Domande del paziente (55)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Le assicuro che non è affatto 'rotta' né un caso unico: la derealizzazione è una reazione di difesa del cervello a uno stress troppo forte, non un danno permanente. Il fatto che in autunno... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Capisco il suo disagio: rendersi conto di aver "tirato troppo la corda" con la disponibilità di un professionista è una sensazione sgradevole, ma è anche il primo passo per rimediare.
In questi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Prima di tutto, congratulazioni per la tua bambina! È del tutto normale sentirsi sopraffatti in questa fase della vita, dove il calo ormonale e la privazione del sonno rendono ogni piccola... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. È molto maturo da parte tua, a soli 18 anni, fermarti a osservare queste dinamiche invece di limitarti a subire la sofferenza che ti provocano.
Quello che descrivi — questo oscillare tra legami...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Capisco bene il suo dubbio: dopo 15 anni è naturale chiedersi se un percorso sia ancora incisivo, specie se il rimuginio continua a farla sentire 'bloccato'.
Sapere razionalmente che un pensiero...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Quello che sta vivendo è un dolore profondissimo, aggravato da una scoperta che sembra calpestare i sette anni trascorsi insieme. È del tutto comprensibile che lei si senta in un baratro.
Tuttavia,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Quello che sta sperimentando è un fenomeno molto comune durante lo scalaggio delle benzodiazepine: il corpo, abituato da anni a un sostegno chimico per il sonno, deve imparare nuovamente a... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. È comprensibile che lei si senta sfinita: gestire per anni l'ansia e trovarsi poi a fronteggiare una malattia renale cronica è un carico enorme, che logora le risorse emotive e fa sentire vulnerabili.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Quello che stai vivendo somiglia molto a un meccanismo di difesa che si è "congelato" nel tempo. La ferita improvvisa che hai subito a 16 anni ha insegnato al tuo cervello che amare è pericoloso... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. È profondamente doloroso quando una storia finisce non perché si è esaurito l'amore, ma perché il mondo esterno sembra aver vinto sul sentimento. A 20 anni, vivere un legame così intenso e... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Quello che descrivi è un classico esempio di come un cambiamento, seppur desiderato razionalmente, possa scatenare una crisi profonda se va a intaccare le tue radici e la tua stabilità emotiva.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Quello che descrivi è un chiaro quadro di sovraccarico psicofisico. La stanchezza per il cambio dell'ora, unita allo stress e alla frequenza delle masturbazioni (4-5 volte al giorno), spiega... Altro
Un ragazzo non mi parla più da circa 2 mesi perché l ho ferito nel suo ego...ma ogni qual volta mi vede o dice a bassa voce parole offensive o cambia strada. Mi ha detto che non mi calcola eppure anche se gli faccio un brutto effetto comunque le sue reazioni vogliono dire che ho potere su di lui altrimenti gli sarei stata indifferente veramente. Cosa vuol dire in verità il suo modo di fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. La sua analisi è corretta: l'indifferenza è silenziosa, mentre il disprezzo ostentato e l'evitamento attivo sono forme di comunicazione molto forti. Il fatto che lui mormori offese o cambi strada indica che la ferita al suo ego è ancora aperta e "brucia". Questo comportamento serve a lui per riprendere un senso di controllo e potere che sente di aver perso nei suoi confronti. Anche se dice di non calcolarla, le sue reazioni dimostrano che la sua presenza ha un impatto emotivo che non riesce ancora a gestire in modo maturo. In psicologia, questo si chiama "attenzione negativa": lui non riesce a essere indifferente perché l'emozione che prova (rabbia o rivalsa) è ancora troppo intensa. Lei ha effettivamente ancora un "potere" sulla sua tranquillità, ma è un legame basato sul conflitto. Il modo migliore per disinnescare questa dinamica è, paradossalmente, iniziare a praticare lei stessa una reale indifferenza, lasciando che lui gestisca il suo orgoglio ferito senza dargli ulteriore corda.
Ho affrontato più percorsi di terapia diversi ma mi assilla sempre un pensiero: potrò diventare produttiva e funzionale sforzandomi e trovando tutte le strategie utili del caso, ma quello che sento davvero è incompatibile con l'idea di "guarigione" che avevo e che in genere gli altri si aspettano da me. Sono cinica e pessimista e analitica e sinceramente non trovo motivi per cambiare al di fuori di compiacere gli altri. Per non essere etichettata come arida o misantropa o ribelle. Devo considerarmi bacata o provare l'ennesimo nuovo approccio e cercare di internalizzare tutte quelle premesse che trovo sentimentali e banalizzanti e basta? Trovo molta libertà e sazietà nel pessimismo ma evidentemente le persone che mi criticano vogliono spingermi a mirare ad altro come una specie di imperativo biologico naturale che non ho mai provato
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. No, non sei "bacata". Il cinismo e il pessimismo analitico possono essere tratti della tua personalità o strumenti conoscitivi, non necessariamente sintomi da eliminare. Spesso il concetto di "guarigione" viene confuso con l'adesione a un ottimismo performativo che non appartiene a tutti. Se trovi libertà nel tuo sguardo critico, il problema non è la tua visione del mondo, ma l'eventuale sforzo logorante per compiacere le aspettative altrui. Un approccio come la Terapia dell'Accettazione e dell'Impegno (ACT) potrebbe esserti utile non per "diventare solare", ma per imparare a essere funzionale restando chi sei. L'obiettivo non è internalizzare premesse sentimentali, ma agire in base ai tuoi valori, anche se avvolti nel pessimismo. Hai il diritto di non essere "ottimista" e di abitare la tua lucidità senza sentirti in errore. Un caro saluto.
salve dottori, ho un problema con la mia attuale ragazza che non mi fa vivere bene la relazione, siamo io e 2 miei amici a una serata in discoteca e noto questa ragazza la serata finisce lì, solo che il mio amico manda la richiesta su instagram a lei senza però scriverle, passano 4 giorni e il mio amico letteralmente le scrive un messaggio rispondendo a una nota di vederci in gruppo una sera, la sera stessa appena conosciuti tutti e presentati lei però si bacia con lui si frequentano 1 settimana finiscono anche in macchina insieme post serata però senza avere rapporti perché a detta sua lei non voleva, (anche se per me per andarci in macchina l’intenzione c’è) fatto sta che dopo io e lei ci avviciniamo inizialmente in amicizia ma poi scatta qualcosa in ambito sentimentale e lei diventa pazza di me arrivando pure a venire sotto casa mia più volte nonostante i miei rifiuti, ora io non so che fare perché ci sto benissimo con questa ragazza ma l’idea che non mi abbia scelto inizialmente mi logora dentro e mi fa stare male, poi aggiungo anche il fatto che per me lei è una facile perché si è baciata con lui appena conosciuti e ha avuto rapporti con uno dopo solo 2 uscite e non è quello che cerco in una ragazza ma ormai ci tengo troppo, io ne ho parlato con lei di tutto e dice che inizialmente preferiva me al mio amico, ma la sua amica era interessa a me e quindi non ha voluto interferire, anche se non ha molto senso perché mi ha sempre dato versioni diverse e in più non c’era motivo di lasciarmi alla sua amica, lei dice che ha sempre puntato me e che tuttora vuole solo me e me lo dimostra sinceramente, non so che fare perché io ci sto male perché non è quello che cerco in una ragazza, il fatto che sia stata facile lei lo giustifica dicendo che era appena uscita da un ex tossico e voleva divertirsi, ma per me ha poca differenza perché non siamo animali e si pensa prima di agire
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. È comprensibile che tu ti senta ferito: l'idea di essere stato una "seconda scelta" scuote la tua autostima e si scontra con i tuoi valori. Tuttavia, tieni presente che il comportamento impulsivo di lei in discoteca era probabilmente una reazione sregolata a una storia passata dolorosa, non un giudizio sul tuo valore. Il punto non è se lei sia stata "facile", ma se tu riesca a guardare a chi è lei oggi con te. Se continui a misurare il suo amore con il metro del passato, rischi di distruggere un rapporto in cui lei ti sta dimostrando massima dedizione. Prova a spostare il focus: non hai bisogno di rassicurazioni su ieri, ma di costruire fiducia per domani.
Buonasera,
Sto passando un periodo di stress che sfogo in ansia/attacchi di panico. Ho due bimbi di 10 mesi e due anni. Sono anche anemica (ripeterò a breve analisi compreso tsh) . Soffro da sempre di reflusso e cardias incontinente. Ho spesso fastidi allo stomaco e al petto/ dietro la schiena alta e sono spesso stanca.. il che ovviamente mi fa andare in panico e così il cerchio continua. È un cane che si morde la coda che non so come risolvere. (Oggi ho iniziato terapia per reflusso e ferro) . A gennaio ho fatto visita cardiologica+ecg risultati nella norma, il mio medico di base mi ha visitato due giorni fa e cuore e torace risultano nella norma. Ho sempre paura che sia il cuore e mi faccio venire l'ansia da sola... mi date un parere? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Quello che descrive è un vissuto molto comune e comprensibile: il carico fisico e mentale di due figli così piccoli, unito all'anemia e ai disturbi gastrici, mette il suo corpo in uno stato di allerta costante. Il reflusso e i fastidi al petto o alla schiena vengono spesso scambiati dal cervello per segnali d'allarme cardiaco, innescando quel "cane che si morde la coda" in cui il panico alimenta i sintomi e viceversa. Il fatto che i controlli cardiologici e la visita del medico siano negativi è la prova che il suo cuore è sano, ma il suo sistema nervoso è attualmente "ipersensibilizzato" e interpreta ogni segnale fisico come un pericolo imminente. Iniziare la cura per il ferro e il reflusso è un ottimo passo, perché ridurrà la stanchezza e i dolori fisici che scatenano l'ansia. Per uscire da questo cerchio, provi a ricordarsi, nei momenti di crisi, che ciò che sente è un fastidio gastrico o muscolare amplificato dallo stress e non una minaccia reale. Concedersi piccoli spazi di recupero, anche minimi, è fondamentale per abbassare la soglia di allerta del suo organismo. Resto a sua disposizione per aiutarla a gestire queste somatizzazioni e ritrovare un po' di serenità. Un caro saluto.
Buongiorno,
vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. È comprensibile che lei provi questo senso di frustrazione; il confronto con la facilità altrui nel trovare un partner può far sentire "sbagliati" o sfortunati. Tuttavia, la difficoltà che riscontra non indica che lei sia banale, ma riflette spesso la fatica di trovare profondità in un mondo di relazioni diventate purtroppo molto veloci e superficiali. Sentirsi dire che "non scatta la scintilla" dopo soli due incontri è spesso un modo per non ammettere l'incapacità di investire tempo e attenzione nella conoscenza reale di un'altra persona. Se lei si pone con curiosità mentre gli altri rimangono sulla superficie, il problema è nella mancanza di reciprocità, non nella sua capacità di interessare. La rassegnazione che sente riguardo alla maternità e al tempo che passa è un peso emotivo enorme, ma è importante non lasciare che questa ansia diventi l'unico filtro con cui guarda se stessa e gli altri. Non esiste qualcosa che le "manca" rispetto alle altre: spesso ciò che vediamo dall'esterno come relazioni facili sono solo incastri diversi, non necessariamente migliori. È possibile incontrare qualcuno a qualsiasi età, ma il primo passo è smettere di considerarsi "fuori tempo massimo" o un caso isolato. Provare a frequentare nuovi ambienti per se stessa, e non solo per cercare qualcuno, può aiutare a togliere quella pressione che a volte, paradossalmente, allontana proprio ciò che desideriamo. Resto a sua disposizione se desidera esplorare meglio questi vissuti e ritrovare fiducia nel suo valore. Un caro saluto.
Buongiorno, sto vivendo una situazione molto dolorosa , dalla quale non vedo uscita. Mia figlia , 32 anni, sposata e con un bimbo di due , si vuole separare . Non l ha detto direttamente, ma vedendola diversa, ho provato a chiederle se ci fosse qualcosa che non andava e alla fine è uscito questo.
Praticamente le ho anche spianato la strada nel dirmelo. Non ne aveva parlato neanche con il marito. Solo con un' amica e un cugino. Vivono in un appartamento sopra al nostro, che le ho donato parecchi anni fa. Dice che con lui non ha più dialogo, non sa più guardarla negli occhi ecc. Lui è impegnato molto con il lavoro, ma quando è a casa prepara il bimbo, gli fa il bagnetto, cucina, avvia lavatrice, pulisce casa, prepara pranzo e cena per tutti. Lei mi dice che anche fra noi , madre e figlia non c è stato dialogo, che si è sempre sentita giudicata e controllata, e non l ho lasciata sbagliare. Io le ho lasciato fare le sue scelte, tipo di scuola, sede più lontana con costi di appartamento e trasporto, ho accolto i suoi fidanzati con apertura, ammetto che cercavo che studiasse con buoni risultati e le chiedevo della sua vita .ora dice che vuole fare le sue scelte , andare via col bambino, ma non dice dove, le ho chiesto se ha un altro, lei nega, ma passa giornate fuori, o ritarda di molte ore a rientrare dai turni di lavoro. Di mattina il bimbo è al nido, pomeriggio con noi. Frequenta una palestra , body buildyng, all inizio era saltuario, fino a diventare ogni giorno. Mangia in modo ristretto, solo certi alimenti, ed è dimagrita, molto.
Sicuramente io e il padre l avremo iperprotetta ,abbiamo cercato di evitarle errori, controllandola, ma abbiamo anche sempre cercato di parlare, anche se non era facile visto il suo temperamento. Non ci informa nemmeno dei suoi orari, tanto noi siamo a disposizione, sa che noi amiamo tanto il bimbo. Sembra abbia un' insoddisfazione cronica , dice che lei è giovane, vuole fare due anni di specializzazione, vuole viaggiare, da notare che hanno girato mezzo mondo. La vita ora le sta stretta. Dice che devo lasciarle vivere la sua vita , ma non informa nessuno circa le sue intenzioni come sarebbe giusto, visto la presenza di un figlio .Quando si cerca di parlare, di capire , si finisce sempre per discutere, sembra voglia nascondere qualcosa, anche al marito. Noi siamo preoccupati oltre che per il bimbo, anche per lei, perché non sappiamo quando e dove finirà la sua ricerca di quello che magari è solo nella sua mente. È già successo con il precedente fidanzato con cui è stata per 5 anni. Non sappiamo più come approcciarsi e siamo nella più totale sofferenza.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Comprendo profondamente il vostro dolore e quel senso di impotenza nel vedere una figlia che sembra "smarrirsi" proprio quando tutto appare costruito. La fase che sta attraversando sua figlia somiglia a una crisi d'identità tardiva, dove il bisogno di rottura diventa l'unico modo che sente per affermare se stessa. Spesso, quando una persona è cresciuta sentendosi molto protetta o "monitorata", può arrivare a percepire anche le attenzioni più amorevoli come un peso soffocante. Il fatto che si sia rifugiata nel body building e in un regime alimentare molto rigido suggerisce il bisogno di riprendere un controllo assoluto sul proprio corpo, quasi a voler dimostrare che almeno lì nessuno può intervenire. Questa insoddisfazione cronica, unita alla ricerca di novità, può essere il segnale di un malessere interiore che lei cerca di risolvere cambiando "lo scenario" esterno (casa, marito, abitudini), sperando che questo basti a farla stare meglio. In questo momento, il silenzio e la chiusura di sua figlia sono una difesa: teme che parlando verrebbe nuovamente guidata o corretta. Per quanto sia difficile, l'approccio che può aiutarvi a soffrire meno e a non allontanarla del tutto è fare un passo indietro. Provate a comunicarle che rispettate la sua età e il suo ruolo di madre, restando a disposizione per il nipotino ma evitando di chiederle spiegazioni o di indagare sui suoi orari. Quando sentirà che non c'è più un "controllo" da cui scappare, forse il bisogno di ribellione si placherà e potrà aprirsi con più onestà. Resto a vostra disposizione per sostenervi in questo momento così faticoso. Un caro saluto.
Mia moglie è molto pessimista,emana molta negatività e si mette molto spesso,quasi sempre contro le mie idee,i miei pensieri e alle mie realizzazioni,riuscendo a demoralizzarmi e non farmi più essere di pensiero positivo. Come posso gestire questa situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Vivere accanto a una persona che trasforma ogni stimolo in critica o pessimismo è estremamente logorante, perché col tempo si finisce per assorbire quel senso di sconfitta, rinunciando alla propria serenità. Questo atteggiamento di sua moglie potrebbe essere una sua difesa interna, ma non deve diventare il limite dei suoi progetti. Per gestire la situazione, è fondamentale che lei inizi a proteggere i suoi spazi emotivi: non cerchi sempre l'approvazione o la conferma di sua moglie prima di agire. Quando sente che la negatività di lei sta per demoralizzarla, provi a farle presente, con calma, che quel giudizio la ferisce e che lei ha bisogno di un partner che faccia il tifo, non di un giudice costante. A volte, mettere dei confini chiari tra le proprie idee e il pessimismo dell'altro è l'unico modo per non farsi trascinare a fondo. Se il dialogo diventa impossibile, potrebbe essere utile proporre un momento di confronto mediato, per capire cosa si nasconde dietro questa sua ostilità cronica e ritrovare un equilibrio di coppia più incoraggiante. Resto a sua disposizione per approfondire come tutelare il suo benessere in questa dinamica. Un caro saluto.
Buongiorno,
vorrei sottoporvi una mia problematica. Ho 37 anni e fin da ragazzina ho avuto difficoltà nel relazionarmi.
Quando andavo a scuola ho sofferto di bullismo, mi canzonavano per il mio aspetto (a loro dire, ero una racchia) e subito costanti angherie.
Anche per questo motivo fino ai 19 anni non ho mai avuto alcuna esperienza sessuale o di amore giovanile ma da ragazzina non mi ponevo il problema, ho sempre avuto molte passioni e poche amicizie ed ero contenta così.
Dai 20 ai 23 anni ho avuto la mia prima storia seria con una persona rivelatasi poi insicura e con la quale vi erano costanti litigi. Dopo quasi 3 anni decido di chiudere questa relazione e per un po' sono stata bene così da single. Il problema nasceva quando provavo a rimettermi in gioco, perchè incontravo puntualmente persone interessate solo a rapporti fisici.
Dopo questa prima storia ho avuto altre 3 relazioni (tutte a distanza di anni l'una dall'altra) della durata di un anno. In queste relazioni sono stata sia lasciata (dicevano di non sentirsi pronti) e ino l'ho lasciato io. Il problema nasce dal fatto che spesso e volentieri mi sentivo una sorta di passatempo per loro, non ho mai percepito un interesse reale di voler costruire qualcosa.
Ad oggi sono single da quasi 5 anni e comincio a pensare che forse o nemmeno io voglio costruire qualcosa o sono sfortunata. In questi anni ho provato spesso a rimettermi in pista ma non sono mai andata oltre 2 appuntamenti. E temo che l'interesse che gli uomini hanno sia solo di natura sessuale. Quando ci esco insieme li vedo distratti e sembra quasi che debba corteggiare solo io. Inoltre non mi spiego come mai per anni sono trascorsi mesi senza fsrr incontri nella vita quotidiana e mi sono dovuta abbassare ad usare le app di dating per poi rivelarsi un ricettacolo di mercenari.
Quando esco trovo solo gente molto grande o già impegnata e non so più dove sbattere la testa.
Sono sola da anni e temo di non riuscire a sopportare altrettanti anni da sola.
Mi chiedo solo che cosa ho fatto per meritare un simile dolore quando tutte le ragazze trovano qualcuno.
In questi anni ho cercato delle risposte ma non me trovo. Comincio a pemsare che semplicemente non sono il tipo di donna con la quale un uomo vorrebbe una relazione. Mi sento depressa e spesso esco a camminare per ore o anche senza meta. Tanti mi dicono: "meglio sola che male accompagnata". Ma cosa ne sanno del dolore? Di quel dolore che ti fa bagnare il cuscino di lacrime! Vorrei solo potermi rassegnare una volta per tutte e tenermi tutto magari sposandomi al lavoro. Ma non penso sia possibile non amare più
Ti dicono "trovato un hobby ", beh ne ho una serie ma non bastano a colmare il vuoto perché la testa va a quel pensiero, il pensiero "ok, togliti dalla testa di avere un compagno!"
Ho superato tanti momenti bui nella mia vita ma la solitudine perenne penso non sia accettabile per nessuno sopratutto se pensi che hai un cuore grande.
Vi chiedo solo se esiste un modo per convivere con questo tarlo nel cervello.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Il dolore che descrive è profondo e merita un rispetto che va oltre i soliti consigli banali come "trovati un hobby". Sentirsi invisibili o percepirsi come un semplice "passatempo" per gli altri scava un solco nell'autostima che affonda le radici in quelle prime ferite subite durante l'adolescenza. Le angherie e il bullismo che ha vissuto da ragazzina potrebbero aver creato, senza che lei se ne accorgesse, una sorta di "filtro" protettivo. A volte, per paura di essere feriti di nuovo, tendiamo involontariamente a scegliere situazioni o persone che confermano la nostra paura di non essere abbastanza, oppure ci poniamo in un modo che l'altro percepisce come una barriera invalicabile. Questo senso di solitudine perenne non è una colpa né un destino, ma il segnale che il suo cuore ha bisogno di cure prima ancora che di un compagno. Per convivere con questo "tarlo", il primo passo è smettere di colpevolizzarsi o di pensare di essere "sbagliata" per un uomo. La rassegnazione non è la soluzione, ma lo è invece spostare lo sguardo: non si tratta di "abbassarsi" alle app di incontri o di forzare uscite che la lasciano svuotata, ma di rielaborare quel dolore antico che ancora oggi le fa bagnare il cuscino. Quando riuscirà a guardarsi con più tenerezza, smettendo di vedersi come la "racchia" del passato, anche il suo modo di relazionarsi cambierà e attirerà dinamiche diverse. Resto a sua disposizione se desidera approfondire questo percorso di riscoperta del proprio valore. Un caro saluto.
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