buona sera,mi chiamo Francesco e ho 33 anni, da marzo i primi giorni cioè dal 5 marzo ho iniziato ad

25 risposte
buona sera,mi chiamo Francesco e ho 33 anni, da marzo i primi giorni cioè dal 5 marzo ho iniziato ad sentirm estraneo a tutto quello che mi circondava e a causa di questo ho avuto un attacco di panico accomapagnato dalla paura di morire e diventare pazzo.. ora questa sensazione di confusione ci sono momenti che sembra più leggera ci sono momenti che sembra come i primi giorni adesso, essendo che a 4 mesi che mi sento così non vorrei che quello che mi sento non sia più confusione ma sia una mia sensazione che la mia testa selo fa venire da solo, però una cosa che mi sento realmnete sono pensieri che mi vengono di fare del male tipo se ho il cane in braccio mi passa per la testa di lanciarlo dal balcone, oppure se ho qualcuno vicino di tirargli qualcosa, in più e come se mi viene ansia come se mi sento dentro di me pensieri di avere deliri infatti penso chissa se dentro casa ci sia qualcuno oppure la sera quando mi metto a letto penso chissa se c'è qualcuno nella stanza e così via... come ultima cosa non per importanza o meno quello che mangio lo sento con meno gusto in più la sera riesco a dormire tranquillamente ma il problema e che ho più risvegli durante la notte... dopo essendo che mi sento così o attacchi di panico... adesso la mia domanda questi pensieri che mi faccio che ci sia qualcuno e tutti gli altri sintomi che ho descritto possono essere dei deliri oppure ossessioni?
Dott.ssa Benedetta Venturini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera,
si può parlare di ossessioni quando i pensieri sono persistenti, intrusivi, indesiderati e causano ansia o disagio, e la persona cerca di ignorarli o scacciarli. A differenza delle convinzioni deliranti, si riconoscono come irrazionali, eccessivi e talvolta non in linea con i propri valori.
Sarebbe utile una valutazione con uno psicoterapeuta, per intervenire su questi pensieri disturbanti, sulla sua ansia intensa e sull’importanza che tende ad attribuire loro.
Ha già fatto un passo importante nel parlarne.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera Francesco,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai vivendo.

Da quello che descrivi, la tua esperienza sembra caratterizzata da una forte componente ansiosa, in particolare legata agli attacchi di panico, alla derealizzazione (cioè la sensazione di sentirsi estraneo alla realtà o a ciò che ti circonda) e a pensieri intrusivi che ti spaventano molto.

I pensieri che riferisci — come l’idea di fare del male agli altri o la paura che ci sia qualcuno in casa — possono effettivamente assumere la forma di ossessioni, cioè pensieri intrusivi, ripetitivi e non desiderati, che generano ansia e disagio, ma che non corrispondono a un reale desiderio di agire in quel modo. Sono esperienze comuni nei disturbi d’ansia, in particolare nel disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).
La tua consapevolezza del fatto che questi pensieri ti turbano, ti spaventano e sono contrari ai tuoi valori è un segnale molto importante: nelle persone con deliri, invece, questi pensieri vengono spesso vissuti come verità assolute, non messi in discussione.

Anche le alterazioni del gusto, i risvegli notturni e il vissuto di ansia generalizzata possono essere legati a un periodo di forte stress o a una condizione ansioso-depressiva.

Tuttavia, per poter distinguere con chiarezza tra deliri e ossessioni e per valutare meglio il quadro complessivo, è fondamentale un approfondimento clinico accurato, con uno specialista che possa aiutarti ad avere una diagnosi corretta e, se necessario, avviare un percorso terapeutico adeguato.

Rivolgersi a uno psicoterapeuta o a uno psichiatra non significa che “sei pazzo”, ma che stai chiedendo aiuto per comprendere meglio ciò che stai vivendo, trovare sollievo e riprendere in mano la tua vita con maggiore serenità.

Ti incoraggio quindi a non restare da solo con queste paure, ma a rivolgerti a uno specialista, che potrà accompagnarti con competenza e umanità nel tuo percorso di comprensione e guarigione.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa




Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Buonasera Francesco,
la sofferenza che descrive è reale e merita attenzione. La sensazione di confusione, i pensieri intrusivi di fare del male, la paura che ci sia qualcuno nella stanza, l’ansia e i risvegli notturni non sono segni che sta impazzendo, ma molto spesso sono manifestazioni di uno stato ansioso intenso, con tratti ossessivi.

I pensieri come “e se facessi del male al mio cane?” o “e se c’è qualcuno nella stanza?” non sono deliri, ma pensieri intrusivi tipici dell’ansia o del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Il fatto che lei ne sia spaventato, che li riconosca come “strani” o non voluti, è proprio il segnale che non sta perdendo il contatto con la realtà. Nei deliri, al contrario, la persona è convinta che ciò che pensa sia reale. Lei invece mette in dubbio questi pensieri e se ne spaventa: questo è molto importante.

La perdita di gusto, i risvegli notturni, i picchi di ansia e panico sono segnali che il suo corpo sta chiedendo aiuto e contenimento. Se vuole, possiamo lavorare insieme per dare un nome a tutto questo, costruire strategie per affrontare i pensieri disturbanti e aiutarla a ritrovare un senso di sicurezza.

Ha già fatto un passo coraggioso scrivendomi. Se lo desidera, può essere l’inizio di un percorso per stare meglio, senza paura di essere giudicato o frainteso.
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Buonasera Francesco,
Le preoccupazioni si trasformano in ansia e a volte l ' ansia si muta in idee ricorrenti per durata ed intensità.
Le consiglio un colloquio clinico per approfondire la sua domanda di aiuto
Saluti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera Francesco, la ringrazio per aver condiviso apertamente ciò che sta vivendo. Le sue parole trasmettono chiaramente quanto questo momento sia difficile, confuso e carico di paura, ed è comprensibile che senta il bisogno urgente di trovare una spiegazione e un orientamento. È importante che lei sappia che non è solo e che quello che sta attraversando, per quanto spaventoso, è qualcosa che si può comprendere e affrontare con il giusto supporto. Quello che descrive, e che ha avuto inizio con una sensazione di estraneità dal mondo circostante accompagnata da un forte attacco di panico, è un'esperienza che molte persone vivono in momenti di grande stress psicologico. La sensazione di confusione, di essere come "fuori dalla realtà", ha un nome in ambito clinico: si chiama derealizzazione (quando il mondo esterno appare distante o irreale) o depersonalizzazione (quando si ha la sensazione di essere distaccati da sé stessi). Nonostante siano percezioni molto spaventose, non indicano una perdita di contatto con la realtà o una malattia psichiatrica grave, ma sono reazioni intense e transitorie spesso associate all'ansia e agli attacchi di panico. I pensieri che lei riferisce, quelli aggressivi e intrusivi, come ad esempio l’idea di lanciare il cane o fare del male a chi le sta vicino, sono riconducibili a un fenomeno ben noto in psicologia: le ossessioni. Non sono desideri reali né intenzioni: sono pensieri automatici, disturbanti, che irrompono nella mente in modo involontario e che generano molta ansia proprio perché sono in contrasto con i suoi valori, la sua morale e il suo affetto verso le persone e gli animali. Il fatto stesso che lei li percepisca come spaventosi e inaccettabili è un segnale importante: dimostra che lei mantiene un pieno contatto con la realtà e una forte consapevolezza morale, che è ciò che distingue le ossessioni dai veri deliri. Anche le sensazioni di paura che ci sia qualcuno in casa o nella stanza, pur essendo angoscianti, sembrano più legate a uno stato di ipervigilanza ansiosa, alimentata dal timore di perdere il controllo o "impazzire", piuttosto che a un vero e proprio delirio. Nei deliri, infatti, la persona tende a credere ciecamente e rigidamente in una realtà che non esiste, senza metterla in discussione. Lei invece è molto consapevole che si tratta di paure e cerca delle risposte: questa differenza è fondamentale. È anche normale, in questi stati di ansia prolungata, perdere un po’ il gusto per il cibo, avere disturbi del sonno e sentirsi mentalmente sopraffatti. Quando la mente è sovraccarica e in allerta continua, anche le funzioni corporee più semplici vengono influenzate. Il suo disagio, per quanto intenso, appare dunque riconducibile a una condizione d’ansia importante, probabilmente aggravata da sintomi ossessivi e da episodi di derealizzazione. È una situazione seria, ma trattabile in modo efficace con un percorso psicoterapeutico mirato. L’approccio cognitivo-comportamentale, in particolare, può aiutarla a comprendere meglio questi pensieri, ridurne l’impatto, imparare a lasciarli passare senza doverli combattere ogni volta, e affrontare le sensazioni spiacevoli senza lasciarsi travolgere. Spesso, proprio il tentativo di controllare o allontanare i pensieri peggiora il disagio; imparare a osservarli per quello che sono, semplici eventi mentali, può restituirle molta libertà e serenità. Francesco, si conceda di chiedere aiuto. Non perché lei sia debole, ma perché ha il coraggio di affrontare una parte di sé che ha bisogno di attenzione e cura. Questo momento non definisce chi lei è, ma può rappresentare un’occasione per conoscersi meglio, comprendere cosa la fa soffrire e, gradualmente, tornare a vivere con maggiore serenità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dr. Riccardo Sirio
Psicologo, Psicologo clinico
Trofarello
Francesco, se queste sensazioni ti stanno gravando addosso da quattro mesi, tanto da incuterti ansia intensa, pensieri intrusivi e disturbi del sonno, potrebbe essere l’occasione giusta per prenderti cura di te in modo concreto e mirato. In studio offro un percorso strutturato, incentrato sui tuoi bisogni, con attenzione alla gestione dei pensieri invasivi, all’ansia e alla sensazione di estraniamento.
Ho scelto di lavorare con strumenti validati, tra cui la terapia cognitivo-comportamentale, che supporta il riconoscimento e la ristrutturazione dei tuoi pensieri. Questo approccio ti guida nella pratica quotidiana e ti coinvolge attivamente, fin dai primi incontri, aiutandoti a ritrovare stabilità e controllo.
Se stai pensando che sia arrivato il momento di fare un passo, potresti fissare un primo incontro conoscitivo (la “prima seduta”), senza impegno: serve per raccontare la tua storia, capire insieme come procedere, spaziare su obiettivi e modalità. Sono presenti anche opzioni online se hai difficoltà a muoverti. Se credi che ora sia il momento giusto, scrivimi pure: potremo prenotare il primo colloquio e trovare un giorno e orario che vadano bene per te, con l’obiettivo di darti un supporto concreto e un nuovo punto di vista.
Dott.ssa Silvia Visentin
Psicologo, Psicologo clinico
San Donà di Piave
Buongiorno Francesco da quello che racconta sembra che lei stia attraversando un momento molto difficile in cui l’ansia sembra essere più attiva del solito tant’è che riferisce anche di aver provato un attacco di panico in cui a molte persone spesso succede di sentirsi quasi “dissociati” da se stessi. L’ansia è un’emozione che ci indica che siamo preoccupati o in attesa rispetto a qualcosa che non sappiamo se potrebbe succedere e questo ci fa sentire male.
Dice inoltre che in questo ultimo periodo alcuni pensieri “più negativi” le passano spesso la mente e questo la fa sentire male, ma sento che il contenuto dei suoi pensieri non si è mai realizzato e non ha mai fatto quello che pensa dunque è molto positivo. Capisco che in questo momento lei si senta molto male e magari anche sbagliato, ma ci sono dei modi per agire e entrare in questa modalità di estrema preoccupazione, di ansia e di pensieri negativi che ci attraversano la mente. Questo succede quando siamo più stanchi o più stressati dunque è normale che l’ansia salga di più e che poi possa ritornare durante la notte che è il momento in cui la nostra mente viaggia di più.
Per rispondere alla sua domanda bisognerebbe fare una valutazione più accurata ma io li descriverei come dei pensieri negativi che spesso le attraversano la mente e su cui lei al momento è molto preoccupato e di conseguenza dà molta importanza al loro contenuto, non lo definirei un delirio.
Dott. Amedeo Fonte
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Buongiorno Francesco, quello che lei racconta, con parole così vive e cariche di preoccupazione, sembra portare il segno di qualcosa che la abita con insistenza e che, da diversi mesi ormai, la costringe a vivere in una condizione che appare per lei estranea, quasi come se qualcosa si fosse spostato improvvisamente, lasciandola in uno stato di spaesamento che si ripresenta ora più leggero, ora più gravoso. Lei parla di una confusione che si protrae nel tempo, e si chiede se non sia proprio la sua testa, come dice, a generarla da sola. Questa osservazione è già molto significativa, perché mostra come lei stia cercando di interrogare ciò che sente, distinguendo tra ciò che avverte come reale e ciò che potrebbe invece avere origine in una dimensione più interna, intima, che le sfugge. Il fatto che compaiano pensieri intrusivi, come quelli che descrive con preoccupazione e forse con un certo timore di sé, può lasciare un senso di colpa o angoscia, ma non è detto che debbano essere necessariamente intesi come volontà o intenzione. A volte certi pensieri si impongono come immagini, senza che vi sia un reale desiderio di metterli in atto, e il fatto stesso che lei se ne spaventi, che ne parli, è un segno della distanza che lei avverte tra ciò che pensa e ciò che vuole davvero. Si chiede poi se questi fenomeni possano essere deliri o ossessioni, più che una classificazione, forse la questione può essere posta diversamente. Che cosa rappresentano per lei queste immagini e questi timori che si affacciano con insistenza? Che rapporto ha lei con l’idea del controllo, del pericolo, della colpa? Da dove pensa che provenga questa paura di impazzire, o questa sensazione di non riconoscere più ciò che la circonda? Quando racconta di avere la sensazione che ci sia qualcuno nella stanza o dentro casa, sembrerebbe che qualcosa cerchi di farsi sentire, nonostante lei cerchi di cacciarlo via con il pensiero o di rassicurarsi sulla sua assenza. Eppure ritorna, come un richiamo che le mostra che dentro di lei qualcosa domanda attenzione. Anche il fatto che il gusto sembri attenuato, che il sonno sia disturbato, lascia intendere che questo stato tocca non solo i suoi pensieri, ma anche il corpo, i sensi, il ritmo quotidiano. Non posso dirle con certezza cosa stia succedendo in lei, né darle una definizione che risolva questa complessità, ma posso dirle che ciò che sente merita uno spazio dove possa essere ascoltato e interrogato senza fretta, senza giudizio, senza la paura di essere etichettato. Se sente che da solo è difficile orientarsi in mezzo a questo turbamento, potrebbe considerare l’idea di parlare con qualcuno in uno spazio dedicato, dove poter iniziare a dire, piano piano, qualcosa in più di tutto ciò che oggi la attraversa. È possibile che proprio in ciò che oggi le appare estraneo vi sia qualcosa di profondamente suo che chiede di essere accolto, compreso, nominato.
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera Francesco,
ti ringrazio per avermi scritto e per aver condiviso con sincerità ciò che stai vivendo. I sintomi che descrivi – la confusione, i pensieri intrusivi, la paura, i risvegli notturni – meritano attenzione e possono essere approfonditi con un colloquio clinico.
Quello che stai vivendo può avere spiegazioni e un percorso di supporto adeguato può aiutarti a sentirti meglio. Se vuoi, possiamo fissare un primo appuntamento per parlarne con calma e in modo approfondito.

Un caro saluto
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Thais Oliveira
Psicologo, Psicologo clinico
Monfalcone
Buongiorno Francesco, sono la Dott.ssa Oliveira. Da quello che racconta sì, potrebbe essere un'inizio di pensieri ossessivi o deliri. Questi sintomi di solito sono collegati anche a degli squilibri chimici che richiedono un'intervento farmacologico. Quanto prima si cerca il trattamento più c'è la possibilità di una buona gestione/remissione dei sintomi. Le consiglio di cercare quanto prima il centro di salute mentale del suo territorio.
Dott.ssa Anna Spanio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Castelfranco Veneto
Caro Francesco, grazie per condividere questi tuoi vissuti. Capisco che questa situazione possa essere molto difficile e spaventosa per te. Dato che hai avuto attacchi di panico e senti questa confusione, ansia e pensieri disturbanti da diversi mesi, ti consiglio di rivolgerti a uno specialista, come uno psicologo o psicoterapeuta, che possa valutare nel dettaglio la tua situazione e aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo. È importante non trascurare questi sintomi e ricevere un supporto professionale, così potrai trovare il modo di affrontare questa fase e migliorare il tuo benessere. Buona fortuna
Dott.ssa Carolina Berardi
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Caro Francesco, la ringrazio per aver condiviso con tanta apertura quello che sta attraversando. È comprensibile che vivere queste sensazioni possa generare confusione, paura e un senso di smarrimento.
Innanzitutto è importante fare una distinzione tra ossessioni (pensieri, immagini o impulsi indesiderati e ripetitivi che generano ansia) e deliri (credenze false vissute come assolutamente vere). Da come descrive i suoi pensieri — come la paura di fare del male o la sensazione che ci sia qualcuno in casa — sembrano avere le caratteristiche delle ossessioni, soprattutto perché la spaventano e non li desidera.

Credo possa esserle utile iniziare un percorso terapeutico per poter esplorare questi vissuti, comprendere i meccanismi che li mantengono e lavorare su strategie per affrontarli.
Il suo coraggio nel parlarne è già un primo passo importante verso il cambiamento.

Un caro saluto
Dott.ssa Carolina Berardi
Dott. Nunzio Spina
Psicologo, Psicologo clinico
Amantea
Ciao Francesco, ti ringrazio per la fiducia con cui hai raccontato qualcosa di così intimo e delicato. Quello che descrivi è molto difficile da affrontare, ma hai già fatto un passo fondamentale, quello di parlare di quello che provi. Ed è un passo importante, perché significa che stai cercando di capire e di non lasciare che la paura decida per te. I sintomi che racconti come il senso di estraneità dalla realtà, attacchi di panico, pensieri intrusivi aggressivi, paura che ci sia qualcuno in casa, alterazione della percezione del gusto e del sonno disturbato sono compatibili con uno stato ansioso molto intenso, e alcune esperienze possono rientrare in fenomeni noti come la depersonalizzazione e in alcuni contesti di derealizzazione.

Quanto ai pensieri come “e se lanciassi il cane?”, o “e se colpissi qualcuno?”, so che sono spaventosi, ma spesso rientrano in quella che viene chiamata “ossessione a contenuto aggressivo”. Il fatto che tu li riconosca come tuoi ma non voluti, e che te ne spaventi, è un segnale che si tratta con ogni probabilità di ossessioni tipiche del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) o di disturbo d’ansia generalizzata, La differenza principale con i deliri sta nel fatto che questi ultimi sono credenze false ma vissute con certezza, senza metterne in dubbio la veridicità. Tu, invece da ciò che riferisci, dubiti, temi, ti spaventi… tutte cose che suggeriscono che non stai perdendo contatto con la realtà, ma sei molto provato e stai lottando contro queste paure.
Detto questo, è fondamentale che tu parli di tutto questo con uno psichiatra o uno psicologo NON LASCIARTI SUGGESTIONARE PERò, VALUTA DI FARE UN PERCORSO DIAGNOSTICO IN GRADO DI CONFERMARE O CONFUTARE QUESTO CONCETTO ESPRESSO.
Rimango a tua disposizione su miodottore, Dott. Nunzio Spina | Psicologo
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Lei sta vivendo un’esperienza molto intensa e destabilizzante. Si è chiesto cosa cerca di comunicarle il suo corpo con questa confusione e questi pensieri intrusivi? Sta davvero perdendo il contatto con la realtà o sta cercando, con paura, di afferrarla con più forza? Cosa rappresentano per lei quei pensieri che la spaventano così tanto? E se invece di evitarli, provasse ad ascoltarli senza giudizio?
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Luciana Bastianini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve Francesco,
i pensieri che descrive sembrerebbero avere un carattere ossessivo. In particolare, i pensieri violenti indesiderati (come lanciarsi o fare del male a qualcuno) sono piuttosto comuni nei quadri ossessivo-compulsivi e, per quanto disturbanti, non indicano un reale desiderio di agire in quel modo. Al contrario, il fatto che la spaventino così tanto è un segnale che si tratta di pensieri ego-distonici, cioè sentiti come estranei e non voluti.

Sarebbe importante approfondire meglio quando questi vissuti hanno avuto inizio e in quali contesti tendono a comparire. Anche le sensazioni di distacco dalla realtà, la paura di impazzire o la percezione di confusione possono rientrare in una risposta ansiosa intensa. I risvegli notturni e la diminuzione del gusto possono essere segnali fisici legati a uno stato d’ansia di sottofondo.

Tutta la sintomatologia che riporta merita attenzione e andrebbe esplorata in modo più approfondito all’interno di un percorso psicoterapico, per comprendere meglio il significato di ciò che sta vivendo e individuare insieme strategie efficaci per affrontarlo.

Lì dove desiderasse intraprenderne uno, in presenza o online, può contattarmi in privato.
Cordialmente,
Dott.ssa Luciana Bastianini
Dott.ssa Tania Zedda
Psicologo, Psicologo clinico
Quartu Sant'Elena
Buonasera Francesco,
grazie per aver condiviso con coraggio ciò che stai vivendo. I pensieri intrusivi di fare del male e le paure che descrivi sono sintomi che possono rientrare nelle ossessioni ansiose, non in un quadro delirante, perché riconosci che sono pensieri disturbanti e indesiderati. Anche la sensazione di distacco dall’ambiente (derealizzazione) e le paure che descrivi spesso si associano all’ansia. È importante parlarne con un professionista per approfondire e ricevere un percorso mirato, che può aiutarti a ridurre l’ansia, gestire gli attacchi di panico e questi pensieri, migliorando la qualità della tua vita. Se senti che questi pensieri diventano ingestibili o ti preoccupano per la tua sicurezza o quella degli altri, rivolgiti tempestivamente al tuo medico o al Pronto Soccorso.
Dott.ssa Anna Antoniozzi
Psicologo clinico, Psicologo
Rieti
Caro Francesco,
grazie per aver condiviso con sincerità quello che stai vivendo. Capisco quanto possa essere spaventante sentirsi estranei a se stessi e provare pensieri e sensazioni che mettono in discussione la propria serenità e sicurezza.

I pensieri intrusivi e angoscianti che descrivi, così come la paura di perdere il controllo o di fare del male a qualcuno, sono esperienze che possono generare molta preoccupazione. Spesso chi li sperimenta si sente in colpa o teme di poter davvero mettere in atto quelle azioni, ma è importante sapere che la presenza di questi pensieri non significa desiderare realmente di compierli: di frequente rappresentano proprio ciò che più si teme e non si vuole.

Le tue difficoltà legate all’ansia, alla percezione di confusione e alla paura di “impazzire” sono segnali che il tuo disagio merita ascolto e attenzione. Anche le alterazioni del sonno e la diminuzione del gusto possono essere collegate a periodi di forte stress emotivo.

Nonostante queste sensazioni siano molto destabilizzanti, il fatto che tu ne sia consapevole e ne parli apertamente è già un segnale di risorsa e di volontà di affrontarle. Tuttavia, per comprendere a fondo la natura di questi pensieri e sintomi (se si tratta di ossessioni o altro), è fondamentale confrontarsi direttamente con un professionista della salute mentale, che potrà aiutarti a chiarire la situazione e offrirti il supporto più adatto.

Ti incoraggio a valutare con serenità l’opportunità di intraprendere un percorso psicologico: potresti trovare uno spazio sicuro dove esplorare insieme a un esperto quello che stai vivendo e scoprire strategie per ritrovare benessere e tranquillità.
Un caro saluto.
Dott. Marco Musto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera Francesco,
la ringrazio per aver condiviso con coraggio un'esperienza tanto delicata. Quello che descrive, la sensazione di estraneità dalla realtà (spersonalizzazione/derealizzazione), gli attacchi di panico, i pensieri intrusivi e il timore di perdere il controllo, è purtroppo qualcosa che molte persone sperimentano, spesso senza saperlo.
I pensieri che riferisce, come l’impulso improvviso di fare del male a qualcuno o l’idea che possa esserci qualcuno nella stanza, sono pensieri ossessivi, ovvero pensieri involontari, indesiderati e angoscianti, che non rispecchiano i suoi reali desideri o intenzioni. Al contrario, il fatto che lei se ne spaventi è un chiaro segno che non ha intenzione di metterli in atto, e questo è molto importante.
In psicologia clinica distinguiamo tra ossessioni (tipiche dei disturbi d’ansia, come il disturbo ossessivo-compulsivo) e deliri (tipici di disturbi psicotici), ma da quello che racconta i suoi pensieri sembrano avere la forma di ossessioni, poiché sono riconosciuti come “strani”, “incongruenti” e fonte di disagio, senza che lei vi aderisca davvero.
Il suo vissuto merita attenzione, ma soprattutto supporto. Le consiglio vivamente di consultare uno psicoterapeuta o uno psichiatra, perché attraverso un percorso specialistico è possibile comprendere a fondo ciò che sta accadendo e, soprattutto, trovare un modo efficace per stare meglio.
Non è solo, e ciò che prova ha un nome, una spiegazione e, soprattutto, una cura.
Un caro saluto.
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Pescara
Buonasera Francesco, mi dispiace sentirti così.
I pensieri di fare del male o azioni inappropriate sono comuni nell’ansia e nel panico, rientrano nelle ossessioni e pensieri intrusivi; sono presenti a causa dell’ansia elevata, e non riflettono i tuoi veri desideri. L’ansia può portare alla paura irrazionale che questi pensieri si realizzino, creando un loop.
La paura che ci sia qualcuno in casa o nella stanza, simile alla sensazione di essere guardati, è un sintomo di ansia generalizzata e iper-vigilanza, anche perché l’ansia può amplificare le minacce illusorie.
Comprendo la tua paura che non sia “solo confusione”: è naturale sospettare quando si sta male a lungo, ma vorrei comunque rassicurarti, perché spesso i pensieri e le sensazioni intrusive seguono l’andamento dell’ansia e della tensione. Quando la tensione cala, anche le sensazioni e i pensieri meno graditi tendono a smorzarsi.
La ridotta percezione del gusto e i frequenti risvegli notturni sono sintomi di disagio fisico e mentale legati presumibilmente a stress e ansia cronica.
Ti consiglierei un approccio psicologico ed eventualmente anche farmacologico.
Un abbraccio
Dottoressa Serena Vitale
Dott.ssa Elvira Merando
Psicologo, Psicologo clinico
Spezzano della Sila
Buonasera Francesco,

grazie per aver condiviso con tanto dettaglio quello che stai vivendo: non è semplice parlare di queste sensazioni così spaventose, ed è importante che tu lo abbia fatto.

Dalla descrizione che fornisci, molti dei tuoi vissuti — come la sensazione di estraneità, la paura di impazzire, i pensieri intrusivi di fare del male, la percezione che ci sia qualcuno in casa e l’ansia intensa — possono rientrare in un quadro di ansia importante e di depersonalizzazione/derealizzazione, che spesso si associano agli attacchi di panico e possono dare la sensazione di “perdere il controllo”.

I pensieri di fare del male agli altri che ti spaventano così tanto, molto probabilmente sono pensieri intrusivi di tipo ossessivo: non corrispondono al desiderio reale di fare del male, ma sono idee che emergono contro la tua volontà e che generano ansia intensa proprio perché sono in contrasto con ciò che sei e con i tuoi valori. Questo è un fenomeno piuttosto frequente nei disturbi d’ansia e ossessivi.

La preoccupazione che ci sia qualcuno in casa e il bisogno di controllare potrebbero anch’essi essere legati all’iperattivazione ansiosa e non necessariamente a un delirio vero e proprio. In genere, nei deliri la convinzione è assoluta e non viene messa in dubbio, mentre tu stesso ti chiedi se stai avendo deliri, il che è un segnale importante di consapevolezza.

Naturalmente, questa risposta non sostituisce una valutazione clinica diretta. Ti invito caldamente a:
• Consultare uno psicologo o uno psichiatra, che possa aiutarti a definire con chiarezza di cosa si tratta e proporti un percorso di supporto psicologico e/o farmacologico, se necessario.
• In caso di aumento della sofferenza o rischio di perdere il controllo, rivolgerti subito a un Pronto Soccorso o a un servizio di emergenza (112).

Un percorso psicologico mirato può aiutarti a:
• comprendere la natura dei pensieri intrusivi e ridurne l’impatto,
• gestire l’ansia e i sintomi di derealizzazione,
• recuperare un senso di sicurezza e padronanza su ciò che stai vivendo.

Non sei solo in questo momento. Se desideri, resto a disposizione per eventuali chiarimenti o per aiutarti a orientarti verso un professionista vicino a te.

Un caro saluto e un incoraggiamento sincero.
Buongiorno, la situazione che ha descritto e che sta vivendo, è abbastanza delicata. Le consiglio vivamente di iniziare un percorso e approfondire in maniera dettagliata tutta la situazione. Resto a sua disposizione.
Dr. Federico Alunni
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buona sera Francesco, grazie per aver condiviso le sue difficoltà. Immagino quanto possa essere difficile riuscire a convivere con queste dinamiche che sembrano essere riemerse negli ultimi mesi. Mi sembra di capire inoltre che vadano a intaccare trasversalmente ogni sfera della sua quotidianità.
Questi sintomi sicuramente sono molto fastidiosi ma ci stanno anche comunicando qualcosa. Sono come un segnale che il suo cervello sta cercando di lanciare per comunicarle che c'è qualcosa che non va.
Quello che mi sento di rimandarle è che potrebbe essere molto importante per lei andare ad approfondire questi aspetti, cioè sia la parte sintomatologica che quella un pochino più profonda.
Per quanto riguarda ad esempio i pensieri di cui ha parlato, di voler fare del male al cane che hai imbraccio, sembrano essere dei pensieri intrusivi volti a segnalarci la presenza di un conflitto interno e una difficoltà nel gestire la rabbia in un modo sano, oppure spie di stress o altri disturbi. Ma potrebbero anche essere conseguenze di normali attività cerebrali.
Ribadisco comunque che secondo il mio punto di vista potrebbe essere molto importante andare ad approfondire tutti questi aspetti.
Le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Alessia Lapi
Psicologo, Psicologo clinico
Borgo San Lorenzo
Ciao Francesco, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Capisco che queste sensazioni e pensieri ti stiano spaventando molto. Quello che descrivi, la sensazione di estraneità da ciò che ti circonda, la paura di perdere il controllo, i pensieri intrusivi che ti fanno paura, sono esperienze che diverse persone possono avere in momenti di forte stress o ansia. Non significa automaticamente che tu stia “diventando pazzo” o che perderai il controllo: spesso questi pensieri arrivano proprio perché hai paura di poterli mettere in atto, ma in realtà non li desideri affatto.
I risvegli notturni, la riduzione del gusto, l’ansia costante e la difficoltà a sentirti “presente” sono segnali che il tuo sistema è in uno stato di forte attivazione da tempo. Dopo quattro mesi, è comprensibile che tu sia stanco e confuso su cosa stia succedendo.
Rispetto alla tua domanda, per capire se si tratta di deliri oppure di pensieri ossessivi, ti consiglierei di parlarne con un professionista, poiché sarebbe necessario fare una valutazione più approfondita: non è possibile stabilirlo in modo affidabile da un messaggio, perché servirebbe raccogliere molte altre informazioni.
Buonasera Francesco,
quello che descrive è molto intenso e comprensibilmente spaventoso: sentirsi estraneo a ciò che ci circonda, avere pensieri intrusivi o immagini che spaventano, e notare cambiamenti nel sonno e nel gusto può generare molta ansia.

Da ciò che racconta, è probabile che si tratti di pensieri intrusivi legati all’ansia e agli attacchi di panico, più che veri deliri, ma per capirlo con certezza serve un percorso mirato.

Il vantaggio di lavorare insieme è avere uno spazio sicuro in cui distinguere i pensieri dalla realtà, ridurre l’ansia e riappropriarsi del controllo sulla propria esperienza quotidiana, senza sentirsi giudicato.

Se sente che questo è il momento giusto, possiamo iniziare a lavorarci insieme passo passo. Mi contatti

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.