Buongiorno Dottori, vorrei avere un parere per una situazione in cui mi trovo al momento, sono una r

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Buongiorno Dottori, vorrei avere un parere per una situazione in cui mi trovo al momento, sono una ragazza di 25 anni, mi sono lasciata da poco circa col mio fidanzato, lui è vent'anni piu grande, diciamo che ci siamo lasciati per determinate cose, tra cui io spesse volte non mi sentivo "considerata" da lui, non mi sentivo che mi dava le attenzioni che avrei voluto, alcune volte discutevamo e lui neanche voleva il confronto, quando io invece cercavo proprio quello, molte volte vedevo che metteva like sui social a foto di donne in mostra abbastanza appariscenti ecco, cosa che io avevo chiesto che poteva essere evitata, ma mai ascoltati determinati miei bisogni, però il punto è che ad oggi mi ritrovo che non riesco a distaccarmi, ci vediamo ancora ogni tanto, lui prova sempre ad avere un contatto con me, e a me capita certe volte di starci, purtroppo dall'altra parte invece, da qualche mese sento in amicizia una persona con cui mi frequentavo a distanza, lui mi è sempre stato accanto, e mi ha sempre ascoltato e capito soprattutto in questo periodo in cui mi stavo lasciando, ci sono stati dei momenti in cui però ho pensato di provare qualcosa, ma ad ora è passato, lui lo stesso provava qualcosa ancora ma ad ora ha messo da parte il sentimento e siamo amici, però il "problema" resta che io e questa persona ci dobbiamo vedere tra qualche settimana e non mi sento una brava persona..perché da una parte mi sto vedendo con il mio ex fidanzato, con cui siamo in non so quali rapporti, facciamo cose a volte, ci vediamo ogni tanto, e dall'altra mi devo vedere con l'altro, mi sento di prendere in giro entrambi, mi sembra di illudere entrambi e di fare del male a tutti e due e non voglio questo..faccio male a vedermi con l'altro? Ormai i biglietti e tutto è fatto, il mio ex dovrà partire per lavorare, però mi sembra di star "tradendo" o di star facendo qualcosa di sbagliato ma nei confronti di entrambi, anche se comunque io ho messo e detto le cose a tutti e due, che non sto con nessuno e sarei libera..sto facendo male? Non so che fare e ho bisogno di qualche vostro parere o consiglio, non mi sento una brava persona e mi sembra di sbagliare tutto..
Dott.ssa Maria Teresa Romeo
Psicologo clinico, Psicologo
Cagliari
Salve, dalle sue parole arriva tutta la fatica di trovarsi davanti a qualcosa che cambia improvvisamente il senso della relazione. È come se fino a poco fa riuscisse a reggere nella speranza che le cose potessero evolvere, e ora, venuta meno quella prospettiva, si ritrovasse senza punti fermi e molto confusa.

Quello che sente è comprensibile: da una parte l’affetto, la storia costruita, il legame; dall’altra un bisogno importante, quello della sfera sessuale, che per lei non è secondario e che oggi sente di non voler mettere da parte. Non è egoismo né cattiveria, ma un riconoscere qualcosa di fondamentale per il suo benessere, soprattutto alla sua età.

Purtroppo non sempre esistono soluzioni che non facciano soffrire nessuno, e questo è forse l’aspetto più difficile da accettare. Più che chiedersi cosa sia “giusto in assoluto”, potrebbe provare a chiedersi cosa, nel lungo periodo, la farebbe sentire più autentica e meno in rinuncia.

La terapia di coppia può essere uno spazio utile non tanto per “trovare per forza un compromesso”, ma per capire insieme se esiste ancora una direzione condivisa oppure no.

Si dia il tempo di ascoltarsi senza forzarsi a decidere subito. È una situazione delicata, e il fatto che se la stia ponendo con tanta lucidità dice già molto. Un caro saluto.

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Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Buongiorno. Da come scrivi non sembri una “cattiva persona”, sembri una ragazza nel mezzo di un distacco che non è ancora chiuso davvero. È normale sentirsi confusa, soprattutto se con l’ex c’è ancora contatto fisico ed emotivo: quello tiene aperto il legame e ti rende difficile capire cosa vuoi.
Non stai “tradendo” nessuno se sei stata chiara che non sei impegnata. Il punto però è un altro: anche se sei libera, se le tue azioni mandano messaggi ambigui, rischi di far male a te e agli altri. Quindi la cosa più utile è mettere confini più chiari, non punirti.
Su vederti con l’altro tra qualche settimana: non è sbagliato in sé. Diventa sbagliato se tu vai con l’idea di colmare un vuoto, o se dall’altra parte lui ci spera e tu non glielo dici. Se siete davvero in amicizia, puoi andare serena. Se invece senti che per lui c’è ancora aspettativa, la cosa più corretta è dirgli prima dell’incontro, con una frase semplice: “Ci tengo a vederti, ma voglio essere trasparente: io sono ancora confusa e sto chiudendo una storia, non posso promettere nulla oltre all’amicizia”. Questo non è crudele, è rispettoso.
Con l’ex, invece, la domanda è: ogni volta che lo vedi, dopo stai meglio o peggio? Se dopo ti senti in colpa, più attaccata e più confusa, allora quel contatto ti sta tenendo bloccata. In quel caso, per qualche settimana, può essere molto sano staccare davvero: niente incontri, niente “facciamo cose”, e contatti ridotti al minimo. Non per punirlo, ma per permettere al tuo cuore di capire.
Un modo pratico per uscire dal senso di colpa:
scegli una regola per l’ex (ad esempio: stop incontri per 30 giorni);
sii trasparente con l’amico prima di vedervi;
durante l’incontro, se senti che sta diventando qualcosa di più, rallenta e non forzare.
Il senso di colpa che senti è anche un segnale: ti importa di non ferire. Usa questa qualità per mettere confini, non per giudicarti.
Se ti va, sul mio profilo trovi come lavoro su dipendenza affettiva, confusione post rottura e confini, e puoi valutare un colloquio.
Dott.ssa Marianna Galli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno.
Prima di tutto: non è una cattiva persona. È una ragazza di 25 anni che sta attraversando una separazione complicata, con sentimenti non ancora definiti — è umano, non è una colpa.
Quello che descrive racconta di una relazione in cui i suoi bisogni — di ascolto, considerazione, confronto — non venivano accolti. E accanto a questo, una persona che invece l'ha vista e ascoltata davvero. Il confronto è naturale, e i sentimenti che ne emergono sono comprensibili.
Il punto non è se sta "facendo male" a vedersi con l'altro — è libera e lo ha comunicato chiaramente a entrambi. Il punto vero è che forse non ha ancora fatto chiarezza con sé stessa su cosa vuole, e questo la fa sentire in colpa. Ma la confusione in un momento di transizione non è tradimento — è un processo.
Uno spazio dedicato solo a sé — come un percorso psicologico — potrebbe aiutarla ad ascoltarsi davvero, senza il rumore delle aspettative degli altri, e a capire con più chiarezza cosa desidera per sé. A volte avere qualcuno che ci accompagna in questo fa tutta la differenza.
Si conceda il tempo di capire cosa sente davvero, senza giudicarsi troppo duramente.
Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Non dovremmo dare un giudizio, non possiamo dire faccio bene e faccio male. Piuttosto si devono analizzare le motivazioni che ci spingono a fare determinate scelte, le conseguenze e come queste ci fanno sentire. Sarebbe limitante dare un sì e no secco, andrebbe approfondito il tutto. Spero di esserle stata utile -
Dott.ssa Federica Guglielmotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Comprendo bene la situazione complessa sentimentale che sta vivendo, la sua indecisione ed i dubbi che la affliggono. Sembra intrappolata tra due relazioni diverse e non sa quale strada intraprendere. Le suggerisco di rivolgersi ad un terapeuta con il quale analizzare la situazione, i sentimenti coinvolti e elaborare insieme una via che la possa rendere felice. Tenersi ancorata e bloccata in una relazione disfunzionale come la sua potrebbe diventare una trappola che le impedisce di aprirsi a nuove possibilità.
Le faccio i miei auguri.
Buon pomeriggio,
un elemento principale in tutta questa situazione riguarda quali bisogni senti di avere, questo è un aspetto centrale e di fondamentale importanza proprio per poter fare chiarezza su tutto quello che sta accadendo.
Un percorso di supporto psicologico in questa fase potrebbe essere d'aiuto per dare ordine.
Resto a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

Credo che in questo caso sia importante comprendere quali siano in bisogni che si esprimono attraverso quello ha descritto. Una comprensione di essi restituisce il significato, fondamentale della situazione. Per approfondire è necessario rivolgersi ad uno psicologo, anche per un percorso breve e mirato alla risoluzione del problema contingente.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
la situazione che descrive è più comune di quanto si possa pensare, soprattutto dopo una relazione significativa e complessa come quella che ha vissuto.

Da quello che racconta, emergono due aspetti importanti:

1. Il legame con il suo ex non è ancora chiuso davvero
Anche se vi siete lasciati, il fatto che continuiate a vedervi e ad avere momenti di intimità mantiene attivo il legame emotivo. Questo rende molto difficile “staccarsi” e crea confusione interna. Non è tanto una questione di giusto o sbagliato, quanto di coerenza emotiva: una parte di lei sembra ancora coinvolta, o quantomeno legata a ciò che quella relazione rappresentava.

Inoltre, lei stessa riconosce che in quella relazione alcuni suoi bisogni importanti (attenzione, ascolto, rispetto) non venivano soddisfatti. Questo è un elemento fondamentale da non sottovalutare.

2. Il senso di colpa che prova parla dei suoi valori, non di un errore reale
Lei dice chiaramente di aver comunicato a entrambi di essere libera e di non avere una relazione. Questo significa che non sta ingannando nessuno.
Il disagio che prova (“non mi sento una brava persona”) nasce più probabilmente dal fatto che dentro di sé sente una sorta di “doppio binario emotivo”:

da una parte il legame non chiuso con l’ex

dall’altra la possibilità di aprirsi a qualcosa di nuovo

Questo conflitto interno può farle percepire le sue azioni come scorrette, anche se oggettivamente non lo sono.

Rispetto alla sua domanda: sta facendo male a vedere l’altra persona?
No, non sta facendo qualcosa di sbagliato, soprattutto perché è stata trasparente. Tuttavia, è importante chiedersi:
Con quale stato emotivo sto andando a questo incontro?
Sto cercando qualcosa di nuovo o sto ancora cercando il mio ex in forme diverse?

Se il suo coinvolgimento con l’ex continua, il rischio non è tanto “fare del male” agli altri, ma confondere sé stessa e magari non vivere pienamente nessuna delle due situazioni.

Un possibile passo utile potrebbe essere questo:
prendersi uno spazio per capire cosa desidera davvero, magari mettendo temporaneamente dei confini più chiari con l’ex (anche solo una pausa nei contatti), per poter ascoltare meglio sé stessa senza interferenze emotive.

Non si giudichi come “una cattiva persona”: il fatto stesso che si ponga queste domande indica sensibilità e rispetto verso gli altri.

Detto questo, per fare chiarezza fino in fondo su ciò che prova e su come gestire al meglio queste relazioni, potrebbe essere molto utile approfondire con uno specialista, che la aiuti a orientarsi senza senso di colpa ma con maggiore consapevolezza.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Giorgia Ruberto
Psicologo clinico, Psicologo
Sutri
Salve,
capisco bene la confusione e il senso di colpa che sta provando. Terminare una relazione non è mai semplice, soprattutto quando il distacco non è netto e quando una parte di noi resta ancora legata all’altra persona. È assolutamente umano sentirsi “tirati” in più direzioni, in particolare se, nel frattempo, c’è qualcuno che le offre quell’ascolto e quelle attenzioni di cui aveva bisogno.

Da quello che racconta, però, emerge anche un aspetto importante: alcuni suoi bisogni nella relazione precedente non venivano ascoltati, e questo l’ha fatta stare male. Questo è un elemento prezioso da tenere in considerazione mentre cerca di capire cosa vuole davvero per sé.

Più che chiedersi se sta “facendo male” agli altri, forse potrebbe essere utile spostare l’attenzione su di sé: cosa la farebbe stare davvero bene? Di cosa ha bisogno in questo momento della sua vita? A volte, per trovare chiarezza, è necessario prendersi uno spazio, anche emotivo, senza sentirsi obbligati a definire subito tutto o a rispondere alle aspettative degli altri.

Il fatto che lei sia stata trasparente con entrambe le persone è già un segnale di rispetto e consapevolezza. Non sta tradendo nessuno se ha chiarito di essere libera. Piuttosto, si trova in una fase di passaggio, che richiede tempo e ascolto di sé.

Il consiglio che mi sento di darle è proprio questo: si dia il permesso di fermarsi, di sentire ciò che prova senza giudicarsi come “sbagliata”, e cerchi di capire quali relazioni la fanno sentire davvero vista, rispettata e serena. Solo da lì potrà fare scelte più chiare e autentiche.
Buongiorno,
più che un problema “morale”, quello che emerge è una difficoltà a separarti emotivamente da una relazione che, per come la descrivi, non rispondeva ai tuoi bisogni.
Il legame con il tuo ex è ancora attivo e questo ti mantiene in una posizione ambivalente: una parte di te sa perché vi siete lasciati, un’altra continua a cercarlo. In queste condizioni è normale sentirsi in colpa anche verso altre persone, perché non sei davvero libera internamente.
Non stai facendo qualcosa di sbagliato se sei stata chiara con entrambi, ma è importante chiederti: sto scegliendo davvero o sto evitando di lasciare andare?
Più che decidere se vedere o meno l’altra persona, può esserti utile mettere un confine più definito con il tuo ex e prenderti uno spazio per capire cosa desideri davvero, senza restare “a metà” tra due situazioni.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Si percepisce chiaramente quanto questa situazione la metta in difficoltà, non solo per i sentimenti coinvolti, ma anche per il forte senso di responsabilità che sente nei confronti degli altri e dell’idea di voler essere una persona corretta. Quello che descrive è una fase molto delicata, in cui una relazione significativa non è ancora del tutto chiusa emotivamente, mentre allo stesso tempo si affaccia la possibilità di un nuovo legame. Questo tipo di sovrapposizione può generare confusione, senso di colpa e la sensazione di stare sbagliando, anche quando, nei fatti, si è stati chiari come lei racconta di aver fatto. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, può essere utile osservare come il senso di colpa che prova sia molto intenso e sembri andare oltre i comportamenti concreti. Lei dice di aver esplicitato la sua posizione a entrambe le persone, quindi non c’è un inganno reale. Tuttavia, dentro di lei sembra attivarsi un pensiero più rigido, come se per essere “una brava persona” dovesse essere completamente libera da ogni ambivalenza, da ogni incertezza o da ogni passaggio graduale. Questo però non corrisponde al modo in cui normalmente funzionano i legami affettivi, che spesso richiedono tempo per trasformarsi e chiudersi davvero. Un punto centrale è il legame con il suo ex. Da quello che racconta, emerge che alcuni bisogni importanti per lei non venivano soddisfatti, come il sentirsi considerata, ascoltata e rispettata. Nonostante questo, il fatto che continuiate a vedervi e ad avere momenti di vicinanza rende più difficile il distacco, perché mantiene attivo il legame emotivo e anche una parte di speranza o abitudine. Questo può farla sentire “divisa”, come se non fosse del tutto libera, anche se formalmente la relazione è chiusa. Parallelamente, l’incontro con l’altra persona sembra attivare un’altra parte di lei, forse più legata al sentirsi vista, capita e sostenuta. È comprensibile che questo crei un conflitto interno, perché due bisogni diversi stanno cercando spazio nello stesso momento. Il fatto che lei si senta in colpa e tema di fare del male dice molto della sua attenzione verso gli altri, ma rischia anche di farle perdere di vista una domanda importante: cosa è giusto per lei in questo momento? Non in senso egoistico, ma in senso autentico. Se questa domanda rimane in secondo piano, è facile che ogni scelta venga vissuta come sbagliata. Riguardo al vedersi con l’altra persona, il punto non è tanto stabilire se sia giusto o sbagliato in assoluto, ma comprendere con quale stato interno arriva a quell’incontro. Se dentro di lei c’è ancora molta confusione o un legame attivo con l’ex, è possibile che questo influenzi il modo in cui vivrà quel momento e le emozioni che ne seguiranno. Non perché stia facendo qualcosa di scorretto, ma perché sta attraversando una fase di transizione che ha bisogno di essere riconosciuta. Spesso, in queste situazioni, più che cercare di prendere una decisione perfetta, può essere utile fermarsi a comprendere meglio i propri bisogni, i propri timori e i propri schemi relazionali. Un percorso di supporto potrebbe aiutarla proprio in questo, cioè a fare chiarezza su ciò che cerca in una relazione, su cosa la porta a restare legata a dinamiche che la fanno stare male e su come costruire scelte più in linea con il suo benessere. Il fatto che lei si senta così coinvolta e si ponga queste domande non è un segno di essere “una cattiva persona”, ma al contrario di avere una forte sensibilità e un desiderio di fare le cose nel modo più giusto possibile. Con un po’ di spazio per comprendere meglio ciò che sta vivendo, questa confusione può trasformarsi in maggiore consapevolezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
grazie per aver condiviso una situazione così delicata: si sente quanto tu sia coinvolta e quanto desideri fare la cosa “giusta”, senza ferire nessuno.

Da quello che racconti, emergono due aspetti importanti. Da una parte, nella relazione con il tuo ex, hai vissuto più volte la sensazione di non essere davvero considerata e ascoltata nei tuoi bisogni. Dall’altra, oggi ti trovi ancora emotivamente legata a lui, tanto da mantenere un contatto che rende più difficile prendere distanza e fare chiarezza.

Quello che stai provando — confusione, senso di colpa, paura di fare del male — non fa di te una “cattiva persona”, ma piuttosto una persona sensibile e attenta agli altri. Allo stesso tempo, è importante non perdere di vista anche te stessa: i tuoi bisogni, i tuoi tempi, e ciò che davvero desideri in una relazione.

Vederti con l’altra persona, in sé, non è “sbagliato”, soprattutto se sei stata trasparente come dici. Piuttosto, la domanda che può aiutarti è un’altra: in che modo questo momento della tua vita ti permette davvero di essere presente e autentica nelle relazioni che vivi?
A volte, quando una relazione non è ancora emotivamente chiusa, si rischia di restare in una sorta di “terra di mezzo” che alimenta il senso di colpa e la confusione.

Potrebbe esserti utile prenderti uno spazio per capire cosa senti davvero per il tuo ex, e se il mantenere questi incontri ti aiuta o, al contrario, ti tiene legata a qualcosa che ti ha fatto stare male. Fare un po’ di chiarezza dentro di te può rendere più sereni anche i rapporti con gli altri.

Se senti che questa situazione ti pesa molto, parlarne in uno spazio di ascolto psicologico può aiutarti a orientarti con più calma e senza giudizio.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Filomena Anna Ascente
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Padova
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione emotivamente complessa ma anche piuttosto comprensibile dopo una relazione significativa appena conclusa. Il fatto che lei si senta in colpa e tema di fare del male agli altri indica una buona sensibilità relazionale, non il contrario.

Dal punto di vista dell’Analisi Transazionale, può essere utile osservare come si stiano attivando più stati dell’Io: da una parte un Bambino che cerca ancora il legame con l’ex (anche a costo di accettare dinamiche che l’hanno fatta soffrire), dall’altra un Genitore Critico interno che la giudica duramente (“non sono una brava persona”), mentre la parte Adulta sembra faticare a mantenere una posizione chiara e coerente.

Il nodo principale non è tanto “fare bene o male” nel vedere l’altra persona, quanto la mancanza di definizione del rapporto con l’ex. Continuare a frequentarlo in modo ambiguo può mantenere il legame attivo e rendere più difficile sia il distacco sia la possibilità di vivere nuove conoscenze in modo sereno.

Se lei ha comunicato in modo trasparente a entrambi di non essere in una relazione, non sta ingannando nessuno. Tuttavia, può essere utile chiedersi cosa desidera davvero in questo momento e quali confini vuole darsi, per non restare in una posizione che alimenta confusione e senso di colpa.

L’incontro con l’altra persona non è “sbagliato” in sé, ma diventa più sostenibile se è accompagnato da maggiore chiarezza interna: verso l’ex, verso l’altro e soprattutto verso se stessa.
Ciao, mi sento di consigliarti di non sottovalutarti, soprattutto di affrontare un percorso possa aiutare te stessa ad avere le idee più chiare ed essere più considerata da te stessa. Grazie per il racconto.
Dott. Umberto Perrone
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,

La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo: si percepisce quanto questa situazione la faccia sentire confusa, in colpa e divisa tra bisogni diversi, ed è comprensibile che non sia facile orientarsi emotivamente in questo momento.
Più che giudicare le sue scelte, può essere utile fermarsi e comprendere meglio cosa desidera davvero per sé e quali relazioni sente più in linea con il suo benessere; un percorso con un professionista può aiutarla a fare chiarezza e a prendere decisioni più consapevoli, senza sentirsi “sbagliata”.

Cordiali saluti,
Dott. Umberto Perrone
Dott.ssa Federica Cofini
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Buongiorno, quella che racconta nel suo messaggio è una situazione delicata e complessa. Dalle sue parole sembrano emergere con chiarezza due aspetti importanti: da un lato il legame ancora attivo con il suo ex fidanzato; dall'altro la presenza di una persona che le offre ascolto e comprensione in un momento di vulnerabilità. È comprensibile sentirsi confusa e in conflitto. Non è segno che sta "sbagliando tutto", ma piuttosto che si trova in una fase di transizione emotiva. Il disagio che prova è tuttavia un segnale importante che merita la giusta attenzione. Dopo una relazione significativa, sopratutto se caratterizzata da bisogni non ascoltati, può capitare di sentire una certa difficoltà a staccarsi davvero dall'altra persona. In più, il fatto che continui a vedere il suo ex e a vivere con lui momenti di intimità, può rendere più difficile elaborare la chiusura e capire cosa desira davvero. Allo stesso tempo, il rapporto con l'altra persona sembra offrirle ciò che le è mancato: ascolto, vicinanza emotiva e comprensione. È naturale esserne attratta, ma forse sarebbe opportuno valutare se sia il momento giusto per lei per costruire qualcosa di nuovo, sopratutto se sente ancora un legame irrisolto con il passato. Più che chiedersi se "fa male" a vedere questa persona, le suggerirei di spostare la domanda su di Sè: "Di cosa ho bisogno davvero in questo momento?" Per fare ciò potrebbe esserle utile prendersi uno spazio di riflessione autonoma, senza mantenere entrambe le situazioni attive contemporaneamente. Vorrei soffermarmi su un punto che lei stessa coglie quando parla di "sentirsi in difetto" o "non una brava persona". Credo sia estremamente importante distinguere tra un giudizio morale e un ascolto autentico di sé. In una situazione come la sua, il rischio è leggere ciò che sta accadendo in termini di giusto/sbagliato. A mio parere ciò che emerge non riguarda tanto una questione morale, ma potrebbe essere legato a una disconnessione dai propri bisogni profondi. In altre parole, il disagio che prova potrebbe essere non tanto la prova che stia facendo qualcosa di sbagliato verso gli altri, ma il segnale interno che non si sta concedendo il tempo e lo spazio per comprendere cosa prova davvero. Le fasi di transizione, come la fine di una relazione o la creazione di un nuovo legame, sono spesso caratterizzate da confusione e ambivalenza. Sentire queste emozioni contraddittorie non la rende sbagliata, la rende umana. È importante considerare che questi sono sì momenti destabilizzanti ma che, se si è disposti a spostare lo sguardo dagli altri per volgerlo all'interno, possono diventare irripetibili e preziose occasioni di conoscenza di noi stessi. Facendosi le giuste domande e accogliendo le risposte senza giudicarsi, potrebbe accorgersi che il punto è mai stato la scelta tra due persone, quanto l'entrare in contatto con il suo Vero Sè. Solo così potrà scegliere in modo più consapevole come Lei vuole stare in una relazione. Un altro elemento che meriterebbe secondo me attenzione è la significativa differenza di età con il suo ex partner. Una distanza generazionale di questo tipo, pur non rappresentando di per sé un problema, può infatti influenzare il modo in cui si vivono i bisogni relazionali, la comunicazione e le aspettative sulla coppia.
Se sente che da sola fa fatica ad orientarsi, un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e a prendere decisioni più consapevoli. Resto a disposizione, un cordiale saluto.
Dott.ssa Marika Mangiaracina
Psicologo, Psicologo clinico
Uboldo
Ciao, piacere. Sono la psicologa Marika e ti rispondo in modo diretto.

No, non stai facendo qualcosa di “sbagliato”: sei single, sei stata chiara con entrambi, quindi non stai tradendo nessuno.

Il punto però non è etico, è emotivo:
**stai rimanendo agganciata al tuo ex**, che già prima non soddisfaceva i tuoi bisogni (attenzioni, ascolto, rispetto). Continuare a vederlo, anche in modo confuso, ti tiene bloccata e ti fa sentire in colpa.

Per questo nasce il disagio: non perché stai “ingannando” qualcuno, ma perché
→ non sei davvero libera mentre provi ad aprirti a qualcun altro.
Vederti con l’altro ragazzo non è sbagliato. Anzi, può essere un’occasione per capire cosa provi davvero.
Ma fallo con onestà interna: senza usarlo per riempire un vuoto o per compensare il tuo ex.
Se vuoi un consiglio chiaro: metti un confine più netto con l’ex. È lì che si crea la confusione, non nell’incontro con l’altro.
E su quel pensiero “non sono una brava persona”:
stai solo cercando di orientarti tra emozioni contrastanti. Non è cattiveria, è confusione.

Possiamo lavorare insieme su questa confusione e trovare le risposte senza sentirti sbagliata o in colpa.

Rimango a disposizione.

Dott.ssa Marika
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, in questo momento dovrebbe concentrarsi sulla sua persona per riorganizzare la quotidianità. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a rielaborare questa situazione.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Roberta Ristagno
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Foligno
Gentile utente, il giudizio morale severo che sta rivolgendo a sé stessa (“non sono una brava persona”, “sto sbagliando tutto”) rischia di non aiutarla a comprendere davvero ciò che sta vivendo. In momenti emotivamente complessi come una separazione, è piuttosto frequente sentirsi confusi, ambivalenti e anche contraddittori nelle proprie scelte.
Più che chiedersi se ciò che sta facendo sia “giusto” o “sbagliato” in senso assoluto, potrebbe essere più utile provare a spostare l’attenzione su un altro piano: comprendere cosa sta accadendo dentro di lei in questa fase della sua vita.
Ciò che può fare la differenza è il grado di consapevolezza con cui si muove e la chiarezza, prima di tutto con sé stessa, rispetto a ciò che desidera.
Un percorso psicologico, in questo senso, potrebbe offrirle uno spazio protetto in cui esplorare questi vissuti, comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e relazionali, e orientarsi con maggiore consapevolezza nelle sue scelte.
Dott.ssa Maria Cristina Giuliani
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Sono la dottoressa Maria Cristina Giuliani, psicologa e sessuologa.
Il punto centrale, da ciò che racconta, è che la relazione con il suo ex non sembra davvero conclusa sul piano emotivo e relazionale. Vi siete lasciati, ma continuate a vedervi, ad avere contatti, e a volte anche una vicinanza che rende tutto più ambiguo. Quando una separazione resta in questa zona grigia, è molto difficile sentirsi liberi davvero, perché una parte di sé rimane ancora agganciata, anche se razionalmente si sa che quella relazione aveva aspetti che facevano stare male.
Lei infatti descrive bisogni importanti che non si è sentita riconosciuta: il desiderio di essere considerata, ascoltata, capita, rispettata in ciò che per lei era sensibile. Eppure, nonostante questo, il distacco le risulta faticoso. Questo è comprensibile, perché chiudere un legame non dipende solo dalla lucidità, ma anche dall’attaccamento, dall’abitudine, dalla speranza e dalla difficoltà di lasciare andare qualcuno verso cui si prova ancora qualcosa.
Per quanto riguarda l’altra persona, il fatto di incontrarla non significa automaticamente stare facendo qualcosa di sbagliato, soprattutto se lei è stata chiara nel dire che non è impegnata con nessuno. Il problema non è tanto il vedere qualcuno, quanto il rischio di vivere quell’incontro mentre dentro di sé c’è ancora molta confusione irrisolta. In questo senso, più che chiedersi se sia “giusto” o “sbagliato”, credo sia utile domandarsi con quale stato d’animo si presenterà a questo incontro: con apertura e serenità, oppure con il peso del senso di colpa e con una parte ancora legata altrove?
Non mi sembra che lei stia tradendo qualcuno. Mi sembra piuttosto che stia cercando di muoversi in mezzo a due legami diversi senza avere ancora una posizione interiore davvero chiara. E questa ambivalenza la fa sentire sporca, scorretta, come se stesse facendo del male a entrambi. Ma la verità è che, prima di tutto, questa situazione sta facendo male a lei. Il rischio più grande, infatti, non è tanto vedere l’altra persona, ma continuare a restare in un rapporto indefinito con il suo ex, che non le permette né di chiudere davvero né di aprirsi con libertà a qualcosa di nuovo. Finché questa relazione resta sospesa, ogni altro passo rischia di essere vissuto con colpa, dubbio e confusione. Credo quindi che il punto più importante non sia decidere soltanto se incontrare o meno quest’altra persona, ma iniziare a chiedersi con più fermezza che cosa vuole fare del rapporto con il suo ex. Perché se continua a mantenere un contatto intimo o ambiguo con lui, sarà molto difficile sentirsi davvero libera, anche formalmente.
Se deciderà di vedere quest’altra persona, il consiglio è di farlo con grande chiarezza, senza promettere nulla che oggi non sente, senza forzarsi a provare qualcosa, e restando onesta su dove si trova emotivamente. Questo non è scorretto: scorretto sarebbe alimentare aspettative che non può sostenere. Ma da ciò che scrive, lei sembra molto attenta proprio a non farlo.
In questo momento, più che giudicarsi, avrebbe bisogno di fermarsi e ascoltarsi con più compassione. Non sta sbagliando tutto. Sta attraversando una fase affettiva molto confusa, e dentro questa confusione sta cercando di non perdere il rispetto per gli altri e per se stessa. Un supporto psicologico con una psicologa/o, potrebbe aiutarla molto a sciogliere questo senso di colpa, a comprendere meglio perché fatica a distaccarsi dal suo ex e a ritrovare una posizione più chiara e serena. Prima ancora di scegliere tra due persone, forse oggi è importante che lei scelga di non continuare a restare in una situazione che la fa sentire divisa, in colpa e lontana da se stessa.

Un caro saluto,
dott.ssa Maria Cristina Giuliani.

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