Domande del paziente (397)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, mi ha molto colpito la sua lunga analisi. Sembra proprio che lei sappia molto bene che cosa fare ma è trattenuta dai sensi di colpa e dal timore di fare del male all'altra persona. Il fatto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara Blue, ho letto fino in fondo il suo lungo scritto. Si sente tutto il dolore e la fatica. Non stupisce la scelta del nome che mi pare indicare il suo stato d'animo. Certamente sarebbe opportuno riprendere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno G., la sua sembra la situazione di chi si ritrova in un circolo vizioso e più tenta di uscirne più si avviluppa. Colpisce la rabbia che trasuda dalle sue parole e la scarsa autostima: "questa... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno signora, non c'è nulla di sbagliato nell'essere turbati di fronte alla scoperta fatta. Quello che proviamo non è mai sbagliato, è quel che è. A noi sta comprendere come utilizzare quel che proviamo,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, le assicuro che anche con altri approcci è possibile ottenere buoni risultati nell'affrontare i suoi disturbi. Ogni approccio segue proprie modalità ma anche seguendo strade diverse si può... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, impossibile rispondere alla sua domanda! Forse la cosa più importante però è a livello della relazione tra voi. Che cosa ha portato al litigio? Non esiste una sola verità, ognuno ha la sua... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, le sue parole esprimono un grande dolore ma anche una buona consapevolezza. Riconoscere le proprie mancanze mi sembra il modo migliore per provare a riavvicinarsi, senza fretta. Credo che in... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, ho letto con attenzione le sue righe. Conosco il problema e l'esperienza mi insegna che una questione come quella che lei descrive (la dipendenza da fumo e da gioco) va affrontata rivolgendosi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera giovane utente di MioDottore, il suo quesito è singolare. Naturalmente nessuno può dirle che cosa fare. Mi colpisce però che quel gesto del suo compagno l'abbia tanto destablizzata. Non prende... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, è curioso per me che il suo scritto sembri contenere già la risposta: "ho capito e ormai appurato che ciò che mi importa davvero è la mente" e più avanti "quanto ne varrebbe la pena continuare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, condividere le nostre riflessioni anche più intime con le persone che abbiamo a cuore può essere molto interessante, lo scambio può far bene al rapporto, renderlo più profondo. Non credo però... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' davvero molto difficile rispondere alle sue domande, senza conoscere la persona di cui parliamo. Ogni persona è unica e possiede le proprie risorse e i propri limiti. Certamente un gesto violento va... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, mi sembra importante che lei sia giunto alla consapevolezza necessaria a farle chiedere aiuto. Che si usi o meno il termine dipendenza il punto è che lei sta male. Riconosce la presenza di un... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera signora, credo che sia importante innanzi tutto verificare che i suoi "fugaci sbandamenti" non abbiano una causa organica e su questo può aiutarla il suo medico. La sua paura di cadere e la sua... Altro
Salve a tutti, sono una studentessa universitaria che ora più che mai sta avendo a che fare con pensieri che definirei "ossessivi" per quanto riguarda le relazioni sociali (amicizie, conoscenze, ecc.): dopo ogni interazione non sentita al 100% riuscita, riavvolgo continuamente nella mia testa ogni piccolo dettaglio della situazione per capire cosa avrei potuto sbagliare, cercando continue rassicurazioni, e spendendoci la notte in pianti. Oltre a questo, sospetto da sempre di essere neurodivergente/essere nello spettro autistico.
Mi sto chiedendo quindi se non sia necessario partire da una valutazione psicodiagnostica per l'autismo/AuDHD. Ho il forte sospetto che i miei pensieri ossessivi siano il risultato di un sovraccarico cognitivo dovuto al masking e alla mancanza di strumenti adatti al mio funzionamento reale. Temo che un percorso generico, non formato sulla neurodivergenza, possa rivelarsi inefficace o invalidante, come già accaduto in passato. Dunque, quale percorso pensate sia meglio affrontare per prima (a fronte dei soldi)? Un percorso "generico" per risolvere inanzitutto i miei pensieri ossessivi, o un percorso psicodiagnostico (forse un po' più lungo?) per partire dalla radice?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara studentessa, buonasera. Dal suo racconto sembra proprio che un percorso di valutazione psicodiagnostica indirizzato alla ricerca di eventuale neurodivergenza sia raccomandabile. Può provare ad informarsi presso la ASL di appartenenza oppure a cercare Centri clinici che se ne occupino. Un passo successivo sarà l'eventuale supporto psicologico che a quel punto potrà tenere conto del suo funzionamento. Le auguro un buon percorso. Dott.ssa Franca Vocaturi
Ho affrontato più percorsi di terapia diversi ma mi assilla sempre un pensiero: potrò diventare produttiva e funzionale sforzandomi e trovando tutte le strategie utili del caso, ma quello che sento davvero è incompatibile con l'idea di "guarigione" che avevo e che in genere gli altri si aspettano da me. Sono cinica e pessimista e analitica e sinceramente non trovo motivi per cambiare al di fuori di compiacere gli altri. Per non essere etichettata come arida o misantropa o ribelle. Devo considerarmi bacata o provare l'ennesimo nuovo approccio e cercare di internalizzare tutte quelle premesse che trovo sentimentali e banalizzanti e basta? Trovo molta libertà e sazietà nel pessimismo ma evidentemente le persone che mi criticano vogliono spingermi a mirare ad altro come una specie di imperativo biologico naturale che non ho mai provato
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, trovo molto interessante il suo quesito. Non credo che le ragioni del cambiamento possano essere esterne (compiacere gli altri). Se davvero lei sta bene nel modo in cui conduce la sua vita, nel suo atteggiamento che definisce cinico e pessimista, perchè mai dovrebbe cambiarlo? Ma il punto è che cosa intende con cinismo e pessimismo? Sono termini generali che potrebbero riferirsi a molte cose diverse...
Ma soprattutto chi la spinge a cambiare e con quale scopo? Dott.ssa Franca Vocaturi
Salve , ho una situazione con una ragazza che lavora che mi fa male. Dal giorno 1 eravamo vicini, connessi, sempre a parlare e c'erano di interesse foete da entrambe le parti. Col tempo, anche dopo qualche uscita, tutto e svanito. Quando le dissi che mi piaceva tanto, mi disse che mi vedeva come un fratellino avendo 6 anni in piu di me. Fatto sta che i rapporti erano sempre buoni, fino a che ho avuto un periodo molto buio tra gennaio e marzo dove avevo scoperto che aveva detto di questa mia confessione in giro con amici nostri. Questa cosa mi ha fatto arrabbiare, le ho levato il saluto e non abbiamo piu avuto contatti a parte visivi dato che ci vediamo tutti i giorni a lavoro. Io sto male, non so più che fare e credo di averla trattata male. Mi manca tuttoo, vorrei solo prenderla e abbracciarla e dirle che e tutta colpa mia, che lei è unica e che io le voglio bene ma è.come se avessi preso l abitudine di non calcolarla. cosa faccio?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, ha pensato che forse potrebbe semplicemente trovare il modo di parlarle e dirle tutto questo? La libertà di dire quello che si prova, di mostrarsi per come si è può alleggerire molto e lascia all'altro la possibilità di fare altrettanto. Potrebbe essere molto difficile e allora vale la pena di domandarsi quali ostacoli ci sono per noi, quali paure... Buona vita. Dott.ssa Franca Vocaturi
Sono una giovane professionista di 30 anni e lo scorso agosto, inaspettatamente, ho conosciuto un uomo di 20 anni più grande di me. Tra noi è nata subito una sintonia rara, un’amicizia profonda che ci ha resi in poco tempo, l'uno il punto di riferimento dell'altra. Lui è un uomo molto realizzato sul lavoro ma è legato a una compagna che vede principalmente nei weekend e per le vacanze.
Da agosto siamo usciti spesso e abbiamo passato quasi ogni sera al telefono a parlare per ore (e già riuscire a parlare con qualcuno ogni giorno senza annoiarsi mai è tutto dire) condividevamo tutto, dai consigli sulla giornata ai pensieri più intimi, alle cavolate da bar, oltre ai molteplici messaggi durante la giornata, in attesa della nostra consueta telefonata. Lui stesso mi diceva spesso di non aver mai provato un attaccamento così profondo per qualcuno. Poi, verso novembre, a questo legame già solido si è aggiunto l’aspetto affettivo e sessuale: è stata la ciliegina sulla torta. Ci siamo voluti tantissimo, anche se entrambi avevamo timore di andare oltre per via dell'età e della sua situazione, ma anche quel nuovo terreno è diventato uno spazio di comunicazione bellissimo e appagante.
Con il tempo, però, l’ambivalenza ha iniziato a farci soffrire. Io ero l'ultima persona che sentiva e vedeva il venerdì sera e la prima che cercava la domenica appena essersi liberato dalla compagna; ci cercavamo ormai in tempo reale appena succedeva qualcosa di rilevante per l'altro; spesso mi chiedeva anche consigli lavorativi o di avere un supporto morale per cose di lavoro che faceva fatica a gestire, faceva 100 km di strada solo per vedermi a cena, spesso mi faceva regali, ma tutto questo non bastava a sciogliere il nodo.
Dieci giorni fa, inaspettatamente, ha deciso di chiudere con me. Mi ha detto che questa situazione lo logora e lo fa sentire deluso da se stesso. Pur ammettendo che il rapporto con la sua compagna è incrinato e che io l'ho destabilizzato, dice di non sentirsi abbastanza innamorato da giustificare una separazione, perché a lei, comunque, vuole bene, e che vista la nostra importante differenza non ritiene sia giusto per me intraprendere una relazione con un uomo tanto più grande e che questa relazione non crede possa evolvere ulteriormente.
La verità è che io non gli ho mai chiesto di lasciarla; so come vanno queste cose e una scelta del genere deve partire da lui. Mi sarebbe solo piaciuto trovarci in una situazione di parità, entrambi single, per scoprire dove ci avrebbe portato la vita. Per la prima volta mi sono sentita vista e apprezzata per ciò che sono davvero: il nostro rapporto, pur nei suoi limiti, era vero.
E ritengo anche di essere una persona equilibrata da non fare tanto le pazzie a cuor leggero.
Ora a dire il vero mi sento un po' spaesata e piena di domande. Sento di aver perso prima di tutto un amico, una persona per cui avrei rischiato volentieri, fregandomene delle etichette sociali, solo per vedere fin dove saremmo arrivati insieme.
(scusate, ma il dono della sintesi, non è il mio forte)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, mi colpisce il suo racconto, apparentemente privo di una vera richiesta. Sembra che ci sia innanzi tutto il bisogno di narrare per poter comprendere e per dare un senso. Comprensibile lo spaesamento e gli interrogativi: un'intesa perfetta che si accompagna all'impossibilità. Sarebbe stata altrettanto perfetta senza la compagna, senza l'altra? Dott.ssa Franca Vocaturi
Buonasera dottori, volevo chiedervi un parere/consiglio. Secondo voi è utile fare sedute di psicoterapia con uno psicologo che sta terminando la scuola di specializzazione oppure è meglio rivolgersi a professionisti la cui formazione è già completa?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, uno psicoterapeuta che si sta specializzando può essere senz'altro un ottimo professionista, che in genere usufruisce della supervisione e della guida dei suoi didatti. Ovviamente è carente di esperienza (in genere compensata dall'entusiasmo e dalla motivazione!) rispetto ad un professionista meno giovane. Metterei però l'accento sulla relazione e sulla sintonia che si sente fin dal primo incontro e che non dipende soltanto dalla preparazione teorica o tecnica ma si costruisce insieme...
Buona scelta! Dott.ssa Franca Vocaturi
Premetto che non ho nessuna patologia o malattia diagnosticata.
Il mio problema è che mi sento così inutile, mi sento sola ogni giorno anche se ho le persone intorno, io sono totalmente apatica, penso sempre che tutti in realtà mi odino, sono sempre lì zitta e tranquilla sento di essere una brava persona ma di non essere abbastanza per nessuno,non sento di avere uno scopo nella vita.
Ogni giorno mi sento sempre più a pezzi, perché mi sento così? Stamattina mi sono detta oggi devo essere positiva con me stessa ma quando sono tornata a casa ho pianto.
tutti sono felici io non ci riesco, perché non ho niente di bello nella mia vita, ho paura di sentirmi per sempre così
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sembra che il suo problema sia il rapporto con se stessa, la sua autostima. Perchè mi sento così: è una buona domanda. Che cosa vol dire per lei non essere abbastanza? Per chi? Da dove parte questa convinzione? Quali sono le sue risorse? In quali momenti si sente bene? Forse un percorso di esploazione e di scoperta di sè, guidato, porebbe aiutarla. Dott.ssa Franca Vocaturi
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…