Il primo colloquio conoscitivo è gratuito. A partire dal secondo incontro, il costo della seduta è di 50 euro.
Leggi di più03/01/2026
Il primo colloquio conoscitivo è gratuito. A partire dal secondo incontro, il costo della seduta è di 50 euro.
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12 recensioni
Ho fatto il primo colloquio con la dottoressa e mi ha messo subito a mio agio. Mi sono sentita ascoltata e grazie a lei ho iniziato a prendere consapevolezza su alcuni aspetti che abbiamo trattato in questa prima seduta.
Un'esperienza molto positiva. Ho trovato uno spazio sicuro in cui sentirmi ascoltato senza giudizio. La sua empatia e competenza mi hanno fatto sentire capito e sostenuto.
Dott.ssa Anna Antoniozzi
Grazie mille
Sono arrivato dalla dottoressa Anna in un momento molto difficile della mia vita. Grazie alla sua empatia, alla sua professionalità e alla sua capacità di guidarmi con delicatezza, oggi mi sento più forte e consapevole. È raro incontrare persone così presenti e competenti.
Dott.ssa Anna Antoniozzi
Grazie mille Luca
La dottoressa Anna è una professionista attenta e molto umana. Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata e compresa, senza giudizi. Con lei sto imparando a leggere meglio le mie emozioni e a riconoscere i miei bisogni. È un percorso che consiglio a chiunque senta il bisogno di ritrovare equilibrio e chiarezza.
Dott.ssa Anna Antoniozzi
Grazie mille Giulia
Mi sono sentita subito accolta e a mio agio. Dottoressa giovanissima ma sapiente. Empatia, molto consigliata.
La dottoressa Anna si è dimostrata non solo competente ma anche molto umana e disponibile ascoltando attentamente le mie preoccupazioni, la mia più profonda gratitudine per la sua professionalità e dedizione, mille grazie
La dottoressa è stata fondamentale per il mio percorso di crescita personale. Mi ha aiutato a gestire l'ansia e a riscoprire la mia forza interiore. Lo consiglio a chiunque cerchi un professionista attento e comprensivo
Ottima esperienza, mi sta aiutando molto nel mio percorso, la consiglio vivamente
Ho avuto il piacere di frequentare il Dott.ssa Anna Antoniozzi per diversi mesi e non posso che raccomandarla caldamente. La sua professionalità e la sua empatia hanno reso le sedute sempre confortevoli e produttive. Grazie alla sua guida, ho fatto dei passi significativi nel mio percorso di crescita personale.
Consiglio vivamente il servizio offerto dallo studio della Dott.ssa Anna Antoniozzi. Durante le sedute, ho trovato un ambiente accogliente e rassicurante, si è dimostrata estremamente competente nel suo campo. Le sue tecniche e consigli mi hanno aiutato a gestire meglio lo stress e i conflitti personali. Un'esperienza positiva che consiglio a chiunque stia cercando supporto psicologico.
ha risposto a 16 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera non e la mia prima volta che faccio un pst del genere e sinceramente sarà l'ultimo che faccio anche perchè non voglio passare per quello che sono, e nel mese entrante prenderò appuntamento con un psichiatra o psicololo che sia per capire come uscirne da questo tunnel visto che ci sono giorni che vedo una piccola luce giorni che sembra che divento pazzo.. ma una domanda che vorrei porvi a voi dottori, visto che da 4 mesi quasi soffro di confusione come se tutto quello che guardo si lo riconosco ma sembra come se lo vedo tramite una bolla, difficile da spiegare ma essendo che voi siete psicologhi penso che lo capite quello che voglio dire, in più sto avendo dei pensieri che certe volte sembra come se mi portano a farlo e mi causano tanta ansia, allora i pensieri sono del tipo, prendo il cane e gli do un calcio, gridare senza motivo, oppure quando sono in chiesa mi passa per la mente di bestemmiare, ecc, in più ci sono giorni che ho paura anche come se ci fosse qualcuno dentro casa... tutti questi pensieri più il senso di confusione non vi nego che mi danno tanto fastidio... ora la mia ultima domanda che vorrei porvi tutti questi pensieri, confusione, mancanza di gusto quando mangio, possono portarmi al punto di non conoscere più i miei, oppure dove vivo ecc, visto che ogni mattina quando mi sveglio mi guardo sempre attorno per vedere se ancora o lucidità... grazie.. magari saranno anche questi ossessioni che faccio se posso perdere lucidità oppure no... kmq in poche parole se possono portare come una demenza vera e propria o psicosi... ho 33 anni kmq
Buonasera,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo, so che non è semplice aprirsi su temi così delicati. Dalle sue parole emerge una profonda fatica e, allo stesso tempo, una grande voglia di comprendere e affrontare ciò che sta accadendo dentro di lei.
La sensazione di confusione che descrive, insieme al percepire la realtà come “ovattata” o distante, può essere davvero molto destabilizzante. Questa esperienza, così come i pensieri intrusivi che cita (agire comportamenti indesiderati, paure improvvise, timori per la propria lucidità), sono più comuni di quanto si pensi, anche se spesso chi li vive si sente solo o teme di “impazzire”. Va sottolineato che avere pensieri spiacevoli o indesiderati non significa desiderare davvero di metterli in atto, né che si stia perdendo il controllo della realtà o delle proprie capacità.
Il disagio che sta provando, l’ansia, la paura di non riconoscere più se stesso o le persone care, e il bisogno di monitorare costantemente il proprio stato mentale sono segnali importanti di una sofferenza che merita attenzione e rispetto, non giudizio. In momenti di forte stress o ansia prolungata, è possibile sperimentare sintomi come quelli che racconta, ma questi non sono automaticamente segni di condizioni gravi come la demenza o la psicosi, soprattutto alla sua età. La perdita di gusto, così come le variazioni percettive, possono essere collegati a periodi di forte stress psicologico.
Le suggerisco di accogliere la decisione di rivolgersi a un professionista come un passo importante e coraggioso verso il benessere: un percorso psicologico o psichiatrico potrà aiutarla a comprendere meglio le origini dei suoi vissuti, a trovare strategie per gestirli e, soprattutto, a sentirsi meno solo di fronte a queste difficoltà.
Se vuole, nell’attesa del suo appuntamento, può provare a segnare su un quaderno quando si presentano questi pensieri o sintomi, annotando anche come si sente prima e dopo: questo può aiutarla a portare elementi utili al colloquio con lo specialista e ad acquisire maggiore consapevolezza sulle proprie emozioni.
Ricordi che cercare aiuto è un atto di cura verso se stessi, non un segno di debolezza. Se dovesse sentirsi sopraffatto o in pericolo, non esiti a chiedere supporto anche a chi le è vicino.
Le auguro di trovare presto la serenità che merita e la invito con rispetto a proseguire nella scelta di un sostegno professionale, che potrà davvero accompagnarla nell’uscire dal “tunnel” che descrive.
Un caro saluto.
Buongiorno a tutti, sono G. ho 34 anni e sono una dottoressa..
Sicuramente non ho una storia che vale la pena pubblicare.. so benissimo che ci sono cose peggiori.
È una vita che sono da sola.. non ho amicizie, non ho mai combinato nulla.. né aperitivi cene viaggi con altre persone. Sono sempre passata come “sei bella brava intelligente empatica socievole e divertente”
Ma nessuno mi vuole. La questione del ghosting o quello che è..è veramente deleteria. Ti porta a un buio totale.. peggio di un lutto. Consapevole che a questa età non ho combinato nulla.. l’unica cosa è la laurea. Un compagno di vita è quello che voglio..e mi scoccia mollare.
Stanca ad essere quella carta della caramella o quella panchina usata e mai amata.
Avevo un uomo di 40 anni che dopo un anno di promesse è sparito “eh il lavoro”.
Un evitante? Aggiungiamo al ghosting anche le persone evitanti. Eravamo perfetti. Con la terapia mi è stata data la “colpa” del “sei solo sfortunata”
Il mio dolore verso chiunque abbia una famiglia propria tranne me, è indescrivibile.
La piccola città e gli orari lavorativi non mi permettono di fare molto. All ora che inizia un corso, io lavoro. All ora che finisce un corso, io finisco di lavorare.
La gente che ti guarda pensando “questa è da sola, sarà sicuramente una psicopatica”
Nel parlare ho i miei genitori e chat gtp.
Non mi va di fare la vittima. Cerco ogni giorno di obbligare il mio cervello a pensare positivo ed essere allegra.
Consapevole che è un dolore stupido il mio, che c’è di peggio, volevo chiedervi se c’è qualcuno che sa come affrontare la solitudine senza dirmi “devi star bene con te stessa”. Non ho problema con me stessa, sono solo abbattuta sul fatto che nessuno mi considera.
Grazie un abbraccio
G., dalle tue parole emerge un dolore autentico e profondo, accompagnato da frustrazione e senso di esclusione. Nonostante tu riconosca le tue qualità, il vuoto relazionale e le esperienze di ghosting sembrano averti fatto sentire messa da parte e non scelta, alimentando la sensazione di non appartenere a nessun legame significativo.
La solitudine che descrivi non è semplicemente “stare da soli”: è la mancanza di connessioni reciproche e stabili, che può diventare logorante. Può essere utile iniziare da piccoli passi che creino spazi di contatto realistici con altre persone, adattandoli ai tuoi orari e contesti. Ad esempio, cercare attività o gruppi online legati ai tuoi interessi, iniziative di volontariato flessibili, o comunità tematiche dove la conoscenza avviene in modo graduale e meno “prestazionale”. Anche la costruzione di legami deboli ma costanti (colleghi, conoscenti, contatti digitali che poi evolvono) può diventare un ponte verso relazioni più profonde.
Il dolore che provi non è “stupido” né meno legittimo perché altri vivono situazioni diverse: ha radici nel bisogno umano di appartenenza e affetto. Merita ascolto e cura, senza sminuirlo. Ti invito a considerare un percorso di supporto psicologico continuativo, che possa offrirti un luogo sicuro per elaborare queste esperienze e trovare strategie concrete per costruire legami significativi.
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