Domande del paziente (38)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, grazie per aver condiviso così apertamente i suoi pensieri. Riconoscere certi tratti o comportamenti che la preoccupano è già un primo passo importante. Sebbene alcuni dei sintomi che descrive possano... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao e grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza. Quello che stai descrivendo sembra essere una reazione di ansia molto forte che emerge durante le discussioni o i conflitti. Questo tipo di risposta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la sua sensibilità e il sostegno che sta offrendo alla sua compagna sono davvero preziosi. Sta affrontando un momento molto delicato, sia per lei che per la vostra relazione, ed è del tutto...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
capisco che questa situazione possa risultare confusa e scomoda per lei. Il sorriso involontario che si manifesta ogni volta che vede questa persona potrebbe essere una risposta psicologica...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
intanto grazie per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità quello che sta vivendo: riconoscere ciò che sta accadendo dentro di sé è già un primo passo molto importante.
Da ciò che descrive,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco quanto ti possa essere difficile affrontare questa situazione, soprattutto dopo un cambiamento così grande. L’ansia può manifestarsi in modo molto forte, come stai descrivendo, e può peggiorare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che hai vissuto è stato un intreccio complesso tra aspettative, segnali ambigui, mancanze di rispetto e coinvolgimento emotivo profondo. È comprensibile che ora ti senta ferita, svalutata,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, capisco perfettamente la tua frustrazione e il senso di responsabilità che stai provando. È un momento difficile, ma affrontarlo con onestà e trasparenza è la strada giusta per risolvere la... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L’autolesionismo non è considerato una dipendenza nel senso tradizionale del termine, come lo sono, ad esempio, le dipendenze da sostanze o da comportamenti compulsivi. Tuttavia, può acquisire caratteristiche... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Elena, prima di tutto grazie per aver condiviso la tua storia e ciò che stai vivendo. È davvero importante che tu abbia trovato il coraggio di aprirti e di riflettere sulle tue emozioni. Ciò che stai... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
nelle tue parole si sente la lucidità di chi ha attraversato la disillusione e sta cercando di restituire senso a ciò che è accaduto. Quando dici che “con te ha tolto la maschera”, forse parli...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una condizione complessa, ma sì, è possibile gestirlo in modo efficace e ottenere significativi miglioramenti. In molti casi, attraverso un trattamento adeguato,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver condiviso la tua situazione. Da quello che descrivi, sembra che tu stia vivendo una dinamica di relazione molto complessa e dolorosa. Le accuse infondate, la sensazione di non... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. È molto positivo che tu stia riconoscendo il problema e pensando di rivolgerti a uno psicologo. I pensieri che descrivi, anche se possono sembrare molto angoscianti, sono effettivamente comuni... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco profondamente il tuo turbamento e la tua preoccupazione: prendere una decisione così delicata riguardo al benessere della tua bambina non è facile. È un momento di grande difficoltà per te, con... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao,
leggere le tue parole mi fa sentire quanto stai attraversando un tempo difficile, dove la realtà sembra essersi fatta straniera e tu ti ritrovi a cercare un appiglio per ritornare a sentirti “a casa”...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, più che uno “stallo”, quello che descrive è un momento in cui tutto ciò che è stato rimandato sta chiedendo spazio insieme, e questo può diventare molto pesante da sostenere da soli.
Non è...
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Salve, chiedo consiglio a voi per una "situationship" (perdonatemi il termine ma non saprei come chiamarla), che va avanti da ormai 5 mesi. Stiamo molto bene insieme, ci si diverte, si fa tanto sesso e si hanno momenti romantici. Insomma, vista da fuori potrebbe sembrare una relazione. Relazione che però nella realtà non è poiché pecca di etichetta, ovvero io e lui nel concreto non siamo fidanzati. Ho un piccolo dubbio però che mi sorge spesso quando siamo insieme, io noto che molto spesso io cerco il bacio a stampo casuale, ad esempio: l'altro giorno eravamo su questa panchina di fronte ad un bellissimo panorama, io avevo tanta voglia di baciarlo, ma noto che quando provo a dargli un bacio a stampo, lui, me lo da, ma comunque lo vedo un po' "restio" nel darmelo. Al contrario, lui molto spesso mi da dei baci sulla fronte, sulla guancia, ma poco sulle labbra, è molto fisico ma nei baci è sempre strano. E questo suo comportamento mi fa sorgere i dubbi perché penso "Se gli piaccio perché non mi da baci? Quindi non gli piaccio?" e quindi poi svariate volte io evito di dargli baci per "paura" che lui me li eviti o me li dia così come "contentino"
Io so per certo che lui tiene a me, ma non riesco a capire se davvero non mi vede oltre ad un'amica a cui tiene tanto e nel mentre fa del sesso.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è molto chiaro: non è tanto una “situationship”, ma una relazione senza definizione che la sta mettendo in una posizione di dubbio e insicurezza.
Il punto centrale non è tanto se gli piaci, ma come lui riesce (o non riesce) a stare nel contatto emotivo: il fatto che sia presente fisicamente ma più trattenuto nei baci sulle labbra può raccontare un modo diverso – o limitato – di vivere l’intimità.
Il rischio, per lei, è di iniziare a trattenersi (“evito di baciarlo”) e adattarsi, perdendo spontaneità e autenticità per paura di essere rifiutata.
Più che cercare risposte nei suoi gesti, sarebbe importante aiutarla a chiarire:
-cosa sta cercando davvero in questa relazione
-quanto questa situazione la fa stare bene o la mette in attesa
Se sente che questo dubbio si ripete e la coinvolge emotivamente, può essere utile fermarsi e guardarlo insieme, per evitare di restare in un legame che non le restituisce chiarezza.
Se vuole, possiamo approfondirlo in uno spazio dedicato e capire insieme come muoversi con più sicurezza.
salve dottori, ho un problema con la mia attuale ragazza che non mi fa vivere bene la relazione, siamo io e 2 miei amici a una serata in discoteca e noto questa ragazza la serata finisce lì, solo che il mio amico manda la richiesta su instagram a lei senza però scriverle, passano 4 giorni e il mio amico letteralmente le scrive un messaggio rispondendo a una nota di vederci in gruppo una sera, la sera stessa appena conosciuti tutti e presentati lei però si bacia con lui si frequentano 1 settimana finiscono anche in macchina insieme post serata però senza avere rapporti perché a detta sua lei non voleva, (anche se per me per andarci in macchina l’intenzione c’è) fatto sta che dopo io e lei ci avviciniamo inizialmente in amicizia ma poi scatta qualcosa in ambito sentimentale e lei diventa pazza di me arrivando pure a venire sotto casa mia più volte nonostante i miei rifiuti, ora io non so che fare perché ci sto benissimo con questa ragazza ma l’idea che non mi abbia scelto inizialmente mi logora dentro e mi fa stare male, poi aggiungo anche il fatto che per me lei è una facile perché si è baciata con lui appena conosciuti e ha avuto rapporti con uno dopo solo 2 uscite e non è quello che cerco in una ragazza ma ormai ci tengo troppo, io ne ho parlato con lei di tutto e dice che inizialmente preferiva me al mio amico, ma la sua amica era interessa a me e quindi non ha voluto interferire, anche se non ha molto senso perché mi ha sempre dato versioni diverse e in più non c’era motivo di lasciarmi alla sua amica, lei dice che ha sempre puntato me e che tuttora vuole solo me e me lo dimostra sinceramente, non so che fare perché io ci sto male perché non è quello che cerco in una ragazza, il fatto che sia stata facile lei lo giustifica dicendo che era appena uscita da un ex tossico e voleva divertirsi, ma per me ha poca differenza perché non siamo animali e si pensa prima di agire
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che la sta facendo stare male non è tanto ciò che è successo all’inizio, ma il significato che oggi lei attribuisce a quei comportamenti.
Da una parte dice di stare bene con lei, dall’altra la percepisce come “non adatta” e questo crea una frattura interna che la logora. Più che il suo passato, è il suo giudizio su di lei (“facile”, “non è quello che cerco”) che mantiene vivo il disagio.
Il punto centrale è questo:
riesce ad accettarla per quella che è oggi, oppure resta agganciato a un’idea di come “dovrebbe essere” una partner?
Se resta in questa ambivalenza, rischia di vivere la relazione con sospetto, controllo e malessere, indipendentemente da ciò che lei fa ora.
Un lavoro utile potrebbe aiutarla a chiarire:
cosa rappresenta per lei una relazione “giusta”
quanto il bisogno di sicurezza si scontra con ciò che prova davvero
se questa relazione può essere scelta nel presente, non nel confronto con il passato
Se vuole, possiamo approfondire insieme questi aspetti e aiutarla a prendere una posizione più chiara e serena.
Un caro saluto
Salve, sto attraversando un periodo “buio” nella relazione di convivenza con la mia compagna.
Conviviamo da 13 anni, abbiamo un figlio di 6 anni ed abbiamo fatto i nostri sbagli e avuto i nostri alti e bassi nella relazione, ma recentemente la mia compagna mi ha comunicato di non essere felice ed avere dubbi sui sentimenti nei miei confronti.
Questo pare sia dovuto a tante piccole cose che nel tempo le hanno dato fastidio, non riesce ad essere se stessa per paura di non so cosa e ora è arrivata ad essere “piena” e forse anche un pochino chiusa in se stessa.
Per me è stato un fulmine a ciel sereno, arrivato cosi dal niente e invece a quanto pare è una situazione che si porta avanti da tempo, senza che io mi accorgessi di niente e senza che lei ne parlasse con me per cercare una soluzione. Ovviamente mi sento vuoto, sconfitto, ma anche speranzoso che la situazione possa risolversi positivamente per poter tornare ad essere la famiglia che eravamo, anzi forse anche migliore andando a correggere quelli aspetti che potrebbero aver portato a questa situazione.
La mia più grande paura è ovviamente la sofferenza che potrebbe avere il bimbo, ma anche il fatto di “buttar via” quello che è stato costruito con fatica e impegno in tutti questi anni.
Non credo di averle mai fatto mancare niente, anzi è sempre stata libera di fare le sue cose, anche se alcune mi creavano delle preoccupazioni/perplessità che non ho mai nascosto, ma lei spesso ignorato.
Io mi sono reso più che disponibile a cercare di trovare una soluzione, a lavorare su noi per cercare di migliorare sugli aspetti che hanno portato a questo e ho teso la mano, ma da parte sua non capisco se questa volontà ci sia o meno, come se fosse intrappolata in un limbo e non riesco a comprendere come sia possibile questa freddezza dopo 13 anni e una famiglia costruita.
Sto cominciando ad avere grandi dubbi, tipo che sia stata con me fino ad oggi, nonostante questo suo “disagio”, solo per comodità e per paura di non restare sola, visto che i genitori vivono in un altro stato e quindi di essere stato utilizzato e preso in giro.
Come dovrei comportarmi adesso? Potremmo provare ad intraprendere inizialmente un percorso di coppia insieme ed eventualmente, se reputato necessario, in seguito anche singolarmente per poter affrontare questa problematica che stiamo vivendo?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e carica di significato. Da come descrive ciò che sta vivendo, emerge tutta la fatica, il senso di smarrimento e anche il desiderio sincero di comprendere e recuperare la relazione. È importante dirle che quello che sta accadendo, per quanto doloroso, è più frequente di quanto si pensi nelle relazioni lunghe: spesso il “fulmine a ciel sereno” per uno dei due è in realtà l’esito di vissuti rimasti in silenzio nell’altro.
Il fatto che la sua compagna oggi si senta “piena” e forse chiusa, e che lei si senta spiazzato e ferito, racconta di una distanza che si è costruita nel tempo senza trovare uno spazio di espressione autentica. Non è necessariamente segno che “tutto è finito”, ma piuttosto che qualcosa nella relazione chiede di essere visto, ascoltato e rinegoziato.
Comprendo anche i suoi dubbi e i pensieri legati all’idea di essere stato “usato”: quando manca chiarezza e si riceve freddezza, la mente cerca spiegazioni per proteggersi dal dolore. Tuttavia, spesso queste ipotesi rischiano di allontanare ulteriormente dal contatto reale con l’altro e con ciò che sta accadendo nel presente.
Quello che può fare ora non è tanto trovare subito risposte definitive, ma creare le condizioni perché possano emergere. In questo senso, la sua disponibilità a lavorare sulla relazione è un elemento molto importante.
Un percorso di coppia può essere uno spazio protetto in cui:
dare voce a ciò che è rimasto inespresso da entrambe le parti
comprendere i bisogni emotivi profondi che stanno emergendo ora
trasformare questo momento critico in un’opportunità di evoluzione della relazione, qualunque direzione prenderà
Se necessario, il lavoro può essere affiancato anche da momenti individuali, proprio per aiutare ciascuno a chiarire i propri vissuti e ritrovare una posizione più consapevole dentro la relazione.
Il fatto che lei oggi si stia ponendo queste domande è già un primo passo importante: indica presenza, responsabilità e desiderio di comprendere, che sono basi fondamentali su cui si può lavorare.
Se lo desidera, possiamo fissare un primo incontro (anche online) per approfondire meglio la vostra situazione e capire insieme come impostare un eventuale percorso, rispettando i tempi e le disponibilità di entrambi.
Resto a disposizione, un caro saluto.
Autore
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