salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione. dopo 18 anni di matrimonio

21 risposte
salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione.
dopo 18 anni di matrimonio nel quale abbiamo avuto due figli mi sono accorto quasi per caso che mia moglie aveva una relazione extraconiugale non avevo mai avuto nessun pensiero al riguardo visto che mia moglie ha sempre avuto un carattere molto chiuso non e mai stata una persona espansiva che desse confidenza ad altre persone molto vergognosa timida e con un passato prima di conoscere me con una sola reazione nella quale aveva avuto grandissimi problemi e delusioni per cui mai ho pensato che potesse avere confidenze con altre persone nella fattispecie altri uomini.
ma evidentemente mi sbagliavo e avendo appreso che fossero 6 mesi che si frequentava con un altro uomo poi approfondendo sono venuto a conoscenza che si frequentava anche con un altro uomo ulteriore e che negli anni precedenti aveva avuto altre due frequentazioni con altri due uomini anche se parrebbe siano state molto brevi e non importanti e che non si era spinta fino ad avere Rapporti con questi due primi.
avendo appreso questo dopo svariate ricerche e domande a lei effettuate non ho più creduto che fosse tutto o che fosse vero quello che mi diceva ho iniziato a dubitare di ogni cosa mi dicesse pensando che per imbarazzo o vergogna non mi avesse detto tutto o che non mi avesse detto completamente il vero. questo scoprire sempre piu e questo mio iniziare a dubitare ha creato un rapporto che lei si e rinchiusa sempre più e spesso mi ha detto che non riusciva piu ad avere intimità con me perché dopo tutto ciò provasse schifo. infatti da un po e sempre peggio e andata la nostra intimità prima di tutto questo avevamo una vita sessuale normale o addirittura io credo piu che normale certo ero sempre io a iniziare o chiedere di fare sesso ma visto come io l avessi sempre creduta fosse mi sembrava normale che per vergogna lei non mi chiedeva mai certe cose e quindi mi sembrava normale che fossi sempre io a chiedere o iniziare ad avere intimità con lei.
adesso dopo tutto questo lei non vuole avere piu rapporti con me e se qualche rarissima volta si diciamo concede sta li come un sacco di patate tanto che io smetto perché così non mi piace e poi mi viene da pensare che con altri dopo averla anche perdonata fosse complice e non stesse inerme come con me e questo mi fa doppiamente male e stare veramente male
vi chiedo cosa posso fare secondo voi
vi ringrazio anticipatamente
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione molto dolorosa e destabilizzante. Dopo tanti anni di matrimonio, scoprire più relazioni extraconiugali può mettere profondamente in crisi la fiducia, l’intimità e anche la percezione della propria storia di coppia.
Da quello che racconta, sembra essersi creato un circolo difficile: più lei cerca spiegazioni e conferme, più sua moglie si chiude; e più lei percepisce distanza, più aumentano dubbi, sofferenza e bisogno di capire.
In questi casi è molto comune che anche la sessualità venga compromessa, perché il rapporto fisico si carica di rabbia, dolore, confronto e senso di rifiuto.
Credo però che oggi il problema principale non sia solo l’intimità sessuale, ma la frattura nella fiducia e nella comunicazione emotiva tra voi.
Per questo potrebbe essere utile un percorso di terapia di coppia, per capire se esiste ancora uno spazio reale per ricostruire il rapporto e affrontare ciò che negli anni si è creato tra voi, oppure se state rimanendo bloccati solo nel dolore e nel risentimento.
Nel frattempo, cerchi di non affrontare tutto da solo: situazioni così hanno spesso un impatto molto forte anche sull’autostima e sul benessere emotivo personale.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta

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Dott.ssa Claudia Demontis
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Buongiorno,
quello che sta vivendo è un dolore molto profondo, perché non riguarda solo il tradimento in sé, ma anche il crollo della fiducia, delle certezze costruite in 18 anni di relazione e dell’immagine che aveva di sua moglie e del vostro rapporto. È comprensibile che, dopo aver scoperto più episodi e aver avuto la sensazione di non conoscere tutta la verità, lei abbia iniziato a dubitare di tutto: quando la fiducia viene ferita, la mente cerca continuamente conferme e spiegazioni, entrando però in un circolo che aumenta sofferenza, rabbia e insicurezza.
Anche il cambiamento dell’intimità può diventare molto doloroso, perché rischia di farle vivere ogni rifiuto come un confronto con gli altri uomini e come una svalutazione personale. Ma attenzione: il fatto che oggi sua moglie viva la sessualità con disagio o chiusura non significa automaticamente che lei valga meno o che con gli altri fosse ‘migliore’. Spesso dopo un tradimento entrano in gioco vergogna, senso di colpa, rabbia, paura del giudizio e difficoltà emotive molto profonde.
In questo momento credo sia importante non concentrarsi solo sul cercare altri dettagli o conferme, perché rischierebbe di alimentare ancora di più il dolore e l’ossessione mentale. La domanda centrale dovrebbe diventare: è possibile ricostruire fiducia, comunicazione e vicinanza, oppure no? E soprattutto: cosa desidera davvero lei per il suo futuro emotivo?
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Comprendo quanto questa scoperta abbia avuto un impatto profondo su di lei. Dopo tanti anni di matrimonio, il venir meno della fiducia può generare dolore intenso, rabbia, senso di tradimento, dubbi continui e il bisogno di cercare spiegazioni o conferme. È molto frequente che, dopo aver scoperto una relazione extraconiugale, si sviluppi una sorta di “controllo mentale” continuo: si ripensano episodi del passato, si mettono in discussione parole, comportamenti e perfino l’intera storia di coppia. Questo però, col tempo, rischia di creare una dinamica molto pesante per entrambi.

Da ciò che racconta, sembra che tra voi si sia instaurato un circolo difficile: lei ha iniziato a chiudersi sempre di più, mentre lei, sentendosi ferito e non rassicurato, ha aumentato il bisogno di capire e di avere conferme. In questi casi, l’intimità sessuale spesso risente profondamente della situazione emotiva. Il rapporto sessuale, infatti, non riguarda solo il corpo ma anche fiducia, vicinanza emotiva, serenità e sicurezza reciproca. Se questi elementi vengono meno, possono comparire rifiuto, distacco o partecipazione “passiva”, come quella che lei descrive.

È importante però fare attenzione a non trasformare continuamente il confronto in interrogatori o verifiche del passato, perché questo può aumentare il muro emotivo e alimentare ancora di più distanza e sofferenza. Allo stesso tempo, i suoi pensieri e le immagini che fa su sua moglie con altri uomini sono comprensibili: il tradimento spesso colpisce profondamente l’autostima, il senso di valore personale e la percezione del legame di coppia.

La domanda centrale forse non è soltanto “perché è successo”, ma anche: è possibile ricostruire un rapporto autentico tra voi? E soprattutto: entrambi lo desiderate davvero? Per ricostruire fiducia servono tempo, sincerità, assunzione di responsabilità, disponibilità reciproca al dialogo e soprattutto uno spazio protetto in cui poter esprimere dolore, rabbia e delusione senza distruggersi ulteriormente.

In molte situazioni come questa, un percorso di sostegno psicologico individuale o di coppia può essere molto utile, sia per comprendere le dinamiche che hanno portato alla crisi, sia per capire come andare avanti, insieme oppure separatamente, in modo più consapevole e meno doloroso.

Le consiglio quindi di approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarvi a gestire questa fase così delicata e a comprendere quali possibilità reali ci siano per il vostro rapporto.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Provi a parlarne con sua moglie, sarebbe una occasione evolutiva per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Elvira Cerullo
Psicologo, Psicoterapeuta
Pescara
Salve, quello che descrive appare come una situazione molto dolorosa e complessa, che inevitabilmente mette in discussione non solo la fiducia nella partner, ma anche l’immagine che lei aveva della vostra relazione e di sua moglie. La scoperta di uno o più tradimenti spesso genera un forte stato di disorientamento: è frequente che la persona tradita inizi a rileggere il passato, a dubitare di ciò che le viene detto e a cercare continuamente dettagli o conferme nel tentativo di dare un senso a quanto accaduto. Tuttavia, questa continua ricerca di risposte, comprensibilmente motivata dal bisogno di capire, rischia nel tempo di alimentare ancora di più sofferenza, rabbia e sfiducia reciproca.
Da ciò che racconta, sembra che tra voi si sia progressivamente creata una distanza emotiva molto forte. Sua moglie pare essersi chiusa ulteriormente, mentre lei si trova intrappolato tra il desiderio di salvare il rapporto, il bisogno di verità e il dolore legato al confronto con gli altri uomini. Anche la sfera sessuale, in questi casi, spesso diventa il luogo in cui emergono ferite profonde: il rischio è che l’intimità perda spontaneità e venga vissuta da entrambi con tensione, confronto, risentimento o senso di rifiuto.
È importante sottolineare che “perdonare” non significa automaticamente riuscire a superare ciò che è accaduto. Per ricostruire un rapporto dopo una frattura della fiducia servono tempo, disponibilità reciproca, sincerità e soprattutto la volontà di affrontare insieme ciò che ha portato la coppia a questo punto, senza ridurre tutto esclusivamente al tradimento in sé.
Più che concentrarsi sul paragone con gli altri uomini o sul tentativo di ottenere ulteriori dettagli, potrebbe essere utile chiedersi se oggi tra voi esista ancora uno spazio autentico di dialogo e se entrambi desideriate realmente ricostruire il legame. Senza una partecipazione reciproca, il rischio è che la relazione resti bloccata in una dinamica di controllo, chiusura e sofferenza. In situazioni come questa, un supporto psicologico individuale o di coppia può essere molto utile per comprendere i vissuti emotivi di entrambi e capire se e come sia possibile ripartire. A volte chiedere aiuto non serve necessariamente a “salvare il matrimonio”, ma a ritrovare chiarezza rispetto a ciò che si desidera e a ciò che si può realisticamente costruire insieme.

Un caro saluto.
Buongiorno, mi dispiace per la sua scoperta, Deve essere stato molto duro. Ognuno di noi ha un lato nascosto, un lato segreto, qualcosa che non manifesta facilmente. SE fosse possibile proverei a fare una terapia di coppia, qualora sua moglie si rivelasse disponibile. Altrimenti le consiglio di farla individuale, per capire che cosa ha sbagliato lei e che cos ha proiettato su sua moglie. Se manca la complicità vuol dire che qualcosa non va bene nella vostra comunicazione. Ma se sua moglie non vuole mettersi in discussione le consiglio di farlo lei, per capire e riuscire ad andare avanti.
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
quello che descrive è un dolore molto profondo. Dopo 18 anni di matrimonio e una storia costruita insieme, scoprire tradimenti ripetuti può scuotere non solo la fiducia nella partner, ma anche la propria immagine della relazione e di sé. È comprensibile che oggi si senta confuso, ferito e pieno di dubbi.
Quando la fiducia si spezza, spesso non si rompe soltanto il presente: si incrina anche il passato. Si inizia a rileggere anni di vita insieme chiedendosi “era tutto vero?”, “cosa non ho visto?”. E questo può diventare molto doloroso.
Mi colpisce anche un altro aspetto: sembra che tra voi si sia creato un circolo molto faticoso. Lei cerca risposte e verità per dare senso a ciò che è accaduto; sua moglie, forse per vergogna, colpa o difesa, sembra essersi chiusa sempre di più. Nel mezzo, la vostra intimità si è trasformata in un luogo di sofferenza invece che di incontro.
In questo momento forse la domanda non è solo “come recuperare il rapporto sessuale?”, ma “cosa ne è oggi del vostro legame?”. C’è ancora uno spazio autentico di volontà reciproca per comprendervi e ricostruire? Oppure siete entrambi bloccati nel dolore e nel risentimento?
Credo che una situazione così delicata difficilmente possa essere attraversata da soli. Una terapia di coppia potrebbe essere molto preziosa, non tanto per “salvare il matrimonio a tutti i costi”, ma per capire se e come sia possibile ricostruire fiducia, dialogo e vicinanza emotiva dopo una ferita così importante.
Allo stesso tempo, sento importante suggerirle anche un percorso psicologico personale. Lei sta portando un peso enorme: il tradimento, i dubbi, il confronto mentale con gli altri uomini, il senso di rifiuto nell’intimità. Tutto questo merita uno spazio protetto dove poter essere accolto e compreso, senza restare solo dentro il dolore.
A volte, dopo una ferita relazionale così grande, il primo passo non è capire subito se la coppia può guarire, ma aiutare sé stessi a respirare di nuovo dentro ciò che è accaduto.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott. Marco Ponta
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Gentile Signore,

dalle sue parole emerge tutta la sofferenza che sta vivendo. La scoperta di una o più relazioni extraconiugali da parte della persona con cui si sono condivisi molti anni di vita rappresenta spesso un'esperienza profondamente destabilizzante. È comprensibile che, dopo quanto accaduto, lei abbia iniziato a dubitare non solo di ciò che sua moglie le racconta oggi, ma anche di molte certezze che aveva costruito nel tempo sul vostro rapporto.

Tuttavia, leggendo il suo racconto, colpisce come gran parte della sua attenzione sia rivolta alla ricostruzione dei fatti: da quanto tempo duravano le relazioni, quante persone fossero coinvolte, cosa sia realmente accaduto e cosa invece possa essere rimasto nascosto. Sono domande comprensibili, ma spesso non bastano a dare un significato a ciò che si sta vivendo.

Potrebbe essere importante interrogarsi anche sul significato emotivo e relazionale di quanto è accaduto. Cosa stava vivendo la coppia negli anni in cui queste frequentazioni hanno avuto luogo? Cosa stava accadendo nella vostra relazione? Quali difficoltà, silenzi, distanze o bisogni inespressi possono essersi sviluppati nel tempo tra voi? Questi interrogativi non servono a giustificare i tradimenti, ma a comprendere il contesto relazionale nel quale sono maturati.

Anche la situazione attuale meriterebbe di essere esplorata più a fondo. Lei descrive una grande sofferenza per l'assenza di intimità e per il modo in cui sua moglie vive oggi la sessualità con lei. Tuttavia, dietro il rifiuto o il ritiro sessuale potrebbero esserci vissuti molto complessi da entrambe le parti: vergogna, rabbia, senso di colpa, ferite narcisistiche, paura del confronto o difficoltà a ritrovare una vicinanza emotiva dopo quanto accaduto.

Ancor di più in questo periodo emotivamente complesso, potrebbe essere utile provare a comprendere meglio cosa sia successo alla vostra relazione e quale sia oggi il desiderio di entrambi rispetto al futuro della coppia. In questo senso, un percorso psicologico individuale o di coppia potrebbe offrire uno spazio protetto per dare significato a ciò che state vivendo e per capire se e come sia possibile ricostruire fiducia, intimità e progettualità condivisa.

Un cordiale saluto.
Dott. Marco De Fonte
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Buongiorno. La situazione che sta affrontando è incredibilmente dolorosa e capisco quanto possa far male vedere crollare l'immagine della persona che ha avuto accanto per diciotto anni, ritrovandosi oggi in un labirinto di dubbi e freddezza.

L'immagine di sua moglie come donna timida e chiusa non era necessariamente una bugia, ma spesso le persone con forti insicurezze o delusioni passate scindono la propria vita: nel matrimonio cercano la stabilità e la sicurezza, mentre nelle relazioni parallele inseguono conferme immediate e forti per la propria autostima, senza il peso della vulnerabilità quotidiana. La scoperta di questo mondo sommerso ha purtroppo innescato un circolo vizioso in casa. Il suo legittimo bisogno di fare domande per colmare i vuoti ha spinto sua moglie a ritirarsi sempre di più per la vergogna e per il senso di colpa, arrivando a quel blocco corporeo ed emotivo che lei sperimenta a letto. Quando lei si irrigidisce o parla di "schifo", molto probabilmente sta proiettando all'esterno il disprezzo che prova per se stessa e per l'immagine di sé che è andata in frantumi.

In questo momento, continuare a cercare risposte nel passato o forzare un'intimità inerte non farà che alimentare i suoi pensieri più dolorosi sul confronto con gli altri uomini. La cosa più protettiva che può fare per se stesso adesso è sospendere le indagini domestiche e i tentativi di avvicinamento sessuale, che si stanno rivelando solo fonte di ulteriore sofferenza. Per capire se questo legame ha ancora una speranza, è necessario spostare questo nodo fuori dalle mura di casa, affidandosi a una terapia di coppia in cui sua moglie possa esprimere ciò che ha nascosto per anni e lei possa elaborare il trauma del tradimento in uno spazio protetto. Al contempo, un supporto psicologico individuale la aiuterà a fare chiarezza sui suoi bisogni e a lenire questo profondo sconcerto.

Un caro saluto.
Dott. Ferdinando Suvini
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno, comprendo il dolore e il disorientamento che sta vivendo per il comportamento di sua moglie che suggerisce l'immagine di donna timida e chiusa che mostrava in famiglia nascondeva probabilmente parti di sé, legate anche ai traumi del suo passato.
Il suo comprensibile bisogno di verità e il conseguente controllo hanno purtroppo attivato in lei una forma di difesa, spingendola a ritirarsi e a manifestare quel blocco intimo che descrive come "schifo", espressione del profondo conflitto interiore e del senso di colpa che sta sperimentando. Anche la vostra precedente intimità, che lei considerava normale, si basava su una mancata iniziativa da parte di sua moglie che oggi assume un significato diverso.
Per affrontare questa complessa situazione e capire se vi siano i presupposti per ricostruire o per separarvi a tutela vostra e dei vostri figli, vi consiglio fortemente di intraprendere un percorso che possa aiutarvi ad elaborarne i contenuti.
Dott.ssa Antonella Antonini
Psicologo, Psicoterapeuta
Ascoli Piceno
Gentile utente,

da ciò che descrive emerge una situazione di grande sofferenza, segnata da una progressiva perdita di fiducia, intimità e reciprocità all'interno della relazione di coppia. La scoperta di uno o più tradimenti rappresenta spesso un evento particolarmente doloroso, che mette in discussione il senso stesso del legame e la possibilità di sentirsi nuovamente al sicuro nella coppia.

Al di là di ogni giudizio, è importante ricordare che in ambito psicologico un tradimento, come qualunque altro "sintomo", può e deve essere considerato un segnale che in qualche modo ci viene in aiuto in quanto indicatore di qualcosa che richiede immediata attenzione, comprensione e ascolto.
Come ogni sintomo esso non esaurisce il significato della situazione, ma invita ad interrogarsi sulle dinamiche che hanno contibuito a determinarla e sui processi cognitivi ed emotivi che la mantengono nel tempo.

Prima ancora di chiedersi se e come recuoperare il rapporto, può essere importante comprendere quanto ciascuno di voi sia disposto ad investire oggi energie e risorse in un percorso di maggiore consapevolezza, esplorando vissuti, bisogni, ferite e modalità relazionali che hanno caratterizzato la storia della coppia, e assumendosi ciascuno la propria parte di responsabilità nel comprendere ciò che è accaduto.

La conoscenza è presupposto fondamentale di ogni cambiamento. Conoscere se stessi e le personali modalità di essere nelle relazioni rende possibile individuare nuove possibilità, orientando le proprie scelte verso ciò che è realmente importante e desiderato.

Un percorso individuale o di coppia potrebbe offrire uno spazio protetto nel quale "prendersi cura" di se stessi e di questo legame, che sia esso da ricostruire o ridefinire in una nuova forma.

Cordialità
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
immagino quanto possa essere doloroso e destabilizzante quello che stai vivendo. La scoperta di un tradimento, soprattutto dopo tanti anni di relazione e con una famiglia costruita insieme, può mettere in crisi non solo il rapporto, ma anche la fiducia in sé stessi e nell’altro.

Quello che descrivi – il dubbio continuo, il bisogno di capire, il confronto tra il rapporto con te e quello che immagini con altri – è una reazione comprensibile, ma rischia di alimentare ancora di più sofferenza e distanza tra voi. Allo stesso tempo, anche la chiusura e il ritiro di tua moglie sembrano indicare una grande difficoltà emotiva, che andrebbe compresa piuttosto che solo interpretata.

In questi casi non esiste una risposta semplice su “cosa fare”, ma può essere molto utile fermarsi e creare uno spazio protetto in cui poter dare senso a ciò che è accaduto: per capire se e come ricostruire il rapporto, oppure come ridefinirlo in modo più sano per entrambi. Questo percorso può essere affrontato individualmente o, se possibile, anche come coppia.

Chiedere un supporto psicologico può aiutarti a non rimanere solo dentro questo dolore e a orientarti con maggiore chiarezza nelle scelte.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Chiara Tenconi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Rho
Buongiorno, dal suo racconto emerge una sofferenza profonda e comprensibile. Non sta affrontando soltanto la scoperta di un tradimento, ma una vera e propria crisi dei significati: per molti anni ha costruito un'immagine di sua moglie, della vostra relazione e della vostra storia familiare. Scoprire non una, ma diverse relazioni extraconiugali ha inevitabilmente incrinato la fiducia non solo nel presente, ma anche nel passato.

Quando la fiducia viene ferita in questo modo, spesso accade ciò che descrive: si inizia a cercare risposte, a fare domande, a controllare i dettagli, a chiedersi se si conosce davvero la persona che si ha accanto. Il problema è che raramente si arriva a una risposta definitiva. Ogni spiegazione ottenuta rischia di aprire nuovi dubbi, alimentando un circolo che aumenta la sofferenza di entrambi.

C'è poi un altro aspetto importante. Lei oggi sembra soffrire non solo per i tradimenti in sé, ma anche per il confronto continuo tra ciò che immagina sua moglie abbia vissuto con gli altri uomini e ciò che vive oggi con lei. Quando racconta che durante i rapporti la percepisce distante, passiva o assente, il dolore che emerge non è solo sessuale: è il dolore di sentirsi non desiderato, non scelto, non riconosciuto.

Allo stesso tempo, sua moglie sembra trovarsi in una posizione di forte chiusura e forse anche di vergogna, colpa o rabbia. Il fatto che riferisca di provare "schifo" o di non riuscire più a vivere l'intimità potrebbe indicare che il problema non riguarda soltanto il desiderio sessuale, ma l'intera relazione, oggi appesantita da anni di dinamiche irrisolte, segreti, accuse, interrogatori e sofferenza reciproca.

La domanda che mi farei non è tanto: "Come faccio a far tornare l'intimità?" ma:

"Entrambi desideriamo ancora costruire qualcosa insieme?"

Perché il recupero dell'intimità è possibile solo dopo un lento lavoro di ricostruzione della fiducia, della sincerità e della sicurezza emotiva. Non può essere imposto né ottenuto attraverso ulteriori verifiche o richieste di conferma.

Se entrambi siete motivati a capire cosa sia accaduto alla vostra relazione e cosa desiderate per il futuro, una psicoterapia di coppia potrebbe essere uno spazio utile. Non per stabilire chi abbia ragione o torto, ma per comprendere se esistono ancora le basi per una relazione autentica.

Nel frattempo provi a ricordare una cosa: il suo dolore oggi è reale e merita ascolto. Ma più che cercare di capire ogni dettaglio del passato di sua moglie, potrebbe essere utile iniziare a chiedersi di cosa ha bisogno lei, come uomo, per poter stare bene e sentirsi rispettato all'interno di una relazione.

Un caro saluto.
Dr. Riccardo Preziosi
Psicoterapeuta, Psicologo
Monza
Salve,

quello che lei racconta descrive una profonda crisi di coppia, sfociata in diversi tradimenti da parte di sua moglie, che ha inevitabilmente avuto un forte impatto anche sulla vostra vita sessuale.

Molte volte queste crisi matrimoniali non sono determinate esclusivamente da un venir meno dell'amore all'interno della relazione, ma dalla difficoltà di mantenere una vicinanza emotiva autentica e una comunicazione profonda dei propri bisogni e vissuti.

Da ciò che racconta, sua moglie le è spesso apparsa chiusa in se stessa e ritirata dalla relazione. Sarebbe importante comprendere insieme a lei quali siano state le motivazioni e le difficoltà sottostanti a questo atteggiamento. Il tradimento, infatti, ferisce profondamente la fiducia nel partner e rende molto difficile ritrovare una connessione emotiva. Da una parte ci si sente traditi, delusi e feriti; dall'altra possono emergere senso di colpa, vergogna e la percezione di non essere riusciti a comunicare il proprio disagio in modo diverso.

Per comprendere meglio quali dinamiche abbiano contribuito a questa situazione e per valutare se sia possibile ricostruire un rapporto più soddisfacente, sarebbe opportuno approfondire la vostra storia relazionale attraverso un percorso di coppia oppure, inizialmente, mediante un percorso individuale. Uno spazio terapeutico potrebbe aiutarvi a comprendere il significato di quanto accaduto e a verificare se esistano le condizioni per recuperare una relazione più intima, autentica e connessa.
Dott.ssa Chiara Tumminello
Psicologo, Psicoterapeuta
San Martino Buon Albergo
Buongiorno gentile utente, la ringrazio per la sua condivisione. Forse potrebbe essere importante parlare tra voi per capire come state nella coppia, che cosa prova e ha provato sua moglie e cosa l'abbia spinta ad avere relazioni extraconiugali. Di solito quando questo accade ci sono delle problematiche di coppia esplicite o non esplicite, o comunque il partner che cerca queste relazioni non sta bene nella coppia per varie ragioni. Sarebbe molto importante parlare tra di voi per capire cosa non ha funzionato e per capire i vostri bisogni e le vostre necessità, dopodiché potrete valutare come e se possano esserci le condizioni per ricostruire il rapporto di coppia. Rimango a disposizione per dubbi o domande. Cordialmente, dott.ssa Chiara Tumminello.
Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Buongiorno, dalle sue parole emerge una sofferenza molto profonda. Oltre al dolore per i tradimenti, sembra esserci anche la ferita della perdita di fiducia e il dubbio continuo di non conoscere più davvero la persona che ha accanto.
È comprensibile che l'attuale distanza emotiva e sessuale la faccia stare male e alimenti pensieri dolorosi e confronti con gli altri uomini coinvolti. Tuttavia, in una situazione così complessa, è difficile trovare da solo risposte che possano restituirle serenità.
Credo che un percorso psicoterapeutico, individuale o di coppia se entrambi foste disponibili, potrebbe aiutarvi a comprendere cosa sia accaduto nella relazione e se esistano ancora le basi per ricostruire fiducia, vicinanza e rispetto reciproco. Non cerchi di portare da solo un peso così grande.
Spero possa stare presto meglio.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Dr. Antonio Rivetti
Psicologo, Psicoterapeuta
San Nicola la Strada
Gentile Utente, Lei è molto impegnato a capire sua moglie ma la domanda che vorrei farLe è: comprende se stesso? Sua moglie sta dando messaggi molto chiari ma Lei continua a non ascoltare. Tradimenti, silenzi, parole dure (schifo) ma Lei continua a fare attenzione a come si comporta sua Moglie senza fermarsi e chiedersi cosa vuole da questo rapporto ... perchè continua nonostante tutto quello che scrive. La invito a fare attenzione a ciò che Le succede dentro e smettere di continuare a fare attenzione a ciò che vuole sua Moglie. Cerchi di capire quali emozioni prova in questo momento e quali significato hanno per Lei. Grazie.
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno mi sembra di capire che da sempre il tema dell'intimità sia stato quanto mai problematico tra di voi e che non lo abbiate veramente mai affrontato. Sua moglie ha cercato altrove conferme alla propria "identità" di donne, mantenendo il riserbo sui propri problemi di identità all'interno del vostro rapporto. Una volta apertasi con Lei circa le relazioni avute con altri in questi anni forse si aspettava che Lei la lasciasse e che ciascuno andasse per la propria strada. Ma Lei non lo ha fatto. Ed ora La tratta con sufficienza e forse anche disprezzo, concedendosi come Lei dice "come un sacco di patate". Comprendo il Suo sconcerto ed il dolore di non essere accolto da Sua moglie come prima. Per questo credo sia utile affrontare una terapia di coppia per sviscerare le tematiche più profonde della vostra coppia, in modo da ottenere una comunicazione più efficace rispetto al passato. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Buongiorno immagino sia stato difficile e doloroso scoprire i tradimenti ripetuti. Dalla situazione che mi descrive consiglierei una terapia di coppia in cui prendervi uno spazio per analizzare ed elaborare quanto successo negli anni pregressi oltre che nel verificare lo "stato attuale" della vostra relazione ed intimità.
Dott.ssa Maria Caterina Boria
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,

dalle sue parole emerge una sofferenza profonda che non riguarda soltanto i tradimenti scoperti, ma anche la perdita di fiducia e la difficoltà di dare un senso a ciò che è accaduto nella vostra relazione.

Quando vengono meno la fiducia e la vicinanza emotiva, anche l'intimità sessuale può diventare molto difficile o addirittura trasformarsi in un luogo di disagio per entrambi. In questi casi, cercare continuamente conferme o dettagli sul passato spesso non allevia il dolore, ma rischia di alimentare ulteriormente dubbi e distanza.

Credo possa essere utile chiedersi non tanto cosa sia accaduto con gli altri uomini, ma se esista ancora, da entrambe le parti, il desiderio di comprendere cosa è successo tra voi e quale futuro immaginate per la vostra relazione.

Un percorso psicologico individuale o di coppia potrebbe aiutarvi a esplorare queste domande in modo più approfondito.

Un cordiale saluto.
Rispondo alla sua richiesta analizzando la situazione dal punto di vista relazionale e offrendole alcune indicazioni su come muoversi.

1. L'illusione del controllo e il muro del silenzio
È del tutto comprensibile che lei abbia iniziato a dubitare di ogni parola di sua moglie. Il problema clinico in questa fase è che si è attivato un circolo vizioso:

Più lei indaga e interroga sua moglie per placare la sua ansia e trovare la verità, più sua moglie si sente messa sotto accusa, sperimenta vergogna (un'emozione centrale nel suo carattere, come lei stesso ha descritto) e si chiude a riccio.

Questa chiusura aumenta i suoi dubbi, spingendola a indagare ancora.

La reazione di sua moglie, che dichiara di "provare schifo" e si allontana, è una difesa (seppur disfunzionale e dolorosa per lei). La vergogna per essere stata scoperta e la pressione delle domande l'hanno portata a bloccare completamente l'area dell'intimità.

2. La camera da letto come specchio della crisi
La sessualità attuale (il fatto che lei si "conceda come un sacco di patate") riflette perfettamente il blocco emotivo in cui vi trovate:

Per lei, il confronto con i partner passati di sua moglie crea un confronto continuo e dolorosissimo ("con loro era complice e con me no?"). Questo pensiero avvelena il momento e la spinge giustamente a fermarsi.

Per lei, come marito, il sesso era basato sull'idea di una moglie timida e protetta. Ora che quell'immagine è crollata, l'iniziativa sessuale non è più un gioco spontaneo ma diventa un terreno d'ansia.

Per sua moglie, l'atto sessuale attuale è vissuto come un dovere o una penitenza, privo di qualsiasi coinvolgimento emotivo, il che spegne ogni residua complicità.

Cosa si può fare concretamente?
Il "perdono" di cui lei parla è stato probabilmente concesso troppo in fretta sulla carta, ma non è ancora avvenuto emotivamente (ed è normale che sia così, serve molto tempo). Non si può ricostruire un'intimità fisica se prima non si bonifica il terreno emotivo.

A. Interrompere le investigazioni
Anche se è difficilissimo, per un periodo provi a smettere di fare domande sul passato. Continuare a scavare non le darà la certezza che cerca, perché il dubbio rimarrà sempre, e servirà solo ad allontanare ulteriormente sua moglie. Sposti il focus dal "cosa hai fatto prima" al "cosa vogliamo fare oggi di noi".

B. Togliere la pressione dal sesso
In questo momento l'intimità sessuale è diventata fonte di sofferenza per entrambi. Smetta di chiederle rapporti. Questo serve a due cose: a proteggere lei dal dolore di un rapporto asettico ("il sacco di patate") e a togliere a sua moglie l'ansia della prestazione e il senso di colpa. Curate l'intimità non sessuale (un abbraccio, una parola gentile, la vicinanza nella quotidianità) senza che questa debba per forza portare al letto.

C. La necessità di un aiuto professionale (Terapia di Coppia)
Diciotto anni di matrimonio e due figli sono una base importante, ma la frattura attuale è troppo profonda per essere riparata da soli. Vi siete incastrati in una dinamica "Inquisitore vs Imputato".

Il consiglio più importante è di proporre a sua moglie un percorso di terapia di coppia. In uno spazio neutro e protetto, sua moglie potrà esprimere i motivi di queste frequentazioni (che spesso nascondono parti di sé che non riusciva a esprimere in casa) e lei potrà elaborare la rabbia e il dolore del tradimento senza distruggere la comunicazione.

Se sua moglie dovesse rifiutare, valuti un supporto psicologico individuale per lei. Ha subito un forte trauma emotivo e merita uno spazio in cui elaborare questo lutto (la perdita dell'immagine della moglie che credeva di conoscere) e capire se ci sono i presupposti per ricostruire o se è necessario prendere strade diverse per il suo bene e quello dei suoi figli.

La ricostruzione è un percorso lungo e faticoso, ma richiede che entrambi vogliate guardare in faccia la verità della vostra relazione attuale, abbandonando le maschere del passato.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Angela Miccichè

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