Buonasera, è da un mese che frequento un uomo di 16 anni più grande di me. È una relazione basata fo

Buonasera, è da un mese che frequento un uomo di 16 anni più grande di me. È una relazione basata fondamentalmente sul sesso, nessuno dei due vuole una relazione seria...almeno era così all'inizio. Ho notato un cambiamento drastico, sia nel suo modo di porsi, che nel modo di scrivermi e cercarmi. Mentre prima la cosa era solo logistica, adesso le conversazioni sono più lunghe, ironiche, divertenti e a volte profonde. Abbiamo avuto una forte intesa fisica e anche mentale fin dalla prima volta che siamo stati insieme, che ci ha spiazzato entrambi... Questa condizione di dubbio comincia un po' a pensarmi, perché mi sono accorta che la leggerezza mi sta bene (non riuscirei a gestire una relazione seria in questo momento), senza dover per forza etichettare la storia, ma ho bisogno almeno dell'esclusiva sessuale, che non so come chiedere perché ho paura che lui chiuda. Il fatto dell'esclusività non è mai stato toccato apertamente, ma ho provato a giocarci un po' sopra con la mia ironia e le sue risposte sono sempre state molto logiche, del tipo "non ho tempo per la vita privata" oppure (lui va a ballare latino americano) all'interno di una conversazione "io vado a ballare per ballare". Lui non è un uomo facile (credo abbia tratti da evitante), mi ha raccontato delle sue vecchie esperienze, che ha avuto più frequentazioni nello stesso momento e a me questa cosa mi mette solo tanta ansia e tensione, tanto da non riuscire a concentrarmi in alcune giornate perché immagino scenari catastrofici e surreali. Ho sviluppato tante paure, dovute alla mia bassa autostima: paura che si stufi di me, che non gli piaccia abbastanza, che può trovare di meglio... Mi trovo ad un bivio, sono confusa, non vorrei chiudere perché idealmente mi sembra che potremmo essere una bella coppia, ma lui si è posto in un modo che all'apparenza lo fa sembrare superficiale. Quello che mi lascia confusa è che con i fatti lui è presente, mentre a parole mette distanza.

16 risposte


Buongiorno gentile utente, la ringrazio per la sua condivisione. Il genere di situazione che lei descrive può generare molta confusione poiché non viene definito chiaramente lo scopo del rapporto, o meglio si definisce che si tratterà unicamente di un rapporto di tipo fisico ma poi la situazione cambia col passare del tempo. Mi sembra di cogliere nelle sue parole degli aspetti contraddittori, nel senso che in alcuni momenti afferma di volere solo qualcosa di leggero, non una vera relazione, mentre in altri punti lascia intendere di pensare a voi come a una coppia. Inoltre emergono paure e sofferenze che possono far ipotizzare un attaccamento verso questa persona che esula il solo rapporto fisico (paura che lui abbia relazioni con altre, paura di non piacere abbastanza, ecc...). Tutto ciò viene complicato dall'atteggiamento di lui che non dimostra pienamente di essere presente. Provo a porle delle domande per aiutarla a riflettere. Lei come si sente? Si sente bene o male in questa situazione? E cosa prova davvero per questa persona? Cosa desidera davvero da lui? Lui le può dare ciò che lei desidera? Trovare una risposta a queste domande potrebbe almeno in parte aiutarla a sciogliere un pò questa confusione. Rimango a disposizione per domande o chiarimenti. Cordialmente, dott.ssa Chiara Tumminello.

Dott.ssa Chiara Tumminello

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psicologo

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Buongiorno, posso comprendere perché questa situazione ti stia creando tanta confusione: da un lato senti che tra di voi qualcosa è cambiato e che il rapporto è diventato più intenso, dall'altro le sue parole sembrano mantenere una distanza che ti lascia nell'incertezza. Mi sembra importante distinguere ciò che lui concretamente ti mostra da ciò che la tua paura ti porta ad immaginare. Credo che il punto non sia tanto capire cosa prova lui "davvero", quanto chiederti di cosa hai bisogno tu per vivere questa relazione con serenità. Se per te l'esclusività è diventata importante, puoi comunicarlo senza trasformarlo in una richiesta di garanzia o in un'etichetta: semplicemente dicendo ciò che senti e ciò che desideri. E forse c'è un altro aspetto da osservare: quanto la sua ambivalenza s'intrecci con una tua paura più profonda di essere scelta solo se sei "abbastanza". Su questo lavorerei, perché rischia di farti vivere ogni suo comportamento come una conferma o una smentita del tuo valore. Non devi necessariamente decidere adesso che cosa sarà questa relazione. Puoi però iniziare a capire che cosa ti fa stare bene e quali sono i tuoi confini., senza rinunciare a tuoi bisogni per paura che lui possa allontanarsi.


Buonasera. Mi sembra che il punto centrale non sia stabilire se quest’uomo sia “evitante” o se stia iniziando a provare qualcosa, ma riconoscere che nel frattempo sono cambiate le sue esigenze emotive. La relazione era nata come frequentazione sessuale leggera, ma adesso lei desidera almeno l’esclusività e l’incertezza le sta provocando ansia. La maggiore presenza, le conversazioni più profonde e l’intesa possono indicare un coinvolgimento crescente, ma non dimostrano necessariamente che lui desideri una relazione esclusiva. Allo stesso modo, frasi come “non ho tempo per la vita privata” non garantiscono che non frequenti altre persone. Finché questo aspetto rimane affidato all’ironia e alle interpretazioni, il dubbio continuerà facilmente ad alimentare scenari e paure. Può quindi esprimere direttamente ciò di cui ha bisogno, senza trasformarlo in una richiesta di relazione seria: «Sto bene con te e non sento il bisogno di dare un’etichetta a quello che viviamo. Mi sono però accorta che, per continuare serenamente, ho bisogno che ci sia esclusività sessuale. Tu come la vivi?». Chiederlo comporta certamente il rischio di ricevere una risposta che non desidera, ma evitare la domanda non la protegge: la lascia in una situazione che sta già compromettendo la sua serenità. L’esclusività, inoltre, non è qualcosa da ottenere convincendolo o interpretando i suoi comportamenti; richiede un accordo chiaro e condiviso, importante anche per la tutela della salute sessuale. Cercherei infine di non confondere due questioni diverse: ciò che concretamente lui vuole offrirle e le paure legate alla sua autostima. Se lui non volesse l’esclusività, questo non significherebbe che lei non sia abbastanza bella, interessante o desiderabile, ma che i vostri bisogni, almeno in questo momento, non coincidono. Più che domandarsi se potreste essere una bella coppia, provi a osservare la relazione che esiste oggi: le dà abbastanza serenità oppure la costringe continuamente a interpretare segnali e a temere di essere sostituita? La risposta di lui alla sua richiesta, ma soprattutto il modo in cui la accoglierà, le offriranno informazioni molto più attendibili delle supposizioni.


Buongiorno, prima di tutto comprendo quanto possa essere difficile sentirsi confusa da un punto di vista relazionale. Le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico per conoscersi e comprendere meglio il suo funzionamento psicologico e relazionale così da fare scelte più consapevoli. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli


gentile... sembra che le premesse con le quali ha iniziato questa relazione siano, per lei, cambiate. Comprendo la sua confusione e penso che sia meglio per lei cercare uno spazio d'ascolto in cui esplorare i suoi sentimenti i suoi desideri e bisogni, in modo da trovare la posizione più funzionale per il suo benessere. Meglio non fare passare troppo tempo poichè la complessità aumenta e con essa la confusione e la sofferenza. Se crede posso essere disponibile in presenza o online per alcuni colloqui.


Buongiorno. Curioso il suo lapsus: "pensarmi" al posto di "pesarmi". Il dubbio che le comincia a pesare la mette nella condizione di dovere pensarsi. Pensare al conflitto tra desiderio e paura, tra ciò che sente e ciò che si era prefissata. Dice che l'uomo che frequenta ha tratti evitanti, e al tempo stesso afferma di non riuscire a gestire una relazione seria. E' sicura di non avere attribuito a quest'uomo qualcosa che le appartiene? Trovi il modo di riflettere sulle proprie contraddizioni, magari con l'aiuto di un professionista, senza giudicarle, ma cercando di accoglierle e comprenderle. Concludo con una freddura: l'amore talvolta è un effetto indesiderato e collaterale del sesso, che non può essere tenuto sotto controllo! Saluti, Giorgio.


Gentile utente, comprendo quanto questa situazione possa generare confusione e mettere a dura prova la sua serenità, soprattutto quando ci si accorge che i confini iniziali stanno cambiando. Trovarsi a gestire un legame fatto di vicinanza emotiva ma anche di timori legati al giudizio o al futuro può creare un notevole carico di tensione interiore. Spesso, quando i vissuti personali e i bisogni iniziano a modificarsi, ci si scontra con il desiderio di trovare un equilibrio tra ciò che si sente e la paura di perdere il legame. Fermarsi ad ascoltare con cura ciò che sta provando, in uno spazio dedicato e privo di giudizio, potrebbe aiutarla a fare un po' di chiarezza dentro di sé e a comprendere meglio i suoi reali bisogni in questo momento. Un caro saluto


Buonasera, la situazione che descrive è molto comune: il divario tra la vicinanza nei fatti e la distanza a parole crea un'ambivalenza che genera naturale ansia e confusione. Quando subentra la paura che l'altro si stufi, si rischia di mettere da parte i propri bisogni (come la richiesta di esclusività) pur di non rischiare una chiusura. Tuttavia, esprimere ciò che le serve per stare bene è un atto di tutela legittimo. Se questa tensione impatta sul suo benessere quotidiano, un percorso psicologico può aiutarla a rinforzare l'autostima e a comunicare i suoi bisogni con maggiore sicurezza e assertività. un cordiale saluto


Buonasera, quello che racconta sembra essere soprattutto il passaggio da una situazione inizialmente molto definita e leggera a qualcosa che, per lei, ha iniziato ad assumere un significato diverso. Ed è comprensibile che questo cambiamento possa generare confusione. Mi sembra importante distinguere due aspetti. Da una parte ci sono i fatti: quest'uomo sembra essere diventato più presente, le conversazioni sono più ricche e tra voi c'è un'intesa che va oltre l'aspetto puramente sessuale. Dall'altra ci sono le interpretazioni e le paure che questo cambiamento sta attivando in lei: il timore che possa stancarsi, trovare qualcuna di più interessante, frequentare altre donne o allontanarsi. Questi pensieri possono diventare molto intensi, soprattutto quando l'incertezza si incontra con una bassa autostima. Il punto, però, non è necessariamente capire subito cosa prova lui o prevedere dove porterà questa frequentazione. Forse la domanda più importante è: che cosa serve a lei per vivere questa situazione con serenità? Lei dice una cosa molto chiara: in questo momento non sente di desiderare necessariamente una relazione seria, ma sente di aver bisogno di esclusività sessuale. È un bisogno legittimo, così come è legittimo per l'altra persona non desiderarla. Non è necessario trasformare questa richiesta in una dichiarazione d'amore o in una richiesta di relazione. Potrebbe semplicemente parlarne con sincerità, senza ultimatum e senza utilizzare l'ironia per cercare di capire indirettamente cosa pensa lui. Ad esempio: "Mi sto trovando bene con te e mi piace la leggerezza che abbiamo. Proprio per poterla vivere serenamente, però, mi sono accorta che per me sarebbe importante che ci fosse esclusività dal punto di vista sessuale. Non ti sto chiedendo di dare un'etichetta a quello che abbiamo, ma vorrei capire se questa cosa è compatibile con ciò che desideri tu." La sua risposta potrebbe non essere quella che spera, ma conoscere la posizione dell'altro è meno doloroso, nel lungo periodo, che rimanere in una situazione di continua interpretazione e controllo. Un altro elemento che terrei presente è che la presenza e la distanza possono coesistere senza che una delle due sia necessariamente una prova dell'altra. Il fatto che lui sia presente nei comportamenti è un dato da considerare, così come lo sono le sue parole. Non è però possibile stabilire, dall'esterno, se la sua apparente distanza sia paura dell'intimità, desiderio di mantenere la situazione leggera o semplicemente il suo modo di vivere le relazioni. Più che cercare di decifrare lui, proverei quindi ad ascoltare lei. Se questa frequentazione, così com'è oggi, le sta causando giornate di forte ansia, scenari catastrofici e difficoltà a concentrarsi, forse la questione non è soltanto "lui cosa vuole?", ma anche "questa modalità di relazione è sostenibile per me?" Non deve scegliere necessariamente tra "chiudere" e "mettersi insieme". Esiste anche una terza possibilità: parlarsi con chiarezza, stabilire i propri confini e vedere se le vostre esigenze sono compatibili. E, qualunque sia la sua risposta, non dovrebbe diventare una misura del suo valore personale. Il fatto che una persona possa desiderare o non desiderare una determinata forma di relazione non dice quanto lei sia interessante, desiderabile o "abbastanza".


Mi sembra importante che tu abbia iniziato a cogliere qualcosa di te: la leggerezza di questa relazione ti sta bene, ma l'assenza di esclusività sessuale ti genera ansia e ti porta a costruire molti scenari. Potresti quindi chiederti non tanto “cosa vuole lui?”, ma “di cosa ho bisogno io per vivere questa situazione serenamente?”. Se l'esclusività è importante per te, potresti comunicarlo in modo semplice e diretto, senza chiedergli necessariamente di trasformare la vostra frequentazione in una relazione. La sua risposta potrebbe non essere quella che speri, ma ti permetterebbe di confrontarti con ciò che concretamente vuole e può offrirti, invece di continuare a interpretare ogni suo comportamento. A volte, anzi, spesso ci capita di parlare della nostra storia parlando soprattutto degli altri. Ti lascio con questa domanda: dove sei tu nel tuo racconto? Saluti e buona fortuna

Dott. Giuliano Santaniello

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psicoterapeuta

Castel San Giorgio

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Salve, una storia che è iniziata con leggerezza nel tempo invitabilmente, data l'intesa sessuale si è intensificata anche sul piano dell'attaccamento per cui è inevitabile che in lei possa nascere un'esigenza di maggiore esclusività. Se lei inizia a coinvolgersi maggiormente può anche verificare se ciò in qualche modo possa essere successo anche a lui. Se cosi non fosse starebbe a lei scegliere se continuare a vivere la relazione con leggerezza o a definirla in un altro modo più "affettiva" e quindi eventualmente fare delle scelte se proseguire o meno.

Dott. Francesco Ricci

Dott. Francesco Ricci

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Buonasera, da ciò che racconta sembra che la situazione sia diventata più complessa rispetto all'accordo iniziale. Non necessariamente perché lui abbia già sviluppato un sentimento o desideri una relazione: il fatto che sia più presente, che cerchi conversazioni più personali e che ci sia una forte intesa può indicare un maggiore coinvolgimento, ma non consente da solo di stabilire quali siano le sue intenzioni. Un elemento importante, però, riguarda lei: inizialmente la leggerezza le andava bene, mentre oggi sente il bisogno di esclusività sessuale e questa esigenza è assolutamente legittima. Non è necessario volere una relazione seria per poter desiderare chiarezza, sicurezza e un accordo di esclusività. Credo quindi che possa essere più utile uscire dal tentativo di interpretare ogni suo comportamento — soprattutto la contraddizione tra una maggiore vicinanza nei fatti e una certa distanza nelle parole — e provare a comunicare direttamente ciò di cui lei ha bisogno. Non è necessario porre la questione come una richiesta di relazione o come un ultimatum. Potrebbe, ad esempio, dirgli con semplicità che si trova bene con lui e che desidera mantenere la leggerezza, ma che per stare bene avrebbe bisogno che la frequentazione fosse sessualmente esclusiva, chiedendogli se per lui questa condizione è compatibile con ciò che state vivendo. La sua paura che, esprimendo questo bisogno, lui possa allontanarsi è comprensibile. Tuttavia, rinunciare a ciò che per lei è importante soltanto per evitare di perderlo rischierebbe di alimentare ulteriormente l'ansia e l'insicurezza che già descrive. La risposta che lui darà sarà, in questo senso, un'informazione importante sulla reale compatibilità tra i vostri bisogni, indipendentemente dal fatto che sia quella che spera. Anche le preoccupazioni legate alla sua autostima meritano attenzione. Il timore che lui possa "trovare di meglio", stancarsi o preferire un'altra persona può portarla a confrontarsi continuamente con scenari ipotetici, senza che questi abbiano necessariamente un riscontro nella realtà. La questione centrale, quindi, non è soltanto capire cosa prova lui, ma anche chiedersi: **"Di cosa ho bisogno io per vivere questa frequentazione con serenità?"** Infine, eviterei di definire lui come "evitante" sulla base dei comportamenti descritti: alcuni atteggiamenti possono ricordare modalità di distanza emotiva, ma un tratto di attaccamento non può essere stabilito in questo modo e rischierebbe di diventare una lente attraverso cui interpretare ogni suo comportamento. Considerata l'intensità dell'ansia che descrive e il fatto che in alcuni momenti arrivi a interferire con la sua quotidianità, sarebbe consigliabile approfondire questi aspetti con uno specialista, così da comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, le sue paure e il ruolo che l'autostima sta avendo in questa situazione. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Buona sera, direi che più che interpretare i suoi segnali o attribuirgli tratti evitanti, credo sia importante chiarire ciò di cui lei ha bisogno. Chiedere esclusività sessuale è legittimo, anche senza desiderare una relazione seria. Se teme che esprimere un bisogno possa farlo scappare, rischia di vivere questa frequentazione nell’ansia anziché nella leggerezza che desidera.


Buongiorno, comprendo la sua confusione e la fatica nel cercare delle certezze in una situazione in cui di certezze ce ne sono poche. Un primo passo potrebbe essere quello di chiedersi "io come sto in questa situazione?", al di là di ciò che quest'uomo potrebbe darle, lei cosa desidera? Con il tempo forse le sue esigenze sono cambiate e ora sente il bisogno di qualcosa di diverso, ma l'incertezza del non affrontare questo tema alimenta paure e preoccupazioni. Relativamente alla questione dell'autostima, sottolineo che non è nelle risposte dell'altro che possiamo trovare un rinforzo del valore che sentiamo di avere. Darsi valore è qualcosa che parte da noi e, se lei sente di avere delle fragilità in questa sfera, un percorso di terapia potrebbe aiutarla a capirne i motivi e a vivere più serenamente la sua quotidianità, indipendentemente dalla risposta dell'altro. Le auguro il meglio, Laura De Biasio


Buongiorno, la salute mentale e fisica è legata alla qualità delle relazioni umane. Non sottovaluti e non si prenda troppo in giro, il tempo passa veloce. Un saluto cordiale dott.ssa Marzia Sellini


Ciao Paziente anonimo/a, le relazioni come la vita sono in continuo divenire, l'attrazione sessuale è un ottimo combustibile, ma col tempo e la conoscenza cambia anch'essa, la novità della scoperta dell'altro non può che essere sostituita da un'intesa che si costruisce nel tempo e sulla reciprocità che non può mancare, questo per parlare dell'aspetto relazionale tra due individui ma, forse addirittura prima della relazione con l'altro, è bene imparare a stare in relazione con se stessi, se questa manca il rischio è quello di cercarci nell'altro e così sviluppiamo paura, bassa autostima e confusione... cerchiamo nell'altro cose che dovremmo cercare in noi stessi per poter poi entrare e vivere una sana relazione. Questo incontro con un uomo di 16 anni più grande di te, mi sembra una grande opportunità... per trovare te stesso/a. Se senti di avere bisogno di aiuto per farlo ti consiglio di chiederlo, imparare a volersi bene può essere un gran bel viaggio!

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