Buongiorno sono passati quasi 7 mesi da mio intervento di isterectomia e tolto anche le tube… volevo
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risposte
Buongiorno sono passati quasi 7 mesi da mio intervento di isterectomia e tolto anche le tube… volevo sapere se è normale non sentire il desiderio e avere paura di avere rapporti? Grazie
Cara utente,
si dovrebbe approfondire che tipo di paura sente nell'avere rapporti e se il calo del desiderio corrisponde a quest'ultima operazione effettuata. Solitamente, l'operazione non incide a livello fisico sul desiderio sessuale, ma a livello psicologico potrebbe invece essere elaborata in modo differente. Se la sente di fare qualche colloquio con uno psicologo? Anche solo una chiacchierata potrebbe aiutarla.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
si dovrebbe approfondire che tipo di paura sente nell'avere rapporti e se il calo del desiderio corrisponde a quest'ultima operazione effettuata. Solitamente, l'operazione non incide a livello fisico sul desiderio sessuale, ma a livello psicologico potrebbe invece essere elaborata in modo differente. Se la sente di fare qualche colloquio con uno psicologo? Anche solo una chiacchierata potrebbe aiutarla.
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Buongiorno, dopo un intervento di isterectomia può accadere che il desiderio cambi e che il rapporto sessuale venga vissuto con paura, soprattutto se il corpo è stato percepito come fragile, modificato o “da proteggere”.
Più che chiedersi solo se sia normale, proverei a chiedermi: da cosa mi sto proteggendo? Dal dolore? Dal timore di farmi male? Dal non riconoscermi più come prima? Dalla paura che qualcosa nel rapporto sia cambiato?
Il desiderio difficilmente torna se il corpo viene messo sotto esame. Se il rapporto diventa una prova da superare, la paura prende il posto del piacere.
Le suggerirei prima di tutto un controllo ginecologico, per escludere dolore, secchezza, alterazioni ormonali o altri aspetti fisici legati all’intervento. Se dal punto di vista medico è tutto regolare, allora può essere utile lavorare sul modo in cui il suo corpo, dopo l’intervento, è tornato a essere vissuto nell’intimità.
Nel frattempo, non si forzi a “funzionare”. Provi piuttosto a ripartire da forme di vicinanza senza obbligo di arrivare subito al rapporto completo. A volte il desiderio ha bisogno di sentirsi invitato, non interrogato.
Se questa paura resta o diventa difficile da nominare da sola, può essere utile parlarne in uno spazio psicologico, anche partendo da un primo confronto scritto o online.
Un caro saluto.
Più che chiedersi solo se sia normale, proverei a chiedermi: da cosa mi sto proteggendo? Dal dolore? Dal timore di farmi male? Dal non riconoscermi più come prima? Dalla paura che qualcosa nel rapporto sia cambiato?
Il desiderio difficilmente torna se il corpo viene messo sotto esame. Se il rapporto diventa una prova da superare, la paura prende il posto del piacere.
Le suggerirei prima di tutto un controllo ginecologico, per escludere dolore, secchezza, alterazioni ormonali o altri aspetti fisici legati all’intervento. Se dal punto di vista medico è tutto regolare, allora può essere utile lavorare sul modo in cui il suo corpo, dopo l’intervento, è tornato a essere vissuto nell’intimità.
Nel frattempo, non si forzi a “funzionare”. Provi piuttosto a ripartire da forme di vicinanza senza obbligo di arrivare subito al rapporto completo. A volte il desiderio ha bisogno di sentirsi invitato, non interrogato.
Se questa paura resta o diventa difficile da nominare da sola, può essere utile parlarne in uno spazio psicologico, anche partendo da un primo confronto scritto o online.
Un caro saluto.
Cara Signora, un intervento di isterectomia modifica non solo il nostro assetto interno ma anche quello mentale. Per quanto riguarda il fronte fisico, la invito a consultare il suo ginecologo. Dal punto di vista mentale, si rende necessario mentalizzare un corpo femminile che ha subito un cambiamento e fare i conti con un organo tanto interno, invisibile e pregno di significati profondamente simbolici. Penso sia necessario dare spazio a questa elaborazione, eventualmente con un percorso focalizzato. I miei più cari auguri.
Bongiorno, si è normale che lei ora non senta il desiderio o abbia paura di avere rapporti, anche se è passato tempo, un intervento come l'isterectomia può avere degli strascichi emotivi anche molto lunghi.
Può valutare un percorso di supporto psicologico se volesse affrontare il blocco e le paure che sta vivendo.
Grazie per la sua condivisione, buona giornata
Può valutare un percorso di supporto psicologico se volesse affrontare il blocco e le paure che sta vivendo.
Grazie per la sua condivisione, buona giornata
Sì, può essere assolutamente normale. Dopo un intervento di isterectomia con salpingectomia, anche a distanza di mesi, molte donne riferiscono una riduzione del desiderio, timore del rapporto o una sensazione di “estraneità” rispetto al proprio corpo. Non riguarda solo l’aspetto fisico della guarigione, ma anche quello emotivo e simbolico: il corpo cambia, cambiano le percezioni interne, e spesso serve tempo per ritrovare sicurezza e spontaneità.
La paura dei rapporti può derivare da diversi fattori: timore del dolore, paura di “danneggiarsi”, cambiamenti nella sensibilità, stanchezza emotiva oppure l’impatto psicologico dell’intervento stesso. Anche quando tutto è clinicamente guarito, il corpo può avere bisogno di più tempo per sentirsi nuovamente “sicuro”.
È importante però distinguere ciò che rientra in un normale adattamento da situazioni che meritano un approfondimento: se oltre al calo del desiderio sono presenti dolore persistente, secchezza importante, ansia intensa o una chiusura che sta diventando fonte di sofferenza personale o relazionale, può essere utile confrontarsi con il ginecologo o con un professionista che si occupa di sessuologia.
In molte situazioni il desiderio non “sparisce”, ma ha bisogno di essere ricostruito gradualmente, senza pressione e senza vivere questa fase come un fallimento.
La paura dei rapporti può derivare da diversi fattori: timore del dolore, paura di “danneggiarsi”, cambiamenti nella sensibilità, stanchezza emotiva oppure l’impatto psicologico dell’intervento stesso. Anche quando tutto è clinicamente guarito, il corpo può avere bisogno di più tempo per sentirsi nuovamente “sicuro”.
È importante però distinguere ciò che rientra in un normale adattamento da situazioni che meritano un approfondimento: se oltre al calo del desiderio sono presenti dolore persistente, secchezza importante, ansia intensa o una chiusura che sta diventando fonte di sofferenza personale o relazionale, può essere utile confrontarsi con il ginecologo o con un professionista che si occupa di sessuologia.
In molte situazioni il desiderio non “sparisce”, ma ha bisogno di essere ricostruito gradualmente, senza pressione e senza vivere questa fase come un fallimento.
Salve. La risposta più diretta e sincera che posso darle è questa: sì, la sua reazione è assolutamente comprensibile e ha un significato profondo. Non c'è niente di "anormale" o di "guasto" in lei in questo momento.
Spesso la narrazione clinica e sociale ci impone tempi di recupero molto rigidi, facendoci credere che, una volta rimarginata la ferita fisica, il desiderio e l'intimità debbano riaccendersi a comando, come se il corpo fosse un interruttore. Ma un intervento di questa portata non è solo un atto chirurgico: è una rottura biografica, una transizione profonda. Quando l'aspettativa di dover "tornare a funzionare come prima" si scontra con i tempi reali della nostra esperienza, questa pressione prende la forma della Paura.
Proviamo a togliere alla sua assenza di desiderio e alla sua Paura l'etichetta di "sintomi da curare". Se le guardiamo da un'altra prospettiva, potremmo scoprire che sono le difese più sagge che il suo corpo sta mettendo in atto. Questa paura le sta chiedendo di rallentare, di proteggere i suoi confini e di non forzarsi. Ci testimonia in modo forte il suo bisogno di ricostruire un'intimità che sia sicura, rispettosa e sintonizzata sul suo corpo di oggi, che ha appena attraversato un cambiamento radicale.
Non c'è alcun traguardo da tagliare di corsa, né una vecchia "normalità" da rincorrere. Se e quando sentirà che questa Paura la blocca più di quanto la protegga, le suggerisco di cercare un professionista che non provi a "riparare" frettolosamente il suo desiderio, ma che la aiuti a onorare questo momento di passaggio e ad ascoltare i nuovi bisogni del suo corpo.
Spesso la narrazione clinica e sociale ci impone tempi di recupero molto rigidi, facendoci credere che, una volta rimarginata la ferita fisica, il desiderio e l'intimità debbano riaccendersi a comando, come se il corpo fosse un interruttore. Ma un intervento di questa portata non è solo un atto chirurgico: è una rottura biografica, una transizione profonda. Quando l'aspettativa di dover "tornare a funzionare come prima" si scontra con i tempi reali della nostra esperienza, questa pressione prende la forma della Paura.
Proviamo a togliere alla sua assenza di desiderio e alla sua Paura l'etichetta di "sintomi da curare". Se le guardiamo da un'altra prospettiva, potremmo scoprire che sono le difese più sagge che il suo corpo sta mettendo in atto. Questa paura le sta chiedendo di rallentare, di proteggere i suoi confini e di non forzarsi. Ci testimonia in modo forte il suo bisogno di ricostruire un'intimità che sia sicura, rispettosa e sintonizzata sul suo corpo di oggi, che ha appena attraversato un cambiamento radicale.
Non c'è alcun traguardo da tagliare di corsa, né una vecchia "normalità" da rincorrere. Se e quando sentirà che questa Paura la blocca più di quanto la protegga, le suggerisco di cercare un professionista che non provi a "riparare" frettolosamente il suo desiderio, ma che la aiuti a onorare questo momento di passaggio e ad ascoltare i nuovi bisogni del suo corpo.
Buongiorno, quello che descrive può essere molto più comune di quanto si pensi, soprattutto dopo un intervento importante e delicato come quello che ha affrontato. Un’operazione che coinvolge il proprio corpo in una zona così intima non ha soltanto un impatto fisico, ma anche emotivo, psicologico e relazionale. Per questo motivo non bisogna guardare solo al tempo trascorso dall’intervento, ma anche a come lei ha vissuto tutta questa esperienza dentro di sé. Spesso, dopo un evento del genere, il corpo può essere percepito in modo diverso. Alcune persone riferiscono di sentirsi più fragili, meno spontanee, meno sicure oppure di avere paura che il rapporto possa provocare dolore, fastidio o sensazioni spiacevoli. A volte la mente entra in uno stato di allerta e il desiderio tende a diminuire proprio perché il rapporto non viene più associato solo a piacere e vicinanza, ma anche a timore, tensione o preoccupazione. Dal punto di vista cognitivo comportamentale è importante comprendere che desiderio e paura difficilmente convivono serenamente. Se dentro di sé si attivano pensieri legati al timore, al controllo, all’ansia o alla sensazione di non sentirsi più come prima, il corpo può naturalmente “spegnere” il desiderio come forma di protezione. Questo non significa che qualcosa sia irrimediabilmente cambiato o che non possa ritrovare serenità nella sfera intima. Un altro aspetto importante riguarda il significato personale che l’intervento può aver avuto per lei. A volte esperienze di questo tipo possono toccare temi molto profondi legati alla femminilità, all’identità corporea, alla percezione di sé o al rapporto con il proprio corpo. Anche quando razionalmente si cerca di andare avanti, emotivamente alcune parti possono avere bisogno di più tempo per elaborare ciò che è successo. Il fatto che lei si stia chiedendo se sia “normale” è già indicativo del desiderio di capire e di ritrovare un equilibrio. Spesso però, quando ci si osserva continuamente per vedere se il desiderio torna oppure no, si rischia involontariamente di aumentare la pressione e l’ansia. E più ci si sente sotto esame, più il corpo tende a irrigidirsi. Può essere utile concedersi gradualità, senza vivere l’intimità come una prova da superare o qualcosa da dover recuperare immediatamente. A volte la vicinanza emotiva, il sentirsi accolte, comprese e al sicuro viene prima del desiderio stesso. Il desiderio raramente torna attraverso lo sforzo o il controllo, mentre spesso riemerge quando la persona smette di vivere il proprio corpo con paura o giudizio. Se questa situazione dovesse continuare a generarle sofferenza, senso di distanza o blocco emotivo, potrebbe essere molto utile intraprendere uno spazio psicologico in cui comprendere meglio cosa si è attivato dentro di lei dopo l’intervento. Non tanto per “forzare” un cambiamento, ma per capire i pensieri, le paure e le emozioni che oggi stanno influenzando il suo rapporto con l’intimità e con il suo corpo. A volte dietro la perdita del desiderio non c’è assenza di interesse, ma un sistema emotivo che sta ancora cercando di sentirsi al sicuro. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Caro utente, un'operazione è sempre un evento complesso da gestire perchè porta dei cambiamenti nel proprio corpo, per questo è più comune di quanto pensa che possono esserci risvolti sulla libido o su altri ambiti della propria vita. Le consiglio di affrontare il tema con uno specialista che possa aiutarla a creare uno spazio sicuro in cui è possibile esplorare bene questa paura, cosa si nasconde sotto e farla piano piano tornare ad avere un rapporto sano e sicuro con il proprio corpo. Rimango a disposizione un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
Buongiorno,
dopo un intervento di isterectomia è piuttosto frequente attraversare un periodo di cambiamenti sia fisici sia emotivi che possono influire sulla sessualità, anche a distanza di mesi. La diminuzione del desiderio e la paura di avere rapporti possono avere diverse cause e non significano necessariamente che ci sia qualcosa di “sbagliato”.
Dal punto di vista fisico, il corpo ha subito un intervento importante: possono esserci ancora tensioni, fastidi, cambiamenti nella percezione del proprio corpo o timore del dolore durante i rapporti. Anche se le ovaie sono state conservate, l’intervento può comunque avere un impatto sull’equilibrio ormonale e sul benessere generale; se invece sono state rimosse, il calo ormonale può influenzare maggiormente desiderio, lubrificazione ed emotività.
Dal punto di vista psicologico, molte donne dopo un’isterectomia vivono emozioni contrastanti: paura di farsi male, ansia anticipatoria, sensazione di perdita, cambiamento dell’immagine corporea o femminilità, difficoltà a “riconoscersi” nel proprio corpo. Tutto questo può portare ad evitare il contatto sessuale o a viverlo con apprensione.
La paura del rapporto, inoltre, tende ad alimentarsi da sola: più si evita, più aumenta l’ansia rispetto all’idea di riprovare. Per questo è importante non forzarsi, ma procedere gradualmente, ascoltando i propri tempi e mantenendo un dialogo sereno con il partner.
Può essere utile anche distinguere se:
il desiderio è assente in generale oppure solo nei rapporti;
c’è paura del dolore;
sono presenti tristezza, irritabilità o calo dell’umore;
ci sono cambiamenti nella lubrificazione o nella sensibilità.
In ogni caso, dopo 7 mesi è consigliabile approfondire sia con il ginecologo sia con uno specialista psicologo/psicoterapeuta o sessuologo, per comprendere meglio l’origine di queste difficoltà e ricevere un supporto adeguato. Con il giusto accompagnamento, nella maggior parte dei casi è possibile ritrovare serenità e benessere nella sfera sessuale.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
dopo un intervento di isterectomia è piuttosto frequente attraversare un periodo di cambiamenti sia fisici sia emotivi che possono influire sulla sessualità, anche a distanza di mesi. La diminuzione del desiderio e la paura di avere rapporti possono avere diverse cause e non significano necessariamente che ci sia qualcosa di “sbagliato”.
Dal punto di vista fisico, il corpo ha subito un intervento importante: possono esserci ancora tensioni, fastidi, cambiamenti nella percezione del proprio corpo o timore del dolore durante i rapporti. Anche se le ovaie sono state conservate, l’intervento può comunque avere un impatto sull’equilibrio ormonale e sul benessere generale; se invece sono state rimosse, il calo ormonale può influenzare maggiormente desiderio, lubrificazione ed emotività.
Dal punto di vista psicologico, molte donne dopo un’isterectomia vivono emozioni contrastanti: paura di farsi male, ansia anticipatoria, sensazione di perdita, cambiamento dell’immagine corporea o femminilità, difficoltà a “riconoscersi” nel proprio corpo. Tutto questo può portare ad evitare il contatto sessuale o a viverlo con apprensione.
La paura del rapporto, inoltre, tende ad alimentarsi da sola: più si evita, più aumenta l’ansia rispetto all’idea di riprovare. Per questo è importante non forzarsi, ma procedere gradualmente, ascoltando i propri tempi e mantenendo un dialogo sereno con il partner.
Può essere utile anche distinguere se:
il desiderio è assente in generale oppure solo nei rapporti;
c’è paura del dolore;
sono presenti tristezza, irritabilità o calo dell’umore;
ci sono cambiamenti nella lubrificazione o nella sensibilità.
In ogni caso, dopo 7 mesi è consigliabile approfondire sia con il ginecologo sia con uno specialista psicologo/psicoterapeuta o sessuologo, per comprendere meglio l’origine di queste difficoltà e ricevere un supporto adeguato. Con il giusto accompagnamento, nella maggior parte dei casi è possibile ritrovare serenità e benessere nella sfera sessuale.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buon giorno,
vorrei per prima cosa esprimerle il mio personale supporto in seguito ad un intervento come quello che ha subito: si tratta di situazioni che lasciano non solo un segno fisico sul corpo, ma soprattutto una profonda ferita psicologica, spesso difficile da condividere con chi non ha mai sperimentato l'esperienza di vedersi togliere una parte così identificativa per una donna, insieme allo stesso seno nel caso di interventi di mastectomia.
In effetti, oltre al tempo richiesto per il recupero dall'intervento, spesso può essere necessario un tempo di "convalescenza psicologica" legata al vissuto di perdita (sia di un organo che di un simbolo), ma anche allo stesso cambiamento ormonale (nel caso di rimozione delle ovaie).
Quindi potrebbe trattarsi tanto di una risposta fisiologica che psicologica, ma in entrambi i casi alquanto comprensibile.
Naturalmente, il fatto che sia comprensibile non esclude che può, se non proprio dovrebbe, attenzionare ancor di più la sua sfera sessuale, rispettando i tempi per un completo recupero dall'intervento, ma anche cercando di riconoscere eventuali effetti non desiderati dell'isterectomia, così da poter intervenire per il recupero di una sana e soddisfacente vita sessuale. Ovviamente, sempre se ne avvertisse la necessità: la sessualità, quella delle donne in particolare, rappresenta un campo dominato dalla soggettività, in cui ognuna vive tale dimensione in modo anche molto diverso dall'altra. L'importante, comunque, è sapersi tenere in ascolto del proprio corpo e dei suoi bisogni, senza forzarlo né ignorarlo. Il fatto che percepisca anche un senso di paura all'idea di avere dei rapporti sessuali, lascia pensare che forse potrebbe essere utile affrontare questo momento con il supporto di qualcuno che ascolti le sue paure senza giudizio. Se avesse voglia di approfondire il rapporto che sta vivendo con il suo corpo in questo momento delicato, e la sua sessualità, mi contatti pure: sarò felice di provare a darle l'ascolto che cerca.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa AM Beavers
vorrei per prima cosa esprimerle il mio personale supporto in seguito ad un intervento come quello che ha subito: si tratta di situazioni che lasciano non solo un segno fisico sul corpo, ma soprattutto una profonda ferita psicologica, spesso difficile da condividere con chi non ha mai sperimentato l'esperienza di vedersi togliere una parte così identificativa per una donna, insieme allo stesso seno nel caso di interventi di mastectomia.
In effetti, oltre al tempo richiesto per il recupero dall'intervento, spesso può essere necessario un tempo di "convalescenza psicologica" legata al vissuto di perdita (sia di un organo che di un simbolo), ma anche allo stesso cambiamento ormonale (nel caso di rimozione delle ovaie).
Quindi potrebbe trattarsi tanto di una risposta fisiologica che psicologica, ma in entrambi i casi alquanto comprensibile.
Naturalmente, il fatto che sia comprensibile non esclude che può, se non proprio dovrebbe, attenzionare ancor di più la sua sfera sessuale, rispettando i tempi per un completo recupero dall'intervento, ma anche cercando di riconoscere eventuali effetti non desiderati dell'isterectomia, così da poter intervenire per il recupero di una sana e soddisfacente vita sessuale. Ovviamente, sempre se ne avvertisse la necessità: la sessualità, quella delle donne in particolare, rappresenta un campo dominato dalla soggettività, in cui ognuna vive tale dimensione in modo anche molto diverso dall'altra. L'importante, comunque, è sapersi tenere in ascolto del proprio corpo e dei suoi bisogni, senza forzarlo né ignorarlo. Il fatto che percepisca anche un senso di paura all'idea di avere dei rapporti sessuali, lascia pensare che forse potrebbe essere utile affrontare questo momento con il supporto di qualcuno che ascolti le sue paure senza giudizio. Se avesse voglia di approfondire il rapporto che sta vivendo con il suo corpo in questo momento delicato, e la sua sessualità, mi contatti pure: sarò felice di provare a darle l'ascolto che cerca.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa AM Beavers
Buonasera. Dopo un intervento come l’isterectomia, è possibile vivere cambiamenti nel desiderio, paura dei rapporti, timore del dolore, insicurezza corporea o una maggiore difficoltà a ritrovare spontaneità nell’intimità. Tuttavia, dopo 7 mesi, è importante parlarne anche con il ginecologo che la segue, per verificare che dal punto di vista fisico sia tutto a posto e ricevere indicazioni chiare su cosa può fare in sicurezza. Accanto all’aspetto medico, può esserci anche una componente emotiva importante: il corpo ha attraversato un intervento significativo e può servire tempo per riabitarlo con fiducia. Un sostegno psicologico, online o in presenza, potrebbe aiutarla ad affrontare paure, vissuti legati al corpo e difficoltà nel desiderio, senza sentirsi sbagliata.
Le auguro una buona serata.
Le auguro una buona serata.
Certo che lo è o, almeno, è assolutamente comune e comprensibile che i cambiamenti nel nostro corpo determino la necessità di rifamiliarizzazione con lo stesso. Se questi cambiamenti riguardano condizioni mediche c'è da aggiungere anche il trauma (più o meno percepito) dell'intervento. Aggiunga che nel suo caso tale aggiustamento riguarda proprio la parte riproduttiva e, quindi, strettamente legata alla sfera sessuale (con probabili ripercussioni a livello ormonale).
Si dìa tempo! Appena metabolizzerà l'intervento e la relativa perdita con ogni probabilità tornerà anche il desiderio.
Si dìa tempo! Appena metabolizzerà l'intervento e la relativa perdita con ogni probabilità tornerà anche il desiderio.
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso questo Suo vissuto così intimo e delicato. È assolutamente comprensibile e, mi creda, molto comune provare questo senso di estraneità verso il proprio desiderio e un timore che sembra quasi voler proteggere un corpo che ha attraversato un cambiamento così profondo.
L'isterectomia non è soltanto un intervento chirurgico sui tessuti, ma un evento che tocca le radici stesse dell'identità femminile e il senso di integrità del proprio "abitare il corpo". Nella prospettiva della psicologia del profondo, l'utero non ha solo una funzione biologica, ma rappresenta un contenitore simbolico di vita, di creatività e di appartenenza. Quando questo spazio viene rimosso, è come se si creasse un silenzio improvviso nel dialogo tra la mente e il corpo, un vuoto che richiede tempo per essere elaborato e risignificato.
La paura che Lei avverte oggi e il calo del desiderio non sono "errori" del Suo organismo, ma possono essere letti come una forma di lutto e di difesa. Il corpo, dopo aver subito un'intrusione medica necessaria ma traumatica, ha bisogno di ritrovare fiducia e di sentirsi nuovamente un luogo sicuro prima di potersi riaprire all'incontro con l'altro. In una visione che considera l'identità come un processo relazionale, il rapporto sessuale può essere percepito inconsciamente come una nuova "invasione" o come un confronto doloroso con ciò che è cambiato.
Spesso, dietro la mancanza di desiderio, si nasconde il timore di non riconoscersi più o la preoccupazione che il piacere sia andato perduto insieme all'organo rimosso. Inoltre, le dinamiche della propria storia familiare e l'immagine di femminilità che abbiamo ereditato possono influenzare pesantemente il modo in cui viviamo questa transizione. Se l'identità è stata fortemente legata alla capacità generativa o a una certa forma fisica, la chirurgia impone una ridefinizione di sé che non può essere frettolosa.
È importante che Lei non si senta "sbagliata" in questo blocco; sette mesi sono un tempo ancora breve per integrare un mutamento così radicale. La direzione verso cui muoversi non è quella della forzatura, ma quella della pazienza e della narrazione: provare a parlare di questa paura, prima di tutto con se stessa e poi, se possibile, all'interno della relazione, trasformando il timore del rapporto in una condivisione di vulnerabilità.
Il desiderio potrà tornare a fluire quando il corpo non sarà più visto come un luogo di intervento o di mancanza, ma come una nuova forma da scoprire, carica di una sensibilità diversa ma non per questo meno autentica. Si conceda il diritto di abitare questo tempo di attesa con estrema dolcezza.
Cordialità,
Giovanna Costanzo.
L'isterectomia non è soltanto un intervento chirurgico sui tessuti, ma un evento che tocca le radici stesse dell'identità femminile e il senso di integrità del proprio "abitare il corpo". Nella prospettiva della psicologia del profondo, l'utero non ha solo una funzione biologica, ma rappresenta un contenitore simbolico di vita, di creatività e di appartenenza. Quando questo spazio viene rimosso, è come se si creasse un silenzio improvviso nel dialogo tra la mente e il corpo, un vuoto che richiede tempo per essere elaborato e risignificato.
La paura che Lei avverte oggi e il calo del desiderio non sono "errori" del Suo organismo, ma possono essere letti come una forma di lutto e di difesa. Il corpo, dopo aver subito un'intrusione medica necessaria ma traumatica, ha bisogno di ritrovare fiducia e di sentirsi nuovamente un luogo sicuro prima di potersi riaprire all'incontro con l'altro. In una visione che considera l'identità come un processo relazionale, il rapporto sessuale può essere percepito inconsciamente come una nuova "invasione" o come un confronto doloroso con ciò che è cambiato.
Spesso, dietro la mancanza di desiderio, si nasconde il timore di non riconoscersi più o la preoccupazione che il piacere sia andato perduto insieme all'organo rimosso. Inoltre, le dinamiche della propria storia familiare e l'immagine di femminilità che abbiamo ereditato possono influenzare pesantemente il modo in cui viviamo questa transizione. Se l'identità è stata fortemente legata alla capacità generativa o a una certa forma fisica, la chirurgia impone una ridefinizione di sé che non può essere frettolosa.
È importante che Lei non si senta "sbagliata" in questo blocco; sette mesi sono un tempo ancora breve per integrare un mutamento così radicale. La direzione verso cui muoversi non è quella della forzatura, ma quella della pazienza e della narrazione: provare a parlare di questa paura, prima di tutto con se stessa e poi, se possibile, all'interno della relazione, trasformando il timore del rapporto in una condivisione di vulnerabilità.
Il desiderio potrà tornare a fluire quando il corpo non sarà più visto come un luogo di intervento o di mancanza, ma come una nuova forma da scoprire, carica di una sensibilità diversa ma non per questo meno autentica. Si conceda il diritto di abitare questo tempo di attesa con estrema dolcezza.
Cordialità,
Giovanna Costanzo.
Buonasera,
immagino la pesantezza di questa situazione.
Reputo la necessità di approfondire tale situazione con ulteriori domande per capirla meglio.
Sono a disposizione per un possibile colloquio.
Dr. Sinatra
immagino la pesantezza di questa situazione.
Reputo la necessità di approfondire tale situazione con ulteriori domande per capirla meglio.
Sono a disposizione per un possibile colloquio.
Dr. Sinatra
Buonasera. Premesso che può essere utile confrontarsi anche con un medico per gli aspetti più biologici relativi al tema che lei apre, sicuramente dal punto di vista psicologico ci possono essere conseguenze significative.
Il desiderio sessuale parte sempre dal cervello, coinvolge talamo, ipotalamo, ipofisi, fino ad arrivare alle gonadi: ci sono passaggi ormonali fondamentali. Ma in tutto questo è fondamentale anche considerare il pensiero, cioè il modo in cui una persona pensa a se stessa, alla propria femminilità, alla propria possibilità di essere ancora desiderabile come pure alla paura di avere rapporti. Insomma la complessità umana è riscontrabile anche qui e, se può esserle utile, ne possiamo parlare in modo più diretto in un colloquio.
Il desiderio sessuale parte sempre dal cervello, coinvolge talamo, ipotalamo, ipofisi, fino ad arrivare alle gonadi: ci sono passaggi ormonali fondamentali. Ma in tutto questo è fondamentale anche considerare il pensiero, cioè il modo in cui una persona pensa a se stessa, alla propria femminilità, alla propria possibilità di essere ancora desiderabile come pure alla paura di avere rapporti. Insomma la complessità umana è riscontrabile anche qui e, se può esserle utile, ne possiamo parlare in modo più diretto in un colloquio.
Buongiorno,
è comprensibile che, dopo un intervento così significativo come l'isterectomia con rimozione delle tube, si attraversi un periodo di cambiamento sia fisico che emotivo. Dal punto di vista psicologico, la riduzione del desiderio e la paura dei rapporti sono reazioni frequenti in questo contesto post-chirurgico.
In un'ottica cognitivo-comportamentale (TCC), ciò che spesso alimenta la difficoltà non è solo l'aspetto ormonale, ma anche i pensieri automatici legati al timore del dolore, alla percezione alterata del proprio corpo e all'anticipazione ansiosa dell'esperienza sessuale. Questi pensieri generano un circolo in cui l'evitamento riduce temporaneamente l'ansia ma, nel lungo periodo, rinforza la paura stessa.
È importante sapere che questo vissuto è molto comune e trattabile. Un percorso di supporto psicologico, eventualmente integrato con una valutazione ginecologica, può aiutarla a ritrovare la propria intimità in modo graduale e rispettoso dei suoi tempi.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
è comprensibile che, dopo un intervento così significativo come l'isterectomia con rimozione delle tube, si attraversi un periodo di cambiamento sia fisico che emotivo. Dal punto di vista psicologico, la riduzione del desiderio e la paura dei rapporti sono reazioni frequenti in questo contesto post-chirurgico.
In un'ottica cognitivo-comportamentale (TCC), ciò che spesso alimenta la difficoltà non è solo l'aspetto ormonale, ma anche i pensieri automatici legati al timore del dolore, alla percezione alterata del proprio corpo e all'anticipazione ansiosa dell'esperienza sessuale. Questi pensieri generano un circolo in cui l'evitamento riduce temporaneamente l'ansia ma, nel lungo periodo, rinforza la paura stessa.
È importante sapere che questo vissuto è molto comune e trattabile. Un percorso di supporto psicologico, eventualmente integrato con una valutazione ginecologica, può aiutarla a ritrovare la propria intimità in modo graduale e rispettoso dei suoi tempi.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Gentile utente, sottoporsi ad interventi così importanti può abbassare questo tipo di desiderio.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a rielaborare il tutto e probabilmente ad aumentare il desiderio di cui parla.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a rielaborare il tutto e probabilmente ad aumentare il desiderio di cui parla.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Gentile signora,
dopo un intervento di isterectomia è possibile attraversare un periodo in cui il desiderio sessuale diminuisce o in cui compaia paura all’idea di riprendere i rapporti. Non è raro: il corpo ha subito un intervento importante e, anche quando la guarigione chirurgica procede bene, può restare una sorta di “timore interno” legato al dolore, alla ferita, alla paura che qualcosa possa non essere ancora a posto o al vissuto emotivo dell’intervento.
A sette mesi dall’intervento, però, se questa paura è ancora molto presente o se il desiderio è completamente assente, può essere utile parlarne con il ginecologo o la ginecologa che l’ha seguita, per verificare che dal punto di vista fisico sia tutto ben guarito e che non ci siano fattori come secchezza vaginale, dolore, tensione del pavimento pelvico, cicatrici sensibili o altri fastidi che possano alimentare il blocco.
È importante sapere che l’asportazione dell’utero e delle tube non significa automaticamente perdita del desiderio. Se le ovaie sono state conservate, la produzione ormonale in genere continua; tuttavia il desiderio sessuale non dipende solo dagli ormoni, ma anche da sicurezza, serenità, percezione del proprio corpo, assenza di dolore e qualità della relazione.
Il mio consiglio è di non forzarsi. Si può ripartire gradualmente, con tempi rispettosi, intimità non necessariamente penetrativa, comunicazione con il partner e, se serve, l’aiuto di uno specialista in sessuologia, psicoterapia o riabilitazione del pavimento pelvico. La paura non va giudicata: va ascoltata e compresa.
Quindi sì, può essere una reazione comprensibile, ma se persiste o le crea sofferenza è giusto affrontarla, perché nella maggior parte dei casi si può migliorare molto con il supporto adeguato.
dopo un intervento di isterectomia è possibile attraversare un periodo in cui il desiderio sessuale diminuisce o in cui compaia paura all’idea di riprendere i rapporti. Non è raro: il corpo ha subito un intervento importante e, anche quando la guarigione chirurgica procede bene, può restare una sorta di “timore interno” legato al dolore, alla ferita, alla paura che qualcosa possa non essere ancora a posto o al vissuto emotivo dell’intervento.
A sette mesi dall’intervento, però, se questa paura è ancora molto presente o se il desiderio è completamente assente, può essere utile parlarne con il ginecologo o la ginecologa che l’ha seguita, per verificare che dal punto di vista fisico sia tutto ben guarito e che non ci siano fattori come secchezza vaginale, dolore, tensione del pavimento pelvico, cicatrici sensibili o altri fastidi che possano alimentare il blocco.
È importante sapere che l’asportazione dell’utero e delle tube non significa automaticamente perdita del desiderio. Se le ovaie sono state conservate, la produzione ormonale in genere continua; tuttavia il desiderio sessuale non dipende solo dagli ormoni, ma anche da sicurezza, serenità, percezione del proprio corpo, assenza di dolore e qualità della relazione.
Il mio consiglio è di non forzarsi. Si può ripartire gradualmente, con tempi rispettosi, intimità non necessariamente penetrativa, comunicazione con il partner e, se serve, l’aiuto di uno specialista in sessuologia, psicoterapia o riabilitazione del pavimento pelvico. La paura non va giudicata: va ascoltata e compresa.
Quindi sì, può essere una reazione comprensibile, ma se persiste o le crea sofferenza è giusto affrontarla, perché nella maggior parte dei casi si può migliorare molto con il supporto adeguato.
Salve ho letto ciò che è il suo vissuto, sarebbe utile comprendere quanto questo intervento l'abbia colpita psicologicamente, quanto abbia avuto impatto sulla sua percezione di femminilità e se, escluse eventuali cause fisiche, possa star vivendo un momento stressante di vita che possa impattare sia sul suo benessere che su quello col partner. Potrebbe valutare un percorso psicologico. Spero di esserle stata d'aiuto.
buongiorno,
bisognerebbe anzitutto comprendere quanto la sua percezione di non sentire il desiderio possa essere influenzato dalla paura di avere rapporti; paura del tutto comprensibile dopo un intervento delicato come quello che ha avuto. Un percorso di terapia potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sente.
bisognerebbe anzitutto comprendere quanto la sua percezione di non sentire il desiderio possa essere influenzato dalla paura di avere rapporti; paura del tutto comprensibile dopo un intervento delicato come quello che ha avuto. Un percorso di terapia potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sente.
Carissima, sì, ciò che sta vivendo può essere una reazione del tutto comprensibile dopo un intervento importante come l’isterectomia. Un’operazione di questo tipo, infatti, non coinvolge solamente il piano fisico, ma può avere un impatto anche sulla dimensione emotiva, sull’immagine corporea, sulla percezione della propria femminilità e sul modo di vivere l’intimità e la sessualità.
È possibile che il corpo abbia bisogno di tempo per recuperare, ma anche che la mente debba lentamente riacquistare un senso di sicurezza e serenità rispetto ai rapporti. Paura, blocco o calo del desiderio non sono aspetti insoliti in situazioni come questa e non devono essere vissuti con senso di colpa o preoccupazione eccessiva.
In questi casi, un percorso di supporto psicologico o psico-sessuologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sta provando, a ritrovare fiducia nel proprio corpo e a vivere la sessualità con maggiore tranquillità e consapevolezza, rispettando i suoi tempi e le sue emozioni.
Spero che le mie parole le possano essere utili, un saluto cordiale.
Dott.ssa Stefania Loi
È possibile che il corpo abbia bisogno di tempo per recuperare, ma anche che la mente debba lentamente riacquistare un senso di sicurezza e serenità rispetto ai rapporti. Paura, blocco o calo del desiderio non sono aspetti insoliti in situazioni come questa e non devono essere vissuti con senso di colpa o preoccupazione eccessiva.
In questi casi, un percorso di supporto psicologico o psico-sessuologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sta provando, a ritrovare fiducia nel proprio corpo e a vivere la sessualità con maggiore tranquillità e consapevolezza, rispettando i suoi tempi e le sue emozioni.
Spero che le mie parole le possano essere utili, un saluto cordiale.
Dott.ssa Stefania Loi
Buongiorno, lei ha un ginecologo o una ginecologa che la segue?
Buongiorno, sulla parte medica e ormonale non posso darle una risposta certa, perché dopo un intervento come isterectomia e salpingectomia possono esserci aspetti fisici, ormonali o anche legati al recupero del corpo che è importante valutare con il medico di base o il ginecologo.
Dal punto di vista psicologico però, quello che descrive non è raro. Dopo un intervento che coinvolge una parte così intima del corpo, alcune persone vivono un periodo di distanza dal desiderio, paura del rapporto, timore del dolore, oppure una sensazione di “estraneità” verso il proprio corpo. A volte il corpo è guarito, ma emotivamente ci si sente ancora vulnerabili o in allerta. Il corpo cambia, cambia la percezione di sé e a volte il rapporto con la femminilità, la vulnerabilità o la sessualità può attraversare una fase di blocco o di protezione. In alcune persone il corpo “si mette in difesa” anche senza che ci sia una volontà cosciente
Se sente che questa paura persiste o le crea sofferenza, parlarne con un professionista della salute mentale potrebbe aiutarla a capire meglio cosa sta vivendo, senza forzarsi né sentirsi “sbagliata”. A volte comprendere cosa il corpo e le emozioni stanno cercando di comunicare aiuta già a ridurre molta ansia.
Se volesse parlarne in uno spazio sicuro e privato può contattarmi, ricevo anche online
Con affetto, Dott.ssa Bacchi
Dal punto di vista psicologico però, quello che descrive non è raro. Dopo un intervento che coinvolge una parte così intima del corpo, alcune persone vivono un periodo di distanza dal desiderio, paura del rapporto, timore del dolore, oppure una sensazione di “estraneità” verso il proprio corpo. A volte il corpo è guarito, ma emotivamente ci si sente ancora vulnerabili o in allerta. Il corpo cambia, cambia la percezione di sé e a volte il rapporto con la femminilità, la vulnerabilità o la sessualità può attraversare una fase di blocco o di protezione. In alcune persone il corpo “si mette in difesa” anche senza che ci sia una volontà cosciente
Se sente che questa paura persiste o le crea sofferenza, parlarne con un professionista della salute mentale potrebbe aiutarla a capire meglio cosa sta vivendo, senza forzarsi né sentirsi “sbagliata”. A volte comprendere cosa il corpo e le emozioni stanno cercando di comunicare aiuta già a ridurre molta ansia.
Se volesse parlarne in uno spazio sicuro e privato può contattarmi, ricevo anche online
Con affetto, Dott.ssa Bacchi
Salve,
Sì, può essere assolutamente normale. Dopo un intervento importante come un’isterectomia con annessiectomia tubarica, molte donne attraversano un periodo — a volte anche lungo — in cui il desiderio sessuale cambia, diminuisce o si accompagna a paura, tensione o evitamento del rapporto.
Da un punto di vista psicologico, il corpo dopo un intervento non “guarisce” solo nei tessuti: anche l’immagine di sé, la percezione della femminilità, della sicurezza corporea e dell’intimità hanno bisogno di tempo per riorganizzarsi.Dal punto di vista terapeutico, di solito aiuta:
parlare apertamente con il partner senza sentirsi obbligata;
riprendere la vicinanza fisica senza obiettivo sessuale immediato;
ascoltare il corpo senza forzarlo;
distinguere se prevale la paura fisica, il dolore, il disagio emotivo o la perdita di desiderio;
eventualmente confrontarsi anche con ginecologo/a per escludere dolore, secchezza o tensioni del pavimento pelvico.
In questi casi un supporto psicologico o sessuologico può aiutare molto, non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma perché il corpo e la mente stanno ancora cercando un nuovo equilibrio dopo un evento importante.
Resto a disposizione
Cordiali Saluti
Sì, può essere assolutamente normale. Dopo un intervento importante come un’isterectomia con annessiectomia tubarica, molte donne attraversano un periodo — a volte anche lungo — in cui il desiderio sessuale cambia, diminuisce o si accompagna a paura, tensione o evitamento del rapporto.
Da un punto di vista psicologico, il corpo dopo un intervento non “guarisce” solo nei tessuti: anche l’immagine di sé, la percezione della femminilità, della sicurezza corporea e dell’intimità hanno bisogno di tempo per riorganizzarsi.Dal punto di vista terapeutico, di solito aiuta:
parlare apertamente con il partner senza sentirsi obbligata;
riprendere la vicinanza fisica senza obiettivo sessuale immediato;
ascoltare il corpo senza forzarlo;
distinguere se prevale la paura fisica, il dolore, il disagio emotivo o la perdita di desiderio;
eventualmente confrontarsi anche con ginecologo/a per escludere dolore, secchezza o tensioni del pavimento pelvico.
In questi casi un supporto psicologico o sessuologico può aiutare molto, non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma perché il corpo e la mente stanno ancora cercando un nuovo equilibrio dopo un evento importante.
Resto a disposizione
Cordiali Saluti
Salve, il suo sentire è certamente normale in quanto l'intervento a cui si è sottoposta espone ad una serie di ripercussioni non soltanto relative ad un cambiamento puramente fisico ma anche neuroendocrino e soprattutto psicologico.
Le limitazioni che lei avverte in merito ad un abbassamento del desiderio, potrebbe essere correlato a delle paure, più o meno specifiche, che occluono il desiderio stesso, a degli sbalzi ormonali che influiscono sulla libido, possibilmente anche ad una differente percezione corporea di sè e dell'organo in questione, il che può ripercuotersi ulteriormente ed agire come blocco nei rapporti e, dunque, nell'evitamento degli stessi.
Nulla che, tramite un percorso ed altri interventi, come potrebbe essere una riabilitazione pelvica, non si possa risolvere.
Si tratta di un profondo cambiamento che sicuramente spaventa ma troverà spazio dentro e furoi di lei.
Le limitazioni che lei avverte in merito ad un abbassamento del desiderio, potrebbe essere correlato a delle paure, più o meno specifiche, che occluono il desiderio stesso, a degli sbalzi ormonali che influiscono sulla libido, possibilmente anche ad una differente percezione corporea di sè e dell'organo in questione, il che può ripercuotersi ulteriormente ed agire come blocco nei rapporti e, dunque, nell'evitamento degli stessi.
Nulla che, tramite un percorso ed altri interventi, come potrebbe essere una riabilitazione pelvica, non si possa risolvere.
Si tratta di un profondo cambiamento che sicuramente spaventa ma troverà spazio dentro e furoi di lei.
Buongiorno, questo intervento può spesso rappresentare un momento delicato nella vita di una donna, con tempi di elaborazione differenti a seconda della propria storia e della propria progettualità. Ciò che ne consegue sono vissuti emotivi, relazionali ed affettivi che potrebbero necessitare di uno spazio di ascolto attento e professionale, nel quale legittimare le sue paure. Rimango a disposizione, dott.ssa Eleonora Aiazzi Psicologa.
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