Salve dottori, scrivo perché da circa due mesi mi sono "lasciata" con il mio fidanzato (con cui abbi
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Salve dottori, scrivo perché da circa due mesi mi sono "lasciata" con il mio fidanzato (con cui abbiamo 22 anni di differenza, io 26), purtroppo ci siamo lasciati per vari motivi, in particolare perché c'era incomprensione tra di noi, facevamo fatica a capirci, in più c'erano dei comportamenti come like a donne che appaiono su social in modo esplicito ecco, e comunque ripetuti nel tempo e io non venivo mai capita..poi succede che in questi mesi mi sento in amicizia con una persona con cui mi frequentavo a distanza, con cui mi sono sfogata, che mi ha capita e ascoltata, pensavo anche di provare qualcosa per lui però non lo so, sono confusa e con qualche paura..perché sento comunque ogni tanto la mancanza di lui, comunque capita che mi vedo ogni tanto, ci sto bene quando siamo insieme ma non so quanto comunque vorrei riprendere la relazione, forse per l'età e per il resto, però perché allora sento la mancanza, la persona proprio, può essere un mio vuoto di solitudine? Non lo so, anche perché soprattutto ora con l'altro con cui ho un'amicizia ci dovremo rivedere per vedere come stiamo insieme, comunque per parlare e vederci ecco..però ho paura, paura forse di concretizzare il fatto di essermi lasciata davvero? Non so, ed è qui che sento la mancanza di lui, forse perché subentra la paura e quindi la mancanza, il tutto, il ricordarmi le cose con lui..non lo so e non so che fare, come comportarmi, so che con l'altro ci vediamo in amicizia per il momento, però boh ho paura..che cosa posso fare..
Gentile utente, sarebbe utile intraprendere un percorso di supporto psicologico per riordinare le sue emozioni.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Dalle sue parole sembra che il focus sia sempre l'Altro, più che lei. Lei dove è? Possiamo esplorare, all'interno di un percorso psicologico sistemico relazionale, le dinamiche che si attivano in lei e che la spingono a stare o meno nelle relazioni, capire come ci stiamo nelle relazioni, che vissuti ci portiamo dentro e dietro di noi, se ci sono modelli che appartengono alla nostra famiglia d'origine, cosa vogliamo fare nostro e cosa vorremmo invece allontanare. Si conceda un aiuto concreto, prenoti un primo colloquio conoscitivo online, possiamo capire insieme.
Gentile utente, è fisiologico dopo una rottura sentire il vuoto e la mancanza. Con quella persona si erano costruite abitudini, progetti, ecc. Lasciamo molte cose, anche quella versione di noi. Allo stesso tempo questo non significa necessariamente voler tornare insieme. Queste sensazioni spesso servono per elaborare la chiusura e Per lasciar andare. A presto
Capisco bene quello che mi racconti e la confusione che senti è del tutto naturale. Stai attraversando un periodo di transizione emotiva: la fine di una relazione importante, soprattutto con differenze di età e dinamiche complesse, può lasciare un senso di vuoto e di “mancherebbe qualcosa”, anche quando sai che la relazione aveva dei motivi validi per chiudersi.
Il fatto che tu stia trovando ascolto e comprensione in un’altra persona è positivo: ti permette di sentire sicurezza, vicinanza e attenzione, tutte cose che sono normali da desiderare dopo una rottura. La paura che descrivi – di concretizzare la fine della relazione o di “perdere” quel legame – può manifestarsi proprio come nostalgia o mancanza della persona, anche se razionalmente sai che era meglio chiudere. Spesso il cuore e la mente non vanno sempre nella stessa direzione.
Un passo utile in questo momento può essere darti il tempo di osservare i tuoi sentimenti senza giudicarli. Non devi decidere subito né tornare insieme, né costruire subito qualcosa di nuovo: puoi approcciarti all’amicizia con l’altra persona con curiosità, vedere come ti fa stare, senza pressioni.
Inoltre, può aiutare parlare con qualcuno di neutrale – un percorso di supporto psicologico – per chiarire cosa provi, capire le paure che emergono e riconoscere i bisogni affettivi reali. Questo ti darebbe strumenti per muoverti senza sentirti sopraffatta dall’ansia o dal senso di colpa.
Se vuoi, posso aiutarti a strutturare dei piccoli passi concreti per gestire questa confusione e capire cosa vuoi davvero, senza forzare le emozioni e proteggendo il tuo benessere emotivo.
Il fatto che tu stia trovando ascolto e comprensione in un’altra persona è positivo: ti permette di sentire sicurezza, vicinanza e attenzione, tutte cose che sono normali da desiderare dopo una rottura. La paura che descrivi – di concretizzare la fine della relazione o di “perdere” quel legame – può manifestarsi proprio come nostalgia o mancanza della persona, anche se razionalmente sai che era meglio chiudere. Spesso il cuore e la mente non vanno sempre nella stessa direzione.
Un passo utile in questo momento può essere darti il tempo di osservare i tuoi sentimenti senza giudicarli. Non devi decidere subito né tornare insieme, né costruire subito qualcosa di nuovo: puoi approcciarti all’amicizia con l’altra persona con curiosità, vedere come ti fa stare, senza pressioni.
Inoltre, può aiutare parlare con qualcuno di neutrale – un percorso di supporto psicologico – per chiarire cosa provi, capire le paure che emergono e riconoscere i bisogni affettivi reali. Questo ti darebbe strumenti per muoverti senza sentirti sopraffatta dall’ansia o dal senso di colpa.
Se vuoi, posso aiutarti a strutturare dei piccoli passi concreti per gestire questa confusione e capire cosa vuoi davvero, senza forzare le emozioni e proteggendo il tuo benessere emotivo.
Capisco profondamente quanto si senta esasperato e ferito. Da quello che racconta, lei si è sempre comportato in modo corretto, trasparente e rispettoso, eppure viene accusato, controllato e offeso. Questo non è il riflesso dei suoi comportamenti, ma della percezione della sua compagna, alimentata da gelosia e insicurezza, che trasforma situazioni neutrali in motivo di sospetto. Gli insulti e la svalutazione che riceve non sono giustificabili e sono dolorosi, perché colpiscono la sua dignità e la serenità che cerca di mantenere.
La situazione che descrive non è normale e può logorarla emotivamente: il problema non è ciò che lei fa, ma come viene percepito e vissuto dall’altra persona. Cercare di spiegare o dimostrare la propria innocenza raramente basta, perché il nodo emotivo non è razionale. Sarebbe molto utile avere uno spazio di confronto guidato, dove poter esplorare la dinamica, proteggere la sua serenità e trovare modi concreti per gestire questi conflitti senza sentirsi continuamente sotto accusa. Possiamo parlarne in privato online per capire insieme come affrontare questa situazione in modo più sereno e sicuro per lei e per i suoi figli.
La situazione che descrive non è normale e può logorarla emotivamente: il problema non è ciò che lei fa, ma come viene percepito e vissuto dall’altra persona. Cercare di spiegare o dimostrare la propria innocenza raramente basta, perché il nodo emotivo non è razionale. Sarebbe molto utile avere uno spazio di confronto guidato, dove poter esplorare la dinamica, proteggere la sua serenità e trovare modi concreti per gestire questi conflitti senza sentirsi continuamente sotto accusa. Possiamo parlarne in privato online per capire insieme come affrontare questa situazione in modo più sereno e sicuro per lei e per i suoi figli.
Due mesi dopo una rottura importante, sentirsi confuse è del tutto normale e il fatto che non riesca ancora a mettere ordine nei suoi pensieri non significa che stia sbagliando qualcosa. Ciò di cui parla è una situazione emotivamente complessa, c'è il dolore della separazione, la mancanza di qualcuno che ha fatto parte della sua vita, la fatica di staccarsi davvero, e allo stesso tempo una nuova connessione con qualcuno che la fa sentire capita. È normale che tutto questo coesista e crei confusione.
Una cosa che vale la pena considerare, la mancanza che sente per il suo ex potrebbe essere, almeno in parte, la mancanza della familiarità, della routine, di una presenza stabile, più che della persona specifica. Questo non significa che i sentimenti non siano reali, ma che a volte è difficile distinguere il dolore del lutto relazionale dal desiderio di tornare indietro. Darsi un po' di tempo prima di trarre conclusioni è spesso la cosa più saggia. Riguardo alla paura di rivedersi con il nuovo amico, il fatto che la spaventi può voler dire molte cose: che ci tiene davvero, che non si sente ancora pronta, o semplicemente che tutto in questo momento sembra troppo. Non è necessario decidere nulla adesso. Il consiglio è di non forzarsi a fare chiarezza troppo in fretta. Se però questa confusione continua a pesarle e a toglierle la serenità, parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarla a fare ordine con più calma.
Una cosa che vale la pena considerare, la mancanza che sente per il suo ex potrebbe essere, almeno in parte, la mancanza della familiarità, della routine, di una presenza stabile, più che della persona specifica. Questo non significa che i sentimenti non siano reali, ma che a volte è difficile distinguere il dolore del lutto relazionale dal desiderio di tornare indietro. Darsi un po' di tempo prima di trarre conclusioni è spesso la cosa più saggia. Riguardo alla paura di rivedersi con il nuovo amico, il fatto che la spaventi può voler dire molte cose: che ci tiene davvero, che non si sente ancora pronta, o semplicemente che tutto in questo momento sembra troppo. Non è necessario decidere nulla adesso. Il consiglio è di non forzarsi a fare chiarezza troppo in fretta. Se però questa confusione continua a pesarle e a toglierle la serenità, parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarla a fare ordine con più calma.
Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso questo momento di forte confusione. Quello che descrive (l'altalena tra il desiderio di voltare pagina e il richiamo del passato) è un’esperienza profondamente umana e assolutamente comune.
Quando una relazione finisce, specialmente se caratterizzata da una differenza d'età significativa o da dinamiche di incomprensione, le nostre emozioni non si interrompono istantaneamente, ma necessitano di un periodo di assestamento.
La mancanza che sente potrebbe non essere rivolta alla persona specifica o alla qualità della relazione passata, ma alla sicurezza di avere un legame di coppia. Quando subentra la paura del nuovo (l'incontro con l'amico a distanza), il cervello, soprattutto subito dopo una rottura, tende a rifugiarsi nel noto, anche se era fonte di sofferenza.
Concretizzare la fine della storia precedente significa affrontare il lutto relazionale. A volte restiamo legati al ricordo non per amore, ma per evitare il vuoto che la separazione comporta.
Se posso darle un consiglio, invece di chiedersi 'cosa devo fare?', potrebbe domandarsi 'di cosa ho bisogno in questo momento per sentirmi al sicuro?'. Spesso la fretta di passare da un legame all'altro risponde al bisogno di anestetizzare il dolore, ma rischia di non lasciare spazio all'ascolto dei propri bisogni autentici.
Se dovesse provare eccessiva difficoltà nel distinguere tra il reale desiderio dell'altro e il timore di restare sola con se stessa, un percorso psicologico potrebbe sicuramente aiutarla a esplorare i suoi timori e le sue emozioni.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Un caro saluto,
dott.ssa Erica Zito
Psicologa e Sessuologa
Quando una relazione finisce, specialmente se caratterizzata da una differenza d'età significativa o da dinamiche di incomprensione, le nostre emozioni non si interrompono istantaneamente, ma necessitano di un periodo di assestamento.
La mancanza che sente potrebbe non essere rivolta alla persona specifica o alla qualità della relazione passata, ma alla sicurezza di avere un legame di coppia. Quando subentra la paura del nuovo (l'incontro con l'amico a distanza), il cervello, soprattutto subito dopo una rottura, tende a rifugiarsi nel noto, anche se era fonte di sofferenza.
Concretizzare la fine della storia precedente significa affrontare il lutto relazionale. A volte restiamo legati al ricordo non per amore, ma per evitare il vuoto che la separazione comporta.
Se posso darle un consiglio, invece di chiedersi 'cosa devo fare?', potrebbe domandarsi 'di cosa ho bisogno in questo momento per sentirmi al sicuro?'. Spesso la fretta di passare da un legame all'altro risponde al bisogno di anestetizzare il dolore, ma rischia di non lasciare spazio all'ascolto dei propri bisogni autentici.
Se dovesse provare eccessiva difficoltà nel distinguere tra il reale desiderio dell'altro e il timore di restare sola con se stessa, un percorso psicologico potrebbe sicuramente aiutarla a esplorare i suoi timori e le sue emozioni.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Un caro saluto,
dott.ssa Erica Zito
Psicologa e Sessuologa
Salve,
da ciò che descrive emergono emozioni comprensibili in una fase di transizione affettiva. Una separazione, anche quando motivata da incomprensioni reali e bisogni non soddisfatti, non interrompe automaticamente il legame emotivo. La mancanza che sente non è necessariamente un segnale che la relazione fosse giusta, ma può riflettere l’abitudine, l’attaccamento, i ricordi condivisi e il vuoto che ogni rottura comporta.
È possibile che stia vivendo contemporaneamente più livelli emotivi: da un lato la consapevolezza delle difficoltà concrete (incomprensioni, differenza d’età, comportamenti che La ferivano), dall’altro la nostalgia della persona e della familiarità. Questi due piani possono coesistere senza contraddirsi.
L’incontro con l’altra persona sembra attivare un ulteriore elemento: il timore di “concretizzare” la chiusura precedente. A volte la paura non riguarda tanto il nuovo legame, quanto il riconoscere che una fase della propria vita si è davvero conclusa. Questo può riattivare dubbi e ricordi selettivi, soprattutto nei momenti in cui si è più vulnerabili.
Potrebbe esserLe utile, prima di decidere come muoversi con l’uno o con l’altro, fermarsi a comprendere cosa desidera oggi in una relazione: quali bisogni sono per Lei non negoziabili? Cosa L’ha fatta soffrire davvero? Cosa La fa sentire serena? Distinguere la nostalgia dal progetto futuro è un passaggio importante.
Se sente che la paura e la confusione Le impediscono di orientarsi con lucidità, un percorso di approfondimento potrebbe aiutarLa a chiarire i Suoi vissuti e a prendere una decisione più consapevole, senza agire solo per timore della solitudine o per impulso emotivo.
da ciò che descrive emergono emozioni comprensibili in una fase di transizione affettiva. Una separazione, anche quando motivata da incomprensioni reali e bisogni non soddisfatti, non interrompe automaticamente il legame emotivo. La mancanza che sente non è necessariamente un segnale che la relazione fosse giusta, ma può riflettere l’abitudine, l’attaccamento, i ricordi condivisi e il vuoto che ogni rottura comporta.
È possibile che stia vivendo contemporaneamente più livelli emotivi: da un lato la consapevolezza delle difficoltà concrete (incomprensioni, differenza d’età, comportamenti che La ferivano), dall’altro la nostalgia della persona e della familiarità. Questi due piani possono coesistere senza contraddirsi.
L’incontro con l’altra persona sembra attivare un ulteriore elemento: il timore di “concretizzare” la chiusura precedente. A volte la paura non riguarda tanto il nuovo legame, quanto il riconoscere che una fase della propria vita si è davvero conclusa. Questo può riattivare dubbi e ricordi selettivi, soprattutto nei momenti in cui si è più vulnerabili.
Potrebbe esserLe utile, prima di decidere come muoversi con l’uno o con l’altro, fermarsi a comprendere cosa desidera oggi in una relazione: quali bisogni sono per Lei non negoziabili? Cosa L’ha fatta soffrire davvero? Cosa La fa sentire serena? Distinguere la nostalgia dal progetto futuro è un passaggio importante.
Se sente che la paura e la confusione Le impediscono di orientarsi con lucidità, un percorso di approfondimento potrebbe aiutarLa a chiarire i Suoi vissuti e a prendere una decisione più consapevole, senza agire solo per timore della solitudine o per impulso emotivo.
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