Buonasera, sono una ragazza di 20 anni, ne farò 21 quest anno e mi sembra di stare perdendo comple
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Buonasera,
sono una ragazza di 20 anni, ne farò 21 quest anno e mi sembra di stare perdendo completamente la testa.
Ho iniziato l’università dopo aver perso un anno in una città diversa dalla mia ed essermi resa conto di aver sbagliato corso di studi, i miei genitori mi supportano economicamente ma con molta tendenza a rimarcare le loro spese al minimo errore e continuando a farmi sentire in colpa per ciò che è successo quando ero fuorisede (mi hanno già detto diverse volte che li ho presi in giro ecc.) capisco la rabbia di dover accettare che tua figlia ha cambiato percorso di studi e ti ha fatto sprecare dei soldi, ma quanto può durare questa rabbia? Le conversazioni con mio padre sono diventate solo un “a che ora ti sei svegliata oggi” e “quanti esami devi dare”, gli ho dovuto mandare il piano di studi. A questa prima sessione ho dato 24 CFU (3 esami su 5), loro non hanno mai fatto l’università e non capiscono che ci sia bisogno di tempo per capire come gestire le cose. Mi hanno fatto pesare tanto il fatto di non aver dato un esame che gli avevo detto avrei voluto dare insultandomi e dicendomi che avrebbero smesso di pagare le tasse dell’università. Mio padre continua a dire che vuole sapere che faccio perché deve sapere a che punto sono, io sono stressata e distrutta da questa situazione perché questo controllo è diventato giornaliero e costante. Gli interessa solamente se studio oppure no. Non so come gestire questo stress per me sta diventando ingestibile e non so come muovermi, mia nonna è anche molto malata quindi mi sento in colpa a parlarne con mamma che ha già questo pensiero. Pensavo di rivolgermi in consultorio perché mi sento in colpa a chiedergli di pagarmi altro, se potessi lavorerei ma non penso di essere capace di lavorare e studiare insieme per ora.
Grazie mille nel caso.
-S.
sono una ragazza di 20 anni, ne farò 21 quest anno e mi sembra di stare perdendo completamente la testa.
Ho iniziato l’università dopo aver perso un anno in una città diversa dalla mia ed essermi resa conto di aver sbagliato corso di studi, i miei genitori mi supportano economicamente ma con molta tendenza a rimarcare le loro spese al minimo errore e continuando a farmi sentire in colpa per ciò che è successo quando ero fuorisede (mi hanno già detto diverse volte che li ho presi in giro ecc.) capisco la rabbia di dover accettare che tua figlia ha cambiato percorso di studi e ti ha fatto sprecare dei soldi, ma quanto può durare questa rabbia? Le conversazioni con mio padre sono diventate solo un “a che ora ti sei svegliata oggi” e “quanti esami devi dare”, gli ho dovuto mandare il piano di studi. A questa prima sessione ho dato 24 CFU (3 esami su 5), loro non hanno mai fatto l’università e non capiscono che ci sia bisogno di tempo per capire come gestire le cose. Mi hanno fatto pesare tanto il fatto di non aver dato un esame che gli avevo detto avrei voluto dare insultandomi e dicendomi che avrebbero smesso di pagare le tasse dell’università. Mio padre continua a dire che vuole sapere che faccio perché deve sapere a che punto sono, io sono stressata e distrutta da questa situazione perché questo controllo è diventato giornaliero e costante. Gli interessa solamente se studio oppure no. Non so come gestire questo stress per me sta diventando ingestibile e non so come muovermi, mia nonna è anche molto malata quindi mi sento in colpa a parlarne con mamma che ha già questo pensiero. Pensavo di rivolgermi in consultorio perché mi sento in colpa a chiedergli di pagarmi altro, se potessi lavorerei ma non penso di essere capace di lavorare e studiare insieme per ora.
Grazie mille nel caso.
-S.
Buonasera, leggendo quanto ha scritto mi sembra che a un certo punto si sia creata una sorta di frattura nel rapporto con i suoi genitori. Sicuramente sarebbe interessante capire se è la prima volta che accade, se cioè tutto ha avuto origine in questo anno da fuori sede, o se già prima c'erano difficoltà simili. In ogni caso è comprensibile come questo clima rischi di mettere in ombra un momento importante della sua vita in cui lei si confronta con le sue idee e i suoi progetti per il futuro e che già di per sè può generare stress. Lei pensa di rivolgersi a un consultorio perchè non se la sente di lavorare adesso. Forse può essere la decisione giusta, le faccio un grande in bocca al lupo. Dott.ssa Rachele Petrini
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Buonasera, a volte può capitare di non avere la forza di gestire da soli delle situazioni stressanti, per cui, se ritiene di aver bisogno d'aiuto, farebbe benissimo a rivolgersi ad un consultorio.
Quello che descrive è molto faticoso e comprensibilmente stressante. Quando un percorso universitario cambia direzione, spesso nelle famiglie si attivano delusione, preoccupazione e paura per il futuro dei figli. I Suoi genitori sembrano esprimere queste emozioni attraverso il controllo e il richiamo costante ai risultati, modalità che però rischia di farla sentire sotto pressione e in colpa, più che sostenuta. È importante riconoscere che cambiare corso o perdere tempo all’università non è un fallimento personale, ma una fase di ricerca piuttosto comune nel passaggio all’età adulta. Sta comunque andando avanti: aver conseguito 24 CFU alla prima sessione indica impegno e capacità di riorganizzarsi. Sul piano relazionale, può essere utile tenere insieme due aspetti: da una parte comprendere che, non avendo esperienza diretta dell’università, i suoi genitori possono fare più fatica a coglierne i tempi e le complessità. Dall’altra, è legittimo che lei abbia bisogno di fiducia, non solo di verifica. Quando il dialogo si riduce a controlli e rendicontazioni, la relazione rischia di irrigidirsi e di aumentare l’ansia da entrambe le parti. Può aiutare provare a spostare la comunicazione dal terreno della difesa (“non mi capite”) a quello della condivisione responsabile, ad esempio spiegando concretamente come sta organizzando lo studio, quali esami prevede e in che tempi, ma anche esprimendo con calma che il controllo quotidiano e i rimproveri continui la fanno sentire sotto pressione e non facilitano il suo rendimento. Spesso i genitori modulano il controllo quando percepiscono che il figlio sta costruendo autonomia e progettualità.
Rispetto al senso di colpa, è comprensibile quando si ricevono messaggi ripetuti di delusione o sacrificio economico. Ma il supporto allo studio, quando possibile, fa parte dell’investimento genitoriale verso l’autonomia dei figli. Non è un debito da ripagare subito, ma un passaggio che gradualmente si trasforma in responsabilità personale. Il fatto che lei stia pensando anche a lavorare indica già una direzione di crescita, non incapacità.
Infine, l’idea di rivolgersi a un consultorio è molto sensata: chiedere uno spazio di confronto non significa pesare sulla famiglia, ma prendersi cura del proprio equilibrio in una fase di transizione impegnativa. Quando lo stress è alto e il clima familiare è teso, avere un luogo neutro in cui elaborare emozioni e strategie può fare molta differenza, sia per il suo benessere sia per migliorare il dialogo con i suoi genitori.
Rispetto al senso di colpa, è comprensibile quando si ricevono messaggi ripetuti di delusione o sacrificio economico. Ma il supporto allo studio, quando possibile, fa parte dell’investimento genitoriale verso l’autonomia dei figli. Non è un debito da ripagare subito, ma un passaggio che gradualmente si trasforma in responsabilità personale. Il fatto che lei stia pensando anche a lavorare indica già una direzione di crescita, non incapacità.
Infine, l’idea di rivolgersi a un consultorio è molto sensata: chiedere uno spazio di confronto non significa pesare sulla famiglia, ma prendersi cura del proprio equilibrio in una fase di transizione impegnativa. Quando lo stress è alto e il clima familiare è teso, avere un luogo neutro in cui elaborare emozioni e strategie può fare molta differenza, sia per il suo benessere sia per migliorare il dialogo con i suoi genitori.
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