Buongiorno a tutti. Sto vivendo un periodo di grande sconforto. Ho intrapreso una relazione con un r

16 risposte
Buongiorno a tutti. Sto vivendo un periodo di grande sconforto. Ho intrapreso una relazione con un ragazzo ormai quasi 4 anni fa, che purtroppo soffre di una dipendenza da marijuana. È un ragazzo molto dolce, premuroso nei miei confronti, si fa voler bene da chiunque, sempre sorridente e pronto ad aiutare il prossimo, tutte le caratteristiche che mi hanno fatto innamorare di lui. Dopo anni però questa sua dipendenza non va via, in quanto lui non ha mai fatto nulla per uscirne. Ho sempre proposto di provare dei percorsi di psicoterapia, o gruppi di ascolto. Ho provato a fargli leggere testimonianze di persone ripulite, di quanto la loro vita sia migliorata. Ho provato a metterlo in guardia anche sui potenziali rischi legali della situazione. Tutti sforzi vani, che hanno portato soltanto a bugie (mi mentiva pur di fare uso della sostanza) , sperpero di denaro (lavoriamo insieme , portiamo avanti un'azienda che purtroppo va molto male a causa di difficoltà economiche), distanza tra di noi. La cosa che più mi fa soffrire è che nei momenti di astinenza, si trasforma in una persona totalmente diversa. Diventa aggressivo, cattivo nei miei confronti, mi insulta e mi fa piangere per giornate intere. A causa di questo ho sviluppato un forte stato di ansia e stress, accompagnato da attacchi di panico. Sono andata in terapia lo scorso anno, nel tentativo disperato di trovare una soluzione, che non è arrivata, ho chiuso un occhio e sono andata avanti. Quest'anno sono tornata in terapia, da un medico diverso, e qui è emersa la mia convinzione di voler separare le nostre strade. Purtroppo però, non riesco a trovare il coraggio di lasciare andare una persona cosi buona e vulnerabile. Ma tutto ciò mi fa soffrire. Lui mi ama, mi desidera, io spesso lo respingo perché non provo piu nemmeno libido. Mi sento spenta e svuotata. Ho perso amicizie, occasioni e opportunità per provare a guarirlo. Adesso ho scoperto che da qualche tempo , gioca d'azzardo (lui dice che capita raramente, ma non sono sicura di questo).

Credo di aver fatto tutto il possibile per aiutarlo. Non vorrei avere rimorsi in futuro. Amo questo ragazzo dalla prima volta che lho visto, tanto da lasciare il mio fidanzato dell'epoca per poter stare con lui.

Cosa posso fare? Continuare a tentare? Oppure andare via? Mi ritengo una ragazza con molte qualità, di bell'aspetto, sono laureata e la mia famiglia sta bene. Ricevo spesso corteggiamenti da altri uomini, che respingo sempre, ma qualche tempo fa ho conosciuto un ragazzo che mi ha fatto invaghire particolarmente, lo vedo spesso in palestra e mi ritrovo a scherzare con lui spesso, a provare dei momenti di leggerezza che non provo da diverso tempo. Mi ritrovo spesso a fare vita sociale da sola, perche lui preferisce rimanere a casa a fumare, non ha iniziative sociali, non vuole mai uscire o fare esperienze. Se le facciamo, diventa una palla al piede perche non vede l'ora di tornare a casa e fumare. Non credo di meritare questo. Non vorrei però buttare via tanti anni di relazione, ormai consolidata anche in famiglia.
Abbiamo affrontato varie volte l'argomento, e lui ha sempre dimostrato a parole e con i fatti di non voler cambiare, il peggio è che lui non si aspetta questa decisione da me, continua a trattarmi normalmente anche dopo le mie varie minacce di andare via. Non ha mai dimostrato particolare pentimento o voglia di cambiare.
Grazie mille a chi risponderà, mi sento molto scoraggiata e impaurita. Tutti attorno a me lo amano, so che deluderò tantissime persone, questo rende tutto molto complesso.
Dr. Susanna Bertini
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Torino
Come mai lei sopporta la situazione che descrive, che cosa le fa credere di essere Teresa di Calcutta, quale suo bisogno profondo la induce a tale comportamento? Tollerare è una cosa, ma siamo sicuri che aiuti chi è in difficoltà?Forse le sarebbe utile un periodo di riflessione per capire i perchè dei suoi comportamenti.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno — grazie per aver condiviso con tanta onestà una situazione così difficile. Quello che descrivi è molto doloroso e capisco lo scoraggiamento: amare una persona “buona” non annulla i danni che la dipendenza e i comportamenti aggressivi arrecano alla tua vita e alla tua salute mentale.

Brevemente, i punti più importanti da tenere presenti e alcuni passi pratici che puoi considerare:

La dipendenza è una malattia che richiede motivazione e trattamento attivo. Se lui non vuole cambiare, tu non puoi “salvarlo” con gli sforzi fatti per conto suo.

La violenza verbale e l’aggressività durante l’astinenza sono segnali di rischio: la tua sicurezza fisica ed emotiva viene prima di tutto. Se ti senti in pericolo crea un piano di sicurezza (luogo dove andare, numeri di emergenza, persona di fiducia).

Limiti chiari e non negoziabili: stabilisci comportamenti che non tolleri (es. menzogne ripetute, spese comuni usate per comprare sostanze, insulti). Comunicali una volta, chiaramente, e preparati a farli rispettare.

Tutela economica e praticità: visto che lavorate insieme, valuta di separare quanto prima conti e responsabilità aziendali / personali per evitare che la dipendenza comprometta definitivamente anche la tua posizione economica. Consulta un esperto legale/contabile se necessario.

La tua salute mentale è prioritaria: gli attacchi di panico e l’ansia sono segnali che hai bisogno di cura continuativa. Prosegui con la terapia individuale e valuta interventi per trauma/ansia (es. EMDR, CBT) se indicati.

Valuta la separazione come scelta legittima: lasciare non significa “essere cattiva”, ma prendersi cura di sé. Può essere utile pianificare la separazione (quando, dove andare, aspetti economici/familiari) così da ridurre i rimorsi futuri.

Supporto esterno per lui e per te: puoi proporre ancora un intervento strutturato (servizi per dipendenze, psichiatra, gruppi di sostegno) ma non insistere fino a esaurirti. Cerca anche gruppi di supporto per chi convive con dipendenze (perché non sei sola).

Relazioni nuove e attrazioni: è normale provare interesse per altri; questo non rende la decisione più facile ma è un segnale che dentro di te c’è spazio per ritrovare desiderio e leggerezza — elementi importanti per il benessere sessuale e relazionale.

In sintesi: hai fatto molto per lui, ora è lecito mettere al primo posto la tua salute emotiva e la tua sicurezza. Se non c’è un reale impegno al cambiamento da parte sua, la scelta di andartene è una soluzione valida e tutelante. Ti incoraggio comunque a approfondire la situazione con uno specialista (psicoterapeuta esperto in dipendenze e terapia del trauma; valutazione psichiatrica se c’è rischio di dipendenza patologica o di gioco d’azzardo) per costruire un piano concreto e sicuro su come procedere.

Consigliabile approfondire con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Denise Spalice
Psicoterapeuta, Psicologo
Giugliano in Campania
Ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la tua esperienza. Quello che descrivi è una situazione molto complessa, che ti ha portato a vivere un forte stato di sofferenza e ansia. Il comportamento del tuo compagno mostra i tratti tipici di una dipendenza, con bugie, minimizzazione e assenza di reale motivazione al cambiamento. È importante riconoscere che la responsabilità di affrontare questo problema non può ricadere su di te. Il cambiamento può avvenire solo se lui lo desidera e si impegna attivamente. Hai assunto per anni una posizione di “salvatrice”, cercando di aiutarlo con amore, proposte di terapia e sostegno. Ma questo porta a trascurare te stessa, le tue relazioni e il tuo benessere psicologico. L'ansia, stress, perdita di energia vitale, sono segnali chiari che la relazione sta avendo un impatto negativo sulla tua salute psicologica.
Nei momenti di astinenza lui diventa aggressivo e ti ferisce verbalmente e questo è un aspetto molto rilevante, perché mina la tua dignità e la tua sicurezza emotiva.
Ti sei impegnata a lungo e con grande amore, ma il cambiamento non può dipendere da te. Ora è importante che tu protegga la tua salute e la tua vita, anche se questo significa separarti. Non è egoismo, è cura di sé.
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara signora,
comprendo la sua sofferenza per questa difficile situazione.
Purtroppo, per quanto possiamo desiderare di aiutare chi ci è vicino, non possiamo sostituirci a lui nelle decisioni. Il suo compagno non sembrerebbe nei fatti disponibile ad attuare alcun cambiamento e starebbe anche introducendo comportamenti dannosi per sè stesso e per le sue finanze.
Questa situazione però le sta causando problematiche sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista psicologico e lei deve pensare in primis al suo benessere. Ha fatto bene a riprendere il percorso di terapia. Sicuramente prendere la decisione di lasciare un compagno buono, con cui si sono condivisi tanti anni e ben visto dalla famiglia non è facile ma non sempre affetto, amore, bontà stanno insieme a serenità e benessere psicologico e lei merita di stare con qualcuno che la faccia sentire serena. In bocca al lupo!
Buongiorno, la sua richiesta di aiuto è scritta con una grande delicatezza, da cui si intuisce il dolore che sta provando. Penso che sia ormai consapevole della situazione e debba solo trovare la forza di fare il passo che ha deciso.
Il desiderio di non far soffrire gli altri a volte è così forte che ci dimentichiamo che la nostra prima responsabilità è nei confronti di noi stessi e della nostra vita. Quando c'è una separazione, inevitabilmente qualcuno soffre, comprese le famiglie, e per questo non ci si arriva mai a cuor leggero. Rimaniamo in una situazione che non funziona e che ci fa star male anche molto tempo, togliendo a tutti, compreso il suo fidanzato, la possibilità di trovare nuove strade che possano renderci felici.
La responsabilità di questa separazione non è tutta sua, lo ricordi. Ciascuno è responsabile delle proprie scelte.
Imparare a stare con il dolore e la responsabilità delle nostre azioni può renderci liberi. Le auguro un futuro sereno.
Dott. Simone Feriti
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Bergamo
Buongiorno, la ringrazio per la sua condivisione.
Credo che ciò che stia vivendo sia assolutamente normale all’interno di una relazione che sente che sta volgendo al termine.
Purtroppo le dipendenze non sono situazioni che si risolvono se non c’è la motivazione interna a voler cambiare. E da come descrive sembra che manchi questo tassello.
Lei sembra che ha fatto di tutto per questo ragazzo e che ha provato in diversi modi ad aiutarlo, purtroppo senza che questo abbia generato un cambiamento.
Le strade possibili che intravedo sono due:
- accettare di rimanere in una situazione che non le sta bene, sapendo che lei non può modificare questo atteggiamento, consapevole degli aspetti negativi e delle mancanze che sente nella relazione, in quanto questo è quello che lui può dare in un rapporto sentimentale;
- provare a cambiare, consapevole che anche questa scelta ha un costo emotivo: senso di colpa, delusione, paura. Questa scelta però può aprirle la strada verso nuovi orizzonti, nuove relazioni, dove sarà lei a decidere se ciò che ottiene da una relazione soddisfa i bisogni.
Da come parla sembra che la sua scelta la stia già prendendo, ma c’è qualcosa che la blocca che credo riguardi aspetti suoi e non dell’altro. Come mai sente il bisogno di dover far di tutto per salvarlo? Se non lo facesse e mettesse davanti a sé i suoi bisogni quali sarebbero le conseguenze?
Come mai deluderebbe tante persone intorno a lei? Se scegliesse di interrompere la relazione chi deluderebbe di più? Sembra che intorno a lei ci siano delle aspettative, o che lei si sia creata una serie di aspettative che gli altri potrebbero avere nei suoi confronti. Ma anche qualora li deludesse cosa accadrebbe, che tipo di persona diventerebbe?
Ma la domanda più importante che deve porsi è: che tipo di amore mi merito? Questa persona sa darmi quell’amore?
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con il suo ragazzo, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, lasituazione che descrive in effetti mi sembra molto difficile e mi sembra una situazione caratterizzante le persone che soffrono di dipendenza. Mi pare che lei si sia dedicata alla sua salvezza ma ricevendo sempre frustrazioni. Purtroppo in questi casi solo la stessa persona può decidere di farsi aiutare e deve essere una decisione che prende lui. La sensazione è che forse lei debba cominciare a pensare a sè. Se ha bisogno di aiuto posso essere disponibile, anche online. Saluti. Dario Martelli
Dr. Fabio Ricardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Nella tua lunga lettera ( mi permetto di darti del tu, che semplifica molto la comunicazione) emergono bene gli elementi del tuo conflitto. E' significativo che proprio durante terapia "sia emersa la decisione di separare le nostre strade". Si sente che tu,giustamente, stai riflettendo sul tuo valore personale, e ti rendi conto che desideri per la tua vita una relazione diversa e migliore. Facendo un bilancio di quello che hai ( o meglio non hai) dalla relazione con questo ragazzo, concludi."penso di non meritarmi questo". E veramente, se decidi di condicividere la tua vita con un'altra persona,lo puoi fare solo se immagini con lei un'esperienza più ricca e più piena. Non per una comprensione compassionevole per i suoi limiti e debolezze, e tanto meno per compiacere alla pressione dell'ambiente o alle aspettative della tua famiglia. "Tutti lo amano", dici relativamente al tuo ragazzo: ma non lo conoscono come lo conosci tu, e non progettano di condividere una vita con lui! Penso che il momento che tu vivi sia l'occasione per decidere in nome di ciò che è veramente importante per te.
Dr. Marco Feola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Capua
Gentile utente, attraverso le sue parole percepisco il senso di sfinimento e di solitudine che sta provando.
Un percorso terapeutico potrebbe essere lo spazio giusto non per ricevere consigli su cosa fare, ma per esplorare insieme le cause profonde che le impediscono di lasciar andare il suo peso. Lavorare su cosa la fa sentire così responsabile della vita altrui e su cosa teme accadrebbe se iniziasse ad ascoltare i suoi bisogni legittimi, smettendo di cercare di non deludere gli altri. Solo sciogliendo questi nodi interiori potrà trovare la serenità per prendere la decisione più giusta per lei, qualunque essa sia, senza sentirsi schiacciata dal senso di colpa. Un primo colloquio conoscitivo gratuito (anche online) potrebbe permetterci di approfondire e discutere meglio di queste tematiche e magari può aiutarla ad avere maggiori informazioni rispetto alla decisione di iniziare o meno un percorso di terapia personale. Qualora volesse darsi una possibilità del genere, si senta libera di scrivermi in qualunque momento. Un saluto e auguri per tutto.
Dott. Marco Feola.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Gentile Signora,
dalle sue parole emerge una sofferenza profonda, che va presa molto sul serio. Quello che sta vivendo non è “solo” il dolore di una relazione complicata, ma una condizione di logoramento emotivo prolungato, in cui da anni lei sta cercando di tenere insieme l’amore per il suo compagno e il tentativo di “salvarlo”, a costo però della sua salute psicologica.
È importante dirle con chiarezza una cosa: la dipendenza è una malattia che può essere affrontata solo se la persona che ne soffre riconosce il problema e desidera curarsi. Per quanto amore, impegno e sacrificio lei possa mettere, non è possibile cambiare qualcuno al suo posto. Il fatto che, nonostante i ripetuti tentativi, lui non abbia mai intrapreso un percorso di cura, menta sull’uso, diventi aggressivo in astinenza e ora mostri anche segnali di possibile gioco d’azzardo, indica che la situazione non solo non sta migliorando, ma rischia di peggiorare.
I segnali che descrive in lei — ansia, attacchi di panico, perdita del desiderio, senso di svuotamento, isolamento sociale — sono campanelli d’allarme importanti. Non sono segni di debolezza, ma il modo in cui la sua psiche le sta comunicando che il prezzo che sta pagando è diventato troppo alto.
Capisco molto bene il conflitto che vive: l’amore, la paura dei rimorsi, il senso di responsabilità verso una persona fragile, il timore di deludere gli altri. Tuttavia, restare in una relazione per paura, senso di colpa o speranza che l’altro cambi, quando lui stesso dichiara (nei fatti) di non volerlo fare, spesso porta solo a un ulteriore impoverimento di sé.
Separarsi non significa smettere di voler bene, ma può significare smettere di farsi male. E non è vero che “butta via” quattro anni: quegli anni hanno avuto un senso, le hanno insegnato molto su di sé, sui suoi limiti, sui suoi bisogni e su ciò che non è più disposta a tollerare.
Il lavoro che sta facendo in terapia in questo momento è molto prezioso: continui a usarlo per esplorare non tanto “cosa fare di lui”, ma cosa è giusto per lei, quali confini vuole avere, che tipo di relazione desidera e quale costo è disposta (o non più disposta) a pagare.
Non c’è una decisione giusta in assoluto, ma c’è una direzione che tutela la sua salute psicologica. E quella direzione merita ascolto.
Un caro saluto e un incoraggiamento a prendersi cura di sé.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Luisa Bruno
Psicoterapeuta
Montalto Dora
Condividere questa situazione dolorosa non è semplice, ma è un bene per lei che riesca a farlo.
Il fatto che lei si affianchi a uno specialista è un dato molto positivo che testimonia la sua voglia di cambiare la situazione in cui vive e che evidentemente non le piace e non la soddisfa.

Come prima cosa le direi assolutamente di continuare il suo percorso terapeutico: quello è lo spazio dove aprire riflessioni su di sé e in seguito a queste, compiere le scelte migliori per lei.
Mi sembra che lei abbia abbastanza chiaro cosa vuole e cosa non vuole nella sua vita e in una relazione di coppia, ma è bloccata da paure, sensi di colpa e, non ultimo, l'illusione di poter salvare il partner, che invece è un uomo adulto responsabile di se stesso e della sua propria vita.
Queste difficoltà sono comprensibili, ma non devono giustificare altri anni investiti in una relazione che per lei è disfunzionale.
Capisco che lei tema il giudizio di chi vi circonda, ma ricordi che sono gli altri che vedono solo la facciata della relazione. Lei vive la realtà quotidiana fatta anche di aggressività verbale e insulti, che non sono mai accettabili. La sua felicità e il suo benessere devono venire prima delle opinioni altrui.
Non è sua responsabilità guarire un'altra persona e non è comunque possibile che ciò avvenga senza la volontà del diretto interessato; lei non lo sta abbandonando, lo sta mettendo di fronte alle sue responsabilità e soprattutto sta proteggendo se stessa e la sua salute mentale.
Stesso ragionamento è valido per il tempo già investito nella relazione. Anche qui, è comprensibile che lei la viva come un fallimento, ma in realtà è un investimento nel suo futuro.
C'è un detto giapponese che dice: "Se sali sul treno sbagliato, scendi alla prima fermata. Più a lungo resti, più costoso diventa il viaggio di ritorno"; nel suo caso, la strada per ritrovare se stessa, per rimettere se stessa al centro della sua vita, con le sue priorità, i suoi desideri, i suoi sogni.
Su questi dovrebbe concentrarsi per darsi la possibilità di realizzarli al meglio.
Stia bene.
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, ho letto con attenzione le sue righe. Conosco il problema e l'esperienza mi insegna che una questione come quella che lei descrive (la dipendenza da fumo e da gioco) va affrontata rivolgendosi al SerD. Far finta di nulla, accettare, negare non sono di alcun aiuto. Credo sia importante che lei possa pensare a sè, alla sua vita, solo lei può decidere se se la sente di fare il sacrificio di restare accanto ad una persona che non ha voglia di cambiare. Non abbiamo il potere di cambiare la vita deglia altri, ma la nostra sì. La vita passata non si butta via, nessuna relazione si butta via, si può decidere però di cambiare strada quando ci si accorge che quella su cui siamo non ha più un cuore. Coloro che amiamo capiranno. SI trova lei su quella strada e solo lei può valutare e decidere, nessun altro. Le auguro il meglio. Dott.ssa Franca Vocaturi
Dott.ssa Valentina Battisti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, deve pensare a lei non a cosa pensano le persone intorno a lei, è sua la vita, se ci rimangono male si adatteranno, non può soddisfare le richieste delle altre persone, deve pensare a sè. Credo che si ritrovi all'interno di una dipendenza affettiva, la relazione è purtroppo "sporcata" dalle dipendenze di questo ragazzo ma anche lei si ritrova, forse per osmosi, a dipendere da lui. il fatto che lui faccia finta di niente sembra un modo per manipolarla, c'è un problema reale e lei si ritrova a fare la crocerossina di questo ragazzo con la speranza, forse, di salvarlo. Ma non potrà farlo lei, immagino che il suo terapeuta glielo abbia detto. il rapporto il suo ragazzo ce lo ha con la "canna" non con lei. Metterei dei confini con lui, gestirei una separazione momentanea, non è sola, ha la sua famiglia e ha il suo terapeuta. In bocca al lupo!
Dr. Bruno De Domenico
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buona sera signora, riepilogando:
1) lui è gravemente dipendente da marijuana, tanto da preferire questa al vivere la vita (con o senza di lei;
2) quando non la fuma, si comporta peggio, addirittura aggressivo;
3) le mente;
4) gioca d'azzardo;
5) questa cosa influisce in modo evidente sulla vostra vita lavorativa, economica, oltre che sentimentale e sessuale, in modo sempre più pesante;
6) si sente legata a lui dal contesto socio-familiare in cui apparite una coppia ormai "collaudata", per cui ha paura di deludere gli altri;
7) non lo desidera più;
8) lui pensa che lei rimarrà sempre perché nonostante tutto si è limitata solo a "minacce", senza mai metterle in atto;
9) in terapia ci va solo lei, come se la cosa potesse sostituire quella che non fa lui;
10) ha paura di "buttar via tanti anni di relazione", e quindi si appresta a buttarne... quanti altri, tutta la vita?
11) nel frattempo ha sviluppato ansia, attacchi di panico, e sta sempre peggio, d'altra parte impensabile pensare di stare bene in una situazione quotidianamente così deprimente;
12) ha pena di lasciare un "uomo così buono e vulnerabile", e ha paura di provare dei rimorsi in futuro;
13) nel frattempo accetta di perdere salute, libido, soldi, amici, opportunità, e la gioia di vivere, per continuare a fare la crocerossina di un tossicodipendente.
Se mi scriverà mi farà piacere e ne parleremo insieme.
Buona fine e buon inizio.
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Che strana la sua frase finale.... deludere le persone... veramente lei vive la sua relazione sentimentale in funzione di altri se non di se stessa?
Mi sembra dal suo racconto che la situazione sia chiara, a lei la scelta: continuare a cercare di giustificare razionalmente una mezza verità, oppure accettare il dolore inevitabile legato ad una separazione che di fatto esiste già, ma che lei si rifiuta ancora di accettare.
Intende davvero farsi questa guerra interna? Colpevolizzarsi per non aver aiutato un essere umano? Come mai?

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.