Buonasera, sono reduce della fine di una relazione di due anni con un uomo che sembra avere tratti d

Buonasera, sono reduce della fine di una relazione di due anni con un uomo che sembra avere tratti di personalità borderline; una relazione iniziata dopo un corteggiamento durato mesi durante i quali sembrava di aver trovato l'uomo perfetto; inizialmente c'era semplicemente una fortissima intesa intellettuale; gusti combacianti, interessi, idee. Tutto!! Da qui all'iniziare una relazione a tutti gli effetti il passo è stato breve. La magia è durata circa un anno e mezzo...poi qualcosa è iniziato a cambiare...sparizioni da parte sua immotivate, per poi tornare dopo un paio di giorni come se niente fosse, anche se durante quei giorni non rispondeva al telefono, agli sms, alle mie richieste di spiegazioni...silenzio assoluto!! Poi, dopo qualche giorno di silenzio assoluto tornava a farsi sentire senza alcuna spiegazione delle sue sparizioni, Tornava ad essere l'uomo affettuoso ...ma sempre meno, anche se continuava a dire di amarmi alla follia, che vedeva il mondo attraverso me. Ho subito per molti mesi atti di rabbia immotivata per motivi inesistenti o futili, e ritorni affettuosi , per poi ripetere questi comportamenti sempre più spesso. Dopo circa sei mesi di atteggiamenti destabilizzanti da parte sua che mi hanno causato un forte malessere, portandomi sempre di più a un svalutazione di me stessa, nonostante io fossi una donna forte e con una buonissima posizione professionale, così come lui, ho deciso di chiedere per l'ennesima volta dei chiarimenti sui suoi comportamenti che non combaciavano oramai più con le sue parole. Diceva di amarmi ma poi ogni suo atteggiamento contraddiceva le sue parole. Una volta chiusa la relazione essendo profondamente innamorata di lui provo ,dopo pochi ,giorni a parlare con lui, ma lui non accetta alcun contatto, tutto l'amore travolgente sembra svanito nel nulla, all'improvviso ma si vendica accusandomi di averlo abbandonato... mi danneggia in modo pesantissimo professionalmente svalutandomi, mentre lui...ha già rivolto la sua attenzione verso un' altra persona, lasciando però che la sua azienda a cui ha, dedicato tutta la sua vita vada alla deriva. Sembra essere impazzito. L'uomo che avevo conosciuto era completamente sparito, al suo posto una persona cattiva, arrogante e vendicativa. Ora mi trovo in una condizione di forte malessere emotivo, insicurezza e fortemente depressa. Non riesco a riprendermi la mia vita. Chiedo a voi, posso aver avuto a che fare con un borderline o comunque con un uomo con un disturbo della personalità? Cosa posso fare per uscire da questo forte malessere che sta condizionando tutta la mia vita? Grazie mille

28 risposte


Salve, mi dispiace per il disagio che sta provando questo periodo. Scrive di sentirsi profondamente insicura e destabilizzata, quindi credo che un percorso psicologico possa aiutarla a ritrovare la serenità perduta. Inoltre, si hanno troppi pochi elementi per poterle dare una risposta certa, ma con un consulto psicologico potrebbe trovare le risposte che cerca. Buona giornata. Dott. Fiori

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Gentile utente mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Credo che capire se il suo ex compagno abbia un disturbo di personalità l'aiuterebbe a comprendere meglio cosa è successo nella vostra relazione, ma non allevierebbe il suo malessere. Valuti la possibilità di iniziare un percorso di psicoterapia per concentrarsi su di sè, elaborare al meglio la separazione da questo uomo e ritrovare la serenità persa. Le mando un caro saluto Dott.ssa Anna Tomaciello


Cara utente, la storia che ha raccontato qui sembra sia stata per lei complicata e piena di ambivalenze, si percepisce inoltre la voglia di comprendere meglio cosa sia successo e di riuscire farsi forza per chiudere in maniera definitiva questo doloroso capitolo della sua vita. Credo che un percorso psicoterapeutico potrà aiutarla ad elaborare quello che è accaduto così come le dinamiche sottostanti che hanno contribuito a mantenere in vita la relazione, ritrovando gradualmente le risorse adeguate per ripartire. Un cordiale saluto. Dott.ssa Georgia Silvi


Salve. Non ha importanza capire il suo ex compagno. È importante che inizi a pensare a sé. Si conceda la possibilità di ricavarsi uno spazio suo, in un percorso psicoterapeutico che possa darle la possibilità di vivere ed esprimere le emozioni collegate al vissuto di questo momento della sua vita. Distinti saluti


Buonasera, ovviamente il suo ex ha un disturbo di personalità che ricade pesantemente sull'affettivita', ma più che conoscere la diagnosi le serve elaborare il malessere che stare a contatto con una persona disturbata le ha causato. Urge elaborare il vissuto e la fine della relazione attraverso un percorso psicologico. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti


Buonasera, quando si ha a che fare con un partner con disturbo di personalità, spesso il vissuto è quello di una forte confusione, perchè manca una coerenza, vi è spesso distonia tra il dire e il fare, e soprattutto tutta l'incoerenza viene proiettata sull'altro, che spesso rimane ad interrogarsi su cosa ha sbagliato. Nel suo caso, mi sembra abbia, almeno razionalmente, chiara la dinamica dei comportamenti e questo è il primo passo per uscire da questa storia, anche se a livello affettivo la sofferenza non è del tutto elaborata. Potrebbe prendere in esame un eventuale percorso psicoterapeutico per intraprendere questa elaborazione con l'aiuto di un professionista per uscirne prima. Un cordiale saluto.


Buonasera, quando nei rapporti c'è di mezzo il coinvolgimento intellettuale oltre che la sfera sessuale tutto si fa più complicato. Adesso tocca ricostruirsi e riprendere in mano il senso di ciò che ha vissuto in questi anni. L'aspetto più difficile è accettare l'idea che dopo un intenso coinvolgimento oggi il suo ex si comporti come un estraneo. Lei ha amato la sua personalità a prescindere dalla patologia e partirei da qui! Riprendere consapevolezza del mondo delle relazioni per ricostruirsi per abbandonare questa sensazione di malessere che si sta trascinando dietro. Mi sento di sostenerla in questo breve percorso. Saluti


Buonasera, da ciò che scrive nella sua domanda si percepisce chiaramente, che la persona di cui si era innamorata, è una persona con un disturbo di personalità. Sicuramente l'ha fatta molto soffrire, ed è per questo che dovrebbe intraprendere una psicoterapia per poter elaborare il perchè si è legata ad un uomo così disturbato ed il motivo xchè ha sopportato i comportamenti così distruttivi che metteva in atto nei suoi confronti, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.


Gentile utente, cercare una diagnosi per il suo compagno la aiuterebbe a dare un senso ai suoi comportamenti ma non ad alleviare il suo dolore. Le consiglio un percorso di psicoterapia dove portare i suoi vissuti e comprendere cosa di lui ancora la tiene legata nonostante il malessere accumulato. La saluto cordialmente, Dott.ssa Paola Trombini


Buongiorno ,comprendo il suo dolore ed i suoi interrogativi sospesi.Ha accettato una situazione affettiva profondamente ambivalente nell' attesa forse di un cambiamento e di una stabilità affettiva ,finalmente è riuscita a staccarsi con grande fatica.Ora è il momento di elaborare e comprendere non solo la personalità disturbata del suo compagno ma tutto quello che è accaduto a lei internamente in questa fase della sua vita e le ferite che tutto ora comporta.Le consiglierei un percorso psicologico che dia un senso a questa traumatica esperienza e che le faccia ritrovare la fiducia nelle sue risorse .Un caro saluto dottssa Luciana Harari


Gentile Signora per quale motivo è utile per lei spostare la sua attenzione sulla questione "posso aver avuto a che fare con un borderline o comunque con un uomo con un disturbo della personalità?" quando lei vive "una condizione di forte malessere emotivo, insicurezza e fortemente depressa. Non riesco a riprendermi la mia vita". Ovviamente la scelta è solo sua se lei desidera continuare a ragionare su chi sia l'altro nessuno può impedirle di farlo ma questo le porta via tempe e risorse che potrebbe investire su se stessa. Dalla sua nota non sembra che sia una buona cosa per lei provare insicurezza e malessere. Allora il "Cosa posso fare per uscire da questo forte malessere che sta condizionando tutta la mia vita?" può essere parafrasato con "cosa posso fare per me?" Una delle possibilità rimanda a chiedere un consulto con uno specialista con cui per prima cosa valutare la sua situazione e successivamente concordare le eventuali o ulteriori attività. La conoscenza dei nostri modi e dei nostri affetti su cui ci soffermiamo poco e che ormai diamo per scontato ci permette di modificare i nostri equilibri e quindi anche il nostro modo di vivere la realtà interna ed esterna. Di solito questo consente alle persone di avere più alternative e di conoscere approfonditamente il perché di talune situazioni. Ora la scelta è sua. Un cordiale saluto


Gentile utente di mio dottore, la fine di una relazione è sempre qualcosa di molto difficile da elaborare. La perdita della persona amata, e della sua stessa immagine costruita dentro di sé può esser paragonato ad un lutto. Questo potrebbe aver determinato in lei lo sviluppo di una depressione reattiva. Ha perso di vista se stessa, questo anche in virtù di una relazione poco sana di cui ha fatto parte. Sarebbe opportuno chiedere supporto ad uno specialista, con l' obiettivo di ritrovare se stessa e parti di se ad oggi distrutte dalla relazione. Inizi quanto prima una psicoterapia, vedra potrà ritrovare un benessere più a lungo termine. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile utente, attribuire un etichetta diagnostica al comportamento del suo ex compagno non la solleverà dal suo malessere. Le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico che in breve tempo possa aiutarla a rialzarsi e a riprendere in mano la sua vita. Sono a disposizione qualora volesse ricevere maggiori informazioni, mi farebbe piacere poterla aiutare. Un caro saluto. Dott.ssa Denise Raccis


Buongiorno, dalla sua narrazione si evince il dolore che sta sperimentando in questo delicato momento della sua vita. Nonostante sia stato difficile è riuscita a tirarsi fuori da una relazione disfunzionale. Ritengo utile in questa fase poter ricevere supporto all'interno di un percorso psicoterapeutico con l'obiettivo di aumentare i gradi di benessere e libertà emotiva. E' importante che riacquisisca una centralità, che si prenda cura di sé, passando anche attraverso la comprensione delle dinamiche che l'hanno coinvolta. Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti. Un caro saluto Dott.ssa Alessia Vecchio


Gentile utente, credo che sia utile per lei, in questa fase, farsi aiutare per ricostruire in primis la sua autostima e riprendersi in mano la propria vita, che deve dipendere da lei e da nessun altro. Spesso l'autostima viene minata all'interno di rapporti di coppia disfunzionali per problematiche di entrambi gli attori. Un percorso psicoterapico potrà aiutarla a ritrovare se stessa. Cordiali saluti Dott Chiara P Papi


Buonasera, sì è possibile ma non credo che apporre un'etichetta diagnostica possa esserle utile a meno che, dietro questa ricerca di spiegazioni, non si nasconda il desiderio di dare coerenza fuori per trovare il motivo alla sua scelta. Mi pare che questa relazione le abbia creato dubbi sulle sue capacità. Le consiglio vivamente di riprendere in mano il suo cammino e contattare una o uno psicoterapeuta prima possibile. Deprimersi spesso è il modo di buttarsi addosso rabbia repressa o sentimenti negativi che di certo non aiutano a ricostruirsi una vita. Se non è possibile cambiare il passato, può di certo migliorare il suo futuro. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

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gentile utente si definisce una donna forte con una buonissima posizione professionale, eppure il comportamento ambivalente e imprevedibile di quest'uomo l hanno indotta ad autosvalutarsi, a sentirsi insicura, depressa, ho l'impressione che non riesca ad essere obiettiva che abbia bisogno di proteggere l'immagine idealizzata di questa relazione e della persona amata, in qualche modo ne giustifica il comportamento attribuendolo ad un problema di personalità che definisce borderline, di fatto deresponsabilizzandolo. Nello stesso tempo sembra non riuscire ad esprimere una lecita rabbia verso questa persona per la sofferenza che le ha procurato rivolgendola piuttosto contro se stessa. Non ho dubbi che sia una una persona forte ma come tutti ha dei punti deboli e questa relazione sembra averli messi a nudo. Sono solo degli input che la invito ad approfondire attraverso una consulenza psicologica che la supporti in questo momento difficile e la aiuti a trasformare questa crisi in un opportunità di crescita personale. un caro saluto


Buona sera, grazie per aver condiviso con noi le sue difficoltà. La sua storia e i suoi vissuti necessiterebbero sicuramente di essere ascoltati in un contesto appropriato in quanto ci sono vari aspetti da approfondire. Attraverso un percorso di psicoterapia avrà la possibilità di conoscersi meglio, di elaborare esperienze e acquisire strategie e competenze utili al fine di fronteggiare le difficoltà. Attraverso una buona alleanza terapeutica, avrà modo di mettersi a nudo con il suo terapeuta per riuscire a mettere in atto un reale cambiamento. Io sono a disposizione anche per consulenze online. Si dia la possibilità di volersi bene, di chiarire il suo vissuto e le situazioni che vive. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, un caro saluto. Dott.ssa Chiara De Battisti


Cara signora, ha vissuto una situazione molto confusiva. Il comportamento del suo compagno è stato tutt’altro che prevedibile e stabile. Mi sembra comprensibile che voglia capirci qualcosa, trovare delle risposte su quell’uomo, delle certezze nella confusione. Tanto più che in tutto questo in gioco c’è l’amore, specialmente il suo per quest’uomo. Tutto ciò la lasciata molto sofferente e in crisi. Tuttavia interrogarsi per capire il suo compagno non è ciò di cui necessità, bensì occuparsi del proprio malessere. Ovvero sia ciò che potrebbe fare è dedicare del tempo a sè attraverso una psicoterapia per ricucire lo strappo che questa esperienza le ha inferto. Un saluto


Gentile utente, la sua storia racconta di una ferita che le è stata inferta profondissima. Purtroppo può accadere di essere affascinati da personalità molto seducenti, caratterizzate da iniziali, intense, manifestazioni d’amore, che in qualche modo possono compensare e lenire precedenti bisogni, poco soddisfatti. Quando ci si accorge che l’intensità emotiva di tali partner va colorandosi di tinte negative e dolorose, spesso il coinvolgimento ormai è tale, da rimanere incastrati in una relazione frustrante, infelice, francamente dolorosa. Può esserle utile comprendere quali siano state le sue di dinamiche personali che l’abbiano spinta a legarsi a tale partner, per prevenire future relazioni disfunzionali, ricostruire il suo sé destabilizzato e ferito, ristrutturarsi e costruire confini sani. Cordialmente, Dott.ssa Annamaria Pipitó.


Gentile utente, di fronte ad atteggiamenti che definisce destabilizzanti comprendo la sua richiesta di incanalare le sue informazioni in un'etichetta diagnostica, ma al di fuori della clinica, un'etichetta potrebbe esser solo un'etichetta... Ciò che invece conta tenere ben a mente, da partner, è che i comportamenti di questa persona non la fanno star bene e durano da molto tempo... e nonostante questo per lei non sia facile chiudere con lui. Le suggerisco, piuttosto, di chiedersi cosa la lega a una persona che la fa soffrire, all'interno di un percorso psicoterapico, in cui comprendere le proprie dinamiche relazionali e porre le basi per rapporti di coppia più funzionali e sereni. In bocca al lupo!


Gentile Signora, dalle sue parole emerge con chiarezza quanto questa relazione sia stata intensa e, allo stesso tempo, profondamente destabilizzante. Le dinamiche che descrive – passaggi repentini dall’idealizzazione alla svalutazione, silenzi improvvisi, ritorni affettuosi alternati a esplosioni di rabbia immotivata – sono tipiche di rapporti caratterizzati da forte instabilità emotiva e relazionale. Sebbene non sia possibile formulare una diagnosi senza un’accurata valutazione clinica, è vero che i comportamenti che riporta possono essere compatibili con alcuni tratti di disturbo di personalità (in particolare quelli borderline o narcisistici). In questi casi, la persona alterna momenti di intensa vicinanza a improvvisi allontanamenti, proiettando spesso sugli altri colpe e responsabilità che non riconosce in sé. L’impatto emotivo su chi subisce questo tipo di dinamiche è molto forte: insicurezza, perdita di autostima, confusione e dolore profondo. Non si tratta di “debolezza” da parte sua, ma della conseguenza naturale di essere stata esposta a una relazione emotivamente logorante, dove il legame si è trasformato in una fonte costante di stress e sofferenza. Per uscire da questo malessere, è fondamentale: Elaborare il trauma relazionale, per comprendere fino in fondo cosa è accaduto e rompere i legami emotivi disfunzionali. Rafforzare l’autostima e ricostruire la fiducia in sé stessa, oggi minata. Lavorare sull’elaborazione del distacco, affinché non restino “porte aperte” che la riportano mentalmente alla relazione. Un percorso psicoterapeutico mirato può aiutarla a rimettere ordine nei pensieri, a leggere in modo più chiaro le dinamiche che ha vissuto e, soprattutto, a ritrovare stabilità e serenità. Spesso bastano poche sedute per iniziare a sentirne i benefici e riprendere gradualmente in mano la propria vita. Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio conoscitivo per valutare insieme come impostare un intervento su misura per la sua situazione. Saluti, Dott. Valerio Ancis

Dott. Valerio Ancis

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Quello che descrivi è coerente con i comportamenti osservabili in persone con tratti borderline: alternanza di idealizzazione e svalutazione, rabbia improvvisa, instabilità affettiva. Dal punto di vista psicodinamico, il tuo malessere riflette la sofferenza emotiva attivata da schemi di attaccamento e conflitti interiori. Per affrontarlo: crea distanza sicura, accogli le tue emozioni senza giudizio, riconosci che il comportamento dell’altro non è colpa tua, e cerca supporto psicoterapeutico per elaborare la perdita, rafforzare l’autostima e riprendere gradualmente controllo emotivo e sicurezza nella vita quotidiana.


Buonasera, comprendo lo stato d’animo che prova, la confusione e il malessere associato; una relazione disfunzionale con una persona con disturbo di personalità può comportare molta sofferenza tanto da attivare a sviluppare un disturbo da stress post traumatico, essendo la relazione vissuta come un evento traumatico o comunque molto destabilizzante. Il soggetto che ha descritto potrebbe rientrare maggiormente all’interno di un cluster narcisistico ma necessiterei di ulteriori informazioni prima di esprimermi. Indipendentemente dal disturbo di cui potrebbe soffrire la persona che ha frequentato ora le attenzioni devono tornare a lei affinché possa prendersi il tempo per rimarginare le ferite che questa relazione le ha causato. Solo lavorando su se stessa potrà, non solo elaborare la fine della relazione e le fragilità personali che hanno rappresentato delle occasioni di cui qualcuno ha approfittato, ma potrà comprendere come proteggersi per il futuro evitando che ciò accada nuovamente rafforzando se stessa e elaborando quanto rappresenta un possibile trigger (innesco). Non esiti a contattarmi se necessita di altre delucidazioni. Saluti


Quanto descrive è compatibile con tratti di personalità disfunzionali, ma la diagnosi non può essere fatta a distanza. Indipendentemente dall’etichetta, la dinamica che ha vissuto è chiaramente disorganizzante e ha avuto un impatto su autostima ed equilibrio emotivo. Il lavoro ora è su di lei: elaborare la relazione e recuperare stabilità.


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Il malessere che descrive è comprensibile e merita di essere accolto in uno spazio protetto e dedicato esclusivamente a lei. Da ciò che racconta emerge quanto investimento emotivo, tempo ed energia abbia dedicato a questa relazione, così come il forte coinvolgimento affettivo che ha vissuto. Le dinamiche che descrive possono risultare profondamente destabilizzanti e avere un impatto significativo sul benessere emotivo. Comprendo il bisogno di dare un nome a ciò che è accaduto, tuttavia formulare ipotesi diagnostiche a distanza sull’altra persona rischia di non essere realmente utile per il suo percorso. Più importante, in questo momento, è poter riportare l’attenzione su di sé, su ciò che ha vissuto e su come questa esperienza abbia inciso sul suo equilibrio emotivo. Potrebbe esserle di grande aiuto intraprendere un percorso di psicoterapia che le permetta di elaborare quanto accaduto e ritrovare una stabilità emotiva. Un caro saluto Dottoressa Caterina Loiacono


Buonasera, dal suo racconto emerge una relazione che sembra averla profondamente coinvolta e, successivamente, molto ferita. Comprendo il bisogno di capire se i comportamenti del suo ex partner possano essere riconducibili a un disturbo di personalità; tuttavia una diagnosi non può essere formulata sulla base di un racconto e richiede sempre una valutazione clinica diretta. Ciò che colpisce maggiormente è il forte impatto che questa esperienza ha avuto su di lei: confusione, perdita di fiducia in se stessa, insicurezza e sintomi depressivi. Talvolta relazioni caratterizzate da dinamiche altalenanti di vicinanza e distanza possono lasciare conseguenze emotive importanti, indipendentemente dalla presenza o meno di una diagnosi nell'altro. Credo che in questo momento sia importante dare spazio e ascolto alla sua sofferenza. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio quanto accaduto, elaborare la fine della relazione e recuperare gradualmente il suo equilibrio emotivo. Un cordiale saluto.


Buongiorno, rispondo alla sua prima domanda: non posso fare una diagnosi a distanza e non sarebbe corretto farlo. Quello che posso dirle è che il pattern che descrive, ovvero l'idealizzazione iniziale travolgente, le sparizioni, i ritorni affettuosi, la rabbia improvvisa, la vendetta dopo la rottura, il passaggio rapido a un'altra persona, sono comportamenti che causano danni reali a chi li subisce, indipendentemente dall'etichetta diagnostica. Il nome del disturbo conta meno del fatto che lei ne porta ancora le conseguenze. La svalutazione di sé che descrive, la depressione, il non riuscire a riprendere in mano la propria vita non sono fragilità ma risposte comprensibili a qualcosa che l'ha destabilizzata nel profondo. La cosa più importante che può fare adesso è non affrontare questo da sola. Un percorso terapeutico può aiutarla non solo a elaborare la fine di questa relazione ma a ritrovare quella donna forte che lei stessa dice di essere stata. Sicuramente è ancora presente, va ritrovata. Un caro saluto

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