Buonasera Gentili Dottori..vorrei chiedervi un consiglio su come comportarmi nei riguardi del compor

24 risposte
Buonasera Gentili Dottori..vorrei chiedervi un consiglio su come comportarmi nei riguardi del comportamento da parte del mio ex dopo tre anni dalla fine della relazione, terminata per volontà sua..Dopo tre anni di distanza, nessun contatto, ci siamo incontrati per caso sul luogo di lavoro: io ero a parlare seduta con una mia collega e lui mi passa vicinissimo senza dirmi niente.. non ha cambiato strada avendo visto che c'ero io, nonostante sia stato lui a lasciarmi..Poi un altro episodio: ci siamo trovati l'uno di fronte all'altro e mentre io sono rimasta immobile( purtroppo io sono molto timida, introversa, sono rimasta bloccata davanti a lui, non riuscita a dire un ciao neanche con la mano), lui mentre era intento ad aprire la porta con le chiavi, era girato verso di me a guardarmi e siamo rimasti a guardarci per qualche istante senza dire niente, a distanza.... Grazie Mille.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,

dalla sua descrizione emerge che l’incontro con il suo ex, dopo tanto tempo, ha suscitato in lei emozioni e pensieri contrastanti. È comprensibile sentirsi bloccata o in difficoltà in queste situazioni, soprattutto se la relazione passata ha avuto un forte impatto emotivo e se lei si descrive come una persona timida e introversa.

Il comportamento del suo ex — passare vicino senza salutare, rimanere in silenzio pur guardandola negli occhi — può avere diversi significati e non sempre riflette un’intenzione precisa o un messaggio implicito. Potrebbe trattarsi semplicemente di imbarazzo, di difficoltà a gestire l’incontro, oppure di un atteggiamento neutro, senza un vero intento relazionale.

In momenti come questi, più che interrogarsi sul comportamento dell’altro, può essere utile spostare l’attenzione su di sé: come si sente lei quando accade, quali emozioni prevalgono (tristezza, rabbia, nostalgia, confusione), e come vorrebbe reagire in futuro per stare meglio. Allenarsi a riconoscere e validare i propri vissuti è il primo passo per non rimanere bloccati in dinamiche che rischiano di riaprire ferite del passato.

Se questi episodi la turbano o le fanno emergere dubbi e sofferenza, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Dott.ssa Elena Izard
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, io le consiglierei di prepararsi mentalmente per la prossima volta in cui vi incontrate e di salutarlo, perché spesso ignorarsi e far finta di niente è più complicato che scambiarsi un semplice saluto. Credo che se riesce a farlo poi si sentirebbe meglio. Un cordiale saluto.
Dott. Riccardo Comisso
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buonasera Gentile utente. Purtroppo non è molto chiaro il focus della domanda, o meglio quali risposte stia cercando, ammesso che un professionista possa dargliene, in questo caso, ed essendo stata la vostra, una storia, che come tutte le storie, è personale e non oggettivabile. Da quanto sembrerebbe emergere nei due episodi da lei riportati, si potrebbe dedurre che vi siate lasciati, apparentemente, senza una motivazione chiara, o in assenza di un confronto chiaro che abbia definito i motivi reali della rottura. Sembra quindi che stia aspettando delle risposte a dei comportamenti di cui non riesce a darsi una spiegazione. Manca però un approfondimento sulle sue reazioni, emozioni e perplessità. Senza una narrativa più approfondita, ed in assenza di uno storico più chiaro, risulta davvero difficile poterle dare delle risposte, ammesso che, in questi casi, esistano. Un saluto
Dott.ssa Lorenza Celebre
Psicologo clinico, Psicologo
Trieste
Gentile Signora, da quello che racconta qui emerge che l’incontro con il suo ex, dopo tanto tempo, ha riattivato emozioni e domande che forse pensava di aver lasciato alle spalle. È comprensibile sentirsi bloccata o incerta su come comportarsi. Il comportamento di lui potrebbe non è necessariamente un segnale da interpretare: può darsi che siano state reazioni spontanee e non intenzionali. Può essere utile chiedersi:
Come mi sono sentita io in quelle situazioni? Cosa ha riattivato in me il suo sguardo, il suo silenzio? Quale bisogno o desiderio mio si è mosso di fronte a quell’incontro?

Può concedersi il diritto di vivere le emozioni così come arrivano, senza giudicarle. Se si sente in questo modo per non essere riuscita a salutare, può considerare che la sua timidezza l’ha protetta da una situazione che percepiva come difficile: è un modo del suo corpo di gestire l’impatto emotivo. Non ha l’obbligo di forzarsi: un semplice cenno con la mano o un saluto breve possono bastare. L’importante è che possa restare fedele al suo ritmo, senza sentirsi costretta a recitare una parte.
Un caro saluto,
dott.ssa Lorenza Celebre
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco bene il tuo disorientamento. Dopo tre anni senza contatti, incontrare il tuo ex può smuovere emozioni forti, e i suoi comportamenti – il passarti accanto senza salutarti, il restare a guardarti in silenzio – possono sembrarti ambigui e difficili da interpretare.

Il fatto che non ti abbia salutata non significa necessariamente indifferenza: per alcune persone, soprattutto quando sono loro ad aver chiuso la relazione, il silenzio è un modo per evitare imbarazzo o per proteggersi da emozioni che non sanno gestire. Non sempre è maleducazione: può essere una difesa. Lo sguardo prolungato, al contrario, mostra che non ti è stato indifferente: se davvero lo fosse, avrebbe distolto lo sguardo subito.

Il punto importante è che tu non hai fatto nulla di sbagliato restando immobile: la timidezza e il blocco sono reazioni comprensibili davanti a una persona che ha contato molto per te. Allo stesso tempo, se dovesse ricapitare, puoi scegliere un approccio semplice e sereno: un cenno con la testa, un “ciao” educato. Non serve di più: un saluto neutro chiude l’imbarazzo e ti fa sentire padrona della situazione.

In altre parole, non è necessario decifrare ogni gesto suo: ciò che conta è come vuoi sentirti tu in quegli incontri. Se scegli di mantenere educazione e distacco, eviti che la scena resti sospesa nell’ambiguità e proteggi anche la tua tranquillità.

Dott.ssa De Pretto
Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Buongiorno. Mi spiace per la situazione che probabilmente la sta mettendo a disagio o comunque in confusione. Penso non si possa sapere con certezza le intenzioni e le motivazioni del suo ex. Si può solo concentrare sul perche dà ancora così importanza ai suoi comportamenti dopo 3 anni che la relazione si è conclusa. E cercate di capire cosa poter fare al riguardo. Credo che qualche colloquio con uno psicologo potrebbero aiutarla a centrarsi su di sé e provare a dare un senso a questa situazione.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, capisco bene il senso di confusione e i dubbi che possono nascere da situazioni come quella che descrive. Dopo tre anni di silenzio, ritrovarsi improvvisamente di fronte a una persona con la quale ha condiviso una parte importante della sua vita può suscitare emozioni contrastanti e non sempre facili da gestire. È naturale sentirsi bloccati, soprattutto se la timidezza e l’introversione rendono più difficile trovare un modo spontaneo per affrontare l’incontro. Dal punto di vista psicologico, il comportamento del suo ex non è necessariamente un segnale che debba avere un significato profondo. Il fatto che non abbia evitato la sua presenza e che vi siate scambiati uno sguardo potrebbe indicare semplicemente che non ha vissuto il momento con disagio, oppure che, in quel frangente, non ha trovato le parole per iniziare una conversazione. È altrettanto normale che lei, trovandosi inaspettatamente davanti a lui, si sia sentita paralizzata, perché il corpo e la mente reagiscono in automatico di fronte a situazioni emotivamente cariche. Quello che può essere utile per lei è spostare l’attenzione dal tentativo di interpretare i gesti del suo ex, che rischia di rimanere un campo di ipotesi senza risposte certe, al riconoscere invece come lei stessa vive questi incontri. Cosa sente dentro di sé quando lo rivede, quali pensieri emergono, quali emozioni prende più spazio? Questo lavoro di consapevolezza può aiutarla a distinguere ciò che appartiene al passato da ciò che oggi ha valore nella sua vita. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, una strategia utile potrebbe essere quella di allenarsi a riconoscere e gestire quei pensieri che la bloccano, sostituendoli con alternative più funzionali. Ad esempio, se la prossima volta dovesse incontrarlo, potrebbe prepararsi in anticipo a un piccolo gesto semplice e neutro, come un saluto accennato con la mano o un sorriso, che le permetta di non sentirsi impotente di fronte alla situazione e di uscire dal ruolo di spettatrice passiva. Non è necessario riaprire un dialogo se non lo desidera, ma dare a se stessa l’opportunità di sentirsi più padrona delle proprie reazioni può aiutarla a ridurre l’ansia legata a questi episodi. Ricordi che il vero obiettivo non è capire cosa prova o pensa il suo ex, ma dare a sé stessa strumenti per affrontare questi incontri con maggiore serenità e senza rimanere intrappolata nei pensieri legati al passato. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Orianna Miculian
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trieste
Gentilissima, la chiusura di una relazione è sempre difficile da accettare, specialmente quando è stato il partner a fare la scelta. Durante gli incontri casuali lui si comporta con grande rispetto, è stata una persona importante di un pezzo della sua vita, se non vi siete lasciati con rancore è chiaro che non c'è motivo di allontanarsi ma nello stesso tempo non ha fatto un passo per avvicinarsi a lei. O almeno, per il momento è così ...
Cosa rimane a lei della vostra storia? Che emozioni risveglia in lei? Quali sono i suoi pensieri? Come sta vivendo da quando non siete più assieme?
I miei migliori auguri
Resto a disposizione, anche online
I miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
Dr. Lorenzo Cella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Ogni persona costruisce il significato delle proprie relazioni attraverso schemi di sé e dell’altro che rimangono attivi anche a distanza di tempo. Quando si riattiva una relazione significativa, soprattutto se non del tutto elaborata, il contatto con l’altro può risvegliare rappresentazioni e vissuti che non sempre coincidono con il presente ma con ciò che quella relazione ha rappresentato per noi.
Le relazioni affettive toccano sistemi motivazionali primari, come quello dell’attaccamento e della ricerca di sicurezza. Anche a distanza di anni, il nostro cervello può reagire agli stimoli legati a una figura significativa con attivazioni corporee ed emotive intense, spesso al di là del nostro controllo volontario. Il fatto che lei si sia sentita “bloccata” non è un difetto caratteriale, ma la manifestazione naturale di un sistema affettivo che si è riattivato improvvisamente. È il modo in cui la nostra mente e il nostro corpo cercano di regolare un contatto emotivamente carico, spesso optando per l’immobilità come strategia di gestione.
La sua timidezza, che lei descrive quasi come un ostacolo, può essere letta invece come un tratto che la protegge da esposizioni improvvise, dandole tempo di elaborare.
È del tutto umano che un incontro con una persona che ha avuto un ruolo importante nella sua vita riattivi emozioni e reazioni intense. Piuttosto che chiedersi cosa significhi esattamente lo sguardo del suo ex, può essere più utile chiedersi cosa significhi per lei oggi quel silenzio, cosa ha risvegliato, e come vuole integrare questa esperienza nel suo percorso di crescita.
Dott.ssa Silvia Ferraro
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
da quello che descrive sembra che questi incontri casuali con il suo ex abbiano riattivato emozioni e dubbi legati alla relazione passata. È comprensibile sentirsi bloccati in situazioni così cariche dal punto di vista emotivo, soprattutto se ci si riconosce come persone timide o introverse. In questi casi può essere utile un percorso psicologico che l’aiuti a comprendere meglio le sue reazioni, a dare un significato a ciò che prova e a ritrovare sicurezza nelle interazioni. Un supporto di questo tipo può anche aiutarla a elaborare pienamente la separazione, così da vivere più serenamente eventuali incontri futuri.
Resto a disposizione,
un caro saluto
dott.ssa Silvia Ferraro
Buongiorno,
capisco bene quanto questi incontri possano riattivare emozioni anche a distanza di anni. È naturale sentirsi bloccati, soprattutto se ci si riconosce timidi o introversi. Più che interpretare i gesti del suo ex, può essere utile chiedersi come desidera reagire lei: un semplice cenno di saluto, se se la sente, o anche scegliere di non esporsi troppo, va comunque bene. L’importante è tutelare il suo benessere e sentirsi in equilibrio. Se questi episodi dovessero pesarle ancora, uno spazio di supporto psicologico potrebbe aiutarla a rafforzare la sua serenità.

Dott.ssa Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore o in studio a Palermo
Salve, dalle sue parole emerge quanto questo incontro l’abbia toccata, riattivando emozioni e pensieri che forse credeva più lontani.
È comprensibile che il comportamento del suo ex la faccia interrogare: perché non mi ha salutata? Perché mi ha guardata in silenzio? Cosa significa? Tuttavia, la verità è che i segnali non verbali sono spesso ambigui e prestarsi a molte interpretazioni rischia di lasciarla intrappolata nel dubbio. Ciò che può davvero contare adesso è non tanto capire le intenzioni di lui, quanto ascoltare cosa prova lei in queste situazioni e cosa desidera oggi per sé.
Può essere utile chiedersi: questo incontro mi ha fatto bene o mi ha ferita? Mi ha ridato speranza o mi ha riportata indietro in un dolore che pensavo superato?
Se la sensazione di rimanere “bloccata” davanti a lui o di rimuginare a lungo su ciò che è accaduto dovesse persistere, uno spazio di confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla a dare un significato più chiaro a questi vissuti e a ritrovare maggiore libertà emotiva.
Un cordiale saluto. Dott. Daniele Rossetti
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Buongiorno, non penso esistano modi giusti sul come comportarci in certe situazioni ma credo che ognuno debba ascoltare il proprio sentire. Siamo tutti diversi e quello che sta avvenendo va bene così, a volte le parole sono anche troppe.
Fidati più di te e ascoltati, questo basta.
A disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Dott.ssa Monica Angeloni
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentilissima, sarebbe utile capire cosa abbia scaturito in Lei questi atteggiamenti da parte del suo ex. Atteggiamenti che, se visti in modo oggettivo, non lasciano spazio ad una interpretazione di possibile " ritorno". E' importante che Lei ponga l'attenzione sui comportamenti e sulle azioni, queste spiegano le vere intenzioni e l'interesse che una persona ha nei nostri confronti. Spero di esserle stata utile.
Dr. Francesca Grimaldi
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Capisco bene il turbamento che provi: dopo anni di distanza, un incontro casuale può risvegliare emozioni che credevi sopite, e può riattivare dinamiche interne legate a quella relazione. Non è tanto l’episodio in sé a colpirti, quanto quello che ti ha smosso dentro.
Dal punto di vista psicodinamico, possiamo leggere ciò che è accaduto come l’attivazione di parti interne del tuo Io che, davanti a lui, si sono trovate improvvisamente sotto pressione. Da un lato, il tuo Io avrebbe forse voluto reagire con naturalezza, magari con un semplice saluto; dall’altro, il tuo Super-Io, che rappresenta quella voce interna più severa e autocritica, ti ha bloccata con pensieri come “non so cosa dire, rischio di sbagliare, meglio rimanere immobile”. Questo conflitto può aver innescato una sorta di paralisi, che non è un fallimento, ma un meccanismo di difesa del tuo Io (la inibizione): serve a proteggerti da un’ansia che in quel momento sarebbe stata troppo forte da gestire.
È importante che tu non giudichi te stessa per la tua reazione. Il fatto che tu sia rimasta immobile non significa che sei “debole” o che non sai affrontare la situazione: significa che quella parte emotiva legata alla relazione è ancora viva in te e ha bisogno di essere riconosciuta. Il silenzio e lo sguardo che vi siete scambiati raccontano che, al di là delle parole, qualcosa di non detto è rimasto.
Ora la domanda che puoi porti è: che cosa significa per me oggi questo incontro? Non tanto cosa volesse dire lui con i suoi comportamenti (che possono avere tante spiegazioni), ma cosa risveglia in te. Potrebbe essere il bisogno di chiudere davvero un capitolo, di darti il permesso di non sentirti più bloccata, o di riconoscere che parte della tua timidezza è in realtà un modo per difendere la tua vulnerabilità.

In altre parole, non si tratta di interpretare il gesto del tuo ex, ma di usare questo episodio come specchio per comprendere meglio te stessa. Quando il passato ritorna sotto forma di sguardi o silenzi, è l’occasione perché il tuo Io possa integrare quelle emozioni rimaste sospese, senza che il Super-Io ti faccia sentire in colpa o “sbagliata” per come hai reagito.
Puoi trasformare questo episodio in una piccola occasione di crescita: non tanto nel rapporto con lui, ma nella relazione con te stessa, imparando a dirti che anche la tua timidezza e il tuo blocco hanno un senso, e non ti definiscono interamente.
Dott. Massimiliano Nardi
Psicologo clinico, Psicologo
Busto Arsizio
Gentilissima,

Grazie per aver condiviso la sua esperienza. È comprensibile che episodi come quelli che descrive possano riattivare emozioni e interrogativi, soprattutto dopo una storia significativa conclusa per scelta dell’altro. Il fatto che vi siate ritrovati faccia a faccia, senza parole ma con uno scambio di sguardi, può avere diversi significati. Non necessariamente indica un intento preciso da parte del suo ex, quanto piuttosto una situazione carica di ricordi ed emozioni reciproche. A volte, il silenzio e gli sguardi dicono molto, ma non sempre sono chiari.
Credo che il punto più importante però, non sia tanto capire cosa provi o pensi lui, quanto cosa prova lei e cosa desidera per sé stessa oggi. Le può essere utile chiedersi:
- Come mi sono sentita in questi incontri?
- Cosa avrei voluto dire o fare, se la timidezza non mi avesse bloccata?
- Oggi, a tre anni di distanza, quale spazio voglio dare ancora a questa persona nella mia vita interiore?

Può darsi che lui, nel suo comportamento, stia semplicemente gestendo la situazione come meglio riesce, senza intenzioni particolari. Ma a lei può servire comprendere meglio cosa questi episodi smuovono dentro di sé, così da non rimanere solo “bloccata”, ma poter scegliere consapevolmente come reagire la prossima volta (anche un semplice cenno con la mano o distogliere lo sguardo, se lo sente, può già essere un piccolo passo verso maggiore libertà).
Purtroppo chiedersi “cosa significa quello che fa lui?” potrebbe lasciare solo spazio a dubbi e frustrazioni se non si ha un confronto diretto, mentre credo possa esserle utile spostare la domanda: “cosa significa per me oggi incontrarlo, e come voglio stare in questa situazione?”.

Un caro saluto.
Dott.ssa Valentina Penati
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima, grazie per aver condiviso il suo messaggio. SI chiede come comportarsi a fronte del comportamento del suo ex e probabilmente a livello pratico non c'è nulla da fare (il suo ex compagno ha in qualche modo scelto di non avere contatti con lei, quindi pur vedendola ha scelto di non interagire con lei. Dal canto suo non si è fatta avanti per un saluto). Credo però che a livello individuale e di lavoro suo interiore ci sia spazio per delle riflessioni: come l'ha fatta sentire questo evitamento da parte del suo ex? Aveva forse delle altre aspettative che sono state deluse? Si aspettava forse di avere con lui un tipo di relazione/interazione diverso dopo la fine della relazione? Ecco, a volte ciò che più ci addolora/destabilizza/confonde non è tanto il comportamento in sé dell'altro a cui non sappiamo come reagire, quanto gestire il gap tra quello che noi ci aspettavamo/desideravamo e ciò che l'altro ci offre. L'altro fa il suo "lavoro", bene o male che sia, sta poi a noi occuparci delle nostre aspettative (deluse) e interrogarci su cosa significhino le emozioni che le azioni (o le non azioni) dell'altro ci suscitano. Resto a disposizione e le auguro buon pomeriggio, Valentina Penati
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve,é naturale sentirsi scossi quando una relazione significativa, anche se conclusa, si riaffaccia improvvisamente nella propria quotidianità. Il corpo e la mente reagiscono prima ancora che la ragione riesca a intervenire. Il fatto che lui non abbia cambiato strada e che vi siate scambiati uno sguardo prolungato può suscitare molte domande, ma non sempre esiste una risposta chiara e lineare. L’analisi bioenergetica insegna proprio ad ascoltare le risposte corporee in questi momenti: il blocco, la tensione, l’incapacità di reagire sono segnali che qualcosa, dentro di lei, è ancora attivo, forse non risolto del tutto. Essere rimasta immobile, senza riuscire a salutare, non è una colpa, ma un’espressione di quanto quell’incontro l’abbia toccata nel profondo. La timidezza può amplificare questa difficoltà, ma spesso è anche una forma di protezione. In psicoterapia umanistica si lavora proprio per dare dignità a questi vissuti, trasformandoli in risorse e non in ostacoli. Se avverte che questi episodi le restano dentro, generano confusione o fatica nel voltare pagina, potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo psicoterapeuta. In alcuni casi, anche pochi incontri possono favorire una rielaborazione e alleggerire il peso emotivo. La Mindfulness, se integrata nel percorso, può aiutarla a restare centrata su di sé, senza perdersi nei significati che attribuiamo agli altri. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Salve é fisiologico che dopo una relazione importante anche dopo anni, incontrare l’ex possa generare emozioni complesse, imbarazzo e difficoltà.
Quello che descrive :il sentirsi bloccata, la timidezza, l’incertezza su come reagire è una reazione molto comune: in quei momenti possono riattivarsi ricordi, sentimenti o semplicemente il disagio di trovarsi davanti a una persona che ha avuto un ruolo significativo nella propria vita.
È importante ricordare che il comportamento del suo ex non necessariamente ha un significato nascosto: può darsi che lui abbia scelto di non interagire per delicatezza, per imbarazzo o semplicemente perché non ha ritenuto necessario farlo.
Se dovesse accadere di incontrarlo di nuovo, può prepararsi a un gesto semplice e spontaneo (anche solo un cenno con la mano o un “ciao”), se si sentirà pronta.
Non serve forzarsi a fare più di quanto non senta nelle sue corde.
Se invece sente che per lei è più sereno mantenere la distanza, va bene anche questo: non c’è un modo “giusto” o “sbagliato”, ma quello che più tutela il suo equilibrio.
Infine, se nota che questi incontri le smuovono ancora emozioni forti o la fanno sentire bloccata, potrebbe essere utile parlarne più approfonditamente in un percorso psicologico: non per il passato in sé, ma per darle strumenti per affrontare queste situazioni con maggiore leggerezza e sicurezza.
Buone cose, dott.Marziani
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

faccia quello che sente, e quello che la fa star bene. Se volesse soddisfare la sua curiosità di comprendere questo apparente nuovo interesse da parte del suo ex, si avvicini e gli parli. Troverà sicuramente le risposte che cerca.

Cordialmente
Dott. Diego Ferrara
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, quello che racconta è un vissuto che lascia comprensibilmente un senso di confusione e di incertezza su come interpretare i comportamenti del suo ex. Dopo tre anni dalla fine della relazione, non è insolito che possano riemergere emozioni anche contrastanti quando ci si ritrova di fronte a chi ha rappresentato una parte significativa della propria vita. Nel suo caso, il fatto che lui non abbia evitato la sua presenza, ma nemmeno cercato un contatto diretto, può semplicemente riflettere un atteggiamento di neutralità, di rispetto degli spazi reciproci o forse di imbarazzo.

È importante sottolineare che non sempre i silenzi o gli sguardi hanno un significato nascosto: a volte sono semplicemente espressioni spontanee di un momento carico di ricordi. Lei stessa descrive di essere rimasta bloccata e in difficoltà nel salutare, e questo ci dice che l’incontro ha avuto un impatto emotivo su di lei. Non significa però che debba leggere nei gesti dell’altro un messaggio preciso o un’intenzione specifica.

Il consiglio che posso darle è di provare a spostare l’attenzione non tanto su ciò che lui pensa o sente, quanto su come lei vive e interpreta questi incontri. Si chieda: cosa risvegliano in me questi momenti? Mi riportano indietro o mi fanno comprendere a che punto del mio percorso sono arrivata? Dare spazio a queste domande può aiutarla a capire se si tratta di un episodio che rimane confinato al passato o se invece tocca corde che hanno ancora bisogno di essere elaborate.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, non è chiara la domanda, suppongo che lei cerchi un dialogo con il suo ex e si senta bloccata in tal senso. In questo caso, se così fosse, sarebbe utile a lei chiarire a se stessa con quali finalità e se prova ancora sentimento per lui o ci sono ferite da sanare o dubbi che vorrebbe chiarire. Può in tal caso provare a scrivergli? Immagini soprattutto come si sentirebbe dopo. Spero di esserle stasera utile.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Salve,
capisco bene la sua curiosità e il bisogno di dare un senso a ciò che è accaduto. Allo stesso tempo, è importante sottolineare che quelli che descrive non sono veri e propri “comportamenti strutturati”, ma più che altro reazioni istintive e di pochi secondi a una situazione imprevista.
Un incontro casuale con un ex, dopo anni di distanza, può suscitare emozioni e innescare atteggiamenti spontanei: guardarsi, restare in silenzio, non salutare. Tutto ciò non ha necessariamente un significato nascosto o un messaggio implicito. Spesso sono semplicemente dinamiche di imbarazzo, sorpresa o timidezza che si attivano in quel momento.

Il punto centrale, quindi, non è tanto interpretare cosa abbia voluto comunicare il suo ex, quanto chiedersi: “Che effetto ha avuto su di me questo incontro? Come mi sono sentita dopo?”. Questo può aiutarla a spostare l’attenzione da lui a sé stessa, valorizzando i suoi bisogni e le sue emozioni nel presente.
Se desidera, potrebbe anche lavorare sul rafforzare la propria assertività: trovare un semplice “ciao” o un gesto di saluto in situazioni simili potrebbe aiutarla a sentirsi più padrona di sé, indipendentemente dalla reazione dell’altro.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Frosini.
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Buonasera, grazie per aver condiviso questa situazione che immagino le abbia creato molta confusione. È comprensibile che, dopo tre anni di silenzio, ritrovarsi davanti al suo ex in modo così improvviso riapra domande e sensazioni che pensava fossero chiuse.
Quello che descrive, però, non è necessariamente un messaggio o un segnale da interpretare. Quando due persone hanno avuto una storia importante, soprattutto se la fine è stata difficile o dolorosa, il corpo e gli sguardi reagiscono in automatico, senza una vera intenzione consapevole dietro. Non sempre chi lascia è libero da emozioni, e non sempre chi viene lasciato è in grado di salutare con leggerezza. Le rotture non cancellano la sensibilità, ma modificano il modo in cui ci si protegge.
Nel suo comportamento non vedo né ostilità né un tentativo di riavvicinamento. Semplicemente si è trovato davanti a lei e ha reagito come molte persone farebbero in una situazione emotivamente complessa: non ha evitato il contatto e allo stesso tempo non ha cercato un dialogo, probabilmente perché non sapeva come muoversi o non voleva creare imbarazzo.

Anche la sua reazione è più che naturale. Essere timidi, ritrovarsi spiazzati, bloccarsi davanti a un volto che ha contato tanto è umano. Il corpo a volte arriva prima della mente e quel momento di immobilità non dice nulla sulla sua forza, ma parla del legame che c’è stato.Se questi incontri le hanno smosso qualcosa, si conceda il tempo di capire cosa. A volte restano solo emozioni residue, a volte piccoli rimpianti, altre volte si tratta semplicemente di un capitolo che si riapre per essere chiuso meglio dentro di sé, non con l’altra persona.

Se sente che questa esperienza le ha riportato alla mente domande irrisolte e ha bisogno di un confronto più approfondito, sono disponibile.

Un caro saluto.

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