Dott.ssa
Ilaria Incoronata Viggiani
Psicologa clinica
·
Psicologa
Altro
sulle specializzazioni
Chieti Scalo 1 indirizzo
Esperienze
“Forse non si desiderava tanto essere amati, quanto essere capiti.” George Orwell
Questo spazio è pensato per accogliere ciò che si vive: momenti di difficoltà e cambiamento, il bisogno di comprendere sé stessi e il modo in cui si costruiscono e si abitano le relazioni.
Attraverso il dialogo è possibile dare voce a ciò che spesso rimane in silenzio, attribuendo significato alle esperienze e avvicinandosi con maggiore consapevolezza ai propri bisogni più profondi, distinguendoli da aspettative che non ci appartengono.
Il percorso prende forma nell’incontro, uno spazio condiviso e vivo, in cui esplorare nuove modalità di stare nelle situazioni e nelle relazioni, trasformando schemi ricorrenti e favorendo espressioni più libere e autentiche.
L’obiettivo non è solo alleviare il disagio, ma promuovere benessere e consapevolezza nel rapporto con sé stessi e con gli altri.
Sono la dott.ssa Ilaria Incoronata Viggiani, psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo. Ho maturato esperienza in comunità per minori, nei contesti scolastici di ogni ordine e grado e nell’ambito della tutela minorile, conducendo incontri protetti e accompagnando nuclei familiari in situazioni di particolare complessità.
Attualmente sono coordinatrice del Servizio di Assistenza Specialistica Scolastica per una cooperativa sociale e psicologa presso il Comune di Torrevecchia Teatina (CH). Esercito inoltre la libera professione nel mio studio a Chieti Scalo.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia della salute
- Psicosomatica
- Psicologia clinica-dinamica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Attacco di panico
- Disturbi alimentari
- Problemi di coppia
- Difficoltà relazionali
- +78 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Foto e video
Prestazioni e prezzi
-
Sostegno psicologico
50 € -
-
Colloquio individuale
50 € -
-
Colloquio psicologico di coppia
80 € -
-
Colloquio psicologico età evolutiva
50 € -
-
Sostegno alla genitorialità
50 € -
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Indirizzi (2)
Via Palmiro Togliatti, 2, Chieti Scalo 66100
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
4 recensioni
-
D
Daniela
Mi sono rivolta a questa psicologa in un momento delicato e ho trovato una professionista estremamente competente, empatica e accogliente. Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata e non giudicata. La consiglio sinceramente a chiunque senta il bisogno di un supporto serio e umano.
• Dott.ssa Viggiani Ilaria Incoronata - psicologa • colloquio psicologico •
Dott.ssa Ilaria Incoronata Viggiani
Gentile Daniela, la ringrazio per le sue parole. Un saluto
-
A
A. C.
Mi sono rivolto alla dott.ssa Viggiani circa un anno fa, fin da subito mi sono sentito accolto e compreso senza giudizio. Grazie a lei sto affrontando alcune difficoltà che mi portavo da molto tempo, in particolare quelle più recenti legate al mio percorso universitario. La consiglio a chiunque stia cercando di capire sé stesso e vivere più serenamente.
• Studio di consulenza online - Dott.ssa Ilaria Incoronata Viggiani • colloquio psicologico online •
Dott.ssa Ilaria Incoronata Viggiani
Gentile A.C., la ringrazio per le sue parole. Un saluto.
-
A
A.P.
Sono estremamente soddisfatta dell'incontro con la dottoressa Viggiani. La sua competenza e sensibilità nel gestire le sedute sono state fondamentali per affrontare e superare alcune difficoltà personali. La sua capacità di ascolto e la sua empatia hanno creato un ambiente sicuro e accogliente, permettendomi di esprimermi liberamente. La consiglio vivamente a chiunque stia cercando un professionista serio e preparato.
• Dott.ssa Viggiani Ilaria Incoronata - psicologa • colloquio psicologico •
Dott.ssa Ilaria Incoronata Viggiani
Gentile A. P.,
la ringrazio per le sue parole e la sua fiducia.
Un caro saluto.
-
P
Pamela
Grazie al percorso con lei ho acquisito maggiore consapevolezza e strumenti concreti per affrontare momenti complessi della mia vita. La consiglio sinceramente a chi cerca una psicologa seria, empatica e preparata.
• Dott.ssa Viggiani Ilaria Incoronata - psicologa • colloquio individuale •
Dott.ssa Ilaria Incoronata Viggiani
Gentile Pamela, la ringrazio per il suo riscontro. Un saluto.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno dell età di 18 anni soffro di ansia e attacchi di panico. Ora ho 44 anni e nei ultimi 3 anni a causa di una malattia renale rara che è peggiorata ,ho un rene che funziona poco e devo sperare di non togliere all inizio avevo solo la mia solita ansia ma ultimamente mi sono tornati crisi di pianto ansia forte e non riesco a stare al lavoro e in piu non ho tante amicizie mi sento sola. Faccio una cura con zarelis e xanax che nell ultima settimana mi hanno aumentato. Mi ripetono che li avrò sempre. Fino a un anno mezzo fa avevo un ragazzo che poi mi ha lasciato e quello che mi da piu fastidio è che mi ha cancellato. Non mi parla e non segue piu niente di me e se mi trova difronte mi saluta. Io non sono fatta cosi e mi fa rabbia e tristezza. Non capisci a distanza di tempo mi viene da pensare ancora a questa cosa. Vorrei capire cosa posso fare e perché mi viene da pensare ancora a questa cosa. E non riuscire a cambiare il modo di pensare su tutto.
Grazie
Gentile signora,
la ringrazio di aver condiviso una parte così importante e delicata della sua storia.
Da ciò che racconta, sembra stia affrontando contemporaneamente più situazioni dolorose: la condizione medica, la fine di una relazione, i vissuti di solitudine e il riacutizzarsi di ansia e attacchi di panico. È comprensibile che tutto questo insieme possa risultare difficile da sostenere. Il fatto che sia già in cura e che i farmaci siano stati rivalutati è importante, ma potrebbe essere altrettanto utile affiancare (o proseguire, qualora presente) un percorso psicologico che le permetta di dare spazio e significato a ciò che sente. Con il giusto supporto è possibile, gradualmente, trasformare il modo in cui questi pensieri si presentano e l'impatto che hanno su di lei.
Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
Salve,
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo.
Quello che descrive oggi non è affatto “strano” o incomprensibile. Ci sono alcuni passaggi della sua storia recente che possono aver avuto un impatto profondo: la convivenza, che rappresenta un momento importante nella vita; la perdita; il divorzio dei suoi genitori. Anche quando siamo adulti, eventi familiari così significativi possono smuovere vissuti profondi di instabilità, perdita o cambiamento degli equilibri affettivi. A volte questi movimenti interni non si manifestano subito in modo evidente, ma trovano una via attraverso il corpo e l’ansia. È come se una parte di lei si fosse sentita improvvisamente meno “al sicuro” e avesse iniziato a cercare appoggi esterni più concreti: la presenza degli altri, uscire di casa, tenersi impegnata.
Mi colpisce molto il fatto che lei descriva due elementi centrali: da un lato, prima aveva una “mente piena”, occupata da attività, routine e movimento; dall’altro, ora parla di una “mente vuota” che tende a riempirsi di pensieri sgradevoli. Questa differenza è importante. Quando lo spazio interno appare vuoto, può diventare difficile da abitare, e allora diventa naturale cercare all’esterno qualcosa che lo riempia o lo renda più tollerabile.
Sembra emergere una fatica a stare da sola con se stessa, e questo può attivare l’ansia o la spinta ad andare via. Il bisogno degli altri, in questo momento, è comprensibile e non va visto come un fallimento, può essere pensato come un sostegno temporaneo.
Comprendo il suo desiderio di tornare a sentirsi libera di stare a casa, di non dipendere dagli spostamenti e di riappropriarsi delle sue giornate. Tuttavia, penso che l’obiettivo non dovrebbe essere “tornare come prima” in modo identico: per quanto comprensibile, questo desiderio rischia di trasformarsi in una pressione molto forte su di sé. Lei oggi non è più esattamente nella stessa situazione di prima, perché nel frattempo sono accaduti eventi significativi. Più che tornare indietro, potrebbe essere più utile costruire un nuovo equilibrio, che tenga conto anche di ciò che è cambiato dentro di lei.
Infine, una cosa importante: la sua paura di “non superare” è comprensibile, ma la sua storia dimostra il contrario. Questo momento sembra dirle che c’è qualcosa dentro che ha bisogno di essere ascoltato e accolto, forse in modo diverso rispetto al passato.
Se ne ha la possibilità, potrebbe essere utile riprendere un percorso psicologico, non perché “è tornata indietro”, ma perché si trova in una fase nuova della sua vita, che merita uno spazio di comprensione.
Dentro di lei ci sono molte risorse, bisogna, con pazienza, aiutarle a riemergere.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.