Esperienze

Sono psicologo clinico, laureato con lode in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Padova.

Nel corso della mia formazione ho maturato esperienza clinica attraverso tirocini svolti in diversi contesti, lavorando con bambini, adolescenti, adulti e persone anziane, approfondendo interventi di supporto psicologico in differenti fasi del ciclo di vita.

Integro nella mia pratica clinica tecniche di mindfulness, per le quali ho conseguito formazione specifica come facilitatore, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza, regolazione emotiva e benessere psicologico.

Mi occupo di sostegno psicologico rivolto a difficoltà emotive, stress, ansia e momenti di cambiamento, con un approccio attento alla persona e alla sua storia.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicodiagnostica
  • Psicologia breve e strategica
  • Istruttore e specialista clinico mindfulness

Presso questo indirizzo visito

Adulti
Bambini

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Sostegno psicologico

    60 €

  • Visita a domicilio

    70 €

Indirizzo

Andrea Pirpignani

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera,
le scrivo per chiederle se è possibile guarire dall'avarizia patologica(la mia migliore amica ha questo disturbo) e mi irrita molto che la mia amica sia così avara nonostante sia molto benestante e lavora e ha un lavoro a tempo indeterminato...
io mi sento offesa dai comportamenti di avarizia patologica della mia amica( per esempio mi dice facciamo metà e metà con l'acqua, o mi ripete continuamente devi darmi i soldi delle pizze quando sa che gli e li ho sempre dati, è in fastidio a prestarti dei centesimi se ti mancano e non li hai nel portafoglio) oppure se deve acquistare qualcosa per l'abbigliamento va nel bambino fino ai 12 anni e se usciamo a mangiare dice pizza piccola, piadina piccola) io non ne posso più di questi suoi comportamenti tanto che a volte mi passa la voglia di uscire con lei... è molto trascurata nell'abbigliamento e esteticamente(non si trucca non si pettina va in giro con la puzza di sudore) calcoli che anche sua madre deve restituirle i soldi se le compra qualcosa lei per sua madre(ad es. il latte) che le chiede il favore, dice che non va dallo psicologo perchè gli psicologi non valgono niente, caratterialmente è molto chiusa ha solo me come amicizia. Secondo lei ha qualche disturbo psicologico oltre all'avarizia patologica? il padre da piccolina era assente e violento e la madre poco presente causa lavoro. come devo comportarmi con lei quando ha questi comportamenti?

Buonasera, grazie per aver condiviso la sua situazione.

Capisco bene la frustrazione e il disagio che può provare quando, all’interno di un’amicizia, alcuni comportamenti legati al denaro vengono vissuti come rigidi o poco flessibili. È comprensibile che, nel tempo, questo possa diventare pesante e influire sul piacere di stare insieme.

Non esiste una diagnosi clinica di “avarizia patologica”. Più che di un disturbo specifico, si può parlare di modalità personali di gestione del denaro e delle risorse, spesso legate a bisogni di sicurezza, controllo o a esperienze di vita che possono aver reso questo tema particolarmente sensibile.

Per quanto riguarda come comportarsi, può esserle utile provare a:

* comunicare il suo disagio in modo semplice e non accusatorio (“Io mi sento a disagio quando…”)
* chiarire prima, quando possibile, cosa per lei è sostenibile nelle uscite, così da evitare situazioni che la fanno sentire a disagio
* osservare come si sente dopo averla vista, perché il suo benessere emotivo è un indicatore importante nella relazione

Se la situazione la sta facendo stare spesso male o la porta a evitare il rapporto, può essere utile anche uno spazio di confronto per capire come gestire al meglio queste dinamiche relazionali.

Dott. Andrea Pirpignani

Buongiorno,
mi sono trasferita a 8 mesi in una nuova città con il mio compagno, dopo la stessa laurea conseguita da entrambi. Lui ha trovato lavoro subito, io no. Negli ultimi due mesi ho avuto una patologia di compressione dello stretto toracico, sono finita in pronto soccorso pensando al peggio ma sto fisicamente bene. Da allora, circa due mesi, ho iniziato ad avere attacchi d'ansia, il mio medico di base mi ha prescritto lo Xanax, che uso quasi quotidianamente da un mese. Inizio a svegliarmi piangendo, a provare sentimenti negativi anche verso le mie due gattine, talvolta violenti ma mai messi in atto. I dolori fisici si spostano, prima la spalla, poi diventa la caviglia, poi il collo, senza criterio nè sforzi che li giustifichino. Mi sono trasferita a Torino, dal sud, sperando di avere più opportunità (ho una laurea in Informatica) eppure mi ritrovo senza un euro, un lavoro, nè la possibilità di fare qualche corso che mi interessi e mi dia gioia. Non riesco neanche a uscire di casa a volte, mi devo sforzare, anche se sto che molto spesso uscendo mi sento meglio. Dormo male, stringo i denti ogni notte, riguardo le stesse serie tv ogni giorno per sostituire i pensieri distruttivi. Sento le ambulanze passare ogni 5 minuti o quasi, i corvi che gracchiano, i bambini urlare fuori dalla finestra e mi sembra di impazzire. Sto pensando di tornare giù da mia mamma, ma a 29 anni mi sembra un fallimento. Ho pensato ad autismo, ADHD, depressione ma ovviamente non so cosa ho, se ho qualcosa, o se sto solo lentamente impazzendo.
Ho paura

Buongiorno, grazie per aver scritto con tanta sincerità quello che sta vivendo.

Quello che racconta è molto intenso e, soprattutto, molto comprensibile alla luce di tutto ciò che è successo negli ultimi mesi: un trasferimento importante, l’incertezza lavorativa, un episodio di paura legato alla salute e, da lì, un progressivo aumento dell’ansia e della tensione. Quando si sommano cambiamenti così significativi, può succedere che il corpo e la mente entrino in uno stato di allarme prolungato, anche senza un “perché” immediatamente evidente.

I sintomi che descrive — gli attacchi d’ansia, il sonno disturbato, il risveglio con pianto, la sensazione di essere sopraffatta dagli stimoli esterni, i pensieri intrusivi e anche i dolori fisici che sembrano “muoversi” — sono esperienze che possono comparire quando il sistema nervoso è molto attivato e sotto stress. Non sono segnali di “impazzire”, ma piuttosto di un organismo che sta cercando di gestire un carico emotivo elevato.

Anche i pensieri che la spaventano nei confronti delle sue gattine, proprio perché la preoccupano e non vengono messi in atto, possono essere letti come pensieri intrusivi tipici di stati d’ansia: sono vissuti molto disturbanti, ma non coincidono con ciò che lei vuole o sente davvero.

È importante anche riconoscere che, nonostante la fatica che sta vivendo, ci sono elementi di contatto con le sue risorse: ad esempio il fatto che quando esce spesso si sente meglio, oppure la consapevolezza con cui sta osservando quello che le accade.

Detto questo, la quantità e l’intensità dei sintomi che descrive indicano che non è qualcosa da affrontare da sola. In questa fase può essere molto utile uno spazio di supporto psicologico in cui poter dare ordine a tutto ciò che sta vivendo, ridurre gradualmente l’attivazione ansiosa e ritrovare un senso di stabilità e sicurezza.

Se desidera, possiamo approfondire insieme la sua situazione in un colloquio, così da capire meglio come aiutarla in modo concreto e rispettoso dei suoi tempi.

Dott. Andrea Pirpignani
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