Dott.ssa
Giorgia Fancini
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Milano 1 indirizzo
Esperienze
Sono la dott.ssa Giorgia Fancini, Psicologa con orientamento psicoanalitico della scuola di psicoterapia AreaG. Lavoro in studio e da remoto con persone di tutte le età, in particolare sono specializzata nel lavoro con adolescenti e giovani adulti.
Il mio approccio clinico prevede una fase iniziale di consultazione: una serie di colloqui di reciproca conoscenza in cui raccogliere insieme la storia emotiva della persona, esplorare la domanda d'aiuto, accogliere le fatiche ed eventuali sintomatologie come anche rendere esplicite le aspettative riposte nel supporto. Tutto questo con l'idea che, attraverso un'ascolto empatico e rispettoso delle parti più dolorose/fragili, si possa dare significato alla sofferenza psichica provata. È una fase importante che permette alla persona di capire e sentire se si sta trovando nello spazio giusto, con il professionista giusto. Inoltre, consente di valutare insieme il tipo di percorso da intraprendere: non c'è una regola universale e non ci sono tempistiche previste in anticipo, ma è una co-costruzione ad hoc, con la persona stessa. Questo perché alcuni arrivano in terapia con una sofferenza definita, altri con una sensazione più indefinita di fatica o ripetizione che limita la possibilità di sentirsi pienamente se stessi.
La fase della terapia offre uno spazio protetto in cui incuriosirsi di se stessi. Ad esempio, si esplorano parti di sè o conflitti interiori; si cercano significati dietro emozioni intense o difficili da nominare; si trasformano vissuti di blocco e modalità ripetitive che generano disagi; si comprendono le proprie dinamiche affettive e relazionali faticose.
Accompagno adolescenti nelle fasi di cambiamento identitario, nelle difficoltà scolastiche o universitarie, nelle problematiche legate al rapporto con il proprio corpo, nei vissuti di ansia, ritiro, fragilità dell'autostima e complessità nelle relazioni interpersonali. Lavoro con giovani adulti che attraversano altri passaggi evolutivi, difficoltà nel prendere scelte e direzioni, vissuti di inadeguatezza, insicurezza e smarrimento. Lavoro con adulti che si rivolgono alla terapia per ansia, depressione, lutti, difficoltà genitoriali, stress lavorativo, crisi esistenziali e separazioni.
Chiedere aiuto può essere difficile: può attivare dubbi, timori o la sensazione di esporsi troppo. Riconoscere la propria sofferenza è un primo movimento di cura e il passaggio non va fatto da soli!! Per questo offro uno spazio sicuro e tutelato, accogliente e mai giudicante, in cui la persona possa sentirsi sostenuta fin dall'inizio e accompagnata lungo tutto il proprio percorso.
Infine, non per importanza, le esperienze maturate in ambito educativo, nei servizi di tutela minori e nei progetti di inclusione sociale arricchiscono profondamente il mio lavoro clinico, permettendomi di integrare la comprensione della dinamica intrapsichica con quella familiare, sociale e culturale. Essere spesso a contatto con le parti più vulnerabili e difficili delle persone mi ha insegnato a sostenerle con rispetto e con sensibilità.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Break-down adolescenziale
- Difficoltà relazionali
- Disturbi dell'umore
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico individuale
65 € - 70 € -
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Consulenza genitoriale
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Recensioni
7 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
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M
M.R
Avevo tantissima ansia ed era un periodo davvero difficile della mia vita. La dottoressa mi ha aiutata a ritrovarmi. Grazie, grazie grazie.
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico clinico •
Dott.ssa Giorgia Fancini
Leggo con graditudine le tue parole e sono contenta di aver contribuito a farti ritrovare maggiore consapevolezza e serenità. Ti auguro di continuare a coltivare la cura per te stessa. Un caro saluto.
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A
A.d
Ho fatto un percorso con la dottoressa e mi ha davvero aiutato. È una persona vera e professionale. Mi ha aiutata a risolvere la mia ansia perenne.
Grazie• Consulenza Online • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Giorgia Fancini
La ringrazio di cuore per le sue parole e le auguro un buon proseguimento di vita. Un caro saluto.
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B
B.F.
Sentirsi accolta ed ascoltata senza giudizio, ha fatto sì che mi aprissi con tranquillità.
Mi ha comunicato fiducia ed empatia.
Grazie• Studio di Psicologia • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Giorgia Fancini
Buongiorno, è molto importante sentirsi in uno spazio sicuro,
Grazie per la fiducia risposta.
Un caro saluto
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A
A. S.
Mi sono sentita accolta, compresa e ascoltata e supportata nelle difficoltà.
• Consulenza Online • consulenza online •
Dott.ssa Giorgia Fancini
Mi fa molto piacere leggere le sue parole. Grazie!
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S
S. F.
Fin dal primo incontro ha messo in luce la sua professionalità e capacità nell'ascoltarmi e capirmi, facendomi sentire a mio agio anche parlando di argomenti per me spesso complicati da affrontare con altre persone, continuerò sicuramente il percorso, consigliatissima.
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Dott.ssa Giorgia Fancini
La ringrazio per le sue parole, sono molto preziose. Sono felice che si sia sentito a proprio agio e ascoltato: è da lì che può nascere un lavoro profondo e autentico, alla ricerca di sé. Continueremo questo percorso con cura e rispetto dei suoi tempi. Grazie!
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C
CL
Dottoressa competente, attenta, puntuale. Mette subito a proprio agio grazie alla sua capacità di ascolto. La consiglio vivamente!
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Dott.ssa Giorgia Fancini
La ringrazio sinceramente per le sue parole. Sapere che si è sentita accolta e a proprio agio è per me molto importante, perché creare uno spazio sicuro, tutelato e attento è parte essenziale del lavoro di terapia. Grazie per la fiducia riposta.
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F
F.
La Dott.ssa mi ha fatto sentire a mio agio, è stata gentile e puntuale. Consiglio!
• Studio di Psicologia • colloquio psicologico clinico •
Dott.ssa Giorgia Fancini
Ti ringrazio per le parole, è molto importante sentirsi liberi di portare le parti più fragili di sè e sono contenta di averti accompagnato lungo tutto il percorso. Grazie!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 25 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, ragazzo 14enne, 1 liceo. Percorso scolastico buono, scelta libera da parte del ragazzo
Buongiorno, ragazzo 14enne, 1 liceo.
Percorso scolastico buono, scelta libera da parte del ragazzo con approvazione dei docenti delle medue su Liceo Scientifico MA approccio con il L.S. in salita.
Difficoltà nelle verifiche scritte, frustrazione perche' nonostante lo studio e l impegno i voti di alcune naterie sono sempre insufficienti (dalle medie e uscito con il 9).
Il ragazzo ora e' demotivato e continua a dire che non c'è la fara'.
Quello che lui racconta e un blocco davanti a una verifica scritta.
Come affrontare tutto questo? Grazie.
Una nonna
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, cara signora,
è bello ricevere richieste da parte delle nonne, siete davvero una grande risorsa.
Da quanto racconta, suo nipote è un ragazzo intelligente che ci tiene molto alla scuola ma che in questo momento sta attraversando un periodo di sconforto e frustrazione: nonostante lo studio e l’impegno, si trova davanti a verifiche che lo bloccano e comincia a pensare di non farcela. È un vissuto di insicurezza e pressione interna, in cui la paura di non riuscire sembra prendere il sopravvento sulle capacità effettive.
Questa difficoltà è comprensibile nel passaggio alle superiori, soprattutto al liceo, perché anche ragazzi più bravi devono confrontarsi con nuove richieste, un carico di studio più elevato e un metodo di studio diverso, che richiede di adattarsi a modalità di apprendimento più complesse rispetto alle medie.
È possibile che nelle verifiche scritte si attivi un blocco legato a pensieri anticipatori negativi: arrivare alla prova convinto di non riuscire genera ansia, interferendo con la concentrazione e con l’accesso alle conoscenze precedentemente acquisite durante lo studio. Questo circolo tende a mantenersi: lo sforzo c’è, ma il risultato percepito come insufficiente rinforza la convinzione iniziale e aumenta la demotivazione.
In questa fase è fondamentale che il ragazzo si senta sostenuto e compreso. La famiglia può fare molto riconoscendo la sua fatica senza ridurla ai voti, valorizzando l’impegno e aiutandolo a sperimentare strategie diverse per affrontare le verifiche. Anche un insegnante di ripetizioni può essere prezioso non solo per chiarire contenuti, ma soprattutto per guidarlo in esercitazioni pratiche e simulazioni, aiutandolo a sentirsi più sicuro e capace.
Se il blocco dovesse persistere, un breve percorso psicologico mirato può lavorare sui pensieri di fallimento, sulla gestione dell’ansia e sul recupero della fiducia in sé.
Si ricordi che ciò che sta vivendo non significa che non ce la farà: è un momento di transizione e di adattamento che, con il giusto sostegno, può essere superato con successo.
Buongiorno, Vi scrivo in quanto ho bisogno di un vostri supporto\punto di vista relativamente a ques
Buongiorno, Vi scrivo in quanto ho bisogno di un vostri supporto\punto di vista relativamente a questa situazione che mi sta causando parecchie difficoltà. Ho 28 anni,convivo con il mio compagno da 4 anni, e, da ormai un mese ho comunicato a mia madre la nostra volontà di voler provare a costruire il nostro futuro in Australia.
Premettendo che il rapporto con mia mamma non è mai stato un rapporto bilanciato e "sano" in quanto vivo con ricatto emotivo e controllo costanti da parte sua fin dalla tenera età. è una donna vedova, vive da sola e ha mio fratello e la sua famiglia letteralmente a un minuto da casa sua. Io e mio fratello abbiamo 9 anni di differenza e, grazie alla terapia, ho compreso quelli che sono stati i miei traumi e ci ho lavorato in questi anni.
Dopo aver detto a mia madre la mia volontà, ho ottenuto riscontri totalmente negativi; prima una chiusura totale, ricevendo come unico riscontro un "mi hai delusa, non ne voglio sapere niente".
In seconda battuta, dopo un mese di completo silenzio, l'ho ricercata, ci siamo viste per parlare, abbiamo discusso; e in questo confronto non c'è stato nessun interesse a trovare un punto d'incontro. Ho ricevuto solo dita puntate, tentativi di farmi sentire in colpa perchè da quando convivo mi sono "staccata" dal nido, mi è stato detto che infango valori di famiglia, non sono rispettosa, scappo dai doveri, sono una delusione...insomma tutte cose del genere.
Io razionalmente ho capito che per ricucire i rapporti bisogna essere in due, e dall'altra parte non c'è questa voglia, solo che emotivamente parlando, questa situazione mi sta distruggendo, ho l'umore e l'energia a terra, e non so come aiutarmi...
Sono dovuta essere molto sintetica per quanto la situazione sia molto complessa. Spero in un vostro punto di vista e supporto.
Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso qui una situazione così faticosa, articolata e molto intima. Non conosco la sua storia familiare tuttavia dalle parole che scrive si percepisce quanto questo momento sia emotivamente sofferente per lei. Trovarsi davanti alla chiusura di una persona così significativa come la propria madre, soprattutto dopo aver provato a riaprire il dialogo e trovare dei punti d'incontro, può generare molta angoscia e dolore, senso di frustrazione, solitudine e tanto, tanto altro. Il desiderio di essere capiti e accolti da un genitore resta infatti molto profondo, anche quando sappiamo razionalmente di avere il diritto di costruire la nostra vita e prendere le nostre scelte. Il percorso per soggettivarsi come essere umano parte dall'adolescenza, purtroppo non sempre ci è permesso dall'esterno o da noi stessi di "essere liberi di scegliere senza condizione".
Nel suo racconto emerge però anche una grande consapevolezza e il lavoro che ha fatto su di sé negli anni. A volte la parte più dolorosa è proprio accettare/non accettare che, nonostante i nostri tentativi, l’altro non sia disponibile ad incontrarci in un punto di dialogo o di riparazione. In questi casi può diventare importante provare, con delicatezza verso se stessi, a spostare almeno in parte l’attenzione su di sé e su come prendersi cura del proprio vissuto emotivo. Prendersi cura di sé, in momenti come questo, può significare darsi il permesso di riconoscere la propria sofferenza senza giudicarla, accogliere le emozioni contrastanti che possono emergere e cercare spazi e relazioni in cui sentirsi sostenuti e compresi. Significa anche ricordarsi che il proprio percorso di vita e le proprie scelte non perdono valore perché non vengono approvate da qualcuno di importante, e che il benessere personale passa anche dalla possibilità di costruire un equilibrio che tenga conto dei propri bisogni e dei propri progetti.
Se sentirà il bisogno di uno spazio di ascolto in cui poter approfondire ciò che sta vivendo e trovare modi per attraversare questa fase con maggiore serenità, sono una psicologa e resto disponibile all'ascolto.
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