Buonasera Gentili Dottori. Sono un uomo, prima metà dei 40 anni, non quello che si può definire medi
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Buonasera Gentili Dottori. Sono un uomo, prima metà dei 40 anni, non quello che si può definire mediamente di bell’aspetto. Poche esperienze relazionali / sessuali, tra le quali una di 5 anni con una persona di 10 anni piu giovane di me, problematica oltretutto finita male e con lei che mi tradisce e se ne va (per fortuna dico adesso). Single adesso da circa 10 anni. Mite di carattere sono riconosciuto unanimemente come buon collega buon amico. Passano gli anni per me, ma sono sempre attratto dalle ragazze giovani. Molto giovani. Se fosse socialmente accettabile e di uso comune, io mi sentirei di frequentare una ragazza di 18 anni. Le donne di 10 anni più giovani di me mi appaiono vecchie. Le donne della mia età le scambio per donne che potrebbero essere mia madre. Ma non faccio ironia dico proprio a livello di pelle, di sensazione. Mi sento di non vivere la mia età. Per completezza preciso che non ho alcun tipo di interesse per ragazze “troppo” giovani, e che ho avuto comunque occasioni di conoscenza con donne anche più adulte di me (qualche anno fa) che onestamente non mi hanno soddisfatto (tranne in un caso) “a pelle” ma sono state Comunque esperienze che mi hanno lasciato dentro qualcosa di bello.
Mi scuso in anticipo con le professioniste donne se questo argomento può essere fastidioso da leggere ma vi garantisco che in me non c’è alcuna malizia o volontà che possa avvisare come innaturale.
Vorrei sapere come poter affrontare questa cosa dato che, vista comunque la mia già scarsa “fortuna” nel conoscere donne, questo ulteriore limite certamente non mi avvantaggia. Grazie mille in anticipo a tutt*.
Mi scuso in anticipo con le professioniste donne se questo argomento può essere fastidioso da leggere ma vi garantisco che in me non c’è alcuna malizia o volontà che possa avvisare come innaturale.
Vorrei sapere come poter affrontare questa cosa dato che, vista comunque la mia già scarsa “fortuna” nel conoscere donne, questo ulteriore limite certamente non mi avvantaggia. Grazie mille in anticipo a tutt*.
Il rapporto con donne qualifica moltissimo la propria qualità della vita; credo che sia opportuno per lei intraprendere perciò un lavoro di chiarimento serio e profondo su se stesso. Le consiglio la Psicoterapia EMDR. Si tratta di una cura d’avanguardia, originale, incisiva e validata da ricerche e pubblicazione; è adatta a tutte le età, a qualunque tipologia di sofferenza mentale in ogni contesto e associabile all'assunzione di Medicamenti Naturali (Fitoterapia, Omeopatia, Floriterapia di Bach, Nutraceutica e Pre-Probiotica)
Essa, infatti, avendo il pregio di agire sugli aspetti profondi e cruciali della persona, ottiene risultati salutari, straordinariamente positivi e duraturi, in tempi molto più brevi rispetto alle “psicoterapie tradizionali”. Cordiali saluti da Michele Iannelli, medico specialista in Psicologia Clinica, Psicoterapeuta EMDR, Omeopata.
Essa, infatti, avendo il pregio di agire sugli aspetti profondi e cruciali della persona, ottiene risultati salutari, straordinariamente positivi e duraturi, in tempi molto più brevi rispetto alle “psicoterapie tradizionali”. Cordiali saluti da Michele Iannelli, medico specialista in Psicologia Clinica, Psicoterapeuta EMDR, Omeopata.
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Gentile Utente, a mio avviso la domanda più utile non è “come faccio a cambiare preferenza”, ma “questa preferenza mi sta aprendo o mi sta chiudendo le possibilità di vivere una vita relazionale soddisfacente?”. Infatti allo stato attuale sembra che il suo desiderio, così com’è organizzato, restringa moltissimo il campo e la possibilità di incontrare una partner stabile e compatibile nel lungo periodo, e questo non per una questione morale, ma per un dato statistico e sociale.
Che lei dica di non voler nulla di “troppo giovane” ma allo stesso tempo si senta attratto da ragazze molto giovani, introduce una tensione interna che non va ignorata. Quando una persona sente che il proprio desiderio si muove in una direzione che riconosce come potenzialmente problematica o socialmente delicata, il lavoro psicologico non è reprimerlo, ma capirne la funzione.
Se fossimo in un rapporto terapeutico la direzione non sarebbe dirle “deve cambiare gusto”, ma esplorare insieme tre domande: che cosa rappresenta per lei la giovinezza, che cosa accade internamente quando immagina una relazione tra pari, e che cosa rende poco attivante per lei una fascia d’età di persone simile alla sua.
Spesso, lavorando su questi livelli, non è il desiderio a “sparire”, ma si amplia la capacità di sentire attrazione in modo meno rigido e più ricco.
Se questa configurazione resta una convinzione indiscutibile nel tempo, è probabile che continui a mantenere la sua difficoltà nel costruire una relazione stabile, non per mancanza di opportunità, ma per restringimento del campo di selezione e di scelta.
Se invece diventa un tema su cui riflettere e sperimentare, non da giudicare, allora può diventare qualcosa su cui lavorare in modo serio, e non una strada senza uscita.
Un cordiale saluto.
Che lei dica di non voler nulla di “troppo giovane” ma allo stesso tempo si senta attratto da ragazze molto giovani, introduce una tensione interna che non va ignorata. Quando una persona sente che il proprio desiderio si muove in una direzione che riconosce come potenzialmente problematica o socialmente delicata, il lavoro psicologico non è reprimerlo, ma capirne la funzione.
Se fossimo in un rapporto terapeutico la direzione non sarebbe dirle “deve cambiare gusto”, ma esplorare insieme tre domande: che cosa rappresenta per lei la giovinezza, che cosa accade internamente quando immagina una relazione tra pari, e che cosa rende poco attivante per lei una fascia d’età di persone simile alla sua.
Spesso, lavorando su questi livelli, non è il desiderio a “sparire”, ma si amplia la capacità di sentire attrazione in modo meno rigido e più ricco.
Se questa configurazione resta una convinzione indiscutibile nel tempo, è probabile che continui a mantenere la sua difficoltà nel costruire una relazione stabile, non per mancanza di opportunità, ma per restringimento del campo di selezione e di scelta.
Se invece diventa un tema su cui riflettere e sperimentare, non da giudicare, allora può diventare qualcosa su cui lavorare in modo serio, e non una strada senza uscita.
Un cordiale saluto.
Gentile utente,
la ringrazio per la sua condivisione, che affronta un tema complesso e delicato.
Da ciò che descrive emerge una forte difficoltà a sentire attrazione e connessione con le donne della sua età e una marcata idealizzazione verso partner molto più giovani. Questo tipo di vissuto può avere diverse radici, spesso legate alla storia affettiva, alle esperienze relazionali precedenti e al modo in cui si costruisce l’immagine di sé e dell’altro nelle relazioni.
Più che soffermarsi sul “tipo di persona” verso cui si sente attratto, può essere utile comprendere cosa rappresenta per lei la differenza di età: cosa cerca, cosa evita, e che tipo di esperienza emotiva si attiva nelle relazioni tra pari.
Il fatto che le relazioni passate non siano state soddisfacenti “a pelle” merita anch’esso uno spazio di approfondimento, perché spesso la difficoltà non riguarda solo l’altro, ma il modo in cui si entra in contatto e ci si sente nella relazione.
Le suggerirei di affrontare questi aspetti in un percorso psicologico, dove poter esplorare in modo più approfondito la sua storia affettiva e i modelli relazionali che si ripetono, senza giudizio ma con attenzione clinica.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
la ringrazio per la sua condivisione, che affronta un tema complesso e delicato.
Da ciò che descrive emerge una forte difficoltà a sentire attrazione e connessione con le donne della sua età e una marcata idealizzazione verso partner molto più giovani. Questo tipo di vissuto può avere diverse radici, spesso legate alla storia affettiva, alle esperienze relazionali precedenti e al modo in cui si costruisce l’immagine di sé e dell’altro nelle relazioni.
Più che soffermarsi sul “tipo di persona” verso cui si sente attratto, può essere utile comprendere cosa rappresenta per lei la differenza di età: cosa cerca, cosa evita, e che tipo di esperienza emotiva si attiva nelle relazioni tra pari.
Il fatto che le relazioni passate non siano state soddisfacenti “a pelle” merita anch’esso uno spazio di approfondimento, perché spesso la difficoltà non riguarda solo l’altro, ma il modo in cui si entra in contatto e ci si sente nella relazione.
Le suggerirei di affrontare questi aspetti in un percorso psicologico, dove poter esplorare in modo più approfondito la sua storia affettiva e i modelli relazionali che si ripetono, senza giudizio ma con attenzione clinica.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buongiorno,
da ciò che racconta non sembra essere una questione di per sé insolita. L'attrazione non segue sempre in modo lineare l'età anagrafica e molte persone, uomini e donne, possono sentirsi maggiormente attratte da partner più giovani o più maturi rispetto a loro. Il punto importante, però, non è tanto l'età delle persone verso cui si sente attratto, quanto il significato che questa preferenza assume nella sua vita e quanto stia limitando le sue possibilità relazionali.
Colpisce una frase in particolare: "non mi sento di vivere la mia età". Forse questa potrebbe essere una chiave di lettura interessante. Talvolta l'età che percepiamo interiormente e quella anagrafica non coincidono. Può accadere che una persona continui a identificarsi con una fase precedente della propria vita, sentendosi emotivamente più vicina a certi modi di vivere, di progettare e di immaginare il futuro.
Un altro aspetto da considerare è che l'attrazione non riguarda soltanto il dato estetico. A volte ciò che viene percepito come attrazione per la giovinezza può contenere anche il desiderio di vitalità, spontaneità, leggerezza, possibilità ancora aperte, aspetti che inconsciamente vengono associati a persone più giovani.
Mi sembra inoltre significativo che lei racconti di aver avuto alcune conoscenze con donne più adulte che, pur non suscitando una forte attrazione iniziale, le abbiano lasciato comunque qualcosa di bello. Questo suggerisce che una parte di lei sia in grado di apprezzare aspetti relazionali che vanno oltre il primo impatto legato all'età o all'aspetto fisico.
Forse la domanda da porsi non è tanto "come faccio a farmi piacere donne della mia età?", quanto piuttosto "cosa rappresenta per me la giovinezza e cosa mi allontana così tanto dall'idea di una donna più vicina alla mia età?". Sono due interrogativi diversi e il secondo potrebbe aprire riflessioni più profonde.
Infine, vorrei sottolineare un elemento pratico: quando il campo delle possibili partner diventa molto ristretto, il rischio è che l'ideale prevalga sull'incontro reale. Le relazioni che funzionano e che danno soddisfazione raramente nascono da criteri perfetti stabiliti in anticipo; spesso emergono dall'incontro con una persona concreta, che può sorprenderci anche al di fuori delle nostre preferenze iniziali.
Se questa difficoltà la fa soffrire o le impedisce di costruire relazioni che desidererebbe avere, potrebbe essere utile approfondire il tema con uno psicologo. Non per "correggere" le sue preferenze, ma per comprendere meglio il significato che assumono nella sua storia personale e nel modo in cui oggi vive sé stesso, il tempo che passa e le relazioni affettive.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
da ciò che racconta non sembra essere una questione di per sé insolita. L'attrazione non segue sempre in modo lineare l'età anagrafica e molte persone, uomini e donne, possono sentirsi maggiormente attratte da partner più giovani o più maturi rispetto a loro. Il punto importante, però, non è tanto l'età delle persone verso cui si sente attratto, quanto il significato che questa preferenza assume nella sua vita e quanto stia limitando le sue possibilità relazionali.
Colpisce una frase in particolare: "non mi sento di vivere la mia età". Forse questa potrebbe essere una chiave di lettura interessante. Talvolta l'età che percepiamo interiormente e quella anagrafica non coincidono. Può accadere che una persona continui a identificarsi con una fase precedente della propria vita, sentendosi emotivamente più vicina a certi modi di vivere, di progettare e di immaginare il futuro.
Un altro aspetto da considerare è che l'attrazione non riguarda soltanto il dato estetico. A volte ciò che viene percepito come attrazione per la giovinezza può contenere anche il desiderio di vitalità, spontaneità, leggerezza, possibilità ancora aperte, aspetti che inconsciamente vengono associati a persone più giovani.
Mi sembra inoltre significativo che lei racconti di aver avuto alcune conoscenze con donne più adulte che, pur non suscitando una forte attrazione iniziale, le abbiano lasciato comunque qualcosa di bello. Questo suggerisce che una parte di lei sia in grado di apprezzare aspetti relazionali che vanno oltre il primo impatto legato all'età o all'aspetto fisico.
Forse la domanda da porsi non è tanto "come faccio a farmi piacere donne della mia età?", quanto piuttosto "cosa rappresenta per me la giovinezza e cosa mi allontana così tanto dall'idea di una donna più vicina alla mia età?". Sono due interrogativi diversi e il secondo potrebbe aprire riflessioni più profonde.
Infine, vorrei sottolineare un elemento pratico: quando il campo delle possibili partner diventa molto ristretto, il rischio è che l'ideale prevalga sull'incontro reale. Le relazioni che funzionano e che danno soddisfazione raramente nascono da criteri perfetti stabiliti in anticipo; spesso emergono dall'incontro con una persona concreta, che può sorprenderci anche al di fuori delle nostre preferenze iniziali.
Se questa difficoltà la fa soffrire o le impedisce di costruire relazioni che desidererebbe avere, potrebbe essere utile approfondire il tema con uno psicologo. Non per "correggere" le sue preferenze, ma per comprendere meglio il significato che assumono nella sua storia personale e nel modo in cui oggi vive sé stesso, il tempo che passa e le relazioni affettive.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Buonasera,
l'attrazione è un fenomeno complesso e non sempre coincide con l'età anagrafica o con ciò che riteniamo più funzionale per la nostra vita. Il fatto che Lei sia attratto da donne molto più giovani non è di per sé un problema, purché si tratti di persone adulte e consenzienti.
Può però essere utile interrogarsi su cosa rappresentino per Lei la giovinezza, la freschezza o alcune caratteristiche associate a quell'età. Talvolta l'attrazione non riguarda soltanto l'aspetto fisico, ma anche bisogni emotivi, vissuti personali o l'immagine che abbiamo di noi stessi e del tempo che passa.
Il disagio che esprime sembra legato soprattutto alla sensazione di non riconoscersi nella propria età e alla paura che questo limiti le Sue possibilità relazionali. Approfondire questi aspetti potrebbe aiutarLa a comprendere meglio i Suoi desideri e a vivere le relazioni con maggiore serenità.
Se desidera esplorare questi temi in modo più approfondito, La invito a prenotare un colloquio conoscitivo con me.
Un saluto,
Dott.ssa Pisano
l'attrazione è un fenomeno complesso e non sempre coincide con l'età anagrafica o con ciò che riteniamo più funzionale per la nostra vita. Il fatto che Lei sia attratto da donne molto più giovani non è di per sé un problema, purché si tratti di persone adulte e consenzienti.
Può però essere utile interrogarsi su cosa rappresentino per Lei la giovinezza, la freschezza o alcune caratteristiche associate a quell'età. Talvolta l'attrazione non riguarda soltanto l'aspetto fisico, ma anche bisogni emotivi, vissuti personali o l'immagine che abbiamo di noi stessi e del tempo che passa.
Il disagio che esprime sembra legato soprattutto alla sensazione di non riconoscersi nella propria età e alla paura che questo limiti le Sue possibilità relazionali. Approfondire questi aspetti potrebbe aiutarLa a comprendere meglio i Suoi desideri e a vivere le relazioni con maggiore serenità.
Se desidera esplorare questi temi in modo più approfondito, La invito a prenotare un colloquio conoscitivo con me.
Un saluto,
Dott.ssa Pisano
Buonasera,
da ciò che racconta emerge una situazione che, in realtà, è più frequente di quanto si possa pensare e che merita di essere osservata senza giudizi morali ma con curiosità e attenzione psicologica.
Innanzitutto è importante distinguere tra ciò che riguarda l'attrazione fisica e ciò che riguarda la capacità di costruire una relazione affettiva. Lei descrive un'attrazione molto marcata verso donne significativamente più giovani e una difficoltà a percepire come desiderabili le donne della sua fascia d'età. Questo non significa necessariamente che ci sia qualcosa di "sbagliato" in lei, ma può essere utile chiedersi quale significato emotivo abbia questa preferenza.
Talvolta l'attrazione per persone molto giovani può essere collegata non soltanto all'aspetto fisico, ma anche a una rappresentazione di sé. Ad esempio, alcune persone faticano a riconoscersi nel proprio processo di invecchiamento e continuano a sentirsi internamente molto più giovani della loro età anagrafica. In questi casi, il coetaneo o la coetanea possono essere vissuti inconsciamente come uno specchio del tempo che passa, mentre la persona più giovane rappresenta una parte di sé che si desidera mantenere viva.
Un altro aspetto che potrebbe essere interessante esplorare riguarda la sua storia relazionale. Lei racconta poche esperienze sentimentali e una relazione significativa conclusasi con un tradimento. Talvolta eventi emotivamente dolorosi possono influenzare, anche inconsapevolmente, i criteri con cui scegliamo i partner negli anni successivi. Non necessariamente come conseguenza diretta del trauma, ma come modalità attraverso cui cerchiamo sicurezza, conferme o una particolare immagine della relazione.
Mi colpisce inoltre un elemento importante del suo racconto: nonostante la forte preferenza per donne molto giovani, lei riferisce di aver avuto alcune esperienze con donne più adulte che le hanno lasciato ricordi positivi e significativi. Questo suggerisce che la dimensione affettiva e relazionale potrebbe essere più ampia e flessibile di quanto oggi percepisca.
Forse la domanda non è tanto "come fare a farmi piacere le donne della mia età?", quanto piuttosto "che cosa rappresenta per me la giovinezza e perché sento una distanza così marcata dalle persone della mia generazione?". Comprendere questo aspetto potrebbe aiutarla a vivere le relazioni future con maggiore libertà e meno senso di limitazione.
Considerato che questa situazione sembra accompagnarla da molti anni e che lei stesso percepisce che possa influire sulle sue possibilità relazionali, ritengo che sarebbe utile approfondire il tema all'interno di un percorso psicologico, che le permetta di comprendere meglio il significato personale di queste preferenze e il rapporto che ha con la propria età, la propria immagine e la propria storia affettiva.
Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che racconta emerge una situazione che, in realtà, è più frequente di quanto si possa pensare e che merita di essere osservata senza giudizi morali ma con curiosità e attenzione psicologica.
Innanzitutto è importante distinguere tra ciò che riguarda l'attrazione fisica e ciò che riguarda la capacità di costruire una relazione affettiva. Lei descrive un'attrazione molto marcata verso donne significativamente più giovani e una difficoltà a percepire come desiderabili le donne della sua fascia d'età. Questo non significa necessariamente che ci sia qualcosa di "sbagliato" in lei, ma può essere utile chiedersi quale significato emotivo abbia questa preferenza.
Talvolta l'attrazione per persone molto giovani può essere collegata non soltanto all'aspetto fisico, ma anche a una rappresentazione di sé. Ad esempio, alcune persone faticano a riconoscersi nel proprio processo di invecchiamento e continuano a sentirsi internamente molto più giovani della loro età anagrafica. In questi casi, il coetaneo o la coetanea possono essere vissuti inconsciamente come uno specchio del tempo che passa, mentre la persona più giovane rappresenta una parte di sé che si desidera mantenere viva.
Un altro aspetto che potrebbe essere interessante esplorare riguarda la sua storia relazionale. Lei racconta poche esperienze sentimentali e una relazione significativa conclusasi con un tradimento. Talvolta eventi emotivamente dolorosi possono influenzare, anche inconsapevolmente, i criteri con cui scegliamo i partner negli anni successivi. Non necessariamente come conseguenza diretta del trauma, ma come modalità attraverso cui cerchiamo sicurezza, conferme o una particolare immagine della relazione.
Mi colpisce inoltre un elemento importante del suo racconto: nonostante la forte preferenza per donne molto giovani, lei riferisce di aver avuto alcune esperienze con donne più adulte che le hanno lasciato ricordi positivi e significativi. Questo suggerisce che la dimensione affettiva e relazionale potrebbe essere più ampia e flessibile di quanto oggi percepisca.
Forse la domanda non è tanto "come fare a farmi piacere le donne della mia età?", quanto piuttosto "che cosa rappresenta per me la giovinezza e perché sento una distanza così marcata dalle persone della mia generazione?". Comprendere questo aspetto potrebbe aiutarla a vivere le relazioni future con maggiore libertà e meno senso di limitazione.
Considerato che questa situazione sembra accompagnarla da molti anni e che lei stesso percepisce che possa influire sulle sue possibilità relazionali, ritengo che sarebbe utile approfondire il tema all'interno di un percorso psicologico, che le permetta di comprendere meglio il significato personale di queste preferenze e il rapporto che ha con la propria età, la propria immagine e la propria storia affettiva.
Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera credo che sarebbe interessante per lei approfondire la frase "Mi sento di non vivere la mia età". La domanda che pone, cioè "come affrontare la cosa data la mia già scarsa fortuna nel conoscere donne" a mio avviso potrebbe essere esplorata e approfondita in un setting di psicoterapia, in una relazione con un collega dove lei possa sentirsi accolto e non giudicato ed insieme dare una risposta a questo interrogativo e magari aiutarala a costruire una relazione con una donna con cui condividire il suo futuro.
Un saluto,
Antonio Pagni Fedi
Un saluto,
Antonio Pagni Fedi
Buongiorno,
la ringrazio per la fiducia e per la sincerità con cui ha condiviso una parte così delicata della sua esperienza. Dal suo racconto posso dire che emerge una persona che sta cercando di comprendere se stessa con onestà, anche quando ciò che osserva dentro di sé la mette a disagio o la preoccupa.
Lei scrive una frase che trovo particolarmente importante: "Mi sento di non vivere la mia età." Mi soffermerei proprio qui. Talvolta l'attrazione verso persone molto più giovani non riguarda esclusivamente il loro aspetto fisico, ma ciò che esse rappresentano simbolicamente: vitalità, possibilità ancora aperte, spontaneità, leggerezza, entusiasmo, senso del futuro, libertà dai ruoli consolidati. In altre parole, non sempre desideriamo soltanto una persona; a volte desideriamo anche il contatto con una parte di noi stessi che percepiamo incarnata in quella persona.
La domanda non è tanto "come faccio a cambiare ciò che mi attrae?", quanto "che cosa sto cercando, attraverso questa attrazione?". A volte ciò che vediamo nell'altro è anche una parte di noi stessi che desidera essere riconosciuta e vissuta.
Mi colpisce inoltre che lei abbia saputo apprezzare alcune conoscenze con donne più adulte, pur senza una forte attrazione iniziale. Questo suggerisce che la sua capacità di creare connessioni profonde va ben oltre il dato anagrafico.
La questione non riguarda tanto il giudicarsi, quanto provare a interrogarsi con curiosità sul rapporto che ha con il tempo che passa e con l'età che sente di avere dentro di sé. Spesso è lì che si trovano le risposte più interessanti.
Qualora sia intenzionato o abbia curiosità a iniziare un percorso di esplorazione di questo o altri argomenti, non esisti a contattarmi.
Le auguro una buona giornata.
Ubaldo Balestriere
la ringrazio per la fiducia e per la sincerità con cui ha condiviso una parte così delicata della sua esperienza. Dal suo racconto posso dire che emerge una persona che sta cercando di comprendere se stessa con onestà, anche quando ciò che osserva dentro di sé la mette a disagio o la preoccupa.
Lei scrive una frase che trovo particolarmente importante: "Mi sento di non vivere la mia età." Mi soffermerei proprio qui. Talvolta l'attrazione verso persone molto più giovani non riguarda esclusivamente il loro aspetto fisico, ma ciò che esse rappresentano simbolicamente: vitalità, possibilità ancora aperte, spontaneità, leggerezza, entusiasmo, senso del futuro, libertà dai ruoli consolidati. In altre parole, non sempre desideriamo soltanto una persona; a volte desideriamo anche il contatto con una parte di noi stessi che percepiamo incarnata in quella persona.
La domanda non è tanto "come faccio a cambiare ciò che mi attrae?", quanto "che cosa sto cercando, attraverso questa attrazione?". A volte ciò che vediamo nell'altro è anche una parte di noi stessi che desidera essere riconosciuta e vissuta.
Mi colpisce inoltre che lei abbia saputo apprezzare alcune conoscenze con donne più adulte, pur senza una forte attrazione iniziale. Questo suggerisce che la sua capacità di creare connessioni profonde va ben oltre il dato anagrafico.
La questione non riguarda tanto il giudicarsi, quanto provare a interrogarsi con curiosità sul rapporto che ha con il tempo che passa e con l'età che sente di avere dentro di sé. Spesso è lì che si trovano le risposte più interessanti.
Qualora sia intenzionato o abbia curiosità a iniziare un percorso di esplorazione di questo o altri argomenti, non esisti a contattarmi.
Le auguro una buona giornata.
Ubaldo Balestriere
Buongiorno,
ti ringrazio per la fiducia con cui condividi una parte così delicata della tua esperienza. Da ciò che racconti emerge non solo una difficoltà nelle relazioni, ma anche una sensazione più profonda di “non sentirti in sintonia” con la tua età e con ciò che ti circonda sul piano affettivo e corporeo.
L’attrazione non è qualcosa che scegliamo razionalmente, ma può avere radici nella nostra storia personale, nelle esperienze relazionali passate e nel modo in cui viviamo noi stessi nel tempo. Più che giudicarla, può essere utile provare a comprenderla: cosa rappresenta per te la giovinezza? Che immagine hai di te oggi, come uomo? E che tipo di incontro senti davvero possibile, al di là dell’età?
Il fatto che tu riconosca questo come un possibile limite e desideri affrontarlo è già un passo importante. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a esplorare con maggiore chiarezza questi vissuti, senza giudizio, ampliando le possibilità di scelta e di benessere nelle relazioni.
Resto a disposizione se vorrai approfondire.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
ti ringrazio per la fiducia con cui condividi una parte così delicata della tua esperienza. Da ciò che racconti emerge non solo una difficoltà nelle relazioni, ma anche una sensazione più profonda di “non sentirti in sintonia” con la tua età e con ciò che ti circonda sul piano affettivo e corporeo.
L’attrazione non è qualcosa che scegliamo razionalmente, ma può avere radici nella nostra storia personale, nelle esperienze relazionali passate e nel modo in cui viviamo noi stessi nel tempo. Più che giudicarla, può essere utile provare a comprenderla: cosa rappresenta per te la giovinezza? Che immagine hai di te oggi, come uomo? E che tipo di incontro senti davvero possibile, al di là dell’età?
Il fatto che tu riconosca questo come un possibile limite e desideri affrontarlo è già un passo importante. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a esplorare con maggiore chiarezza questi vissuti, senza giudizio, ampliando le possibilità di scelta e di benessere nelle relazioni.
Resto a disposizione se vorrai approfondire.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
La ringrazio per la sua sincerità nel condividere un vissuto che le provoca disagio e segnala una discrepanza tra la sua età anagrafica e l'età delle donne da cui si sente attratto è un segnale importante. Il rifiuto verso le donne coetanee e la preferenza per ragazze molto giovani non indica solo preferenza estetica ma può riferirsi al bisogno di recuperare una giovinezza e rivivere momenti relazionali che sente di non aver vissuto appieno a tempo debito come da lei indicato nelle poche esperienze passate e la dolorosa rottura di dieci anni fa.
Cercare relazioni con partner molto più giovani rischia però di diventare un rifugio ideale che crea un forte limite oggettivo nella realtà sociale e ostacola la sua ricerca di una compagnia concreta.
Suggerirei di esplorare l'origine di questo blocco, comprendendo cosa rappresenti davvero per lei la giovinezza assoluta ed elaborare traumi del passato, in particolare l'abbandono e il tradimento subiti, che potrebbero aver congelato la sua evoluzione emotiva per connettersi con la sua età reale e imparare ad accettarla e a trovare stimoli gratificanti nella sua attuale fase di vita.
Cercare relazioni con partner molto più giovani rischia però di diventare un rifugio ideale che crea un forte limite oggettivo nella realtà sociale e ostacola la sua ricerca di una compagnia concreta.
Suggerirei di esplorare l'origine di questo blocco, comprendendo cosa rappresenti davvero per lei la giovinezza assoluta ed elaborare traumi del passato, in particolare l'abbandono e il tradimento subiti, che potrebbero aver congelato la sua evoluzione emotiva per connettersi con la sua età reale e imparare ad accettarla e a trovare stimoli gratificanti nella sua attuale fase di vita.
Buon pomeriggio, innanzitutto la tranquillizzo: non mi sono sentita offesa dalle sue parole. Lei si è messo in gioco e ha parlato di una sua difficoltà relazionale. Dalla sua descrizione posso fare solo qualche ipotesi, una delle quali potrebbe essere che lei preferisce donne molto più giovani perché la fanno sentire meno inadeguato e non si pongono come sue pari. Ma questa, come ho detto, è soltanto una delle tante ipotesi che si possono fare. In realtà, per capire proprio bene le motivazioni, dovrebbe affrontare una terapia. La psicoterapia è un percorso di conoscenza di se stessi che, se fatto con pienezza, può portare a una vita più soddisfacente. Nulla esclude che magari, anche dopo aver affrontato un percorso di terapia e aver capito le sue motivazioni, lei possa scegliere di continuare a cercare donne molto più giovani, ma almeno saprà il perché e sarà meno frustrato. Spero di esserle stata utile. Buona domenica.
Buonasera, direi che una parte di quello che lei racconta non desta stupore ( quale uomo non si sente attratto da una giovane donna? ), mentre l'altra parte merita una riflessione. E cioè che lei non si senta attratto da donne della sua età o anche di qualche anno più giiovani.Persone,quindi,che possono condividere le sue esperienze, i suoi gusti, i suoi interessi, le sue amicizie.Probabilmente la chiave sta in quella frase: "Mi sento di non vivere la mia età".Dato che lei dice "mi sento di non..."si tratta di un "sentire", quindi qualcosa di profondo, e le riflessioni che possiamo fare non è detto che centrino il bersaglio. Ma dobbiamo farle ugualmente.Che cosa la trattiene dall'accettare davvero di avere quarantanni? Rifiuto di lasciar andare il passato? Desiderio inconsapevole di fermare il tempo? Gli uomini hanno sempre sognato l'eterna giovinezza; ciò non toglie che sia un sogno ingannevole.Se ci crediamo davvero, rischiamo di rovinarci il presente della nostra vita, che non è un'eterna giovinezza, ma ha valore così com'è, a quaranta come a sessant'anni. Penso che le sia utile riflettere sul valore della sua vita, oggi,ai suoi quarant'anni, e sul valore che può avere condividerla, questa vita, con una donna che stia sperimentando, nella propria vita, una fase di tempo simile alla sua.
Gentile utente di mio dottore,
potrebbe meglio comprendere il significato di tutto questo all'interno di un percorso di psicoterapia. Si affidi ad uno specialista, vedrà che con il tempo la aiuterà a trovare le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
potrebbe meglio comprendere il significato di tutto questo all'interno di un percorso di psicoterapia. Si affidi ad uno specialista, vedrà che con il tempo la aiuterà a trovare le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno,
l'attrazione tra persone di età diverse può dipendere da molti fattori:
-Aspetti biologici: semplicemente percepire la giovinezza è associato a salute e fertilità;
-Fattori culturali e sociali che influenzano ciò che le persone trovano attraenti;
- Dinamiche psicologiche personali: alcuni uomini si sentono più "energici" o desiderati stando con persone più giovani;
- Differenze di ruolo: la ricerca di un partner più spensierato e occasionale, dinamiche di potere..
le consiglierei qualche seduta con uno psicoterapeuta per approfondire le ragioni dell'attrazione oltre la fisicità.
Un saluto
l'attrazione tra persone di età diverse può dipendere da molti fattori:
-Aspetti biologici: semplicemente percepire la giovinezza è associato a salute e fertilità;
-Fattori culturali e sociali che influenzano ciò che le persone trovano attraenti;
- Dinamiche psicologiche personali: alcuni uomini si sentono più "energici" o desiderati stando con persone più giovani;
- Differenze di ruolo: la ricerca di un partner più spensierato e occasionale, dinamiche di potere..
le consiglierei qualche seduta con uno psicoterapeuta per approfondire le ragioni dell'attrazione oltre la fisicità.
Un saluto
Buongiorno sento che Lei sta segnalando una scontentezza di fondo che non è propriamente legata alle persone che frequenta, quanto piuttosto ad una condizione interna che non La fa vivere sereno con se stesso. Sono convinta che fare una psicoterapia sarebbe utile per ritrovare il senso di Sé, intendo dire per ricostituire la propria storia personale e le motivazioni più profonde che hanno indotto in Lei a lungo andare un senso di frustrazione latente. Cordial saluti dott.ssa G.Elmo
Gent.mo, se desidera capire meglio sé stesso, il suo rapporto con le donne, le modalità con cui costruisce i rapporti sentimentali e le difficoltà che incontra, provi a contattare uno specialista per vedere se una psicoterapia possa eventualmente rappresentare una risposta appropriata ai suoi problemi. SG
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Buongiorno, quello che racconta merita di essere approfondito con un lavoro psicoterapeutico mirato. Descrive una situazione che può essere affrontata e compresa, ma spetta a lei fare il primo passo. Rimango a disposizione, un saluto
Buonasera,
dalla sua domanda non emerge tanto una preoccupazione legata all'attrazione verso donne adulte e consenzienti, quanto piuttosto un interrogativo che lei stesso formula in modo molto chiaro: la sensazione di non abitare soggettivamente la sua età. Mi colpisce infatti che descriva le donne sue coetanee come appartenenti quasi a un'altra generazione, mentre percepisce come più vicine a sé donne molto più giovani. Questo sembra rimandare non soltanto a una preferenza estetica, ma anche al modo in cui lei si rappresenta e si colloca nel tempo della propria vita. Talvolta accade che l'età anagrafica e l'età vissuta soggettivamente non coincidano. Quando questa distanza diventa particolarmente marcata, può essere utile interrogarsi su quale immagine di sé si sia mantenuta nel tempo e su che cosa renda difficile riconoscersi nelle trasformazioni che inevitabilmente accompagnano il passare degli anni. Un altro aspetto che emerge dalle sue parole è che sembra attribuire una parte significativa delle difficoltà relazionali a questa preferenza per donne molto giovani. Tuttavia, mi domanderei se il punto centrale sia davvero l'età delle persone che incontra oppure il modo in cui entra in relazione con l'altro e ciò che cerca in un legame affettivo.
Le preferenze amorose non si scelgono volontariamente e difficilmente possono essere modificate attraverso uno sforzo razionale. Diverso è cercare di comprendere quale funzione abbiano nella propria economia affettiva e quali aspetti del proprio desiderio esprimano. Se questa situazione le provoca sofferenza o la sensazione di essere bloccato nella costruzione di relazioni soddisfacenti, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico che le consenta di esplorare più a fondo non tanto il "perché mi piacciono le donne giovani", quanto il rapporto che intrattiene con il tempo, con la propria immagine e con il desiderio.
Un cordiale saluto.
Elvira Cerullo
Psicologa Psicoterapeuta
dalla sua domanda non emerge tanto una preoccupazione legata all'attrazione verso donne adulte e consenzienti, quanto piuttosto un interrogativo che lei stesso formula in modo molto chiaro: la sensazione di non abitare soggettivamente la sua età. Mi colpisce infatti che descriva le donne sue coetanee come appartenenti quasi a un'altra generazione, mentre percepisce come più vicine a sé donne molto più giovani. Questo sembra rimandare non soltanto a una preferenza estetica, ma anche al modo in cui lei si rappresenta e si colloca nel tempo della propria vita. Talvolta accade che l'età anagrafica e l'età vissuta soggettivamente non coincidano. Quando questa distanza diventa particolarmente marcata, può essere utile interrogarsi su quale immagine di sé si sia mantenuta nel tempo e su che cosa renda difficile riconoscersi nelle trasformazioni che inevitabilmente accompagnano il passare degli anni. Un altro aspetto che emerge dalle sue parole è che sembra attribuire una parte significativa delle difficoltà relazionali a questa preferenza per donne molto giovani. Tuttavia, mi domanderei se il punto centrale sia davvero l'età delle persone che incontra oppure il modo in cui entra in relazione con l'altro e ciò che cerca in un legame affettivo.
Le preferenze amorose non si scelgono volontariamente e difficilmente possono essere modificate attraverso uno sforzo razionale. Diverso è cercare di comprendere quale funzione abbiano nella propria economia affettiva e quali aspetti del proprio desiderio esprimano. Se questa situazione le provoca sofferenza o la sensazione di essere bloccato nella costruzione di relazioni soddisfacenti, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico che le consenta di esplorare più a fondo non tanto il "perché mi piacciono le donne giovani", quanto il rapporto che intrattiene con il tempo, con la propria immagine e con il desiderio.
Un cordiale saluto.
Elvira Cerullo
Psicologa Psicoterapeuta
Gentile utente,
la ringrazio per aver portato una riflessione così personale e delicata. Dalle sue parole emerge una certa preoccupazione per il fatto di sentirsi attratto prevalentemente da donne molto più giovani di lei e il timore che questo possa rappresentare un ostacolo importante alla possibilità di costruire una relazione affettiva soddisfacente.
Innanzitutto credo sia utile distinguere tra il piano dell'attrazione e quello della relazione. L'attrazione non è qualcosa che scegliamo volontariamente e spesso affonda le sue radici in aspetti profondi della nostra storia personale, della nostra identità e delle rappresentazioni che abbiamo di noi stessi e degli altri. Per questo motivo, il punto non è giudicare ciò che prova, ma cercare di comprenderne il significato.
Nella sua lettera colpisce un aspetto in particolare: non si limita a dire che trova attraenti le donne giovani, ma racconta di percepire le donne della sua età come molto più anziane di quanto siano realmente. È come se, almeno sul piano emotivo e immaginativo, lei non riuscisse a riconoscersi nella fase della vita che anagraficamente sta attraversando.
Da una prospettiva psicodinamica, potrebbe essere interessante interrogarsi non soltanto su chi la attrae, ma anche su come si sente rispetto al passare del tempo. Talvolta l'investimento affettivo verso persone molto più giovani può essere legato, almeno in parte, al desiderio di mantenere un contatto con aspetti di sé associati alla giovinezza, alle possibilità ancora aperte, alla vitalità o a un'immagine di sé meno esposta ai limiti e alle rinunce che l'età adulta inevitabilmente comporta.
Naturalmente questa è soltanto una possibile chiave di lettura. Un'altra ipotesi potrebbe riguardare il modo in cui lei immagina la relazione affettiva. Le persone che ci attraggono non rappresentano soltanto caratteristiche fisiche, ma spesso evocano dinamiche emotive profonde, aspettative, bisogni e fantasie relazionali di cui non sempre siamo pienamente consapevoli.
Mi sembra significativo anche il fatto che lei descriva alcune esperienze con donne più vicine alla sua età come poco coinvolgenti sul piano dell'attrazione, ma comunque capaci di lasciarle qualcosa di bello. Questo suggerisce che una parte di lei sia in grado di riconoscere valore, profondità e significato anche in relazioni che inizialmente non corrispondono perfettamente al proprio ideale.
Forse la domanda non è tanto come eliminare questa attrazione, quanto comprendere se essa sia diventata l'unico criterio attraverso cui valuta la possibilità di un incontro. Talvolta, quando un ideale affettivo è molto rigido, il rischio è che finisca per restringere notevolmente il campo delle possibilità relazionali, lasciando in secondo piano altri aspetti che contribuiscono alla costruzione dell'intimità e della compatibilità tra due persone.
Più che cercare di forzarsi a desiderare qualcosa di diverso, potrebbe essere utile esplorare con curiosità il significato che attribuisce alla giovinezza, il rapporto che ha con il trascorrere del tempo e l'immagine che ha di sé oggi come uomo adulto. Spesso, comprendendo meglio questi aspetti, anche il modo di vivere l'attrazione può diventare più flessibile e meno vincolante.
Le riflessioni che ho condiviso hanno naturalmente un carattere generale e non possono sostituire una comprensione approfondita della sua storia personale e relazionale. Se desidera approfondire questi temi e comprendere meglio il significato che questa difficoltà assume nella sua vita affettiva, può fissare un appuntamento tramite il mio profilo oppure contattarmi telefonicamente. Sarò lieta di offrirle uno spazio di ascolto e di riflessione dedicato.
la ringrazio per aver portato una riflessione così personale e delicata. Dalle sue parole emerge una certa preoccupazione per il fatto di sentirsi attratto prevalentemente da donne molto più giovani di lei e il timore che questo possa rappresentare un ostacolo importante alla possibilità di costruire una relazione affettiva soddisfacente.
Innanzitutto credo sia utile distinguere tra il piano dell'attrazione e quello della relazione. L'attrazione non è qualcosa che scegliamo volontariamente e spesso affonda le sue radici in aspetti profondi della nostra storia personale, della nostra identità e delle rappresentazioni che abbiamo di noi stessi e degli altri. Per questo motivo, il punto non è giudicare ciò che prova, ma cercare di comprenderne il significato.
Nella sua lettera colpisce un aspetto in particolare: non si limita a dire che trova attraenti le donne giovani, ma racconta di percepire le donne della sua età come molto più anziane di quanto siano realmente. È come se, almeno sul piano emotivo e immaginativo, lei non riuscisse a riconoscersi nella fase della vita che anagraficamente sta attraversando.
Da una prospettiva psicodinamica, potrebbe essere interessante interrogarsi non soltanto su chi la attrae, ma anche su come si sente rispetto al passare del tempo. Talvolta l'investimento affettivo verso persone molto più giovani può essere legato, almeno in parte, al desiderio di mantenere un contatto con aspetti di sé associati alla giovinezza, alle possibilità ancora aperte, alla vitalità o a un'immagine di sé meno esposta ai limiti e alle rinunce che l'età adulta inevitabilmente comporta.
Naturalmente questa è soltanto una possibile chiave di lettura. Un'altra ipotesi potrebbe riguardare il modo in cui lei immagina la relazione affettiva. Le persone che ci attraggono non rappresentano soltanto caratteristiche fisiche, ma spesso evocano dinamiche emotive profonde, aspettative, bisogni e fantasie relazionali di cui non sempre siamo pienamente consapevoli.
Mi sembra significativo anche il fatto che lei descriva alcune esperienze con donne più vicine alla sua età come poco coinvolgenti sul piano dell'attrazione, ma comunque capaci di lasciarle qualcosa di bello. Questo suggerisce che una parte di lei sia in grado di riconoscere valore, profondità e significato anche in relazioni che inizialmente non corrispondono perfettamente al proprio ideale.
Forse la domanda non è tanto come eliminare questa attrazione, quanto comprendere se essa sia diventata l'unico criterio attraverso cui valuta la possibilità di un incontro. Talvolta, quando un ideale affettivo è molto rigido, il rischio è che finisca per restringere notevolmente il campo delle possibilità relazionali, lasciando in secondo piano altri aspetti che contribuiscono alla costruzione dell'intimità e della compatibilità tra due persone.
Più che cercare di forzarsi a desiderare qualcosa di diverso, potrebbe essere utile esplorare con curiosità il significato che attribuisce alla giovinezza, il rapporto che ha con il trascorrere del tempo e l'immagine che ha di sé oggi come uomo adulto. Spesso, comprendendo meglio questi aspetti, anche il modo di vivere l'attrazione può diventare più flessibile e meno vincolante.
Le riflessioni che ho condiviso hanno naturalmente un carattere generale e non possono sostituire una comprensione approfondita della sua storia personale e relazionale. Se desidera approfondire questi temi e comprendere meglio il significato che questa difficoltà assume nella sua vita affettiva, può fissare un appuntamento tramite il mio profilo oppure contattarmi telefonicamente. Sarò lieta di offrirle uno spazio di ascolto e di riflessione dedicato.
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