Buongiorno, ho una convivenza di quasi tre anni, con il mio compagno. Da pochissimo tempo rendendimi

24 risposte
Buongiorno, ho una convivenza di quasi tre anni, con il mio compagno. Da pochissimo tempo rendendimi conto dei suoi comportamenti particolari, l' ho convinto ad andare insieme da una psicologa il quale ha riscontrato dopo il secondo incontro che è ambivalente e deve fare un lavoro sull' io.
Praticamente mi ha fatto notare che ha un disturbo di personalità. Volevo chiedere cosa devo fare io e Come comportarmi.
Buon pomeriggio, difficile rispondere alla sua domanda in maniera generale. Ognuno di noi ha un proprio funzionamento di personalità,influenzato dall'ambiente che ci circonda e da alcuni aspetti ereditari. A chi viene diagnosticato un "disturbo" di personalità ha dei modi di pensare, di comportarsi e di relazionarsi in maniera diversa, più rigida e disadattiva rispetto a ciò che ci si aspetta. Ciò influenza il modo di pensare a se stessi e agli altri, il modo di rispondere emotivamente, il modo di relazionarsi con altre persone, il modo di controllare il proprio comportamento. Il consiglio che io le posso dare, per prima cosa, è quello di informarsi sul disturbo di personalità in questione. Questo può aiutarla a comprendere alcuni aspetti relazionali. Condivida fin da subito con il suo compagno l'interesse. Se sente il bisogno e la necessità di avere uno spazio suo, contatti uno psicologo. Infine vorrei concludere dicendo che si definiscono "disturbi" ma questo potrebbe portare a pensare al concetto di malattia mentale. Io non sono d'accordo a questo etichettamento medico, per me esiste solo la salute e il benessere della mente. I "disturbi" sono modi alternativi e diversi che si discostano dalla normalità e spesso ciò causa sofferenza a chi lo vive e a chi sta vicino. Ci sono trattamenti e terapie in grado di aumentare la qualità del benessere e ampliare le abilità per affrontare i problemi. Quindi se dovesse avere la necessità di un supporto, per affrontare questo momento, i suoi timore e dubbi, non esiti a prendere contatto con un professionista. Se lo desidera può scrivermi un messaggio e se ha altre domande e io sarò in grado di rispondere, lo farò volentieri. Buona serata. Dott.ssa Chiara Pavia

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Gentile Signora, se il paziente è il suo compagno il lavoro terapeutico riguarda lui e il terapeuta secondo quelli che sono i loro accordi. Diversamente se l'intervento è rivolto a voi come coppia la sua domanda può trovare una risposta all'interno del lavoro che state svolgendo. Ci sono diversi orientamenti teorici e diverse tecniche che possono essere utilizzate, pertanto non è semplice risponderle. E' sicuramente una buona possibilità rivolgere questa domanda alla terapeuta che state consultando, anche perché le forme con cui si può evidenziare un disturbo sono molte e possono avere diverse intensità o invasività. Nonostante il breve resoconto degli eventi lei ha sicuramente fatto molto per il suo compagno. Non è opportuno formulare altre ipotesi in quanto i dati a disposizione non le rendono attendibili e potrebbero essere controproducenti. Un cordiale saluto
Gentilissima, francamente mi sembra molto prematuro parlare di disturbo di personalità dopo 2 soli colloqui. Faccia fare molta attenzione al suo ragazzo a non farsi addossare etichette diagnostiche troppo facili e soprattutto rapide... La ricerca scientifica ha dimostrato, tra l'altro, che la diagnosi può ostacolare l'efficacia terapeutica. Non sto suggerendo di non guardare e considerare l'eventuale situazione come potenzialmente grave in cui si trova nel rapporto con il suo ragazzo ma solo il fatto che bisogna essere molto cauti a parlare di disturbi di personalità. Come si deve comportare lei? E' impossibile darle dei suggerimenti seri e professionali con le scarse informazioni in mio possesso. Mi dispiace. Dovrei conoscere lo specifico rapporto che ha con il suo ragazzo, per esempio. Le suggerisco di prendere contatto per qualche seduta ( in tanti casi può anche bastare anche un colloquio solamente) per un approfondimento con una/o collega/o. Spero di essere stato, almeno in una piccola parte, di aiuto. Mi dispiace molto non poter fare di più. In bocca al lupo!
Gentile signora,
È difficile darle una risposta perché non è chiaro il modo in cui avete contattato lo psicologo e con chi ha parlato. Mi sembra di aver capito che l'incontro sia stato fatto dal suo compagno, non ho invece capito chi le ha detto del disturbo di personalità. Se è stato lo psicologo a riferirglielo, può chiedere a lui cosa deve fare. Se non avviate una terapia di coppia, non escluda la possibilità di intraprendere anche lei un percorso per capire meglio il rapporto con questo compagno. Un cordiale saluto
Buonasera, ci sono elementi nel suo racconto che meriterebbero un approfondimento. Credo che più che parlare in chiave di diagnosi probabilmente sarebbe utile comprendere quanto questi “comportamenti particolari” del suo compagno possano essere per lei difficili da sostenere e/o quanto li sente intrusivi nella relazione. Forse confrontarsi con uno psicoterapeuta potrebbe sostenerla nell’affrontare questo momento delicato. Un cordiale saluto Dott Elisa Galantini
Gentile utente, impossibile darle indicazioni comportamentali in assenza di ulteriori dati personologici riguardanti il suo compagno. Ad ogni modo, avendo pubblicato il quesito nella sezione "Narcisismo", immagino che il sospetto diagnostico sia di disturbo narcisistico di personalità. È fondamentale prima d'ogni altra cosa avere certezza della diagnosi in questione, oppure, in assenza di diagnosi nosografica, ulteriori informazioni sul funzionamento del suo compagno. Cosa intende in questo caso per ambivalente? Verso chi/cosa? Nei confronti della vostra relazione sentimentale o in generale, come attitudine conflittuale verso il mondo? Sono tutti elementi che vale la pena approfondire: ogni indicazione datale in questa sede rischierebbe di fuorviarla.
Buongiorno. Dispiace essere netti, ma chi ha visto lei e il suo compagno deve dare ulteriori chiarimenti e pensare insieme a voi. Da qui si rischia di darle opinioni non utili
Buonasera, se il suo compagno sta intraprendendo un percorso di aiuto psicoterapico, questo è positivo intanto per lui, e per una probabile ricaduta utile sulla coppia. A lei invece sono giunte delle imformszioni sulla realtà psicologica del suo compagno, compresa una diagnosi di disturbo di personalità, che dovrebbero essere accertate e comprese, facendo magari riferimento al professionista che le ha formulate. Per rispondere alla sua domanda di come doversi comportare, avrebbe più senso avere più informazioni su questa sua richiesta, che così appare generale e poco specificata. Riterrei utile per lei, indirizzarsi nel richiedere una consulenza specifica ad un collega, nella quale possa chiedere e confrontarsi sui dubbi e sulle questioni comportamentali nell'ambito della sua relazione sentimentale.
Sinceri auguri,.dr Cameriero Vittorio
Buongiorno
Io credo che le cose vadano affrontate una alla volta ed osservate ‘a distanza’ per poterle focalizzare meglio.
Un primo passo e’ stato fatto, attivare la consulenza di uno specialista, che però non e’ chiaro dalle sue parole se lo sia e chi sia ( psicologo, psicologo psicoterapeuta, psichiatra...)
Mi sembra che da questa consulenza di coppia sia stato deciso un paziente/cliente designato.
Verifichi che tutte le istanze portate al colloquio siano state soddisfatte.
Le problematiche inerenti la coppia possono essere osservate in itinere così come non sottovaluti la possibilità di individuare anche lei uno specialista dal quale sentirsi supportata.
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Buongiorno, non mi sento di darle indicazioni o consigli sia perché gli elementi a disposizione sono troppo pochi e sia perché credo che ci sia stata molta confusione. Sinceramemte il fatto che in due colloqui sia stata fatta una diagnosi mi sembra superficiale e non costruttivo. Se fossi in voi mi farei dare spiegazioni più precise sui motivi di alcune scelte. Parta da una riflessione...voi siete andati per una terapia di coppia, perché?
Dott.ssa Federica Leonardi
Buongiorno! Il passo più importante è stato intrapreso. I disturbi di personalità sono viari in intensità e aspetti specifici, quindi bisognerebbe sapere in base a tali dati quali possano essere i risvolti nel quotidiano e nella vostra dinamica di coppia. Può chiedere a chi sta seguendo il suo compagno cosa le può essere di aiuto. Se ci fosse necessità di un sostegno per lei dovrebbe rivolgersi ad un altro terapeuta. Da una parte ci possono essere comportamenti più proficui per il benessere del suo compagno, ma sono da considerare anche i timori e le emozioni che alla luce dei fatti, lei sente verso questa situazione. Spero di essere stata chiara. Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti in merito.
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera, se il suo compagno ha deciso di intraprendere un percorso di psicoterapia vuol dire che ha iniziato a prendersi cura di sé e lei può sostenerlo e supportarlo e avere la pazienza di aspettare che prenda consapevolezza delle sue difficoltà, da dove vengono e tirar fuori le risorse necessarie per un eventuale cambiamento. Ogni lungo cammino inizia sempre con un solo passo e voi lo avete fatto chiedendo aiuto. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile
Buongiorno.
Dal racconto che descrive è emersa la fatica, il dolore e magari l'ansia e la paura che la situazione incerta con il suo compagno le hanno rimandato.
Lei ha convinto il suo compagno a fare un lavoro su di sè ma è qui importante distinguere tra ciò che è Psicoterapia individuale per il suo compagno e ciò che è Psicoterapia di coppia per entrambi.
E' importante che in base agli obiettivi il lavoro sia diversificato.
Ora disturbo di personalità è un'etichetta e posso immaginare che il suo vissuto di fronte a quest'etichetta sia stato di intensa ansia, paura, preoccupazione se non addirittura panico.
Ma le emozioni che prova quali sono?La gestione delle emozioni è importante così da non andare in ansia, agitazione o panico.
Dentro quella relazione sta bene oppure si sente limitata, spaventata, ansiosa?
Al di là dell'etichetta del suo compagno sarà importante lavorare su di sè così da cogliere e significare eventuali stati d'ansia, paura, preoccupazione, panico.
Per fare questo potrebbe essere utile ritagliarsi uno spazio di Psicoterapia individuale così da lavorare su questi temi.
Intanto la invito a vedere il mio profilo dove troverà molti video che parlano di relazioni, ansia, panico, paura e narcisismo.

Resto a disposizione.

Un saluto.

dr Andrea Botti
Buongiorno. Sono d'accordo con la collega che ritiene fuorviante dare indicazioni do un percorso e di un trattamento che non si conosce. Riferisca i suoi dubbi alla psicologa che vi sta seguendo.

Cordialità

MT
Salve, credo che per sia meglio continuare a chiedere informazioni alla terapeuta che vi segue, altrimenti rischia di confondersi.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Gentile utente di mio dottore,

potrebbe alimentare una certa confusione dare indicazioni in merito ad un percorso psicoterapico che non si conosce.
Si affidi alla specialista contattata, e riferisca tutti i suoi dubbi alla psicologa scelta.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve,
segua i consigli della sua terapeuta. Qui è impossibile entrare nel merito.
Un saluto,
MMM
Salve, credo sia meglio seguire le indicazioni della collega che vi ha in carico ed esporre a lei ogni perplessità e quesito, la collega sarà ben lieta di poterle fornire delucidazioni. E' importante comunque proseguire un supporto psicologico.
In bocca al lupo, dott. FDL
Buonasera,
quindi le indicazioni della collega sono per un percorso di psicoterapia individuale per il suo compagno. Se in questa situazione sente la necessità di un sostegno individuale può Lei affidarsi ad uno psicologo psicoterapeuta, facendosi consigliare da lei ocercando in autonomia un professionista. Cordialità
Buon giorno, lei chiede come comportarsi.
Questa è una domanda da porre al professionista che ha in carico il suo compagno. È lui che può orientarla conoscendo la situazione. Onestamente.
Buona giornata
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buongiorno. Capisco la difficoltà di reggere la situazione in cui si trova, per questo motivo penso che sarebbe importante che lei si rivolgesse ad uno psicologo, per iniziare un suo percorso. Potrebbe sicuramente esporre questi dubbi alla vostra terapeuta di coppia, che saprà sicuramente indirizzarla. Cordialmente
Dott.ssa Valentina Maccioni
Gentile utente,

data la particolarità della situazione le consiglio di parlarne con il suo terapeuta, in questa sede rischiamo di darle consigli poco utili e attinenti al suo caso.

Cordialmente

Dottor Mauro Vargiu
Car* utente, grazie per aver posto la sua domanda qui. Si tratta di una situazione particolare per cui fornire una risposta alla sua domanda risulta alquanto complesso. Non ho ben compreso se il percorso intrapreso sia di coppia. In questo caso, sarebbe più opportuno continuarlo col terapeuta che vi ha preso in carico, individuando, col suo intervento, delle strategie e delle risorse che possano consentirvi di gestire la vita di coppia e la convivenza. Se, invece, ad essere seguito è unicamente il suo compagno, potrebbe rivelarsi importante, per lei, avere un suo spazio per lavorare su di sé, per comprendere i suoi vissuti ed elaborarli, per capire come gestire la situazione e focalizzarsi sulle sue risorse individuali oltre che essere supportat*.
Le faccio un grande in bocca al lupo.
Un caro saluto,
Simona Del Peschio

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