Soffro di ansia da un annetto però in questi mesi la situazione è molto degenerata , sono stata male
Soffro di ansia da un annetto però in questi mesi la situazione è molto degenerata , sono stata male ogni giorno e ho sempre più sviluppato la paura di stare male fuori da casa. Fino ad adesso non ho mai avuto attacchi di panico ma solo di ansia, e la mia paura più grande è peggiorare e iniziare a soffrire pure di attacchi di panico. Ho fatto 4 sedute di psicoterapia ma ho dovuto smettere di andare perché mia mamma non era d’accordo. Ho imparato molto in questi mesi sia tramite internet che anche tramite la psicoterapia. Ma è possibile uscirne da sola? Senza L’aiuto di uno specialista? È possibile che gli attacchi di panico si sviluppano dopo?
32 risposte
Salve, comprendo molto bene la fatica di convivere quotidianamente con l'ansia, così come la paura che questa possa peggiorare o trasformarsi in attacchi di panico. È una risposta umana e comprensibile: quando l'ansia resta elevata a lungo, il nostro sistema nervoso si affatica ed è possibile che compaiano sintomi più acuti, ma ci tengo a rassicurarla sul fatto che non si tratta di un'evoluzione inevitabile. È molto prezioso il modo in cui ha saputo fare tesoro delle sue risorse, delle prime 4 sedute e delle informazioni raccolte. L'auto-aiuto e la conoscenza di sé sono ottimi alleati nel contenere i momenti critici, ma difficilmente bastano da soli per andare alla radice del problema, specialmente quando la paura inizia a limitare la sua libertà di uscire di casa. La psicoterapia non serve solo a darci "strumenti", ma ci offre una relazione sicura ed empatica in cui non dover portare da soli un peso così grande. Mi dispiace molto che abbia dovuto interrompere per la mancanza di sostegno da parte di sua madre: talvolta chi ci sta vicino fatica a comprendere fino in fondo il nostro dolore. Se al momento un percorso privato non è sostenibile, le consiglio di informarsi sulle risorse del territorio (come i consultori o gli sportelli d'ascolto), o di provare a spiegare nuovamente a sua madre quanto questo passo sia fondamentale per il suo benessere. Merita uno spazio tutto suo in cui sentirsi ascoltata e ritrovare serenità. Un caro saluto. Dott.ssa Camilla Nannini
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Gentile Amica, l'ansia è una condizione molto difficile, e come sta vedendo rischia di limitare moltissimo la sua autonomia. Bene che abbia iniziato un percorso di terapia, ma mi chiedo perché abbia smesso solo perché sua madre non è d'accordo. Immagino che sia maggiorenne, giusto? Alla radice dei disturbi d'ansia c'è spessissimo una convinzione radicata su noi stessi: ci crediamo deboli e incapaci di agire autonomamente nel mondo. Forse, per quello che ci racconta di sua madre, questo è anche il suo caso. Se ne può uscire da soli? Certo, con fatica ma si può. L'unico modo è ESPORSI: esca, senza sperare di non sentire l'ansia - la sentirà. Solo che a forza di uscire comprenderà che è solo una sensazione fisica - là fuori non ci sono pericoli per per lei e può cavarsela benissimo. E' disposta ad assumersi il rischio di avere l'ansia per liberarsi? Con i migliori auguri, dr. Ventura
Buongiorno signorina, le risponderei ma poi se sua mamma non è d'accordo come la mettiamo? Un saluto cordiale dott.ssa Marzia Sellini
Quello che descrive è una situazione di sofferenza che merita attenzione. L'ansia può aumentare nel tempo e portare a evitare sempre più situazioni, ma questo non significa necessariamente che svilupperà attacchi di panico. Non è possibile prevederlo. Ha scritto che le prime sedute di psicoterapia le erano state utili: per questo, se ne avrà la possibilità, il consiglio è di riprendere e mantenere il percorso. La psicoterapia offre uno spazio per comprendere i meccanismi che alimentano l'ansia e acquisire strumenti efficaci per affrontarla, riducendo il rischio che il problema si cronicizzi.
Quello che descrivi è una situazione che merita attenzione, soprattutto perché l'ansia sembra essersi estesa fino a limitare la tua libertà di movimento. Questo però non significa necessariamente che evolverà in attacchi di panico: ogni persona ha un percorso diverso e non è possibile prevederlo. Informarsi può essere utile, ma quando l'ansia diventa così intensa è difficile uscirne completamente da soli. Un percorso psicologico permette di comprendere cosa sta alimentando il problema e di intervenire in modo mirato. L'EMDR, ad esempio, può essere molto efficace quando l'ansia è legata a esperienze stressanti o a meccanismi che continuano a mantenere il senso di allarme. Se ne hai la possibilità, ti incoraggio a riprendere un percorso con uno specialista. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma il primo passo per tornare a vivere con maggiore serenità.
Buon pomeriggio, sono la dottoressa Tropea Federica, rispetto a quanto hai scritto: capisco la tua paura. L'ansia non porta necessariamente agli attacchi di panico, quindi non è detto che succeda. Detto questo, visto che la situazione è peggiorata e ti sta limitando nella vita di tutti i giorni, il mio consiglio è di riprendere un percorso con uno psicologo se ne hai la possibilità. Non è qualcosa che devi affrontare da sola: con il supporto giusto l'ansia si può gestire e superare. Se ti eri trovata bene con la precedente collega potete riprendere da dove avevate iniziato. Non mi è chiaro la tua età, ma se ne senti il bisogno comunque sarebbe importante parlarne con tua mamma o capire come mai non era d'accordo. Resto a disposizione.
Gentile Utente ... Lei ha ansie? Dubita delle sue scelte? Crede in se stessa? Credere di superare da soli questioni come ansie e panico è difficile ma La invito ha cercare un professionista con il quale possa creare una buona relazione terapeutica. Impari a conoscersi e anche ad affidarsi (tutti abbiamo bisogno di aiuto). Grazie.
Buongiorno, dai disturbi d'ansia è possibile guarire attraverso l'ausilio integrato di farmacoterapia e psicoterapia. Si affidi a degli specialisti, vedrà che potrà uscire dalla morsa dei suoi sintomi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, l'ansia può cambiare intensità nel tempo e portare, come sta accadendo a lei, a limitare gradualmente alcune attività, ad esempio per il timore di stare male lontano da casa. Questo non significa necessariamente che evolverà in attacchi di panico: non esiste un percorso uguale per tutti e la loro comparsa non è inevitabile. Il fatto che abbia già iniziato a comprendere meglio il funzionamento dell'ansia è una risorsa importante. Tuttavia, quando la sofferenza diventa così presente nella quotidianità, affrontarla con il supporto di uno psicologo può fare la differenza, aiutandola a interrompere quei meccanismi che tendono a mantenere il problema nel tempo. Anche se ha dovuto interrompere il percorso, se in futuro ne avrà la possibilità, potrebbe essere utile riprenderlo. Nel frattempo, continui a non affrontare tutto da sola e cerchi, se possibile, il confronto con persone di fiducia. Un caro saluto.
La psicoterapia è il percorso più efficace per superare l'ansia, prevenire gli attacchi di panico e comprendere le cause profonde di questi disagi. Se i sintomi limitano la quotidianità, un percorso farmacologico mirato e a breve termine, concordato con lo Psichiatra o il Medico di Base, può offrire un valido supporto. Coinvolgere i familiari, ad esempio la mamma, in colloqui informativi con lo specialista può rivelarsi molto utile per creare un'alleanza terapeutica e favorire una migliore comprensione del percorso. Oltre ai professioni privati è possibile chiedere un sostegno psicologico breve e mirato anche nei servizi territoriali pubblici come i Consultori e i Centri di Salute Mentale.
C'è un punto di riflessione importante in quello che scrivi: "ho dovuto smettere di andare perché mia mamma non era d’accordo". Questo denota che l'ambiente familiare non è adeguatamente accogliente, evidentemente ci sono problematiche più profonde da comprendere e affrontare. E' difficile uscire da soli, a mio parere serve un supporto psicologico per trovare la forza di sviluppare autonomia, sicurezza e gestione delle emozioni.
Gentile utente, la ringrazio per la fiducia nel condividere una situazioe così delicata. Rispondo alla domanda in termini generali, con la premessa che una valutazione a distanza non può sostituire un colloquio clinico. é possibile, in alcuni casi contenere con strategie di autogestione ( respirazione diaframmatica, regolarità del sonno, attività fisica, psicoeducazione) sintomi ansiosi lievi. Il quadro che descrive tuttavia presenta caratteristiche diverse: un peggioramento progressivo nell'arco di mesi, la comparsa di evitamento, paura di stare male fuori casa, e soprattutto l'insorgenza di attacchi di panico laddove prima c'era "solo ansia". Questo pattern clinicamente è rilevante perchè l'ansia cronica non trattata può evolvere in un disturbo di panico strutturato e l'evitamento tende ad autoalimentarsi precocemente. Le 4 sedute già svolte rappresentano una base preziosa non un punto di partenza da azzerare. L'interruzione non è stata una scelta clinica ma una decisione familiare, ed è comprensibile che questo la preoccupi. le consiglio di provare a ricreare un dialogo in famiglia, eventualmente coinvolgendo il medico curante che può fornire una valutazione terza e facilitare la comprensione di quanto il trattamento sia opportuno in questa fase. Dal punto di vista clinico, il percorso psicoterapeutico resta l'intervento per maggiore evidenza di efficacia per questo tipo di quadro specialmente quando i sintomi sono in fase di aggravamento come nel suo caso. Resto a disposizione per un consulto più approfondito qualora lo ritenesse utile. Cordialmente Dottoressa Francesca Caputo
Gentile utente, dalle sue parole emerge una situazione di sofferenza importante, che merita attenzione e ascolto. L'ansia può portare progressivamente a sviluppare paure, evitamenti e un aumento dell'attenzione verso le proprie sensazioni fisiche, creando un circolo che può mantenere il problema nel tempo. La terapia cognitivo-comportamentale, in particolare, lavora proprio su questi meccanismi: aiuta a comprendere la relazione tra pensieri, emozioni, sensazioni corporee e comportamenti, sviluppando strategie per affrontare gradualmente ciò che spaventa. Rispetto alla sua domanda sugli attacchi di panico, non è possibile prevedere se e quando possano comparire. Non tutte le persone che soffrono di ansia sviluppano attacchi di panico, ma il timore stesso che possano accadere può diventare un elemento che alimenta ulteriormente l'ansia. Per quanto riguarda il "riuscire a uscirne da sola", non esiste una risposta valida per tutti: dipende dalla persona, dall'intensità dei sintomi, da quanto l'ansia sta interferendo con la vita quotidiana e dalle risorse personali e ambientali disponibili. Quello che può fare è osservare con sincerità, nel tempo, se la situazione sta effettivamente migliorando, se rimane stabile oppure se tende a peggiorare. Se sente di aver bisogno di un supporto ma la difficoltà è legata al consenso o alla disponibilità economica, esistono anche altre possibilità: se è minorenne può valutare, ad esempio, lo sportello psicologico scolastico; se è maggiorenne, in alcuni territori sono presenti consultori o servizi che offrono colloqui psicologici gratuiti o a costi ridotti. Anche queste possono essere valide occasioni per non rimanere sola nella gestione di questa difficoltà. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
L'ansia è un disagio molto invasivo che impedisce la buona qualità della vita. Non sempre gli attacchi d'ansia evolvono in attacchi di panico, a volte succede, ma non per questo sono meno invalidanti. Ritengo che tu sia stato molto bravo/a a tenere un equilibrio in questi mesi di difficoltà. Come hai potuto però sperimentare, è molto difficile uscirne da soli. Ti auguro il meglio
Gentile Paziente, l'autocura non è possibile, le basti pensare che anche i professionisti della salute mentale necessitano di rivolgersi a un collega in caso di sofferenza o disagio psicologico. In rete si trovano tante informazioni, molte fuorvianti e non di supporto alla guarigione. Sarebbe importante per lei rivolgersi a un professionista che possa sostenerla in questa fase dolorosa della sua vita accompagnandola a comprendere il significato dei suoi sintomi e supportandola nella loro gestione.
Gentile utente, quello che descrive è un vissuto molto comune nelle difficoltà legate all’ansia: spesso il problema non è soltanto la presenza dell’ansia, ma la paura che essa possa aumentare o trasformarsi in qualcosa di più intenso, come un attacco di panico. Questo timore, però, può alimentare ulteriormente il circolo dell’ansia stessa. È possibile migliorare anche attraverso risorse personali, informazione, esercizi di gestione dell’ansia e cambiamenti nello stile di vita; tuttavia, quando l’ansia è presente quotidianamente da mesi, limita la libertà personale e porta a sviluppare paure come quella di allontanarsi da casa o di stare male fuori, può essere molto utile il supporto di uno specialista. La psicoterapia non serve solo quando la situazione è “grave”, ma anche per evitare che i meccanismi ansiosi si consolidino e diventino più difficili da modificare. Per quanto riguarda gli attacchi di panico, è vero che alcune persone con livelli elevati di ansia possono svilupparli nel tempo, ma non è affatto detto che questo accada. La paura costante di poter avere un attacco di panico è spesso essa stessa un elemento che mantiene alta l’attenzione sui segnali del corpo e aumenta la percezione di minaccia. Un percorso terapeutico può aiutare proprio a interrompere questo meccanismo e a recuperare gradualmente sicurezza nelle situazioni che oggi vengono vissute con timore. Il fatto che lei abbia già iniziato un percorso di psicoterapia e abbia tratto beneficio da ciò che ha imparato è un segnale positivo: significa che possiede già strumenti e consapevolezza su cui lavorare. Sarebbe comunque consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, valutando insieme il percorso più adatto alle sue esigenze e alla sua storia personale. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, da quello che descrive, l'ansia sembra aver progressivamente limitato la sua libertà, portandola a temere sempre più le situazioni fuori casa. È una dinamica frequente nei disturbi d'ansia e non significa necessariamente che la situazione sia destinata a peggiorare. Per rispondere alla sua domanda, è possibile riuscire a migliorare anche senza un percorso psicoterapeutico, specialmente se i sintomi sono lievi e a modificare gradualmente quei comportamenti che alimentano l'ansia. Tuttavia, quando l'ansia è presente quotidianamente, provoca una marcata sofferenza e porta a evitare sempre più situazioni, è spesso difficile uscirne completamente da soli. Questo non perché manchino forza o volontà, ma perché l'ansia tende a mantenersi attraverso meccanismi che è difficile riconoscere e interrompere senza un aiuto esterno. Per quanto riguarda gli attacchi di panico, non è detto che si sviluppino. Avere ansia non significa automaticamente andare incontro ad attacchi di panico. Inoltre, anche qualora dovessero comparire, esistono trattamenti psicoterapeutici efficaci, supportati da solide evidenze scientifiche. Un altro aspetto importante è che la paura di peggiorare o di avere un attacco di panico può diventare essa stessa un fattore che mantiene elevata l'ansia. Per questo motivo è utile lavorare non solo sui sintomi, ma anche sul modo in cui vengono interpretati e sulle strategie messe in atto per sentirsi al sicuro. Se in passato ha tratto beneficio dalle prime sedute, potrebbe essere utile valutare la possibilità di riprendere un percorso psicoterapeutico quando le sarà possibile. Le auguro di poter ritrovare gradualmente serenità e fiducia nelle sue risorse. Cordialmente, AM
Capisco la tua preoccupazione: quando l’ansia diventa quotidiana e inizia a limitare la possibilità di uscire, è normale temere che possa peggiorare. Il fatto che tu non abbia mai avuto attacchi di panico non significa che li svilupperai, ma è importante non affrontare tutto da sola. L’ansia che dura da mesi e che condiziona la vita quotidiana merita attenzione. Le poche sedute che hai fatto ti hanno già aiutata, e questo indica che un percorso psicologico può essere davvero utile. È possibile migliorare, ma quando l’ansia diventa così presente è difficile farlo senza un supporto professionale. Un lavoro mirato ti aiuta a ridurre la paura, a gestire meglio i sintomi e a recuperare sicurezza nelle situazioni che oggi ti spaventano. Resto a disposizione.
Buongiorno cara, perchè la voce di sua madre è stata così potente da interrompere un percorso di cura importante? Mi sembra di capire che in questo modo i suoi sintomi siano peggiorati. Così come per il corpo abbiamo bisogno di medici specializzati, anche per la nostra mente necessitiamo di professionisti adatti. Le auguro di prendersi cura di se continuando il percorso di psicoterapia che certamente le cambierà la vita! Se posso, un abbraccio
Buongiorno, quella che descrive è una situazione delicata, ma più per il fatto che sembra non avere accesso al supporto più adeguato. Quando si instaura un meccanismo d'ansia l'aspetto più difficile è riuscire a fermarsi un momento per ridimensionare i pensieri che la generano. Così come il riuscire a dare un peso più misurato ai vari eventi, perché tutto tende a sembrare un po' più grande e faticoso. E' possibile lavorarci da soli, anche solo in piccola parte, cercando di capire cosa si nasconde dietro questa ansia, che cosa le voglia dire e quali siano le sue manifestazioni; chiaramente però un percorso terapeutico sarebbe la scelta più adatta, proprio per avere un professionista che possa guidarla passo passo in questo percorso, e farle da supporto nei momenti più complicati. Le faccio un in bocca al lupo!
Quando l'ansia cresce per mesi, la mente tende a costruire scenari futuri sempre più minacciosi. Nel suo caso c'è un aspetto importante: non sta soffrendo soltanto per l'ansia che prova nel presente, ma anche per il timore di ciò che potrebbe accadere domani. È come se convivesse con un osservatore interno che controlla continuamente il suo stato emotivo, chiedendosi: «E se peggiorassi? E se arrivassero gli attacchi di panico?». Questo monitoraggio costante, per quanto nasca dal naturale desiderio di proteggersi, finisce spesso per alimentare il problema anziché risolverlo. Gli attacchi di panico possono manifestarsi in alcune situazioni, ma non rappresentano un destino inevitabile. Provare ansia non significa che svilupperà automaticamente il panico. Ma è spesso proprio la paura di poter stare male a mantenere il suo sistema nervoso in uno stato di costante allerta. Si crea così un circolo vizioso: più controlla ogni minima reazione per capire se sta per stare male, più il corpo rimane teso, portandola a interpretare qualsiasi sensazione fisica come un possibile segnale di pericolo. Lei chiede se sia possibile uscirne con le proprie forze. La risposta è sì: è possibile che alcune persone riescano a modificare gradualmente questi meccanismi anche in autonomia, specialmente quando comprendono a fondo il funzionamento dell'ansia e iniziano a interrompere le condotte di evitamento. Tuttavia, non è sempre il percorso più semplice. Un grande in bocca al lupo
Gentile, cosa significa che sua madre non è d'accordo? Protegga il valore della sua sofferenza, dia importanza a ciò che sta vivendo, non permetta che la sua parola resti inascoltata. Un cordiale saluto GP
Buon pomeriggio, purtroppo non è possibile fare una prognosi precisa, credo che lei debba riprendere la psicoterapia se crede che finora sia stata efficace, anche se sua madre non è d'accordo... Se lei è convinto , deve farsi aiutare anche in un centro di salute mentale pubblico.
Capisco davvero quanto possa essere faticoso e pesante trovarsi in questo vicolo cieco. Vivere ogni giorno con il freno a mano tirato, sommersa dall'ansia e dal peso di dover dimostrare di essere la "figlia responsabile", è prosciugante. Ma voglio dirti una cosa: non sei sbagliata, e non hai sprecato il tuo tempo. In ottica CBT ed EMDR, quello che stai provando non è debolezza, ma la risposta del tuo sistema nervoso che sta cercando di proteggerti come può. 1. La prospettiva CBT: Accogliere e ristrutturare La tua mente sta facendo un sovra-lavoro (overthinking) per evitare il dolore di un eventuale fallimento o del rifiuto. La trappola: Stai legando l'anno passato a una tua incapacità personali. Ma la verità è che non puoi chiedere a un motore di girare al massimo se stai mettendo il carburante sbagliato. Non hai dato esami perché quel percorso ti spegneva, non perché tu non valga. L'empatia in azione: Smetti di giudicarti per esserti bloccata. Riconosci che hai fatto quello che potevi in un momento in cui avevi solo bisogno di compiacere chi amavi. Ora puoi scegliere diversamente, un micro-passo alla volta, partendo da Lingue e Mercati. 2. La prospettiva EMDR: Guardare le tue ferite con gentilezza La carica emotiva che ti paralizza viene da lontano. Il ruolo da "figlia maggiore" ti ha insegnato che per essere amata o accettata devi mettere i bisogni degli altri davanti ai tuoi. La ferita: Ogni volta che provi a scegliere te stessa, scatta il senso di colpa e il terrore di deludere. Il tuo corpo va in freezing (paralisi) per difenderti da quel dolore. Se vuoi possiamo approfondire. Buona giornata.
Buongiorno, in linea di massima è consigliabile un aiuto di uno psicologo perchè è grazie alla relazione terapeutica che si instaura tra specialista e la persona che si può diminuire l'ansia: questo spazio di ascolto offre un contesto stabile in cui comprendere e affrontare ciò che determina l'ansia e la mantiene nel tempo, si crea un senso di sicurezza che favorisce il cambiamento, si apprendono nuove strategie per gestirla, si sperimenta una esperienza relazionale correttiva che motiva anche nei momenti di difficoltà. E' possibile affrontare l'ansia senza particolari aiuti se è lieve o legata a situazioni specifiche, potrebbe essere utile imparare i fattori che la scatenano e osservare come si manifesta, mantenere regolari routine quotidiane, praticare tecniche di rilassamento, ridurre gradualmente i comportamenti di evitamento e mettere in discussione i pensieri negativi.. Leggere materiali basati su evidenze scientifiche può essere di aiuto, se poi l'ansia non migliora un aiuto psicologico può prevenire eventuali attacchi di panico che potrebbero svilupparsi in seguito anche se non necessariamente.
Buongiorno non trovo giusto e sano che Sua madre sia entrata nella Sua psicoterapia a gamba tesa, ostacolando il percorso iniziato. Forse il legame con Sua mamma e' il motivo dell' ansia che avverte e che dovrebbe affrontare con coraggio e pazienza. Non credo che l' ansia si risolva da sola e penso che sia giusto mettere un confine tra la Sua volonta" e quella della mamma.Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Ciao, ti ringrazio per aver aperto questo spazio con me. Capisco perfettamente la tua preoccupazione: quando l'ansia inizia a ristringere i nostri spazi e a farci sentire al sicuro solo in casa, è naturale aver paura che la situazione possa sfuggirci di mano e sfociare nel panico. Per rispondere direttamente alle tue domande: sì, è possibile che l'ansia non trattata possa trasformarsi in attacchi di panico vera e propria, ma non è affatto un passaggio obbligato o inevitabile. Il fatto che finora tu non ne abbia avuti indica che hai già una buona resistenza. Riguardo al farcela da sola, la risposta sincera è che l'informazione e la tua determinazione sono risorse preziose, ma da sole rischiano di non bastare quando l'ansia si è già strutturata e sta condizionando la tua libertà quotidiana. La terapia ti offre quegli strumenti personalizzati che i libri o internet non possono darti. Mi dispiace davvero che il parere di tua madre ti abbia bloccata. Esistono però diverse soluzioni pratiche: dai consultori giovani/familiari gratuiti sul territorio, fino alla possibilità di fare colloqui online direttamente da casa per superare il blocco iniziale dell'uscire. Se ti va di raccontarmi qualcosa in più su di te, magari la tua età o cosa spaventa tua mamma della terapia, possiamo provare a capire insieme qual è la strada più semplice per permetterti di riprendere in mano la tua vita. Un caro saluto, Dott.ssa De Roni SIlvia
Buongiorno caro paziente anonimo. Mi dispiace tanto sapere che la sua mamma non sia stata d'accordo a farle proseguire un percorso perchè questo avrebbe potuto indubbiamente esserle di supporto e di risposta alle sua domande. Se lei è maggiorenne, potrebbe immaginare di iniziare un nuovo percorso, anche nel pubblico se le riesce difficile sostenere un percorso privatamente, in modo tale da farsi aiutare da un professionista a comprendere le motivazioni della sua ansia ed evitare, per l'appunto, che ci possa essere una degenerazione di quanto prova. La sua paura ha molto a che fare con la paura di perdere il controllo, di non riuscire a gestire determinate situazioni e l'ansia connessa. Io le suggerisco di affrontare ciò che le sta accadendo proprio per evitare che diventi "troppo". La saluto con tanto affetto.
La tua esperienza è comprensibile: quando l’ansia si prolunga per mesi, la mente comincia a temere non solo ciò che senti… ma "ciò che potresti sentire". La paura degli attacchi di panico, infatti, nasce quasi sempre "prima" degli attacchi di panico: è una paura anticipatoria, non una profezia. Molte persone riescono a migliorare anche senza uno psicoterapeuta, ma non perché “ce la fanno da sole”. Perché trovano strumenti di regolazione del Sistema Nervoso Autonomo che riducono l’iperattivazione della rete Simpatica Profonda del Sistema Nervoso Autonomo che alimenta l’ansia. Qui entra il punto che ti interessa: il Biofeedback PPG‑ANS Stress Flow può essere una strada concreta, pratica, e non invasiva quando la psicoterapia è osteggiata in famiglia. Non è una cura magica, non sostituisce un professionista, ma può diventare un supporto reale per: - ridurre l’iperattività del sistema simpatico - aumentare la variabilità cardiaca - allenare la risposta parasimpatica - diminuire la paura di “stare male fuori casa” In altre parole: ti aiuta a "sentire" che il corpo può tornare in equilibrio, e questo spesso riduce la paura di peggiorare. Non devi convincerti che non peggiorerai: devi far sperimentare al tuo corpo che può calmarsi. E il Biofeedback PPG‑ANS è una della vie neurologiche più dirette per farlo. Puoi uscirne? Sì, perché l’ansia non è un destino: è un sistema che si può rieducare. E tu stai già cercando strumenti, conoscenza, direzione. Questo è il segnale più forte che stai andando verso la soluzione, non verso il peggioramento. Strumentalmente ti basta uno smartphone e uno specifico device che ha l'aspetto di un saturimetro, ma è molto di più.
Buon pomeriggio, capisco quanto possa essere faticoso vivere da mesi con l’ansia e, soprattutto, quanto possa diventare limitante iniziare a temere di stare male ogni volta che ci si allontana da casa. Da quello che racconti, sembra esserci anche una seconda paura che si è aggiunta alla prima: la paura che l’ansia possa peggiorare e trasformarsi in qualcosa di ancora più difficile da gestire. Vorrei rassicurarti su un aspetto importante: avere episodi di ansia non significa necessariamente sviluppare attacchi di panico. Non è possibile prevedere a distanza se questo accadrà, ma soprattutto non è utile vivere ogni sensazione fisica o momento di ansia come un possibile segnale che “sta per succedere qualcosa di peggiore”. A volte, infatti, è proprio la paura dell’ansia e delle sue conseguenze ad alimentare ulteriormente il circolo ansioso. È certamente possibile imparare molto anche attraverso le proprie risorse e le informazioni che si trovano, ma quando l’ansia diventa quotidiana e comincia a condizionare la libertà di uscire, muoversi o vivere serenamente le proprie giornate, non significa che tu debba necessariamente riuscire a gestirla da sola. Chiedere l’aiuto di uno specialista non rappresenta una debolezza, ma può essere un modo per comprendere meglio ciò che sta accadendo e ritrovare gradualmente maggiore sicurezza e libertà. Hai già fatto un primo passo importante iniziando un percorso psicoterapeutico: anche se hai dovuto interromperlo, ciò che hai imparato in quelle sedute può rappresentare una risorsa da cui ripartire. Se questa situazione sta diventando sempre più presente nella tua quotidianità, potrebbe essere utile non aspettare che peggiori ulteriormente prima di chiedere nuovamente un supporto. L’ansia può essere affrontata e, con il giusto sostegno, è possibile tornare a sentirsi progressivamente più liberi di vivere la propria vita. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta
Gentilissima,capisco benissimo quanta paura e fatica ci siano dietro le sue parole, soprattutto quando ci si sente soli nell'affrontare tutto questo. Riguardo ai suoi dubbi la paura di avere un attacco di panico è proprio un classico meccanismo dell'ansia, che facendoci temere il peggio ci tiene sempre in allarme e ci porta a isolarci, ma questo non significa affatto che sia un'evoluzione inevitabile. Per quanto riguarda l'uscirne da sola, il fatto che lei abbia già imparato molto dimostra quanta forza e consapevolezza ha e sicuramente le risorse personali contano tantissimo. Tuttavia, affrontare un'ansia che sta iniziando a limitare le sue uscite senza una guida rischia di diventare un percorso molto pesante e in salita. Visto che la terapia privata ora non è un'opzione, le ricordo che può rivolgersi autonomamente e gratuitamente ai consultori familiari o al servizio pubblico della sua zona. Non rinunci a farsi aiutare a ritrovare la sua serenità.
La mia domanda principale è quanti anni ha lei? se è maggiorenne non ha bisogno che sua madre sia d'accordo, se il problema è economico si rivolga al consultorio dove c'è un sostegno psicologico. In alternativa chiederei a sua madre quale sia il motivo per cui non farsi dare una mano a stare meglio, non credo che sua madre non voglia il suo bene per cui ha forse un pregiudizio che potrebbe essere smontato con un po di letture idonee. Quanto al fai da te direi che ha già tentato in qualche maniera ma mi sembra inutile, un'altra possibilità sono la meditazione e lo yoga che agiscono sul potenziamento ventro vagale come modulatore del sistema simpatico troppo attivato
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.










