Buonasera, Scrivo qui perchè non riesco a dare una motivazione ai miei comportamenti.. da poco ho
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Buonasera,
Scrivo qui perchè non riesco a dare una motivazione ai miei comportamenti..
da poco ho intrapreso una relazione e saranno circa 4/5 mesi,tuttavia è da un po’ che ho strani comportamenti nei suoi confronti..lui è molto dolce e non si fa problemi ad esternare questi sentimenti, mentre io essendo molto più scettica e diffidente al riguardo sono molto frenata.
Quando mi abbraccia o lo fa per troppo tempo mi sento invasa e non riesco a dimostrargli nulla rimanendo di pietra..quando succede vorrei davvero tirargli un pugno (detto in confidenza) davvero..mi arrabbio ma non credo sia una rabbia rivolta alla sua persona, ma credo più a me stessa scatenata dalla demoralizzazione del non riuscire a mostrare i miei sentimenti e probabilmente anche perché credo di non meritarmi ciò.
A volte è come se sentissi di non riuscire a provare alcun tipo di sentimento, ho vissuto anni in solitudine a causa delle svariate delusioni che hanno colpito profondamente la mia persona e hanno contribuito al mio cambiamento,
Prima ero diversa..senza dubbio..avevo molta paura di perdere le persone che avevo attorno,molte paranoie che distruggevano le mie relazioni con gli altri ed ero piena di paure..ora è come se avessi sviluppato una sorta di indifferenza e apatia,come se avessi uno scudo che io stessa non ammetto di avere e non saprei proprio da dove partire per potermi sciogliere un po’.
Scusate per la pesantezza di questo messaggio,ma diciamo che a parole sono un po’ pessima.
Vi ringrazio per l’attenzione
Scrivo qui perchè non riesco a dare una motivazione ai miei comportamenti..
da poco ho intrapreso una relazione e saranno circa 4/5 mesi,tuttavia è da un po’ che ho strani comportamenti nei suoi confronti..lui è molto dolce e non si fa problemi ad esternare questi sentimenti, mentre io essendo molto più scettica e diffidente al riguardo sono molto frenata.
Quando mi abbraccia o lo fa per troppo tempo mi sento invasa e non riesco a dimostrargli nulla rimanendo di pietra..quando succede vorrei davvero tirargli un pugno (detto in confidenza) davvero..mi arrabbio ma non credo sia una rabbia rivolta alla sua persona, ma credo più a me stessa scatenata dalla demoralizzazione del non riuscire a mostrare i miei sentimenti e probabilmente anche perché credo di non meritarmi ciò.
A volte è come se sentissi di non riuscire a provare alcun tipo di sentimento, ho vissuto anni in solitudine a causa delle svariate delusioni che hanno colpito profondamente la mia persona e hanno contribuito al mio cambiamento,
Prima ero diversa..senza dubbio..avevo molta paura di perdere le persone che avevo attorno,molte paranoie che distruggevano le mie relazioni con gli altri ed ero piena di paure..ora è come se avessi sviluppato una sorta di indifferenza e apatia,come se avessi uno scudo che io stessa non ammetto di avere e non saprei proprio da dove partire per potermi sciogliere un po’.
Scusate per la pesantezza di questo messaggio,ma diciamo che a parole sono un po’ pessima.
Vi ringrazio per l’attenzione
Gentile utente, quella che descrive sembra una situazione che necessita di essere approfondita, così da poter meglio comprendere il contesto dentro cui questa relazione è nata, quelle precedenti e, soprattutto, lei nel corso di queste relazioni (precedenti e presente). Spesso il nostro corpo reagisce prima e in modo preriflessivo e non sempre riusciamo a portare a coscienza ciò che vuole dirci di noi, del rapporto, dell'altro.
Sicuramente poi un'ipervigilanza alla sua "freddezza" la porterà ad essere ancor più rigida, rapita come è dai significati che cerca di dare a queste sue modalità.
Il mio consiglio è quello di pensare di avviare un percorso di supporto psicologico, nel quale poter approfondire meglio ciò che sente e come "accade" all'interno dei rapporti e, nello specifico, di questo rapporto. Resto a sua disposizione qualora volesse prenotare un consulto online.
Cordialmente,
Dott.ssa Sara Torregrossa
Sicuramente poi un'ipervigilanza alla sua "freddezza" la porterà ad essere ancor più rigida, rapita come è dai significati che cerca di dare a queste sue modalità.
Il mio consiglio è quello di pensare di avviare un percorso di supporto psicologico, nel quale poter approfondire meglio ciò che sente e come "accade" all'interno dei rapporti e, nello specifico, di questo rapporto. Resto a sua disposizione qualora volesse prenotare un consulto online.
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Buonasera, dal suo racconto, emerge una lotta interiore tra il desiderio di aprirsi e la paura di essere nuovamente ferita. Le sue esperienze passate di delusione e solitudine sembrano aver lasciato un segno profondo, portandola a sviluppare una sorta di protezione emotiva. Questa reazione è una forma di difesa che, nel tempo, può diventare un'abitudine difficile da superare.
Il fatto che lei si senta invasa quando il suo partner le dimostra affetto e che provi rabbia nei suoi confronti può indicare che c’è una parte di lei che teme la vulnerabilità. Potrebbe essere utile riflettere su quali esperienze del passato le hanno fatto sentire questa necessità di protezione e come queste esperienze continuano a influenzare il suo presente.
La percezione di non meritare amore e affetto può essere profondamente radicata e influenzare il modo in cui risponde ai gesti affettuosi del suo partner. È importante riconoscere che questi sentimenti non definiscono il suo valore come persona. La paura di aprirsi e di essere ferita è comprensibile, ma è possibile lavorare per trasformare questa paura e trovare modi più sani di relazionarsi con gli altri.
Consideri la possibilità di intraprendere un percorso di terapia individuale. Questo potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare le sue emozioni, comprendere le radici delle sue difese emotive e sviluppare strategie per gestire e, gradualmente, superare queste difficoltà. Un terapeuta può aiutarla a riscoprire la fiducia in se stessa e negli altri, e a sperimentare le relazioni in modo più aperto e sereno.
Non si preoccupi della "pesantezza" del messaggio; è un passo importante e coraggioso parlare di ciò che sente. Il fatto che lei abbia deciso di condividere queste riflessioni è già un primo, fondamentale passo verso la comprensione e il cambiamento.
La ringrazio per averci scritto e le auguro di trovare il supporto e la serenità che merita. Ricordi che chiedere aiuto è un segno di forza.
Un saluto,
Dr.ssa Montefusco
Il fatto che lei si senta invasa quando il suo partner le dimostra affetto e che provi rabbia nei suoi confronti può indicare che c’è una parte di lei che teme la vulnerabilità. Potrebbe essere utile riflettere su quali esperienze del passato le hanno fatto sentire questa necessità di protezione e come queste esperienze continuano a influenzare il suo presente.
La percezione di non meritare amore e affetto può essere profondamente radicata e influenzare il modo in cui risponde ai gesti affettuosi del suo partner. È importante riconoscere che questi sentimenti non definiscono il suo valore come persona. La paura di aprirsi e di essere ferita è comprensibile, ma è possibile lavorare per trasformare questa paura e trovare modi più sani di relazionarsi con gli altri.
Consideri la possibilità di intraprendere un percorso di terapia individuale. Questo potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare le sue emozioni, comprendere le radici delle sue difese emotive e sviluppare strategie per gestire e, gradualmente, superare queste difficoltà. Un terapeuta può aiutarla a riscoprire la fiducia in se stessa e negli altri, e a sperimentare le relazioni in modo più aperto e sereno.
Non si preoccupi della "pesantezza" del messaggio; è un passo importante e coraggioso parlare di ciò che sente. Il fatto che lei abbia deciso di condividere queste riflessioni è già un primo, fondamentale passo verso la comprensione e il cambiamento.
La ringrazio per averci scritto e le auguro di trovare il supporto e la serenità che merita. Ricordi che chiedere aiuto è un segno di forza.
Un saluto,
Dr.ssa Montefusco
Buonasera, vorrei chiederle se anche nelle precedenti relazioni aveva queste sensazioni, o se sono proprio le esperienze fatte a farle avere questi sentimenti. Il timore di rivivere delle brutte esperienze e di essere feriti nuovamente d'altronde ci spinge a frenarci e ad evitare. Le chiederei pensa realmente, quando ad esempio la abbraccia, il volergli dare un pugno è una conseguenza ai vari pensieri. Partendo da qui si potrebbe giungere a vari perchè e percome. Più di questo potrei consigliarle di provare un percorso, per capire costa sta alla base di queste difficolta, relazionali e ad aprirsi col suo compagno. Spero d'esserle stato utile e resto disponibile qualora avesse bisogno, anche online. Cordialmente Dott. Antonino Genova
Gentile utente, sarebbe utile approfondire ciò che ha raccontato con una consulenze psicologica, se le dovesse interessare, può prendere appuntamento per un primo incontro con me totalmente in maniera gratuita.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Dott. Luca Rochdi
Buonasera e grazie per la condivisione. Le sue riflessioni denotano che un desiderio diverso si sta facendo spazio dentro di lei. Il desiderio forse di poter entrare in relazione con meno fatica e potendo accogliere ciò che l'altro ha da darle e poterlo fare lei altrettanto. Posso immaginare quanto questa incomprensione la faccia sentire in difficoltà, data la mancanza di sintonia tra ciò che vorrebbe e ciò che in automatico sente e pensa. Per questa ragione le suggerisco di riflettere sulla possibilità di iniziare un percorso con l'auspicio di trovare o ritrovare questa sintonia che la farebbe anche sentire più vicina all'altro.Qualora volesse mi trova disponibile per le consulenze online. Buona serata
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Salve, dalle Sue parole mi sembra che dentro di Lei ci sia tanta rabbia! Una rabbia che Lei cerca di sopprimere fino ad anestetizzare i sentimenti e le sensazioni. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico finalizzato a riappropriarsi delle Sue emozioni. Il contatto con le proprie emozioni è fondamentale per riconoscerle e gestirle. Questo tipo di lavoro psicologico aiuta a migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri. Un cordiale saluto.
Buonasera, lasciarsi andare ad un abbraccio presuppone fiducia e l'avere fatto esperienza di relazioni "sicure". Questo presupposto apre vari scenari, difficile da dire in quale rientri lei ma, da ciò che scrive, mi sembra che certe ferite siano state affrontate creando una difesa in cui sembra rassicurante mantenere certi "confini". Può darsi che il tempo affievolisca questa diffidenza, ma se così non fosse, può scegliere di approfondire con uno psicoterapeuta quali messaggi celano queste emozioni.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile utente,
Vorrei risponderle iniziando con una domanda: ha mai sentito parlare di “strategie di coping”? Sono dei metodi comportamentali che noi esseri umani mettiamo in atto per salvaguardarci da situazioni potenzialmente pericolose e/o negative.
Credo che la sua rabbia sia proprio questo: una difesa da una situazione potenzialmente pericolosa. Ahimè, anche le relazioni possono essere percepite come “pericolo” quando sono state vissute con sofferenza. Bisognerebbe capire da dove nasce questa rabbia, quale è stato l’episodio tale per cui lei ha sviluppato questa difesa. Le posso garantire che, una volta compreso ciò, sarà molto più semplice scardinare questa sua corazza e far sì che lei possa dimostrare i suoi sentimenti. La rabbia porta con sé la negazione, di conseguenza ciò che lei definisce come “apatia” non è nient’altro che la paura di aprirsi e farsi vedere per ciò che è. La invito a rispondere a 3 domande, se a tutte e 3 la risposta sarà no, allora può provare a riformulare il pensiero:
1. È scientificamente vero che lei non merita l’amore?
2. Questo pensiero la fa stare bene?
3. Serve ai suoi scopi pensare ciò?
Se ha risposto di no, provi a riformulare una frase che abbia “Sì”, come risposta.
Nel mentre, le auguro un buon proseguimento e rimango a disposizione per un confronto.
Dott.ssa Veronica Pacifici
Vorrei risponderle iniziando con una domanda: ha mai sentito parlare di “strategie di coping”? Sono dei metodi comportamentali che noi esseri umani mettiamo in atto per salvaguardarci da situazioni potenzialmente pericolose e/o negative.
Credo che la sua rabbia sia proprio questo: una difesa da una situazione potenzialmente pericolosa. Ahimè, anche le relazioni possono essere percepite come “pericolo” quando sono state vissute con sofferenza. Bisognerebbe capire da dove nasce questa rabbia, quale è stato l’episodio tale per cui lei ha sviluppato questa difesa. Le posso garantire che, una volta compreso ciò, sarà molto più semplice scardinare questa sua corazza e far sì che lei possa dimostrare i suoi sentimenti. La rabbia porta con sé la negazione, di conseguenza ciò che lei definisce come “apatia” non è nient’altro che la paura di aprirsi e farsi vedere per ciò che è. La invito a rispondere a 3 domande, se a tutte e 3 la risposta sarà no, allora può provare a riformulare il pensiero:
1. È scientificamente vero che lei non merita l’amore?
2. Questo pensiero la fa stare bene?
3. Serve ai suoi scopi pensare ciò?
Se ha risposto di no, provi a riformulare una frase che abbia “Sì”, come risposta.
Nel mentre, le auguro un buon proseguimento e rimango a disposizione per un confronto.
Dott.ssa Veronica Pacifici
Gentile utente, dalle sue parole emerge un profondo disagio, ma anche tanta confusione. sembra non riesca a dare un senso al suo comportamento. Dato il suo passato, in cui la paura dell'abbandono predominava, non è insolito che lei sia passata ad un atteggiamento molto cauto, quasi diffidente che le impedisce però di lasciarsi andare. ciò è dovuto proprio alla paura di poter soffrire nuovamente, ma se prima questo si rifletteva in atteggiamento attivo, adesso sembra propendere per uan risposta passiva. Forse è il momento giusto per comprendere come andare oltre queste piccole insicurezze e godersi il caldo abbraccio di chi la vuole accanto a sè.
Spero di essere stata utile, resto a disposizione
Francesca Cilento
Spero di essere stata utile, resto a disposizione
Francesca Cilento
Ciao. Grazie per la condivisione del tuo sentire. Spesso la tenerezza spaventa e fa effetti divergenti rispetto a quello che dovrebbe sortire. Ma ad amare e a lasciarsi amare si apprende e ognuno ha la propria sfumatura. Se desideri approfondire mi trovi certamente disponibile.
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Buongiorno, non ci ha comunque detto che sentimenti prova per questa persona. Dalla descrizione che fa di se stessa sembra riscontrare un blocco nelle relazioni affettive che lei attribuisce ad esperienze pregresse. Può essere vero come no, essendo una possibile interpretazione. In ogni caso dovrebbe intraprendere un percorso psicoterapeutico per lavorarci.
Buongiorno,
Il suo messaggio non è assolutamente pessimo ma è molto sincero e profondo. Quello che posso consigliarle è di esplorare le sue emozioni e ciò che puo averla portata a comportarsi in questo modo con l'aiuto di un collega.
Dott. Marco Cenci
Il suo messaggio non è assolutamente pessimo ma è molto sincero e profondo. Quello che posso consigliarle è di esplorare le sue emozioni e ciò che puo averla portata a comportarsi in questo modo con l'aiuto di un collega.
Dott. Marco Cenci
Carissima, dalle sue parole emerge un conflitto interiore tra due aspetti. Da una parte emerge il suo desiderio di aprirsi e lasciarsi andare, mentre dall'altro il bisogno di proteggersi. Vorrei dunque chiederle se anche all'interno di altre relazioni significative vive gli stessi sentimenti. Potrebbe darsi che sia una strategia di coping dovuta a esperienze pregresse come le ripetute delusioni di cui parla. Sarebbe utile approfondire questo aspetto per poterlo elaborare e provare ad aprirsi a nuove possibilità.
Rimango a sua disposizione, cordialità. Dott.ssa Chiara Bono
Rimango a sua disposizione, cordialità. Dott.ssa Chiara Bono
Buongiorno,
l'esperienza plasma le persone e le cambia; a volte tale cambiamento può divenire fonte di sofferenza. E' comprensibile come si possa sentire all'interno di questa relazione e quanto ci possa star male, ma varrebbe la pena lavorarci su, magari attraverso un percorso di psicoterapia.
Nel caso, resto disponibile ad accogliere la sua richiesta di aiuto, ricevo anche on-line.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
l'esperienza plasma le persone e le cambia; a volte tale cambiamento può divenire fonte di sofferenza. E' comprensibile come si possa sentire all'interno di questa relazione e quanto ci possa star male, ma varrebbe la pena lavorarci su, magari attraverso un percorso di psicoterapia.
Nel caso, resto disponibile ad accogliere la sua richiesta di aiuto, ricevo anche on-line.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente,
grazie per la sua condivisione. Da quello che lei riporta, mi sembra il caso di approfondire le sue dinamiche interne legate alla sfera affettiva. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico al fine di capirsi meglio e trovare una soluzione al suo disagio.
Resto a disposizione, qualora volesse un consulto.
Dott. Filippo Festa
grazie per la sua condivisione. Da quello che lei riporta, mi sembra il caso di approfondire le sue dinamiche interne legate alla sfera affettiva. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico al fine di capirsi meglio e trovare una soluzione al suo disagio.
Resto a disposizione, qualora volesse un consulto.
Dott. Filippo Festa
Buon pomeriggio e grazie per la sua condivisione.
Provo ad immaginare come si sente. Accetti e accolga queste sue paure, senza giudicarsi o sentirsi in colpa: non è colpa sua se oggi sente queste resistenze, ognuno ha la propria storia, ma le assicuro che si può cambiare:)
Se è la persona giusta la capirà, riuscirà a vedere al di là delle sue fragilità e la aiuterà a migliorarsi.
Anche se le può risultare difficile al momento provi a lasciarsi andare, si abbandoni alla potente medicina dell'amare e farsi amare che cura pian piano tutte le nostre paure e scioglie le nostre resistenze.
Non smetta di lavorare su di lei.
Cordialmente
Valeria Riggi
Provo ad immaginare come si sente. Accetti e accolga queste sue paure, senza giudicarsi o sentirsi in colpa: non è colpa sua se oggi sente queste resistenze, ognuno ha la propria storia, ma le assicuro che si può cambiare:)
Se è la persona giusta la capirà, riuscirà a vedere al di là delle sue fragilità e la aiuterà a migliorarsi.
Anche se le può risultare difficile al momento provi a lasciarsi andare, si abbandoni alla potente medicina dell'amare e farsi amare che cura pian piano tutte le nostre paure e scioglie le nostre resistenze.
Non smetta di lavorare su di lei.
Cordialmente
Valeria Riggi
Gentilissima,
come ribadito dai miei colleghi ciò che ha descritto è una situazione molto particolare e complessa, difficile è poterle dare una risposta. A volte è normale avere queste reazioni a certe espressioni affettive altrui, tuttavia da ciò che dice, sembra che lei lo stia vivendo con una certa sofferenza e difficoltà per cui sicuramente l'aiuto di un professionista che permetta di fare un'analisi più approfondita delle situazioni in causa, del passato, e dell'attuale relazione sarebbe molto importante così da comprendere la sua reazione emotiva.
Spero di averle dato un po' più di chiarezza, per qualsiasi cosa non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Tommasini
come ribadito dai miei colleghi ciò che ha descritto è una situazione molto particolare e complessa, difficile è poterle dare una risposta. A volte è normale avere queste reazioni a certe espressioni affettive altrui, tuttavia da ciò che dice, sembra che lei lo stia vivendo con una certa sofferenza e difficoltà per cui sicuramente l'aiuto di un professionista che permetta di fare un'analisi più approfondita delle situazioni in causa, del passato, e dell'attuale relazione sarebbe molto importante così da comprendere la sua reazione emotiva.
Spero di averle dato un po' più di chiarezza, per qualsiasi cosa non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Tommasini
Gentile utente, intanto grazie per la sua condivisione.
In alcuni tratti del suo messaggio ho notato una certa consapevolezza su alcune cose, come ad esempio il pensare che la rabbia nasconda l'essere demoralizzata per non riuscire a mostrare i suoi sentimenti o quando dice che le sue relazioni passate possano influenzare il suo modo di essere attuale al punto da sentirsi cambiata. Sono punti di consapevolezza che potrebbero rappresentare il punto di partenza per approfondire meglio la situazione di disagio che sta provando attualmente, perché mi sembra di aver capito che tutto questo lei non lo sta vivendo bene.
Ha parlato di uno scudo che lei sente di avere ma che non sa dove appoggiare per poter sciogliersi un po'.
Prenda questo messaggio che ha scritto in questa sezione come un grande segno di volontà nel voler vedere e capire cosa ci sia sotto questo scudo. Forse dietro questa apatia, questa demoralizzazione, questa rabbia, c'è anche della paura.
Sono certo che troverà il modo per affrontarla.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott. Damiano Frontera
In alcuni tratti del suo messaggio ho notato una certa consapevolezza su alcune cose, come ad esempio il pensare che la rabbia nasconda l'essere demoralizzata per non riuscire a mostrare i suoi sentimenti o quando dice che le sue relazioni passate possano influenzare il suo modo di essere attuale al punto da sentirsi cambiata. Sono punti di consapevolezza che potrebbero rappresentare il punto di partenza per approfondire meglio la situazione di disagio che sta provando attualmente, perché mi sembra di aver capito che tutto questo lei non lo sta vivendo bene.
Ha parlato di uno scudo che lei sente di avere ma che non sa dove appoggiare per poter sciogliersi un po'.
Prenda questo messaggio che ha scritto in questa sezione come un grande segno di volontà nel voler vedere e capire cosa ci sia sotto questo scudo. Forse dietro questa apatia, questa demoralizzazione, questa rabbia, c'è anche della paura.
Sono certo che troverà il modo per affrontarla.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott. Damiano Frontera
Carissima,
Comprendo pienamente la sua situazione e la difficoltà nel sentirsi fredda e distaccata verso chi, invece, le dimostra affetto.
Nel suo messaggio ha già suggerito molti spunti che meritano di essere esplorati con attenzione e calma. Ha parlato della sua storia personale e delle delusioni che ha vissuto, che potrebbero essere un ottimo punto di partenza per un approfondimento più profondo.
Una possibile ipotesi da considerare è come queste delusioni, spingendola a proteggersi da ulteriori dolori, l'abbiano portata a chiudersi nel suo guscio. Questo meccanismo potrebbe essere una forma di autodifesa, ma potrebbe anche derivare dal timore che seguendo lo stesso schema, possa finire nuovamente delusa, senza mai trovare qualcosa di nuovo e veramente soddisfacente.
Forse questa nuova relazione potrebbe essere un'opportunità, col passare del tempo, di ricominciare a fidarsi e di aprirsi a un rapporto più intimo. Tuttavia, è chiaro che ciò attiva nuovamente i suoi meccanismi di protezione, manifestandosi in rigidità, freddezza e il desiderio di allontanamento. Inconsciamente, si crea un conflitto tra la speranza di trovare un nuovo schema di relazione, il desiderio di fidarsi, il timore di non meritare questo nuovo rapporto e la paura di affrontare una nuova delusione.
Queste sono solo ipotesi preliminari che richiedono ulteriore elaborazione e comprensione, contestualizzandole nella sua storia personale e nel suo attuale contesto di vita!
Comprendo pienamente la sua situazione e la difficoltà nel sentirsi fredda e distaccata verso chi, invece, le dimostra affetto.
Nel suo messaggio ha già suggerito molti spunti che meritano di essere esplorati con attenzione e calma. Ha parlato della sua storia personale e delle delusioni che ha vissuto, che potrebbero essere un ottimo punto di partenza per un approfondimento più profondo.
Una possibile ipotesi da considerare è come queste delusioni, spingendola a proteggersi da ulteriori dolori, l'abbiano portata a chiudersi nel suo guscio. Questo meccanismo potrebbe essere una forma di autodifesa, ma potrebbe anche derivare dal timore che seguendo lo stesso schema, possa finire nuovamente delusa, senza mai trovare qualcosa di nuovo e veramente soddisfacente.
Forse questa nuova relazione potrebbe essere un'opportunità, col passare del tempo, di ricominciare a fidarsi e di aprirsi a un rapporto più intimo. Tuttavia, è chiaro che ciò attiva nuovamente i suoi meccanismi di protezione, manifestandosi in rigidità, freddezza e il desiderio di allontanamento. Inconsciamente, si crea un conflitto tra la speranza di trovare un nuovo schema di relazione, il desiderio di fidarsi, il timore di non meritare questo nuovo rapporto e la paura di affrontare una nuova delusione.
Queste sono solo ipotesi preliminari che richiedono ulteriore elaborazione e comprensione, contestualizzandole nella sua storia personale e nel suo attuale contesto di vita!
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto con tanta sincerità. Da ciò che descrivi, sembra che tu stia attraversando un momento in cui vecchie ferite e meccanismi di difesa influenzano il tuo modo di vivere la relazione attuale. La tua difficoltà a lasciarti andare e il senso di invasione potrebbero essere collegati a esperienze passate che hanno lasciato un’impronta emotiva profonda. È naturale, dopo esperienze difficili, sentirsi bloccati o incapaci di accedere ai propri sentimenti come prima. Questo però non significa che non sia possibile cambiare.
Sono sicura che un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarti a esplorare le radici di questi sentimenti, a capire meglio te stessa e a trovare nuovi modi per vivere le tue relazioni in modo più sereno e autentico.
Sono sicura che un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarti a esplorare le radici di questi sentimenti, a capire meglio te stessa e a trovare nuovi modi per vivere le tue relazioni in modo più sereno e autentico.
Ciao, grazie per aver condiviso ciò che stai vivendo. Da quello che racconti, sembra che dentro di te ci sia un contrasto tra il desiderio di aprirti e la difficoltà nel farlo, come se qualcosa ti trattenesse. Spesso, dopo esperienze di delusione o sofferenza, la nostra mente e il nostro corpo costruiscono delle barriere per proteggerci da nuove ferite, anche se questo può renderci più distanti dalle emozioni e dalle relazioni.
Il fatto che tu abbia consapevolezza di questa “difesa” è un primo passo importante. Potresti chiederti: Cosa sento nel momento in cui mi chiudo? Quali pensieri o sensazioni emergono? A volte queste reazioni nascondono paure profonde legate al non sentirsi meritevoli di affetto o al timore che lasciarsi andare possa significare perdere il controllo o essere vulnerabili.
Non c’è un modo “giusto” di vivere le emozioni o di esprimere l’affetto, e il percorso per sciogliere queste resistenze richiede tempo e ascolto di sé. Se senti che questo stato d’animo ti pesa, parlarne con un professionista potrebbe aiutarti a esplorarlo con più chiarezza e senza giudizio. Non sei sola in questo.
Il fatto che tu abbia consapevolezza di questa “difesa” è un primo passo importante. Potresti chiederti: Cosa sento nel momento in cui mi chiudo? Quali pensieri o sensazioni emergono? A volte queste reazioni nascondono paure profonde legate al non sentirsi meritevoli di affetto o al timore che lasciarsi andare possa significare perdere il controllo o essere vulnerabili.
Non c’è un modo “giusto” di vivere le emozioni o di esprimere l’affetto, e il percorso per sciogliere queste resistenze richiede tempo e ascolto di sé. Se senti che questo stato d’animo ti pesa, parlarne con un professionista potrebbe aiutarti a esplorarlo con più chiarezza e senza giudizio. Non sei sola in questo.
Buonasera,
quello che descrive può essere letto come un meccanismo protettivo, una corazza che ha costruito per difendersi da ferite passate. Il suo corpo e la sua mente si muovono tra il bisogno di vicinanza e la paura di soffrire ancora, creando così una distanza emotiva che in realtà lei non desidera.
La rabbia verso se stessa è un segnale importante: non è tanto contro il partner, quanto contro quella parte che non riesce a lasciar andare lo scudo. Le suggerisco di chiedersi cosa davvero teme se si lasciasse andare, quali emozioni ha imparato a temere.
Il punto di partenza potrebbe essere accogliere questa indifferenza come un messaggio, non come un ostacolo: riconoscerla senza giudizio, per poi esplorare con calma cosa c’è sotto, magari con un aiuto professionale.
Un passo piccolo ma concreto potrebbe essere permettersi di mostrare un po’ di vulnerabilità, anche solo in momenti brevi, per allenare la fiducia in sé e nell’altro.
Lei merita di sentire e ricevere amore senza paura, anche se ora può sembrare difficile.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
quello che descrive può essere letto come un meccanismo protettivo, una corazza che ha costruito per difendersi da ferite passate. Il suo corpo e la sua mente si muovono tra il bisogno di vicinanza e la paura di soffrire ancora, creando così una distanza emotiva che in realtà lei non desidera.
La rabbia verso se stessa è un segnale importante: non è tanto contro il partner, quanto contro quella parte che non riesce a lasciar andare lo scudo. Le suggerisco di chiedersi cosa davvero teme se si lasciasse andare, quali emozioni ha imparato a temere.
Il punto di partenza potrebbe essere accogliere questa indifferenza come un messaggio, non come un ostacolo: riconoscerla senza giudizio, per poi esplorare con calma cosa c’è sotto, magari con un aiuto professionale.
Un passo piccolo ma concreto potrebbe essere permettersi di mostrare un po’ di vulnerabilità, anche solo in momenti brevi, per allenare la fiducia in sé e nell’altro.
Lei merita di sentire e ricevere amore senza paura, anche se ora può sembrare difficile.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Buonasera, ciò che descrive non parla di mancanza di sentimenti, ma di una difficoltà a lasciarsi avvicinare. Quando racconta di sentirsi “invasa” dagli abbracci, di irrigidirsi, o di provare rabbia senza capirne l’origine, si percepisce un conflitto interno molto forte: una parte di lei desidera la vicinanza, mentre un’altra parte la respinge per proteggersi.
In una lettura psicologica potremmo dire che lei ha costruito uno “scudo” per non essere più ferita come in passato. Questo scudo l’ha aiutata a sopravvivere alle delusioni, ma oggi le impedisce di stare davvero dentro una relazione che, per la prima volta dopo tanto tempo, la espone al rischio dell’intimità.
Il punto non è che lei “non prova niente”, ma che per provare dovrebbe lasciar cadere una difesa che oggi le dà sicurezza. E questo può far paura.
La rabbia che sente, più che verso il suo ragazzo, sembra rivolta verso il fatto di non sentirsi libera di essere come vorrebbe.
Non c’è nulla di sbagliato in ciò che vive: è il segnale che una parte di lei sta cercando di capire se può fidarsi di nuovo. Dare parola a questo — magari in un percorso psicologico — può aiutarla a riconoscere cosa le appartiene come paura, cosa come desiderio, e cosa come protezione.
In una lettura psicologica potremmo dire che lei ha costruito uno “scudo” per non essere più ferita come in passato. Questo scudo l’ha aiutata a sopravvivere alle delusioni, ma oggi le impedisce di stare davvero dentro una relazione che, per la prima volta dopo tanto tempo, la espone al rischio dell’intimità.
Il punto non è che lei “non prova niente”, ma che per provare dovrebbe lasciar cadere una difesa che oggi le dà sicurezza. E questo può far paura.
La rabbia che sente, più che verso il suo ragazzo, sembra rivolta verso il fatto di non sentirsi libera di essere come vorrebbe.
Non c’è nulla di sbagliato in ciò che vive: è il segnale che una parte di lei sta cercando di capire se può fidarsi di nuovo. Dare parola a questo — magari in un percorso psicologico — può aiutarla a riconoscere cosa le appartiene come paura, cosa come desiderio, e cosa come protezione.
Buonasera, quello che racconta è tutt’altro che “pesante”, anzi è un tentativo molto importante di dare un senso a ciò che le sta accadendo dentro, e già questo merita attenzione. Da come descrive la situazione, sembra esserci una parte di lei che desidera il contatto, la relazione, la vicinanza, e un’altra parte che invece si attiva quando questa vicinanza diventa concreta, soprattutto nei momenti più intimi come un abbraccio prolungato. In quei momenti non emerge tanto il piacere, quanto una sensazione di invasione, di rigidità, fino ad arrivare a una rabbia molto intensa. Questo spesso crea confusione, perché la reazione appare sproporzionata rispetto alla situazione, e porta a chiedersi cosa non stia funzionando. In un’ottica cognitivo comportamentale, questi vissuti vengono letti come il risultato di schemi che si sono costruiti nel tempo, soprattutto a partire da esperienze emotive significative. Quando racconta delle delusioni passate, della paura di perdere le persone e della sofferenza che ne è derivata, si intravede un possibile punto di origine. È come se, a un certo momento, il suo sistema interno avesse trovato una modalità per proteggersi da quel dolore, costruendo una sorta di distanza emotiva. Quello che oggi chiama apatia o indifferenza può essere letto proprio come uno scudo, non perché lei sia “fredda”, ma perché una parte di lei ha imparato che sentire troppo può far male. Quando il suo partner le dimostra affetto in modo diretto, questo scudo viene messo alla prova. L’abbraccio, che per molte persone è un gesto rassicurante, per lei può diventare un segnale di esposizione emotiva, come se implicasse il rischio di lasciarsi andare, di fidarsi, di essere vulnerabile. Ed è proprio lì che può attivarsi quella reazione di chiusura o di rabbia, che non è tanto contro di lui, come lei stessa intuisce, ma contro quella sensazione interna difficile da tollerare. Anche il pensiero di non meritare certe attenzioni è molto significativo. Quando una persona porta dentro di sé questa convinzione, spesso tende a bloccare o a sabotare le esperienze positive, non perché non le desideri, ma perché entrano in contrasto con l’immagine che ha di sé. È come se una parte di lei dicesse che quell’affetto non è per lei, e questo genera tensione. Il cambiamento che descrive rispetto al passato, da una forte paura di perdere a una sorta di distacco emotivo, non è casuale. Spesso sono due modalità diverse di reagire allo stesso bisogno di sicurezza nelle relazioni. Prima cercava di tenere le persone vicine temendo di perderle, oggi tende a tenere una distanza per non rischiare di soffrire. Entrambe le modalità hanno una loro logica, ma entrambe possono creare fatica. Il fatto che lei si renda conto di questo e che desideri “sciogliersi un po’” è un passaggio molto importante. Non si tratta di forzarsi a provare qualcosa o di cambiare dall’oggi al domani, ma di iniziare a comprendere come funzionano queste reazioni dentro di lei, quando si attivano, cosa le alimenta, e come poter gradualmente costruire modi diversi di stare nella relazione senza sentirsi invasa o bloccata. Un percorso di supporto può essere uno spazio utile proprio per questo tipo di lavoro, per esplorare con calma questi meccanismi e dare un senso alle sue reazioni, senza giudizio. In particolare, un approccio cognitivo comportamentale permette di collegare in modo concreto ciò che accade nelle situazioni quotidiane, come un abbraccio, con i pensieri e le emozioni che si attivano, aiutando a trasformarli passo dopo passo. Quello che sta vivendo non è un limite definitivo, ma una modalità che si è costruita nel tempo e che, con il giusto lavoro, può diventare più flessibile, permettendole di vivere le relazioni con maggiore serenità e autenticità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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