Buonasera sono la ragazza che soffre di schizofrenia ed è obesa, peso 103 chili. Stavo andando dalla
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Buonasera sono la ragazza che soffre di schizofrenia ed è obesa, peso 103 chili. Stavo andando dalla dietista senza riuscire a fare la dieta , allora la dietista mi ha consigliato di andare da uno psicologo. Ho chiesto un appuntamento con uno psicologo al centro di igiene mentale dove sono in cura , l infermiera me l' ha fissato. Dopodiché è intervenuta la psichiatra che mi ha in cura, e ha fatto una riunione con i dottori e gli infermieri del centro mentale e ha deciso che non potevo andare dallo psicologo. Praticamente dovrei andare a pagamento da uno psicologo, quando ho l 80 per cento di invalidità, percepisco una pensioncina di 346 euro e non lavoro più perché dove lavoravo prima mi sono fatta un danno alla colonna vertebrale,. Ora ho una discopatia l5 S1 ,con una lieve scoliosi e ho dei problemi di artrosi al bacino e all' anca. Cosa devo fare?
Buonasera,
la situazione che descrivi è sicuramente complessa e carica di difficoltà, sia a livello fisico che psicologico, e merita tutta la considerazione possibile. Comprendo quanto possa essere frustrante e demoralizzante ricevere un rifiuto rispetto a un supporto psicologico che tu stessa hai chiesto, dimostrando consapevolezza e desiderio di migliorare il tuo stato di salute.
La decisione del Centro di Salute Mentale (CSM) di non attivare per te il percorso psicologico può dipendere da vari fattori interni all'organizzazione (come la disponibilità di personale, i criteri di priorità, ecc.), ma questo non toglie valore alla tua richiesta, che è del tutto legittima.
In casi come il tuo, è importante sapere che:
Hai il diritto di ricevere supporto psicologico anche all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto quando la tua condizione psichica e fisica lo richiede, come nel tuo caso. Ti consiglierei di chiedere un colloquio chiarificatore con la tua psichiatra per capire le motivazioni reali della decisione e per esprimere con fermezza il tuo bisogno.
Puoi fare una richiesta scritta formale al Direttore del CSM o al Responsabile del Dipartimento di Salute Mentale, motivando la tua necessità di supporto psicologico e sottolineando la raccomandazione ricevuta dalla dietista.
Ci sono alcune strutture, associazioni o professionisti che offrono percorsi a tariffa agevolata o gratuita per persone con disabilità riconosciuta e basso reddito. Informarti presso il tuo comune o una sede locale di associazioni come la Caritas, la Croce Rossa o i gruppi di auto-aiuto, potrebbe aprirti qualche possibilità.
Rinunciare alla psicoterapia per motivi economici non dovrebbe mai essere l’unica opzione. Esistono soluzioni alternative, anche se richiedono un po’ di tempo e insistenza.
Infine, considerata la tua condizione, sarebbe davvero utile e consigliato approfondire la tua situazione in modo più individuale e mirato con uno specialista, perché il supporto psicologico può fare una grande differenza non solo per affrontare la schizofrenia, ma anche per migliorare il rapporto con il tuo corpo, l’alimentazione, e il dolore fisico che stai vivendo.
Con stima,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la situazione che descrivi è sicuramente complessa e carica di difficoltà, sia a livello fisico che psicologico, e merita tutta la considerazione possibile. Comprendo quanto possa essere frustrante e demoralizzante ricevere un rifiuto rispetto a un supporto psicologico che tu stessa hai chiesto, dimostrando consapevolezza e desiderio di migliorare il tuo stato di salute.
La decisione del Centro di Salute Mentale (CSM) di non attivare per te il percorso psicologico può dipendere da vari fattori interni all'organizzazione (come la disponibilità di personale, i criteri di priorità, ecc.), ma questo non toglie valore alla tua richiesta, che è del tutto legittima.
In casi come il tuo, è importante sapere che:
Hai il diritto di ricevere supporto psicologico anche all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto quando la tua condizione psichica e fisica lo richiede, come nel tuo caso. Ti consiglierei di chiedere un colloquio chiarificatore con la tua psichiatra per capire le motivazioni reali della decisione e per esprimere con fermezza il tuo bisogno.
Puoi fare una richiesta scritta formale al Direttore del CSM o al Responsabile del Dipartimento di Salute Mentale, motivando la tua necessità di supporto psicologico e sottolineando la raccomandazione ricevuta dalla dietista.
Ci sono alcune strutture, associazioni o professionisti che offrono percorsi a tariffa agevolata o gratuita per persone con disabilità riconosciuta e basso reddito. Informarti presso il tuo comune o una sede locale di associazioni come la Caritas, la Croce Rossa o i gruppi di auto-aiuto, potrebbe aprirti qualche possibilità.
Rinunciare alla psicoterapia per motivi economici non dovrebbe mai essere l’unica opzione. Esistono soluzioni alternative, anche se richiedono un po’ di tempo e insistenza.
Infine, considerata la tua condizione, sarebbe davvero utile e consigliato approfondire la tua situazione in modo più individuale e mirato con uno specialista, perché il supporto psicologico può fare una grande differenza non solo per affrontare la schizofrenia, ma anche per migliorare il rapporto con il tuo corpo, l’alimentazione, e il dolore fisico che stai vivendo.
Con stima,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Buongiorno, come prima cosa si faccia spiegare al Centro di salute mentale dove è in cura le motivazioni per cui non può avere accesso al servizio di supporto psicologico lì così si può far aiutare ed indirizzare al meglio per essere seguita nella sfera emotiva ed emozionale.
Si affidi ai consigli di chi l'ha in cura dato che conoscono la sua situazione nel dettaglio.
Per informazioni, privatamente ci sono molti professionisti che offrono prestazioni a prezzi calmierati proprio per chi come lei ha difficoltà economiche, quindi non si arrenda nel perseguire il suo benessere psico-fisico.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Si affidi ai consigli di chi l'ha in cura dato che conoscono la sua situazione nel dettaglio.
Per informazioni, privatamente ci sono molti professionisti che offrono prestazioni a prezzi calmierati proprio per chi come lei ha difficoltà economiche, quindi non si arrenda nel perseguire il suo benessere psico-fisico.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Buongiorno, grazie per la sua condivisione e per averci affidato la sua sofferenza di questo momento.
Mi rendo conto che talvolta possa essere difficile la sanità pubblica e che spesso l'unica alternativa sia il privato. Comprendo assolutamente al difficoltà economica, per questo le consiglierei di cercare eventualmente terapie private a basso costo o a cercare colleghi che possano venirle incontro con pacchetti dedicati.
Le assicuro che la possibilità può esserci perché anch'io stessa lo faccio e le auguro di poter trovare qualcuno che possa ascoltarla e sostenerla.
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
Mi rendo conto che talvolta possa essere difficile la sanità pubblica e che spesso l'unica alternativa sia il privato. Comprendo assolutamente al difficoltà economica, per questo le consiglierei di cercare eventualmente terapie private a basso costo o a cercare colleghi che possano venirle incontro con pacchetti dedicati.
Le assicuro che la possibilità può esserci perché anch'io stessa lo faccio e le auguro di poter trovare qualcuno che possa ascoltarla e sostenerla.
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
Salve,
ho letto il suo messaggio e la prima cosa che mi viene da suggerirle è quella di parlare con la sua psichiatra e chiederle perché secondo lei non può andare da uno psicologo tramite il sistema sanitario. Capisco la sua situazione dal punto di vista clinico ed economico e per tale ragione ha tutto diritto più che mai di poter rivolgersi ad uno psicologo del sistema sanitario nazionale senza dover pagare uno privato e soprattutto la scelta di iniziare un percorso di sostegno psicologico con uno psicologo è soltanto sua.
Le suggerisco di confrontarsi con la sua psichiatra e capire perché ha ritenuto di non farle iniziare un percorso di sostegno psicologico in quella struttura e/o soprattutto se è contraria a prescindere che lei inizi tale percorso. Successivamente al confronto con la sua psichiatra sulla base di ciò che emergerà dal vostro confronto le suggerisco di decidere lei cosa fare in base alle necessità che lei avverte e in base a cosa vuole lei per se stessa. Per qualsiasi cosa resto a sua completa disposizione, mi scriva senza alcuna esitazione.
Un carissimo saluto,
Dott.ssa Chiara Ilardi
Psicologa
ho letto il suo messaggio e la prima cosa che mi viene da suggerirle è quella di parlare con la sua psichiatra e chiederle perché secondo lei non può andare da uno psicologo tramite il sistema sanitario. Capisco la sua situazione dal punto di vista clinico ed economico e per tale ragione ha tutto diritto più che mai di poter rivolgersi ad uno psicologo del sistema sanitario nazionale senza dover pagare uno privato e soprattutto la scelta di iniziare un percorso di sostegno psicologico con uno psicologo è soltanto sua.
Le suggerisco di confrontarsi con la sua psichiatra e capire perché ha ritenuto di non farle iniziare un percorso di sostegno psicologico in quella struttura e/o soprattutto se è contraria a prescindere che lei inizi tale percorso. Successivamente al confronto con la sua psichiatra sulla base di ciò che emergerà dal vostro confronto le suggerisco di decidere lei cosa fare in base alle necessità che lei avverte e in base a cosa vuole lei per se stessa. Per qualsiasi cosa resto a sua completa disposizione, mi scriva senza alcuna esitazione.
Un carissimo saluto,
Dott.ssa Chiara Ilardi
Psicologa
Buongiorno,
intanto voglio ringraziarla per il coraggio che ha dimostrato nel condividere con tanta sincerità la sua situazione. Non è facile raccontare quello che si vive, soprattutto quando si affrontano tante difficoltà insieme, sia fisiche che emotive. Lei ha fatto dei passi importanti, cercando un supporto dalla dietista e poi chiedendo aiuto psicologico: questo dice molto della sua forza e del suo desiderio di stare meglio.
Mi dispiace molto sapere che la possibilità di vedere uno psicologo all’interno del centro sia stata bloccata. È comprensibile sentirsi frustrati o scoraggiati davanti a una decisione che sembra andare contro il suo bisogno di cura. La salute psicologica, soprattutto in situazioni complesse come la sua, non è un “extra”, ma una parte fondamentale del percorso di benessere.
Lei ha già a disposizione un’équipe che la segue al Centro di Salute Mentale, e sarebbe importante poter riaprire un dialogo con loro. Magari può chiedere un colloquio con la psichiatra che la segue per comprendere meglio i motivi della scelta fatta, esprimere con calma il suo bisogno e l’impossibilità economica di accedere a un percorso privato. Se si sente in difficoltà a farlo da sola, potrebbe chiedere a un familiare, a un educatore o a un operatore sociale di accompagnarla in questo passaggio.
Un’altra strada potrebbe essere informarsi presso il servizio sociale del suo Comune: in alcuni territori esistono sportelli psicologici gratuiti o convenzionati per persone in situazioni di fragilità economica. Anche le associazioni di volontariato, i consultori o i centri antiviolenza (se ci sono aspetti legati al maltrattamento o al vissuto di abuso) possono offrire supporto psicologico gratuito.
Lei ha già fatto molto: chiedere aiuto è il primo passo, e non è mai scontato. Anche solo parlarne, come sta facendo adesso, è già un atto di cura verso se stessa. La invito a non mollare, anche se il sistema a volte sembra complicato e poco accogliente. Non è sola, e ha tutto il diritto di cercare ascolto e sostegno.
Dott. Tommaso Thibault
intanto voglio ringraziarla per il coraggio che ha dimostrato nel condividere con tanta sincerità la sua situazione. Non è facile raccontare quello che si vive, soprattutto quando si affrontano tante difficoltà insieme, sia fisiche che emotive. Lei ha fatto dei passi importanti, cercando un supporto dalla dietista e poi chiedendo aiuto psicologico: questo dice molto della sua forza e del suo desiderio di stare meglio.
Mi dispiace molto sapere che la possibilità di vedere uno psicologo all’interno del centro sia stata bloccata. È comprensibile sentirsi frustrati o scoraggiati davanti a una decisione che sembra andare contro il suo bisogno di cura. La salute psicologica, soprattutto in situazioni complesse come la sua, non è un “extra”, ma una parte fondamentale del percorso di benessere.
Lei ha già a disposizione un’équipe che la segue al Centro di Salute Mentale, e sarebbe importante poter riaprire un dialogo con loro. Magari può chiedere un colloquio con la psichiatra che la segue per comprendere meglio i motivi della scelta fatta, esprimere con calma il suo bisogno e l’impossibilità economica di accedere a un percorso privato. Se si sente in difficoltà a farlo da sola, potrebbe chiedere a un familiare, a un educatore o a un operatore sociale di accompagnarla in questo passaggio.
Un’altra strada potrebbe essere informarsi presso il servizio sociale del suo Comune: in alcuni territori esistono sportelli psicologici gratuiti o convenzionati per persone in situazioni di fragilità economica. Anche le associazioni di volontariato, i consultori o i centri antiviolenza (se ci sono aspetti legati al maltrattamento o al vissuto di abuso) possono offrire supporto psicologico gratuito.
Lei ha già fatto molto: chiedere aiuto è il primo passo, e non è mai scontato. Anche solo parlarne, come sta facendo adesso, è già un atto di cura verso se stessa. La invito a non mollare, anche se il sistema a volte sembra complicato e poco accogliente. Non è sola, e ha tutto il diritto di cercare ascolto e sostegno.
Dott. Tommaso Thibault
Buonasera, la ringrazio innanzitutto per aver condiviso la sua storia con tanta onestà e sensibilità. Non è affatto semplice parlare delle proprie difficoltà, tanto meno quando si affrontano più sfide insieme come sta facendo lei: la gestione della schizofrenia, l’aumento di peso, le difficoltà fisiche, il senso di frustrazione nel non riuscire a seguire la dieta, e il sentirsi esclusa da un supporto psicologico che potrebbe esserle utile. Le sue parole trasmettono chiaramente quanto lei stia cercando aiuto con determinazione, e quanto stia già facendo il possibile, nonostante le condizioni siano oggettivamente molto complesse. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, possiamo dire che ogni comportamento, anche il non riuscire a seguire una dieta, non è un fallimento personale, ma il risultato di un insieme di fattori: stati emotivi, pensieri negativi, difficoltà ambientali, credenze radicate e spesso anche esperienze passate. Affrontare un cambiamento come quello legato al peso corporeo richiede uno spazio sicuro in cui esplorare ciò che ostacola la motivazione, cosa si nasconde dietro certi automatismi, come il cibo sia diventato in certi momenti un rifugio o un tentativo di gestire un'emozione difficile. Per tutto questo, il supporto psicologico non è solo indicato, ma spesso determinante. Capisco quindi molto bene la sua delusione quando si è vista negare dal Centro di Salute Mentale (CSM) l’accesso allo psicologo, proprio dopo aver fatto il passo di chiederlo. È doloroso sentirsi dire di no proprio da chi si sperava potesse comprendere il bisogno. Tuttavia, le suggerisco di non arrendersi. Lei ha diritto a ricevere una presa in carico che tenga conto della sua situazione complessiva, anche se a volte il sistema sanitario sembra muoversi lentamente o in modo poco sensibile. La decisione presa dalla sua psichiatra è probabilmente stata motivata da questioni organizzative, oppure dalla valutazione soggettiva del suo percorso attuale. Tuttavia, è possibile che ci siano ancora margini di dialogo. Potrebbe chiedere gentilmente di parlare direttamente con lei, spiegando con calma quanto senta il bisogno di un supporto psicologico per affrontare il rapporto con il cibo, con il suo corpo e con la sofferenza emotiva che questo comporta. A volte, quando i pazienti riescono a esprimere con chiarezza le proprie motivazioni, i professionisti possono riconsiderare le loro scelte. In alternativa, potrebbe informarsi se nella sua regione vi siano consultori, servizi universitari, associazioni di volontariato o cooperative sociali che offrono percorsi psicologici a basso costo o addirittura gratuiti per persone con invalidità o in situazioni di fragilità economica. In molte zone d’Italia esistono realtà che offrono questo tipo di supporto, magari con tempi di attesa un po’ più lunghi, ma comunque accessibili. Un altro possibile canale è parlare con l’assistente sociale del CSM o del suo comune, che potrebbe aiutarla a orientarsi tra le risorse del territorio. Lei sta già facendo moltissimo: ha chiesto aiuto, ha parlato con la dietista, ha affrontato medici e infermieri, e soprattutto non si è rassegnata. Questo non è da poco. La sua voglia di migliorare la sua qualità di vita, di sentirsi meglio nel proprio corpo e nella propria mente, è un punto di partenza prezioso. Cerchi di non vedere gli ostacoli come un segno che non ce la farà, ma come una parte del percorso che richiede ancora qualche passo in più per trovare la strada giusta. Le auguro sinceramente di riuscire ad accedere allo spazio psicologico che le serve e che merita. Perché sì, lei merita ascolto, comprensione e un aiuto concreto per affrontare tutto questo peso, in ogni senso possibile. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, sicuramente intraprendere un percorso di supporto terapeutico aiuta ad iniziare il suo cambiamento, e il suo percorso di perdita peso. sono la dott.ssa Oliva e mi occupo di educazione alimentare e Disturbi Alimentari. Resto a sua disposizione per eventuali approfondimenti.
Mi dispiace moltissimo per la situazione che stai vivendo e si, quello che stai affrontando è profondamente ingiusto, hai già tante difficoltà da gestire, e sapere che ti stanno togliendo anche un'opportunità di sostegno psicologico gratuito è scoraggiante.
Sappi che in Italia hai diritto all'assistenza psicologica come persona con disabilità riconosciuta. Se ti hanno negato questo servizio senza spiegazioni chiare e documentate, potresti fare un reclamo scritto all'ASL (Azienda Sanitaria Locale), inoltre puoi anche chiedere il supporto di un difensore civico sanitario, figura gratuita che tutela i cittadini nei confronti dei servizi sanitari. Tra l’altro in Italia ci sono associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità e con disturbi psichici, che io sappia sono il Tribunale per i Diritti del Malato, il progetto Itaca (sostegno per la salute mentale) e cittadinanzattiva UNIAMO.
La burocrazia può farci sentire invisibili, ma il tuo dolore e i tuoi bisogni sono reali e importanti.
Spero di esserti stato utile. Dott. Nunzio Spina | Psicologo.
Sappi che in Italia hai diritto all'assistenza psicologica come persona con disabilità riconosciuta. Se ti hanno negato questo servizio senza spiegazioni chiare e documentate, potresti fare un reclamo scritto all'ASL (Azienda Sanitaria Locale), inoltre puoi anche chiedere il supporto di un difensore civico sanitario, figura gratuita che tutela i cittadini nei confronti dei servizi sanitari. Tra l’altro in Italia ci sono associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità e con disturbi psichici, che io sappia sono il Tribunale per i Diritti del Malato, il progetto Itaca (sostegno per la salute mentale) e cittadinanzattiva UNIAMO.
La burocrazia può farci sentire invisibili, ma il tuo dolore e i tuoi bisogni sono reali e importanti.
Spero di esserti stato utile. Dott. Nunzio Spina | Psicologo.
Gentile Utente, ho letto il suo messaggio e posso immaginare la frustrazione e la fatica che sta provando.
Nonostante la difficoltà che porta, riconosco in lei la determinazione e la motivazione a cercare un aiuto adeguato per sè. Ha già intrapreso questo percorso, anche se purtroppo si è trovata in una fase di stasi. Come procedere ora? Concordo con i colleghi, forse il primo passo potrebbe essere quello di chiedere un incontro con la psichiatra per chiarire i suoi quesiti e cercare di comprendere le motivazioni per cui non è proseguita la sua presa in carico nel servizio pubblico. Questo le consentirebbe di beneficiare di maggior chiarezza, e di negoziare con la fatica che questa situazione può comportare, evitando ulteriori sofferenze. Oltre a ciò le chiedo se ha già considerato il riferimento al suo Comune, per comprendere se esso ha predisposto sportelli di consulto psicologico gratuiti o convenzionati per persone in situazioni di fragilità.
Aggiungo che ad oggi molti psicologi, psicoterapeuti propongono prezzi calmierati per rendere maggiormente accessibile il servizio, e anche questa potrebbe essere un via da considerare.
Resto a disposizione e le auguro ogni bene. Dott.ssa Letizia Turchetto
Nonostante la difficoltà che porta, riconosco in lei la determinazione e la motivazione a cercare un aiuto adeguato per sè. Ha già intrapreso questo percorso, anche se purtroppo si è trovata in una fase di stasi. Come procedere ora? Concordo con i colleghi, forse il primo passo potrebbe essere quello di chiedere un incontro con la psichiatra per chiarire i suoi quesiti e cercare di comprendere le motivazioni per cui non è proseguita la sua presa in carico nel servizio pubblico. Questo le consentirebbe di beneficiare di maggior chiarezza, e di negoziare con la fatica che questa situazione può comportare, evitando ulteriori sofferenze. Oltre a ciò le chiedo se ha già considerato il riferimento al suo Comune, per comprendere se esso ha predisposto sportelli di consulto psicologico gratuiti o convenzionati per persone in situazioni di fragilità.
Aggiungo che ad oggi molti psicologi, psicoterapeuti propongono prezzi calmierati per rendere maggiormente accessibile il servizio, e anche questa potrebbe essere un via da considerare.
Resto a disposizione e le auguro ogni bene. Dott.ssa Letizia Turchetto
Cara utente,
in base alla regione e alla città in cui è residente, è possibile avere dei colloqui gratuiti con uno psicologo recandosi al consultorio di riferimento. Inoltre, se si dispone di una assicurazione, allora è possibile che quest'ultima copra il costo di un percorso psicologico.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
in base alla regione e alla città in cui è residente, è possibile avere dei colloqui gratuiti con uno psicologo recandosi al consultorio di riferimento. Inoltre, se si dispone di una assicurazione, allora è possibile che quest'ultima copra il costo di un percorso psicologico.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Capisco che lei stia affrontando una situazione molto difficile, sia dal punto di vista della salute mentale e fisica, sia sul piano economico. E' assolutamente comprensibile sentirsi sopraffatti. Vorrei dirle che esistono alternative valide alla psicoterapia privata a pagamento: molti centri convenzionati o piattaforme, offrono supporto psicologico gratuito o a tariffe calmierate, soprattutto per persone con una pensione di invalidità. Se il CSM non è in grado di venire incontro alle sue esigenze potrebbe rivolgersi a questi centri. Posso consigliarle la piattaforma di "Psicoterapia Aperta" o similari.
Resto a disposizione.
Resto a disposizione.
Buongiorno, può provare a vedere se nella sua zona vi sono centri o associazioni dove è possibile usufruire di un sostegno psicologico a tariffe calmierate rapportate al reddito percepito.
Salve signora, mi dispiace per la situazione che sta vivendo, immagino come possa sentirsi. Il percorso pubblico le permette di seguire gratuitamente di un percorso psicologico, nel caso le fosse negato come ha spiegato può provare a richiedere l'aiuto del suo medico di base. In alternativa può cominciare un percorso pubblico presuppone comunque un costo.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni se ha bisogno.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni se ha bisogno.
Ciao, capisco quanto possa essere frustrante e difficile questa situazione, soprattutto considerando le tue condizioni di salute e le difficoltà economiche. È importante sapere che, essendo in possesso di un'80% di invalidità e ricevendo una pensione, potresti avere diritto a servizi di supporto psicologico gratuiti o a costi agevolati attraverso il sistema sanitario pubblico. Ti consiglio di rivolgerti al tuo medico di base, spiegando la tua situazione e chiedendo se ci sono programmi o servizi dedicati a persone con le tue caratteristiche. Inoltre, potresti consultare un assistente sociale del tuo Comune, che può aiutarti a trovare risorse e supporto adeguato alle tue esigenze. Ricorda che non sei sola, e ci sono persone e servizi pronti ad aiutarti a trovare la soluzione migliore per te.
Buonasera, capisco quanto sia difficile la situazione che stai vivendo, e hai tutta la mia comprensione. È davvero positivo che tu abbia cercato aiuto, e dispiace sapere che ti è stato negato l'accesso allo psicologo proprio nel momento in cui ne sentivi il bisogno. Hai pieno diritto, anche in quanto persona con invalidità, a ricevere un supporto adeguato e accessibile. Ti consiglierei di parlarne direttamente con la tua psichiatra per capire meglio la decisione presa, ed eventualmente chiedere un confronto o una spiegazione più dettagliata. Potrebbe esserti utile anche rivolgerti a un assistente sociale o al tuo medico di base per cercare soluzioni alternative gratuite o convenzionate, come CSM o Consultori della tua provincia. Non sei sola, e stai già facendo qualcosa di molto importante: chiedere aiuto. Un caro saluto, Dr ssa Mazzocchi Isabella.
andare dal medico e farsi perscrivere la visita da uno psicologo dell'ausl se non vuole pagare e la psichiatra non puo dire nulla
Buongiorno,
quello che racconta sembra davvero molto faticoso e comprensibilmente frustrante.
Capisco quanto possa essere difficile sentirsi esclusa da un percorso di supporto psicologico, soprattutto in un momento in cui ne sente il bisogno e le risorse economiche sono limitate.
Le suggerisco di parlarne apertamente con la sua psichiatra, esprimendo chiaramente il suo desiderio di essere seguita anche da uno psicologo e quanto questo per lei sia importante. A volte è possibile trovare soluzioni alternative all’interno del servizio pubblico, o valutare percorsi in collaborazione con altri enti (ad esempio consultori, associazioni o centri che offrono tariffe agevolate).
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Elena Dati
quello che racconta sembra davvero molto faticoso e comprensibilmente frustrante.
Capisco quanto possa essere difficile sentirsi esclusa da un percorso di supporto psicologico, soprattutto in un momento in cui ne sente il bisogno e le risorse economiche sono limitate.
Le suggerisco di parlarne apertamente con la sua psichiatra, esprimendo chiaramente il suo desiderio di essere seguita anche da uno psicologo e quanto questo per lei sia importante. A volte è possibile trovare soluzioni alternative all’interno del servizio pubblico, o valutare percorsi in collaborazione con altri enti (ad esempio consultori, associazioni o centri che offrono tariffe agevolate).
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Elena Dati
Buongiorno, provi a contattare il consultorio familiare della sua città. Spesso fanno dei percorsi psicologici gratuiti. Cordiali saluti.
Gentile utente,
la decisione di non proseguire con l'appuntamento dallo psicologo presso il Centro di Salute Mentale merita certamente un chiarimento, soprattutto alla luce del suo vissuto e del bisogno che ha espresso. È possibile che la sua psichiatra, insieme all’équipe, abbia preso questa decisione con l’intento di proteggerla o di seguirla secondo una strategia terapeutica più adatta al momento attuale del suo percorso. Spesso, infatti, queste valutazioni vengono fatte in modo collegiale, tenendo conto di diversi fattori clinici.
Può essere utile chiedere un incontro diretto con la sua psichiatra, magari accompagnata da una persona di fiducia, per comprendere meglio le motivazioni di questa scelta. Il dialogo aperto e rispettoso con i curanti è sempre il modo migliore per sentirsi ascoltati e valorizzati nel proprio percorso di cura.
In alternativa, se dovesse sentirsi poco tutelata, può anche rivolgersi all’Ufficio per la Tutela dei Diritti del Cittadino presso la sua ASL, che può aiutarla a orientarsi e ad affrontare questi passaggi con maggiore serenità e supporto.
la decisione di non proseguire con l'appuntamento dallo psicologo presso il Centro di Salute Mentale merita certamente un chiarimento, soprattutto alla luce del suo vissuto e del bisogno che ha espresso. È possibile che la sua psichiatra, insieme all’équipe, abbia preso questa decisione con l’intento di proteggerla o di seguirla secondo una strategia terapeutica più adatta al momento attuale del suo percorso. Spesso, infatti, queste valutazioni vengono fatte in modo collegiale, tenendo conto di diversi fattori clinici.
Può essere utile chiedere un incontro diretto con la sua psichiatra, magari accompagnata da una persona di fiducia, per comprendere meglio le motivazioni di questa scelta. Il dialogo aperto e rispettoso con i curanti è sempre il modo migliore per sentirsi ascoltati e valorizzati nel proprio percorso di cura.
In alternativa, se dovesse sentirsi poco tutelata, può anche rivolgersi all’Ufficio per la Tutela dei Diritti del Cittadino presso la sua ASL, che può aiutarla a orientarsi e ad affrontare questi passaggi con maggiore serenità e supporto.
Cara utente,
grazie per aver condiviso la tua situazione con grande sincerità e dignità.
Quello che racconti merita attenzione, rispetto e soprattutto una risposta concreta, perché sei una persona con un diritto pieno alla cura , non solo farmacologica, ma anche psicologica.
Prima di tutto: Hai diritto al supporto psicologico nel servizio pubblico
Se sei in carico al Centro di Salute Mentale (CSM), hai pieno diritto a ricevere anche supporto psicologico gratuito, salvo situazioni particolari. Il fatto che ti sia stato negato l’accesso allo psicologo senza un confronto diretto con te è qualcosa che puoi legittimamente mettere in discussione, con gentilezza ma anche con fermezza.
Cosa puoi fare, passo dopo passo:
1.Chiedi chiarimenti formali alla tua psichiatra
Puoi preparare una richiesta chiara, anche scritta, del tipo:
"Gentile dottoressa, sono consapevole delle difficoltà che sto incontrando sul piano del peso, del dolore fisico e della motivazione. La dietista mi ha consigliato un supporto psicologico, e io sono d'accordo. Vorrei quindi capire come mai mi è stato annullato l'appuntamento con lo psicologo, visto che sono già in carico al CSM e ho difficoltà economiche importanti."
Puoi anche chiedere che venga riaperta la valutazione multidisciplinare, coinvolgendo te nella decisione.
2.Chiedi un colloquio con l’assistente sociale del CSM
Dal momento che hai un’invalidità riconosciuta e difficoltà economiche, puoi richiedere l’aiuto dell’assistente sociale del tuo centro per:
-Facilitare l’accesso gratuito al supporto psicologico.
-Valutare eventuali percorsi alternativi (gruppi di supporto, centri specializzati per disturbi alimentari, convenzioni con enti del territorio).
-informarti su esenzioni sanitarie e diritti connessi all'invalidità.
3.Esistono anche sportelli psicologici gratuiti sul territorio
A seconda della tua regione, possono esserci:
-Sportelli psicologici comunali o della ASL, gratuiti o a contributo simbolico.
-Associazioni di utenti psichiatrici, che offrono anche consulenza legale o accompagnamento nei percorsi sanitari.
-Università con corsi di psicologia, che offrono percorsi gratuiti con psicologi in formazione supervisionata.
Posso aiutarti a cercarli, se mi dici in che città ti trovi.
Una riflessione psicologica:
La tua motivazione a cercare aiuto per affrontare l’obesità , nonostante le difficoltà fisiche, emotive ed economiche è un segnale molto forte di resilienza e desiderio di cura. Questo deve essere accolto, non ostacolato.
Ricorda: tu non sei solo una diagnosi. Sei una persona che sta cercando di stare meglio e ha diritto ad accedere a tutti gli strumenti disponibili per migliorare la propria qualità di vita, inclusa la psicoterapia.
Non arrenderti. Se vuoi, ti posso aiutare a scrivere una breve lettera formale da presentare alla tua psichiatra o al CSM, oppure aiutarti a cercare uno psicologo gratuito o convenzionato nella tua zona.
Fammi sapere come posso sostenerti al meglio.
Un caro saluto,
Dott. Michele Basigli
Psicologo Clinico
grazie per aver condiviso la tua situazione con grande sincerità e dignità.
Quello che racconti merita attenzione, rispetto e soprattutto una risposta concreta, perché sei una persona con un diritto pieno alla cura , non solo farmacologica, ma anche psicologica.
Prima di tutto: Hai diritto al supporto psicologico nel servizio pubblico
Se sei in carico al Centro di Salute Mentale (CSM), hai pieno diritto a ricevere anche supporto psicologico gratuito, salvo situazioni particolari. Il fatto che ti sia stato negato l’accesso allo psicologo senza un confronto diretto con te è qualcosa che puoi legittimamente mettere in discussione, con gentilezza ma anche con fermezza.
Cosa puoi fare, passo dopo passo:
1.Chiedi chiarimenti formali alla tua psichiatra
Puoi preparare una richiesta chiara, anche scritta, del tipo:
"Gentile dottoressa, sono consapevole delle difficoltà che sto incontrando sul piano del peso, del dolore fisico e della motivazione. La dietista mi ha consigliato un supporto psicologico, e io sono d'accordo. Vorrei quindi capire come mai mi è stato annullato l'appuntamento con lo psicologo, visto che sono già in carico al CSM e ho difficoltà economiche importanti."
Puoi anche chiedere che venga riaperta la valutazione multidisciplinare, coinvolgendo te nella decisione.
2.Chiedi un colloquio con l’assistente sociale del CSM
Dal momento che hai un’invalidità riconosciuta e difficoltà economiche, puoi richiedere l’aiuto dell’assistente sociale del tuo centro per:
-Facilitare l’accesso gratuito al supporto psicologico.
-Valutare eventuali percorsi alternativi (gruppi di supporto, centri specializzati per disturbi alimentari, convenzioni con enti del territorio).
-informarti su esenzioni sanitarie e diritti connessi all'invalidità.
3.Esistono anche sportelli psicologici gratuiti sul territorio
A seconda della tua regione, possono esserci:
-Sportelli psicologici comunali o della ASL, gratuiti o a contributo simbolico.
-Associazioni di utenti psichiatrici, che offrono anche consulenza legale o accompagnamento nei percorsi sanitari.
-Università con corsi di psicologia, che offrono percorsi gratuiti con psicologi in formazione supervisionata.
Posso aiutarti a cercarli, se mi dici in che città ti trovi.
Una riflessione psicologica:
La tua motivazione a cercare aiuto per affrontare l’obesità , nonostante le difficoltà fisiche, emotive ed economiche è un segnale molto forte di resilienza e desiderio di cura. Questo deve essere accolto, non ostacolato.
Ricorda: tu non sei solo una diagnosi. Sei una persona che sta cercando di stare meglio e ha diritto ad accedere a tutti gli strumenti disponibili per migliorare la propria qualità di vita, inclusa la psicoterapia.
Non arrenderti. Se vuoi, ti posso aiutare a scrivere una breve lettera formale da presentare alla tua psichiatra o al CSM, oppure aiutarti a cercare uno psicologo gratuito o convenzionato nella tua zona.
Fammi sapere come posso sostenerti al meglio.
Un caro saluto,
Dott. Michele Basigli
Psicologo Clinico
Buon pomeriggio, mi dispiace per l'accaduto. Prova a rivolgerti al tuo medico di base, per valutare le possibilità dei servizi pubblici nel tuo territorio. In alternativa, esiste il bonus psicologo, che consente di avere un aiuto economico per ammortizzare i costi della terapia. Spero tu possa trovare al più presto una soluzione, ti auguro il meglio. Dott.ssa Cristiana Danese psicologa
Gentilissima ,
mi dispiace per la sua situazione ,non deve essere facile .
Ora non so come mai la sua psichiatra sconsiglia un approccio integrato ,bisognerebbe approfondire
Una cosa è certa ,qualora lei sentisse la necessità di supporto e la cosa è più che normale con la sua diagnosi ,lei ha sicuramente la necessità di fare un percorso con uno psicoterapeuta più che con uno psicologo,avendo già lei una diagnosi .
La sua intuizione è giusta , Quando si ha una diagnosi come la sua ci vuole una collaborazione tra psichiatra e psicoterapeuta . In quanto bisogna integrare terapia farmacologica e supporto psicoterapeutico .
Buone cose
Resto a disposizione anche online
mi dispiace per la sua situazione ,non deve essere facile .
Ora non so come mai la sua psichiatra sconsiglia un approccio integrato ,bisognerebbe approfondire
Una cosa è certa ,qualora lei sentisse la necessità di supporto e la cosa è più che normale con la sua diagnosi ,lei ha sicuramente la necessità di fare un percorso con uno psicoterapeuta più che con uno psicologo,avendo già lei una diagnosi .
La sua intuizione è giusta , Quando si ha una diagnosi come la sua ci vuole una collaborazione tra psichiatra e psicoterapeuta . In quanto bisogna integrare terapia farmacologica e supporto psicoterapeutico .
Buone cose
Resto a disposizione anche online
Buongiorno, mi spiace per la situazione, ha provato a parlarne con la psichiatra o il dirigente della struttura per comprendere il motivo di tale decisione?
Gentile utente
le consiglio di chiedere, se non l'ha già fatto, per prima cosa una spiegazione formale del diniego alla presa in carico psicologica.
Cordialmente
le consiglio di chiedere, se non l'ha già fatto, per prima cosa una spiegazione formale del diniego alla presa in carico psicologica.
Cordialmente
In un Centro di Igiene mentale spesso le decisioni vengono prese in equipe. Se la psichiatra ha bloccato l'appuntamento, potrebbe essere perchè ritiene che, in questa fase della tua terapia, un intervento psicologico esterno possa interferire con l'equilibrio farmacologico o clinico che state cercando di mantenere.
Potrebbe essere utile chiedere un colloquio chiarificatore alla tua psichiatra.
Con un'invalidità dell'80 % e una situazione economica fragile, hai diritto a un'assistenza che sia integrata, in alternativa quindi ti consiglio di
rivolgerti ai Punti Unici di Accesso o gli assistenti sociali del tuo comune/Asl spiegando loro che non hai le risorse economiche per un privato e che la tua salute fisica è seriamente compromessa.
In bocca al lupo,
Dott.ssa Anna Apicelli
Potrebbe essere utile chiedere un colloquio chiarificatore alla tua psichiatra.
Con un'invalidità dell'80 % e una situazione economica fragile, hai diritto a un'assistenza che sia integrata, in alternativa quindi ti consiglio di
rivolgerti ai Punti Unici di Accesso o gli assistenti sociali del tuo comune/Asl spiegando loro che non hai le risorse economiche per un privato e che la tua salute fisica è seriamente compromessa.
In bocca al lupo,
Dott.ssa Anna Apicelli
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