Dott.ssa
Antonella Colazzo
Psicologa
·
Psicoterapeuta
Psicologa clinica
Altro
Seclì 1 indirizzo
Esperienze
Mi tengo costantemente aggiornata sulle dinamiche di comunità, considerando l'impatto dei contesti e del momento storico-culturale attuale. Ho una particolare passione per il lavoro con gli adolescenti, poiché credo fermamente nel potenziale della prevenzione per affrontare situazioni complesse che, se non gestite, possono evolversi in difficoltà da adulti.
Attualmente, sto frequentando un Master intitolato "Adolescenti in crisi" presso la Fondazione Minotauro a Padova, per approfondire ulteriormente le mie competenze in questo ambito.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
Principali patologie trattate
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Stress
- Depressione
- Attacco di panico
- Ansia
- +6 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
40 € -
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Psicoterapia individuale
40 € -
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Bonus Psicologo - Consulenza Psicologica
40 € -
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Consulenza psicologica
40 € -
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Orientamento scolastico
40 € -
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Indirizzi (2)
Via Piave 22, Seclì 73050
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Disponibilità
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
5 recensioni
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T
Tonina C.
Un importante percorso terapeutico appena terminato. Infinitamente grata. Consiglio vivamente dottoressa
• Dott.ssa Antonella Colazzo Psicologa e Psicoterapeuta • consulenza psicologica •
Dott.ssa Antonella Colazzo
Grazie mille
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D
D.V
Gentilissima e competente. Un importante percorso da cui mi aspetto molto
• Dott.ssa Antonella Colazzo Psicologa e Psicoterapeuta • consulenza psicologica •
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R
R. D.
Ottima esperienza! Empatia e competenza
Sono le parole chiave. Professionista consigliagissimo• Dott.ssa Antonella Colazzo Psicologa e Psicoterapeuta • consulenza psicologica •
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F
Fabrizio
Esperienza molto importante per me.
Un bel percorso.
La dottoressa è molto gentile e raccomandata.• Dott.ssa Antonella Colazzo Psicologa e Psicoterapeuta • psicoterapia individuale •
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G
Giulia
Appuntamento puntualissimo, ambiente molto accogliente e la dottoressa con il giusto compromesso tra solarità e serietà mi ha da subito messa a mio agio. Ho intrapreso da 5 mesi un percorso analitico che ha un enorme importanza per il processo di cambiamento nel quale mi trovo. Consiglio vivamente la dottoressa!
• Dott.ssa Antonella Colazzo Psicologa e Psicoterapeuta • psicoterapia individuale •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 20 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, È possibile confondere I sintomi negativi della schizofrenia, con i sintomi depressivi.
Vi spiego ho 32 anni nell'ultimo periodo cioè da 2 settimane circa ho perso il piacere di fare le cose cioè li faccio ma mentre li faccio non trovo più il piacere che provavo prima di farle ecc, sono priva di emozioni, in più mi sento come quello che guardo lo vedo diverso come se non sono connesso... Ma bastano i sintomi negativi, per diagnosticare la schizofrenia?
Oppure bisogna avere anche sintomi positivi....perchè oltre questo ho paura di avere allucinazioni anche se non ne ho mai avute..
perché ho perso tutto le emozioni, il piacere di fare le cose. e sono in panico che sia schizofrenia...
Grazie mille
Buongiorno, le sue paure sono legittime e comprensibili, per poter avere delucidazioni in merito sarebbe opportuno che si rivolgesse a un medico psichiatra.
Salve a tutti.
Non so sinceramente se questa è più una richiesta d'aiuto o un mero sfogo, anche perchè di aiuto ormai, me ne aspetto ben poco.
Alla veneranda età di quasi 37 anni, mi sono resa conto di quanto non sia riuscita ad ottenere praticamente nulla dalla vita, nulla di ciò che mi ero prefissata. Un buon lavoro, che mi permettesse di vivere con dignità, una casa, una famiglia, dei figli, la presenza certa di alcune persone che ahimè sono sparite. Mi sono sposata 3 anni fa, e nonostante le grosse differenze con mio marito, abbiamo raggiunto un equilibrio, anche se spesso non sono sicura se ci rendiamo davvero felici a vicenda. Non so bene da dove iniziare sinceramente e so che sto scrivendo roba sconfusionata.
In sintesi. Abbiamo fatto i salti mortali, non ci siamo concessi vizi, se non il gelato artigianale in estate, una volta a settimana. Non ci siamo concessi il lusso di un figlio. Cosa che è pesata tantissimo a me, piuttosto che a lui(non ha mai manifestato una forte voglia di paternità, per il mondo attuale e per le responsabilità che comporta). Tutt'ora quando ci penso sento un nodo che si stringe in gola. Piano piano, stavamo mettendo via piccoli risparmi per poterci concedere almeno la sicurezza di una casa, quando arriva la sprangata. A settembre dobbiamo abbandonare la nostra attuale casa, essendo in locazione. Vivendo nell'Alto Garda la situazione case è diventata insostenibile per i residenti. Avere una casa decente in cui vivere senza spostarsi troppo e rimanere isolati, comporta spendere oltre i 250 k. Somma che ovviamente, anche accendendo un mutuo non riusciremo mai ad avere. Quindi cosa ci toccherà fare? Cosa dovrò fare? Di nuovo, mollare tutto e rinunciare. Accontentarmi della prima casa che capita, iniziare a fare sacrifici per una soluzione che non mi soddisfa e sentirmi giudicata perchè nel mio piccolo non voglio trasferirmi in un piccolo paese che non è dotato di supermercato, dove per forza di cosa ci si sposta in auto(non guido) o se non mi va bene una casa dove non abbia un minimo di balconi. Ho pensato di tutto. Anche di informarmi come funzionano alcune piattaforme "osé" per così dire.
Avrei voluto sfogarmi con mia sorella. Ma lei è sparita dalla mia vita, quando ha scelto di vivere col suo attuale compagno. Il mio solo mettere in dubbio la loro relazione a causa della forte differenza d'età (lui ora 56 lei 30), ha portato, da parte sua, a mancare al giorno più importante della mia vita il mio matrimonio e poi a sparire definitivamente. Eravamo forse come due migliori amiche. E' stato così, improvviso come un fulmine a ciel sereno. Anche nel suo caso, non ci è voluto molto a capire quali fossero le priorità. Scontato dire che non me lo sarei mai aspettata, soprattutto dopo che il suo lui, da buon narcisista quale è, ha fatto in modo che approvasse solo persone che accettassero lui in primis, altrimenti da li, il mettere in dubbio la relazione e quindi l'amore di lei. Ho passato un brutto anno, piangevo quasi ogni giorno. Fatalità dopo qualche mese un'altra bella doccia fresca; la scomparsa della mia migliore amica. Forse fa un po' ridere, stile romanzo rosa.
Complici dall'epoca delle superiori, conosciute per caso, passato insieme una vita. Siamo andate avanti a distanza per anni dopo esserci trasferite. Difficilmente qualcuno mi capiva così.
Col tempo però capivo quanto le nostre priorità fossero diverse. Io che facevo i salti mortali per vederla almeno una volta l'anno (ci separano 350 km soltanto) e lei, che per passare a trovarmi mi diceva quanto sarebbe stato impossibile con i bambini piccoli. I bimbi sono cresciuti, ma poi è subentrato i mal d'auto. Il mal d'auto però stranamente finiva in zona Gardaland. Stranamente non c'era nemmeno per ritornare a in Emilia dopo essersi trasferita in Svizzera. Aveva bisogno di ritornare lì, questa la sua "giustifica". E la mia stupida vocina interiore a sottolineare quanto invece non avesse il minimo interesse o sentisse il minimo bisogno nel vedere me. Il mio matrimonio non è stato opzionale, troppi soldi per aereo e hotel, perchè muoversi da soli per la propria migliore amica? Per una sorella che ha sempre criticato, con cui non ha rapporto, non ha fatto una piega a dover fare un viaggio anche di 5 ore, in vista della laurea, però ecco, la sua migliore amica in tutto ciò non era da mettere in conto. Ma nonostante tutto sono stata sempre comprensiva, ho cercato di dare delle spiegazioni senza per forza dover pensare male, finchè poi non si è iscritta all'università e da lì i rapporti si sono definitivamente chiusi in un modo che forse è veramente impossibile recuperare, ma che al momento attualmente probabilmente non ha nemmeno senso provarci. Dal sentirci ogni giorno, siamo passate a una volta a settimana, da una volta a settimana, a una al mese, per poi non sentirci più. Le motivazioni erano sempre quelle. Troppo studio, gli impegni familiari. E nel mentre dentro di me una vocina diceva, che ormai siamo talmente social e dipendenti dalla tecnologia, che anche durante un viaggio i treno o mentre si è in bagno, ci si può mandare un vocale o un messaggio. Probabilmente non era il poco tempo, ma ormai il poco interesse. Non ero più interessante. Sono diventata noiosa?
Ed è così che un altro pilastro della mia vita, un muro che pensavo fosse portante è crollato. Non so se ho sofferto più questa mancanza o quella di mia sorella.
Adesso sono qui che penso. Mi restano i miei genitori, mio marito. Non sono soddisfatta di nulla della mia vita, non riesco a fare nulla, se non subire gli eventi. Le poche amicizie sono sparite. Allora penso e dico. Perchè lottare ancora? Perchè affannarsi tanto se alla fine si sarà sempre infelici? La salute non va bene, sono epilettica, ansiosa e soffro di lipedema che mi porta nel cronico a diventare un mostro. Se non sto a dieta ferrea e faccio tanto sport, il mio grasso esplode. Fatalità, non mi posso allenare per un forte dolore alla spalla, che va avanti da due anni e che nessuno specialista riesce a risolvere.
A livello economico non viviamo bene; socialmente idem.
Non potremo farci una famiglia nostra visto che la rata del mutuo sarà talmente alta da dover fare la spesa con la calcolatrice.
Da settembre non avrò una casa e nonostante abbia chiesto a chiunque, istituzioni in primis, per noi, non c'è niente se non metterci un cappio al collo grazie alla collaborazione degli strozzini legalizzati. Passare così il resto della mia vita?
Sinceramente l'unico pensiero valido che mi faccia vedere la luce infondo al tunnel? Mettere fine a tutto. Ci sono giorni , che diventano sempre più frequenti, dove mi pento di aver rotto per sbaglio la boccetta di benzodiazepine.
salve, capisco che questo le sembri uno sfogo ma io credo sia una chiara richiesta di aiuto del tutto legittima. Mi sembra che lei si trovi in un momento di profonda difficoltà e capisco anche che le sembra di non avere più le risorse per far fronte alle sfide della vita e questo può generare la profonda angoscia che dalle sue parole percepisco. Da professionista della salute mentale le suggerisco di rivolgersi a un professionista che possa prendere in carico la sua storia e fornirle il supporto di cui ha bisogno. Questo spazio dove ha affidato parte del suo racconto è purtroppo riduttivo per riuscire a esprimere un parere, ma raccolga il coraggio che ha avuto nello scrivere questo suo pezzo di storia e lo riponga nel richiedere aiuto a un terapista. Per quel che vale le mando virtualmente tutto il mio supporto.
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