Buongiorno, soffro di iatrofobia causata da un medical trauma che ho avuto da bambino con successivo

Buongiorno, soffro di iatrofobia causata da un medical trauma che ho avuto da bambino con successivo disturbo da stress post traumatico che mi ha generato tanta ansia e spesso attacchi di panico sin da quando ero bambino durante le visite mediche, non riesco ad accettare di farmi visitare da una figura maschile, la vivo con un maggiore disagio e provo sensazione di disprezzo/rivalità verso essa in questo settore, il punto è che ho paura di trovarmi in situazioni in cui non sia io a scegliere la figura professionale come ad esempio il medico competente e questo è molto limitante, il tutto nella mia testa deriva dalla paura dell’ignoto e dalla mancanza di avere una libera scelta che mi lascia in una zona di comfort.

25 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Credo possa essere utile ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata, lavorare sul trauma in origine (in questo potrebbe essere molto utile approccio EMDR) e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL

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Buonasera, mi sembra, da ciò che scrive, che abbia bene individuato le sue paure e difficoltà. Mi chiedo se ha già intrapreso un percorso psicologico, se lo ha concluso, se lo sta affrontando in questo momento... eventualmente le consiglierei di riprendere, continuare o intraprenderne uno, perché potrebbe essere importante avere uno spazio in cui approfondire con un professionista gli aspetti che ha evidenziato. Sono d'accordo con il collega rispetto a un lavoro sul trauma. Dott.ssa Alessandra Montalto


Gentile utente, da ciò che scrive sembra evidente la condizione di difficoltà che vive. Anche se ne ha ben chiare le origini con l'aiuto di uno psicologo esperto, potrà elaborare un nuovo significato che arrivi fino ai livelli inconsci di questo disagio divenendo più consapevole di quelle parti del proprio mondo interno che al momento risultano sconosciute (pensieri e sentimenti, ricordi e sogni). Potrà servirsi di questo portale per individuare uno psicologo nella sua città. Un saluto Dott.ssa Elisa Taverniti


Buonasera, la tecnica emdr è molto efficace per traumi come quello che ha vissuto lei. Sul sito dell'associazione emdr Italia può trovare informazioni utili a capire il suo problema ed un elenco di terapeuti sul territorio nazionale. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile


Buonasera ,le consiglierei di rivolgersi ad una brava psicoterapeuta che l aiuti a superare questo antico trauma , è un aspetto fobico che come tutte le paure va affrontato in sede psicologica per capire il significato profondo e superarlo gradualmente Un caro saluto dottssa Luciana Harari


Salve. E' opportuno intraprendere un percorso di psicoterapia dove poter avere uno spazio e un tempo per affrontare e superare questo tipo di trauma. Per lavorare sul trauma risulta molto utile l'approccio EMDR; come già specificato sul sito dell'associazione EMDR Italia troverà un elenco di terapeuti sul territorio nazionale. Un saluto. Dott.ssa Lucia Semeraro


Buonasera, comprendo quanto sta portando e il disagio che sente. Credo che sia importante per lei considerare l'idea di iniziare un percorso psicologico, per entrare nel problema e capire come conviverci in modo più funzionale possibile al suo benessere, valutando anche l'eventuale tecnica dell'EMDR; non si spaventi per la sigla, è semplicemente un modo di lavorare dello specialista che permette alla persona di risolvere dei traumi. Le auguro una buona ripresa! Dott. Riccardo Scalcinati


Gentile utente di mio dottore, in casi come il suo risulta esser particolarmente efficace l' EMDR Viene utilizzata per traumi come quello che ha vissuto lei. Sul sito dell'associazione EMDR ITALIA può trovare informazioni utili a capire il suo problema ed un elenco di terapeuti sul territorio nazionale. Cordiali Saluti Dottor Diego Ferrara


Buongiorno, da quello che racconta potrebbe esserle d'aiuto la terapia EMDR che viene proprio usata per lavorare sui trami. Le consiglio di intraprendere un percorso così da rielaborare quanto ha descritto con una figura professionale che possa guidarla nella giusta direzione. Saluti, dott.ssa Marini


Buongiorno, si tratta di una problematica che richiede un lavoro di psicoterapia al fine di poter recuperare e rielaborare i vissuti inerenti al trauma. Troverà varie tecniche e proposte che le permetteranno di andare ancora più a fondo rispetto a ciò che sente in questo momento, portando alla luce ciò che ancora non le è noto. Può spaventare, ma sarà opportunamente accompagnato. Saluti, Dott.ssa Testa


Buonasera, il fatto che lei abbia scritto è già un segnale che riflette la voglia di superare queste difficoltà, in quanto la motivazione è una risorsa importante al fine di far funzionare la relazione terapeutica. Sicuramente una terapia volta a incrementare le sue risorse personali potrebbe permetterle di superare questo trauma e diminuire la paura che l'avvolge. Tenga a mente che in ogni terapia il lavoro si svolge insieme. Saluti, Dott.ssa Esposito


Buongiorno. Mi spiace molto per questo suo malessere. Penso potrebbe provare un percorso di tipo psicoterapico per poter approfondire ed elaborare le cause di questi pensieri e paure. Potrebbe provare volendo le EMDR che è una tecnica che agisce molto bene sul trauma. Sperando di aver risposto al suo quesito. Cordialmente Dott.ssa Francesca Torretta


Buongiorno. è comprensibile il suo disagio e la sua inquietudine. Mi sembra però importante che lei abbia già individuato un primo nucleo del problema. Potrebbe parlare in modo approfondito dei suoi vissuti ad uno psicoterapeuta ed intraprendere un percorso di questo tipo. Ciò che fa trauma fa buco, ma ciò non significa che non possa concedersi uno spazio per rielaborare ciò che le è successo e farsene qualcosa di tutto questo. Saluti. Greta Tovaglieri


Buongiorno, mi dispiace per il disagio che sta vivendo. In effetti, questa fobia risulta molto limitante per la sua vita, per cui il mio consiglio è quello di indagare le origini di questo trauma per poterlo risolvere e avere una vita serena. Per rendere ciò possibile, è necessario iniziare un percorso psicoterapico. Cordiali saluti Dott.ssa Valentina Maccioni


Salve, credo sia ottimo lei riesca a crearsi una panoramica completa della problematica e del disagio che si trova a vivere. Riconosce un trauma, per cui sarebbe bene affidarsi ad un collega che, tra gli altri, affronta anche questa problematica. Il pensiero pare essere invalidante e per questo deve essere affrontato, senza sottovalutare anche gli altri elementi messi in risalto, come paura dell'ignoto e conseguente paura di allontanarsi dalla sua comfort zone. Un caro saluto, Dott.ssa Martina De Gaetano

Dott.ssa Martina De Gaetano

Dott.ssa Martina De Gaetano

psicoterapeuta

Barcellona Pozzo di Gotto

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Buon pomeriggio, generalmente i problemi legati all' ansia generalizzata sono da collegarsi a problemi legati all' infanzia. Le consiglio quindi un percorso psicologico approfondito che la possa aiutare a comprendere e superare le cause reali di tale disagio. Buona fortuna e sempre a disposizione. Dr.ssa C.M.


Buonasera, sento davvero intensa la sua sofferenza, quasi non riuscisse a vedere un punto d’uscita… Credo che per realizzarsi debba rivolgere lo sguardo a sé. Gli altri contribuiscono alla nostra storia, ma siamo noi che la scriviamo. Prenda in considerazione di iniziare un percorso di psicoterapia. La aiuterebbe a guardare le cose da un’altra prospettiva e a sanare le vecchie ferite. Sono a disponibile ad aiutarla se crede… Un caro saluto Dott.ssa Z. Ballico


Gentile utente, comprendo che non è facile convivere con questo malessere. Le suggerirei di parlarne con uno psicoterapeuta che possa aiutarla a risolvere le sue difficoltà. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

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Gentile Utente, capisco quanto possa essere difficile affrontare l'iatrofobia e i traumi legati alle esperienze mediche passate. È del tutto normale sentirsi ansiosi e avere paura dell'ignoto, soprattutto quando si tratta di situazioni in cui non si ha il controllo. Considerando la sua esperienza, potrebbe essere utile iniziare un percorso di supporto psicologico, così che possa lavorare insieme al terapeuta su queste tematiche e trovare le risorse per farvi fronte. Un caro saluto, Irene Orlandelli


Buongiorno, Innanzitutto, grazie per la condivisione. Da quanto scrive sarebbe, in effetti, indicato un percorso focalizzato sul disturbo post-traumatico da stress. La difficoltà a frequentare di nuovo ambienti simili a dove è avvenuto il trauma, la paura dell'avere a che fare con nuove figure potenzialmente traumatizzanti, ansia, depressione e impulsività (che qui potrei leggere come disprezzo e rivalità, che alla fine nascono dalla rabbia per quanto subito in passato) sono tutti elementi caratteristici del PTSD. Non c'è proprio bisogno che viva la sua vita sentendosi messo/a così alle strette: ricomponendo ordinatamente quel che è successo e cosa le ha causato a livello psicologico, diventerà più in grado di padroneggiare le proprie paure, fondate o meno, per tornare a compiere scelte libere e basate solo su ciò che crede sia meglio per Lei. Le persone che fanno esperienza di un trauma si sentono per questo spesso sole e inadeguate: se fosse questo il caso, non si senta solo/a, perché tante persone come Lei hanno avuto un problema analogo al Suo e lo hanno risolto con l'aiuto di un professionista. Le faccio un "in bocca al lupo" con solidarietà. Cordiali saluti, Giacomo Villa Psicologo Clinico Accreditato


Buongiorno, Comprendo il disagio che sta vivendo e l’impatto che questa situazione può avere sulla sua quotidianità. Il fatto che ne sia consapevole è già un passo molto importante. Le consiglierei di valutare un consulto con uno psicologo o psicoterapeuta, preferibilmente specializzato in traumi e disturbi d’ansia. Se l’idea di un consulto in presenza le crea troppa ansia, potrebbe iniziare con colloqui online, che le permetterebbero di sentirsi più a suo agio. Cordiali saluti Susanna Manzato


Buongiorno, riconosco la difficoltà alla luce della situazione traumatica che l'ha vista coinvolto. Forse potrebbe aiutare riprendere tale situazione e gli effetti (emotivi, cognitivi, comportamentali) che ha avuto su di lei con un percorso di psicoterapia?


Gentile utente, quello che descrive mostra un vissuto molto coerente con le esperienze traumatiche precoci che ha attraversato: quando un evento medico viene percepito come minaccioso o umiliante nell’infanzia, può lasciare un’impronta che si riattiva ogni volta che ci si ritrova in situazioni simili, anche a distanza di anni. Nel suo caso, l’iatrofobia non è segno di debolezza, ma la conseguenza di un sistema nervoso che ha imparato ad associare la figura del medico — e in particolare quella maschile — a un senso di vulnerabilità e di perdita di controllo. Il disagio che prova verso i professionisti uomini, con emozioni di rivalità o disprezzo, può essere letto come un meccanismo difensivo: la mente tenta di proteggersi da un senso di sopraffazione o minaccia che un tempo è stato reale, ribaltandolo in una forma di distanza o disvalore. Allo stesso tempo, il bisogno di controllare chi la visita è una risposta comprensibile alla paura dell’imprevedibilità, tipica del trauma. In questi casi, il percorso più utile è lavorare proprio sul senso di sicurezza e controllo percepito, non sull’evitare le visite o “forzarsi” a superare la paura. Un intervento di tipo trauma-focused, come l’EMDR o la terapia sensomotoria, aiuta a riattivare le risorse interne e a rielaborare il ricordo traumatico, in modo che le reazioni corporee e le emozioni possano “staccarsi” dal presente. Nel frattempo, può essere utile: – esporsi gradualmente a contesti medici partendo da quelli più neutri, scegliendo figure professionali con cui si sente a suo agio; – praticare tecniche di grounding e respirazione per gestire l’attivazione prima e durante una visita; – ricordare che chiedere, quando possibile, di essere visitato da un professionista donna non è una debolezza ma una forma di tutela temporanea. Il suo modo di descrivere con chiarezza e consapevolezza ciò che le accade è già parte del processo di guarigione: significa che non è più intrappolato nel trauma, ma lo sta osservando con una distanza riflessiva. Un percorso terapeutico centrato sulla rielaborazione del trauma può davvero aiutarla a ridurre l’ansia e a ritrovare un senso di libertà nelle situazioni mediche, anche quando non ha pieno controllo sulle circostanze. Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

psicologo clinico

Tarquinia

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Buongiorno, quanto descrive è una reazione frequente nei vissuti traumatici. Il cervello, dopo un medical trauma, può mantenere un’associazione tra contesto sanitario e stato di allarme, generando ansia, evitamento e bisogno di controllo. Non è una questione di volontà, ma di meccanismi di protezione appresi. Attraverso un lavoro terapeutico mirato è possibile intervenire su queste risposte e ridurre progressivamente il disagio.

Dott.ssa Martina Amato

Dott.ssa Martina Amato

psicologo clinico

Gragnano

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Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza la sua esperienza. Quello che descrive è coerente con una risposta legata a un trauma medico precoce, che può lasciare nel tempo una forte attivazione ansiosa nelle situazioni sanitarie, fino a vere e proprie reazioni di panico o evitamento. In questi casi, il disagio non riguarda solo la visita in sé, ma anche la sensazione di perdita di controllo e di esposizione a una situazione percepita come non gestibile. È comprensibile anche che alcune caratteristiche del contesto (come il genere del medico o il non poter scegliere) possano diventare elementi che aumentano l’ansia: spesso il cervello, dopo un’esperienza traumatica, tende a “generalizzare” il pericolo per cercare di proteggersi. Dal punto di vista clinico, il fatto che lei riconosca l’origine del problema e i suoi meccanismi (paura dell’ignoto, bisogno di controllo, evitamento) è un elemento molto importante e rappresenta già un primo passo di consapevolezza. In questi casi possono essere utili percorsi psicoterapeutici focalizzati sul trauma, come la CBT trauma-focused o l’EMDR, che lavorano proprio sulla riduzione dell’attivazione emotiva legata ai ricordi e sulle situazioni attuali che riattivano la paura. In parallelo, si lavora anche sull’esposizione graduale e sulla possibilità di recuperare un senso di controllo più flessibile. Rispetto alla sua preoccupazione per situazioni in cui non è possibile scegliere il professionista, può essere utile lavorare gradualmente sia sull’anticipazione dell’ansia sia su strategie di gestione, così da aumentare nel tempo la sensazione di sicurezza anche in contesti meno controllabili. Se desidera, un percorso psicologico può aiutarla proprio a ridurre questa limitazione e a rendere le situazioni mediche più tollerabili e gestibili.

Dott. Andrea Pirpignani

Dott. Andrea Pirpignani

psicologo clinico

Fiorano Modenese

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