Salve a tutti. Non so sinceramente se questa è più una richiesta d'aiuto o un mero sfogo, anche pe
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Salve a tutti.
Non so sinceramente se questa è più una richiesta d'aiuto o un mero sfogo, anche perchè di aiuto ormai, me ne aspetto ben poco.
Alla veneranda età di quasi 37 anni, mi sono resa conto di quanto non sia riuscita ad ottenere praticamente nulla dalla vita, nulla di ciò che mi ero prefissata. Un buon lavoro, che mi permettesse di vivere con dignità, una casa, una famiglia, dei figli, la presenza certa di alcune persone che ahimè sono sparite. Mi sono sposata 3 anni fa, e nonostante le grosse differenze con mio marito, abbiamo raggiunto un equilibrio, anche se spesso non sono sicura se ci rendiamo davvero felici a vicenda. Non so bene da dove iniziare sinceramente e so che sto scrivendo roba sconfusionata.
In sintesi. Abbiamo fatto i salti mortali, non ci siamo concessi vizi, se non il gelato artigianale in estate, una volta a settimana. Non ci siamo concessi il lusso di un figlio. Cosa che è pesata tantissimo a me, piuttosto che a lui(non ha mai manifestato una forte voglia di paternità, per il mondo attuale e per le responsabilità che comporta). Tutt'ora quando ci penso sento un nodo che si stringe in gola. Piano piano, stavamo mettendo via piccoli risparmi per poterci concedere almeno la sicurezza di una casa, quando arriva la sprangata. A settembre dobbiamo abbandonare la nostra attuale casa, essendo in locazione. Vivendo nell'Alto Garda la situazione case è diventata insostenibile per i residenti. Avere una casa decente in cui vivere senza spostarsi troppo e rimanere isolati, comporta spendere oltre i 250 k. Somma che ovviamente, anche accendendo un mutuo non riusciremo mai ad avere. Quindi cosa ci toccherà fare? Cosa dovrò fare? Di nuovo, mollare tutto e rinunciare. Accontentarmi della prima casa che capita, iniziare a fare sacrifici per una soluzione che non mi soddisfa e sentirmi giudicata perchè nel mio piccolo non voglio trasferirmi in un piccolo paese che non è dotato di supermercato, dove per forza di cosa ci si sposta in auto(non guido) o se non mi va bene una casa dove non abbia un minimo di balconi. Ho pensato di tutto. Anche di informarmi come funzionano alcune piattaforme "osé" per così dire.
Avrei voluto sfogarmi con mia sorella. Ma lei è sparita dalla mia vita, quando ha scelto di vivere col suo attuale compagno. Il mio solo mettere in dubbio la loro relazione a causa della forte differenza d'età (lui ora 56 lei 30), ha portato, da parte sua, a mancare al giorno più importante della mia vita il mio matrimonio e poi a sparire definitivamente. Eravamo forse come due migliori amiche. E' stato così, improvviso come un fulmine a ciel sereno. Anche nel suo caso, non ci è voluto molto a capire quali fossero le priorità. Scontato dire che non me lo sarei mai aspettata, soprattutto dopo che il suo lui, da buon narcisista quale è, ha fatto in modo che approvasse solo persone che accettassero lui in primis, altrimenti da li, il mettere in dubbio la relazione e quindi l'amore di lei. Ho passato un brutto anno, piangevo quasi ogni giorno. Fatalità dopo qualche mese un'altra bella doccia fresca; la scomparsa della mia migliore amica. Forse fa un po' ridere, stile romanzo rosa.
Complici dall'epoca delle superiori, conosciute per caso, passato insieme una vita. Siamo andate avanti a distanza per anni dopo esserci trasferite. Difficilmente qualcuno mi capiva così.
Col tempo però capivo quanto le nostre priorità fossero diverse. Io che facevo i salti mortali per vederla almeno una volta l'anno (ci separano 350 km soltanto) e lei, che per passare a trovarmi mi diceva quanto sarebbe stato impossibile con i bambini piccoli. I bimbi sono cresciuti, ma poi è subentrato i mal d'auto. Il mal d'auto però stranamente finiva in zona Gardaland. Stranamente non c'era nemmeno per ritornare a in Emilia dopo essersi trasferita in Svizzera. Aveva bisogno di ritornare lì, questa la sua "giustifica". E la mia stupida vocina interiore a sottolineare quanto invece non avesse il minimo interesse o sentisse il minimo bisogno nel vedere me. Il mio matrimonio non è stato opzionale, troppi soldi per aereo e hotel, perchè muoversi da soli per la propria migliore amica? Per una sorella che ha sempre criticato, con cui non ha rapporto, non ha fatto una piega a dover fare un viaggio anche di 5 ore, in vista della laurea, però ecco, la sua migliore amica in tutto ciò non era da mettere in conto. Ma nonostante tutto sono stata sempre comprensiva, ho cercato di dare delle spiegazioni senza per forza dover pensare male, finchè poi non si è iscritta all'università e da lì i rapporti si sono definitivamente chiusi in un modo che forse è veramente impossibile recuperare, ma che al momento attualmente probabilmente non ha nemmeno senso provarci. Dal sentirci ogni giorno, siamo passate a una volta a settimana, da una volta a settimana, a una al mese, per poi non sentirci più. Le motivazioni erano sempre quelle. Troppo studio, gli impegni familiari. E nel mentre dentro di me una vocina diceva, che ormai siamo talmente social e dipendenti dalla tecnologia, che anche durante un viaggio i treno o mentre si è in bagno, ci si può mandare un vocale o un messaggio. Probabilmente non era il poco tempo, ma ormai il poco interesse. Non ero più interessante. Sono diventata noiosa?
Ed è così che un altro pilastro della mia vita, un muro che pensavo fosse portante è crollato. Non so se ho sofferto più questa mancanza o quella di mia sorella.
Adesso sono qui che penso. Mi restano i miei genitori, mio marito. Non sono soddisfatta di nulla della mia vita, non riesco a fare nulla, se non subire gli eventi. Le poche amicizie sono sparite. Allora penso e dico. Perchè lottare ancora? Perchè affannarsi tanto se alla fine si sarà sempre infelici? La salute non va bene, sono epilettica, ansiosa e soffro di lipedema che mi porta nel cronico a diventare un mostro. Se non sto a dieta ferrea e faccio tanto sport, il mio grasso esplode. Fatalità, non mi posso allenare per un forte dolore alla spalla, che va avanti da due anni e che nessuno specialista riesce a risolvere.
A livello economico non viviamo bene; socialmente idem.
Non potremo farci una famiglia nostra visto che la rata del mutuo sarà talmente alta da dover fare la spesa con la calcolatrice.
Da settembre non avrò una casa e nonostante abbia chiesto a chiunque, istituzioni in primis, per noi, non c'è niente se non metterci un cappio al collo grazie alla collaborazione degli strozzini legalizzati. Passare così il resto della mia vita?
Sinceramente l'unico pensiero valido che mi faccia vedere la luce infondo al tunnel? Mettere fine a tutto. Ci sono giorni , che diventano sempre più frequenti, dove mi pento di aver rotto per sbaglio la boccetta di benzodiazepine.
Non so sinceramente se questa è più una richiesta d'aiuto o un mero sfogo, anche perchè di aiuto ormai, me ne aspetto ben poco.
Alla veneranda età di quasi 37 anni, mi sono resa conto di quanto non sia riuscita ad ottenere praticamente nulla dalla vita, nulla di ciò che mi ero prefissata. Un buon lavoro, che mi permettesse di vivere con dignità, una casa, una famiglia, dei figli, la presenza certa di alcune persone che ahimè sono sparite. Mi sono sposata 3 anni fa, e nonostante le grosse differenze con mio marito, abbiamo raggiunto un equilibrio, anche se spesso non sono sicura se ci rendiamo davvero felici a vicenda. Non so bene da dove iniziare sinceramente e so che sto scrivendo roba sconfusionata.
In sintesi. Abbiamo fatto i salti mortali, non ci siamo concessi vizi, se non il gelato artigianale in estate, una volta a settimana. Non ci siamo concessi il lusso di un figlio. Cosa che è pesata tantissimo a me, piuttosto che a lui(non ha mai manifestato una forte voglia di paternità, per il mondo attuale e per le responsabilità che comporta). Tutt'ora quando ci penso sento un nodo che si stringe in gola. Piano piano, stavamo mettendo via piccoli risparmi per poterci concedere almeno la sicurezza di una casa, quando arriva la sprangata. A settembre dobbiamo abbandonare la nostra attuale casa, essendo in locazione. Vivendo nell'Alto Garda la situazione case è diventata insostenibile per i residenti. Avere una casa decente in cui vivere senza spostarsi troppo e rimanere isolati, comporta spendere oltre i 250 k. Somma che ovviamente, anche accendendo un mutuo non riusciremo mai ad avere. Quindi cosa ci toccherà fare? Cosa dovrò fare? Di nuovo, mollare tutto e rinunciare. Accontentarmi della prima casa che capita, iniziare a fare sacrifici per una soluzione che non mi soddisfa e sentirmi giudicata perchè nel mio piccolo non voglio trasferirmi in un piccolo paese che non è dotato di supermercato, dove per forza di cosa ci si sposta in auto(non guido) o se non mi va bene una casa dove non abbia un minimo di balconi. Ho pensato di tutto. Anche di informarmi come funzionano alcune piattaforme "osé" per così dire.
Avrei voluto sfogarmi con mia sorella. Ma lei è sparita dalla mia vita, quando ha scelto di vivere col suo attuale compagno. Il mio solo mettere in dubbio la loro relazione a causa della forte differenza d'età (lui ora 56 lei 30), ha portato, da parte sua, a mancare al giorno più importante della mia vita il mio matrimonio e poi a sparire definitivamente. Eravamo forse come due migliori amiche. E' stato così, improvviso come un fulmine a ciel sereno. Anche nel suo caso, non ci è voluto molto a capire quali fossero le priorità. Scontato dire che non me lo sarei mai aspettata, soprattutto dopo che il suo lui, da buon narcisista quale è, ha fatto in modo che approvasse solo persone che accettassero lui in primis, altrimenti da li, il mettere in dubbio la relazione e quindi l'amore di lei. Ho passato un brutto anno, piangevo quasi ogni giorno. Fatalità dopo qualche mese un'altra bella doccia fresca; la scomparsa della mia migliore amica. Forse fa un po' ridere, stile romanzo rosa.
Complici dall'epoca delle superiori, conosciute per caso, passato insieme una vita. Siamo andate avanti a distanza per anni dopo esserci trasferite. Difficilmente qualcuno mi capiva così.
Col tempo però capivo quanto le nostre priorità fossero diverse. Io che facevo i salti mortali per vederla almeno una volta l'anno (ci separano 350 km soltanto) e lei, che per passare a trovarmi mi diceva quanto sarebbe stato impossibile con i bambini piccoli. I bimbi sono cresciuti, ma poi è subentrato i mal d'auto. Il mal d'auto però stranamente finiva in zona Gardaland. Stranamente non c'era nemmeno per ritornare a in Emilia dopo essersi trasferita in Svizzera. Aveva bisogno di ritornare lì, questa la sua "giustifica". E la mia stupida vocina interiore a sottolineare quanto invece non avesse il minimo interesse o sentisse il minimo bisogno nel vedere me. Il mio matrimonio non è stato opzionale, troppi soldi per aereo e hotel, perchè muoversi da soli per la propria migliore amica? Per una sorella che ha sempre criticato, con cui non ha rapporto, non ha fatto una piega a dover fare un viaggio anche di 5 ore, in vista della laurea, però ecco, la sua migliore amica in tutto ciò non era da mettere in conto. Ma nonostante tutto sono stata sempre comprensiva, ho cercato di dare delle spiegazioni senza per forza dover pensare male, finchè poi non si è iscritta all'università e da lì i rapporti si sono definitivamente chiusi in un modo che forse è veramente impossibile recuperare, ma che al momento attualmente probabilmente non ha nemmeno senso provarci. Dal sentirci ogni giorno, siamo passate a una volta a settimana, da una volta a settimana, a una al mese, per poi non sentirci più. Le motivazioni erano sempre quelle. Troppo studio, gli impegni familiari. E nel mentre dentro di me una vocina diceva, che ormai siamo talmente social e dipendenti dalla tecnologia, che anche durante un viaggio i treno o mentre si è in bagno, ci si può mandare un vocale o un messaggio. Probabilmente non era il poco tempo, ma ormai il poco interesse. Non ero più interessante. Sono diventata noiosa?
Ed è così che un altro pilastro della mia vita, un muro che pensavo fosse portante è crollato. Non so se ho sofferto più questa mancanza o quella di mia sorella.
Adesso sono qui che penso. Mi restano i miei genitori, mio marito. Non sono soddisfatta di nulla della mia vita, non riesco a fare nulla, se non subire gli eventi. Le poche amicizie sono sparite. Allora penso e dico. Perchè lottare ancora? Perchè affannarsi tanto se alla fine si sarà sempre infelici? La salute non va bene, sono epilettica, ansiosa e soffro di lipedema che mi porta nel cronico a diventare un mostro. Se non sto a dieta ferrea e faccio tanto sport, il mio grasso esplode. Fatalità, non mi posso allenare per un forte dolore alla spalla, che va avanti da due anni e che nessuno specialista riesce a risolvere.
A livello economico non viviamo bene; socialmente idem.
Non potremo farci una famiglia nostra visto che la rata del mutuo sarà talmente alta da dover fare la spesa con la calcolatrice.
Da settembre non avrò una casa e nonostante abbia chiesto a chiunque, istituzioni in primis, per noi, non c'è niente se non metterci un cappio al collo grazie alla collaborazione degli strozzini legalizzati. Passare così il resto della mia vita?
Sinceramente l'unico pensiero valido che mi faccia vedere la luce infondo al tunnel? Mettere fine a tutto. Ci sono giorni , che diventano sempre più frequenti, dove mi pento di aver rotto per sbaglio la boccetta di benzodiazepine.
Buongiorno, innanzitutto, voglio dirle che il dolore e la frustrazione che sta provando sono reali e validi. È chiaro che sta attraversando un periodo di grande sofferenza, fatto di delusioni, perdite e un senso di impotenza di fronte agli eventi della vita. E capisco quanto possa sembrare difficile, in questo momento, trovare un motivo per continuare a lottare. Quando tutto sembra crollare, quando le relazioni che pensavamo solide si sgretolano, quando le difficoltà economiche si sommano ai problemi di salute, è naturale sentirsi schiacciati dal peso di tutto questo. Il suo malessere, però, non significa che non ci sia una via d’uscita. Il fatto che lei abbia scritto questo messaggio, che abbia voluto condividere il suo dolore, è già un segnale che, in fondo, una parte di lei desidera ancora trovare un senso, una possibilità diversa da quella di arrendersi. Le difficoltà che ha elencato sono tante e complesse, e sarebbe ingiusto da parte mia semplificarle con frasi di circostanza. Non è debole per sentire questo dolore, non è "sbagliata" per vivere questa disperazione. Ma voglio dirle che la sofferenza, per quanto profonda, non è una condanna permanente. Il suo senso di fallimento nasce dal confronto con aspettative che si era posta e con il timore di non aver raggiunto ciò che desiderava. Ma la vita, a volte, ci mette di fronte a percorsi diversi da quelli che avevamo immaginato. Questo non significa che lei non abbia valore o che non possa trovare una strada che la faccia stare meglio. Mi colpisce molto il modo in cui parla delle relazioni che ha perso: sua sorella, la sua migliore amica. Sembrano ferite ancora aperte, che hanno lasciato un vuoto emotivo difficile da colmare. Il dolore della perdita di legami così importanti è qualcosa di profondo, ma non significa che sia destinata a rimanere sola. Le relazioni cambiano, le persone si allontanano, ma questo non significa che nella sua vita non possano entrare altre persone che possano offrirle affetto e comprensione. Vorrei anche soffermarmi su un punto cruciale: i pensieri di voler mettere fine a tutto. So quanto possano sembrare reali e razionali in momenti come questi, ma voglio che sappia che non è sola e che esistono aiuti concreti. Parlare con qualcuno, che sia un professionista o una persona di fiducia, è fondamentale. Forse ha già un supporto psicologico, o forse potrebbe pensare di cercarlo. Anche il solo fatto di esprimere queste emozioni può fare la differenza. Il buio in cui si sente intrappolata ora non è la sua unica possibilità. Le chiedo di considerare l’idea di concedersi un aiuto, di non affrontare tutto questo da sola. Anche se ora può sembrare impossibile, ci sono modi per alleviare questo dolore, per trovare nuove direzioni, per riscoprire che la sua vita ha valore, anche se ora fatica a vederlo. Se sente il bisogno di un supporto immediato, ci sono servizi di emergenza e numeri di ascolto a cui può rivolgersi. Non è un segno di debolezza chiedere aiuto, anzi, è un atto di grande forza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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Gentile,
Capisco il suo bisogno di esprimere una frustrazione che sembra accumularsi da tempo. A volte, quando tutto sembra crollare, è come se fosse impossibile vedere alternative. Ma le chiedo: se la sua vita fosse una storia che sta ancora scrivendo, che cosa cambierebbe per rendere il prossimo capitolo un po' più interessante? Le risposte che cerca potrebbero già essere dentro di lei, pronte a prendere una forma diversa.
Se interessato ad approfondire, sono disponibile su consulenza.
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Capisco il suo bisogno di esprimere una frustrazione che sembra accumularsi da tempo. A volte, quando tutto sembra crollare, è come se fosse impossibile vedere alternative. Ma le chiedo: se la sua vita fosse una storia che sta ancora scrivendo, che cosa cambierebbe per rendere il prossimo capitolo un po' più interessante? Le risposte che cerca potrebbero già essere dentro di lei, pronte a prendere una forma diversa.
Se interessato ad approfondire, sono disponibile su consulenza.
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
salve, capisco che questo le sembri uno sfogo ma io credo sia una chiara richiesta di aiuto del tutto legittima. Mi sembra che lei si trovi in un momento di profonda difficoltà e capisco anche che le sembra di non avere più le risorse per far fronte alle sfide della vita e questo può generare la profonda angoscia che dalle sue parole percepisco. Da professionista della salute mentale le suggerisco di rivolgersi a un professionista che possa prendere in carico la sua storia e fornirle il supporto di cui ha bisogno. Questo spazio dove ha affidato parte del suo racconto è purtroppo riduttivo per riuscire a esprimere un parere, ma raccolga il coraggio che ha avuto nello scrivere questo suo pezzo di storia e lo riponga nel richiedere aiuto a un terapista. Per quel che vale le mando virtualmente tutto il mio supporto.
buon giorno signora, le sue parole mi colpiscono profondamente. lei racconta una vita che non riesce a trovare un motivo per essere vissuta. ci sono tante cose che non vanno ma nelle sue parole lei parla di marito, genitori e lavoro. per trovare la forza di andare avanti nei momenti di difficoltà può valorizzare quello che ha, trovando, partendo da questi aspetti, l'energia per potere affrontare le difficoltà che la vita le ha posto. se ci si concentra solo su ciò che non va, non riuscirà mai ad uscire dal tunnel in cui è entrata. oltre agli aspetti di cui sopra provi a trovarne altri, che possono essere il suo motore
Buongiorno, comprendo quanto questa situazione possa essere per lei difficile e faticosa. Le suggerirei di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla ad affrontare al meglio questo momento delicato di vita. Qualora non avesse disponibilità economica le consiglierei di recarsi presso i servizi della sua zona perchè esistono consultori che forniscono supporto psicologico gratuitamente per una serie di sedute. Dott.ssa Susanna Scainelli
Le tue parole trasmettono un dolore profondo e un senso di sconforto che sembra aver preso il sopravvento sulla tua vita. Ti senti intrappolata in una serie di difficoltà che si accumulano, togliendoti la speranza e la forza di reagire. Vorrei dirti, prima di tutto, che il tuo dolore merita ascolto, che la tua sofferenza non è invisibile e che quello che provi ha un senso, anche se in questo momento sembra impossibile trovare una via d'uscita.
Quando tutto sembra crollare e il futuro appare solo come un muro insormontabile, il primo passo è non rimanere soli con questi pensieri. So che probabilmente hai già cercato aiuto in varie forme, ma vorrei incoraggiarti a farlo ancora, perché non sei condannata a sentire per sempre questo peso. Un professionista può aiutarti a gestire queste emozioni, a trovare un nuovo equilibrio e, soprattutto, a restituirti quella possibilità di speranza che ora sembra scomparsa.
So che dire "chiedi aiuto" può sembrare banale o inutile quando ci si sente così stanchi e scoraggiati, ma è l'unica strada per uscire da questo buio. Non devi affrontare tutto questo da sola. Se senti che la tua sofferenza sta diventando troppo grande, cerca subito qualcuno con cui parlare: un amico, un familiare, un professionista, persino un servizio di emergenza se ne hai bisogno. La tua vita ha valore, anche se ora fai fatica a vederlo. Ci sono persone che possono starti accanto e aiutarti a ritrovare un po’ di luce.
Quando tutto sembra crollare e il futuro appare solo come un muro insormontabile, il primo passo è non rimanere soli con questi pensieri. So che probabilmente hai già cercato aiuto in varie forme, ma vorrei incoraggiarti a farlo ancora, perché non sei condannata a sentire per sempre questo peso. Un professionista può aiutarti a gestire queste emozioni, a trovare un nuovo equilibrio e, soprattutto, a restituirti quella possibilità di speranza che ora sembra scomparsa.
So che dire "chiedi aiuto" può sembrare banale o inutile quando ci si sente così stanchi e scoraggiati, ma è l'unica strada per uscire da questo buio. Non devi affrontare tutto questo da sola. Se senti che la tua sofferenza sta diventando troppo grande, cerca subito qualcuno con cui parlare: un amico, un familiare, un professionista, persino un servizio di emergenza se ne hai bisogno. La tua vita ha valore, anche se ora fai fatica a vederlo. Ci sono persone che possono starti accanto e aiutarti a ritrovare un po’ di luce.
Mi dispiace molto per il dolore e la frustrazione che stai vivendo in questo momento. È chiaro che stai affrontando una serie di difficoltà che si sono accumulate nel tempo, rendendo il presente particolarmente pesante e soffocante. Sentirsi intrappolati in una situazione che sembra senza via d'uscita può far emergere pensieri molto dolorosi, ma voglio dirti che il tuo valore non è definito solo dalle difficoltà che stai attraversando.
Il dolore della perdita, delle rinunce e delle aspettative disattese può essere devastante, ma non significa che non esistano alternative o possibilità di miglioramento. Spesso, nei momenti più bui, l’angoscia e la stanchezza offuscano la capacità di vedere soluzioni o piccoli spiragli di cambiamento. Tuttavia, esistono modi per affrontare e trasformare la sofferenza, e uno di questi è chiedere aiuto, anche quando sembra inutile o impossibile.
È importante sapere che non sei sola e che ci sono persone che possono offrirti supporto, sia nella tua cerchia più vicina che attraverso un aiuto professionale. Parlare con uno specialista può fare la differenza per comprendere meglio le tue emozioni, ritrovare un senso di controllo sulla tua vita e individuare strategie per affrontare le difficoltà in modo costruttivo.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire questi temi rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Il dolore della perdita, delle rinunce e delle aspettative disattese può essere devastante, ma non significa che non esistano alternative o possibilità di miglioramento. Spesso, nei momenti più bui, l’angoscia e la stanchezza offuscano la capacità di vedere soluzioni o piccoli spiragli di cambiamento. Tuttavia, esistono modi per affrontare e trasformare la sofferenza, e uno di questi è chiedere aiuto, anche quando sembra inutile o impossibile.
È importante sapere che non sei sola e che ci sono persone che possono offrirti supporto, sia nella tua cerchia più vicina che attraverso un aiuto professionale. Parlare con uno specialista può fare la differenza per comprendere meglio le tue emozioni, ritrovare un senso di controllo sulla tua vita e individuare strategie per affrontare le difficoltà in modo costruttivo.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire questi temi rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile utente, grazie per aver condiviso ciò che le crea disagio.
Siamo abituati fin da piccoli a creare delle aspettative sul nostro futuro: “cosa vuoi fare da grande?” “dove mi vedo tra 10 anni?”. Già dai tempi della scuola iniziamo a fantasticare su tutto ciò che ci piacerebbe fare e ciò che ci piacerebbe essere. E questo purtroppo non è ciò che realmente ci succederà, perché non potremo mai predire come sarà il nostro futuro. Sono i nostri sogni e le nostre speranze a spingerci a continuare per raggiungere i nostri obiettivi. Ed arrivare al bersaglio è complicato, ma soprattutto difficile da controllare. Ci piacerebbe diventare calciatori, professori, ballerine o qualsiasi altro mestiere, ma la vita ci pone davanti delle sfide e degli ostacoli da superare ed è proprio in quel momento che dobbiamo costruire la fiducia in noi stessi. Siamo in grado di poter creare ogni giorno dei piccoli mattoncini per realizzare la nostra vita e le nostre esperienze. Tra noi ed il nostro obiettivo ci sono tanti piccoli passi da fare, la cosa importante è iniziare dal primo e poi continuare, un passo alla volta. Non sentiamoci sbagliati se impieghiamo più tempo degli altri ad arrivare o se ciò che facciamo ogni giorno ci sembra non portare a nulla. Tutto serve, ogni cosa dà il proprio insegnamento e permette di crescere. Ognuno ha i suoi tempi, la sua strada da percorrere e le sue difficoltà da affrontare. Nessuno è uguale all'altro. Si può diventare genitori da giovani o trovare un lavoro da adulti, e nessuna di queste opzioni è sbagliata.
Per qualsiasi cosa, sono a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, Psicologa
Siamo abituati fin da piccoli a creare delle aspettative sul nostro futuro: “cosa vuoi fare da grande?” “dove mi vedo tra 10 anni?”. Già dai tempi della scuola iniziamo a fantasticare su tutto ciò che ci piacerebbe fare e ciò che ci piacerebbe essere. E questo purtroppo non è ciò che realmente ci succederà, perché non potremo mai predire come sarà il nostro futuro. Sono i nostri sogni e le nostre speranze a spingerci a continuare per raggiungere i nostri obiettivi. Ed arrivare al bersaglio è complicato, ma soprattutto difficile da controllare. Ci piacerebbe diventare calciatori, professori, ballerine o qualsiasi altro mestiere, ma la vita ci pone davanti delle sfide e degli ostacoli da superare ed è proprio in quel momento che dobbiamo costruire la fiducia in noi stessi. Siamo in grado di poter creare ogni giorno dei piccoli mattoncini per realizzare la nostra vita e le nostre esperienze. Tra noi ed il nostro obiettivo ci sono tanti piccoli passi da fare, la cosa importante è iniziare dal primo e poi continuare, un passo alla volta. Non sentiamoci sbagliati se impieghiamo più tempo degli altri ad arrivare o se ciò che facciamo ogni giorno ci sembra non portare a nulla. Tutto serve, ogni cosa dà il proprio insegnamento e permette di crescere. Ognuno ha i suoi tempi, la sua strada da percorrere e le sue difficoltà da affrontare. Nessuno è uguale all'altro. Si può diventare genitori da giovani o trovare un lavoro da adulti, e nessuna di queste opzioni è sbagliata.
Per qualsiasi cosa, sono a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, Psicologa
Buongiorno,
lei qui porta tantissimi temi che meritano di essere sviscerati in uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia puo fornirle. Provi a chiedere aiuto ad uno specialista ed inizi un percorso di psicoterapia, vedrà che pian piano potrà trovare le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
lei qui porta tantissimi temi che meritano di essere sviscerati in uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia puo fornirle. Provi a chiedere aiuto ad uno specialista ed inizi un percorso di psicoterapia, vedrà che pian piano potrà trovare le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, capisco quanto sia difficile per lei a livello emotivo la situazione critica che sta vivendo. Dalle sue parole ho percepito che ci sono delle "perdite" di persone importanti per lei (sua sorella, la sua amica). Le consiglierei di provare a ricontattarle e spiegare loro che sente la mancanza. A volte i silenzi, le parole non dette, l'orgoglio creano delle barriere e ci allontano dalle persone a cui vogliamo bene. Parla con i suoi genitori e con suo marito di come si sente? Del desiderio che tutto finisca? E' evidente che sta vivendo un periodo critico in cui si sono accumulate una serie di problematiche personali, relazionali, familiari e di salute. Il senso che la vita è andata in modo diverso da come se l'è immaginata , è in realtà molto diffuso. Secondo me le farebbe bene parlare con uno psicologo per avere uno spazio di ascolto e per poter esprimere i suoi stati d'animo e i suoi pensieri e i comportamenti ad essi collegati e poter approfondire il suo pensiero di mettere fine a tutto. Un sostegno psicologico la potrebbe aiutare a trovare la forza per vedere la vita da una prospettiva diversa e acquisire un atteggiamento più proattivo ed assertivo. Resto a sua disposizione per una eventuale consulenza online se desidera approfondire meglio le tematiche riportate. (Viste le difficoltà economiche, potremmo trovare anche un compromesso per quanto riguarda il costo della consulenza).
Dott.ssa Mariapaola Anania
Dott.ssa Mariapaola Anania
Gentile utente buongiorno.
Il suo racconto è lucido quanto disperato. E' come se avesse raggiunto la sicurezza che le circostanze della sua vita siano esclusivamente negative e che non ha alcun senso lottare, perché sa che ne uscirà comunque con le ossa rotte. Sta osservando crollare intorno a sé tutte quelle sicurezze, quei pilastri su cui la sua vita sembrava poggiarsi; eppure non vede che l'unico vero pilastro su cui deve costruire la sua felicità è lei stessa. Eh già perché la felicità si costruisce, non arriva da nessuna parte: non arriva dalle cose materiali, non arriva dalle altre persone, non arriva dagli eventi fortuiti, da una boccetta di ansiolitici, o da un certo tenore di vita.
Può forse notare che è costantemente impegnata a trovare tutti gli impedimenti esterni all'essere soddisfatta della vita e di sé stessa, ma non nota che l'unico impedimento è proprio nel pensare tutto ciò. Sono solo parole nella sua testa, cara signora; alibi, giustificazioni e lamentele a cui si sente costretta a obbedire, oppure a scappare rinunciando all'idea di poterci convivere.
Eppure, cos'è che la spinge a scrivere qui e chiedere un parere? E' quel barlume di consapevolezza che si stacca dai suoi pensieri e dalle sue emozioni e comincia a osservarle, invece di subirle. Quell'essere testimoni imparziali e non giudicanti di quello che accade nella sua testa e nel suo cuore, è la dimostrazione che è lei è molto di più dei suoi pensieri, lei è molto di più delle emozioni negative, dei suoi problemi, delle sue mancanze.
La distanza fra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere è solo immaginaria, e tanto più immaginiamo grande questa distanza, maggiore sarà la sofferenza. Ma la verità è che noi siamo solo ciò che siamo, adesso, in questo momento. E solo adesso possiamo decidere di agire per il nostro miglior vantaggio, per cogliere tutto ciò che potrebbe renderci, in qualche modo, più felici e soddisfatti. La direzione da seguire è quella dei valori più intimi e profondi, quello che ci contraddistingue come esseri umani unici e irripetibili. Abbia la pazienza di testimoniare anche questi valori presenti dentro di sé, al di là delle circostanze, oltre le mancanze materiali, indipendentemente dalle altre persone. Magari scoprirà che il suo animo si rallegra di piccole cose come la compagnia e la stima per suo marito, che si gratifica per un semplice atto di gentilezza o di generosità, che nonostante tutto riesce a mettere un piatto in tavola. La vita non è scontata, è un dono, e non abbiamo altre chance a disposizione.
Siamo sempre di fronte a una scelta, anche lei lo è: scegliere di rincorrere ciò che vorremmo essere, constatando che non ci riusciremo mai, lamentandoci di tutto ciò che non è sotto il nostro controllo e mettendo in moto comportamenti di cieca obbedienza (ruminazione, ansia, dipendenze, frustrazione, rabbia); oppure scegliere di sganciarsi da tutto ciò che la mente produce in modo negativo e osservare semplicemente quello che siamo e che possiamo fare per essere più soddisfatti, anche solo un po', anche solo per poco tempo, agendo nella direzione dei nostri valori, di ciò che pensiamo di essere e di valere, non di quello che ipotizziamo dovremmo.
Fare questo step mentale da soli, mi rendo conto, può essere complesso. Un sostegno psicologico per lei potrebbe essere importante per trovare il suo metodo di sganciamento dalle negatività della sua mente, e costruire nuove prospettive.
Se lo desidera posso aiutarla a comprendere come riprendere in mano la sua vita e condizionarla positivamente.
Le auguro il meglio, Dott. Antonio Cortese
Il suo racconto è lucido quanto disperato. E' come se avesse raggiunto la sicurezza che le circostanze della sua vita siano esclusivamente negative e che non ha alcun senso lottare, perché sa che ne uscirà comunque con le ossa rotte. Sta osservando crollare intorno a sé tutte quelle sicurezze, quei pilastri su cui la sua vita sembrava poggiarsi; eppure non vede che l'unico vero pilastro su cui deve costruire la sua felicità è lei stessa. Eh già perché la felicità si costruisce, non arriva da nessuna parte: non arriva dalle cose materiali, non arriva dalle altre persone, non arriva dagli eventi fortuiti, da una boccetta di ansiolitici, o da un certo tenore di vita.
Può forse notare che è costantemente impegnata a trovare tutti gli impedimenti esterni all'essere soddisfatta della vita e di sé stessa, ma non nota che l'unico impedimento è proprio nel pensare tutto ciò. Sono solo parole nella sua testa, cara signora; alibi, giustificazioni e lamentele a cui si sente costretta a obbedire, oppure a scappare rinunciando all'idea di poterci convivere.
Eppure, cos'è che la spinge a scrivere qui e chiedere un parere? E' quel barlume di consapevolezza che si stacca dai suoi pensieri e dalle sue emozioni e comincia a osservarle, invece di subirle. Quell'essere testimoni imparziali e non giudicanti di quello che accade nella sua testa e nel suo cuore, è la dimostrazione che è lei è molto di più dei suoi pensieri, lei è molto di più delle emozioni negative, dei suoi problemi, delle sue mancanze.
La distanza fra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere è solo immaginaria, e tanto più immaginiamo grande questa distanza, maggiore sarà la sofferenza. Ma la verità è che noi siamo solo ciò che siamo, adesso, in questo momento. E solo adesso possiamo decidere di agire per il nostro miglior vantaggio, per cogliere tutto ciò che potrebbe renderci, in qualche modo, più felici e soddisfatti. La direzione da seguire è quella dei valori più intimi e profondi, quello che ci contraddistingue come esseri umani unici e irripetibili. Abbia la pazienza di testimoniare anche questi valori presenti dentro di sé, al di là delle circostanze, oltre le mancanze materiali, indipendentemente dalle altre persone. Magari scoprirà che il suo animo si rallegra di piccole cose come la compagnia e la stima per suo marito, che si gratifica per un semplice atto di gentilezza o di generosità, che nonostante tutto riesce a mettere un piatto in tavola. La vita non è scontata, è un dono, e non abbiamo altre chance a disposizione.
Siamo sempre di fronte a una scelta, anche lei lo è: scegliere di rincorrere ciò che vorremmo essere, constatando che non ci riusciremo mai, lamentandoci di tutto ciò che non è sotto il nostro controllo e mettendo in moto comportamenti di cieca obbedienza (ruminazione, ansia, dipendenze, frustrazione, rabbia); oppure scegliere di sganciarsi da tutto ciò che la mente produce in modo negativo e osservare semplicemente quello che siamo e che possiamo fare per essere più soddisfatti, anche solo un po', anche solo per poco tempo, agendo nella direzione dei nostri valori, di ciò che pensiamo di essere e di valere, non di quello che ipotizziamo dovremmo.
Fare questo step mentale da soli, mi rendo conto, può essere complesso. Un sostegno psicologico per lei potrebbe essere importante per trovare il suo metodo di sganciamento dalle negatività della sua mente, e costruire nuove prospettive.
Se lo desidera posso aiutarla a comprendere come riprendere in mano la sua vita e condizionarla positivamente.
Le auguro il meglio, Dott. Antonio Cortese
Hai affrontato così tanti ostacoli con un coraggio che forse non riesci a riconoscere in te stessa. La salute fisica, economica e sociale sono sicuramente aspetti importanti che possono mettere a dura prova chiunque, ma voglio ricordarti che non sei sola in questo mondo, e ci sono risorse, persone e strumenti che possono aiutarti a trovare una via d'uscita. È possibile che tu senta che nessuno ti abbia mai capito o supportato come meritavi, ma questo non significa che il tuo futuro debba essere così.
È normale sentirsi sopraffatti quando sembra che tutto stia crollando, ma voglio invitarti a fare un passo indietro e a riflettere: sei qui, stai scrivendo, stai cercando di esprimere ciò che senti, e questo è già un atto di forza.
Se lo desideri, possiamo anche esplorare insieme idee su come affrontare questi ostacoli in modo pratico. A volte anche piccoli cambiamenti, o nuovi approcci per gestire le situazioni, possono aprire spiragli di luce. Voglio dirti che sei una persona che ha valore, e anche se in questo momento il tunnel sembra infinito, una via d'uscita può esserci. Se ti va, sono qui per continuare a parlare con te, senza giudizio e con tutto il rispetto che meriti.
Dott.ssa Antonella Bellanzon
È normale sentirsi sopraffatti quando sembra che tutto stia crollando, ma voglio invitarti a fare un passo indietro e a riflettere: sei qui, stai scrivendo, stai cercando di esprimere ciò che senti, e questo è già un atto di forza.
Se lo desideri, possiamo anche esplorare insieme idee su come affrontare questi ostacoli in modo pratico. A volte anche piccoli cambiamenti, o nuovi approcci per gestire le situazioni, possono aprire spiragli di luce. Voglio dirti che sei una persona che ha valore, e anche se in questo momento il tunnel sembra infinito, una via d'uscita può esserci. Se ti va, sono qui per continuare a parlare con te, senza giudizio e con tutto il rispetto che meriti.
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buonasera,
prima di tutto, voglio dirle che il dolore e la fatica che sta vivendo emergono chiaramente dalle sue parole, e mi dispiace profondamente che si senta così sola e sopraffatta. Non è sola, anche se adesso tutto sembra buio e insensato.
Ha raccontato di tante perdite e delusioni che l’hanno segnata: il distacco di persone importanti, le difficoltà economiche, la salute, il senso di insoddisfazione per il presente e la paura del futuro. È normale sentirsi esausti quando sembra che tutto vada storto. Ma il fatto che stia scrivendo qui significa che, dentro di lei, c’è ancora una parte che vuole essere ascoltata, che spera in una risposta, in un aiuto. E questo è già un segno di forza, anche se adesso non lo vede.
Non merita di soffrire così, e soprattutto non deve affrontare tutto questo da sola. Il dolore che sta provando ha bisogno di essere accolto in un luogo sicuro, con persone che possano aiutarla davvero. Ha mai pensato di parlarne con un professionista, qualcuno che possa camminare accanto a lei e aiutarla a ritrovare un senso anche in tutto questo buio?
Ci sono momenti in cui sembra che nulla valga più la pena, ma la sua voce conta, la sua sofferenza merita ascolto e comprensione. Per favore, non si isoli. Si dia la possibilità di cercare aiuto, di parlare con qualcuno che possa sostenerla. Se il dolore è troppo forte, provi a contattare un numero di emergenza o una linea di supporto psicologico. Ci sono persone pronte ad ascoltarla, ad aiutarla a vedere che c’è ancora una via d’uscita che non sia la disperazione. Non è sola!
Le mando un forte abbraccio
prima di tutto, voglio dirle che il dolore e la fatica che sta vivendo emergono chiaramente dalle sue parole, e mi dispiace profondamente che si senta così sola e sopraffatta. Non è sola, anche se adesso tutto sembra buio e insensato.
Ha raccontato di tante perdite e delusioni che l’hanno segnata: il distacco di persone importanti, le difficoltà economiche, la salute, il senso di insoddisfazione per il presente e la paura del futuro. È normale sentirsi esausti quando sembra che tutto vada storto. Ma il fatto che stia scrivendo qui significa che, dentro di lei, c’è ancora una parte che vuole essere ascoltata, che spera in una risposta, in un aiuto. E questo è già un segno di forza, anche se adesso non lo vede.
Non merita di soffrire così, e soprattutto non deve affrontare tutto questo da sola. Il dolore che sta provando ha bisogno di essere accolto in un luogo sicuro, con persone che possano aiutarla davvero. Ha mai pensato di parlarne con un professionista, qualcuno che possa camminare accanto a lei e aiutarla a ritrovare un senso anche in tutto questo buio?
Ci sono momenti in cui sembra che nulla valga più la pena, ma la sua voce conta, la sua sofferenza merita ascolto e comprensione. Per favore, non si isoli. Si dia la possibilità di cercare aiuto, di parlare con qualcuno che possa sostenerla. Se il dolore è troppo forte, provi a contattare un numero di emergenza o una linea di supporto psicologico. Ci sono persone pronte ad ascoltarla, ad aiutarla a vedere che c’è ancora una via d’uscita che non sia la disperazione. Non è sola!
Le mando un forte abbraccio
Buongiorno, mi spiace sentirle dire quelle parole, la situazione che sta attraversando è difficile e non basterà sicuramente un messaggio ad alleviare la sua sofferenza. So che lei in questo momento vede solo ostacoli nella sua vita e percepisce gli allontanamenti di quelle persone importanti come degli abbandoni, ma il darsi per vinta è la strada più facile. Stare bene è possibile ma si deve fare aiutare. Ci sono dei percorsi psicologici gratuiti che possono essere svolti in alcune strutture sanitarie come i consultori. Provi ad informarsi, le auguro buona fortuna.
Quello che scrive trasmette un dolore profondo, un accumulo di delusioni e rinunce che sembrano aver eroso, nel tempo, ogni speranza di costruire qualcosa di stabile e gratificante. Leggendo le sue parole, emerge una sensazione di solitudine e di perdita, non solo materiale ma anche affettiva, come se ogni legame significativo fosse sfumato, lasciandola con la percezione di essere rimasta senza punti di riferimento.
Ciò che colpisce è il modo in cui ha sempre cercato di dare un senso alle azioni degli altri, di comprendere e giustificare le loro scelte, anche quando queste l'hanno ferita. Come se, in fondo, il problema fosse lei, come se non fosse mai abbastanza interessante, abbastanza importante da meritare attenzioni spontanee. Eppure, la sua sofferenza non è il segno di un fallimento, ma della profondità con cui vive i legami e della capacità di sentire, di voler costruire qualcosa che abbia valore.
Forse, più che trovare risposte immediate, potrebbe essere utile esplorare insieme il significato di questo dolore: cosa rappresentano per lei queste perdite? Cosa le hanno insegnato sul suo valore? E soprattutto, come può ritrovare uno spazio in cui sentirsi vista e riconosciuta, senza che questo dipenda esclusivamente dagli altri?
Il suo malessere merita di essere accolto, compreso e trasformato. Non è sola, e non è condannata a vivere questa sofferenza come un destino ineluttabile. C'è ancora spazio per ricostruire, un passo alla volta.
Ciò che colpisce è il modo in cui ha sempre cercato di dare un senso alle azioni degli altri, di comprendere e giustificare le loro scelte, anche quando queste l'hanno ferita. Come se, in fondo, il problema fosse lei, come se non fosse mai abbastanza interessante, abbastanza importante da meritare attenzioni spontanee. Eppure, la sua sofferenza non è il segno di un fallimento, ma della profondità con cui vive i legami e della capacità di sentire, di voler costruire qualcosa che abbia valore.
Forse, più che trovare risposte immediate, potrebbe essere utile esplorare insieme il significato di questo dolore: cosa rappresentano per lei queste perdite? Cosa le hanno insegnato sul suo valore? E soprattutto, come può ritrovare uno spazio in cui sentirsi vista e riconosciuta, senza che questo dipenda esclusivamente dagli altri?
Il suo malessere merita di essere accolto, compreso e trasformato. Non è sola, e non è condannata a vivere questa sofferenza come un destino ineluttabile. C'è ancora spazio per ricostruire, un passo alla volta.
Buongiorno, capisco quanto possa sentirsi delusa, triste e amareggiata ma immagino anche che, se ha scritto tutto questo, stia cercando un modo per stare meglio e giustamente voglia ancora riuscire a vivere una vita appagante. Non perda le speranze perché ci sono sempre delle possibilità, anche se adesso non le vede. Si tende a guardare al passato e al futuro con gli occhi del presente e se il presente è particolarmente difficile e penoso, queste diventano le qualità e gli atteggiamenti con cui si "colora" anche il futuro. Cerchi aiuto in una psicoterapia che la supporti nel trovare nuovi modi e prospettive per avere una buona vita nonostante le difficoltà, non può sapere cosa il futuro le riserva di nuovo. Un caro saluto
Gentilissima, la ringrazio intanto per le condivisioni che si è sentita di di rivolgere a noi. Non deve essere stato semplice cercare di capire a chi poter affidare la sua storia che sembra essere molto densa. La sensazione di perdita che la accompagna la spinge probabilmente a credere che non ci siano soluzioni per la sua insoddisfazione. Ci sono sicuramente degli aspetti che non abbiamo il potere di cambiare nella nostra vita, perché dati da eventi che non riusciamo a controllare. Ci sono, però, aspetti che sicuramente abbiamo il potere di cambiare, anche se a volte sembra impossibile e ci si sente incastrati. L'insoddisfazione che sente, in fondo, è un segnale ben forte che le indica che qualcosa può essere sistemata. Non è costretta a "subire gli eventi", non tutti per lo meno. Può muovere alcune cose per rimettersi al centro della sua vita e agire da protagonista. Immagino quanto possa essere complesso in una condizione di sofferenza. Con l'aiuto di un professionista, sono certa che riuscirebbe a focalizzare alcuni aspetti su cui fare un pò di ordine. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo per uscire da questo tunnel che sente di star percorrendo. Se ritiene di non riuscire ad accedere ad una terapia privatamente, può rivolgersi ai servizi pubblici del territorio in cui vive come ad esempio CPS, CSM, Consultori. Non molli! E si faccia questo regalo!
Resto comunque a disposizione. Un caro saluto
Resto comunque a disposizione. Un caro saluto
Buongiorno, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Le posso rimandare che per poter uscire da questo tunnel, dovrebbe trovare qualcosa che nel suo piccolo può fare e che la rende felice. Le consiglio di fare una visita da uno psichiatra per capire se è necessario prendere die farmaci per stabilizzare l'umore e in parallelo iniziare un percorso di supporto psicologico così da affrontare questo momento così difficile e iniziare a vedere la luce.
Partire da sé è fondamentale per poter vedere fiorire intorno.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Partire da sé è fondamentale per poter vedere fiorire intorno.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
ciao cara. Il fatto che tu abbia scritto questo messaggio, che tu abbia espresso tutto ciò che provi, significa che dentro di te c’è ancora una parte che vuole essere ascoltata, che desidera trovare una via d’uscita da questa sofferenza. E voglio dirti che questa via esiste, anche se adesso sembra invisibile.Ma non sei sola e, soprattutto, non devi affrontare tutto questo da sola.
Ti invito a considerare l’idea di intraprendere un percorso di supporto psicologico. Non perché tu sia "sbagliata" o "debole", ma perché nessuno dovrebbe affrontare una sofferenza così grande senza un aiuto adeguato. Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a trovare un modo per gestire il dolore, per riscoprire un senso, per darti lo spazio di cui hai bisogno per elaborare queste perdite e questo senso di insoddisfazione.
Nel frattempo, per favore, se i pensieri legati al mettere fine a tutto diventano troppo forti e difficili da gestire, cerca immediatamente aiuto. Contatta un amico, un familiare o un servizio di emergenza. Ci sono persone che vogliono ascoltarti e che possono aiutarti a uscire da questo buio.
Vuoi parlarne con me? Posso aiutarti a trovare un punto da cui iniziare per alleggerire almeno un po’ questo peso.
Ti invito a considerare l’idea di intraprendere un percorso di supporto psicologico. Non perché tu sia "sbagliata" o "debole", ma perché nessuno dovrebbe affrontare una sofferenza così grande senza un aiuto adeguato. Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a trovare un modo per gestire il dolore, per riscoprire un senso, per darti lo spazio di cui hai bisogno per elaborare queste perdite e questo senso di insoddisfazione.
Nel frattempo, per favore, se i pensieri legati al mettere fine a tutto diventano troppo forti e difficili da gestire, cerca immediatamente aiuto. Contatta un amico, un familiare o un servizio di emergenza. Ci sono persone che vogliono ascoltarti e che possono aiutarti a uscire da questo buio.
Vuoi parlarne con me? Posso aiutarti a trovare un punto da cui iniziare per alleggerire almeno un po’ questo peso.
Salve, il suo messaggio esprime una profonda sofferenza e un senso di smarrimento che si sono accumulati nel tempo, rendendo la vita quotidiana particolarmente faticosa e priva di gioia. Attraverso le sue parole, emerge il peso delle aspettative infrante e delle perdite relazionali che hanno segnato il suo percorso, esacerbando la sensazione di essere intrappolata in una situazione insostenibile. Le esperienze di abbandono, di distanziamento da figure importanti e l’assenza di stabilità economica sembrano contribuire a un profondo senso di inadeguatezza e disperazione. In questi momenti di crisi, i pensieri di voler porre fine a tutto possono affiorare, e la solitudine che accompagna tali pensieri può sembrare opprimente. Tuttavia, la sua capacità di esprimere questi sentimenti attraverso la scrittura è un atto di coraggio e un segnale della sua incredibile forza interiore. È importante ricordare che un percorso di ascolto e riflessione può essere d'aiuto nel trovare un nuovo significato e scoprire quelle risorse interne che, in questo momento, potrebbero non essere visibili. Esplorare e dare voce a questi vissuti dolorosi in uno spazio empatico e senza giudizio potrebbe rappresentare un passo verso la comprensione di sé e la ricerca di nuove possibilità di vita che attualmente sembrano precluse. Se lo desidera, sono qui per offrirle il supporto e l’ascolto di cui ha bisogno in questo momento difficile.
La invito a contattarmi per trovare insieme una strada che possa portare a una maggiore serenità e benessere.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
La invito a contattarmi per trovare insieme una strada che possa portare a una maggiore serenità e benessere.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Cara,
le tue parole arrivano forti e chiare, e dietro ogni frase si sente tutto il peso di ciò che stai vivendo. Non sei affatto “confusa”, come dici: stai solo provando a dare voce a un dolore che è stratificato, fatto di delusioni, solitudine, rinunce, mancanze. E di una stanchezza che non è solo fisica, ma anche dell’anima.
Non c’è nulla da minimizzare: perdere pezzi importanti della propria vita – persone, sogni, punti di riferimento – fa male. Fa tremare le fondamenta. E ogni tua emozione ha senso, ogni tua lacrima ha un posto. Questo dolore merita spazio, perché è reale, profondo, legittimo.
Ma dentro questo stesso dolore, anche se ora può sembrare impossibile crederlo, ci sono i primi semi di qualcosa di nuovo. A volte i momenti più bui diventano le soglie di un cambiamento, di una parte di vita che può sorprendere. Non per magia, ma perché dentro di te c'è una forza che si sente anche ora, nelle parole che hai scelto di scrivere, nel fatto stesso che hai deciso di raccontarti. Nonostante tutto, hai trovato il coraggio di aprirti, e questo già dice tanto di te.
Forse oggi ti sembra tutto perduto, ma non sei perduta tu. Non sei sola, anche se può sembrare così. Puoi chiedere aiuto, puoi farti accompagnare. Non devi fare tutto da sola. C’è una rete che può accoglierti, professionisti pronti ad ascoltarti, a camminare con te in questo momento così delicato. E non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto, anzi: è un gesto di cura verso di te, un primo passo.
Non possiamo cambiare ciò che è accaduto, ma possiamo scegliere cosa farne. E anche se adesso è tutto opaco, dentro di te ci sono ancora risorse, potenzialità, desideri. Forse è proprio da qui, da questa crisi profonda, che potrà nascere la parte più autentica e bella della tua vita.
Ti abbraccio, con rispetto e vicinanza.
Raffaella.
le tue parole arrivano forti e chiare, e dietro ogni frase si sente tutto il peso di ciò che stai vivendo. Non sei affatto “confusa”, come dici: stai solo provando a dare voce a un dolore che è stratificato, fatto di delusioni, solitudine, rinunce, mancanze. E di una stanchezza che non è solo fisica, ma anche dell’anima.
Non c’è nulla da minimizzare: perdere pezzi importanti della propria vita – persone, sogni, punti di riferimento – fa male. Fa tremare le fondamenta. E ogni tua emozione ha senso, ogni tua lacrima ha un posto. Questo dolore merita spazio, perché è reale, profondo, legittimo.
Ma dentro questo stesso dolore, anche se ora può sembrare impossibile crederlo, ci sono i primi semi di qualcosa di nuovo. A volte i momenti più bui diventano le soglie di un cambiamento, di una parte di vita che può sorprendere. Non per magia, ma perché dentro di te c'è una forza che si sente anche ora, nelle parole che hai scelto di scrivere, nel fatto stesso che hai deciso di raccontarti. Nonostante tutto, hai trovato il coraggio di aprirti, e questo già dice tanto di te.
Forse oggi ti sembra tutto perduto, ma non sei perduta tu. Non sei sola, anche se può sembrare così. Puoi chiedere aiuto, puoi farti accompagnare. Non devi fare tutto da sola. C’è una rete che può accoglierti, professionisti pronti ad ascoltarti, a camminare con te in questo momento così delicato. E non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto, anzi: è un gesto di cura verso di te, un primo passo.
Non possiamo cambiare ciò che è accaduto, ma possiamo scegliere cosa farne. E anche se adesso è tutto opaco, dentro di te ci sono ancora risorse, potenzialità, desideri. Forse è proprio da qui, da questa crisi profonda, che potrà nascere la parte più autentica e bella della tua vita.
Ti abbraccio, con rispetto e vicinanza.
Raffaella.
Ciao, ho letto il tuo messaggio, anzi la tua richiesta d'aiuto. Quello che tu racconti sembrerebbe una condizione che non ha vie d'uscita, salvo soluzioni "estreme". Si percepisce la tua grande stanchezza e la tua delusione, ma anche il tuo desiderio di una vita più piacevole dell'attuale e il non volersi necessariamente accontentare sempre (es. rispetto al luogo dove vivere).
A volte non è facile vedere possibili strade se si è troppo stanchi o angosciati, ma non è detto che non ce ne siano. Forse potrebbe farti bene il confronto con uno psicologo per lavorare sui tuoi rimpianti; se non hai la disponibilità economica puoi sempre rivolgerti alla ASL territoriale o provare a chiedere prezzi calmierati. Un caro saluto dott.ssa Rachele Petrini
A volte non è facile vedere possibili strade se si è troppo stanchi o angosciati, ma non è detto che non ce ne siano. Forse potrebbe farti bene il confronto con uno psicologo per lavorare sui tuoi rimpianti; se non hai la disponibilità economica puoi sempre rivolgerti alla ASL territoriale o provare a chiedere prezzi calmierati. Un caro saluto dott.ssa Rachele Petrini
Cara,
Le difficoltà che ha elencato sono obiettive. Lavoro, famiglia, amici. Tuttavia, quello che può sicuramente aiutarla è un diverso approccio alle difficoltà, che non è la solita frase da spot commerciale, vuota e inutile.
Mi contatti pure se lo ritiene utile, perché la depressione è un stato in cui potrebbe essere coinvolta, se non lo è già, naturalmente. Sopraggiunge con il dissolversi dei significati, come mi sembra essere la sua situazione. Niente ha più senso e sente che tutta la sua vita è un totale fallimento. In genere non sono così determinato nel propormi ad un cliente, ma nel suo caso direi proprio che è doveroso.
Per prima cosa, lavorerei radicalmente sul suo modo di interpretare le difficoltà: mi creda, anche se sembra impossibile "cambiare punto di vista", è necessario soltanto il metodo giusto. Ci sono persone che, proprio nelle difficoltà, trovano la spinta necessaria a risorgere - questo posso testimoniarlo sia dal punto di vista professionale che, sopratutto, personale. Cambiare modalità di gestione delle difficoltà è un intervento tempestivo, per eliminare completamente i suoi pensieri suicidari e darle benzina da usare nelle problematiche quotidiane: come primi rudimenti essenziali per "tirarsi un po' su". Nel frattempo, ritengo che sarebbe molto utile lavorare direttamente su ogni aspetto sopramenzionato, dalla cerchia amicale a quella famigliare: sua sorella, in particolare, ma anche le prospettive di una famiglia, quando le condizioni economiche lo permetteranno. Non ho difficoltà a sospettare che suo marito abbia una certa reticenza a fare un figlio per questi motivi di natura pratica, laddove una donna, molto frequentemente, sente una necessità personale più forte di un uomo a fare figli - per questo la frena laddove lei potrebbe osare di più, per questi motivi.
Lei ha una patologia piuttosto avvilente - oltre ovviamente all'epilessia che le pregiudica il poter guidare e altro, ovvero il lipedema. Tuttavia, da come la sta affrontando, ovvero la dieta ferrea, mi conforta sapere che ha la determinazione e il giusto atteggiamento per combattere le sue battaglie. Quello che, a mio modesto parere, le può essere molto d'aiuto è lavorare sui significati che ancora conserva, per trovare lì un diverso approccio ai problemi e ripristinare la voglia di vivere. Un ottimo passo sarebbe quello di lavorare sulle delusioni che l'hanno colpita: cosa si aspettava dalla vita e cosa ha ottenuto per ora. È possibile, che le aspettative che aveva erano ingiustificate di per sé, come se ciò che lei sognava le fosse stato promesso da qualcuno, senza mai menzionare le difficoltà importanti che l'hanno colpita.
Quindi, prima si potrebbe lavorare su questo diverso approccio alle difficoltà - e non è un percorso esente da difficoltà, mi creda - e nel lungo periodo, affrontare concretamente tutti i diversi aspetti, per guarire laddove ci sono ferite, riprendersi quello che si è perso, ritrovare la gioia di guardare al presente.
La realtà NON è così grigia. Coraggio e forza.
I miei più sinceri e cordiali,
Dott. Maccarri
Le difficoltà che ha elencato sono obiettive. Lavoro, famiglia, amici. Tuttavia, quello che può sicuramente aiutarla è un diverso approccio alle difficoltà, che non è la solita frase da spot commerciale, vuota e inutile.
Mi contatti pure se lo ritiene utile, perché la depressione è un stato in cui potrebbe essere coinvolta, se non lo è già, naturalmente. Sopraggiunge con il dissolversi dei significati, come mi sembra essere la sua situazione. Niente ha più senso e sente che tutta la sua vita è un totale fallimento. In genere non sono così determinato nel propormi ad un cliente, ma nel suo caso direi proprio che è doveroso.
Per prima cosa, lavorerei radicalmente sul suo modo di interpretare le difficoltà: mi creda, anche se sembra impossibile "cambiare punto di vista", è necessario soltanto il metodo giusto. Ci sono persone che, proprio nelle difficoltà, trovano la spinta necessaria a risorgere - questo posso testimoniarlo sia dal punto di vista professionale che, sopratutto, personale. Cambiare modalità di gestione delle difficoltà è un intervento tempestivo, per eliminare completamente i suoi pensieri suicidari e darle benzina da usare nelle problematiche quotidiane: come primi rudimenti essenziali per "tirarsi un po' su". Nel frattempo, ritengo che sarebbe molto utile lavorare direttamente su ogni aspetto sopramenzionato, dalla cerchia amicale a quella famigliare: sua sorella, in particolare, ma anche le prospettive di una famiglia, quando le condizioni economiche lo permetteranno. Non ho difficoltà a sospettare che suo marito abbia una certa reticenza a fare un figlio per questi motivi di natura pratica, laddove una donna, molto frequentemente, sente una necessità personale più forte di un uomo a fare figli - per questo la frena laddove lei potrebbe osare di più, per questi motivi.
Lei ha una patologia piuttosto avvilente - oltre ovviamente all'epilessia che le pregiudica il poter guidare e altro, ovvero il lipedema. Tuttavia, da come la sta affrontando, ovvero la dieta ferrea, mi conforta sapere che ha la determinazione e il giusto atteggiamento per combattere le sue battaglie. Quello che, a mio modesto parere, le può essere molto d'aiuto è lavorare sui significati che ancora conserva, per trovare lì un diverso approccio ai problemi e ripristinare la voglia di vivere. Un ottimo passo sarebbe quello di lavorare sulle delusioni che l'hanno colpita: cosa si aspettava dalla vita e cosa ha ottenuto per ora. È possibile, che le aspettative che aveva erano ingiustificate di per sé, come se ciò che lei sognava le fosse stato promesso da qualcuno, senza mai menzionare le difficoltà importanti che l'hanno colpita.
Quindi, prima si potrebbe lavorare su questo diverso approccio alle difficoltà - e non è un percorso esente da difficoltà, mi creda - e nel lungo periodo, affrontare concretamente tutti i diversi aspetti, per guarire laddove ci sono ferite, riprendersi quello che si è perso, ritrovare la gioia di guardare al presente.
La realtà NON è così grigia. Coraggio e forza.
I miei più sinceri e cordiali,
Dott. Maccarri
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