Domande del paziente (58)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buon pomeriggio,
    dalla sua descrizione emerge uno stato di ansia che tende a esprimersi sul piano corporeo.
    Il fatto che gli accertamenti cardiologici effettuati siano risultati nella norma e che i sintomi... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buon pomeriggio,
    la situazione che descrive evidenzia un malessere persistente che potrebbe essere in parte collegato a fattori ansiosi e di regolazione psicofisiologica, in particolare al risveglio.
    Il... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buon pomeriggio,
    la situazione che descrive evidenzia un malessere persistente che potrebbe essere in parte collegato a fattori ansiosi e di regolazione psicofisiologica, in particolare al risveglio. Dopo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    dal suo racconto emerge un vissuto di incertezza e sofferenza, legato a una relazione caratterizzata da presenza intermittente e ambiguità emotiva. Il confronto che descrive appare come un... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    dal suo racconto emerge una sofferenza, legata a un senso di abbandono, rabbia e solitudine, che sembra essersi intensificata in un momento della vita complesso fatto di cambiamenti.
    Nonostante... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    le preoccupazioni che il suo compagno esprime potrebbero rientrare in una fase di assestamento legata ad un cambiamento. Rimane, tuttavia, comprensibile che, conoscendo i suoi meccanismi di... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    dal suo racconto emerge una profonda sofferenza, ma anche una notevole consapevolezza dei meccanismi che si attivano nella relazione, in particolare la paura dell’abbandono, la dipendenza affettiva... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    da ciò che descrive sembra essersi strutturato un "copione relazionale": lei nel ruolo di chi richiama, il partner in quello di chi si sente criticato. Quando questi schemi si ripetono nel... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    dalla situazione espressa emerge una dinamica affettivamente ambigua, che può generare confusione. Da un lato c'è un contatto fisico e una vicinanza che possono essere interpretati come segnali... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buonasera,
    dal racconto emerge un forte carico di pressione e senso di colpa che incidono sul suo benessere. Cambiare percorso di studi non significa “aver fallito”, ma aver compreso qualcosa di sé, e... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buonasera,
    dalla sua descrizione emerge una forte paura e uno stato di ansia che sembrano attivarsi soprattutto quando percepisce il rischio di perdere il legame. Più che cercare ulteriori prove o rassicurazioni... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    comprendo la fatica che può emergere nello stare all’interno di certe dinamiche relazionali. Definire un comportamento o un atteggiamento come manipolatorio non è sempre semplice né immediato.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    dal suo racconto emerge un vissuto di ansia che sembra riattivarsi con maggiore intensità nei periodi di stress, come quello che sta attraversando. In questi momenti è comprensibile che possano... Altro


    Salve dottori ma secondo voi esiste un metodo giusto per vivere la vita ? Io mi sento sereno e felice della mia vita anche se qualche giorno fa mi è venuto un dubbio sul fatto che io di psicologia so ben poco e non so se sto vivendo veramente come dovrei vivere , se il mio vivere è in linea con i vari metodi della psicologia grazie per una risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Gentile ,
    non esiste un unico “modo giusto” di vivere la vita. La psicologia non fornisce regole rigide, bensì strumenti utili per comprendere meglio se stessi e promuovere il proprio benessere.
    Se si sente sereno e soddisfatto della sua vita, questo è già un indicatore positivo. Acquisire una maggiore consapevolezza dei propri pensieri, emozioni e comportamenti — riconoscendo i propri schemi, le eventuali rigidità, ma anche i punti di forza e le risorse personali — può rappresentare una preziosa chiave di lettura per relazionarsi in modo più autentico con se stessi e con gli altri.
    Non si tratta di applicare un modello prestabilito, ma di comprendere se stessi per individuare ciò che è più significativo per il proprio benessere. Un caro saluto, PR.


    Sono al primo anno fuori corso di giurisprudenza. Ho sempre fatto tutti gli esami in regola ma da un anno quasi studio con difficoltà e lentezza. Amo la mia facoltà e non vedo l’ora di iniziare a lavorare, ma mi sento bloccata. Come posso risolvere questa situazione?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    considerando la regolarità del percorso che descrive, è probabile che il blocco sia legato ad un fattore emotivo.
    A volte, soprattutto verso la fine degli studi, possono emergere stanchezza, pressione o timori legati al futuro che rallentano il ritmo, anche quando la motivazione c’è.
    Potrebbe essere utile soffermarsi non tanto su cosa sta rendendo oggi lo studio più faticoso e darsi dei piccoli obiettivi quotidiani, valorizzando ciò che riesce a fare passo dopo passo, senza necessariamente avere lo sguardo sul resto. Un supporto psicologico potrebbe eventualmente aiutarla a comprendere questi aspetti e a ritrovare un ritmo più sostenibile. Un caro saluto, PR.

    Un caro saluto.


    Ciao, sono un ragazzo di 21 anni. Ultimamente stavo cercando amicizie e nuove conoscenze in generale e ho scoperto che una ragazza di 17 anni che ha tante passioni in comune con me. Sembra che però entrambi cerchiamo una relazione seria, però lei ha 17 anni (non 17 e mezzo ma proprio 17) e io 21 e mezzo. Potrebbe essere problematica questa differenza di età, quindi per le relazioni serie o rapporti sessuali sono più sul no che sul sì. Per quanto riguarda l'amicizia penso (poi se posso sapere anche da voi sarebbe top) che non ci sia nulla di sbagliato nel fare amicizia con lei. Anzi, ultimamente ho rifiutato di fare amicizia con un altra ragazza proprio per l'età e mi sento in colpa, perché per il resto aveva tante cose positive. Però con quest'altra ragazza nuova che sto conoscendo abbiamo talmente tante cose in comune e esteticamente la trovo talmente carina che sto mettendo in dubbio se il poterci avere una relazione seria sia giusto o sbagliato e soprattutto non so se è giusto avere rapporti sessuali con lei. Inoltre lei è molto affettuosa, cosa che io adoro. Però nell'andare oltre l'amicizia avrei paura, non tanto da un punto di vista legale perché è legale. Avrei un po' più paura per tutto il resto. Cosa dovrei fare per voi? Sarebbe giusto avere una relazione seria (e di conseguenza anche rapporti sessuali) con questa ragazza? O dovrei evitare o aspettare la sua maggiore età? E soprattutto, cosa dovrei fare per assicurarmi che magari lei sa quello che fa? Insomma, fatemi sapere. Vi ringrazio in anticipo per il vostro meraviglioso lavoro

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    aprirsi ad una nuova conoscenza può essere di per sé un'esperienza positiva e di crescita, a maggior ragione se, come lei descrive, c'è curiosità verso l'altra persona. Piuttosto che cercare subito una risposta definitiva o chiudere anticipatamente la possibilità di conoscervi, potrebbe essere utile darsi il tempo di esplorare la relazione con gradualità, chiarendo i suoi dubbi strada facendo, anche dialogando con l'altra persona. Spesso non c'è una risposta giusta a priori, ma si può trovare col tempo quella più giusta per la propria esperienza di vita e di relazione.
    Potrebbe essere utile, quindi, rimanere in ascolto dei suoi dubbi, senza ignorarli ma nemmeno farsi bloccare completamente, per trovare, gradualmente, una direzione più chiara e coerente con i suoi valori. Un caro saluto, PR.


    Buongiorno avrei bisogno di un supporto, ormai da circa 20 anni soffro di una forma "strana" di ansia. Faccio un esempio così si capisce meglio. Se qualcuno mi dice guarda che tra una settimana andiamo al mare 2/3 giorni io inizio a spegnermi e ad avere un solo pensiero tutto il giorno ovvero: "devo andare là" e mi si chiude lo stomaco e non riesco a pensare ad altro anche se magari sto guardando un film non riesco a concentrarmi ma penso solo al giorno in cui devo andare e la maggior parte delle volte rinuncio e mi riprendo, questo succede anche se mi devo spostare un po' lontano per lavoro e non riesco proprio a pensare ad altro. Un esempio contrario è stato quando la mia compagna mi ha svegliato alla mattina e mi ha detto alzati che andiamo a Roma (io abito a Mantova) lì per iì cercavo un po' di scuse per non andarci ma non avevo tempo così sono partito per questi due giorni e sono stati dei giorni bellissimi senza pensieri. Se mi dicono il giorno prima o al massimo due giorni prima che devo partire ci vado perché è come se la mia testa non ha il tempo necessario per elaborare il "lutto emotivo" altrimenti se sono più giorni mi spengo emotivamente come se diventassi un'ameba. Sono stato da tre psicologi diversi e anche sotto ipnosi un po' di miglioramento c'è stato ma ancora le trasferte dette con troppo anticipo mi bloccano. Premetto che in età giovanile (ora ho 42 anni) ho sempre girato anche fuori dall'Europa insieme ai miei genitori ma durante l'esame di maturità è come se si fosse bloccato qualcosa e da lì non sono più riuscito a spostarmi dal paese con largo anticipo. Ho letto che potrebbe essere anedonia ma non saprei cosa fare. Spero di essere stato chiaro e ringrazio anticipatamente coloro che mi risponderanno.

    Grazie e saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buongiorno,
    la sua descrizione sembra essere in linea con un'ansia anticipatoria più che anedonia. Una condizione in cui si tende ad anticipare mentalmente ciò che dovrà accadere rispetto ad un evento programmato. Sembra, infatti, che la sua difficoltà non riguarda tanto lo spostamento o l’esperienza in sé, bensì il processo mentale che precede l’evento, che diventa progressivamente carico di tensione.
    È interessante anche il riferimento al periodo della maturità: in alcuni casi, fasi particolarmente stressanti possono contribuire alla strutturazione di questi meccanismi, che poi si mantengono nel tempo, come uno schema mentale. Un percorso psicologico mirato (eventualmente integrato con interventi basati sulla Mindfulness) può favorire una maggiore consapevolezza dei pensieri anticipatori, un miglior contatto con il momento presente e una riduzione del disagio.. Un caro saluto, PR.


    Buongiorno, sono una ragazza di quasi 18 anni e scrivo perché vivo una situazione che non riesco a controllare. Premessa: il tutto è iniziato a 12 anni, poi a dai 14/15 ai 16 sembrava essere migliorata la situazione, ma adesso è peggio di prima.
    A 12 anni ho iniziato ad avere l'impulso di strapparmi ciglia e sopracciglia, mentre adesso si sono aggiunti anche i capelli e il gesto è diventato molto più frequente e sistematico.
    Inoltre, è dai 12 anni che penso di non avere un rapporto sano con il cibo: i primi anni era stata una cosa anche più o meno sopportabile, che si è risolta da sola (periodi di restrizione col cibo), invece nell'ultimo anno non fa che peggiorare (per farla breve abbuffate/restrizioni).
    Non voglio dire che i due problemi siano collegati l'uno con l'altro perchè sono la prima che non riesce a darsi una risposta o controllarsi da sola, il che mi fa sentire come se non fossi cresciuta affatto, anzi avevo più autocontrollo a 12 anni.

    Non so bene quale sia il mio obiettivo scrivendo tutto questo e non vorrei nemmeno essermi esposta troppo, ma lo considero un passo avanti piuttosto che continuare a parlare dei miei problemi con una AI.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buon pomeriggio,
    i sintomi descrivono uno stato interno di sofferenza. Più che chiedersi se i sintomi siano correlati o meno tra loro, potrebbe affidarsi ad un professionista. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza e comprendere meglio quali sono i meccanismi alla base del sintomo oltre che fornire alcuni strumenti utili a fronteggiare questo momento difficile. Un caro saluto, PR.


    Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Buon pomeriggio,
    è comprensibile quanto questa situazione possa farla sentire frustrato e scoraggiato nel tempo. Dalle sue parole sembra che la sofferenza non riguardi solo il non aver avuto una relazione, ma anche il modo in cui ha iniziato a percepire sé stesso. Quando questi pensieri diventano molto presenti, possono influenzare anche il modo di approcciarsi agli altri, portando a blocchi, evitamento e paura del giudizio.
    Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere ed eventualmente interrompere questo circolo di sfiducia e autosvalutazione che genera sofferenza.
    Un caro saluto, PR.


    Buongiorno, Volevo un parere per quanto riguarda il mio bimbo di quasi 2 anni, li compirà a luglio. È un bambino molto sveglio, parla da un po’, ripete tutto, è un piccolo pappagallino. Molto socievole con i bambini, ha iniziato il nido a febbraio e non ha mai pianto un giorno. Non ha comportamenti che mi preoccupano, è ubbidiente, mi ascolta e fa ciò che gli dico. Però ha un lato che mi preoccupa: se sente cantare a voci molto elevate, battere le mani, se vede candele accese, inizia a piangere e non smette più, è letteralmente terrorizzato. Le feste di compleanno sono qualcosa da cui stare lontano. A casa però chiede la musica in tv ad alto volume e non piange, anzi balla e si diverte. E non parliamo dei fuochi d’artificio! Ultimamente si è spaventato così tanto che, il giorno dopo, siamo tornati nel posto in cui c’era stato lo spettacolo, ha riconosciuto il luogo in cui li avevamo visti ed ha ricominciato a piangere dicendo di voler andare via. Inoltre succede anche che, quando andiamo in vacanza per esempio, e cambiamo quindi casa e abitudini non fa altro che piangere, ci sono volte che non vuole nemmeno entrare nella stanza di hotel. Lo devo convincere e piano piano entra e, tasto dolente, diventa una guerra lavarlo. Entrare dentro la doccia per lui è il terrore, è abituato a fare il Bagnetto dentro la vasca e lui ama farlo, non uscirebbe mai, ma quando faccio la doccia con il getto del doccino, è una strage. Alla base, noto che è un bimbo pauroso, lo vedo dal fatto che se capita un rumore lui salta dalla sedia dallo spavento e corre subito da noi, mamma e papà. Secondo voi come devo interpretare questo atteggiamento?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Paola Rodia

    Gentile signora,
    da ciò che descrive emerge che il suo bambino presenti numerose competenze adeguate all'età, ciò si configura quale elemento positivo del suo sviluppo.
    Le reazioni che osserva sembrano riguardare soprattutto alcune situazioni, come rumori improvvisi o particolarmente intensi, contesti molto stimolanti (feste di compleanno), cambiamenti di ambiente e alcune esperienze sensoriali come la doccia. In alcuni bambini può essere presente una maggiore sensibilità agli stimoli sensoriali o un temperamento particolarmente prudente e cauto di fronte alle novità, senza che ciò indichi necessariamente la presenza di un disturbo dello sviluppo.
    Tuttavia, poiché le sue preoccupazioni riguardano comportamenti che sembrano ripresentarsi in diversi contesti, potrebbe essere utile confrontarsi con il pediatra o con uno specialista dell'età evolutiva per una consulenza. Una valutazione specialistica non significa necessariamente che vi sia un problema, ma può essere un'opportunità per comprendere meglio le caratteristiche individuali del suo bambino e e individuare eventuali strategie utili a sostenere il suo sviluppo nel modo più adeguato. Un caro saluto, PR.


Domande più frequenti

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