Buongiorno, sono un ragazzo di 21 anni scrivo per chiedere un parere riguardo un disturbo che sto a

26 risposte
Buongiorno,
sono un ragazzo di 21 anni scrivo per chiedere un parere riguardo un disturbo che sto avendo ormai da diversi mesi
Al risveglio, quasi ogni mattina, avverto nausea intensa con conati di vomito, senza però arrivare quasi mai al vomito vero e proprio.
La sensazione è localizzata allo stomaco, a volte accompagnata da eruttazioni con sapore di stomaco vuoto.

I sintomi durano circa 60 90 minuti e tendono a ridursi spontaneamente nel corso della mattinata, fino a scomparire del tutto.

Durante il resto della giornata sto generalmente meglio e riesco a mangiare regolarmente.

è da circa 3/4 giorni che sto cercando di mangiare meglio (pranzo e cena, prima riuscivo solo a cenare siccome a pranzo saltavo il pasto)

sono un ragazzo ansioso e sto facendo un percorso psicologico con una dottoressa, che, con tanto impegno sia da parte mia che sua, mi ha fatto uscire da una fase ansiosa acuta.


Mesi fa non riuscivo nemmeno ad uscire di casa, adesso è da 2 mesi che sono iscritto anche a scuola frequento le lezioni quasi tutti i giorni.


L'unica cosa che avevo sballato era il ritmo sonno-veglia, che sto cercando anche di risolvere
la mia dottoressa mi ha detto di provare prima ad aggiustare la mia alimentazione e il sonno, se poi questi sintomi persistono di fare qualche visita medica (ho gia fatto diversi esami tra cardiologo, rx torace, con risultati positivi) l'unico strascico rimasto è questa nausea al mattino, che alcuni giorni è presente poco, alcuni giorni è un po' piu forte magari causandomi un abbassamento dell'umore

diciamo che dopo il percorso che sto facendo e i tanti sacrifici avere questa batosta la mattina (sopportabile per carità, ma se non ci fosse sarebbe meglio...) è molto brutto, la vivo un po' male

vi ringrazio per l'attenzione
cordiali saluti
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
da ciò che descrive emerge un quadro piuttosto frequente nei ragazzi con una storia di ansia significativa, soprattutto quando l’ansia ha avuto manifestazioni intense e prolungate nel tempo.

La nausea mattutina, localizzata allo stomaco, con conati, eruttazioni e sensazione di “vuoto”, che tende a ridursi spontaneamente nel corso della mattinata, è spesso legata a una iperattivazione del sistema nervoso autonomo. Durante il risveglio, in particolare, il corpo può rimanere in una sorta di “allerta” residua: lo stomaco è uno degli organi più sensibili allo stress e all’ansia, anche quando questi sono molto migliorati sul piano psicologico consapevole.

Il fatto che:

i sintomi siano prevalentemente mattutini

migliorino nel corso della giornata

non impediscano l’alimentazione nelle ore successive

si inseriscano in un percorso di uscita da una fase ansiosa importante

fa pensare più a una somatizzazione ansiosa a livello gastrointestinale (talvolta associata a gastrite funzionale o reflusso “silente”) che a una problematica organica grave, soprattutto alla luce degli esami già eseguiti con esito negativo.

Sono molto importanti e corrette le indicazioni che sta già seguendo: regolarizzare il ritmo sonno–veglia e l’alimentazione è fondamentale, perché digiuni prolungati, orari sballati e sonno irregolare possono mantenere o amplificare questo tipo di sintomi. Anche l’umore che risente della nausea è comprensibile: dopo tanti progressi, avere ancora uno strascico fisico può essere frustrante e scoraggiante.

Detto questo, se la nausea mattutina dovesse persistere nonostante il miglioramento dello stile di vita, è consigliabile approfondire con uno specialista, in particolare un medico di base o un gastroenterologo, per escludere o trattare eventuali componenti funzionali (come gastrite, reflusso o colon irritabile) che spesso convivono con l’ansia e possono essere gestite efficacemente.

Continui il percorso psicologico: il lavoro che sta facendo sta già dando risultati importanti e questi sintomi possono rappresentare l’ultimo “residuo” di una fase difficile, destinato a ridursi ulteriormente con il tempo e con un inquadramento adeguato.

Un caro saluto

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Buongiorno, innanzitutto complimenti per i traguardi che hai raggiunto: tornare a frequentare la scuola e uscire di casa dopo una fase acuta sono vittorie enormi che testimoniano la tua grande forza di volontà e l'efficacia del percorso che stai seguendo.

Quello che descrivi — la nausea mattutina con conati senza vomito — è un sintomo molto comune in chi ha vissuto un lungo periodo di allerta. Da un punto di vista clinico e bioenergetico, lo stomaco è spesso il luogo dove si accumulano le tensioni non espresse. Al risveglio, quando il corpo passa dallo stato di riposo all'azione, il sistema nervoso può attivarsi in modo eccessivo, 'scaricando' sullo stomaco l'ansia anticipatoria della giornata, anche se razionalmente ti senti pronto ad affrontarla.

È corretto seguire il consiglio della tua dottoressa su sonno e alimentazione, ma se il sintomo persiste, considera che potrebbe trattarsi di una 'corazza muscolare' a livello diaframmatico che fatica a rilassarsi. Tecniche di rilassamento profondo, di alfabetizzazione emotiva (per capire cosa 'non mandi giù' della mattina) o piccoli esercizi di respirazione diaframmatica prima di alzarti dal letto potrebbero aiutare a sciogliere questo nodo.

Non vivere questa nausea come una 'batosta' o un ritorno al passato: è solo l'ultimo strascico fisico che ha bisogno di un po' più di tempo e di dolcezza per scomparire. Il tuo corpo sta solo imparando di nuovo a fidarsi della ritrovata serenità.

Un caro augurio per il tuo proseguimento,

Dott.ssa Maria Pandolfo Psicologa Clinica e della Riabilitazione
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro e onesto ciò che sta vivendo. Dal suo racconto emerge con forza quanto impegno e quanta determinazione abbia già messo nel rimettersi in piedi dopo un periodo molto difficile, e questo è un aspetto importante da riconoscere e valorizzare. Il fatto che oggi riesca a uscire di casa, frequentare la scuola e mantenere una certa regolarità nella giornata indica che un cambiamento reale è già in atto, anche se non tutto si è ancora sistemato come lei vorrebbe. I sintomi che descrive al risveglio, la nausea, i conati, la sensazione allo stomaco che poi tende a ridursi nel corso della mattinata, sono molto frequenti in persone che hanno attraversato o stanno ancora attraversando periodi di forte ansia. Il momento del risveglio è spesso quello in cui il corpo si trova più vulnerabile, perché viene meno il controllo cosciente che durante il giorno aiuta a tenere a bada le tensioni. È come se l’organismo, appena sveglio, facesse partire automaticamente una sorta di allarme, soprattutto se per mesi o anni ha associato il mattino a fatica, paura o anticipazione di qualcosa di difficile da affrontare. Il fatto che durante il resto della giornata lei stia meglio e riesca a mangiare regolarmente è un segnale importante, perché suggerisce che il corpo è in grado di ritrovare un equilibrio quando la mente si sente un po’ più al sicuro. Anche il cambiamento recente nell’alimentazione e il tentativo di regolarizzare il sonno vanno nella direzione giusta, ma è comprensibile che dopo soli pochi giorni i benefici non siano ancora stabili. Quando il corpo si abitua per molto tempo a ritmi irregolari, ha bisogno di continuità e pazienza prima di smettere di reagire con questi segnali. È altrettanto comprensibile che questa nausea mattutina venga vissuta come una grande ingiustizia, quasi una beffa, dopo tutti i sacrifici fatti. Spesso chi ha lottato duramente contro l’ansia si aspetta che, una volta superata la fase più acuta, tutto torni subito alla normalità. In realtà, il percorso è più simile a una strada in cui restano piccoli strascichi che non indicano un fallimento, ma una fase di assestamento. Il rischio, quando questi sintomi persistono, è che vengano interpretati come una minaccia o come la prova che qualcosa non stia davvero funzionando, e questo può alimentare un circolo di preoccupazione che li rende più intensi. Può essere utile provare a osservare questi momenti mattutini con uno sguardo meno giudicante, come se il corpo stesse ancora imparando che oggi la situazione è diversa rispetto a qualche mese fa. Non è facile, soprattutto quando il sintomo è fisico e fastidioso, ma spesso più ci si spaventa o ci si irrita per ciò che accade al risveglio, più il corpo tende a mantenere quella reazione. Il lavoro che sta facendo con la sua dottoressa va proprio nella direzione di aiutare mente e corpo a riallinearsi, e il fatto che lei abbia già ottenuto risultati importanti rende plausibile che anche questo residuo possa ridursi nel tempo. Se i sintomi dovessero persistere, sarà corretto approfondirli come le è stato suggerito, ma senza vivere questa eventualità come una sconfitta o come la prova che il percorso fatto non sia servito. Spesso si tratta di tasselli diversi dello stesso processo di recupero. Continui a concedersi il diritto di andare avanti un passo alla volta, riconoscendo i progressi già fatti e accettando che alcune mattine possano essere più faticose di altre senza che questo definisca il suo valore o il suo futuro. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Donatella Costanzo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con tanta sincerità. Capisco quanto possa essere faticoso convivere con questi sintomi, soprattutto dopo il percorso impegnativo e coraggioso che ha già fatto.
Scelgo però di non entrare nel merito del suo disturbo non per scortesia, ma per rispetto del suo spazio protetto: quello che sta costruendo insieme alla sua psicologa. È un luogo importante e prezioso, ed è lì che può trovare le risposte più giuste e personalizzate per lei. La invito a fidarsi di lei e ad ascoltare i suoi consigli, che sono validi e coerenti con il lavoro che state facendo.
Dal punto di vista organico, la sua psicologa ha fatto bene a suggerire un eventuale approfondimento medico se i sintomi dovessero persistere: prendersi cura di sé significa anche escludere con serenità altre cause, senza allarmismi.
Con gentilezza, il mio invito è quindi quello di continuare a cercare rassicurazioni e chiarimenti all’interno della relazione terapeutica che ha già avviato, che rappresenta il suo spazio sicuro e di crescita.
Le auguro di cuore di trovare presto maggiore sollievo e continuità nel benessere che sta costruendo passo dopo passo
Dott.ssa Nunzia Sasso
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Buongiorno, sono la dottoressa Nunzia Sasso, psicologa.
Le rispondo con molta partecipazione, perché dalle sue parole emerge chiaramente la fatica, ma anche la straordinaria determinazione che sta mettendo nel suo percorso. È importante che lei si fermi un istante a guardare indietro: passare dalla reclusione domestica alla frequenza scolastica quotidiana è un successo enorme. Non lo sottovaluti.
Questa nausea mattutina, che lei vive giustamente come una "batosta", in realtà può essere letta come l'ultimo avamposto di una difesa che il suo corpo ha eretto per tanto tempo. Il risveglio è il momento del passaggio dal controllo del sonno alla realtà della giornata; per una persona che ha sofferto di ansia acuta, è il momento in cui il sistema nervoso si "riattiva" e, talvolta, lo fa in modo troppo brusco, innescando una risposta di allerta nello stomaco.
È molto positivo che lei stia regolarizzando i pasti e il sonno. Il corpo ha una sua memoria e ha bisogno di tempo per capire che il "pericolo" è passato e che può abbassare la guardia anche al mattino. Non veda questo sintomo come un ritorno indietro, ma come un residuo fisiologico, una sorta di "eco" dell'ansia che sta lentamente sfumando man mano che lei riprende possesso della sua vita.
La frustrazione che prova è comprensibile, ma cerchi di non aggiungere tensione alla tensione: quando la nausea arriva, provi a ricordarsi che è solo un segnale che il suo corpo sta ancora imparando a rilassarsi e che, come ogni mattina, passerà nel giro di poco tempo. La sua capacità di frequentare la scuola nonostante questo fastidio è la prova della sua guarigione, non del contrario.
Le andrebbe di raccontarmi se ha notato se questa sensazione si intensifica nei giorni in cui la aspettano impegni scolastici più gravosi o se si presenta in modo identico anche nel fine settimana?
Dott.ssa Sofia Arreghini
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, grazie per essersi raccontato.
I sintomi che descrive sembrano manifestazioni somatiche di un'ansia residua, che può continuare ad esprimersi sul piano fisico anche quando la gestione emotiva migliora. Immagino quanto possa risultare faticoso e frustrante, soprattutto alla luce dell'impegno che ha messo e continua a mettere nel percorso psicologico in corso. E' importante sottolineare però come questi sintomi non invalidino il lavoro fin ora svolto e non costituiscano necessariamente segnali di regressione.
Lei scrive che avverte questi disturbi "quasi ogni mattina": potrebbe essere utile chiedersi quale sia il denominatore comune delle mattine in cui compaiono e, di contro, cosa caratterizzi quelle in cui sono assenti, così da avere una maggiore consapevolezza dei fattori coinvolti.
Provare a mantenere una buona regolarità nei ritmi di alimentazione e sonno può incidere positivamente sul benessere psico-fisico. Se queste manifestazioni dovessero mantenersi nel tempo o diventare particolarmente invalidanti, è consigliabile confrontarsi con la professionista di riferimento per valutare eventuali approfondimenti.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sofia Arreghini
Dott.ssa Roberta Ristagno
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Foligno
Salve, in ogni percorso terapeutico il punto di partenza imprescindibile è la costruzione di un quadro diagnostico chiaro, che può essere formulato solo da un professionista attraverso il colloquio clinico ed altri strumenti specifici; senza questa base, risulta poco utile congetturare approcci o durata della terapia, perché è la valutazione iniziale a orientare in modo appropriato obiettivi, metodo e tempi del lavoro. Auguri!
Dott. Natale Montalto
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Verona
Comprendo il tuo malessere e capisco quanto possa darti fastidio questo senso di nausea alla mattina. Molto positivo il fatto che tu stia seguendo un percorso e che stia dando i suoi frutti. Mi vengono in questo momento alcune domande da porti e nel caso in cui vorrai contattarmi, potremmo approfondire insieme questo malessere allo stomaco, il ritmo sonno-veglia e quest'ansia che in qualche modo stai affrontando positivamente.
Dott. Fabian Gabriel Beneitez
Psicologo, Professional counselor
Fermo
La ringrazio per aver condiviso con chiarezza e fiducia la sua esperienza.
Da quanto descrive, e ferma restando la necessaria esclusione di patologie di natura medica, il quadro appare compatibile con una manifestazione psicosomatica a prevalente componente ansiosa, frequente nei periodi di riorganizzazione emotiva e fisiologica dopo una fase di forte attivazione dell’ansia. In particolare, il risveglio mattutino rappresenta un momento delicato di transizione, in cui il corpo può esprimere tensioni residue attraverso sintomi gastrointestinali, soprattutto in presenza di un ritmo sonno / veglia e alimentare che si sta ancora stabilizzando.
Il fatto che i sintomi si attenuino spontaneamente nel corso della mattinata, che l’appetito ritorni durante il giorno e che lei stia compiendo progressi significativi sul piano psicologico e funzionale sono elementi incoraggianti e coerenti con questa lettura. Comprensibile, inoltre, che la persistenza della nausea possa incidere sul tono dell’umore, soprattutto dopo l’impegno e i sacrifici che il suo percorso ha richiesto.
È importante che continui a farsi seguire dalla professionista con cui è già in carico, integrando gradualmente il lavoro psicologico con una regolarizzazione del sonno e dell’alimentazione e, se i sintomi dovessero persistere o modificarsi, con un ulteriore confronto medico per completezza diagnostica.
Le auguro di poter proseguire questo percorso con la stessa costanza dimostrata finora, ritrovando progressivamente maggiore benessere e serenità anche nei risvegli del mattino.
Buon pomeriggio,
la situazione che descrive evidenzia un malessere persistente che potrebbe essere in parte collegato a fattori ansiosi e di regolazione psicofisiologica, in particolare al risveglio.
Il percorso psicologico che sta portando avanti sembra stia producendo cambiamenti importanti e significativi anche rispetto all'alimentazione e ritmo sonno–veglia.
È importante che riferisca questo sintomo alla psicologa che la segue, così da poterlo inquadrare all’interno del percorso già avviato e valutare insieme se e quando affiancare eventuali approfondimenti medici. Avendo una visione complessiva della sua storia, potrà offrirle il supporto più adeguato.
Comprendo che questo residuo di nausea mattutina possa essere vissuto come frustrante, soprattutto dopo i tanti sforzi fatti, ma il fatto che durante la giornata stia meglio è un elemento incoraggiante. Un caro saluto, PR.
Dott.ssa Anna Tosi
Psicologo, Psicologo clinico
Caldiero
Buongiorno, la ringrazio per la condivisione. Immagino che questo malessere mattutino possa incidere anche sull'umore e possa avere un ruolo nell'alimentare o mantenere l'ansia quotidiana. Per questo è importante capirne la natura per intervenire in maniera mirata. Per prima cosa, è importante escludere cause prettamente organiche, perciò è importante che lei consulti il medico di base. Non è raro, però, che i disturbi gastrointestinali abbiano origine da forme d'ansia o disagi psicologici che si manifestano con somatizzazioni quali mal di stomaco, bruciore, o appunto nausea. Il percorso psicologico che sta facendo è sicuramente molto importante e questo lo potrà aiutare anche a ridurre il sintomo somatico mattutino. Un mio consiglio è quello di esporre il problema alla sua terapeuta, nel caso in cui non l'avesse già fatto, e valutare insieme se dare priorità alla gestione di questo sintomo, considerato che potrebbe appunto contribuire a mantenere il suo stato d'ansia generale incastrandola in un circolo vizioso disfunzionale. Per il resto, credo che il lavoro che sta facendo sia fondamentale e che con pazienza riuscirà a gestire bene anche questo tipo di sintomatologia. Resto a disposizione. Dott.ssa Anna Tosi
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

Il consiglio è quello di continuare il percorso psicologico in atto e di valutare la consulenza di uno psichiatra/neurologo per i sintomi descritto.

Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fioa
Dott.ssa Ylenia De Fusco
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso in modo così dettagliato ciò che sta vivendo. Si percepisce chiaramente quanta fatica ci sia stata negli ultimi mesi, ma anche il grande impegno e i passi importanti che ha fatto per stare meglio: il fatto che oggi riesca a uscire, frequentare la scuola e mangiare con maggiore regolarità è un segnale significativo di ripresa, la quale non può considerarsi come scontata.

I sintomi che descrive, per come si presentano (prevalentemente al risveglio, con un miglioramento spontaneo nel corso della mattinata e l’assenza di difficoltà durante il resto della giornata), possono avere una forte componente psicosomatica. In momenti di stress o di riorganizzazione emotiva, il corpo può continuare a esprimere tensione attraverso lo stomaco, che è spesso una delle sedi principali di manifestazione dell’ansia, anche quando la fase più acuta sembra superata.

È comprensibile che questa nausea mattutina venga vissuta con scoraggiamento: dopo tanti sforzi, ritrovarsi ogni giorno a fare i conti con questo “strascico” può abbassare l’umore e far temere di non essere davvero fuori dal periodo difficile. Allo stesso tempo, il fatto che stia lavorando sul ritmo sonno-veglia e sull’alimentazione è un passaggio non di poco conto.

È molto significativo che lei porti questi dubbi e questa sofferenza: le suggerisco di condividere proprio questi vissuti e queste domande con la sua terapeuta. Parlare di come vive questa nausea, di ciò che rappresenta per lei al mattino e dell’impatto emotivo che ha, può diventare una parte centrale del lavoro terapeutico, aiutandovi a comprendere meglio il legame tra corpo ed emozioni e a ridurre gradualmente anche questo sintomo.

Concludo rimandandole che il percorso che sta facendo non è affatto da sminuire, e che il corpo spesso ha bisogno di un po’ più di tempo per allinearsi ai cambiamenti psicologici.

Un caro saluto.
Gentile utente,
la ringrazio per aver scritto in modo così chiaro e sincero: dalle sue parole emerge un grande impegno nel prendersi cura di sé, e questo è un aspetto tutt’altro che scontato.
Quello che descrive – nausea mattutina, conati senza vomito, sensazione di stomaco vuoto, miglioramento spontaneo nel corso della mattinata – è un quadro molto frequente nei percorsi di uscita da una fase ansiosa intensa, soprattutto quando l’ansia è stata a lungo “incarnata” nel corpo. Il fatto che durante il resto della giornata lei stia meglio, riesca a mangiare e a svolgere le sue attività, è un dato clinicamente rassicurante.
Dal punto di vista psicofisiologico, il risveglio è uno dei momenti più delicati:
• il sistema nervoso autonomo passa dalla fase notturna a quella di attivazione,
• il cortisolo aumenta fisiologicamente,
• lo stomaco è vuoto,
• e se per mesi il corpo ha “imparato” a esprimere l’ansia a livello gastrointestinale, può continuare a farlo anche quando la mente sta meglio.
In altre parole, il corpo spesso arriva dopo. Non è un segno di regressione né di fallimento del percorso, ma uno “strascico” coerente con la storia che racconta.
Dal punto di vista sistemico-relazionale, è importante anche un altro aspetto: lei sta attraversando una fase di riorganizzazione profonda (uscire di casa, tornare a scuola, riprendere ritmi, ridefinire la fiducia in sé). La nausea del mattino può essere letta come un segnale di soglia: il momento in cui il corpo “controlla” se è davvero al sicuro affrontare la giornata. Questo spiega perché l’umore ne risenta: non è debolezza, è stanchezza dopo una lunga battaglia.
Sta facendo esattamente le cose giuste:
• regolarizzare l’alimentazione (anche piccoli bocconi al mattino, se possibile),
• lavorare sul ritmo sonno–veglia,
• continuare il percorso psicologico, che evidentemente sta dando risultati importanti.
Se i sintomi dovessero persistere nel tempo, è corretto – come le ha suggerito la sua dottoressa – affiancare una valutazione medica gastroenterologica, non perché “ci sia qualcosa che non va”, ma per prendersi cura di sé in modo completo, integrando mente e corpo.
Vorrei sottolineare un punto fondamentale:
il fatto che oggi lei riesca a uscire, frequentare la scuola e progettare, nonostante questo fastidio mattutino, indica che non è l’ansia a guidare la sua vita, ma lei.
Questo sintomo non annulla il percorso fatto, né lo mette in discussione.
Continui a parlarne apertamente con la sua terapeuta: spesso lavorare proprio su come viene vissuta quella mezz’ora/ora del mattino, più che sul sintomo in sé, permette al corpo di “mollare la presa”.
Le auguro di riconoscere il valore del cammino che sta facendo: la strada è già stata imboccata, e sta procedendo nella direzione giusta, anche se non sempre in linea retta.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Caro utente,
grazie per aver esposto la tua situazione con così tanta chiarezza.
Se sono esclusi problematiche fisiologiche di salute ( e dunque se lo stomaco e l'alimentazione sono corretti senza la presenza di patologie) rimane molto probabile che questa sensazione sia dovuta all'ansia.
La mattina, e soprattutto il risveglio, è il momento più difficile perché la tua testa sa di avere tutta la giornata da affrontare.
Questo è coerente con il fatto che i sintomi diminuiscano fino a sparire e nel tardo pomeriggio/ sera tu stia meglio, perchè senti di essere verso la fine della giornata e di aver affrontato le battaglie che questa ti ha presentato.
L'ansia agisce molto sull'apparato digerente: in alcuni casi prende lo stomaco, in altri l'intestino.
Sei già seguito da una professionista e quindi stai già lavorando bene su questo.
Puoi crearti una piccola gratificazione la mattina che ti aiuti ad "alzarti più volentieri".
Una piccola coccola, un pensiero positivo per affrontare la giornata, un piccolo animale da accudire che talvolta porta a risultati sorprendenti.
Puoi già cercare di addormentarti la sera con il pensiero "domani al risveglio avrò questa bella cosa da fare".
Questo meccanismo che sembra banale porta ad "alzarsi con il pensiero che la prima attività sarà bella" e quindi potrebbe aiutarti nel sentire meno ansia.

Io ti porgo un caro saluto e mi complimento con te per la forza e la costanza con cui stai affrontando le tue difficoltà. Stai facendo un grosso lavoro ed hai già raggiunto ottimi risultati, riuscirai anche a sistemare questo.

Dott.ssa Mazzilli Marilena
Dott.ssa Sandra Pitino
Psicologo, Psicologo clinico
Modica
Buongiorno, dato il suo quadro clinico, che dalla sua descrizione è migliorato enormemente, le consiglio di proseguire l'ottimo lavoro con la sua dottoressa e di rimanere in contatto con il suo medico curante così da avere una visione più ampia del suo stato attuale. Cerchi di non vivere male un sintomo che è, a quanto racconta, l'ultimo rimasto del suo complesso precedente stato sintomatologico.
Dott.ssa Elina Zarcone
Psicologo, Psicologo clinico
Agrigento
devi far presente tutto questo disagio alla tua terapeuta. Probabilmente troverete un modo per guardare bene a questa cosa e lavorarci.
Da quello che descrivi sembra che il corpo stia “parlando” in un momento delicato; è già un buon segnale che tu stia rimettendo ordine su sonno e alimentazione e che ci sia un percorso psicologico in corso. Se la nausea continua, ha senso confrontarti anche con il medico (o uno specialista) per escludere cause organiche e, in parallelo, continuare a darle un significato emotivo: un professionista può aiutarti ad accoglierla e a pensare insieme ciò che oggi pesa.
Salve,
da quello che racconta mi colpisce la strada che ha già fatto. Passare da una fase in cui faceva fatica anche a uscire di casa al tornare a frequentare la scuola e le lezioni è un risultato importante, che merita di essere riconosciuto, visto.
La nausea mattutina che descrive è un sintomo molto frequente nei quadri ansiosi, soprattutto quando l’organismo è stato a lungo in uno stato di allerta. Spesso il risveglio è il momento in cui il corpo “scarica” tensioni accumulate, e lo fa proprio a livello gastrico . Il fatto che i sintomi si riducano spontaneamente nel corso della mattinata e che durante il resto della giornata riesca a mangiare e stare meglio va in questa direzione.
Sta facendo una cosa molto sensata nel cercare di regolarizzare sia l’alimentazione sia il ritmo sonno-veglia. Dopo periodi di forte ansia il corpo ha bisogno di tempo per riassestarsi, anche quando la mente sta già meglio. Questo “strascico” che sente al mattino può essere fastidioso e scoraggiante, soprattutto dopo tanti sacrifici, ed è comprensibile che le abbassi un po’ l’umore.
Sento di sostenerla nel continuare su questa linea, senza forzarsi e senza spaventarsi troppo per il sintomo in sé. Se, nonostante una maggiore regolarità di sonno e pasti, la nausea dovesse persistere, sarà corretto approfondire anche dal punto di vista medico, come già concordato con la terapeuta, più per tranquillità che per urgenza.
Continui a sostenersi come sta facendo: il percorso che ha intrapreso è buono e coerente, e il corpo spesso arriva un po’ dopo rispetto ai cambiamenti psicologici.
Un caro saluto
Dott.ssa Laura Giovanna Borgione
Buonasera, innanzitutto grazie per la condivisione. Non è mai semplice dare voce alle nostre difficoltà e fragilità. Non credo di avere la giusta conoscenza della sua situazione personale per esprimere un parere più tecnico. Mi sento però di dirle che mi sembra che lei stia facendo già tanti passi nella direzione del benessere. Ad esempio leggere che è riuscito ad uscire di casa e ad iscriversi a scuola mi sembra un traguardo da guardare con gioia. Continui con il percorso psicologico e si dia tempo per poter comprendere in maniera profonda ciò che la abita... dopotutto un sintomo è solo la porta d'ingresso verso la nostra complessità come persone. Ci dà preziose informazione su ciò che proviamo e su come organizziamo il nostro mondo interiore... prima di poter esser superato, va "abbracciato" e non temuto.
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Ciao, penso che il tuo percorso sia giusto e come ogni percorso non è mai prettamente solo in discesa o in salita. Penso che sia un sintomo generato ancora dall'ansia o comunque da una situazione non ancora stabile.
Hai cercato aiuto da una terapeuta e credo che insieme farete la differenza.
Buona continuazione!
Dott.ssa Casumaro Giada
Dott.ssa Silvana Grilli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera,
capisco quanto possa essere frustrante ritrovarsi ancora alle prese con questo sintomo nonostante tutti i progressi che ha fatto.
Dopo la fatica di un periodo in cui non riusciva ad uscire di casa, dopo essersi iscritto a scuola e aver ripreso a frequentare con regolarità, svegliarsi ogni mattina con la nausea può essere davvero demoralizzante. È come se il corpo, ogni mattina, la riportasse alla sensazione che non tutto è ancora a posto, facendole rivivere stati d’ansia che conosce bene, proprio nel momento in cui desidererebbe sentirsi finalmente bene. È comprensibile che questa “batosta” mattutina, come la definisce lei, influisca sull’umore.
Ciò che sta sperimentando è piuttosto comune in chi ha attraversato fasi di ansia intensa. L’ansia, infatti, non è solo un’esperienza mentale ma coinvolge profondamente il corpo. Quando lo stato di allerta dura a lungo, il sistema nervoso può “imparare” a reagire in modo automatico, e alcuni sintomi possono persistere anche quando a livello mentale si sta meglio. In questo senso, la nausea mattutina può essere letta come una manifestazione somatica di una tensione residua: la mente ha iniziato a recuperare, mentre il corpo ha bisogno di più tempo per ritrovare un equilibrio.
Il fatto che i sintomi durino un tempo limitato al risveglio e poi tendano ad attenuarsi è coerente con questa dinamica. Il momento del risveglio è una fase delicata di transizione, in cui il sistema nervoso si riattiva e può portare con sé queste risposte apprese.
È importante però riconoscere il percorso che ha già fatto. Passare dall’isolamento a frequentare la scuola quasi quotidianamente rappresenta un cambiamento significativo. Il lavoro sull’alimentazione, sul sonno e sui ritmi quotidiani richiede impegno e costanza, e il percorso psicoterapeutico che sta seguendo sta evidentemente producendo effetti positivi.
I sintomi corporei, proprio perché legati a meccanismi profondi e automatici, sono spesso gli ultimi a ridursi, ma tendono a farlo nel tempo, con la continuità del lavoro che sta portando avanti. Le indicazioni che sta seguendo vanno nella direzione giusta e possono aiutare il corpo a recuperare gradualmente una maggiore stabilità.
Continui a procedere con fiducia, tenendo conto che i progressi non sempre sono lineari. Se nel tempo i sintomi dovessero persistere, sarà sensato approfondire anche dal punto di vista medico, come già indicato dalla sua dottoressa. Nel frattempo, provi a riconoscere e valorizzare tutto ciò che ha già conquistato.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Dott.ssa Laura Elsa Varone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La sintomatologia che descrivi, soprattutto la nausea mattutina che tende a ridursi spontaneamente nel corso della mattinata, può rappresentare un residuo dell’attivazione ansiosa che il tuo organismo ha sostenuto nei mesi precedenti, in combinazione con fattori fisiologici legati al sonno irregolare e ai ritmi alimentari non ancora del tutto stabilizzati. Il fatto che tu stia progressivamente riprendendo le tue attività quotidiane, frequentando la scuola e gestendo meglio l’ansia, indica che il percorso intrapreso sta producendo effetti significativi, e questo quadro fisico non va interpretato come un segnale di regressione. Continuare a regolarizzare sonno e alimentazione è un passaggio appropriato, e qualora i sintomi persistessero o si modificassero, un approfondimento medico, ad esempio gastroenterologico se non lo hai già fatto, può offrire ulteriore chiarezza e rassicurazione. Comprendo quanto possa essere demotivante iniziare la giornata con un disagio fisico, ma è importante che tu pensi che ciò che stai sperimentando è compatibile con una fase di assestamento, non con un ritorno alla condizione di partenza.
resto a disposizione
saluti
Dott.ssa Chantal Danna
Psicologo, Psicologo clinico
Aosta
Buongiorno,
la tua nausea è il modo in cui il corpo scarica la tensione accumulata durante la notte, agendo come una sorta di "eco" della fase ansiosa acuta che hai superato. È molto comune che lo stomaco, agendo come un secondo cervello, sia l'ultimo a guarire: mentre la tua mente è già pronta per la scuola e per i nuovi ritmi, il tuo sistema nervoso è ancora in uno stato di allerta riflessa che si attiva proprio nel momento del risveglio, quando passi dal sonno alle responsabilità del giorno.
Non devi vivere questo fastidio come un segnale di fallimento o un ritorno dei vecchi problemi, ma come una normale fase di "convalescenza emotiva". La frustrazione che provi è comprensibile, ma se affronti la nausea con rabbia o paura, rischi di nutrire involontariamente il circolo vizioso dello stress. Considerala invece come un rimasuglio fisico che ha solo bisogno di tempo e di routine costanti (come il sonno e i pasti regolari che stai già curando) per capire che il pericolo è passato. Il tuo corpo sta solo ricalibrando i suoi sensori dopo un lungo periodo di tempesta.
Cordialmente
Dott.ssa Chantal Danna
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

la piccola problematica ancora in essere potrebbe esser uno strascico di quanto vissuto in precedenza in termini di ansia. Continui pure il percorso psicologico avviato, vedrà che con il tempo riuscirà a guardare ad un benessere più a lungo termine.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Katia Marinelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Da come racconti,il quadro è molto coerente con una nausea funzionale legata all’ansia, anche se ovviamente non si può fare una diagnosi qui. al mattino il cortisolo è più alto, lo stomaco è vuoto e in chi è ansioso (o lo è stato a lungo), questo può tradursi non in pensieri ansiosi, ma in sintomi fisici soprattutto gastrointestinali. È molto comune che l’ansia non venga percepita come “paura ma come nausea, nodo allo stomaco, conati e Il fatto che durino 60–90 minuti e poi scompaiano è un punto molto importante a favore di questa ipotesi. Il salto del pranzo per mesi può aver “educato” lo stomaco a produrre acido a vuoto,reagire con nausea, eruttazioni, senso di stomaco vuoto.Il sapore acido che descrivi è compatibile con questo meccanismo.Hai fatto benissimo a ricominciare a mangiare pranzo e cena: spesso i benefici arrivano dopo 1–2 settimane non in pochi giorni. inoltre,uno sfasamento del sonno altera gli ormoni digestivi, aumenta la sensibilità gastrica,rende il risveglio il momento più “fragile”. sei cmq sulla strada giusta e...tieni duro!

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.