Salve, ho 47 anni, l anno scorso avevo iniziato un percorso nutrizionale con esercizi in palestra. D

Salve, ho 47 anni, l anno scorso avevo iniziato un percorso nutrizionale con esercizi in palestra. Dopo una frattura ossea e alcuni problemi personali, mi sono demoralizzata e tuffata sul cibo, con fame nervosa e abbuffate senza senso. Ad oggi ho accumulato grasso su addome, fianchi e cosce e mi sento sempre gonfia, non mi alzo mai con la fame anche se la sera prima ho digiunato e anche se faccio un pasto leggero ho difficoltà a digerire. Vorrei riprendere un percorso ma ho paura di essere bloccato sia fisicamente che mentalmente. Mi date un consiglio? Grazie.

43 risposte


Salve, capisco benissimo la situazione: dopo una frattura, uno stop forzato e un periodo emotivamente difficile è normale perdere continuità e cercare conforto nel cibo. La cosa importante è non interpretare tutto come un “fallimento” o come un corpo ormai bloccato. L’aumento di grasso su addome, fianchi e cosce può essere legato al periodo di sedentarietà, allo stress, alle abbuffate e magari anche a un’alimentazione molto disordinata. Il gonfiore, la digestione lenta e l’assenza di fame al mattino, invece, possono dipendere da diversi fattori: pasti serali pesanti o irregolari, digiuni prolungati, stress, intestino irritabile, scarsa qualità del sonno o abitudini alimentari poco costanti. Il consiglio è di non ripartire con una dieta drastica o con l’idea di “recuperare tutto subito”. Serve un percorso graduale: regolarizzare i pasti, ridurre gli episodi di fame nervosa, migliorare digestione e gonfiore, e poi lavorare sul dimagrimento. Anche l’attività fisica andrebbe ripresa con calma, rispettando la storia della frattura e le sue attuali possibilità. Non partirei dal peso, ma dal ricostruire equilibrio: pasti semplici, digeribili, distribuiti bene nella giornata, movimento sostenibile e strategie pratiche per gestire le abbuffate. Se la difficoltà digestiva è frequente o importante, può essere utile anche parlarne con il medico per escludere problematiche gastrointestinali. Quindi sì, riprendere un percorso ha senso. Non perché deve “mettersi a dieta”, ma perché ha bisogno di una guida che la aiuti a rimettere ordine senza sensi di colpa e senza estremismi.

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Salve! Non avere paura! E' sempre possibile dimagrire. Eventualmente, ti consiglio di fare degli esami del sangue approfonditi e poi iniziare con slancio un percorso nutrizionale. I frutti non tarderanno a venire.

Dott.ssa Antonella Gigantesco

Dott.ssa Antonella Gigantesco

nutrizionista

Rosignano Solvay

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Buongiorno, è abbastanza normale demoralizzarsi soprattutto quando si subisce un infortunio ma questo non vuol dire "mettere in stand-by" la presa in cura verso se stessi. Regolarizzare routine e pasti potrebbe essere la soluzione per riprendere la fiducia verso se stessi. Un percorso nutrizionale con un professionista specializzato sui DCA potrebbe essere al caso suo per riconnettersi agli stimoli di fame-sazietà persi . Un cordiale saluto


Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quello che descrive è molto comune dopo un periodo di stress fisico ed emotivo: il corpo cambia ritmo, la fame nervosa aumenta e la percezione di “blocco” può diventare molto pesante. Non significa però che lei sia ferma o che non possa ripartire. Il suo corpo sta reagendo a stress, dolore e irregolarità, non a una mancanza di volontà. È un segnale, non un fallimento. Il punto chiave è che non deve ripartire da zero, ma semplicemente riallineare corpo e mente dopo un periodo difficile. Se vuole, posso aiutarla a definire un primo passo concreto e molto semplice per ricominciare.


Buongiorno, grazie per aver condiviso la Sua esperienza. Da ciò che racconta emerge un periodo particolarmente difficile, sia dal punto di vista fisico che emotivo, ed è comprensibile che questo abbia influenzato il rapporto con il cibo. Le abbuffate e la fame nervosa, infatti, spesso rappresentano una risposta a situazioni di stress e non una mancanza di forza di volontà. Ovviamente è possibile ritrovare un equilibrio. Il primo passo è evitare di ricorrere a diete troppo restrittive o al “tutto e subito”, ma intraprendere un percorso graduale, costruito sulle Sue esigenze, che tenga conto sia della composizione corporea sia delle Sue abitudini e del Suo benessere psicofisico. I sintomi digestivi e il gonfiore che descrive meritano inoltre un’attenta valutazione, poiché possono dipendere da diversi fattori e, se necessario, essere approfonditi durante la visita. Il fatto che desideri riprendere in mano la situazione è già un ottimo punto di partenza. Con il giusto supporto e un percorso personalizzato è possibile ottenere risultati duraturi, senza rinunce inutili. Le auguro il meglio e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Dott. Daniele Sciotti Biologo nutrizionista

Dr. Daniele Sciotti

Dr. Daniele Sciotti

nutrizionista

Sacrofano

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Salve, proprio per i motivi che lei ha decritto ho ideato i miei percorsi di alimentazione olistica, che prevede un periodo in cui seguo, supporto e guido il paziente con incontri ogni 15 giorni per gestire le varie problematiche, le cadute di motivazione, le difficoltà nel progettare le giornate alimentari, inoltre aiuto i miei pazienti con l'aromaterapia terapeutica per ristabilire gli equilibri emotivi. Per qualiai chiarimento può prenotare una consulenza conoscitiva sarò lieta di aiutarla.


Gentilissima non c’è ragione di essere bloccata. Lei ha bisogno di essere seguita da un nutrizionista esperto e probabilmente anche da uno psicologo. Io le consigliere di seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati ( per riportare all’equilibrio metabolico e sentire più energia) e iscriversi ancora in palestra . Io sono a Milano e se volesse contattarmi potrei aiutarla anche in consulenze on line . Si faccia coraggio può tornare tutto sotto controllo. Cordiali saluti Dr.ssa Manuela Nobile


Buongiorno, Da quello che racconta emerge una situazione abbastanza frequente: dopo un periodo di stop forzato, come può essere successo in seguito a una frattura e a difficoltà personali, può instaurarsi un circolo in cui il disagio porta a ricercare conforto nel cibo, aumentando il senso di colpa e rendendo più difficile ripartire. È importante però considerare che il percorso non è “perso”: il corpo può adattarsi nuovamente e anche le abitudini alimentari e motorie possono essere ricostruite gradualmente. Il gonfiore, la sensazione di digestione lenta e la difficoltà a percepire la fame al mattino possono dipendere da diversi fattori: qualità e quantità dell’alimentazione, distribuzione dei pasti, stress, ritmo del sonno, riduzione del movimento e anche dalla composizione corporea cambiata nel tempo. Inoltre, le abbuffate o la fame nervosa spesso non sono un problema di “mancanza di volontà”, ma un segnale che va compreso lavorando sulle abitudini, sulla gestione della fame e sul rapporto con il cibo. Riprendere un percorso nutrizionale associato all’attività fisica può essere una buona scelta, ma probabilmente l’obiettivo iniziale non dovrebbe essere una dieta molto restrittiva o un recupero immediato dei risultati passati. Sarebbe più utile impostare un percorso progressivo, con alimentazione sostenibile, strategie per ridurre gli episodi di fame emotiva e un programma di esercizio adattato alla sua condizione attuale e alla storia della frattura. Il consiglio è quindi di non aspettare di sentirsi “pronta al 100%” per ricominciare: spesso la motivazione arriva dopo aver ripreso piccoli passi concreti. Una prima visita nutrizionale può essere utile per analizzare la situazione attuale, ricostruire le sue abitudini e impostare un percorso realistico che tenga conto sia dell’aspetto alimentare sia di quello motorio. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


Buongiorno, quello che descrive è una situazione molto comune dopo un infortunio e un periodo di forte stress emotivo. La frattura, lo stop all'attività fisica e la fame nervosa possono aver favorito sia l'aumento di peso sia una sensazione di "blocco", ma questo non significa che il suo metabolismo sia irrimediabilmente compromesso. Il consiglio è di non cercare di recuperare tutto in poco tempo con diete molto restrittive. Riprenda gradualmente un'alimentazione equilibrata, ricominci l'attività fisica compatibilmente con il recupero della frattura e, se sente che la fame emotiva è ancora molto presente, valuti anche un supporto psicologico: affrontare il rapporto con il cibo è importante quanto seguire un piano nutrizionale. Con un percorso personalizzato è assolutamente possibile ridurre il grasso accumulato e ritrovare il benessere, senza dover ricorrere a restrizioni eccessive. Distinti saluti, Dr Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

nutrizionista

Terrassa Padovana

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Gentile paziente, capita spesso, dopo un trauma che riduce la mobilità, che si prenda peso, specialmente se in concomitaza vi sono altri fattori predisponenti. In questo caso sarebbe utile un approccio multidisciplinare che possa aiutarla ad affrontare tutti gli aspetti che caratterizzano la sua situazione. Sarebbe utile intraprendere un percorso con un nutrizionista esperto in disturbi dell'alimentazione, che possa valutare le problematiche e guidarla nella regolarizzazione dei pasti e ad effettuare scelte consapevoli, evitando digiuni che potrebbero aumentare il senso di fame. Parallelamente sarebbe utile un supporto psicologico per facilitare il rispristino del corretto rapporto tra emotività e cibo. Infine, ma non ultimo, sarebbe utile programmare un'attività fisica regolare che possa promuovere un miglioramento della qualità della vita. Affrontando il tutto gradualmente e serenamente, un passo alla volta. Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti, porgo i miei saluti, Dott.ssa Elisabetta Scalia Nutrizionista


Il consiglio che ti do è trovare una motivazione, fatti aiutare dalla famiglia, amici, medico curante, nutrizionista.


Buongiorno, è una situazione molto comune dopo periodi di stress e cambiamenti importanti. Il mio consiglio è quello di ripartire in maniera graduale, evitando restrizioni eccessive e cercando di reintrodurre una routine alimentare regolare con pasti bilanciati. È importante anche capire, dopo la frattura, quale livello di attività fisica sia sostenibile, valutando eventualmente attività alternative a basso impatto. Vista la presenza di abbuffate e difficoltà digestive, può essere utile lavorare in parallelo sia sulla regolarità dei pasti, che sulla composizione della dieta. Inoltre è importante lavorare anche sull'aspetto psicologico che la blocca, cercando di eliminare il fattore di stress principale.


Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quello che descrive è una situazione molto più comune di quanto si pensi. Un infortunio, un periodo difficile e la conseguente interruzione delle proprie abitudini possono influenzare sia il corpo sia il rapporto con il cibo. Le abbuffate e la fame nervosa, in questi casi, non sono mancanza di volontà, ma spesso una risposta alle difficoltà vissute. Anche i sintomi che riferisce possono essere legati a diversi fattori e meritano una valutazione approfondita, senza ricorrere a diete drastiche o digiuni. Il mio consiglio è di riprendere il percorso con gradualità, senza l'obiettivo di recuperare tutto il tempo perso. Si può lavorare per migliorare il benessere intestinale, regolarizzare il senso di fame e sazietà, gestire la fame emotiva e ritrovare un'alimentazione sostenibile. La parola d'ordine in questo caso è gradualità.


Buongiorno, può capitare che dopo un momento di stress importante o dopo un problema di salute, si possa alterare anche il proprio rapporto con il cibo, che può diventare fonte di piacere e benessere momentaneo e che aiuta a "dimenticare" ciò che ci sta accadendo. La fame emotiva non deve essere giudicata, va ascoltata e capita, come anche le difficoltà digestive non devono mai essere banalizzate o sottovalutate. Il mio consiglio è di provare a riprendere un nuovo percorso, sostenibile nel tempo e con obiettivi realistici, senza pretendere l'impossibile o la perfezione. Già il fatto di aver chiesto aiuto è indice di grande consapevolezza e di forza di volontà; essere guidata dal professionista giusto può diventare la chiave per risolvere questo momento di difficoltà. Le auguro di trovare il supporto di cui ha bisogno. Cordialità Dott.ssa Gaia Tonietto Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Gaia Tonietto

Dott.ssa Gaia Tonietto

nutrizionista

Castello di Godego

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Buongiorno, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Prima di tutto, vorrei dirti che quello che stai vivendo è più comune di quanto si pensi e non significa che tu abbia fallito. Una frattura, insieme a un periodo difficile dal punto di vista emotivo, può influenzare profondamente il rapporto con il cibo e con il proprio corpo. La fame nervosa e le abbuffate sono spesso una risposta allo stress, non una mancanza di forza di volontà. Inoltre, il gonfiore, la difficoltà digestiva e l'assenza di fame al mattino meritano un'attenta valutazione, perché possono dipendere da diversi fattori e non solo dall'alimentazione. Il mio consiglio è di non ricominciare con una dieta rigida o con l'idea di "recuperare il tempo perso". Un percorso efficace parte dall'ascolto della tua situazione attuale, con piccoli cambiamenti sostenibili, lavorando sia sull'alimentazione sia sul rapporto con il cibo. Con il giusto supporto è assolutamente possibile ritrovare benessere, energia e serenità. Se lo desideri, sarò felice di aiutarti a costruire un percorso personalizzato, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze.


Carissimo, immagino quanto questo possa esser stato difficile per te oltre che invalidante. Il mio consiglio è che per ripristinare un corretto funzionamento del nostro corpo a livello fisiologico sia per l'aspetto di digeribilità che di sensazione di fame e pienezza sia necessario una rieducazione dell'organismo con una regolarità dei pasti e un piano adatto alle tue esigenze. Questo non solo chiede costanza, ma anche un'ottima alleanza con il professionista che ti possa seguire, aiutare e far comprendere anche come funzioniamo, dedicandosi il tempo giusto. I risultati durativi nel lungo periodo arrivano con un percorso regolare senza alcun cambio drastico o in breve lasso di tempo, questo peggiorerebbe solo la situazione! Un caro saluto, Ilaria C.


Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Dopo una frattura e un periodo difficile è comprensibile che il rapporto con il cibo e con il proprio corpo possa cambiare. La cosa più importante è sapere che non è lei a doversi adattare a un percorso, ma è il percorso che deve adattarsi alle sue esigenze, ai suoi tempi e alla sua situazione attuale. Con la persona giusta e un approccio personalizzato è possibile ricostruire, passo dopo passo, la fiducia in se stessi, senza pressioni e senza sensi di colpa. Non si tratta di ricominciare da zero, ma di ripartire con maggiore consapevolezza, lavorando sia sugli aspetti nutrizionali sia sulle abitudini che oggi ci bloccano. I disturbi digestivi, il gonfiore e la fame emotiva meritano di essere ascoltati e affrontati con il giusto supporto, non con ulteriori restrizioni. Il mio consiglio è di concedersi questa possibilità: trovare il professionista con cui sentirsi accolti e compresi può fare davvero la differenza. Un caro saluto.


Ciao, innanzitutto voglio dirti una cosa: quello che stai vivendo è molto più comune di quanto pensi. Hai attraversato una frattura, che ha inevitabilmente ridotto il movimento, e in più hai affrontato un periodo difficile dal punto di vista personale. In queste situazioni il cibo diventa spesso una valvola di sfogo, non per mancanza di volontà, ma perché stress, emozioni e cambiamenti ormonali possono alterare il senso di fame, sazietà e il rapporto con il cibo. Quello che descrivi, gonfiore, digestione lenta, assenza di fame al mattino e accumulo di grasso soprattutto sull'addome, non significa che il tuo metabolismo si sia "bloccato". Piuttosto, è un segnale che il tuo organismo è sotto stress e che probabilmente ha bisogno di ritrovare equilibrio. Il mio consiglio è di non cercare di recuperare il tempo perso con diete drastiche o allenamenti eccessivi. Riparti con gradualità: una nutrizione costruita sulle tue esigenze attuali, un'attività fisica compatibile con il recupero dalla frattura e, soprattutto, senza sensi di colpa per quello che è successo. Per quanto riguarda il gonfiore e la digestione, è importante non dare nulla per scontato. Possono esserci diversi fattori coinvolti (abitudini alimentari, alterazioni del microbiota, stipsi, eventuali intolleranze o altre condizioni gastrointestinali) e vale la pena approfondirli prima di impostare una strategia. Il fatto che tu voglia ricominciare è già un ottimo punto di partenza. La paura è comprensibile, ma non deve impedirti di fare il primo passo. Un percorso ben impostato serve proprio a togliere pressione, aiutarti a ritrovare serenità con il cibo e ottenere risultati che siano sostenibili nel tempo. Con il giusto approccio si può recuperare, anche dopo un periodo come quello che hai vissuto.


Buongiorno. dopo un infortunio fisico e un periodo di forte stress personale, è assolutamente normale che le difese mentali crollino e che il cibo diventi l'anestetico più a portata di mano per placare le emozioni. Non deve colpevolizzarsi per essersi "tuffata sul cibo"; la fame nervosa e le abbuffate sono risposte automatiche del nostro cervello quando si trova in sovraccarico. Il fatto che oggi avverta questa sensazione di blocco, sia nella mente che nel corpo, ha una spiegazione biologica ben precisa. Le abbuffate e lo stress prolungato hanno alterato i ritmi del suo metabolismo e la funzionalità digestiva: il fatto che non si alzi mai con la fame, anche dopo un digiuno, e che faccia fatica a digerire persino un pasto leggero indica che lo stomaco e l'intestino sono fortemente infiammati e rallentati, e che i segnali ormonali di fame e sazietà si sono momentaneamente resettati. Per uscire da questo circolo vizioso, l'errore più grande sarebbe imporsi una dieta drastica o punitiva per compensare il tempo perduto, perché questo non farebbe altro che alimentare nuova fame nervosa e stressare ulteriormente la digestione. Nel mio modo di lavorare non utilizzo schemi rigidi, conteggi ossessivi o privazioni che pesano sulla mente, ma programmi non prescrittivi. Questo approccio è fondamentale nel suo caso, perché permette di rieducare il corpo a digerire un passo alla volta e di fare pace con il cibo, senza l'ansia da prestazione del "tutto o nulla". Il mio consiglio oggi è di fare un respirazione profonda e di concedersi la possibilità di ripartire non da una punizione, ma da una cura per se stessa. Se si sente pronta a sbloccare questa situazione e a ritrovare il suo benessere sia fisico che mentale, può contattarmi per analizzare insieme i suoi ritmi attuali e tracciare una strada serena, flessibile e su misura per lei.


Buongiorno, innanzitutto vorrei rassicurarla: dopo un periodo come quello che descrive è molto frequente che si instaurino episodi di fame emotiva, un aumento di peso e una sensazione di aver "perso il controllo". Questo non significa che il suo percorso sia compromesso o che non possa riprendere a prendersi cura di sé. I sintomi che riferisce (fame nervosa, abbuffate, gonfiore, difficoltà digestive e assenza di fame al mattino) meritano una valutazione complessiva. Spesso, infatti, alimentazione, stress, stato emotivo e riduzione dell'attività fisica si influenzano reciprocamente, creando un circolo vizioso. Il consiglio è di non ricominciare con una dieta molto restrittiva nel tentativo di recuperare rapidamente il peso perso. È preferibile intraprendere un percorso graduale, che lavori sia sulla regolarità dei pasti sia sulla gestione della fame emotiva, individuando le strategie più adatte alla sua situazione. Parallelamente, se le condizioni della frattura lo consentono, riprendere progressivamente l'attività fisica può apportare benefici sia fisici sia psicologici. Se gli episodi di abbuffata sono frequenti o le causano una marcata sofferenza, può essere utile valutare anche un supporto psicologico, in collaborazione con il professionista che la seguirà dal punto di vista nutrizionale. Con un percorso personalizzato e senza l'aspettativa di dover ottenere risultati immediati, è assolutamente possibile ritrovare un buon rapporto con il cibo e raggiungere i propri obiettivi. Un cordiale saluto.


Gentile utente Sicuramente un percorso che preveda il cambiamento dello stile di vita le può essere di aiuto, sono due le cose fondamentali: la prima che lei sia disposta ad affrontare un cambiamento, la seconda che inizi un percorso con un nutrizionista che lavora sul comportamento alimentare, questo glielo dico da nutrizionista esperta in questo campo, perché la sola dieta non funziona Cordiali saluti Paola Resasco Dietista Nutrizionista


Salve, quello che sta provando non è un blocco definitivo, ma la normale risposta biologica del corpo a un forte periodo di stress che ha alterato i ritmi ormonali e rallentato la digestione. Non ha perso la Sua forza di volontà: il Suo organismo è semplicemente affaticato e soprattutto infiammato. Per sbloccarsi, senza l'ansia di una dieta rigida e prima di considerare di rivolgersi ad un nutrizionista, provi a fare solo questi tre passi da oggi: Sfiammi l'intestino: Prediliga pasti semplici e leggeri, evitando digiuni compensatori che peggiorano solo il gonfiore e la digestione serale. Reset ormonale al mattino: Anche se non avverte fame, faccia una mini-colazione leggerissima (es. uno yogurt greco o un kefir bianchi o qualche mandorla). Può aiutare a resettare i segnali biologici di sazietà per la sera. Movimento per scaricare lo stress: Inizi con una camminata quotidiana all'aria aperta. Abbassa il cortisolo (l'ormone dello stress) e riattiva la digestione molto più di un allenamento estenuante. Sono piccoli passi generali che potranno rimetterla sul binario giusto per poi affrontare un piano nutrizionale personalizzato e mirato a risolvere le sue problematiche. Non escluda di rivolgersi ad un dietologo o un nutrizionista.


Buongiorno. Il suo timore è ragionevole. Negli ultimi decenni è aumentato a dismisura il numero di nutrizionisti, si parla da ogni parte e in ogni momento di diete e di sana alimentazione, ci sono trasmissioni, libri, blog, conferenze, ... ma il cosiddetto problema alimentare è in costante aumento. Quello che si incominciato a capire già parecchi anni fa e che ora si sta un pochino facendo strada, è che la "fame compulsiva" non si risolve solo seguendo una dieta. Non è di nessuna utilità mettersi a dieta se prima non si elaborano alcune situazioni. No, non sto parlando di andare in analisi o seguire gruppi motivazionali. Non che non siano utili, ma prima ci vuole qualcosa d'altro: analizzare bene il proprio rapporto col cibo. Non una analisi psicologica ma una analisi pratica: come mangio? cosa mangio? quando mangio? quanto mangio? con chi mangio? perchè mangio? Che convinzioni ho riguardo il cibo? Cosa penso che mi faccia ingrassare? Quello che mangio mi fa sentire sazia? Cosa è per me la fame? Quando mi viene voglia di mangiare cosa mi appagherebbe? ... ... Sono domande tutt'altro che banali. Spesso il primo ostacolo ad un corretto rapporto col cibo è proprio il non saper utilizzare intelligentemente il cibo per saziarci e nutrirci. Una ridondanza di informazioni che sembrano a volte in contraddizione in realtà confondono le idee. Davvero il grasso fa ingrassare? Le uova alzano il colesterolo? Le fette biscottate ingrassano meno dei pandistelle? E i cibi light ingrassano meno? Io mi occupo di tutto ciò, ovvero del rapporto di un individuo con tutto quello che riguarda il cibo: le abitudini, le convinzioni, i gusti gastronomici, il piacere del mangiare, le scelte che si fanno e perchè si fanno... quello che introduciamo nel nostro stomaco, e quindi nel nostro corpo, determina in parte anche le nostre emozioni, il nostro stato psichico, e quindi anche la nostra fame nervosa... Se ha piacere di un breve colloquio con me per chiarire meglio cosa intendo, può prenotare la visita gratuita che è disponibile sul mio profilo. Sarò lieta di chiacchierare un po' con lei. Ovviamente senza impegno. Un'altra delle condizioni fondamentali per iniziare un percorso alimentare è essere davvero convinti di quello che si fa e con chi lo si fa. Un cordiale saluto


Buongiorno! Da quello che racconta sembra che la frattura e le difficoltà personali abbiano interrotto un percorso che stava andando bene. È una situazione che può capitare e non significa aver compromesso tutto! La fame nervosa e le abbuffate sono spesso una risposta a periodi di forte stress e non vanno affrontate con digiuni o restrizioni, che rischiano di alimentare ulteriormente abitudini scorrette. Il gonfiore e la difficoltà digestiva meritano inoltre a mio avviso una valutazione specifica, perché possono dipendere da diversi fattori e non necessariamente da un aumento della massa grassa. Il consiglio è di riprendere gradualmente un percorso nutrizionale, affiancando anche un supporto psicologico se sente che il rapporto con il cibo è diventato difficile da gestire. Procedere per piccoli passi anche se ci si sente delle formichine è spesso la strategia più efficace e sostenibile per superare questi momenti. Resto a disposizione se avesse bisogno di un ulteriore supporto. Buona giornata!


Buongiorno, gli specialisti servono proprio anche a supporto di un percorso, non solo per la semplice consegna di un piano. Se vuole un consiglio, vada da uno specialista le racconti sinceramente la sua situazione e le sue esigenze. Sicuramente è la strada con meno rischi. A disposizione. Dott. Cristian Stranieri


Buongiorno, Da quello che racconta, è comprensibile che un periodo difficile, come una frattura associata a problemi personali, abbia influenzato sia le abitudini alimentari sia il benessere psicologico. La fame nervosa e gli episodi di abbuffata sono spesso una risposta a situazioni di stress o di forte disagio emotivo e non devono essere interpretati come una mancanza di volontà. Per quanto riguarda il gonfiore e la difficoltà digestiva, è importante non attribuire automaticamente questi sintomi all'aumento di peso. Possono avere diverse cause e meritano una valutazione da parte del medico, che potrà individuare il percorso più adatto alla sua situazione. Il consiglio è di non cercare di "recuperare il tempo perso" con diete molto restrittive o digiuni, che possono aumentare il rischio di nuovi episodi di fame incontrollata. È preferibile riprendere gradualmente uno stile di vita equilibrato, con un'alimentazione personalizzata, un'attività fisica compatibile con le sue condizioni e obiettivi realistici. Se sente che il rapporto con il cibo è ancora fortemente condizionato dalle emozioni, potrebbe essere utile affiancare al percorso nutrizionale anche un supporto psicologico. Lavorare contemporaneamente sugli aspetti alimentari ed emotivi rappresenta spesso l'approccio più efficace e duraturo. Con il giusto supporto e la giusta motivazione è possibile riprendere il percorso e ritrovare un equilibrio, un passo alla volta.


Buongiorno, dopo un periodo di inattività, una frattura e momenti di stress è frequente che cambino sia il peso che il rapporto con il cibo. Il consiglio è di non cercare risultati immediati, ma di riprendere gradualmente uno stile di vita sano, con pasti regolari, un'alimentazione equilibrata e un'attività fisica compatibile con le sue condizioni. Anche la fame intensa può avere diverse cause e merita di essere valutata nel contesto delle sue abitudini e della sua storia clinica. Con il giusto percorso è possibile ritrovare un equilibrio, senza ricorrere a restrizioni eccessive.


Buongiorno signora, i casi di DCA (disturbi del comportamento alimentare) sono da affrontare SEMPRE con l'intervento di un team multidisciplinare integrato che comprenda un nutrizionista (per il versante dietetico e della funzionalità gastrointestinale), uno psicologo (per la gestione e la cura dei vari fattori che perturbano la sua serenità mentale, spingendo verso il cibo) ed eventualmente di uno specialista di medicina interna che si occupi di possibili patologie sviluppatesi a causa del comportamento alimentare scorretto. Queste figure dovranno lavorare sinergicamente per indirizzarla sulla strada giusta che, purtroppo, non può essere basata su una "semplice" dieta. Se lei non ha riferimenti, il consiglio migliore è la ricerca di centri/istituti specializzati nel trattamento dei DCA, dove potrà trovare l'assistenza integrata delle figure professionali citate. Cordialmente.


Salve, da biologa nutrizionista suggerisco prima di tutto di parlarne con uno psicologo o psicoterapeuta in modo da avere più consapevolezza della situazione e solo successivamente rivolgersi ad uno specialista della nutrizione (biologo o medico) che possa accompagnarla in un percorso adatto alle sue esigenze. Spero di esserle stata utile, in bocca al lupo!


Ciao! Innanzitutto non devi assolutamente colpevolizzarti, il tuo corpo non è affatto bloccato ma è solo molto affaticato dallo stress del recente infortunio e dalle ultime abitudini, ed è questo a rallentare la tua digestione. Puoi certamente ripartire, ma con estrema gentilezza verso te stessa e senza alcuna fretta. Ricomincia da piccoli passi, come una camminata leggera, e soprattutto ascolta il tuo corpo, senza forzarti a mangiare se al mattino non ne senti il bisogno, ad esempio. Per ritrovare serenità e gestire la fame nervosa senza l'ansia di regole rigide, il consiglio migliore è farti affiancare da un professionista preparato, ancora meglio se inserito in un'équipe multidisciplinare per darti un supporto completo ed efficace!


Buonasera, l'inizio di un percorso non è semplice, capisco la preoccupazione, mentirei se le dicessi di iniziare e che sarà tutto in discesa. Sicuramente affidarsi ad una persona specializzata e con cui lei possa sentirsi a suo agio può aiutarla inizialmente a capire di cosa ha paura, su cosa vorrebbe concentrarsi e quali sono i suoi obiettivi. La dottoressa è li per lei, per aiutarla e per migliorare con lei il suo stato fisico e mentale. L'alimentazione verrà sicuramente strutturata in base alla sua storia, ai suoi gusti e agli obiettivi che prefisserete insieme. Se dovesse sentirsi bloccato anche durante il percorso la invito a parlarne durante le visite di controllo.


Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Dopo un periodo difficile come quello che descrive, è comprensibile che le abitudini alimentari e il benessere generale ne abbiano risentito. La fame emotiva e gli episodi di abbuffata sono spesso una risposta a situazioni di stress e possono essere affrontati con il giusto supporto. Il mio consiglio è di riprendere il percorso con gradualità, evitando digiuni o restrizioni che potrebbero peggiorare la situazione. Un percorso nutrizionale personalizzato, costruito sulle sue esigenze, può aiutarla a migliorare il rapporto con il cibo e a ridurre anche il gonfiore e i disturbi digestivi. Con il giusto approccio è possibile ritrovare equilibrio e raggiungere i propri obiettivi in modo sereno e duraturo. RImango a disposizione in caso di necessità. Un saluto


Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quello che racconta, è comprensibile che una frattura e un periodo personale difficile abbiano influito sia sulle abitudini alimentari sia sul benessere psicologico. In situazioni come questa, la fame emotiva e le abbuffate rappresentano spesso una risposta a un momento di forte stress, più che una semplice mancanza di volontà. I sintomi che descrive – gonfiore, difficoltà digestive, assenza di fame al mattino e accumulo di grasso soprattutto a livello addominale – possono avere diverse cause e meritano una valutazione approfondita. È importante evitare di ricorrere a diete drastiche o al digiuno nella speranza di "recuperare", perché potrebbero alimentare ulteriormente il circolo vizioso tra restrizione e abbuffate. Con un percorso personalizzato è possibile lavorare gradualmente sia sul ripristino di un rapporto più sereno con il cibo sia sul miglioramento della composizione corporea e dei sintomi gastrointestinali. L'obiettivo iniziale non dovrebbe essere perdere peso a tutti i costi, ma ristabilire equilibrio e regolarità. Il consiglio è di affidarsi a un professionista della nutrizione che possa raccogliere un'anamnesi completa, valutare il suo stato di salute e costruire un piano alimentare realmente adatto alle sue esigenze, accompagnandola passo dopo passo. Se lo desidera, sarò lieta di aiutarla con una consulenza personalizzata per individuare le cause delle sue difficoltà e definire insieme un percorso sostenibile, senza rinunce inutili e nel rispetto dei suoi tempi.


Buongiorno, da quello che racconta è probabile che la frattura, il periodo di inattività e le difficoltà personali abbiano contribuito a creare un circolo vizioso tra stress, alimentazione e metabolismo. La fame nervosa e le abbuffate non dipendono semplicemente dalla “mancanza di forza di volontà”, ma sono spesso la conseguenza di alterazioni nei meccanismi che regolano fame, sazietà e risposta allo stress. Inoltre, il gonfiore, la difficoltà digestiva e l’accumulo di grasso a livello addominale possono essere favoriti da uno stato di infiammazione cronica di basso grado e da un’alterazione dell’equilibrio metabolico. Per questo motivo, ricominciare con una dieta molto restrittiva o cercare di “recuperare il tempo perso” raramente rappresenta la soluzione. È più utile ripartire con un percorso graduale e personalizzato che aiuti a ridurre l’infiammazione, migliorare la digestione, controllare gli episodi di fame emotiva e favorire un dimagrimento sostenibile. Nel mio approccio inizio sempre con un piano alimentare antinfiammatorio personalizzato, adattato alle esigenze della persona e alla sua situazione clinica, senza imposizioni rigide. L’obiettivo è riportare progressivamente l’organismo in una condizione di equilibrio, migliorando non solo il peso corporeo, ma anche il benessere digestivo, i livelli di energia e il rapporto con il cibo. Il consiglio è quindi di non scoraggiarsi: il fatto che in passato abbia già intrapreso un percorso dimostra che può riuscirci di nuovo. Con un programma costruito sulle sue esigenze e un supporto adeguato è possibile interrompere questo circolo vizioso e ritrovare gradualmente benessere fisico e mentale.


Salve, mi dispiace per il periodo che sta vivendo. Dopo una frattura, problemi personali e una pausa dal percorso è normale sentirsi demoralizzati, ma questo non significa che sia “bloccata” o che non possa ripartire. Le sconsiglierei di ricominciare con digiuni o restrizioni drastiche, perché spesso peggiorano fame nervosa, abbuffate e difficoltà digestive. In questi casi è più utile un percorso strutturato e graduale, con pasti regolari, scelte alimentari sostenibili e attività fisica adatta alla sua condizione attuale. Visto che riferisce fame nervosa, abbuffate, gonfiore e digestione difficile, le consiglierei una valutazione personalizzata, così da capire da dove ripartire senza forzature e con obiettivi realistici. Se il rapporto con il cibo è molto legato al momento emotivo, può essere utile anche affiancare un supporto psicologico. Cordiali saluti, Dott. Gabriel Russo – Dietista


Buongiorno, mi dispiace molto per la sua situazione. Le consiglio di associare al percorso nutrizionale (Che non deve essere assolutamente troppo restrittivo) anche un percorso psicologico per aiutarla in questa fase evitando nuovamente abbuffate e ricadute


Ciao, prima di tutto: quello che hai passato è più che sufficiente per spiegare quello che è successo dopo. Non è mancanza di volontà, è assolutamente umano. Sul piano fisico quello che descrivi (gonfiore, digestione lenta, assenza di fame al mattino) è un quadro classico di una situazione che ha semplicemente bisogno di essere rimessa in ordine. Non è un blocco permanente, è un punto di partenza. La paura di ricominciare è normalissima, ma il percorso giusto non ti chiede di essere già "pronta" mentalmente. Aspettare "il momento giusto" rischia solo di posticipare all'infinito l'inizio. Il mio consiglio è: riprenditi un professionista che lavori su entrambi i fronti, non solo sulla dieta. Il rapporto con il cibo in questo momento è più importante del piano alimentare in sé. E per il movimento, si ricomincia piano. Non serve fare tutto al 100% subito, serve rimettere il corpo in moto gradualmente. Hai già fatto un percorso prima, sai già come si fa. Si tratta solo di ricominciare senza "aspettare il momento perfetto". In bocca al lupo!


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Dopo un periodo di stress, difficoltà personali e stop dell'attività fisica è frequente avere un rapporto più complesso con il cibo e percepire maggiore gonfiore o cambiamenti nella composizione corporea. Riprendere un percorso nutrizionale può essere utile, ma è importante farlo in modo graduale, senza restrizioni rigide o digiuni che possono alimentare ulteriormente fame nervosa e abbuffate. Un approccio personalizzato può aiutarla a ristabilire un'alimentazione equilibrata, migliorare la digestione e recuperare il benessere fisico e mentale. Le consiglio di affidarsi a un professionista che possa accompagnarla passo dopo passo, considerando anche la sua storia personale e le sue esigenze. Un cordiale saluto, Dott.ssa Brunella Troncone


Buonasera; posto che, se escludiamo le vertebre, ci si deve allenare e muovere sempre...anche con fratture... detto questo prima cosa deve lei ritrovare la determinazione: non è cosa delegabile. Fatto questo prenoti una consulenza cosi avremo tempo e modo di strutturare un programma adatto a lei in dieta e movimento ( mi occupo di allenamento da 25 anni). Le due cose devono, per forza, procedere di pari passo e tutto si risolverà nel migliore dei modi. La aspetto. Cordiali saluti

Dott.ssa MARA BESACCHI

Dott.ssa MARA BESACCHI

biologo nutrizionista

Vittoria

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Buonagiorno. Se sente di avere la volontà di poter intraprendere un percorso nutrizionale le consiglio di farlo, al fine di poter eliminare quanto prima il peso in eccesso, giovandone fisicamente e mentalmente. Sono disponibile per una consulenza online, nel caso. Le auguro una buona serata.


Buongiorno, mi spiace della sua situazione, spero che da quando ha scritto la domanda sia migliorata. Capisco le sue paure, non è mai facile sciogliere i nodi, quando presenti. Un percorso nutrizionale, accompagnato da un percorso psicologico, potrebbero rappresentare la "stampella" in un momento in cui si sente l'esigenza di ripartire

Dott.ssa Caterina Palazzi

Dott.ssa Caterina Palazzi

nutrizionista

Morciano di Romagna

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Salve, capisco la frustrazione e la necessità di trovare una via di uscita da una situazione apparentemente bloccata. La fame nervosa e le abbuffate che lei ha menzionate andrebbero seguite anche da una figura che si occupa di fornire un supporto psicologico. A volte andare "solo" da un nutrizionista (e parlo da biologo nutrizionista) non basta. Inizialmente può anche esserci un miglioramento, ma farsi aiutare sia da una persona che cura l'alimentazione sia da una che segue l'aspetto psico-emotivo è un percorso, a mio giudizio, più consono alla sua situazione. Chiedere a un professionista, o più professionisti, è sempre la strategia migliore per affrontare un percorso di questo tipo. Già il fatto che abbia chiesto aiuto attraverso questo canale è un ottimo segno, non sia troppo giudicante verso sé stesso/a. Serve solo un pò di tempo. Se deciderà di farsi seguire vedrà che i risultati arriveranno. Le faccio un grande in bocca al lupo.


Buongiorno, mi spiace molto per quanto vissuto. Da quello che racconto, credo che in questo momento sia importante non concentrarsi semplicemente sul peso o. sul seguire una dieta, ma cercare di comprendere l'insieme delle difficoltà che sta vivendo. Le suggerirei di affidarsi ad un/una dietista per intraprendere un percorso nutrizionale personalizzato così da approfondire nel dettaglio i disturbi intestinali e digestivi che riferisce e individuare gradualmente un'alimentazione adatta alle sue esigenze. Considerando anche il contorno, potrebbe essere molto utile affiancare tale percorso ad un supporto psicoterapeutico, per ricostruire un rapporto sereno con l'alimentazione e con il proprio corpo.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.