Salve...assumo Zoloft da un mese e mezzo...25mg in partenza..poi 50mg e ora a distanza di ogni quind

Salve...assumo Zoloft da un mese e mezzo...25mg in partenza..poi 50mg e ora a distanza di ogni quindici giorni 0,75...per poi arrivare a 100 mg...sotto controllo della neurologa...poi prendo Xanax da 0,25 due volte al giorno e poche gocce laroxil la sera.....ma mi sento ancora male ...specialmente al mattino....la neurologa mi dice di stare tranquilla....ma io inizio a scoraggiarmi...grazie a chi mi risponderà!

31 risposte


Gentile utente, è preferibile che lei ne parli con la sua neurologa che la conosce eventualmente le chieda se potrebbe essere utile una consulenza psicologica come supporto alla terapia farmacologica. Cordiali saluti. Dott.ssa Verena Elisa Gomiero

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Salve, le consiglio di rivolgere questa domanda al medico che le ha prescritto i farmaci. Conosce meglio la sua situazione. Buona giornata. Dott. Fiori


Salve, spesso è utile intraprendere, parallelamente al trattamento farmacologico, anche un percorso psicoterapeutico per indagare e dare un senso al malessere emotivo vissuto dalla persona. Cordiali saluti, KC


Salve. Per i farmaci chieda alla neurologa che glieli ha prescritti. Potrebbe valutare la possibilità di affiancare la terapia farmacologica con un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a individuare le cause del suo problema. Distinti saluti


Penso sempre che i farmaci sono importantissimi e aiutano davvero tanto e quando sono uniti ad un consulto psicologico la persona inizia un bel percorso di rinascita. Il mio consiglio è di iniziare un percorso psicologico pensando che è si sta prendendo cura di sé a 360 gradi e può esserne fiero


Buon giorno. Perché un farmaco faccia effetto è necessario il tempo. In ogni caso le consiglio anche io di rivolgere queste domande al suo farmacologo. Mi viene però da farle una domanda. Perché prende questa terapia? Perché la farmacologia faccia effetto si consiglia di abbinare un percorso di psicoterapia. Lei, per esempio, è già in cura da uno psicoterapeuta? Cordialmente Gian Piero dott. Grandi


Gentile utente di mio dottore, questa sezione è dedicata agli psicologi. In merito ai suoi dubbi relativi alla somministrazione farmacologica è opportuno si confronti prettamente col medico prescrivente, figura più adeguata ad accogliere ed orientare il suo tipo di richiesta. Cordiali Saluti Dottor Diego Ferrara


Gentilissimo, ha valutato la possibilità di intraprendere un percorso psicologico? A volte il solo trattamento farmacologico può non essere sufficiente. Saluti V. Barucci


Gentile utente, mi spiace che la terapia farmacologica finora non abbia dato gli esiti sperati. Credo che la cosa migliore nel suo caso sia un percorso di psicoterapia da affiancare ai farmaci. Cordiali saluti. Dott.ssa Georgia Silvi


Salve, la mia indicazione è di riferire ala neurologa come si sente assumendo questi farmaci. Lei ha mai valutato la possibilità di iniziare anche un trattamento individuale di psicoterapia? Un cordiale saluto


Gentile utente, provi ad affiancare un percorso di psicoterapia. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

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Buonasera, per quanto riguarda i medicinali prescritti dalla neurologa deve confrontarsi con lei e spiegare che lei non sta bene. Inoltre le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per capire ed elaborare che cosa nasconde il suo malessere, non potrà prendere a vita i medicinali, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.


Gentile utente, per quanto riguarda il dosaggio del farmaco le cosniglio di parlare con la neurologa. In aggiunta, potrebbe pensare di intraprendere un percorso psicologico di supporto alla terapia. Saluti


Salve Comprendo si possa sentire male, credo debba chiedere un supporto psicologico insieme alla cura farmacologica. Cervello e Psiche sono due entità separate e non sempre la cura neurobiologica della mente ci fa stare meglio o ci cura, dobbiamo prenderci cura della nostra Psiche. Che ne pensa?


Salve, la invito a consultarsi con la sua neurologa e valutare l'ipotesi di intraprendere un percorso di psicoterapia da affiancare alla terapia farmacologica così da risalire ai motivi del suo malessere. Cordiali saluti

Dott.ssa Giuliana Senatore

Dott.ssa Giuliana Senatore

psicoterapeuta

Cava de' Tirreni

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Buongiorno, è difficile darle una risposta con queste poche informazioni. Consideri che ci possono volere anche 3 settimane prima che i farmaci facciano effetto. Potrebbe peró integrare la terapia farmacologica con un percorso psicologico. Saluti, dott.ssa Marini


Io in questi casi consiglio sempre di rivolgersi ad uno psichiatra che sia anche uno psicoterapeuta, perché prescrive i farmaci non solo in base al sintomo ma anche in base alle ipotesi che fa sul significato di quel sintomo per quella determinata persona. inoltre mi unisco ai colleghi che consigliano una psicoterapia, i farmaci fanno stare meglio ma può migliorare realmente la sua situazione solo se contemporaneamente lavora su se stesso.


Gentilissima, le consiglio di rivolgere questa domanda al medico che le ha prescritto i farmaci. Conosce sicuramente meglio la sua situazione. Buona giornata. Dott. Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

psicologo

Pessano con Bornago

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Gentile utente, sono d'accordo con la collega che le ha suggerito di consultare uno psichiatra, che è la figura professionale maggiormente preposta ad un adeguato inquadramento diagnostico e ad una prescrizione psicofarmacologica tagliata su misura per lei, sia in merito alle molecole, sia in merito ai dosaggi. Mi associo al consiglio fornitole da molti colleghi: l'associazione della terapia farmacologica (monitorata dal medico) ad un percorso psicoterapeutico. Dott.ssa Marina Ceruti


Buonasera, è comprensibile il suo scoraggiamento, specialmente perché sempre si desidererebbe che la propria sofferenza cessi rapidamente. Peraltro osservi che è solo da un mese e mezzo che assume il farmaco prescritto. Tuttavia se da un lato è importante che si affidi al suo medico di riferimento (che le ha prescritto il farmaco), dall'altra la sola terapia farmacologica è spesso insufficiente verso il dolore psichico. Poiché questo non necessiterebbe solo di essere attenuato da un rimedio biologico, ma anche indagato e compreso nei suoi significati, nella sua ragion d'essere. Ciò di cui una psicoterapia si occupa, la quale, se combinata a un appoggio farmacologico, diviene una risposta elettiva a problematiche di natura depressiva. Tenga presente che le benzodiazepine (Xanax) assunte quotidianamente oltre un periodo di 4/5 settimane potrebbero indurre dipendenza, motivo per cui sarebbero indicate solo per trattamenti dell'ansia a breve termine. Però anche di questo ne dovrebbe parlare col suo medico. Cordiali saluti


Buonasera, pur affidandosi alla collega neurologa le consiglio vivamente di intraprendere un percorso psicoterapeutico. Cordiali saluti


Salve, mi spiace per la situazione, capisco che possa essere scoraggiante. Si confronti con la neurologa, o eventualmente si rivolga ad uno psichiatra, che potrebbe suggerirle una terapia più specifica per lei. In ogni caso gli antidepressivi richiedono qualche settimana prima di iniziare a fare effetto, ed è possibile che ci voglia ancora un po’ di tempo per avere i risultati sperati, anche perché è andata a pieno dosaggio da relativamente poco. Prossimamente dovrebbe notare un aumento del tono dell'umore, graduale ma non eccessivo e nei mesi successivi dovrebbe raggiungere un nuovo equilibrio. Sarà importante proseguire per un certo periodo per consolidare gli effetti, in seguito al quale sarà possibile valutare con chi la seguie l'eventuale interruzione della terapia farmacologica. Lo zoloft (e in generale gli antidepressivi SSRI) è un farmaco molto usato, con scarsi rischi, e che può dare buoni risultati, inoltre si ritiene che abbia effetti cosiddetti "neuroplastici", ovvero (semplificando) di formazione di nuove sinapsi. Questi cambiamenti "strutturali" contribuiscono di solito a mantenere i benefici anche dopo l'interruzione della terapia, se questa è stata fatta in modo adeguato e per un periodo di tempo sufficiente. Detto ciò rimane a mio avviso importante accompagnare alla terapia farmacologica anche un percorso psicoterapeutico, pertanto le consiglio di prendere in considerazione anche questa opzione. Un caro saluto, Dott. Mario D. Roffi


Gentile utente, le consiglio di confrontarsi con la neurologa sulle sensazioni che ha e sulla possibilità di affiacare alla terapia farmacologica anche una terapia psicologica allo scopo di rendere più efficace il trattamento e comprendere le cause alla base del suo malessere. Saluti. Dott.ssa Carmen Rizzuti


Gentile utente, riesce a fornirci qualche informazione in più? Come mai prende questi farmaci? Ha uno psichiatra di riferimento oltre alla neurologa? Sicuramente rivolgersi a dei professionisti in un setting clinico è la miglior scelta da fare. Cordialmente Dottor Mauro Vargiu


Gentile utente, sarebbe oppurtuno che lei lo segnali alla sua neurologa e che assieme decidiate se affiancare una terapia psicologica all'uso dei farmaci. Cordialmente Dott.ssa Pelizza Astrid


Buongiorno, Le consiglio di affiancare il trattamento farmacologico a una psicoterapia, che la possa aiutare a indagare quali sono le cause sottostanti i sintomi e a porre degli obiettivi per la risoluzione degli stessi. Un caro saluto Dott.ssa Rossi Greta


Salve, Capisco quanto possa essere difficile affrontare questo percorso, soprattutto quando i miglioramenti tardano a farsi sentire. Gli effetti dei farmaci psicotropi, come lo Zoloft, possono richiedere tempo per manifestarsi appieno, e il loro adattamento all'organismo varia da persona a persona. È normale avere alti e bassi durante la fase di aggiustamento del dosaggio. Il malessere mattutino che descrive potrebbe essere legato a diversi fattori, tra cui il tempo necessario affinché il farmaco raggiunga la sua piena efficacia, la risposta individuale al trattamento o anche aspetti psicologici e abitudini quotidiane. È positivo che la sua neurologa la segua attentamente, ma se sente ancora un disagio significativo, potrebbe essere utile condividere con lei nel dettaglio i sintomi che avverte, per valutare eventuali aggiustamenti terapeutici. Inoltre, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio il suo stato emotivo e a sviluppare strategie per affrontare il disagio. Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista. DOTTORESSA SILVIA PARISI PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA


Potrebbe essere utile iniziare una terapia con lo psicologo per affrontare il problema che evidenzia.


Gentile Utente, come immagino lo specialista Le avrà spiegato i trattamenti necessitano di un tempo, l'inserimento e la modifica (cosi come la sospensione) di farmaci sono passaggi delicati. Se può interessarLe valuti un supporto psicoterapico da attuare parallelamente. Potrebbe essere importante approfondire e definire alcuni aspetti che in questo momento hanno più eco e, intervenendo, lavorare in tandem farmaci-supporto psicologico in un reciproco supporto. Un saluto


Il decorso che descrive è compatibile con i tempi di risposta degli SSRI. L’ansia mattutina è un sintomo frequente nelle fasi iniziali. L’aumento graduale del dosaggio è corretto, ma servono alcune settimane a dose adeguata per valutare un reale beneficio.


Lei è entrato nel tunnel tossico della psicofarmacologia; le consiglio vivamente di uscirne gradualmente attraverso la Psicoterapia EMDR, associata all'assunzione di Medicamenti Naturali (Fitoterapia, Omeopatia, Floriterapia di Bach, Nutraceutica e Pre-Probiotica). Si tratta di una cura d’avanguardia, originale, incisiva e validata da ricerche e pubblicazione; è adatta a tutte le età, a qualunque tipologia di sofferenza mentale in ogni contesto. Essa, infatti, avendo il pregio di agire sugli aspetti profondi e cruciali della persona, ottiene risultati salutari, straordinariamente positivi e duraturi, in tempi molto più brevi rispetto alle “psicoterapie tradizionali”. Cordiali saluti da Michele Iannelli, medico specialista in Psicologia Clinica, Psicoterapeuta EMDR, Omeopata.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.