Salve, se un minorenne comunicasse al proprio psicologo che compie atti autolesionistici, lo psicolo

Salve, se un minorenne comunicasse al proprio psicologo che compie atti autolesionistici, lo psicologo potrebbe comunicarlo ai genitori?"

2 risposte


Buongiorno, lo psicologo è tenuto al segreto professionale, ma la riservatezza non è assoluta quando è in gioco la sicurezza del minore. Se emergono comportamenti autolesionistici, è fondamentale valutare la loro gravità, la frequenza e l'eventuale presenza di un rischio per la propria incolumità. Quando necessario, il coinvolgimento dei genitori può diventare importante per garantire la protezione del ragazzo o della ragazza.

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Sì, lo psicologo può comunicare ai genitori di un minorenne la presenza di comportamenti autolesivi, ma è importante precisare che non si tratta di una comunicazione automatica in ogni circostanza. In Italia, lo psicologo è tenuto al segreto professionale e alla tutela della riservatezza anche quando lavora con minorenni. Tuttavia, questa riservatezza deve essere bilanciata con il dovere di proteggere la salute e l'incolumità del ragazzo o della ragazza. La presenza di autolesionismo richiede quindi una valutazione clinica: bisogna comprendere la gravità dei comportamenti, la loro frequenza, il rischio di ulteriori lesioni e l'eventuale presenza di intenzioni suicidarie. Secondo l'articolo 13 del Codice Deontologico, lo psicologo può derogare alla riservatezza quando emergono gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica della persona. CNOP+1 La cosa importante è che, quando possibile, lo psicologo cerchi di coinvolgere il minorenne nella decisione di informare i genitori, spiegandogli perché il loro sostegno può essere necessario. La comunicazione dovrebbe riguardare soltanto le informazioni indispensabili alla sua tutela, non necessariamente tutto ciò che è stato raccontato in seduta. Se invece il rischio è concreto e immediato, la protezione del ragazzo viene prima della riservatezza. Vorrei anche sottolineare che raccontare allo psicologo di essersi procurati delle lesioni non dovrebbe essere motivo di vergogna o di paura di essere giudicati. È importante poterlo dire apertamente, proprio perché il professionista possa valutare il rischio e aiutare a individuare il sostegno più adeguato.

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