Salve dottori spesso rifletto sulla vita se me stesso, sono stato sempre una persona abbastanza intr

20 risposte
Salve dottori spesso rifletto sulla vita se me stesso, sono stato sempre una persona abbastanza introspettiva rifletto a volte anche su tematiche spirituale , sopratutto da quando ho conosciuto un counseling filosofico anche se non sono molto vicino alla sua filosofia perché non la trovo utile per me perché sono stato sempre una persona centrata e serena senza far nessun tipo di pratiche di ricerca interiore come l intende questo counseling , sono più vicino alla psicologia dove realmente vari spunti vedendo vari canali mi sono risultati utili , da qualche giorno riflettevo se era il caso di parlare di queste tematiche anche con mia moglie? Io non ne ho mai parlato perché appunto sono momenti di riflessioni e introspezioni personali e non sentivo la necessità , secondo voi dottori ne dovrei parlare? Per esempio secondo il counseling dovremmo divulgare il sapere sopratutto spirituale ma a me questo non interessa ma dovremmo anche divulgare ciò che a noi fa stare bene con le persone care? Dovremmo divulgare anche le nostre riflessioni?
Buonasera,
alla sua riflessione certamente non c'è una risposta certa e universale. La risposta non si trova in nessun libro o lezione. Penso che la domanda guida da farsi ogni giorno che deve orientare il nostro modo di vivere la vita è "che cosa è importante per te?". Ecco, valuti il da farsi ponendosi questa domanda: è importante per Lei, per la relazione, per la sua vita, condividere queste riflessioni con sua moglie?

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Dott.ssa Noemi Maccariello
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Santa Maria Capua Vetere
Buonasera. Forse il punto su cui fare focus non è tanto l'aspetto della divulgazione, quanto quello della condivisione e di aprirsi veramente con chi le è vicino e di poter essere se stessi pienamente. Come mai non ne parla con sua moglie?
Buonasera, da quello che scrive emerge una persona che ha un buon contatto con sé, che riflette, osserva, si interroga, senza però vivere queste riflessioni come un’urgenza o come qualcosa da “aggiustare”. Questo è un punto importante: l’introspezione, quando è naturale e non forzata, non ha bisogno di essere esibita né giustificata.

Il dubbio che sta vivendo non riguarda tanto il contenuto delle sue riflessioni, quanto il confine tra ciò che è intimo e ciò che può essere condiviso nella coppia. È comprensibile. In una relazione lunga e stabile, a volte ci si chiede se tenere per sé certi pensieri significhi distanza, o se condividerli significhi invece creare maggiore vicinanza. La verità è che non esiste un dovere in questo senso. Non tutto ciò che ci attraversa deve essere “divulgato”, né per crescere spiritualmente né per amare qualcuno.

L’idea, tipica di alcuni approcci filosofici o spirituali, che il sapere o il benessere debbano essere necessariamente condivisi, non è una legge universale. Per alcune persone parlare delle proprie riflessioni è nutriente, per altre lo è custodirle. Lei sembra appartenere a questa seconda modalità: riflette, integra, trae beneficio, senza sentire il bisogno di verbalizzare. Questo non indica chiusura, ma rispetto dei propri tempi e del proprio modo di stare al mondo.

Con sua moglie, più che chiedersi se “dovrebbe” parlare di queste tematiche, può forse osservare se sente un desiderio spontaneo di farlo. La condivisione autentica nasce da un movimento interno, non da un principio teorico. Se un giorno sentisse che raccontarle una riflessione può avvicinarvi, bene. Se invece sente che quei pensieri hanno senso proprio perché restano uno spazio suo, questo è altrettanto legittimo.

In una coppia sana non è necessario condividere tutto, ma è importante che ciò che non si condivide non diventi un muro. Da quello che scrive, non sembra che Lei stia usando l’introspezione per allontanarsi, bensì come una forma di equilibrio personale. E questo, spesso, è già un dono indiretto per chi ci sta accanto.

Non è la divulgazione a rendere un pensiero valido o utile, ma il modo in cui quel pensiero la aiuta a stare meglio e a essere più presente nella sua vita e nelle sue relazioni. Se questo accade, sta già facendo abbastanza. Rimango a disposizione, un saluto!
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, condividere le nostre riflessioni anche più intime con le persone che abbiamo a cuore può essere molto interessante, lo scambio può far bene al rapporto, renderlo più profondo. Non credo però che tutto debba essere condiviso o condivisibile, tanto più se parliamo di un piano spirituale dove molto peso hanno emozioni e sensazioni e poco ne hanno invece le parole. In ogni caso credo che solo lei possa decidere di che cosa parlare a sua moglie, sulla base di quello che sente. Le auguro buon cammino. Dott.ssa Franca Vocaturi
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
il concetto di salute, attualmente riconosciuto dal Ministero della Salute, implica anche la dimensione spirituale della persona, dunque, perchè non parlarne?
Certo talvolta occorre capire bene con chi, dove e perchè?
Penso che nella relazione di coppia sia un'evoluzione essenziale per entrambi condividere alcuni pensieri e verificare se c'è accordo, in tal caso l'esperienza anche di senso e significato dell'amore aumenta.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

la sua domanda è molto complessa: Innanzitutto le chiederei come mai da un paio di giorni sente l'esigenza di voler condividere questo con sua moglie? Quale sarebbe la sua finalità nel far ciò? Nello specifico, cosa vorrebbe comunicare?
Se interessato ad approfondire, mi contatti pure.

Un caro saluto,

Dottor Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Elisa Boccacci
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Si tratta di una domanda molto personale. Non conosco il rapporto che ha con sua moglie e la sua sensibilità relativamente a certe tematiche ma in generale se a lei il confronto con lei su quanto citato la rende sereno, la appaga o semplicemente è ciò che desidera, non vedo controindicazioni obiettive.
Buonasera,
Non ritengo che possa esserci una risposta giusta alla sua domanda. Le pongo, piuttosto, delle domande diverse: lei sente l'esigenza di condividere con sua moglie le sue riflessioni? Pensa che possa essere utile a lei oppure al vostro rapporto? La farebbe star bene o le creerebbe emozioni diverse? Perché non ne ha parlato fino ad ora? Perché proprio adesso ne sente l'esigenza, se la sente? Non ci vedo nulla di male nè a parlarne nè a tenersi tali riflessioni per sé. Ma leggo con piacere del suo interesse per la psicologia, che come forse saprà, non dà risposte ma apre domande, affinché possa trovare la sua (personale, non prescrivibile, non scontata) risposta.
Dott.ssa Ylenia Ferrara
Psicologo, Psicologo clinico
Rivoli
Buongiorno, condividere le proprie riflessioni è un qualcosa che si può fare ma non si deve fare. Meglio prima riflettere su quali siano le nostre necessità e i nostri obiettivi e poi prendere una decisione consapevole. Buona giornata!
Dott.ssa Anna Tosi
Psicologo, Psicologo clinico
Caldiero
Buongiorno, la ringrazio per la domanda. Se capisco bene si sta chiedendo se condividere con la moglie le riflessioni filosofiche che la fanno stare bene, considerato anche il parere del counselor. Come può immaginare qui non si tratta di fare una cosa giusta o una cosa sbagliata, perché è un tema estremamente soggettivo. Il nostro mondo interiore è una parte di noi molto intima e importante che creiamo sulla base di chi siamo e di quello che abbiamo vissuto. Può essere interessante condividerlo con una persona che vogliamo bene, al fine di creare anche uno scambio e, perché no, un'occasione di avvicinamento e complicità. Tuttavia, occorre sempre tenere presente che non è detto che l'altra persona condivida le nostre riflessioni, quindi nel momento in cui ci esponiamo mettiamo in conto anche la possibilità di non essere compresi. A questo punto la decisione spetta a lei. Può scegliere di esporsi in questa condivisione con la moglie e provare a creare questo momento di scambio, oppure, se ritiene che le proprie riflessioni siano esclusivamente personali, può anche scegliere di mantenerle come una parte preziosa e intima di se stesso, che la guiderà nel corso della vita e che sicuramente avrà riflesso anche sulle persone circostanti, in maniera più indiretta. Spero di averla aiutata a elaborare una propria decisione. Resto a disposizione per altri scambi. Dott.ssa Anna Tosi
Dott.ssa Paola Maria Pastore
Psicologo clinico, Psicologo, Professional counselor
Roma
Gentile, la riflessione personale e introspettiva ci mette in contatto con i nostri desideri più profondi, con la ricerca della nostra essenza unica e irripetibile. La scelta se parlare o meno con sua moglie è sua: desidera condividere con lei pensieri, riflessioni ed emozioni? Si tratterà di una scelta autentica se seguirà ciò che lei davvero sente e desidera senza condizionamenti o "doveri". Un caro saluto
Buongiorno. Credo che il suo intervento sia molto ricco, e offra molti spunti di riflessione.
Intravedo, tra le altre cose, il tema del rapporto tra ciò che è pubblico e la sfera privata. Rispetto all'uso del verbo dovere mi sentirei di dare una risposta decisa: non ci sono obblighi, lei è l'unico a poter scegliere cosa condividere, e cosa tenere per sé. Mi sembra anche, però, che il tema della condivisione dei suoi pensieri alle persone care incontri varie emozioni sul suo percorso, ed è su queste che la inviterei a soffermarsi nel qui ed ora. Aggiungo, in conclusione, che per prendere una decisione non è indispensabile trovare la cosa giusta da fare; forse importa anche che sia una scelta nella quale lei si possa rispecchiare, il guadagno potrebbe essere quello di una maggiore autenticità, sia con se stessi che con gli altri!
Spero di esserle stato di aiuto, in bocca al lupo.
Dott. Matteo De Nicolò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso le sue riflessioni. Dal suo racconto emerge una naturale introspezione e un interesse personale verso temi di crescita e comprensione di sé, anche se ha trovato strumenti diversi da quelli che il counseling filosofico propone. Questo tipo di riflessione interiore è una parte del suo modo di stare con sé stesso e di comprendere il mondo, e non necessariamente richiede di essere condivisa se non lo sente utile. Il fatto che si chieda se parlare di questi temi con sua moglie indica una sensibilità verso la relazione e il desiderio di equilibrio tra ciò che è personale e ciò che si vive insieme. Non esiste una regola fissa: condividere riflessioni può essere arricchente quando sente che può portare vicinanza e dialogo, ma non è obbligatorio divulgare tutto ciò che riguarda il proprio percorso interiore, soprattutto se è qualcosa che vive più come osservazione personale che come bisogno di coinvolgere altri. In certi casi, avere uno spazio di confronto sicuro – come può essere anche un percorso psicologico o un momento di dialogo protetto – può aiutare a capire cosa vale la pena condividere e come farlo, senza forzare né sé stessi né gli altri. È un equilibrio delicato tra autenticità e rispetto dei tempi propri e altrui. Resto a disposizione se volesse approfondire questo tema o confrontarsi sulle modalità più adatte per integrare le sue riflessioni nella vita di coppia. Dott. Matteo De Nicolò
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Palermo
Salve. Non è, e non deve essere un dovere. Io rifletterei sul perché fino ad oggi non abbia parlato di queste tematiche con sua moglie. Come pensa posso affrontare con lei l'argomento? Sarebbe importante poter condividere con le persone che ci stanno più a cuore i nostri sentimenti e le nostre riflessioni più profonde, questo è importante avvenga in una relazione di sostegno, comprensione, rispetto reciproco. Non necessariamente ogni cosa, ognuno ha una sua sfera intima personale.
Se ha bisogno di approfondimenti può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Caro,
nelle sue parole si coglie una ricchezza riflessiva vissuta come spazio intimo, non necessariamente da condividere.
Il dubbio se parlare o tacere sembra nascere non da un bisogno urgente, ma da una domanda sul senso del legame e della reciprocità.
Forse ciò che la interroga non è cosa sia giusto divulgare, ma quale posto dare a queste riflessioni nella sua vita relazionale.
Un percorso psicologico potrebbe offrire un luogo in cui comprendere meglio questo movimento interno.
spero di esserle stato d’aiuto.
Dott. Francesco Conti
Psicologo, Psicologo clinico
San Lazzaro di Savena
Gentile utente, ogni percorso di riflessione che sceglie di intraprendere può aiutarla a trovare spunti nuovi ed un arricchimento personale. Detto questo, tenga a mente che qualsiasi pensiero lei generi non deve obbligatoriamente essere divulgarlo, ne tanto meno deve necessariamente essere tenuto per sè. Rimane una sua libertà scegliere se comunicare le sue introspezioni ad altri o meno. Se LEI ritiene che le tematiche su cui ragiona coinvolgano e/o possano aiutare anche i suoi cari può scegliere di condividere, ma non è una prerogativa che può prescindere dal suo libero arbitrio. Un saluto
Dott.ssa Margherita Atzori
Psicologo, Psicologo clinico
Aprilia
Buon pomeriggio, il suo quesito è molto interessante.
È importante partire dal presupposto che le riflessioni personali e introspettive assumono significati e funzioni diverse per ciascuno di noi; per questo motivo non esiste una regola generale che imponga di divulgare le proprie riflessioni interiori o spirituali. Per alcune persone, all’interno della relazione con l’altro, la condivisione risulta arricchente e può rafforzare il legame: il desiderio di condividere può nascere dalla ricerca di maggiore vicinanza, confronto, curiosità o comprensione reciproca, diventando così un’ulteriore opportunità di dialogo.
Per altre persone, invece, il pensiero resta uno spazio intimo, prezioso proprio perché privato e non si avverte un reale bisogno di condividerlo. Anche questa modalità è del tutto legittima: entrambe le vie possono essere funzionali al benessere personale e relazionale.
Non tutte le dimensioni del nostro mondo interno devono necessariamente essere esplicitate. Il benessere psicologico non deriva dall’obbligo di condividere tutto, ma dalla possibilità di scegliere consapevolmente cosa tenere per sé e cosa portare nella relazione con l’altro.
Spero di esserle stata d’aiuto, buona riflessione!
Dott.ssa Gloria Giacomin
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,
dal suo racconto emerge una persona abituata a stare in contatto con il proprio mondo interno, capace di riflessione e introspezione senza che questo diventi fonte di disagio o di ricerca forzata. Le sue riflessioni sembrano appartenere a uno spazio personale che finora ha vissuto come nutriente e sufficiente così com’è, senza il bisogno di condividerlo necessariamente con l’altro. La domanda che si pone ora non riguarda tanto se “si dovrebbe” parlare di questi temi, ma se lei sente che potrebbe essere significativo farlo all’interno della relazione con sua moglie. Condividere non è un dovere, né un indice di profondità o maturità spirituale, ma una scelta che ha senso quando nasce dal desiderio di creare maggiore intimità e non dall’idea che esista una regola da seguire. Alcune riflessioni possono rimanere personali senza impoverire il legame, altre invece, se condivise, possono diventare un modo per sentirsi più visti e conosciuti dall’altro. Può essere utile chiedersi se parlare di questi aspetti rappresenterebbe per lei un arricchimento del rapporto o se invece rischierebbe di forzare qualcosa che oggi trova già un suo equilibrio. Non tutto ciò che ci fa stare bene ha bisogno di essere divulgato, così come non tutto ciò che resta interno è una chiusura. La differenza la fa il significato che lei attribuisce a quella condivisione e il modo in cui immagina possa essere accolta. In questo senso, più che seguire un’idea teorica su cosa “andrebbe fatto”, può ascoltare il suo sentire e valutare se oggi sente il desiderio di aprire uno spazio di dialogo in più, oppure se per ora va bene così.

Resto a disposizione
Dott.ssa Gloria Giacomin
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
è del tutto normale riflettere su se stessi, sulla vita e su tematiche spirituali, soprattutto se si è una persona introspettiva. La condivisione di queste riflessioni con le persone care, come la propria moglie, dipende molto dal tipo di riflessioni e dal rapporto di comunicazione che avete. Non è obbligatorio parlare di tutto ciò che si pensa; alcune riflessioni possono rimanere personali e avere comunque valore per il proprio benessere.

Tuttavia, condividere ciò che ci fa stare bene o ciò che ci arricchisce interiormente può rafforzare la relazione e favorire comprensione reciproca, a patto che avvenga in un contesto di rispetto e apertura, senza sentirsi obbligati a “insegnare” o “convincere”. Non esiste una regola fissa: la cosa più importante è capire cosa ci fa sentire autentici e sereni, e se e come queste condivisioni possano essere utili nel rapporto di coppia.

Per valutare al meglio questo aspetto e trovare un equilibrio tra introspezione personale e comunicazione con i propri cari, è consigliabile approfondire la tematica con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone
Non esiste un obbligo di condividere ogni riflessione personale. Parlare di ciò che ti fa stare bene o di alcune tue riflessioni può arricchire il rapporto se senti che è utile e appropriato, ma deve partire da te, non da un principio esterno. È importante distinguere tra ciò che condividi per autenticità e vicinanza e ciò che resta parte del tuo spazio interiore, che può essere preservato senza senso di colpa.

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