorare sul dimagrimento. Anche l’attività fisica andrebbe ripresa con calma, rispettando la storia della frattura e le sue attuali possibilità. Non partirei dal peso, ma dal ricostruire equilibrio: pasti semplici, digeribili, distribuiti bene nella giornata, movimento sostenibile e strategie pratiche per gestire le abbuffate. Se la difficoltà digestiva è frequente o importante, può essere utile anche parlarne con il medico per escludere problematiche gastrointestinali. Quindi sì, riprendere un percorso ha senso. Non perché deve “mettersi a dieta”, ma perché ha bisogno di una guida che la aiuti a rimettere ordine senza sensi di colpa e senza estremismi.
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Salve! Non avere paura! E' sempre possibile dimagrire. Eventualmente, ti consiglio di fare degli esami del sangue approfonditi e poi iniziare con slancio un percorso nutrizionale. I frutti non tarderanno a venire.
Buongiorno, è abbastanza normale demoralizzarsi soprattutto quando si subisce un infortunio ma questo non vuol dire "mettere in stand-by" la presa in cura verso se stessi. Regolarizzare routine e pasti potrebbe essere la soluzione per riprendere la fiducia verso se stessi. Un percorso nutrizionale con un professionista specializzato sui DCA potrebbe essere al caso suo per riconnettersi agli stimoli di fame-sazietà persi . Un cordiale saluto
Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quello che descrive è molto comune dopo un periodo di stress fisico ed emotivo: il corpo cambia ritmo, la fame nervosa aumenta e la percezione di “blocco” può diventare molto pesante. Non significa però che lei sia ferma o che non possa ripartire. Il suo corpo sta reagendo a stress, dolore e irregolarità, non a una mancanza di volontà. È un segnale, non un fallimento. Il punto chiave è che non deve ripartire da zero, ma semplicemente riallineare corpo e mente dopo un periodo difficile. Se vuole, posso aiutarla a definire un primo passo concreto e molto semplice per ricominciare.
Buongiorno, grazie per aver condiviso la Sua esperienza. Da ciò che racconta emerge un periodo particolarmente difficile, sia dal punto di vista fisico che emotivo, ed è comprensibile che questo abbia influenzato il rapporto con il cibo. Le abbuffate e la fame nervosa, infatti, spesso rappresentano una risposta a situazioni di stress e non una mancanza di forza di volontà. Ovviamente è possibile ritrovare un equilibrio. Il primo passo è evitare di ricorrere a diete troppo restrittive o al “tutto e subito”, ma intraprendere un percorso graduale, costruito sulle Sue esigenze, che tenga conto sia della composizione corporea sia delle Sue abitudini e del Suo benessere psicofisico. I sintomi digestivi e il gonfiore che descrive meritano inoltre un’attenta valutazione, poiché possono dipendere da diversi fattori e, se necessario, essere approfonditi durante la visita. Il fatto che desideri riprendere in mano la situazione è già un ottimo punto di partenza. Con il giusto supporto e un percorso personalizzato è possibile ottenere risultati duraturi, senza rinunce inutili. Le auguro il meglio e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Dott. Daniele Sciotti Biologo nutrizionista
Salve, proprio per i motivi che lei ha decritto ho ideato i miei percorsi di alimentazione olistica, che prevede un periodo in cui seguo, supporto e guido il paziente con incontri ogni 15 giorni per gestire le varie problematiche, le cadute di motivazione, le difficoltà nel progettare le giornate alimentari, inoltre aiuto i miei pazienti con l'aromaterapia terapeutica per ristabilire gli equilibri emotivi. Per qualiai chiarimento può prenotare una consulenza conoscitiva sarò lieta di aiutarla.
Gentilissima non c’è ragione di essere bloccata. Lei ha bisogno di essere seguita da un nutrizionista esperto e probabilmente anche da uno psicologo. Io le consigliere di seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati ( per riportare all’equilibrio metabolico e sentire più energia) e iscriversi ancora in palestra . Io sono a Milano e se volesse contattarmi potrei aiutarla anche in consulenze on line . Si faccia coraggio può tornare tutto sotto controllo. Cordiali saluti Dr.ssa Manuela Nobile
Buongiorno, Da quello che racconta emerge una situazione abbastanza frequente: dopo un periodo di stop forzato, come può essere successo in seguito a una frattura e a difficoltà personali, può instaurarsi un circolo in cui il disagio porta a ricercare conforto nel cibo, aumentando il senso di colpa e rendendo più difficile ripartire. È importante però considerare che il percorso non è “perso”: il corpo può adattarsi nuovamente e anche le abitudini alimentari e motorie possono essere ricostruite gradualmente. Il gonfiore, la sensazione di digestione lenta e la difficoltà a percepire la fame al mattino possono dipendere da diversi fattori: qualità e quantità dell’alimentazione, distribuzione dei pasti, stress, ritmo del sonno, riduzione del movimento e anche dalla composizione corporea cambiata nel tempo. Inoltre, le abbuffate o la fame nervosa spesso non sono un problema di “mancanza di volontà”, ma un segnale che va compreso lavorando sulle abitudini, sulla gestione della fame e sul rapporto con il cibo. Riprendere un percorso nutrizionale associato all’attività fisica può essere una buona scelta, ma probabilmente l’obiettivo iniziale non dovrebbe essere una dieta molto restrittiva o un recupero immediato dei risultati passati. Sarebbe più utile impostare un percorso progressivo, con alimentazione sostenibile, strategie per ridurre gli episodi di fame emotiva e un programma di esercizio adattato alla sua condizione attuale e alla storia della frattura. Il consiglio è quindi di non aspettare di sentirsi “pronta al 100%” per ricominciare: spesso la motivazione arriva dopo aver ripreso piccoli passi concreti. Una prima visita nutrizionale può essere utile per analizzare la situazione attuale, ricostruire le sue abitudini e impostare un percorso realistico che tenga conto sia dell’aspetto alimentare sia di quello motorio. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno, quello che descrive è una situazione molto comune dopo un infortunio e un periodo di forte stress emotivo. La frattura, lo stop all'attività fisica e la fame nervosa possono aver favorito sia l'aumento di peso sia una sensazione di "blocco", ma questo non significa che il suo metabolismo sia irrimediabilmente compromesso. Il consiglio è di non cercare di recuperare tutto in poco tempo con diete molto restrittive. Riprenda gradualmente un'alimentazione equilibrata, ricominci l'attività fisica compatibilmente con il recupero della frattura e, se sente che la fame emotiva è ancora molto presente, valuti anche un supporto psicologico: affrontare il rapporto con il cibo è importante quanto seguire un piano nutrizionale. Con un percorso personalizzato è assolutamente possibile ridurre il grasso accumulato e ritrovare il benessere, senza dover ricorrere a restrizioni eccessive. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
Gentile paziente, capita spesso, dopo un trauma che riduce la mobilità, che si prenda peso, specialmente se in concomitaza vi sono altri fattori predisponenti. In questo caso sarebbe utile un approccio multidisciplinare che possa aiutarla ad affrontare tutti gli aspetti che caratterizzano la sua situazione. Sarebbe utile intraprendere un percorso con un nutrizionista esperto in disturbi dell'alimentazione, che possa valutare le problematiche e guidarla nella regolarizzazione dei pasti e ad effettuare scelte consapevoli, evitando digiuni che potrebbero aumentare il senso di fame. Parallelamente sarebbe utile un supporto psicologico per facilitare il rispristino del corretto rapporto tra emotività e cibo. Infine, ma non ultimo, sarebbe utile programmare un'attività fisica regolare che possa promuovere un miglioramento della qualità della vita. Affrontando il tutto gradualmente e serenamente, un passo alla volta. Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti, porgo i miei saluti, Dott.ssa Elisabetta Scalia Nutrizionista
Il consiglio che ti do è trovare una motivazione, fatti aiutare dalla famiglia, amici, medico curante, nutrizionista.
Buongiorno, è una situazione molto comune dopo periodi di stress e cambiamenti importanti. Il mio consiglio è quello di ripartire in maniera graduale, evitando restrizioni eccessive e cercando di reintrodurre una routine alimentare regolare con pasti bilanciati. È importante anche capire, dopo la frattura, quale livello di attività fisica sia sostenibile, valutando eventualmente attività alternative a basso impatto. Vista la presenza di abbuffate e difficoltà digestive, può essere utile lavorare in parallelo sia sulla regolarità dei pasti, che sulla composizione della dieta. Inoltre è importante lavorare anche sull'aspetto psicologico che la blocca, cercando di eliminare il fattore di stress principale.
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quello che descrive è una situazione molto più comune di quanto si pensi. Un infortunio, un periodo difficile e la conseguente interruzione delle proprie abitudini possono influenzare sia il corpo sia il rapporto con il cibo. Le abbuffate e la fame nervosa, in questi casi, non sono mancanza di volontà, ma spesso una risposta alle difficoltà vissute. Anche i sintomi che riferisce possono essere legati a diversi fattori e meritano una valutazione approfondita, senza ricorrere a diete drastiche o digiuni. Il mio consiglio è di riprendere il percorso con gradualità, senza l'obiettivo di recuperare tutto il tempo perso. Si può lavorare per migliorare il benessere intestinale, regolarizzare il senso di fame e sazietà, gestire la fame emotiva e ritrovare un'alimentazione sostenibile. La parola d'ordine in questo caso è gradualità.
Buongiorno, può capitare che dopo un momento di stress importante o dopo un problema di salute, si possa alterare anche il proprio rapporto con il cibo, che può diventare fonte di piacere e benessere momentaneo e che aiuta a "dimenticare" ciò che ci sta accadendo. La fame emotiva non deve essere giudicata, va ascoltata e capita, come anche le difficoltà digestive non devono mai essere banalizzate o sottovalutate. Il mio consiglio è di provare a riprendere un nuovo percorso, sostenibile nel tempo e con obiettivi realistici, senza pretendere l'impossibile o la perfezione. Già il fatto di aver chiesto aiuto è indice di grande consapevolezza e di forza di volontà; essere guidata dal professionista giusto può diventare la chiave per risolvere questo momento di difficoltà. Le auguro di trovare il supporto di cui ha bisogno. Cordialità Dott.ssa Gaia Tonietto Biologa Nutrizionista
Buongiorno, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Prima di tutto, vorrei dirti che quello che stai vivendo è più comune di quanto si pensi e non significa che tu abbia fallito. Una frattura, insieme a un periodo difficile dal punto di vista emotivo, può influenzare profondamente il rapporto con il cibo e con il proprio corpo. La fame nervosa e le abbuffate sono spesso una risposta allo stress, non una mancanza di forza di volontà. Inoltre, il gonfiore, la difficoltà digestiva e l'assenza di fame al mattino meritano un'attenta valutazione, perché possono dipendere da diversi fattori e non solo dall'alimentazione. Il mio consiglio è di non ricominciare con una dieta rigida o con l'idea di "recuperare il tempo perso". Un percorso efficace parte dall'ascolto della tua situazione attuale, con piccoli cambiamenti sostenibili, lavorando sia sull'alimentazione sia sul rapporto con il cibo. Con il giusto supporto è assolutamente possibile ritrovare benessere, energia e serenità. Se lo desideri, sarò felice di aiutarti a costruire un percorso personalizzato, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze.
Carissimo, immagino quanto questo possa esser stato difficile per te oltre che invalidante. Il mio consiglio è che per ripristinare un corretto funzionamento del nostro corpo a livello fisiologico sia per l'aspetto di digeribilità che di sensazione di fame e pienezza sia necessario una rieducazione dell'organismo con una regolarità dei pasti e un piano adatto alle tue esigenze. Questo non solo chiede costanza, ma anche un'ottima alleanza con il professionista che ti possa seguire, aiutare e far comprendere anche come funzioniamo, dedicandosi il tempo giusto. I risultati durativi nel lungo periodo arrivano con un percorso regolare senza alcun cambio drastico o in breve lasso di tempo, questo peggiorerebbe solo la situazione! Un caro saluto, Ilaria C.
Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Dopo una frattura e un periodo difficile è comprensibile che il rapporto con il cibo e con il proprio corpo possa cambiare. La cosa più importante è sapere che non è lei a doversi adattare a un percorso, ma è il percorso che deve adattarsi alle sue esigenze, ai suoi tempi e alla sua situazione attuale. Con la persona giusta e un approccio personalizzato è possibile ricostruire, passo dopo passo, la fiducia in se stessi, senza pressioni e senza sensi di colpa. Non si tratta di ricominciare da zero, ma di ripartire con maggiore consapevolezza, lavorando sia sugli aspetti nutrizionali sia sulle abitudini che oggi ci bloccano. I disturbi digestivi, il gonfiore e la fame emotiva meritano di essere ascoltati e affrontati con il giusto supporto, non con ulteriori restrizioni. Il mio consiglio è di concedersi questa possibilità: trovare il professionista con cui sentirsi accolti e compresi può fare davvero la differenza. Un caro saluto.
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