Buonasera. Sono una ragazza di 28 anni, alta 160 cm e peso 64. Premetto che anni fa partivo da una c
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Buonasera. Sono una ragazza di 28 anni, alta 160 cm e peso 64. Premetto che anni fa partivo da una condizione di obesità, con vari percorsi sono riuscita a perdere peso anche se non in maniera definitiva. Negli ultimi anni, seguita da nutrizionisti e dietisti, ho fatto la cheto ma mi rendo conto che non riesco più a seguirla e soprattutto perdo inizialmente qualche chilo ma poi mi blocco. Chiedo quindi consigli su quale approccio utilizzare considerando che vorrei arrivare a quello che è da sempre il mio obiettivo ovvero 59 kg. Il mio metabolismo basale è di 1350 kcal, dovrò per forza stare al di sotto di questo pur praticando camminata da 7/9 km al giorno e circuiti di 20 minuti con pesi ed elastici? Grazie a chi mi darà qualche Consiglio
Salve, purtroppo i protocolli restrittivi come la cheto dovrebbero essere seguiti a mio avviso solo in determinate condizioni e in periodi brevi alternati.
Il punto chiave per raggiungere l'obiettivo prefissato è studiare con attenzione tutte le variabili da lei descritte, stilare un piano alimentare su misura senza troppe restrizioni, ma equilibrando in modo giusto macro e micro nutrienti, con la giusta guida tutto è possibile.
Amati, Rispettati e prenditi cura di te
Il punto chiave per raggiungere l'obiettivo prefissato è studiare con attenzione tutte le variabili da lei descritte, stilare un piano alimentare su misura senza troppe restrizioni, ma equilibrando in modo giusto macro e micro nutrienti, con la giusta guida tutto è possibile.
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Non serve scendere sotto il metabolismo basale.
Un deficit moderato, non estremo, è più efficace e sostenibile.
La chetogenica non è più adatta al suo contesto : se porta stalli ricorrenti, meglio un approccio bilanciato.
Approccio consigliato: dieta leggermente ipocalorica ma completa;carboidrati reintrodotti in modo controllato;proteine adeguate;attività fisica già ottima
Obiettivo 59 kg realistico con costanza e strategia, non con restrizioni drastiche.
Un deficit moderato, non estremo, è più efficace e sostenibile.
La chetogenica non è più adatta al suo contesto : se porta stalli ricorrenti, meglio un approccio bilanciato.
Approccio consigliato: dieta leggermente ipocalorica ma completa;carboidrati reintrodotti in modo controllato;proteine adeguate;attività fisica già ottima
Obiettivo 59 kg realistico con costanza e strategia, non con restrizioni drastiche.
Buonasera,
prima di tutto complimenti per il percorso fatto: passare da una condizione di obesità a 64 kg con attività fisica costante è già un risultato importante.
Nel suo caso, probabilmente il problema non è “fare abbastanza”, ma trovare un approccio più sostenibile nel lungo periodo.
La dieta chetogenica può funzionare inizialmente, ma non è adatta a tutti nel mantenimento:
spesso porta a rapide perdite iniziali (anche di liquidi);
può diventare difficile da seguire;
nel tempo aumenta il rischio di “stallo” e frustrazione.
Per arrivare a 59 kg non è necessario stare sotto il metabolismo basale.
Il metabolismo basale (~1350 kcal) rappresenta l’energia minima necessaria al corpo a riposo: mangiare stabilmente al di sotto può essere controproducente, soprattutto considerando che:
cammina molto (7–9 km/die);
svolge allenamenti con pesi ed elastici.
Più utile sarebbe lavorare su:
un deficit calorico moderato;
alimentazione equilibrata con carboidrati ben gestiti, proteine adeguate e grassi di qualità;
continuità e sostenibilità.
Inoltre, vicino al normopeso il dimagrimento tende fisiologicamente a essere più lento: perdere gli ultimi chili richiede spesso più pazienza che restrizione.
Le suggerirei di:
evitare approcci troppo rigidi;
valutare anche la composizione corporea e non solo il peso;
dare importanza alla massa muscolare, che aiuta metabolismo e tonicità.
Con l’attività che già svolge, un approccio più bilanciato potrebbe darle risultati migliori rispetto a restrizioni molto severe.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
prima di tutto complimenti per il percorso fatto: passare da una condizione di obesità a 64 kg con attività fisica costante è già un risultato importante.
Nel suo caso, probabilmente il problema non è “fare abbastanza”, ma trovare un approccio più sostenibile nel lungo periodo.
La dieta chetogenica può funzionare inizialmente, ma non è adatta a tutti nel mantenimento:
spesso porta a rapide perdite iniziali (anche di liquidi);
può diventare difficile da seguire;
nel tempo aumenta il rischio di “stallo” e frustrazione.
Per arrivare a 59 kg non è necessario stare sotto il metabolismo basale.
Il metabolismo basale (~1350 kcal) rappresenta l’energia minima necessaria al corpo a riposo: mangiare stabilmente al di sotto può essere controproducente, soprattutto considerando che:
cammina molto (7–9 km/die);
svolge allenamenti con pesi ed elastici.
Più utile sarebbe lavorare su:
un deficit calorico moderato;
alimentazione equilibrata con carboidrati ben gestiti, proteine adeguate e grassi di qualità;
continuità e sostenibilità.
Inoltre, vicino al normopeso il dimagrimento tende fisiologicamente a essere più lento: perdere gli ultimi chili richiede spesso più pazienza che restrizione.
Le suggerirei di:
evitare approcci troppo rigidi;
valutare anche la composizione corporea e non solo il peso;
dare importanza alla massa muscolare, che aiuta metabolismo e tonicità.
Con l’attività che già svolge, un approccio più bilanciato potrebbe darle risultati migliori rispetto a restrizioni molto severe.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
No, non devi per forza stare sotto il metabolismo basale. Il dimagrimento si ottiene creando un deficit rispetto a quanto consumi in tutta la giornata, non “mangiando meno del basale” come regola. Anzi, approcci troppo restrittivi spesso funzionano all’inizio ma poi diventano difficili da mantenere.
Se la chetogenica ti faceva perdere i primi chili ma poi ti bloccavi e soprattutto non riesci più a seguirla, probabilmente non è l’approccio più adatto a te in questo momento. Considerando che cammini molto e fai anche circuiti con i pesi, io punterei su un’alimentazione mediterranea/ipocalorica moderata, ben strutturata, con proteine adeguate, carboidrati distribuiti bene e allenamento di forza costante.
L’obiettivo di arrivare a 59 kg è realistico, ma cercherei una perdita graduale e sostenibile, non una dieta troppo bassa che poi ti porta a stancarti o bloccarti. La cosa migliore sarebbe impostare una quota calorica ragionata e valutarne la risposta per almeno 3-4 settimane, invece di cambiare approccio appena il peso rallenta.
Se la chetogenica ti faceva perdere i primi chili ma poi ti bloccavi e soprattutto non riesci più a seguirla, probabilmente non è l’approccio più adatto a te in questo momento. Considerando che cammini molto e fai anche circuiti con i pesi, io punterei su un’alimentazione mediterranea/ipocalorica moderata, ben strutturata, con proteine adeguate, carboidrati distribuiti bene e allenamento di forza costante.
L’obiettivo di arrivare a 59 kg è realistico, ma cercherei una perdita graduale e sostenibile, non una dieta troppo bassa che poi ti porta a stancarti o bloccarti. La cosa migliore sarebbe impostare una quota calorica ragionata e valutarne la risposta per almeno 3-4 settimane, invece di cambiare approccio appena il peso rallenta.
Buongiorno. Un consiglio che mi sento di dare è che per fare un percorso nutrizionale ipocalorico che sia sostenibile non è saggio scendere sotto al metabolismo basale (se non con chetogenica) perché non è sostenibile nel medio periodo e porta facilmente all'abbandono del percorso stesso. Una volta individuato il metabolismo basale si può pensare di stare su quei valori e considerare tutto il resto dell'attività (TID, NEAT e EAT) come fonte di "perdita di peso" e quindi di bilancio energetico negativo.
Salve,
Grazie per aver condiviso la tua storia, hai fatto un percorso importante, con tanta costanza, e questo merita riconoscimento.
Ti dico una cosa subito: non è necessario stare sotto il metabolismo basale per perdere peso. Anzi, farlo spesso porta al risultato opposto: blocchi, frustrazione, fame nervosa, difficoltà a mantenere la continuità. Scendere sotto quella soglia non è sostenibile né utile nel lungo periodo.
In più tu cammini 7–9 km al giorno e fai anche circuiti con pesi ed elastici: questo significa che il tuo dispendio totale è molto più alto del basale. Hai margine per lavorare in modo più flessibile e meno restrittivo.
La chetogenica può funzionare nel breve periodo, ma se senti che non riesci più a seguirla e che ti blocchi, è un segnale chiaro: non è l’approccio giusto per te in questo momento. Non c’è nulla di sbagliato, semplicemente serve un metodo più sostenibile.
Quello che vedo utile nel tuo caso è un percorso che punti su:
• equilibrio dei pasti
• regolarità più che restrizione
• varietà per evitare monotonia e cali di aderenza
• lavoro sulla relazione con il cibo, non solo sulle calorie
L’obiettivo dei 59 kg può essere realistico, ma il focus dovrebbe essere: come ci arrivo senza sentirmi in lotta ogni giorno?
E questo passa da un approccio che ti faccia stare bene, non da uno che ti svuoti.
Se vuoi, posso aiutarti a capire quale strategia nutrizionale potrebbe essere più adatta a te e come impostare i pasti in modo pratico e sostenibile.
Dott.ssa Giada Gattari
Grazie per aver condiviso la tua storia, hai fatto un percorso importante, con tanta costanza, e questo merita riconoscimento.
Ti dico una cosa subito: non è necessario stare sotto il metabolismo basale per perdere peso. Anzi, farlo spesso porta al risultato opposto: blocchi, frustrazione, fame nervosa, difficoltà a mantenere la continuità. Scendere sotto quella soglia non è sostenibile né utile nel lungo periodo.
In più tu cammini 7–9 km al giorno e fai anche circuiti con pesi ed elastici: questo significa che il tuo dispendio totale è molto più alto del basale. Hai margine per lavorare in modo più flessibile e meno restrittivo.
La chetogenica può funzionare nel breve periodo, ma se senti che non riesci più a seguirla e che ti blocchi, è un segnale chiaro: non è l’approccio giusto per te in questo momento. Non c’è nulla di sbagliato, semplicemente serve un metodo più sostenibile.
Quello che vedo utile nel tuo caso è un percorso che punti su:
• equilibrio dei pasti
• regolarità più che restrizione
• varietà per evitare monotonia e cali di aderenza
• lavoro sulla relazione con il cibo, non solo sulle calorie
L’obiettivo dei 59 kg può essere realistico, ma il focus dovrebbe essere: come ci arrivo senza sentirmi in lotta ogni giorno?
E questo passa da un approccio che ti faccia stare bene, non da uno che ti svuoti.
Se vuoi, posso aiutarti a capire quale strategia nutrizionale potrebbe essere più adatta a te e come impostare i pasti in modo pratico e sostenibile.
Dott.ssa Giada Gattari
Buongiorno. No, non deve per forza stare sotto il metabolismo basale: il metabolismo basale indica quante calorie il corpo consuma a riposo per le funzioni vitali, ma per impostare un dimagrimento si considera il dispendio totale della giornata, quindi anche camminata, allenamento e vita quotidiana.
Nel suo caso, più che tornare alla chetogenica, probabilmente serve un approccio più sostenibile. Le linee guida sull’obesità sottolineano infatti che non esiste una dieta unica “migliore” per tutti: conta molto di più trovare un piano che sia adeguato, equilibrato e mantenibile nel tempo.
Quindi la strada, in genere, è un deficit moderato, non troppo spinto, che le permetta di perdere peso senza fame eccessiva e senza vivere tutto come una restrizione continua. Per arrivare a 59 kg non è necessario “mangiare meno del basale”, soprattutto se cammina molto e si allena. Ha più senso costruire un piano realistico e personalizzato, anche perché con una storia di obesità alle spalle l’obiettivo non è solo perdere peso, ma riuscire poi a mantenerlo.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Nel suo caso, più che tornare alla chetogenica, probabilmente serve un approccio più sostenibile. Le linee guida sull’obesità sottolineano infatti che non esiste una dieta unica “migliore” per tutti: conta molto di più trovare un piano che sia adeguato, equilibrato e mantenibile nel tempo.
Quindi la strada, in genere, è un deficit moderato, non troppo spinto, che le permetta di perdere peso senza fame eccessiva e senza vivere tutto come una restrizione continua. Per arrivare a 59 kg non è necessario “mangiare meno del basale”, soprattutto se cammina molto e si allena. Ha più senso costruire un piano realistico e personalizzato, anche perché con una storia di obesità alle spalle l’obiettivo non è solo perdere peso, ma riuscire poi a mantenerlo.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Intanto ti faccio i complimenti: il percorso che hai già fatto è tutt’altro che banale, e il risultato ottenuto dimostra chiaramente che il tuo metabolismo è perfettamente in grado di rispondere alle modifiche dello stile di vita.
Per quanto riguarda l’approccio, è importante considerare che le diete drastiche o di esclusione, come la chetogenica, pur essendo efficaci sotto diversi aspetti, mostrano spesso un limite importante: sono difficili da sostenere nel lungo periodo. Quando la sostenibilità cala, inevitabilmente cala anche la compliance, e questo porta ai classici stalli o recuperi.
Proprio per questo motivo, un regime alimentare equilibrato, strutturato sulle tue esigenze e accompagnato dall’attività fisica che già stai svolgendo, rappresenta una strategia molto più solida ed efficace nel tempo.
Per quanto riguarda le calorie, non è corretto pensare in modo rigido di dover stare “per forza” sotto il metabolismo basale: il fabbisogno va sempre contestualizzato sul dispendio totale giornaliero e sulla tua situazione specifica.
Se ti va, possiamo sicuramente approfondire il tutto in modo più dettagliato: dare indicazioni generiche in questi casi rischia di essere poco utile, perché ciò che funziona davvero è sempre un approccio personalizzato.
Per quanto riguarda l’approccio, è importante considerare che le diete drastiche o di esclusione, come la chetogenica, pur essendo efficaci sotto diversi aspetti, mostrano spesso un limite importante: sono difficili da sostenere nel lungo periodo. Quando la sostenibilità cala, inevitabilmente cala anche la compliance, e questo porta ai classici stalli o recuperi.
Proprio per questo motivo, un regime alimentare equilibrato, strutturato sulle tue esigenze e accompagnato dall’attività fisica che già stai svolgendo, rappresenta una strategia molto più solida ed efficace nel tempo.
Per quanto riguarda le calorie, non è corretto pensare in modo rigido di dover stare “per forza” sotto il metabolismo basale: il fabbisogno va sempre contestualizzato sul dispendio totale giornaliero e sulla tua situazione specifica.
Se ti va, possiamo sicuramente approfondire il tutto in modo più dettagliato: dare indicazioni generiche in questi casi rischia di essere poco utile, perché ciò che funziona davvero è sempre un approccio personalizzato.
Buongiorno
In genere in una dieta il deficit calorico si stabilisce sul fabbisogno calorico giornaliero, non sul metabolismo basale, perchè potrebbe avere effetti negativi.
Nel caso voglia intraprendere un cammino per perdere peso, ma seguendo una dieta più "tradizionale", e che possa poi diventare uno stile di vita, mi contatti.
Buona giornata,
Dott. Intropido Mattia
In genere in una dieta il deficit calorico si stabilisce sul fabbisogno calorico giornaliero, non sul metabolismo basale, perchè potrebbe avere effetti negativi.
Nel caso voglia intraprendere un cammino per perdere peso, ma seguendo una dieta più "tradizionale", e che possa poi diventare uno stile di vita, mi contatti.
Buona giornata,
Dott. Intropido Mattia
buongiorno
da linee guida non è salutare scendere sotto al proprio metabolismo basale con le calorie giornaliere, perchè il metabolismo basale non è altro che la soglia di calorie che servono al corpo per far funzionare gli organi, escluso l'attività fisica
di conseguenza scendere sotto quella soglia porterebbe il corpo ad una condizione di estremo deficit calorico e quindi di stress
al tempo stesos la chetogenica porta ulteriore stress al corpo, essendo anch'essa un piano nutrizionale ipocalorico
se vuole gestire al meglio la sua condizione e costruire un piano nutrizionale corretto per lei, in modo da riuscire a gestire meglio le calorie durante la giornata, non esiti a contattarmi direttamente sul mio profilo miodottore, prenotando una visita online all'occorrenza
da linee guida non è salutare scendere sotto al proprio metabolismo basale con le calorie giornaliere, perchè il metabolismo basale non è altro che la soglia di calorie che servono al corpo per far funzionare gli organi, escluso l'attività fisica
di conseguenza scendere sotto quella soglia porterebbe il corpo ad una condizione di estremo deficit calorico e quindi di stress
al tempo stesos la chetogenica porta ulteriore stress al corpo, essendo anch'essa un piano nutrizionale ipocalorico
se vuole gestire al meglio la sua condizione e costruire un piano nutrizionale corretto per lei, in modo da riuscire a gestire meglio le calorie durante la giornata, non esiti a contattarmi direttamente sul mio profilo miodottore, prenotando una visita online all'occorrenza
Capisco molto bene la tua situazione: dopo anni di percorsi, perdere peso in modo stabile può diventare frustrante, soprattutto quando ci si blocca nonostante l’impegno. È una condizione molto più comune di quanto pensi, e non dipende dalla tua forza di volontà.
La cosa importante è questa: non devi stare sotto il metabolismo basale per dimagrire.
Anzi, farlo a lungo può portare proprio ai blocchi che descrivi.
Una base semplice da cui partire
Mangia almeno il tuo metabolismo basale (1350 kcal)
Crea un deficit leggero con l’attività fisica che già fai
Mantieni proteine alte (1.4–1.6 g/kg)
Carboidrati presenti ogni giorno (non eliminarli)
Grassi moderati
Pasti regolari, senza digiuni lunghi
La cosa importante è questa: non devi stare sotto il metabolismo basale per dimagrire.
Anzi, farlo a lungo può portare proprio ai blocchi che descrivi.
Una base semplice da cui partire
Mangia almeno il tuo metabolismo basale (1350 kcal)
Crea un deficit leggero con l’attività fisica che già fai
Mantieni proteine alte (1.4–1.6 g/kg)
Carboidrati presenti ogni giorno (non eliminarli)
Grassi moderati
Pasti regolari, senza digiuni lunghi
Buonasera, grazie per aver condiviso la tua situazione.
Dalla tua esperienza emerge un aspetto molto comune ovvero percorsi restrittivi (come la chetogenica) che funzionano inizialmente ma risultano difficili da mantenere nel tempo, con conseguente stallo o recupero.
Per rispondere alla tua domanda, non è necessario né consigliabile scendere sotto il metabolismo basale. Un apporto calorico troppo basso, soprattutto associato ad attività fisica regolare come la tua, può nel tempo compromettere il metabolismo, aumentare la fatica e rendere più difficile il dimagrimento.
È importante sottolineare che strategie come la dieta chetogenica o approcci molto restrittivi dovrebbero sempre essere impostati e monitorati da un professionista, e non ripresi in autonomia. Ripeterli “fai da te” spesso porta proprio a cicli di perdita e blocco, senza un reale miglioramento nel lungo periodo.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire un approccio sostenibile nel tempo, adeguato al tuo livello di attività, non eccessivamente restrittivo e orientato anche alla composizione corporea, non solo al peso.
Nel tuo caso, più che cambiare “dieta”, può essere utile lavorare su un percorso personalizzato che tenga conto di abitudini, attività fisica e relazione con il cibo.
Se desideri, possiamo approfondire la tua situazione attraverso una prima consulenza gratuita e valutare insieme un approccio più adatto e sostenibile nel tempo. Non esitare a contattarmi! Buona giornata
Dalla tua esperienza emerge un aspetto molto comune ovvero percorsi restrittivi (come la chetogenica) che funzionano inizialmente ma risultano difficili da mantenere nel tempo, con conseguente stallo o recupero.
Per rispondere alla tua domanda, non è necessario né consigliabile scendere sotto il metabolismo basale. Un apporto calorico troppo basso, soprattutto associato ad attività fisica regolare come la tua, può nel tempo compromettere il metabolismo, aumentare la fatica e rendere più difficile il dimagrimento.
È importante sottolineare che strategie come la dieta chetogenica o approcci molto restrittivi dovrebbero sempre essere impostati e monitorati da un professionista, e non ripresi in autonomia. Ripeterli “fai da te” spesso porta proprio a cicli di perdita e blocco, senza un reale miglioramento nel lungo periodo.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire un approccio sostenibile nel tempo, adeguato al tuo livello di attività, non eccessivamente restrittivo e orientato anche alla composizione corporea, non solo al peso.
Nel tuo caso, più che cambiare “dieta”, può essere utile lavorare su un percorso personalizzato che tenga conto di abitudini, attività fisica e relazione con il cibo.
Se desideri, possiamo approfondire la tua situazione attraverso una prima consulenza gratuita e valutare insieme un approccio più adatto e sostenibile nel tempo. Non esitare a contattarmi! Buona giornata
Buon pomeriggio,
Da quello che descrive, l’approccio più sensato non è “tornare per forza in chetogenica”, ma trovare uno schema alimentare che riesca a seguire nel tempo, perché nelle persone con una storia di sovrappeso o obesità il trattamento più efficace è quello personalizzato, associato ad attività fisica e strategie comportamentali sostenibili.
Inoltre, un obiettivo come passare da 64 a 59 kg è in genere realistico e rientra in una riduzione moderata del peso corporeo, che nelle linee generali viene considerata più utile e mantenibile rispetto a target troppo aggressivi.
Per quanto riguarda le calorie, no: non è detto che debba stare sotto il metabolismo basale di 1350 kcal. In genere, per dimagrire si lavora con un deficit rispetto al dispendio energetico totale giornaliero, non necessariamente scendendo sotto il basale, e un taglio calorico troppo spinto rischia di peggiorare fame, aderenza e tutela della massa magra.
Considerando che cammina molto e svolge anche circuiti con pesi ed elastici, il lavoro muscolare che sta già facendo è un punto positivo, perché le linee generali raccomandano sia attività aerobica sia potenziamento muscolare per il controllo del peso e la preservazione della massa magra.
Il fatto che con la cheto perda subito e poi si blocchi non è insolito, perché nelle prime fasi spesso si osserva anche una perdita di liquidi e glicogeno, mentre successivamente il dimagrimento tende a rallentare e l’aderenza può diventare più difficile.
Per questo, spesso funziona meglio un’alimentazione bilanciata, con deficit moderato, pasti regolari, buona quota proteica, controllo delle porzioni e continuità nell’allenamento di forza, piuttosto che una strategia molto restrittiva ma difficile da mantenere.
Il consiglio pratico è quindi di non ragionare sul “meno possibile”, ma sul “quanto basta per dimagrire senza bloccarsi e senza esaurirsi”.
Una prima visita nutrizionale potrebbe aiutarla molto a stimare il suo fabbisogno reale, impostare un deficit sostenibile e costruire un percorso più adatto a Lei rispetto alla chetogenica, così da arrivare ai 59 kg in modo più stabile e con meno frustrazione.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Da quello che descrive, l’approccio più sensato non è “tornare per forza in chetogenica”, ma trovare uno schema alimentare che riesca a seguire nel tempo, perché nelle persone con una storia di sovrappeso o obesità il trattamento più efficace è quello personalizzato, associato ad attività fisica e strategie comportamentali sostenibili.
Inoltre, un obiettivo come passare da 64 a 59 kg è in genere realistico e rientra in una riduzione moderata del peso corporeo, che nelle linee generali viene considerata più utile e mantenibile rispetto a target troppo aggressivi.
Per quanto riguarda le calorie, no: non è detto che debba stare sotto il metabolismo basale di 1350 kcal. In genere, per dimagrire si lavora con un deficit rispetto al dispendio energetico totale giornaliero, non necessariamente scendendo sotto il basale, e un taglio calorico troppo spinto rischia di peggiorare fame, aderenza e tutela della massa magra.
Considerando che cammina molto e svolge anche circuiti con pesi ed elastici, il lavoro muscolare che sta già facendo è un punto positivo, perché le linee generali raccomandano sia attività aerobica sia potenziamento muscolare per il controllo del peso e la preservazione della massa magra.
Il fatto che con la cheto perda subito e poi si blocchi non è insolito, perché nelle prime fasi spesso si osserva anche una perdita di liquidi e glicogeno, mentre successivamente il dimagrimento tende a rallentare e l’aderenza può diventare più difficile.
Per questo, spesso funziona meglio un’alimentazione bilanciata, con deficit moderato, pasti regolari, buona quota proteica, controllo delle porzioni e continuità nell’allenamento di forza, piuttosto che una strategia molto restrittiva ma difficile da mantenere.
Il consiglio pratico è quindi di non ragionare sul “meno possibile”, ma sul “quanto basta per dimagrire senza bloccarsi e senza esaurirsi”.
Una prima visita nutrizionale potrebbe aiutarla molto a stimare il suo fabbisogno reale, impostare un deficit sostenibile e costruire un percorso più adatto a Lei rispetto alla chetogenica, così da arrivare ai 59 kg in modo più stabile e con meno frustrazione.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
ciao purtroppo fare il sali e scendi non aiuta il metabolismo sicuramente ci sono vara protocolli che si possono alternare per perdere peso, ma soprattutto ci vuole pazienza in questi casi, se vuoi altre info pupi scrivermi
Ciao! Capisco perfettamente la frustrazione...impegnarsi tanto, vedere l'ago della bilancia scendere all'inizio e poi bloccarsi è brutto, e questo ti porta a scendere ancora di più o aumentare l'attività. E' un classico, la buona notizia è che il problema non sei tu, è il modo in cui il tuo corpo sta reagendo al deficit energetico.
Il mio consiglio è: No, devi cercare di stare sopra le 1350 kcal. Anzi, è proprio mangiando così poco che hai causato questo blocco. In questi casi risalire con le calorie e mantenere l'attività è la scelta migliore. Prova e fammi sapere !
Il mio consiglio è: No, devi cercare di stare sopra le 1350 kcal. Anzi, è proprio mangiando così poco che hai causato questo blocco. In questi casi risalire con le calorie e mantenere l'attività è la scelta migliore. Prova e fammi sapere !
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