Buonasera, mi è stata diagnosticata la fibromialgia 5 anni fa. Dalla diagnosi ad oggi non ho assolut

14 risposte
Buonasera, mi è stata diagnosticata la fibromialgia 5 anni fa. Dalla diagnosi ad oggi non ho assolutamente cambiato alimentazione, mentre le terapie vengono completamente stravolte ogni 6 mesi circa. Ho preso circa 35kg e ho notato che le mie gambe sono molto gonfie e piene di liquidi.
Mi hanno appena prescritto viviven traumi per aiutarmi con la ritenzione idrica, ma vorrei capire se esiste una dieta mirata per chi soffre di fibromialgia. Grazie.
Salve. Ho avuto la fibromialgia per lungo tempo. Ho avuto ti dice già che sono guarita, e questo è già un caso eccezionale. La malattia era insorta subdolamente, probabilmente intorno ai 40 anni, forse anche prima. In pochi anni la malattia si aggravò tanto da procurarmi dolori insopportabili ad ogni movimento un po' brusco tipo alzarsi dalla sedia in modo normale (dovevo farlo al rallentatore) e anche per ogni piccolo urto (scontrare la gamba del tavolo ad esempio). Avevo anche smesso di guidare e di andare in auto perché non riuscivo a sopportare una velocità superiore ai 60/70 Km all'ora. Ero arrivata a 59 anni in condizioni davvero difficili. Mi sentivo una novantenne, e sentivo dolore anche la notte.
Poi, in seguito ad un trauma piuttosto grave, il mio corpo ha deciso di guarire. Nel giro di pochi giorni ero tornata normale. Per un po' non riuscivo a crederci, "tornerà di nuovo" mi dicevo, per non illudermi. Invece non è tornata. Ora ho 71 anni e non è tornata. Non so come sia avvenuta la guarigione: forse il grande dispiacere che mi aveva colpita ha innescato nel mio corpo una specie di autodifesa, di meccanismo di sopravvivenza. Ovviamente non posso augurarti un trauma doloroso. Ma la mia testimonianza può essere una speranza: se ne può uscire, non è impossibile. Quello che ti posso suggerire, avendo passato quasi vent'anni in quel dolore, è di curare molto il tuo "lifestyle": non solo corretta alimentazione, ma gestione dello stress, del riposo, ma soprattutto delle emozioni. Purtroppo la situazione del fibromialgico porta a sentirsi depressi, demotivati dal muoversi, dal fare cose. E invece è necessario mantenere uno spirito attivo. Cercare occasioni di socializzazione compatibili con la propria situazione. Cercare attività motorie adatte, ma muoversi un po'. Cercare di essere aperti al mondo, agli altri, e curare la propria interiorità. Credo che se il mio corpo ad un certo punto ha deciso di guarire è perchè avevo fatto dei percorsi di crescita personale, mi ero sempre mantenuta in relazione con altre persone, e non mi ero mai arresa. Avevo deciso che anche da malata non mi sarei limitata a sopravvivere ma avrei cercato di vivere. Un altro consiglio, e questo da nutrizionista, è il seguente: cerca di dimagrire. Quando accadde l'episodio traumatico di cui sopra, per diversi giorni non mangiai nemmeno, tanto ero addolorata. Ebbene, ho sempre avuto il sospetto che la riduzione del grasso (io ero ingrassata circa 15 KG) abbia avuto una parte importante nel processo di guarigione. Ovviamente non ne ho la certezza, è una mia intuizione professionale ma solo una intuizione, non voglio dartela come certa.
Tuttavia alleggerire molto il tuo peso ti aiuterà sicuramente a non peggiorare la situazione, danneggiando le articolazioni, sovraccaricando gli emuntori, affaticando il cuore, peggiorando il ritorno venoso, eccetera eccetera. Non sarà facile ma non è impossibile.
Mi sento molto vicina alle persone che hanno patito questa grave malattia, e mi piacerebbe poter dare una ricetta miracolosa per la guarigione, ma non la possiedo. Posso solo dire: non arrenderti. Guarire si può.
Un abbraccio. Lucia.

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Salve,
La fibromialgia è una sindrome cronica complessa e, proprio per questo, l’alimentazione può avere un ruolo molto importante nel tenere sotto controllo la sintomatologia.
Le terapie farmacologiche sono fondamentali, ma funzionano molto meglio quando vengono affiancate da un’alimentazione che aiuti a ridurre l’infiammazione sistemica, diminuire la ritenzione idrica e sostenere la massa muscolare, regolare la digestione, spesso alterata nella fibromialgia

La fibromialgia è una condizione cronica, quindi non esiste una “cura definitiva”.
Ma proprio per questo, intervenire sullo stile alimentare può migliorare in modo significativo la qualità di vita e rendere le terapie più efficaci.
Non esiste una “dieta universale”, ma un lavoro personalizzato. Solo così si può costruire un’alimentazione che riduca la sintomatologia e migliori il benessere quotidiano.
Dott.ssa Giada Gattari
Dott.ssa Eleonora Risi
Nutrizionista
San Lazzaro di Savena
Buonasera, attualmente non esiste una dieta specifica in grado di curare la fibromialgia. Tuttavia, un'alimentazione equilibrata, ispirata alla dieta mediterranea e ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e pesce, può contribuire a migliorare il benessere generale e alcuni sintomi. Nel suo caso, l'aumento di circa 35 kg e il gonfiore alle gambe meritano particolare attenzione. La ritenzione idrica e l'incremento di peso possono dipendere non solo dall'alimentazione, ma anche da alcuni farmaci utilizzati per la fibromialgia o da altre condizioni mediche associate. Per questo sarebbe opportuno approfondire la situazione con il medico curante.
Ridurre il consumo di alimenti molto salati, prodotti ultraprocessati e bevande zuccherate può essere utile, ma la scelta migliore resta una valutazione nutrizionale personalizzata, soprattutto considerando il significativo aumento di peso degli ultimi anni.
Un cordiale saluto.
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Terrassa Padovana
Buonasera,

ad oggi non esiste una dieta specifica in grado di curare la Fibromialgia, ma l'alimentazione può contribuire a migliorare il benessere generale, il controllo del peso e alcuni sintomi associati.

Un aumento di circa 35 kg in cinque anni merita sicuramente attenzione, anche perché il sovrappeso può aumentare il carico sulle articolazioni e contribuire a stanchezza, dolore e ridotta mobilità.

In generale consiglio:

alimentazione di tipo mediterraneo;
abbondante consumo di verdura e frutta;
adeguato apporto proteico;
limitazione di prodotti ultra-processati, zuccheri e alcol;
corretta idratazione.

Per quanto riguarda il gonfiore delle gambe e la ritenzione idrica, è importante valutare anche altri fattori oltre all'alimentazione, come la terapia farmacologica, la circolazione venosa, la funzionalità cardiaca, renale e tiroidea.

Più che una dieta "per la fibromialgia", spesso il vero obiettivo è costruire un percorso nutrizionale personalizzato che favorisca una graduale riduzione del peso e migliori la qualità di vita.

Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
Buongiorno, mi dispiace che la sua pima frase sia non ho cambiato alimentazione, perchè devi partire prima da lì, da anni aiuto persone con fibromialgia a stare meglio e a ridurre i farmaci al minimo, con un'alimentazione mirata ed un'integrazione che sfiamma i tuoi tessuti. Nel mio profilo Instagram puoi vedere il mio lavoro, i miei percorsi sono strutturati per supportarti con la mia presenza costante, per guidarti a scegliere al meglio i tuoi pasti, ma devi decidere tu se vuoi stare meglio. Puoi prenotare una consulenza on line oppure in presenza e vivi a Roma coi che potrò ascoltarti con attenzione e insieme possiamo decidere il percorso da iniziare.
Dott.ssa Michela Del Torchio
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Cuneo
Buongiorno, l'alimentazione è un pilastro fondamentale nella cura della fibromialgia, come anche lo yoga, può iniziare con quest'ultimo in modo da iniziare ad allentare un pochino il fastidio legato alla sensazione di gonfiore e trovare un nutrizionista che può affiancarla in questo cammino
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
Sì, un’alimentazione mirata può essere molto utile nella fibromialgia, ma è importante chiarire che non esiste una dieta unica valida per tutte le persone: di solito si lavora su un’alimentazione antinfiammatoria, regolare e personalizzata, con l’obiettivo di ridurre gonfiore, oscillazioni glicemiche, stanchezza e peggioramento dei sintomi. L’aumento di circa 35 kg e il gonfiore marcato alle gambe, però, meritano anche un approfondimento medico, perché non tutto può essere attribuito solo alla fibromialgia o alla ritenzione idrica.

Dal punto di vista nutrizionale, in genere è utile partire da alcuni punti base: ridurre sale, prodotti industriali, zuccheri semplici, snack confezionati, bevande zuccherate e alcol, mentre conviene aumentare acqua, verdure, frutta nelle giuste quantità, cereali meno raffinati, legumi se tollerati, olio extravergine d’oliva e fonti proteiche magre come pesce, uova, carni bianche e latticini se ben tollerati. In alcune pazienti con fibromialgia e disturbi intestinali associati può essere utile, per un periodo limitato e sotto guida professionale, valutare anche un approccio tipo low-FODMAP, perché alcuni lavori hanno osservato un miglioramento di sintomi gastrointestinali e muscolo-scheletrici.

Per la ritenzione idrica, oltre agli eventuali prodotti prescritti, l’alimentazione può aiutare molto se si lavora su idratazione costante, moderazione del sodio e maggiore apporto di alimenti freschi ricchi di acqua e potassio, associando quando possibile anche movimento regolare e compatibile con il dolore. Se le gambe sono molto gonfie, tuttavia, sarebbe opportuno escludere insieme al medico altre cause come effetti collaterali dei farmaci, problematiche circolatorie, ormonali, renali o linfatiche, soprattutto considerando il forte aumento di peso negli ultimi anni.

Il mio consiglio è di impostare una prima visita nutrizionale in modo da costruire un piano sostenibile, non restrittivo, che tenga conto della fibromialgia, delle terapie in corso, del gonfiore e dell’aumento di peso. Una dieta personalizzata può aiutarla a sentirsi più leggera, migliorare la gestione dei sintomi e lavorare in modo concreto sia sul peso sia sulla ritenzione idrica, senza ricorrere a schemi generici o troppo drastici.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Salve, la fibromialgia è una patologia infiammatoria autoimmune, pertanto sicuramente le consiglierei di togliere tutti gli alimenti infiammatori, tra cui glutine e latticini soprattutto nella fase acuta della malattia, alternandoli poi in maniera consapevole e calmierata.
Cordiali saluti
La dieta consigliata in caso di fibromialgia è una dieta ad azione antinfiammatoria. Vanno evitate le carni, in particolare le carni rosse e tutti gli alimenti di origine animale ad eccezione del pesce.
E' utile seguire anche una dieta vegana.
Salve, dovrebbe seguire una dieta antinfiammatoria o a basso contenuto di carboidrati
Non esiste una “dieta ufficiale”, ma esistono modelli alimentari che molte persone con fibromialgia trovano utili perché riducono l’infiammazione sistemica, migliorano l’energia e aiutano a controllare il peso.
Buongiorno, per quanto riguarda l'aumento l'aumento di peso e la comparsa di gambe bisognerebbe effettuare una valutazione medica approfondita, anche perchè alcuni farmaci usati nella fibromialgia possono favorire aumento di peso e/o ritenzione idrica.
Per quanto riguarda l'alimentazione, dovrebbe seguire un'alimentazione antinfiammatoria che escluda alimenti ultra-processati, bevande zuccherate, dolci e snack, alcol e pasti molto ricchi di grassi saturi ma che prediliga verdure,
legumi, cereali integrali, pesce e carne bianca. La frutta deve essere assunta in quantità moderate perchè comunque fonte di zuccheri (prediliga frutti meno zuccherini come ad esempio mirtilli, more, lamponi).
Saluti
Dott.ssa Domiziana
Buongiorno,
ad oggi non esistono linee guida nutrizionali specifiche e univoche per la fibromialgia. In generale, il riferimento principale resta il raggiungimento di una condizione di normopeso, che può contribuire indirettamente a migliorare il quadro metabolico generale, anche in relazione alla riduzione di possibili condizioni di infiammazione cronica di basso grado associate all’eccesso di tessuto adiposo viscerale.

In parallelo, una dieta varia ed equilibrata e l’introduzione, quando possibile e tollerata, di attività fisica regolare rappresentano strumenti utili per la gestione complessiva dei sintomi e della qualità di vita.

Saluti.
Buonasera,
la fibromialgia di per sé non ha una “dieta unica” riconosciuta come trattamento, però l’alimentazione può avere un ruolo importante nel modulare alcuni sintomi come infiammazione percepita, stanchezza, dolore e soprattutto ritenzione idrica.
Per quanto riguarda l’alimentazione, spesso si ottengono benefici con un’impostazione antinfiammatoria riducendo tutti gli alimenti che favoriscono infiammazione e ritenzione, come cibi molto processati, ricchi di sale, zuccheri semplici e farine raffinate.
E' fondamentale privilegiare invece alimenti freschi, verdure, frutta a basso indice glicemico, proteine di buona qualità e grassi “buoni”.
In alcune persone si osserva anche una certa sensibilità a latticini o glutine, ma non è una regola generale: eventuali esclusioni andrebbero valutate in modo personalizzato.
Fondamentale è anche la gestione dello stress, il movimento e la qualità del sonno.

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