Salve, È da qualche anno che dopo avere mangiato spesso mi prende il famoso abbiocco o picco glicemi
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Salve, È da qualche anno che dopo avere mangiato spesso mi prende il famoso abbiocco o picco glicemico, una botta di sonno improvvisa che mi lascia con gli occhi socchiusi e la testa che penzola. Eppure minuti prima, pur non avendo mangiato nulla, ho un'energia invidiabile. Poi mangio e vorrei andare in letargo (non sempre, ma spesso, soprattutto se mangio i carboidrati) Mi chiedo infatti da cosa dipenda se accade soltanto ogni tanto, se sbaglio qualcosa, se c'è qualcosa che dovrei controllare (magari un'intolleranza), se ci sono trucchi, rimedi o integratori che si possono prendere per evitare questo famoso picco che quando arriva è debilitante. Grazie
Salve,
quella sensazione di “abbiocco” dopo i pasti è molto comune e, nella maggior parte dei casi, ha una spiegazione fisiologica piuttosto chiara: dopo aver mangiato, soprattutto pasti ricchi di carboidrati, si verifica un aumento della glicemia seguito da una risposta insulinica che può essere più o meno marcata. In alcune persone questo meccanismo è più accentuato e può determinare un calo relativo della glicemia nelle ore successive, con comparsa di sonnolenza e riduzione della vigilanza.
Il fatto che le capiti soprattutto con i carboidrati è coerente con questo meccanismo: i carboidrati, in particolare quelli raffinati o assunti da soli, determinano un incremento glicemico più rapido e pronunciato, mentre pasti più bilanciati (con proteine, grassi e fibre) tendono a modulare meglio la risposta metabolica e quindi anche i sintomi.
È importante però non ridurre tutto al concetto di “picco glicemico”: in alcuni casi può esserci una condizione di insulino-resistenza o di alterata tolleranza glucidica che, pur non dando sintomi evidenti, può manifestarsi anche con stanchezza post-prandiale. Altre variabili da considerare sono la dimensione del pasto, la velocità con cui si mangia e la composizione complessiva della giornata alimentare.
Per quanto riguarda “intolleranze” o integratori, non sono generalmente la prima spiegazione né la prima soluzione: nella maggior parte dei casi è molto più utile lavorare sulla struttura del pasto, ad esempio evitando pasti sbilanciati solo sui carboidrati, preferendo fonti a basso indice glicemico e curando la distribuzione dei pasti nella giornata.
Se il sintomo è frequente o particolarmente marcato, può avere senso approfondire con esami ematochimici (glicemia, insulina, HbA1c) e valutare il quadro nel suo insieme, così da capire se si tratta di una semplice risposta fisiologica o di un’alterazione metabolica più strutturata.
In questi casi, un inquadramento personalizzato consente di intervenire in modo mirato e spesso risolutivo.
quella sensazione di “abbiocco” dopo i pasti è molto comune e, nella maggior parte dei casi, ha una spiegazione fisiologica piuttosto chiara: dopo aver mangiato, soprattutto pasti ricchi di carboidrati, si verifica un aumento della glicemia seguito da una risposta insulinica che può essere più o meno marcata. In alcune persone questo meccanismo è più accentuato e può determinare un calo relativo della glicemia nelle ore successive, con comparsa di sonnolenza e riduzione della vigilanza.
Il fatto che le capiti soprattutto con i carboidrati è coerente con questo meccanismo: i carboidrati, in particolare quelli raffinati o assunti da soli, determinano un incremento glicemico più rapido e pronunciato, mentre pasti più bilanciati (con proteine, grassi e fibre) tendono a modulare meglio la risposta metabolica e quindi anche i sintomi.
È importante però non ridurre tutto al concetto di “picco glicemico”: in alcuni casi può esserci una condizione di insulino-resistenza o di alterata tolleranza glucidica che, pur non dando sintomi evidenti, può manifestarsi anche con stanchezza post-prandiale. Altre variabili da considerare sono la dimensione del pasto, la velocità con cui si mangia e la composizione complessiva della giornata alimentare.
Per quanto riguarda “intolleranze” o integratori, non sono generalmente la prima spiegazione né la prima soluzione: nella maggior parte dei casi è molto più utile lavorare sulla struttura del pasto, ad esempio evitando pasti sbilanciati solo sui carboidrati, preferendo fonti a basso indice glicemico e curando la distribuzione dei pasti nella giornata.
Se il sintomo è frequente o particolarmente marcato, può avere senso approfondire con esami ematochimici (glicemia, insulina, HbA1c) e valutare il quadro nel suo insieme, così da capire se si tratta di una semplice risposta fisiologica o di un’alterazione metabolica più strutturata.
In questi casi, un inquadramento personalizzato consente di intervenire in modo mirato e spesso risolutivo.
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La sensazione di sonnolenza dopo i pasti, comunemente definita “abbiocco”, è un fenomeno piuttosto frequente e nella maggior parte dei casi non è legato a un vero e proprio picco glicemico patologico, ma piuttosto a diversi fattori fisiologici.
Dopo aver mangiato l’organismo attiva il processo digestivo, che comporta:
aumento del flusso sanguigno verso l’apparato digerente
rilascio di alcuni ormoni metabolici
variazioni nella regolazione della glicemia
Alcune abitudini alimentari possono accentuare questa sensazione di stanchezza, ad esempio:
pasti molto abbondanti
pasti ricchi di carboidrati raffinati (pane bianco, pasta molto raffinata, dolci)
pasti poveri di proteine e fibre
consumo di alcol
scarso riposo notturno
Per ridurre questo fenomeno possono essere utili alcune strategie nutrizionali:
preferire carboidrati integrali e meno raffinati
associare sempre proteine e fibre al pasto
evitare pasti troppo abbondanti
distribuire meglio i pasti durante la giornata
fare una breve passeggiata dopo aver mangiato
Se il fenomeno è molto frequente o particolarmente intenso, può essere utile valutare alcuni parametri metabolici (glicemia, insulinemia, curva da carico) per escludere eventuali alterazioni della regolazione glicemica.
Per quanto riguarda gli integratori, non esistono prodotti realmente risolutivi: nella maggior parte dei casi il miglior intervento rimane l’ottimizzazione della qualità e della composizione dei pasti.
Distinti saluti
Dr. Luca Agostini
Dopo aver mangiato l’organismo attiva il processo digestivo, che comporta:
aumento del flusso sanguigno verso l’apparato digerente
rilascio di alcuni ormoni metabolici
variazioni nella regolazione della glicemia
Alcune abitudini alimentari possono accentuare questa sensazione di stanchezza, ad esempio:
pasti molto abbondanti
pasti ricchi di carboidrati raffinati (pane bianco, pasta molto raffinata, dolci)
pasti poveri di proteine e fibre
consumo di alcol
scarso riposo notturno
Per ridurre questo fenomeno possono essere utili alcune strategie nutrizionali:
preferire carboidrati integrali e meno raffinati
associare sempre proteine e fibre al pasto
evitare pasti troppo abbondanti
distribuire meglio i pasti durante la giornata
fare una breve passeggiata dopo aver mangiato
Se il fenomeno è molto frequente o particolarmente intenso, può essere utile valutare alcuni parametri metabolici (glicemia, insulinemia, curva da carico) per escludere eventuali alterazioni della regolazione glicemica.
Per quanto riguarda gli integratori, non esistono prodotti realmente risolutivi: nella maggior parte dei casi il miglior intervento rimane l’ottimizzazione della qualità e della composizione dei pasti.
Distinti saluti
Dr. Luca Agostini
Buongiorno, il primo consiglio generico è quello di fare un piccolo spuntino prima del pasto con delle mandorle per esempio, il secondo è quello di fare un pasto che contenga una quota di carboidrati complessi che dipenderà dal suo fabbisogno energetico, insieme a fibre, proteine e olio di oliva extravergine in tal modo la gestione della glicemia sarà migliorata. Il terzo è quello di non mettersi sul divano, ma fare una passeggiatina. Dubito si tratti di intolleranza alimentare, termine generico che non indica nulla di preciso e che non è scientificamente accettata, tranne per poche tipologie.
Potrebbe essere che ci sia un problema digestivo da indagare, ma questo rimane da valutare. Cordiali saluti, Dott.ssa Sara
Potrebbe essere che ci sia un problema digestivo da indagare, ma questo rimane da valutare. Cordiali saluti, Dott.ssa Sara
Buon pomeriggio,
quello che descrive è molto comune e, nella maggior parte dei casi, non è qualcosa di “strano”, ma una risposta fisiologica… che però può diventare fastidiosa se è intensa o frequente.
Le spiego cosa succede in modo semplice, poi andiamo su cause possibili e soluzioni pratiche.
Dopo un pasto, soprattutto ricco di carboidrati: la glicemia (zucchero nel sangue) sale, il corpo rilascia insulina per abbassarla e questo può favorire: un calo glicemico Successivo (anche leggero), aumento della serotonina/melatonina (sensazione di sonnolenza).
In più: il sangue viene dirottato verso la digestione e il sistema nervoso entra in modalità “riposo e digestione”. Risultato: ti senti rallentato o assonnato.
Cosa può fare subito: Eviti pasti con solo carboidrati. Meglio pasta + proteine (es. pollo, tonno, uova) aggiunga verdure/fibre sempre, usi grassi buoni (olio d’oliva, frutta secca).
Questo rallenta l’assorbimento degli zuccheri evitando elevati picchi glicemici.
Quando ha senso fare controlli: valuta di parlarne con il medico se: la sonnolenza è molto intensa o invalidante; hai anche fame improvvisa dopo poco; tremori / sudorazione; difficoltà di concentrazione marcata; hai familiarità con diabete o insulino-resistenza.
Cordiali Saluti
quello che descrive è molto comune e, nella maggior parte dei casi, non è qualcosa di “strano”, ma una risposta fisiologica… che però può diventare fastidiosa se è intensa o frequente.
Le spiego cosa succede in modo semplice, poi andiamo su cause possibili e soluzioni pratiche.
Dopo un pasto, soprattutto ricco di carboidrati: la glicemia (zucchero nel sangue) sale, il corpo rilascia insulina per abbassarla e questo può favorire: un calo glicemico Successivo (anche leggero), aumento della serotonina/melatonina (sensazione di sonnolenza).
In più: il sangue viene dirottato verso la digestione e il sistema nervoso entra in modalità “riposo e digestione”. Risultato: ti senti rallentato o assonnato.
Cosa può fare subito: Eviti pasti con solo carboidrati. Meglio pasta + proteine (es. pollo, tonno, uova) aggiunga verdure/fibre sempre, usi grassi buoni (olio d’oliva, frutta secca).
Questo rallenta l’assorbimento degli zuccheri evitando elevati picchi glicemici.
Quando ha senso fare controlli: valuta di parlarne con il medico se: la sonnolenza è molto intensa o invalidante; hai anche fame improvvisa dopo poco; tremori / sudorazione; difficoltà di concentrazione marcata; hai familiarità con diabete o insulino-resistenza.
Cordiali Saluti
Gentile paziente,
la sonnolenza che riferisce dopo i pasti, è un fenomeno piuttosto comune e nella maggior parte dei casi fisiologico. Dopo aver mangiato, infatti, l’organismo attiva i processi digestivi, con un aumento della glicemia e della secrezione di insulina, oltre a modificazioni nella distribuzione del flusso sanguigno e nella produzione di alcuni neurotrasmettitori che favoriscono il rilassamento.
Il fatto che questo disturbo si presenti soprattutto dopo pasti ricchi di carboidrati è coerente: questi alimenti determinano variazioni più rapide della glicemia, che possono essere seguite da un senso di stanchezza o calo di energia.
La variabilità dei sintomi (non accade sempre) dipende da diversi fattori, tra cui la composizione del pasto, la quantità di cibo, la velocità con cui si mangia, il livello di stress e la qualità del sonno.
Nella maggior parte dei casi non si tratta di un problema patologico né di un’intolleranza alimentare. Tuttavia, se il disturbo è particolarmente intenso o frequente, può essere utile confrontarsi con il proprio medico per valutare eventuali accertamenti, come la glicemia a digiuno o una curva glicemica, al fine di escludere alterazioni del metabolismo glucidico.
Dal punto di vista pratico, alcuni accorgimenti possono aiutare a ridurre il problema: preferire pasti bilanciati (associando carboidrati, proteine e grassi), evitare porzioni troppo abbondanti, limitare gli zuccheri semplici, mangiare lentamente e, se possibile, fare una breve passeggiata dopo il pasto.
Gli integratori, in assenza di specifiche carenze, generalmente non sono necessari.
Cordiali saluti.
la sonnolenza che riferisce dopo i pasti, è un fenomeno piuttosto comune e nella maggior parte dei casi fisiologico. Dopo aver mangiato, infatti, l’organismo attiva i processi digestivi, con un aumento della glicemia e della secrezione di insulina, oltre a modificazioni nella distribuzione del flusso sanguigno e nella produzione di alcuni neurotrasmettitori che favoriscono il rilassamento.
Il fatto che questo disturbo si presenti soprattutto dopo pasti ricchi di carboidrati è coerente: questi alimenti determinano variazioni più rapide della glicemia, che possono essere seguite da un senso di stanchezza o calo di energia.
La variabilità dei sintomi (non accade sempre) dipende da diversi fattori, tra cui la composizione del pasto, la quantità di cibo, la velocità con cui si mangia, il livello di stress e la qualità del sonno.
Nella maggior parte dei casi non si tratta di un problema patologico né di un’intolleranza alimentare. Tuttavia, se il disturbo è particolarmente intenso o frequente, può essere utile confrontarsi con il proprio medico per valutare eventuali accertamenti, come la glicemia a digiuno o una curva glicemica, al fine di escludere alterazioni del metabolismo glucidico.
Dal punto di vista pratico, alcuni accorgimenti possono aiutare a ridurre il problema: preferire pasti bilanciati (associando carboidrati, proteine e grassi), evitare porzioni troppo abbondanti, limitare gli zuccheri semplici, mangiare lentamente e, se possibile, fare una breve passeggiata dopo il pasto.
Gli integratori, in assenza di specifiche carenze, generalmente non sono necessari.
Cordiali saluti.
Salve, da quanto descritto, le consiglio di non arrivare mai al pranzo senza prima non aver fatto un piccolo spuntino, soprattutto se tra la colazione e il pranzo passa tanto tempo. Le calorie da consumare dovrebbero essere suddivise almeno in 5 pasti in una giornata (Colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena) per mantenere i livelli di glicemia controllati. Questo le permetterà di evitare picchi di glicemia elevati che poi le generano sintomi come da lei descritti. Saluti
Buongiorno,
quello che descrive assomiglia molto alla sonnolenza post-prandiale, il classico “abbiocco” dopo i pasti, che può comparire da circa 30 minuti fino a 4 ore dopo aver mangiato ed essere più marcato dopo pasti più abbondanti o più ricchi di energia.
Non dipende sempre e solo da un “picco glicemico”, perché possono contribuire anche i segnali dell’intestino, le variazioni di glucosio e aminoacidi, i meccanismi cerebrali che regolano la vigilanza e anche il normale calo di attenzione delle prime ore del pomeriggio.
Se nota che succede soprattutto con i carboidrati, il primo passo pratico è provare pasti più piccoli e più bilanciati, con una quota maggiore di proteine, fibre e carboidrati a più basso indice glicemico, evitando zuccheri semplici e carboidrati raffinati soprattutto a stomaco vuoto.
Può essere utile anche distribuire meglio i pasti nella giornata, non eccedere con il pranzo, fare attività fisica regolare e fare una camminata di 10-30 minuti dopo mangiato. Anche l’alcol, se presente, può peggiorare il problema.
Se però questo calo è frequente, molto intenso o invalidante, qualche controllo lo farei, soprattutto se insieme compaiono tremori, sudorazione, confusione, giramenti di testa, svenimenti, sete aumentata, bisogno di urinare spesso, vista offuscata, russamento importante o pause respiratorie nel sonno.
In questi casi ha senso parlarne con il medico per valutare se ci siano alterazioni della glicemia, una possibile ipoglicemia reattiva o altri fattori come qualità del sonno e assetto metabolico; tra gli esami, anche emoglobina glicata e talvolta curva da carico orale di glucosio.
Sugli integratori, personalmente non partirei da lì: quando il problema è davvero post-prandiale, di solito la strategia più utile è prima correggere composizione del pasto, quantità e distribuzione nella giornata.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
quello che descrive assomiglia molto alla sonnolenza post-prandiale, il classico “abbiocco” dopo i pasti, che può comparire da circa 30 minuti fino a 4 ore dopo aver mangiato ed essere più marcato dopo pasti più abbondanti o più ricchi di energia.
Non dipende sempre e solo da un “picco glicemico”, perché possono contribuire anche i segnali dell’intestino, le variazioni di glucosio e aminoacidi, i meccanismi cerebrali che regolano la vigilanza e anche il normale calo di attenzione delle prime ore del pomeriggio.
Se nota che succede soprattutto con i carboidrati, il primo passo pratico è provare pasti più piccoli e più bilanciati, con una quota maggiore di proteine, fibre e carboidrati a più basso indice glicemico, evitando zuccheri semplici e carboidrati raffinati soprattutto a stomaco vuoto.
Può essere utile anche distribuire meglio i pasti nella giornata, non eccedere con il pranzo, fare attività fisica regolare e fare una camminata di 10-30 minuti dopo mangiato. Anche l’alcol, se presente, può peggiorare il problema.
Se però questo calo è frequente, molto intenso o invalidante, qualche controllo lo farei, soprattutto se insieme compaiono tremori, sudorazione, confusione, giramenti di testa, svenimenti, sete aumentata, bisogno di urinare spesso, vista offuscata, russamento importante o pause respiratorie nel sonno.
In questi casi ha senso parlarne con il medico per valutare se ci siano alterazioni della glicemia, una possibile ipoglicemia reattiva o altri fattori come qualità del sonno e assetto metabolico; tra gli esami, anche emoglobina glicata e talvolta curva da carico orale di glucosio.
Sugli integratori, personalmente non partirei da lì: quando il problema è davvero post-prandiale, di solito la strategia più utile è prima correggere composizione del pasto, quantità e distribuzione nella giornata.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Salve, quella che descrive spesso è una sonnolenza post-prandiale più che un vero “picco glicemico”: tende a comparire più facilmente dopo pasti abbondanti o molto ricchi di carboidrati, ma possono influire anche sonno, stress e composizione generale del pasto.
Di solito non fa pensare subito a un’intolleranza alimentare. Può aiutare fare pasti più bilanciati e non troppo abbondanti, mangiare lentamente e magari fare una breve camminata dopo. Se però succede spesso o in modo molto intenso, è utile parlarne con il medico per valutare se servano controlli, ad esempio sulla glicemia.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Di solito non fa pensare subito a un’intolleranza alimentare. Può aiutare fare pasti più bilanciati e non troppo abbondanti, mangiare lentamente e magari fare una breve camminata dopo. Se però succede spesso o in modo molto intenso, è utile parlarne con il medico per valutare se servano controlli, ad esempio sulla glicemia.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve,
quello che descrive è abbastanza comune ed è spesso legato a un rapido aumento della glicemia seguito da un calo, soprattutto dopo pasti ricchi di carboidrati semplici.
Per ridurre il fenomeno può provare a:
Bilanciare i pasti (aggiungendo proteine, fibre e grassi buoni ai carboidrati)
Preferire carboidrati complessi ed evitare zuccheri semplici
Mangiare porzioni moderate e più lentamente
Fare una breve camminata dopo i pasti
resto a disposizione
dott.ssa antelmi antonella
quello che descrive è abbastanza comune ed è spesso legato a un rapido aumento della glicemia seguito da un calo, soprattutto dopo pasti ricchi di carboidrati semplici.
Per ridurre il fenomeno può provare a:
Bilanciare i pasti (aggiungendo proteine, fibre e grassi buoni ai carboidrati)
Preferire carboidrati complessi ed evitare zuccheri semplici
Mangiare porzioni moderate e più lentamente
Fare una breve camminata dopo i pasti
resto a disposizione
dott.ssa antelmi antonella
Salve!
La sonnolenza dopo i pasti è abbastanza comune, ma può avere diverse cause. Spesso è legata al tipo di alimentazione, soprattutto quando i pasti sono ricchi di carboidrati semplici, oppure alla quantità di cibo assunta, ma entrano in gioco anche fattori individuali metabolici. Per capire davvero da cosa dipenda nel suo caso è necessario conoscere in modo più approfondito lo stile di vita, la frequenza e la tipologia dei pasti, oltre ad avere eventualmente qualche dato da esami ematochimici. Senza queste informazioni è difficile, se non quasi impossibile, individuare una causa precisa e quindi proporre un trattamento adeguato o consigliare integratori. Per questo motivo il consiglio è di inquadrare meglio la situazione prima di intervenire. Per maggiori informazioni resto a disposizione per un’eventuale consulenza.
La sonnolenza dopo i pasti è abbastanza comune, ma può avere diverse cause. Spesso è legata al tipo di alimentazione, soprattutto quando i pasti sono ricchi di carboidrati semplici, oppure alla quantità di cibo assunta, ma entrano in gioco anche fattori individuali metabolici. Per capire davvero da cosa dipenda nel suo caso è necessario conoscere in modo più approfondito lo stile di vita, la frequenza e la tipologia dei pasti, oltre ad avere eventualmente qualche dato da esami ematochimici. Senza queste informazioni è difficile, se non quasi impossibile, individuare una causa precisa e quindi proporre un trattamento adeguato o consigliare integratori. Per questo motivo il consiglio è di inquadrare meglio la situazione prima di intervenire. Per maggiori informazioni resto a disposizione per un’eventuale consulenza.
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