Salve dottori, vorrei un consiglio e parere, sono una ragazza di 25 anni, mi sono lasciata con il mi
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Salve dottori, vorrei un consiglio e parere, sono una ragazza di 25 anni, mi sono lasciata con il mio fidanzato da qualche mese, lui 20 anni piu grande, ma al momento comunque ci vediamo ancora ogni tanto, succede che qualche volta ci baciamo e facciamo cose, però il problema è che allo stesso tempo mi dovrò vedere con un amico, con cui mi frequentavo prima del mio ex fidanzato, a distanza, diciamo che io lui lo vedo in amicizia però allo stesso tempo ho paura che ci possa provare anche con baci, perché sarei frenata, mi potrei sentire in colpa verso il mio ex fidanzato..non so perché, forse perché è come se lui anche se gli ripeto che non stiamo insieme, è come se lui comunque si aspettasse che torniamo o stiamo insieme..quindi per questo potrei sentirmi in colpa..non so che fare, so che comunque dovrei vivermela per questi giorni che viene, parlare, fargli vedere la città, però allo stesso tempo ho questo freno, questo senso di colpa, come se poi lui lo venisse a sapere e magari da li vorrà chiudere tutto definitivamente ecco..diciamo che comunque con lui mancava molto il dialogare, mi faceva spesso pesare che magari io volessi avere un confronto, anche su piccole cose, poi altre cose su cui non riuscivamo ad andare d'accordo..però appunto avrei comunque paura forse di questo, che lui venendo a sapere il tutto poi vorrà magari non sentirmi più ne vedermi, o magari conoscerà altre..non so che fare, come pensare e come togliere tutti questi pensieri..
Buongiorno,
ll senso di colpa che descrive può essere legato a dinamiche emotive ancora aperte nella relazione con il suo ex partner.
Potrebbe essere utile esplorare più a fondo questi vissuti e ciò che rappresentano per lei.
Per una comprensione più approfondita, può valutare un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
ll senso di colpa che descrive può essere legato a dinamiche emotive ancora aperte nella relazione con il suo ex partner.
Potrebbe essere utile esplorare più a fondo questi vissuti e ciò che rappresentano per lei.
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Buongiorno,
quello che sta vivendo è molto più comprensibile di quanto possa sembrare a Lei in questo momento. Non è “confusione senza senso”, ma il risultato di un legame che, anche se formalmente chiuso, emotivamente non è ancora del tutto risolto.
Il punto centrale non è tanto l’amico che sta per vedere, ma il fatto che con il Suo ex esiste ancora una sorta di “relazione sospesa”: vi vedete, c’è intimità, e questo mantiene vivo un legame che rende difficile sentirsi davvero libera. È proprio questa ambiguità che alimenta il senso di colpa che descrive. Non perché Lei stia facendo qualcosa di sbagliato, ma perché dentro di sé non ha ancora definito fino in fondo che posto occupa oggi quell’uomo nella Sua vita.
Il senso di colpa che prova, infatti, non nasce da un tradimento reale, ma da una percezione interna di “dover rendere conto” a qualcuno che, razionalmente, non è più il Suo partner. Questo succede spesso quando una relazione finisce senza una chiusura emotiva chiara: si resta legati non tanto alla persona, ma al ruolo che aveva.
Allo stesso tempo, è importante che Lei si fermi un attimo e si faccia una domanda molto onesta: sta continuando a vedere il Suo ex perché lo desidera davvero, o perché teme di perderlo definitivamente? Perché queste sono due motivazioni molto diverse, e portano a scelte completamente diverse.
Il rischio, andando avanti così, è di rimanere bloccata in una terra di mezzo: non più dentro la relazione, ma nemmeno davvero libera di vivere nuove esperienze senza ansia o sensi di colpa. Ed è esattamente questo blocco che oggi La fa stare male e Le riempie la testa di pensieri.
Non deve forzarsi a fare o non fare qualcosa con l’amico. Prima ancora, ha bisogno di fare chiarezza dentro di sé, di rimettere ordine tra emozioni, bisogni e paure. Questo è il passaggio fondamentale per tornare a sentirsi libera e serena nelle Sue scelte, senza vivere tutto con questo peso addosso.
Fare due chiacchiere mirate La aiuterebbero proprio in questo: chiudere davvero ciò che è rimasto aperto, comprendere il Suo attaccamento e ritrovare una posizione emotiva più stabile, da cui poter scegliere senza sentirsi in colpa o in dovere verso qualcuno.
Se vuole, possiamo lavorare insieme su questo momento così delicato e aiutarLa a ritrovare chiarezza e leggerezza: è il passo più importante per uscire da questa confusione e tornare a stare bene davvero.
quello che sta vivendo è molto più comprensibile di quanto possa sembrare a Lei in questo momento. Non è “confusione senza senso”, ma il risultato di un legame che, anche se formalmente chiuso, emotivamente non è ancora del tutto risolto.
Il punto centrale non è tanto l’amico che sta per vedere, ma il fatto che con il Suo ex esiste ancora una sorta di “relazione sospesa”: vi vedete, c’è intimità, e questo mantiene vivo un legame che rende difficile sentirsi davvero libera. È proprio questa ambiguità che alimenta il senso di colpa che descrive. Non perché Lei stia facendo qualcosa di sbagliato, ma perché dentro di sé non ha ancora definito fino in fondo che posto occupa oggi quell’uomo nella Sua vita.
Il senso di colpa che prova, infatti, non nasce da un tradimento reale, ma da una percezione interna di “dover rendere conto” a qualcuno che, razionalmente, non è più il Suo partner. Questo succede spesso quando una relazione finisce senza una chiusura emotiva chiara: si resta legati non tanto alla persona, ma al ruolo che aveva.
Allo stesso tempo, è importante che Lei si fermi un attimo e si faccia una domanda molto onesta: sta continuando a vedere il Suo ex perché lo desidera davvero, o perché teme di perderlo definitivamente? Perché queste sono due motivazioni molto diverse, e portano a scelte completamente diverse.
Il rischio, andando avanti così, è di rimanere bloccata in una terra di mezzo: non più dentro la relazione, ma nemmeno davvero libera di vivere nuove esperienze senza ansia o sensi di colpa. Ed è esattamente questo blocco che oggi La fa stare male e Le riempie la testa di pensieri.
Non deve forzarsi a fare o non fare qualcosa con l’amico. Prima ancora, ha bisogno di fare chiarezza dentro di sé, di rimettere ordine tra emozioni, bisogni e paure. Questo è il passaggio fondamentale per tornare a sentirsi libera e serena nelle Sue scelte, senza vivere tutto con questo peso addosso.
Fare due chiacchiere mirate La aiuterebbero proprio in questo: chiudere davvero ciò che è rimasto aperto, comprendere il Suo attaccamento e ritrovare una posizione emotiva più stabile, da cui poter scegliere senza sentirsi in colpa o in dovere verso qualcuno.
Se vuole, possiamo lavorare insieme su questo momento così delicato e aiutarLa a ritrovare chiarezza e leggerezza: è il passo più importante per uscire da questa confusione e tornare a stare bene davvero.
buongiorno, prima di tutto mi spiace molto per il momento che sta attraversando. Penso che all'interno di qualsiasi relazione, amicale e di coppia, sia fondamentale sentirsi liberi e a proprio agio nell'esprimersi e nel parlare liberamente. Avere il piacere di passare del tempo di qualità con il suo amico è una buona cosa e sarà lei a decidere la distanza relazionale da mantenere con quest'uomo basandosi sulle proprie sensazioni e desideri. Forse ha bisogno di fermarsi ed ascoltarsi per comprendere meglio il da farsi con il suo ex fidanzato. Sarebbe importante in questo momento per lei intraprendere un percorso di psicoterapia, proprio per essere sostenuta in un momento di separazione e di costruzione di un senso di sè che la aiuti a decidere al meglio per la propria vita. Le auguro un buon percorso
La situazione sembra poco definita: da un lato la relazione è finita, dall’altro continuate a vedervi e ad avere momenti di intimità. Questo può mantenere vivo il legame e rendere difficile sentirti libera rispetto ad altre persone. Il timore che lui possa allontanarsi definitivamente se scopre altro indica che, in qualche modo, il legame ha ancora un valore importante. Più che chiederti cosa potrebbe pensare lui, potrebbe esserti utile chiederti cosa desideri tu in questo momento, che tipo di rapporto vuoi mantenere. Il senso di colpa spesso segnala un conflitto interno, non necessariamente un errore.
Gentile Utente
ti ringrazio per aver condiviso questi pensieri così sinceri. È normale sentirsi confusi quando ci si trova "nel mezzo": da un lato una relazione finita ma non del tutto interrotta, dall'altro il desiderio di rimettersi in gioco che però si scontra con il timore di ferire o perdere definitivamente l'altro.
Quello che descrivi come "senso di colpa" verso il tuo ex sembra essere legato alla responsabilità che senti per i suoi sentimenti. Tuttavia, è importante ricordare che se una relazione è ufficialmente conclusa, la gestione della propria vita affettiva appartiene a ciascuno di voi singolarmente.
Ecco alcuni spunti pratici per affrontare i prossimi giorni con l'amico che verrà a trovarti:
Definisci i tuoi confini interni: Prima che questo amico arrivi, prova a chiederti: "Cosa voglio io davvero da questi giorni?". Se la risposta è solo amicizia, il tuo "freno" non è solo colpa verso l'ex, ma un tuo legittimo confine. Se invece provi attrazione ma ti blocchi per paura della reazione del tuo ex, allora il freno è esterno a te.
La verità della "non-relazione": Hai accennato alla mancanza di dialogo con il tuo ex. Il fatto che lui ti facesse pesare i confronti è un segnale importante. Chiediti se il timore che lui "chiuda tutto" non sia legato al desiderio di mantenere un controllo o un'idealizzazione di un rapporto che, nella pratica, non ti soddisfaceva pienamente.
Vivi il presente (un passo alla volta): Non devi decidere oggi cosa succederà con il tuo ex o con questo amico a lungo termine. Per questi giorni, prova a focalizzarti sull'accoglienza del tuo ospite e sulla scoperta della città. Se accadrà un bacio, non sarà un tradimento, perché non c’è un patto di esclusività attivo.
Accetta il rischio: La paura che lui "conosca altre" o "chiuda i ponti" è reale, ma fa parte del processo di separazione. Restare "fermi" per evitare che lui se ne vada significa non permettere a te stessa di andare avanti.
Se i tuoi stati d'animo dovessero perdurare sarà meglio approfondire perché senti di dover ancora "proteggere" i sentimenti di una persona che non riesce a darti lo spazio di dialogo che cerchi, con l'aiuto professionale di uno\a Psicologo\a
Un caro saluto
Dr Claudio Puliatti, Psicologo.
ti ringrazio per aver condiviso questi pensieri così sinceri. È normale sentirsi confusi quando ci si trova "nel mezzo": da un lato una relazione finita ma non del tutto interrotta, dall'altro il desiderio di rimettersi in gioco che però si scontra con il timore di ferire o perdere definitivamente l'altro.
Quello che descrivi come "senso di colpa" verso il tuo ex sembra essere legato alla responsabilità che senti per i suoi sentimenti. Tuttavia, è importante ricordare che se una relazione è ufficialmente conclusa, la gestione della propria vita affettiva appartiene a ciascuno di voi singolarmente.
Ecco alcuni spunti pratici per affrontare i prossimi giorni con l'amico che verrà a trovarti:
Definisci i tuoi confini interni: Prima che questo amico arrivi, prova a chiederti: "Cosa voglio io davvero da questi giorni?". Se la risposta è solo amicizia, il tuo "freno" non è solo colpa verso l'ex, ma un tuo legittimo confine. Se invece provi attrazione ma ti blocchi per paura della reazione del tuo ex, allora il freno è esterno a te.
La verità della "non-relazione": Hai accennato alla mancanza di dialogo con il tuo ex. Il fatto che lui ti facesse pesare i confronti è un segnale importante. Chiediti se il timore che lui "chiuda tutto" non sia legato al desiderio di mantenere un controllo o un'idealizzazione di un rapporto che, nella pratica, non ti soddisfaceva pienamente.
Vivi il presente (un passo alla volta): Non devi decidere oggi cosa succederà con il tuo ex o con questo amico a lungo termine. Per questi giorni, prova a focalizzarti sull'accoglienza del tuo ospite e sulla scoperta della città. Se accadrà un bacio, non sarà un tradimento, perché non c’è un patto di esclusività attivo.
Accetta il rischio: La paura che lui "conosca altre" o "chiuda i ponti" è reale, ma fa parte del processo di separazione. Restare "fermi" per evitare che lui se ne vada significa non permettere a te stessa di andare avanti.
Se i tuoi stati d'animo dovessero perdurare sarà meglio approfondire perché senti di dover ancora "proteggere" i sentimenti di una persona che non riesce a darti lo spazio di dialogo che cerchi, con l'aiuto professionale di uno\a Psicologo\a
Un caro saluto
Dr Claudio Puliatti, Psicologo.
Salve, quello che descrive è comprensibile: si trova in una fase di passaggio, in cui la relazione con il suo ex partner non è del tutto chiusa emotivamente e questo può generare ambivalenza e senso di colpa.
Il legame tra voi sembra ancora attivo, anche se formalmente siete separati. Continuare a vedervi e avere un'intimità può mantenere aspettative implicite (sue e forse anche del suo ex), rendendo difficile sentirsi libera nelle altre relazioni.
Il senso di colpa che prova potrebbe non riguardare tanto ciò che è “giusto o sbagliato”, ma il timore di perdere definitivamente quel legame o di deludere un’aspettativa non chiarita.
Può esserle utile chiedersi con sincerità: cosa desidera davvero per sé in questo momento? Sente questa relazione come chiusa oppure ancora “in sospeso”?
Più che cercare di “togliere” i pensieri, può provare ad ascoltarli come segnali di un bisogno di chiarezza. Spesso, mettere dei confini più definiti (prima di tutto dentro di sé, e poi eventualmente nella relazione con il suo ex) aiuta a ridurre proprio quel senso di blocco che descrive.
Nel frattempo, può concedersi di vivere l’incontro con il suo amico restando in ascolto di come si sente, senza forzarsi né in un senso né nell’altro. La libertà emotiva arriva quando le scelte sono coerenti con ciò che sente, non con ciò che teme.
Se vuole, possiamo approfondire insieme cosa la tiene ancora legata a questa relazione. In caso, mi contatti privatamente.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Il legame tra voi sembra ancora attivo, anche se formalmente siete separati. Continuare a vedervi e avere un'intimità può mantenere aspettative implicite (sue e forse anche del suo ex), rendendo difficile sentirsi libera nelle altre relazioni.
Il senso di colpa che prova potrebbe non riguardare tanto ciò che è “giusto o sbagliato”, ma il timore di perdere definitivamente quel legame o di deludere un’aspettativa non chiarita.
Può esserle utile chiedersi con sincerità: cosa desidera davvero per sé in questo momento? Sente questa relazione come chiusa oppure ancora “in sospeso”?
Più che cercare di “togliere” i pensieri, può provare ad ascoltarli come segnali di un bisogno di chiarezza. Spesso, mettere dei confini più definiti (prima di tutto dentro di sé, e poi eventualmente nella relazione con il suo ex) aiuta a ridurre proprio quel senso di blocco che descrive.
Nel frattempo, può concedersi di vivere l’incontro con il suo amico restando in ascolto di come si sente, senza forzarsi né in un senso né nell’altro. La libertà emotiva arriva quando le scelte sono coerenti con ciò che sente, non con ciò che teme.
Se vuole, possiamo approfondire insieme cosa la tiene ancora legata a questa relazione. In caso, mi contatti privatamente.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buongiorno,
immagino non sia facile fare pace con questi pensieri. E sembra che il problema origini da una confusione rispetto a ciò che si vuole, e ciò che non si vuole. Probabilmente se ciò fosse chiaro, anche il resto verrebbe da sé. Ci sono tanti spunti che si possono affrontare che emergono dal tuo messaggio, ad esempio il senso di colpa, il timore di perdere l’altro, che non vuoi perdere anche se si tratta di una relazione “a metà”. Ti suggerisco di iniziare un percorso di terapia in modo da iniziare ad avere più chiarezza rispetto a chi sei, chi vuoi essere, e chi avere al tuo fianco.
immagino non sia facile fare pace con questi pensieri. E sembra che il problema origini da una confusione rispetto a ciò che si vuole, e ciò che non si vuole. Probabilmente se ciò fosse chiaro, anche il resto verrebbe da sé. Ci sono tanti spunti che si possono affrontare che emergono dal tuo messaggio, ad esempio il senso di colpa, il timore di perdere l’altro, che non vuoi perdere anche se si tratta di una relazione “a metà”. Ti suggerisco di iniziare un percorso di terapia in modo da iniziare ad avere più chiarezza rispetto a chi sei, chi vuoi essere, e chi avere al tuo fianco.
Ciao,
da quello che scrivi sembra una situazione complessa, non solo perché coinvolge più persone, ma anche perché i legami che ci sono in questo momento non sono del tutto chiari.
E, comunque, la fine di una relazione è sempre un momento di transizione delicato.
È comprensibile che tu ti senta così: da una parte la relazione è finita, ma si porta dietro degli strascichi; dall’altra è come se tu avessi diverse possibilità di movimento, ma facessi fatica a muoverti in una direzione.
Mi ha colpito anche quanto spazio occupi il pensiero verso gli altri rispetto a quello verso te stessa. Ti preoccupi di cosa potrebbe pensare o di come potrebbe reagire il tuo ex, o di cosa potrebbe aspettarsi il tuo amico.
Sicuramente l’attenzione verso il prossimo è una risorsa importante, ma ho avuto l’impressione (e lo dico con cautela e rispetto) che tu ti stia mettendo un po’ in secondo piano: come se fossi molto attenta agli altri e un po’ meno a quello che sta succedendo dentro di te.
Forse, prima ancora di capire cosa fare nei prossimi giorni, potrebbe esserti utile fermarti un momento e tornare a te, iniziando a chiederti, ad esempio:
- come stai davvero e perché
- cosa vi ha portato a chiudere quella relazione
- come la vivi oggi
- cosa senti di volere davvero
Provare a “togliere” il senso di colpa spesso non funziona: non è qualcosa che si decide di fare o che si elimina così, con uno schiocco di dita.
Può essere più utile fermarsi a capire da dove nasce e cosa sta cercando di dirti.
Il mio invito è quello di darti questo spazio, prenderti davvero un momento per te, e da lì muoverti con più tranquillità.
da quello che scrivi sembra una situazione complessa, non solo perché coinvolge più persone, ma anche perché i legami che ci sono in questo momento non sono del tutto chiari.
E, comunque, la fine di una relazione è sempre un momento di transizione delicato.
È comprensibile che tu ti senta così: da una parte la relazione è finita, ma si porta dietro degli strascichi; dall’altra è come se tu avessi diverse possibilità di movimento, ma facessi fatica a muoverti in una direzione.
Mi ha colpito anche quanto spazio occupi il pensiero verso gli altri rispetto a quello verso te stessa. Ti preoccupi di cosa potrebbe pensare o di come potrebbe reagire il tuo ex, o di cosa potrebbe aspettarsi il tuo amico.
Sicuramente l’attenzione verso il prossimo è una risorsa importante, ma ho avuto l’impressione (e lo dico con cautela e rispetto) che tu ti stia mettendo un po’ in secondo piano: come se fossi molto attenta agli altri e un po’ meno a quello che sta succedendo dentro di te.
Forse, prima ancora di capire cosa fare nei prossimi giorni, potrebbe esserti utile fermarti un momento e tornare a te, iniziando a chiederti, ad esempio:
- come stai davvero e perché
- cosa vi ha portato a chiudere quella relazione
- come la vivi oggi
- cosa senti di volere davvero
Provare a “togliere” il senso di colpa spesso non funziona: non è qualcosa che si decide di fare o che si elimina così, con uno schiocco di dita.
Può essere più utile fermarsi a capire da dove nasce e cosa sta cercando di dirti.
Il mio invito è quello di darti questo spazio, prenderti davvero un momento per te, e da lì muoverti con più tranquillità.
Gentile utente, sarebbe utile per il suo benessere fare chiarezza sul significato di "ex fidanzato ", " relazione finita" e " amicizia ". Se lei potesse descrivere a sé stessa cosa mettere dentro queste tre "parole" poi sarebbe più semplice dimostrarlo anche alle altre persone coinvolte e, così, non dovrebbe temere alcun fraintendimento. Se invece vale tutto e il contrario di tutto saltano i confini e si crea una grande confusione. Disponibile ad aiutarla . Cordiali saluti. Dott.ssa Selina Moretti
Salve, mi dispiace per la situazione complessa che si trova a vivere.
Sembra che il legame affettivo con il suo ex fidanzato sia ancora molto presente e radicato nella sua vita, al punto da rendere difficile ascoltare e seguire i suoi bisogni. Da una parte desidera vivere con maggiore libertà e aprirsi ad altre conoscenze, dall’altra rimane ancorata al passato, forse per il timore della perdita.
Sarebbe importante che potesse fermarsi a chiedersi cosa desidera davvero, quali siano i suoi bisogni più autentici. Sembra che si senta molto vincolata al dover rispondere alle aspettative del suo ex, questo la limita facendola vivere con l'inevitabile senso di colpa e impedendole di vivere con serenità e libertà questa fase della sua vita.
Le auguro di risolvere al meglio, un caro saluto
Dott.ssa Selene Quercioli
Psicologa clinica - Psicoterapeuta
Sembra che il legame affettivo con il suo ex fidanzato sia ancora molto presente e radicato nella sua vita, al punto da rendere difficile ascoltare e seguire i suoi bisogni. Da una parte desidera vivere con maggiore libertà e aprirsi ad altre conoscenze, dall’altra rimane ancorata al passato, forse per il timore della perdita.
Sarebbe importante che potesse fermarsi a chiedersi cosa desidera davvero, quali siano i suoi bisogni più autentici. Sembra che si senta molto vincolata al dover rispondere alle aspettative del suo ex, questo la limita facendola vivere con l'inevitabile senso di colpa e impedendole di vivere con serenità e libertà questa fase della sua vita.
Le auguro di risolvere al meglio, un caro saluto
Dott.ssa Selene Quercioli
Psicologa clinica - Psicoterapeuta
Buongiorno,
da ciò che descrive sembra che si trovi in una fase “di mezzo”, in cui il legame con il suo ex non è del tutto chiuso, e questo genera confusione e senso di colpa.
Dal punto di vista dell’Analisi Transazionale, potrebbe essere attivo un conflitto tra il suo Genitore interno (che le dice cosa “dovrebbe” fare, legato a lealtà e senso di colpa) e il suo Bambino (che invece desidera libertà, esplorazione e nuove esperienze). L’obiettivo sarebbe attivare maggiormente lo Stato dell’Io Adulto, che valuta la realtà: al momento non siete una coppia, quindi ha diritto di fare esperienze senza sentirsi in colpa.
Secondo il metodo Gottman, le relazioni sane si basano su chiarezza e accordi condivisi. In questo caso, gli accordi con il suo ex non sembrano espliciti: continuate a vedervi, ma senza una definizione chiara. Questo mantiene il legame ambiguo e alimenta le sue paure.
Il punto centrale quindi non è tanto “cosa fare” con l’amico, ma chiarire dentro di sé (e possibilmente anche con il suo ex):
che tipo di relazione desidera davvero in questo momento?
Il senso di colpa spesso nasce proprio quando restiamo in situazioni non definite. Chiarezza e coerenza, invece, aiutano a ridurre questi pensieri.
Saluti,
Dott.ssa Donatella Valsi
da ciò che descrive sembra che si trovi in una fase “di mezzo”, in cui il legame con il suo ex non è del tutto chiuso, e questo genera confusione e senso di colpa.
Dal punto di vista dell’Analisi Transazionale, potrebbe essere attivo un conflitto tra il suo Genitore interno (che le dice cosa “dovrebbe” fare, legato a lealtà e senso di colpa) e il suo Bambino (che invece desidera libertà, esplorazione e nuove esperienze). L’obiettivo sarebbe attivare maggiormente lo Stato dell’Io Adulto, che valuta la realtà: al momento non siete una coppia, quindi ha diritto di fare esperienze senza sentirsi in colpa.
Secondo il metodo Gottman, le relazioni sane si basano su chiarezza e accordi condivisi. In questo caso, gli accordi con il suo ex non sembrano espliciti: continuate a vedervi, ma senza una definizione chiara. Questo mantiene il legame ambiguo e alimenta le sue paure.
Il punto centrale quindi non è tanto “cosa fare” con l’amico, ma chiarire dentro di sé (e possibilmente anche con il suo ex):
che tipo di relazione desidera davvero in questo momento?
Il senso di colpa spesso nasce proprio quando restiamo in situazioni non definite. Chiarezza e coerenza, invece, aiutano a ridurre questi pensieri.
Saluti,
Dott.ssa Donatella Valsi
Ciao! La tua situazione è molto comune, ma non per questo meno faticosa. Quello che descrivi non è solo un 'senso di colpa', ma il riflesso di un legame con il tuo ex che, nonostante la rottura, sembra ancora dettare le regole della tua libertà.
È come se tu fossi rimasta 'posizionata' come sua compagna nella tua testa, anche se nei fatti vi siete lasciati. Il punto non è tanto quello che potrebbe fare lui (chiudere i rapporti, vedere altre), ma il fatto che senti ancora di dovergli 'rendere conto' della tua vita. Questo accade spesso quando in una relazione è mancato il dialogo e il confronto: si finisce per aver paura delle reazioni dell'altro invece di sentirsi sicuri dei propri desideri.
Il mio consiglio è di provare a spostare il focus: invece di chiederti 'cosa succederà se lui lo scopre?', prova a chiederti 'chi voglio essere io in questi giorni con il mio amico?'. La tua ansia ti sta dicendo che il rapporto con il tuo ex è ancora troppo ingombrante e non ti permette di muoverti liberamente nel mondo. Non devi 'togliere i pensieri' con la forza, ma iniziare a darti il permesso di vivere esperienze che non passino dal filtro del tuo ex. Goditi la città e la compagnia, e ricorda che la tua fedeltà oggi appartiene a te stessa, non a un legame che hai già deciso di chiudere.
È come se tu fossi rimasta 'posizionata' come sua compagna nella tua testa, anche se nei fatti vi siete lasciati. Il punto non è tanto quello che potrebbe fare lui (chiudere i rapporti, vedere altre), ma il fatto che senti ancora di dovergli 'rendere conto' della tua vita. Questo accade spesso quando in una relazione è mancato il dialogo e il confronto: si finisce per aver paura delle reazioni dell'altro invece di sentirsi sicuri dei propri desideri.
Il mio consiglio è di provare a spostare il focus: invece di chiederti 'cosa succederà se lui lo scopre?', prova a chiederti 'chi voglio essere io in questi giorni con il mio amico?'. La tua ansia ti sta dicendo che il rapporto con il tuo ex è ancora troppo ingombrante e non ti permette di muoverti liberamente nel mondo. Non devi 'togliere i pensieri' con la forza, ma iniziare a darti il permesso di vivere esperienze che non passino dal filtro del tuo ex. Goditi la città e la compagnia, e ricorda che la tua fedeltà oggi appartiene a te stessa, non a un legame che hai già deciso di chiudere.
Buongiorno,
più che capire cosa fare con l’amico, forse è utile fermarsi su questo punto: che posto occupa oggi il suo ex?
Le lascio alcune domande dirette:
- oggi si sente ancora in una relazione con lui, anche se dite di no?
- se lui non esistesse più nella sua quotidianità, si sentirebbe comunque in colpa?
-questo senso di colpa nasce da un suo valore o dal timore di perderlo definitivamente?
-cosa sta mantenendo vivo questo legame: il rapporto attuale o la paura di chiuderlo davvero?
Il fatto che continuiate a vedervi e ad avere momenti intimi crea una zona ambigua, in cui è difficile sentirsi liberi e coerenti.
Non è tanto una questione di “cosa è giusto fare”, ma di chiarezza interna:
se per lei la relazione è finita, può comportarsi da persona libera. Se non lo è, è lì che nasce il conflitto.
Partire da questo le permetterà di ridurre il senso di colpa e muoversi con più serenità, senza dover controllare ogni possibile scenario.
Dott.ssa Monaco Melania
più che capire cosa fare con l’amico, forse è utile fermarsi su questo punto: che posto occupa oggi il suo ex?
Le lascio alcune domande dirette:
- oggi si sente ancora in una relazione con lui, anche se dite di no?
- se lui non esistesse più nella sua quotidianità, si sentirebbe comunque in colpa?
-questo senso di colpa nasce da un suo valore o dal timore di perderlo definitivamente?
-cosa sta mantenendo vivo questo legame: il rapporto attuale o la paura di chiuderlo davvero?
Il fatto che continuiate a vedervi e ad avere momenti intimi crea una zona ambigua, in cui è difficile sentirsi liberi e coerenti.
Non è tanto una questione di “cosa è giusto fare”, ma di chiarezza interna:
se per lei la relazione è finita, può comportarsi da persona libera. Se non lo è, è lì che nasce il conflitto.
Partire da questo le permetterà di ridurre il senso di colpa e muoversi con più serenità, senza dover controllare ogni possibile scenario.
Dott.ssa Monaco Melania
Buongiorno,
da quello che scrive, emerge una spiccata capacità di anticipazione delle diverse conseguenze che possano avere le sue scelte nelle relazioni affettive di cui si circonda in questo particolare momento di vita; allo stesso tempo emergono chiaramente i diversi timori e i dubbi che si pone in merito a come gestirle.
Potrebbe essere una buona occasione per approfondire questi aspetti di Sé?
Resto a disposizione,
dott.ssa Anna Filippini
da quello che scrive, emerge una spiccata capacità di anticipazione delle diverse conseguenze che possano avere le sue scelte nelle relazioni affettive di cui si circonda in questo particolare momento di vita; allo stesso tempo emergono chiaramente i diversi timori e i dubbi che si pone in merito a come gestirle.
Potrebbe essere una buona occasione per approfondire questi aspetti di Sé?
Resto a disposizione,
dott.ssa Anna Filippini
Buonasera, quello che descrive è una situazione emotivamente molto comprensibile, anche se per lei in questo momento appare confusa e faticosa. Si trova in una fase di passaggio, in cui una relazione non è completamente chiusa a livello emotivo, ma allo stesso tempo non è più definita come prima. Questo tipo di condizione spesso crea proprio ciò che lei sta vivendo, cioè un senso di sospensione in cui ogni scelta sembra avere un peso maggiore del dovuto. Da una prospettiva cognitivo comportamentale è utile osservare che il senso di colpa che sente non nasce tanto da ciò che sta facendo concretamente, quanto dal significato che la sua mente attribuisce a queste situazioni. Lei stessa riconosce che non siete più una coppia, eppure dentro di sé sembra esserci ancora una sorta di legame implicito, come se esistesse una “regola non scritta” che la porta a sentirsi vincolata nei suoi comportamenti. Questo accade spesso quando una relazione non è stata davvero elaborata fino in fondo, e una parte di noi continua a funzionare come se quel legame fosse ancora attivo. In questo senso, la paura che lui possa venire a sapere qualcosa e allontanarsi definitivamente non riguarda solo lui, ma anche ciò che questo rappresenta per lei. Potrebbe esserci il timore di perdere del tutto quel punto di riferimento, anche se sa che quella relazione aveva delle difficoltà importanti, come la mancanza di dialogo o il sentirsi non compresa. La mente, in queste situazioni, tende a concentrarsi più sulla perdita possibile che sui motivi per cui quella relazione non funzionava pienamente. Anche il fatto che lei si senta frenata rispetto all’incontro con questo amico sembra collegato a questo meccanismo. Non tanto perché stia facendo qualcosa di sbagliato, ma perché dentro di lei si attiva un conflitto tra il desiderio di vivere liberamente le sue esperienze e il timore di ferire, perdere o essere giudicata. Questo tipo di conflitto spesso porta a rimanere bloccati, più che aiutare a scegliere. Un altro aspetto importante riguarda i pensieri anticipatori. Lei immagina scenari futuri, come il fatto che lui possa venire a sapere qualcosa e decidere di chiudere definitivamente o conoscere altre persone. Questi pensieri, pur sembrando realistici, sono ipotesi che la mente costruisce e che finiscono per influenzare molto il suo stato emotivo nel presente. Più si concentra su queste possibilità, più aumenta il senso di ansia e di blocco. Forse, più che cercare di eliminare questi pensieri, può iniziare a chiedersi cosa desidera davvero per sé in questo momento della sua vita. Non cosa è giusto o sbagliato rispetto all’altro, ma cosa la farebbe sentire più autentica e coerente con i suoi bisogni. Questo passaggio è fondamentale perché le permette di spostare il focus da ciò che potrebbe accadere all’esterno a ciò che sta accadendo dentro di lei. Il fatto che lei percepisca questo senso di confusione e che si ponga delle domande è già un segnale importante di consapevolezza. Non si tratta di togliere i pensieri con uno sforzo, ma di comprenderne il funzionamento. Spesso quando la mente è piena di dubbi e scenari, è proprio perché manca una chiarezza interna su cosa si vuole e su quali confini si desidera dare alle relazioni. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla molto in questo momento. Non per darle una risposta su cosa fare con queste due persone, ma per aiutarla a comprendere meglio come si attivano questi sensi di colpa, da dove nasce il bisogno di rimanere legata emotivamente e come costruire scelte più libere e meno condizionate dalla paura. Questo tipo di lavoro permette nel tempo di vivere le relazioni con maggiore serenità e meno ambivalenza. Quello che sta vivendo non è un errore, ma una fase di transizione in cui sta cercando di ridefinire se stessa anche nelle relazioni. Con il giusto spazio di riflessione, questa confusione può trasformarsi in maggiore chiarezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentilissima, dal suo racconto si percepiscono molti dubbi e insicurezze del momento che sta vivendo. Ecco perché le consiglio un’approfondimento personale attraverso un colloquio psicologico, cosi da fare chiarezza dentro di lei e ritrovare la sua serenità.
Saluti
Dott. Maurizio Di Benedetto
Saluti
Dott. Maurizio Di Benedetto
Salve,
quello che descrive è un vissuto molto comune nelle fasi successive a una separazione, soprattutto quando il legame con l’ex partner non è del tutto chiuso e continua ad esserci una frequentazione, anche se saltuaria.
Il punto centrale della sua difficoltà sembra essere proprio questo: razionalmente sa che la relazione è finita, ma emotivamente il legame è ancora attivo. È in questo spazio “intermedio” che nascono il senso di colpa, il dubbio e la sensazione di sentirsi frenata.
Il senso di colpa che prova potrebbe non derivare tanto da ciò che sta facendo, ma dal fatto che una parte di lei si sente ancora legata al suo ex, o percepisce delle aspettative da parte sua. Tuttavia è importante ricordare che, essendovi lasciati, lei è libera di fare nuove esperienze e di conoscere altre persone, senza che questo rappresenti un tradimento.
Allo stesso tempo, è comprensibile la paura che lui possa allontanarsi definitivamente: questo fa pensare che, in qualche modo, il tipo di rapporto che ha con lui non sia ancora del tutto definito dentro di lei / che lei non abbia ancora elaborato la rottura con lui.
Più che chiedersi “cosa è giusto fare”, può essere utile fermarsi su alcune domande:
ad oggi Cosa la trattiene dal vivere con più libertà nuove conoscenze?
Di cosa avrebbe bisogno oggi, per sentirsi più serena ?
Per quanto riguarda l’incontro con il suo amico, può provare a viverlo per ciò che è, senza anticipare scenari o obblighi: se dovesse sentirsi a disagio, potrà semplicemente rispettare i suoi tempi e i suoi limiti.
Spesso, per ridurre questi pensieri, è necessario fare un passo più profondo: chiarire dentro di sé e con l'altro la posizione rispetto alla relazione passata. Finché il legame resta “aperto” / "non definito", è naturale sentirsi bloccati.
Un eventuale percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla proprio a fare questo passaggio, così da vivere con maggiore libertà e serenità.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Pesce.
quello che descrive è un vissuto molto comune nelle fasi successive a una separazione, soprattutto quando il legame con l’ex partner non è del tutto chiuso e continua ad esserci una frequentazione, anche se saltuaria.
Il punto centrale della sua difficoltà sembra essere proprio questo: razionalmente sa che la relazione è finita, ma emotivamente il legame è ancora attivo. È in questo spazio “intermedio” che nascono il senso di colpa, il dubbio e la sensazione di sentirsi frenata.
Il senso di colpa che prova potrebbe non derivare tanto da ciò che sta facendo, ma dal fatto che una parte di lei si sente ancora legata al suo ex, o percepisce delle aspettative da parte sua. Tuttavia è importante ricordare che, essendovi lasciati, lei è libera di fare nuove esperienze e di conoscere altre persone, senza che questo rappresenti un tradimento.
Allo stesso tempo, è comprensibile la paura che lui possa allontanarsi definitivamente: questo fa pensare che, in qualche modo, il tipo di rapporto che ha con lui non sia ancora del tutto definito dentro di lei / che lei non abbia ancora elaborato la rottura con lui.
Più che chiedersi “cosa è giusto fare”, può essere utile fermarsi su alcune domande:
ad oggi Cosa la trattiene dal vivere con più libertà nuove conoscenze?
Di cosa avrebbe bisogno oggi, per sentirsi più serena ?
Per quanto riguarda l’incontro con il suo amico, può provare a viverlo per ciò che è, senza anticipare scenari o obblighi: se dovesse sentirsi a disagio, potrà semplicemente rispettare i suoi tempi e i suoi limiti.
Spesso, per ridurre questi pensieri, è necessario fare un passo più profondo: chiarire dentro di sé e con l'altro la posizione rispetto alla relazione passata. Finché il legame resta “aperto” / "non definito", è naturale sentirsi bloccati.
Un eventuale percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla proprio a fare questo passaggio, così da vivere con maggiore libertà e serenità.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Pesce.
Buon pomeriggio, se sente la necessità può contattarmi e proviamo insieme a togliere tutti questi pensieri, per vivere meglio e più serena senza sensi di colpa
Salve,
leggendo quello che scrive mi viene da pensare che il punto non sia tanto questo incontro con il suo amico, ma quello che è rimasto aperto con il suo ex. Il fatto che continuiate a vedervi e ad avere momenti di intimità rende tutto più confuso: è come se una parte di lei sapesse che la relazione è finita, ma un’altra fosse ancora dentro a quel legame. In queste situazioni il senso di colpa arriva facilmente, anche quando “razionalmente” non ci sarebbe. Mi colpisce che lei pensi molto a come potrebbe reagire lui, al fatto che possa allontanarsi o conoscere altre persone. È come se, in qualche modo, il suo sguardo fosse ancora molto presente dentro le sue scelte. Forse più che chiedersi cosa è giusto o sbagliato fare con questo amico, potrebbe provare a fermarsi su questo punto: quanto si sente davvero libera rispetto a questa relazione? Perché il senso di colpa spesso nasce proprio quando una parte di noi si sente ancora legata, anche se la storia, nei fatti, non funziona più (e lei stessa dice che mancava il dialogo). Non è semplice “staccarsi” quando il rapporto non è stato chiuso fino in fondo, soprattutto se continua ad esserci contatto. Per questo i pensieri tornano e si intrecciano tra loro. Più che togliere questi pensieri, forse può provare ad ascoltarli: le stanno dicendo che c’è ancora qualcosa da chiarire dentro di lei, prima ancora che con gli altri. Se vuole, possiamo provare a mettere un po’ di ordine insieme su questo, così da aiutarla a muoversi con meno confusione e meno senso di colpa.
Un saluto!
leggendo quello che scrive mi viene da pensare che il punto non sia tanto questo incontro con il suo amico, ma quello che è rimasto aperto con il suo ex. Il fatto che continuiate a vedervi e ad avere momenti di intimità rende tutto più confuso: è come se una parte di lei sapesse che la relazione è finita, ma un’altra fosse ancora dentro a quel legame. In queste situazioni il senso di colpa arriva facilmente, anche quando “razionalmente” non ci sarebbe. Mi colpisce che lei pensi molto a come potrebbe reagire lui, al fatto che possa allontanarsi o conoscere altre persone. È come se, in qualche modo, il suo sguardo fosse ancora molto presente dentro le sue scelte. Forse più che chiedersi cosa è giusto o sbagliato fare con questo amico, potrebbe provare a fermarsi su questo punto: quanto si sente davvero libera rispetto a questa relazione? Perché il senso di colpa spesso nasce proprio quando una parte di noi si sente ancora legata, anche se la storia, nei fatti, non funziona più (e lei stessa dice che mancava il dialogo). Non è semplice “staccarsi” quando il rapporto non è stato chiuso fino in fondo, soprattutto se continua ad esserci contatto. Per questo i pensieri tornano e si intrecciano tra loro. Più che togliere questi pensieri, forse può provare ad ascoltarli: le stanno dicendo che c’è ancora qualcosa da chiarire dentro di lei, prima ancora che con gli altri. Se vuole, possiamo provare a mettere un po’ di ordine insieme su questo, così da aiutarla a muoversi con meno confusione e meno senso di colpa.
Un saluto!
Buonasera, comprendo il suo disagio e la fatica nell'accettare la fine di questa relazione. Le consiglierei di intraprendere un percorso per capire le ragioni che la frenano dal fare la scelta che più desidera per potersi poi aprire nuovamente alla possibilità di conoscere altre persone.
Buongiorno,
più che un dubbio tra due persone, qui sembra esserci una posizione in cui lei resta “in mezzo”: non più dentro la relazione, ma nemmeno davvero fuori.
Il senso di colpa non nasce da ciò che fa, ma dal posto che l’altro occupa ancora per lei, anche senza un vero accordo tra voi. È come se si muovesse tenendo conto di uno sguardo che però non è più dichiarato né condiviso.
In queste condizioni è facile sentirsi bloccati e pieni di pensieri, perché manca un punto chiaro da cui scegliere.
Un lavoro psicologico serve proprio a questo: non dirle cosa fare, ma permetterle di capire da dove sta scegliendo — e quindi smettere di restare “in mezzo”.
Mi contatti
più che un dubbio tra due persone, qui sembra esserci una posizione in cui lei resta “in mezzo”: non più dentro la relazione, ma nemmeno davvero fuori.
Il senso di colpa non nasce da ciò che fa, ma dal posto che l’altro occupa ancora per lei, anche senza un vero accordo tra voi. È come se si muovesse tenendo conto di uno sguardo che però non è più dichiarato né condiviso.
In queste condizioni è facile sentirsi bloccati e pieni di pensieri, perché manca un punto chiaro da cui scegliere.
Un lavoro psicologico serve proprio a questo: non dirle cosa fare, ma permetterle di capire da dove sta scegliendo — e quindi smettere di restare “in mezzo”.
Mi contatti
Da quello che racconti, il tuo senso di colpa sembra nascere dal fatto che questa relazione, anche se formalmente finita, emotivamente forse non si è ancora davvero chiusa. Quando si continua a vedersi, a cercarsi e a mantenere una vicinanza, è normale sentirsi confusi e frenati anche rispetto ad altre persone. Più che concentrarti su cosa potrebbe pensare il tuo ex, potrebbe esserti utile chiederti cosa vuoi tu davvero e che tipo di confini desideri mettere in questo rapporto. Spesso, quando manca chiarezza, aumentano ansia, dubbi e sensi di colpa. Fermarti a riconoscere i tuoi bisogni può aiutarti a vivere questa situazione in modo più libero e consapevole. Se senti di fare fatica a mettere ordine in questi pensieri, un supporto psicologico potrebbe aiutarti a fare maggiore chiarezza
Buonasera!
Quanti pensieri si affollano...forse c'è bisogno di "metterli in ordine" per poi ripartire con più consapevolezza : )
Quanti pensieri si affollano...forse c'è bisogno di "metterli in ordine" per poi ripartire con più consapevolezza : )
Buonasera, per fare un po' di chiarezza servirebbe sapere le motivazioni per cui si è conclusa la relazione e cercare di capire quali sono i tuoi sentimenti. Cosa provi veramente ancora per lui? Cosa ti trattiene da vivere nuove esperienze che potrebbero toglierti da questa fase di stallo in cui ti trovi? L'incontro con l'amico potrebbe essere un pretesto perché in cuore tuo senti il bisogno di trovare altre strade per essere felice?
Buongiorno,
da quello che racconti sembra che tu ti trovi in una situazione emotivamente complessa, dove convivono affetto, abitudine, desiderio di libertà e allo stesso tempo un senso di colpa che ti crea molta confusione. Quando una relazione finisce ma il legame non si interrompe del tutto, è abbastanza comune che i confini diventino poco chiari e che emergano pensieri come quelli che descrivi.
Il senso di colpa che senti potrebbe essere legato proprio a questa “zona di mezzo”: da una parte sai che la relazione è finita, dall’altra il fatto di continuare a vedervi e condividere momenti intimi può mantenere dentro di te l’idea di una responsabilità verso di lui. Questo però non significa necessariamente che tu stia facendo qualcosa di sbagliato, ma forse che c’è ancora bisogno di maggiore chiarezza su ciò che desideri davvero per te e su quali confini vuoi dare a questo rapporto.
Potrebbe essere utile provare a spostare un po’ l’attenzione da ciò che potrebbe pensare o fare il tuo ex, a ciò che senti e desideri tu in questo momento della tua vita. Chiederti, ad esempio: che tipo di rapporto voglio avere con lui ora? Cosa mi fa stare bene e cosa invece mi mette in difficoltà? A volte il senso di colpa si attenua proprio quando riusciamo a riconoscere e rispettare i nostri bisogni.
Se senti che questi pensieri diventano troppo ingombranti o ti rendono difficile vivere con serenità le tue relazioni, parlarne con un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per fare un po’ di chiarezza dentro di te, senza giudizio.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da quello che racconti sembra che tu ti trovi in una situazione emotivamente complessa, dove convivono affetto, abitudine, desiderio di libertà e allo stesso tempo un senso di colpa che ti crea molta confusione. Quando una relazione finisce ma il legame non si interrompe del tutto, è abbastanza comune che i confini diventino poco chiari e che emergano pensieri come quelli che descrivi.
Il senso di colpa che senti potrebbe essere legato proprio a questa “zona di mezzo”: da una parte sai che la relazione è finita, dall’altra il fatto di continuare a vedervi e condividere momenti intimi può mantenere dentro di te l’idea di una responsabilità verso di lui. Questo però non significa necessariamente che tu stia facendo qualcosa di sbagliato, ma forse che c’è ancora bisogno di maggiore chiarezza su ciò che desideri davvero per te e su quali confini vuoi dare a questo rapporto.
Potrebbe essere utile provare a spostare un po’ l’attenzione da ciò che potrebbe pensare o fare il tuo ex, a ciò che senti e desideri tu in questo momento della tua vita. Chiederti, ad esempio: che tipo di rapporto voglio avere con lui ora? Cosa mi fa stare bene e cosa invece mi mette in difficoltà? A volte il senso di colpa si attenua proprio quando riusciamo a riconoscere e rispettare i nostri bisogni.
Se senti che questi pensieri diventano troppo ingombranti o ti rendono difficile vivere con serenità le tue relazioni, parlarne con un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per fare un po’ di chiarezza dentro di te, senza giudizio.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Salve,
lei qui porta un tema molto importante che è la difficoltà a separarsi emotivamente da una precedente relazione. Può essere opportuno affrontare tutto questo non da sola ma con l aiuto di uno psicologo, ci pensi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
lei qui porta un tema molto importante che è la difficoltà a separarsi emotivamente da una precedente relazione. Può essere opportuno affrontare tutto questo non da sola ma con l aiuto di uno psicologo, ci pensi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
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