Buonasera Gentili Dottori..vorrei chiedervi un consiglio su come comportarmi nei riguardi del compor
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Buonasera Gentili Dottori..vorrei chiedervi un consiglio su come comportarmi nei riguardi del comportamento da parte del mio ex dopo tre anni dalla fine della relazione, terminata per volontà sua..Dopo tre anni di distanza, nessun contatto, ci siamo incontrati per caso sul luogo di lavoro: io ero a parlare seduta con una mia collega e lui mi passa vicinissimo senza dirmi niente.. non ha cambiato strada avendo visto che c'ero io, nonostante sia stato lui a lasciarmi..Poi un altro episodio: ci siamo trovati l'uno di fronte all'altro e mentre io sono rimasta immobile( purtroppo io sono molto timida, introversa, sono rimasta bloccata davanti a lui, non riuscita a dire un ciao neanche con la mano), lui mentre era intento ad aprire la porta con le chiavi, era girato verso di me a guardarmi e siamo rimasti a guardarci per qualche istante senza dire niente, a distanza.... Grazie Mille.
Gentile Utente, grazie per la sua condivisione. Sento la fatica che sta portando riguardante la situazione, come se in questo momento si bloccasse nell'azione o nella non azione che desidererebbe compiere. Le consiglierei di inquadrare la situazione in uno spazio sicuro e privo di giudizio come quello terapeutico, in modo da comprendere come desidererebbe agire e soprattutto in quale modalità starebbe più "comoda". Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, cordialmente, Dott.ssa Lucrezia Giuliani
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Gentile utente,
grazie per aver condiviso la sua situazione. Lei chiede consiglio su come comportarsi ma penso che la risposta possa trovarla se parte da lei: cosa sente? cosa prova nei suoi riguardi? cosa si aspetta e cosa desidera?
Se riflette su di sè sono certa possa anche trovare la modalità migliore per gestire gli incontri.
Cordiali saluti
grazie per aver condiviso la sua situazione. Lei chiede consiglio su come comportarsi ma penso che la risposta possa trovarla se parte da lei: cosa sente? cosa prova nei suoi riguardi? cosa si aspetta e cosa desidera?
Se riflette su di sè sono certa possa anche trovare la modalità migliore per gestire gli incontri.
Cordiali saluti
Buongiorno, capisco bene quanto gli episodi che descrivi possano averti turbata. Gli incontricon una persona che ha rappresentato una parte importante della tua vita, anche dopo anni, hanno la capacità di riattivare emozioni che credevi ormai esaurite. Il fatto che tu sia rimasta immobile davanti a lui non è un segnale di debolezza, ma una reazione naturale quando ci si trova di fronte a situazioni cariche di significato emotivo: la timidezza, in questi casi, si intreccia con il ricordo di una ferita non del tutto chiusa.
Da quanto racconti, il tuo ex non ha cercato di evitarlo l’incontro. Questo non significa necessariamente che provi ancora interesse o intenzione di riavvicinarsi, ma solo che per lui la situazione non rappresenta un ostacolo da dover eludere. Il vostro scambio di sguardi, invece, dice qualcosa di più: lì c’è stato un contatto silenzioso che ti ha lasciata esposta, mentre lui è rimasto in una posizione più neutra, protetta dal gesto pratico di aprire la porta. Questo asimmetrico equilibrio tra chi resta fermo e chi agisce può aver amplificato la tua sensazione di blocco.
Quello che colpisce nel tuo racconto è come tu abbia attribuito valore al tuo silenzio e alla tua immobilità. Ti sei percepita come incapace di compiere un gesto semplice, e questo probabilmente alimenta un giudizio severo su di te. In realtà, ciò che è accaduto riflette un aspetto della tua personalità che merita rispetto: la parte introversa, che ha bisogno di protezione e tempo per elaborare. Spesso tendiamo a misurarci con l’idea di ciò che "avremmo dovuto" fare, ma è più utile riconoscere cosa ci accade interiormente e cosa rivela di noi.
Un possibile lavoro terapeutico potrebbe consistere nel dare voce a quella parte timida e bloccata, in modo che tu possa comprenderne la funzione protettiva e non viverla solo come un limite. In questo percorso, attraverso esercizi di consapevolezza o con l’aiuto del Voice Dialogue, potresti esplorare come convivono dentro di te la parte che si blocca e quella che desidererebbe sentirsi libera di esprimersi. Questo ti permetterebbe di affrontare situazioni simili con maggiore equilibrio, senza sentirti giudicata da te stessa.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork
Da quanto racconti, il tuo ex non ha cercato di evitarlo l’incontro. Questo non significa necessariamente che provi ancora interesse o intenzione di riavvicinarsi, ma solo che per lui la situazione non rappresenta un ostacolo da dover eludere. Il vostro scambio di sguardi, invece, dice qualcosa di più: lì c’è stato un contatto silenzioso che ti ha lasciata esposta, mentre lui è rimasto in una posizione più neutra, protetta dal gesto pratico di aprire la porta. Questo asimmetrico equilibrio tra chi resta fermo e chi agisce può aver amplificato la tua sensazione di blocco.
Quello che colpisce nel tuo racconto è come tu abbia attribuito valore al tuo silenzio e alla tua immobilità. Ti sei percepita come incapace di compiere un gesto semplice, e questo probabilmente alimenta un giudizio severo su di te. In realtà, ciò che è accaduto riflette un aspetto della tua personalità che merita rispetto: la parte introversa, che ha bisogno di protezione e tempo per elaborare. Spesso tendiamo a misurarci con l’idea di ciò che "avremmo dovuto" fare, ma è più utile riconoscere cosa ci accade interiormente e cosa rivela di noi.
Un possibile lavoro terapeutico potrebbe consistere nel dare voce a quella parte timida e bloccata, in modo che tu possa comprenderne la funzione protettiva e non viverla solo come un limite. In questo percorso, attraverso esercizi di consapevolezza o con l’aiuto del Voice Dialogue, potresti esplorare come convivono dentro di te la parte che si blocca e quella che desidererebbe sentirsi libera di esprimersi. Questo ti permetterebbe di affrontare situazioni simili con maggiore equilibrio, senza sentirti giudicata da te stessa.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork
Gentilissima, grazie per aver condiviso la sua esperienza.. le dinamiche di fine rapporto non sono mai banali, non importa quanti anni possano passare, e non c'è un consiglio da poter dare perché ogni relazione e ogni fine relazione va vista da dentro, da come ci fa sentire.. Non so quale sia il suo pensiero riguardo alla situazione attuale, quello che mi arriva è un bisogno di chiarezza e comprensione, che forse può essere soddisfatto con uno scambio diretto con il suo ex, se c'è qualcosa che la lascia in sospeso in qualche modo.. A volte anche alcune piccole domande possono aiutarci ad orientarci in certe situazioni, ad esempio "come mi fa sentire questa dinamica?" "come mai mi capita di ripensare spesso a queste situazioni?", per identificare meglio quelli che sono i nostri bisogni e pensieri, e prendere la decisione più giusta per noi.
Una situazione come questa è comprensibile possa lasciare confusi e pieni di domande. Provo a risponderle articolando il discorso in tre momenti, che possano accompagnarla in una riflessione utile per ritrovare chiarezza e benessere.
1.È normale sentirsi disorientati davanti a chi non comunica chiaramente. Quando ci troviamo davanti a una persona, soprattutto se è stata significativa nella nostra vita, che mantiene un comportamento ambiguo, silenzioso, o che ci guarda senza dire nulla, è del tutto naturale sentire un senso di confusione. Il linguaggio non verbale può essere ricco di significati, ma se non è accompagnato da parole o da gesti coerenti, lascia spazio a molte interpretazioni, spesso influenzate dal nostro vissuto, dai nostri desideri o dalle ferite ancora aperte. È importante ricordarsi che non tutto può (o deve) essere compreso, soprattutto quando l’altro non si espone. E questo non dipende da lei, né significa che sta sbagliando qualcosa. Fa parte del limite relazionale che si crea quando l’altra persona non comunica apertamente.
2.Quando una storia finisce lasciando non detti o ferite, possono emergere comportamenti ambigui o evitanti. Dal suo racconto emergono segnali che fanno pensare a una certa tensione emotiva, non solo da parte sua, ma anche da parte del suo ex. Gli sguardi, la vicinanza fisica senza parola, il rimanere fermi l’uno di fronte all’altro... sono momenti che sembrano carichi di emozione, ma anche di blocco. È possibile che, per entrambi, ci siano ancora aspetti non elaborati della relazione: magari ferite mai affrontate, domande lasciate senza risposta, parole non dette. Questo può generare comportamenti evitanti, silenzi prolungati, oppure atteggiamenti ambigui che creano un contatto indiretto ma mai pienamente chiaro. In questi casi, è frequente che il sistema emotivo interiore sia in conflitto: da una parte il desiderio di contatto o di chiarimento, dall’altra la paura di riaprire qualcosa che fa male o che si teme non porterà a nulla.
3.Quali sono i suoi bisogni oggi? Chiarezza? Chiusura? Speranza? Inizi da qui. In una situazione come questa, il passo più importante è riconnettersi con i propri bisogni autentici. Si domandi: Ho bisogno di un chiarimento con lui? C'è dentro di me ancora una speranza di riprendere un contatto o una relazione? Oppure ho bisogno di chiudere davvero questa storia, comprendendola e lasciandola andare? Non si può controllare il comportamento degli altri, ma possiamo scegliere come rispondere a ciò che accade. Se sente di voler chiarire, può valutare, con rispetto verso sé stessa, se e come aprire un dialogo. Se invece sente solo disorientamento, ma nessun reale desiderio di riaprire un contatto, allora forse il lavoro da fare è quello di elaborare la chiusura e proteggersi da ciò che continua a riattivare vecchie emozioni. In ogni caso, dare un nome ai propri bisogni e occuparsene è un atto di cura verso sé stessi. Le permetterà di ritrovare centratura, lucidità, e anche quella serenità che serve per vivere incontri casuali senza sentirsi destabilizzati. Sentirsi “ok” di fronte a situazioni come queste non significa non provare nulla, ma riconoscere che si sta facendo spazio dentro di sé per guarire, per lasciar andare, o per scegliere consapevolmente cosa è meglio per sé stessi oggi.
1.È normale sentirsi disorientati davanti a chi non comunica chiaramente. Quando ci troviamo davanti a una persona, soprattutto se è stata significativa nella nostra vita, che mantiene un comportamento ambiguo, silenzioso, o che ci guarda senza dire nulla, è del tutto naturale sentire un senso di confusione. Il linguaggio non verbale può essere ricco di significati, ma se non è accompagnato da parole o da gesti coerenti, lascia spazio a molte interpretazioni, spesso influenzate dal nostro vissuto, dai nostri desideri o dalle ferite ancora aperte. È importante ricordarsi che non tutto può (o deve) essere compreso, soprattutto quando l’altro non si espone. E questo non dipende da lei, né significa che sta sbagliando qualcosa. Fa parte del limite relazionale che si crea quando l’altra persona non comunica apertamente.
2.Quando una storia finisce lasciando non detti o ferite, possono emergere comportamenti ambigui o evitanti. Dal suo racconto emergono segnali che fanno pensare a una certa tensione emotiva, non solo da parte sua, ma anche da parte del suo ex. Gli sguardi, la vicinanza fisica senza parola, il rimanere fermi l’uno di fronte all’altro... sono momenti che sembrano carichi di emozione, ma anche di blocco. È possibile che, per entrambi, ci siano ancora aspetti non elaborati della relazione: magari ferite mai affrontate, domande lasciate senza risposta, parole non dette. Questo può generare comportamenti evitanti, silenzi prolungati, oppure atteggiamenti ambigui che creano un contatto indiretto ma mai pienamente chiaro. In questi casi, è frequente che il sistema emotivo interiore sia in conflitto: da una parte il desiderio di contatto o di chiarimento, dall’altra la paura di riaprire qualcosa che fa male o che si teme non porterà a nulla.
3.Quali sono i suoi bisogni oggi? Chiarezza? Chiusura? Speranza? Inizi da qui. In una situazione come questa, il passo più importante è riconnettersi con i propri bisogni autentici. Si domandi: Ho bisogno di un chiarimento con lui? C'è dentro di me ancora una speranza di riprendere un contatto o una relazione? Oppure ho bisogno di chiudere davvero questa storia, comprendendola e lasciandola andare? Non si può controllare il comportamento degli altri, ma possiamo scegliere come rispondere a ciò che accade. Se sente di voler chiarire, può valutare, con rispetto verso sé stessa, se e come aprire un dialogo. Se invece sente solo disorientamento, ma nessun reale desiderio di riaprire un contatto, allora forse il lavoro da fare è quello di elaborare la chiusura e proteggersi da ciò che continua a riattivare vecchie emozioni. In ogni caso, dare un nome ai propri bisogni e occuparsene è un atto di cura verso sé stessi. Le permetterà di ritrovare centratura, lucidità, e anche quella serenità che serve per vivere incontri casuali senza sentirsi destabilizzati. Sentirsi “ok” di fronte a situazioni come queste non significa non provare nulla, ma riconoscere che si sta facendo spazio dentro di sé per guarire, per lasciar andare, o per scegliere consapevolmente cosa è meglio per sé stessi oggi.
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Dalle sue parole emerge quanto questi incontri inattesi con il suo ex abbiano riattivato emozioni e pensieri, riportandola a contatto con una relazione che, pur conclusa, sembra conservare ancora un significato. Il suo sentirsi bloccata, quasi incapace di reagire, può essere collegato sia alla timidezza che descrive, sia al peso simbolico che quell’incontro porta con sé.
Il fatto che lui non abbia evitato il contatto, ma neppure abbia cercato un dialogo, lascia spazio a interpretazioni che però rischiano di restare ipotesi. In questo silenzio reciproco, il momento dello sguardo condiviso sembra avere avuto per lei un valore intenso, come se racchiudesse più di quanto le parole avrebbero potuto esprimere.
Ciò che sembra emergere, quindi, non è solo il comportamento del suo ex, ma soprattutto la sua esperienza interna: la difficoltà ad agire, l’imbarazzo, e forse anche il bisogno di comprendere meglio che significato dare a ciò che è accaduto. Potrebbe essere utile esplorare questi vissuti in un percorso personale, per chiarirne i significati più profondi e ritrovare una posizione che la faccia sentire più libera e consapevole.
Per ogni eventuale approfondimento sono a sua disposizione, anche online, il primo colloquio è gratuito.
Un caro saluto, Dott. Mauro Terracciano.
Dalle sue parole emerge quanto questi incontri inattesi con il suo ex abbiano riattivato emozioni e pensieri, riportandola a contatto con una relazione che, pur conclusa, sembra conservare ancora un significato. Il suo sentirsi bloccata, quasi incapace di reagire, può essere collegato sia alla timidezza che descrive, sia al peso simbolico che quell’incontro porta con sé.
Il fatto che lui non abbia evitato il contatto, ma neppure abbia cercato un dialogo, lascia spazio a interpretazioni che però rischiano di restare ipotesi. In questo silenzio reciproco, il momento dello sguardo condiviso sembra avere avuto per lei un valore intenso, come se racchiudesse più di quanto le parole avrebbero potuto esprimere.
Ciò che sembra emergere, quindi, non è solo il comportamento del suo ex, ma soprattutto la sua esperienza interna: la difficoltà ad agire, l’imbarazzo, e forse anche il bisogno di comprendere meglio che significato dare a ciò che è accaduto. Potrebbe essere utile esplorare questi vissuti in un percorso personale, per chiarirne i significati più profondi e ritrovare una posizione che la faccia sentire più libera e consapevole.
Per ogni eventuale approfondimento sono a sua disposizione, anche online, il primo colloquio è gratuito.
Un caro saluto, Dott. Mauro Terracciano.
Salve, la ringrazio per aver condiviso questo momento così delicato. Capisco quanto possa essere complessa la situazione e le rimando l’importanza di ascoltarsi, domandarsi cosa sta provando e comportarsi in linea con ciò che sente nel momento presente.
Spero che queste parole possano esserle di aiuto. Se desidera approfondire, resto disponibile per un supporto psicologico.
Cordialmente,
Dott.ssa Emanuela Franchina
Spero che queste parole possano esserle di aiuto. Se desidera approfondire, resto disponibile per un supporto psicologico.
Cordialmente,
Dott.ssa Emanuela Franchina
Gentile utente,
quello che racconti trasmette bene l’impatto che può avere un incontro inaspettato con una persona che in passato è stata importante. È naturale che, anche a distanza di anni, riemergano emozioni e pensieri che non ci aspettiamo più di provare. Il comportamento del tuo ex, da come lo descrivi, non sembra avere un significato preciso: non ti ha evitata, ma nemmeno cercata attivamente. Potrebbe essere stato un gesto neutro, dettato dal momento, senza l’intenzione di comunicarti qualcosa di particolare.
La parte che merita più attenzione è forse la tua reazione. Ti sei definita timida e introversa e hai notato di essere rimasta immobile, bloccata. Questo non significa aver sbagliato, ma semplicemente che ti sei trovata in una situazione imprevista e carica di ricordi, e il tuo corpo ha reagito proteggendoti con il silenzio. In certi momenti non serve fare o dire nulla: rimanere fermi è già una risposta, anche se può sembrare di non aver gestito la situazione.
La domanda più utile non è tanto perché lui si sia comportato così, ma che cosa ti ha fatto sentire dentro di te quell’incontro. Cosa ha risvegliato? Quali emozioni ti sono rimaste addosso? Fermarti su queste sensazioni può aiutarti a distinguere ciò che appartiene ormai al passato, dalla persona che sei oggi. Se in futuro dovesse ricapitare, puoi concederti la libertà di reagire come ti viene spontaneo: un semplice cenno del capo o un saluto, se ti sentirai pronta, può bastare per farti sentire più padrona della situazione. Non è un obbligo, ma una possibilità da usare solo se e quando ti sentirai a tuo agio.
Se noti che questi incontri continuano a turbarti più di quanto vorresti, parlarne con qualcuno di fiducia o in uno spazio psicologico potrebbe aiutarti a chiudere davvero quel capitolo dentro di te. In questo modo l’incontro non rimane un enigma da decifrare, ma diventa un’occasione per capire meglio come stai tu oggi e che spazio vuoi dare a quella storia nella tua vita presente.
quello che racconti trasmette bene l’impatto che può avere un incontro inaspettato con una persona che in passato è stata importante. È naturale che, anche a distanza di anni, riemergano emozioni e pensieri che non ci aspettiamo più di provare. Il comportamento del tuo ex, da come lo descrivi, non sembra avere un significato preciso: non ti ha evitata, ma nemmeno cercata attivamente. Potrebbe essere stato un gesto neutro, dettato dal momento, senza l’intenzione di comunicarti qualcosa di particolare.
La parte che merita più attenzione è forse la tua reazione. Ti sei definita timida e introversa e hai notato di essere rimasta immobile, bloccata. Questo non significa aver sbagliato, ma semplicemente che ti sei trovata in una situazione imprevista e carica di ricordi, e il tuo corpo ha reagito proteggendoti con il silenzio. In certi momenti non serve fare o dire nulla: rimanere fermi è già una risposta, anche se può sembrare di non aver gestito la situazione.
La domanda più utile non è tanto perché lui si sia comportato così, ma che cosa ti ha fatto sentire dentro di te quell’incontro. Cosa ha risvegliato? Quali emozioni ti sono rimaste addosso? Fermarti su queste sensazioni può aiutarti a distinguere ciò che appartiene ormai al passato, dalla persona che sei oggi. Se in futuro dovesse ricapitare, puoi concederti la libertà di reagire come ti viene spontaneo: un semplice cenno del capo o un saluto, se ti sentirai pronta, può bastare per farti sentire più padrona della situazione. Non è un obbligo, ma una possibilità da usare solo se e quando ti sentirai a tuo agio.
Se noti che questi incontri continuano a turbarti più di quanto vorresti, parlarne con qualcuno di fiducia o in uno spazio psicologico potrebbe aiutarti a chiudere davvero quel capitolo dentro di te. In questo modo l’incontro non rimane un enigma da decifrare, ma diventa un’occasione per capire meglio come stai tu oggi e che spazio vuoi dare a quella storia nella tua vita presente.
buona sera, che intende per consiglio? Io mi domanderei cosa provo e cosa vorrei e agirei di conseguenza. Se vuole approfondire rimango a disposizione
Sarebbe utile sapere di più della vostra relazione per poter rispondere alla Sua richiesta in maniera efficace ed esaustiva.
Sono a Sua disposizione per aiutarLa a vederci più chiaro e a muoversi di conseguenza.
Sono a Sua disposizione per aiutarLa a vederci più chiaro e a muoversi di conseguenza.
Buonasera,
quello che descrive sembra essere un incontro che ha riattivato emozioni e ricordi, anche a distanza di anni. È normale sentirsi bloccati, soprattutto se si è timidi o introversi, e se la relazione ha avuto un peso significativo.
Non è necessario interpretare troppo i suoi gesti: potrebbero essere semplicemente casuali o dettati dall’imbarazzo. Quello che conta ora è come vuole tutelare il suo benessere.
Si dia il permesso di provare emozioni senza giudicarsi: l’incontro non cancella il percorso fatto finora ma allo stesso tempo è importante stabilire confini chiari (se non desidera riprendere contatti, un saluto cordiale e neutro è sufficiente).
Il primo passo è fare chiarezza dentro di sè.
quello che descrive sembra essere un incontro che ha riattivato emozioni e ricordi, anche a distanza di anni. È normale sentirsi bloccati, soprattutto se si è timidi o introversi, e se la relazione ha avuto un peso significativo.
Non è necessario interpretare troppo i suoi gesti: potrebbero essere semplicemente casuali o dettati dall’imbarazzo. Quello che conta ora è come vuole tutelare il suo benessere.
Si dia il permesso di provare emozioni senza giudicarsi: l’incontro non cancella il percorso fatto finora ma allo stesso tempo è importante stabilire confini chiari (se non desidera riprendere contatti, un saluto cordiale e neutro è sufficiente).
Il primo passo è fare chiarezza dentro di sè.
Buonasera, quello che racconta porta con sé emozioni forti, comprensibili se pensiamo che si tratta di una persona con cui ha condiviso una parte significativa della sua vita. Gli incontri inaspettati con un ex, soprattutto dopo anni e senza alcun contatto, possono riattivare ricordi, sensazioni e anche vecchie ferite. Il fatto che lei sia rimasta bloccata e non sia riuscita a salutare non è segno di debolezza o incapacità, ma una normale reazione emotiva di fronte a una situazione che tocca corde profonde. Essere timida e introversa può aver reso ancora più difficile reagire in quel momento, ma ciò che conta è riconoscere che la sua reazione è stata una risposta spontanea del corpo e della mente di fronte a un incontro imprevisto. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, potrebbe essere utile osservare quali pensieri sono emersi dentro di lei dopo questi episodi. Spesso ci si trova a dare molto significato a piccoli gesti o sguardi, domandandosi cosa possa voler dire, se l’altra persona provi ancora qualcosa o se ci sia un messaggio nascosto. In realtà, è importante distinguere ciò che sappiamo con certezza da ciò che interpretiamo. Il fatto che lui l’abbia guardata o non abbia evitato la sua presenza può avere moltissime spiegazioni, e non necessariamente legate a un suo interesse o a un desiderio di riavvicinamento. Spostare l’attenzione dal comportamento dell’altro a come lei ha vissuto la situazione, invece, può aiutarla a ritrovare un senso di padronanza. Può essere utile chiedersi: cosa hanno smosso in me questi incontri? Ho provato rabbia, nostalgia, confusione, curiosità? Riconoscere e dare un nome alle emozioni è un primo passo per elaborarle. In parallelo, allenarsi con piccoli esercizi di esposizione graduale potrebbe aiutarla. Per esempio, immaginare di incontrarlo di nuovo e pensare a un semplice gesto, come un cenno del capo o un sorriso, può ridurre la sensazione di blocco. Non si tratta di forzarsi, ma di costruire, poco alla volta, una risposta che la faccia sentire più a suo agio e meno vulnerabile. Infine, ricordi che non è obbligata a mantenere un contatto con questa persona se non lo desidera. Può scegliere di non fare nulla e lasciare che quegli episodi restino solo incroci casuali, senza dare loro un peso eccessivo. Ciò che conta è che lei torni a sentirsi in equilibrio, riducendo il potere che questi incontri hanno sul suo stato d’animo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno gentile Utente, quello che racconta è un vissuto che lascia comprensibilmente un senso di confusione e di incertezza su come interpretare i comportamenti del suo ex. Dopo tre anni dalla fine della relazione, non è insolito che possano riemergere emozioni anche contrastanti quando ci si ritrova di fronte a chi ha rappresentato una parte significativa della propria vita. Nel suo caso, il fatto che lui non abbia evitato la sua presenza, ma nemmeno cercato un contatto diretto, può semplicemente riflettere un atteggiamento di neutralità, di rispetto degli spazi reciproci o forse di imbarazzo.
È importante sottolineare che non sempre i silenzi o gli sguardi hanno un significato nascosto: a volte sono semplicemente espressioni spontanee di un momento carico di ricordi. Lei stessa descrive di essere rimasta bloccata e in difficoltà nel salutare, e questo ci dice che l’incontro ha avuto un impatto emotivo su di lei. Non significa però che debba leggere nei gesti dell’altro un messaggio preciso o un’intenzione specifica.
Il consiglio che posso darle è di provare a spostare l’attenzione non tanto su ciò che lui pensa o sente, quanto su come lei vive e interpreta questi incontri. Si chieda: cosa risvegliano in me questi momenti? Mi riportano indietro o mi fanno comprendere a che punto del mio percorso sono arrivata? Dare spazio a queste domande può aiutarla a capire se si tratta di un episodio che rimane confinato al passato o se invece tocca corde che hanno ancora bisogno di essere elaborate.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
È importante sottolineare che non sempre i silenzi o gli sguardi hanno un significato nascosto: a volte sono semplicemente espressioni spontanee di un momento carico di ricordi. Lei stessa descrive di essere rimasta bloccata e in difficoltà nel salutare, e questo ci dice che l’incontro ha avuto un impatto emotivo su di lei. Non significa però che debba leggere nei gesti dell’altro un messaggio preciso o un’intenzione specifica.
Il consiglio che posso darle è di provare a spostare l’attenzione non tanto su ciò che lui pensa o sente, quanto su come lei vive e interpreta questi incontri. Si chieda: cosa risvegliano in me questi momenti? Mi riportano indietro o mi fanno comprendere a che punto del mio percorso sono arrivata? Dare spazio a queste domande può aiutarla a capire se si tratta di un episodio che rimane confinato al passato o se invece tocca corde che hanno ancora bisogno di essere elaborate.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Gentile utente,
è comprensibile che questi incontri inattesi con una persona significativa del passato suscitino dubbi e domande su come interpretare i comportamenti e come reagire. Dopo una separazione, soprattutto se avvenuta per scelta dell’altro, possono rimanere emozioni e fragilità che rendono difficile gestire il contatto diretto.
Il comportamento del suo ex non è necessariamente un segnale con un significato preciso: può trattarsi semplicemente di un incontro casuale in cui anche lui ha vissuto un momento di incertezza. Più che interpretare i suoi gesti, può essere utile soffermarsi su come lei si è sentita e su ciò di cui avrebbe bisogno oggi per stare meglio con sé stessa.
Se desidera, un percorso psicologico può aiutarla a comprendere e rielaborare queste emozioni, così da affrontare simili situazioni con maggiore sicurezza e serenità.
Un caro saluto,
Veronica De Iuliis – Psicologa
è comprensibile che questi incontri inattesi con una persona significativa del passato suscitino dubbi e domande su come interpretare i comportamenti e come reagire. Dopo una separazione, soprattutto se avvenuta per scelta dell’altro, possono rimanere emozioni e fragilità che rendono difficile gestire il contatto diretto.
Il comportamento del suo ex non è necessariamente un segnale con un significato preciso: può trattarsi semplicemente di un incontro casuale in cui anche lui ha vissuto un momento di incertezza. Più che interpretare i suoi gesti, può essere utile soffermarsi su come lei si è sentita e su ciò di cui avrebbe bisogno oggi per stare meglio con sé stessa.
Se desidera, un percorso psicologico può aiutarla a comprendere e rielaborare queste emozioni, così da affrontare simili situazioni con maggiore sicurezza e serenità.
Un caro saluto,
Veronica De Iuliis – Psicologa
Buongiorno, dalle poche righe che condivide sembra che il suo dubbio sia capire se interagire oppure no e capire come mai lui agisca in questo modo. Forse potrebbe aiutarla provare ad esplorare dentro di sé che tipo di fantasie/desideri ha rispetto a questi incontri e cosa la blocca dal salutarlo. Un lavoro terapeutico potrebbe aiutarla in questo senso. Cordialmente, Dott.ssa Bonomi
Gentilissima, grazie per la condivisione. Quello che descrive è un momento che può riattivare molte emozioni, anche a distanza di anni dalla fine di una relazione. Gli incontri casuali con un ex, soprattutto se la chiusura non è stata scelta da noi, possono lasciare sensazioni di incertezza, curiosità o addirittura di “blocco” nel reagire.
È importante sottolineare che non esiste un unico modo “giusto” di comportarsi: molto dipende da come lei vive oggi quella relazione passata e da ciò che sente di volere per sé. Il silenzio e lo sguardo possono avere tanti significati diversi, a volte sono semplicemente legati all’imbarazzo del momento, altre volte testimoniano che il legame, in qualche forma, ha lasciato traccia ancora visibile.
Quello che potrebbe essere utile chiedersi è: come mi sento io in queste situazioni? Vorrei avere un contatto, anche solo cordiale, o preferisco mantenere la distanza? Partire quindi dai propri bisogni e non da un’interpretazione dei gesti dell’altro permette di darsi una direzione chiara ed in linea con le nostre esigenze.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
È importante sottolineare che non esiste un unico modo “giusto” di comportarsi: molto dipende da come lei vive oggi quella relazione passata e da ciò che sente di volere per sé. Il silenzio e lo sguardo possono avere tanti significati diversi, a volte sono semplicemente legati all’imbarazzo del momento, altre volte testimoniano che il legame, in qualche forma, ha lasciato traccia ancora visibile.
Quello che potrebbe essere utile chiedersi è: come mi sento io in queste situazioni? Vorrei avere un contatto, anche solo cordiale, o preferisco mantenere la distanza? Partire quindi dai propri bisogni e non da un’interpretazione dei gesti dell’altro permette di darsi una direzione chiara ed in linea con le nostre esigenze.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Buongiorno, mi sembra di capire che il nodo non sia tanto la presenza del suo ex, ma un suo modo di reagire alle situazioni. perché non prova a iniziare un percorso dove riuscirà a scoprire meglio i lati di sè e quali sono le sue risorse per affrontare meglio tali situazioni. un caro saluto
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Situazioni come quella che descrive possono riattivare emozioni del passato, ma non esiste un comportamento “giusto” o “sbagliato”: solo lei può decidere come desidera reagire e quali atteggiamenti adottare in base ai suoi bisogni e al suo benessere. La cosa importante è che le scelte siano in linea con ciò che sente e con ciò che la fa stare meglio nel presente.
Un caro saluto,
Dott.ssa Donatella Valsi
Un caro saluto,
Dott.ssa Donatella Valsi
Capisco quanto questi incontri possano riaprire emozioni che credevi sopite perché anche dopo anni un ex che torna nel nostro campo visivo può risvegliare domande non dette o parti di noi ancora sensibili è naturale che tu ti sia sentita bloccata davanti a lui soprattutto se sei una persona introversa e il contesto era improvviso e imprevisto e anche se non c'è stato un saluto da parte sua il fatto che non abbia evitato il contatto visivo e che vi siate guardati per qualche istante potrebbe voler dire molte cose ma allo stesso tempo non dice nulla di certo e concreto quello che conta ora è come questi episodi ti fanno sentire se ti lasciano addosso confusione o malinconia oppure se ti risvegliano bisogni che meritano di essere compresi e accolti in uno spazio protetto a volte incontri del genere diventano occasioni per capire cosa resta irrisolto dentro di noi più che con l’altro per questo ti invito a considerare un confronto con un professionista che possa aiutarti a dare un senso a ciò che provi e a rimettere il focus non su cosa vuole o pensa lui ma su ciò che serve a te per andare avanti in modo più sereno e consapevole.
Gentile Signora,
comprendo bene quanto possano essere destabilizzanti questi incontri inaspettati con il suo ex compagno, soprattutto dopo una relazione terminata per sua volontà e dopo tanto tempo di distanza. È normale che episodi del genere riaccendano emozioni, ricordi e forse anche fantasie che però rischiano di farla soffrire.
Questi sguardi o piccoli comportamenti non vanno letti come segnali o messaggi nascosti: sono situazioni casuali che, se interpretate, rischiano di alimentare illusioni e di tenerla legata a un passato che le procura dolore.
Per il suo benessere, il consiglio è quello di chiudere con ciò che è stato e di non dare ulteriore spazio a pensieri che riportano indietro. Guardare avanti, invece, significa restituire a sé stessa la possibilità di vivere con maggiore serenità il presente e aprirsi al futuro.
Se sente che da sola è difficile lasciar andare, potrebbe essere molto utile intraprendere un percorso psicologico: le offrirebbe un sostegno concreto per elaborare definitivamente questa storia, rafforzare la sua autostima e trovare nuove risorse per vivere con più leggerezza e libertà emotiva. Dr. Giuseppe Mirabella
comprendo bene quanto possano essere destabilizzanti questi incontri inaspettati con il suo ex compagno, soprattutto dopo una relazione terminata per sua volontà e dopo tanto tempo di distanza. È normale che episodi del genere riaccendano emozioni, ricordi e forse anche fantasie che però rischiano di farla soffrire.
Questi sguardi o piccoli comportamenti non vanno letti come segnali o messaggi nascosti: sono situazioni casuali che, se interpretate, rischiano di alimentare illusioni e di tenerla legata a un passato che le procura dolore.
Per il suo benessere, il consiglio è quello di chiudere con ciò che è stato e di non dare ulteriore spazio a pensieri che riportano indietro. Guardare avanti, invece, significa restituire a sé stessa la possibilità di vivere con maggiore serenità il presente e aprirsi al futuro.
Se sente che da sola è difficile lasciar andare, potrebbe essere molto utile intraprendere un percorso psicologico: le offrirebbe un sostegno concreto per elaborare definitivamente questa storia, rafforzare la sua autostima e trovare nuove risorse per vivere con più leggerezza e libertà emotiva. Dr. Giuseppe Mirabella
Da ciò che racconta sembra che l’incontro con il suo ex, dopo tanto tempo, abbia riattivato qualcosa che non riguarda solo lui ma anche il posto che quella relazione occupa ancora dentro di lei. Il silenzio, lo sguardo e il suo sentirsi bloccata sembrano parlare più di quanto le parole avrebbero potuto fare. Forse può chiedersi che cosa l’ha colpita di più in questi episodi, se la sua presenza, il suo non dire nulla o la sua reazione di immobilità. È lì che potrebbe trovarsi il senso di ciò che le è rimasto sospeso. Se sente che questi vissuti hanno ancora un peso e desidera comprenderli meglio, potrebbe essere utile pensare a uno spazio in cui dar loro voce.
Buonasera, intanto cerchi di capire che emozioni e sentimenti ha provato nel rivedere il suo ex. Prova ancora qualcosa per lui? o sente semplicemente l'imbarazzo di come comportarsi in sua presenza?
Autoanalizzare quello che prova è importante.
Inoltre, se sente il bisogno di un sostegno psicologico, in merito a questa situazione di tensione ed incertezza, non esiti a contattare uno specialista del settore.
Un caro saluto
Dott.ssa Eugenia Alessio
Psicologa Clinica e Criminologa
Autoanalizzare quello che prova è importante.
Inoltre, se sente il bisogno di un sostegno psicologico, in merito a questa situazione di tensione ed incertezza, non esiti a contattare uno specialista del settore.
Un caro saluto
Dott.ssa Eugenia Alessio
Psicologa Clinica e Criminologa
Gli episodi che racconta possono essere normali reazioni di disagio o curiosità dopo tanto tempo, senza necessariamente avere un significato profondo. È naturale sentirsi confusi o turbati, ma le sue emozioni contano più dei gesti dell’altro. Si concentri su ciò che prova e su come vuole gestire questi incontri, cercando di proteggere la sua serenità. Dott.ssa Aurora Corso
Buonasera, ogni "non-detto" può portare a fraintendimenti e/o fantasie, pertanto, se sente di voler dire o domandare qualcosa al suo ex, il modo migliore per non avere dubbi e non farsi travolgere da pensieri che la destabilizzano è provare ad esprimerli con il diretto interessato.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso questo momento così carico di risonanze emotive. Incontrare una persona che ha fatto parte della nostra vita per anni, specialmente quando la chiusura è stata subita e non scelta, è un evento che può attivare reazioni fisiologiche e psicologiche molto intense, anche a distanza di tempo. Quello che lei descrive come un "rimanere immobile" non è un segno di debolezza o eccessiva timidezza, ma una reazione di freezing (congelamento) del tutto naturale. Quando ci troviamo di fronte a uno stimolo per cui non siamo pronti, il nostro sistema nervoso può reagire bloccandosi (è una forma di protezione che la sua mente ha messo in atto di fronte a una situazione emotivamente impattante). Il fatto che lui sia passato vicino o sia rimasto a guardarla senza parlare può avere molteplici letture (imbarazzo, senso di colpa, semplice curiosità o anche solo incertezza sul da farsi). Tuttavia, cercare di interpretare le intenzioni di chi ha scelto di interrompere il legame tre anni fa rischia di tenerla ancorata a un passato che non può più darle risposte certe. Lei riferisce di sentirsi in difetto per non aver salutato, ma in realtà il suo corpo ha comunicato la sua verità; quel legame è ancora una ferita o, quantomeno, una questione che merita rispetto e non un saluto forzato e superficiale. Non si giudichi per questo.
Più che chiederci perché lui si sia comportato così, può essere utile chiedersi: "Cosa ha attivato in me questo incontro? Quali bisogni sento emergere ora?'. A volte questi incontri casuali servono per ricordarci a che punto siamo del nostro percorso di elaborazione.
Se questi episodi dovessero lasciarle un senso di inquietudine o tristezza nei prossimi giorni, potrebbe essere utile parlarne in uno spazio protetto, per trasformare questo "blocco" in una nuova consapevolezza su come proteggere la sua serenità attuale.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Martina Titone
Più che chiederci perché lui si sia comportato così, può essere utile chiedersi: "Cosa ha attivato in me questo incontro? Quali bisogni sento emergere ora?'. A volte questi incontri casuali servono per ricordarci a che punto siamo del nostro percorso di elaborazione.
Se questi episodi dovessero lasciarle un senso di inquietudine o tristezza nei prossimi giorni, potrebbe essere utile parlarne in uno spazio protetto, per trasformare questo "blocco" in una nuova consapevolezza su come proteggere la sua serenità attuale.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Martina Titone
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