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Ciò che mi contraddistingue è la capacità di far sentire il paziente immediatamente a proprio agio: tutti i percorsi sono personalizzati e studiati in base al tempo, alla disponibilità e alle caratteristiche del paziente. L'esperienza maturata durante lunghi anni di lavoro clinico, coniugare l'approccio psicoanalitico a tecniche come ACT. terapia polivagale e mindfulness mi consente di dare risposte rapidi ed efficaci che nel giro di pochissime sedute riducono drasticamente la sintomatologia che ha portato il paziente alla richiesta di aiuto. Forte di tre lauree (biologia, psicologia e antropologia) propongo un percorso che integri tra loro tutte le componenti del soggetto con un intervento psico-bio-antropologico transculturale.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoanalisi
Psicoterapia psicoanalitica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psiconeuroimmunologia
  • Psicologia clinica-dinamica
  • Psiconeuroimmunologia
  • Sessuologia
  • Sessuologia
  • Psicoterapia psicoanalitica
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Dott. Giancarlo Caselli

Via Silvio Pellico 98, Carignano 10143

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31/01/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 50 €

  • Mindfulness

    70 €

  • Prima visita sessuologica

    Da 80 €

  • Consulenza sessuologica di coppia

    80 €

  • Sostegno psicologico

    Da 60 €

Indirizzi (6)

Giancarlo Caselli
Studio Segnavia

Via Madama Cristina 28, Torino 10125

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11 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Puntualità
  • Efficacia del trattamento
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  • A

    Alexis E. Innocenti

    Ho svolto con il dottor Caselli il percorso psicologico per la certificazione di disforia di genere e mi sono trovata davvero molto bene. Fin dal primo incontro è riuscito a farmi sentire completamente a mio agio, creando un ambiente accogliente, privo di giudizi e di grande ascolto. È un professionista preparato, empatico e disponibile, che mi ha accompagnata con sensibilità in un percorso molto importante per me. Lo consiglio con sincerità a chiunque cerchi uno psicologo competente e umano.

     • Action To Be colloquio psicologico  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Grazie, sono molto felice che si sia trovata a suo agio e accolta.


  • S

    silvia s

    Mio figlio si è subito trovato bene già dalla prima visita. Dottore competente empatico

     • Studio Medico Carignano colloquio psicologico  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Grazie mille.


  • M

    M.C.

    Mi sono sentito accolto e ho immediatamente percepito grande professionalità. Mi ha rassicurato e spiegato come avremmo lavorato insieme. Veramente un ottimo professionista

     • Action To Be psicoterapia individuale  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Grazie


  • A

    A.D.

    Attenzione nel seguire il paziente, stimolante su situazioni perticolari.
    Ottima impressione

     • Action To Be colloquio psicologico  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Grazie


  • I

    Specialista estremamente professionale e attento, capace di mettere subito a proprio agio. Ho apprezzato molto la sua empatia e la capacità di ascolto autentico, mai superficiale. Gli incontri sono sempre ben mirati ed efficaci, con tempi gestiti in modo preciso e rispettoso. Grazie al suo aiuto prezioso, sono tornata a sorridere e credere di farcela. Un punto di riferimento serio e competente.

     • Consulenza online colloquio psicologico  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Grazie mille . Sempre felice di poter essere d’aiuto


  • M

    M.K.

    Esperienza davvero eccellente! Abbiamo conosciuto il Dottore un po' per caso ma non potevamo fare scelta migliore. Fin dal primo incontro nostro figlio si e' sentito a suo agio e si e' creato un rapporto di profonda fiducia. Dopo poche sedute abbiamo notato dei miglioramenti importanti. Il Dottor Caselli e' una persona veramente gentile ed empatica. Oltre ad essere molto professionale, trasmette tanta umanità e sensibilità. Sempre disponibile a chiarire ogni dubbio. Lo ringrazio di cuore per il lavoro che sta svolgendo.

     • Studio Segnavia sostegno psicologico adolescenti  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Grazie mille, credo sia un dovere etico farsi carico del disagio di chi si rivolge a me e prodigarmi attraverso tutte le mie competenze affinché possa risolversi nel migliore dei modi e il più in fretta possibile. Grazie


  • R

    Roberto

    Sono solo all'inizio del percorso,ma mi trovo già a mio agio. Molto disponibile anche come scelta orario.

     • Giancarlo Caselli colloquio psicologico clinico  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Grazie Roberto, sento che faremo un ottimo lavoro


  • L

    Lucia V.

    Ho iniziato un percorso per riconnettermi con le mie parti più profonde, sto scoprendo nuovi mondi e ho ritrovato un equilibrio che non ricordavo di avere.

     • Studio Medico Carignano sostegno psicologico  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Il percorso di individuazione è impervio ma apre grandi scenari sulla propria vita.


  • E

    Edoardo C.

    Abbiamo chiesto una consulenza per nostro figlio che era diventato apatico e insofferente. Il dottore ci ha guidati e si è fatto carico di aiutarlo a ritrovare gli stimoli che gli erano venuti a mancare, anche l'andamento scolastico ne ha tratto grande giovamento.
    Soddisfattissimi.

     • Giancarlo Caselli sostegno psicologico adolescenti  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Grazie mille e in bocca al lupo per il proseguo.


  • F

    Francesca F.

    Mi sono recata dal dott. Caselli per gravi problemi di ansia e dopo un ciclo di 20 sedute i sintomi sono quasi scomparsi e ho potuto abbandonare il trattamento farmacologico. Sono molto soddisfatta

     • Studio Medico Carignano tecniche di rilassamento  • 

    Dott. Giancarlo Caselli

    Sempre a disposizione. Grazie


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 43 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao a tutti, Ultimamente mi capita di avere diverbi con il mio fidanzato. Stiamo insieme da quando

Ciao a tutti,
Ultimamente mi capita di avere diverbi con il mio fidanzato. Stiamo insieme da quando eravamo adolescenti, e da poco abbiamo deciso di andare a convivere (lui si è trasferito da me). Abbiamo io 27 e lui 30 anni. Di tanto in tanto capita che torni a dormire a casa sua (un paio di volte al mese), apparentemente con motivi legati a praticità e semplicità.
Quando mi comunica che vuole dormire a casa perché deve organizzarsi in un certo modo e gli "torna meglio", io non posso fare a meno di risentirmi di questa decisione. Non so come riuscire a fargli capire che il fatto che lui "rinunci" a dormire con me a casa nostra sia, per me, una rinuncia alla nostra vita di coppia. So che non è la fine del mondo, ma non posso fare a meno di pensare che qualsiasi sforzo dovrebbe non apparire tale, pur di stare insieme. Non contesto il fatto che faccia visita ai suoi, che ci passi del tempo, assolutamente, ma credo che il dormire sia un atto così intimo, a cui io non rinuncerei mai. Vorrei specificare che la casa dove viviamo è a circa 15 minuti di macchina dalla casa dove vivono i suoi. Anche a me capita di dormire ogni tanto fuori casa, ma quelle volte che è successo è stato perché mi sono fermata nella città dove lavoro che dista circa 70 km da dove vivo.
Vorrei capire se sono io fissata, contraria, che dovrei essere più tranquilla su questa situazione, oppure se c'è un fondo di verità nel desiderare che nonostante sia giusto avere vite, interessi e momenti separate, di ritrovarsi in quel momento della giornata che condivideresti soltanto con il partner. Grazie!

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Giancarlo Caselli

Buongiorno, non credo che la questione sia stabilire se lei sia «fissata» oppure se il suo fidanzato stia sbagliando. Mi sembra più interessante chiedersi perché questo comportamento, tutto sommato occasionale, assuma per lei un significato emotivo così importante.
Da ciò che scrive, infatti, il problema non sembra essere tanto che lui dorma un paio di volte al mese a casa dei genitori, quanto ciò che lei sente che quel gesto significhi: «se preferisci dormire lì quando potresti tornare da me, allora in qualche modo stai scegliendo di non stare con me». È questo passaggio che merita attenzione.
Per lei dormire insieme sembra rappresentare qualcosa di più della semplice condivisione di un letto: è un piccolo rito di appartenenza, il momento in cui, dopo le rispettive vite della giornata, ci si ritrova e si torna a essere coppia. È quindi comprensibile che la sua assenza venga vissuta come una piccola rinuncia alla relazione.
Ma non è detto che per lui abbia lo stesso significato. Potrebbe realmente considerare quelle notti una scelta puramente pratica, senza percepirle minimamente come un allontanamento da lei. Nelle coppie accade spesso che uno stesso comportamento appartenga a due linguaggi affettivi differenti: ciò che per uno significa vicinanza, per l'altro può essere semplicemente un'abitudine o una questione organizzativa.
Mi soffermerei invece su una sua frase: «qualsiasi sforzo dovrebbe non apparire tale, pur di stare insieme». Forse è proprio qui che potrebbe esserci qualcosa da esplorare. In una relazione adulta, amare qualcuno non significa necessariamente desiderare sempre e comunque la massima vicinanza possibile. Si può amare profondamente una persona e, qualche volta, scegliere la comodità, uno spazio personale o semplicemente una diversa organizzazione. Questo non sottrae necessariamente qualcosa al legame.
Potrebbe quindi provare a parlargliene non chiedendogli semplicemente di smettere di dormire dai suoi, ma raccontandogli cosa accade dentro di lei quando lo fa: non «non dovresti farlo», ma «quando scegli di dormire lì, mi accorgo che io lo vivo come se per una sera preferissi rinunciare a noi, anche se razionalmente so che probabilmente tu non lo intendi così».
La domanda interessante, a quel punto, diventa anche un'altra: che cosa le fa temere quella piccola separazione? È soltanto il piacere di addormentarsi insieme oppure, sotto, compare qualcosa come il timore di essere meno desiderata, meno scelta, meno importante?
Non c'è nulla di sbagliato nel desiderare che la sera sia il momento privilegiato della coppia. Ma può essere utile distinguere un desiderio — «mi piace e vorrei che tornassimo a dormire insieme» — da una condizione attraverso cui misurare l'amore dell'altro — «se mi ami, dovresti volerlo sempre anche tu».
È proprio nello spazio tra queste due cose che, spesso, una coppia impara a conoscersi davvero.
Cordialmente


Gentili Dottori, sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti de

Gentili Dottori,
sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti della mia vita.
​Sono cresciuta in una famiglia dalle risorse economiche modeste, ma che non ci ha mai fatto mancare il necessario.
La mia infanzia e adolescenza sono state segnate dalla presenza di un padre con problemi di alcolismo e comportamenti aggressivi.
Dopo la separazione dai miei genitori, mio padre ha formato una nuova famiglia ed è successivamente finito in carcere per maltrattamenti in famiglia.
​Un anno e mezzo fa ho subito una grave perdita: è mancata mia nonna materna.
Lei è stata il mio grande pilastro e il mio punto di riferimento principale, e il suo ricordo rimane dentro di me come un segno indelebile.
​Per quanto riguarda me, mi descrivo come una ragazza semplice e seria. Esco poco, non fumo, non bevo e non ho mai avuto una relazione sentimentale stabile, ma solo brevi frequentazioni. Mi ritengo una persona molto curiosa, anche se nello studio ho sempre fatto un pò di fatica: sono iscritta alla facoltà di Infermieristica, ma sono rimasta indietro con gli esami.
Sto provando a recuperare, anche se vivo questo percorso con un forte senso di incertezza.
​Il motivo principale per cui vi contatto riguarda il mio desidero più grande: vorrei incontrare la persona giusta, essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane. Spesso sento che, quando le sensazioni sono quelle giuste, le scelte d'impulso possano essere quelle corrette senza dover sempre aspettare.
​C'è un verso di una canzone di Ligabue ("Per sempre") che rispecchia molto ciò che sento: "Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre".
Mi chiedo da dove derivi questo bisogno profondo di essere "salvata" e guidata verso questo ideale di famiglia, e se questo mio modo di vivere i sentimenti sia una risposta al mio passato.
​Spero di poter approfondire queste dinamiche insieme a voi e vi ringrazio in anticipo per il tempo e la disponibilità.
​Cordiali saluti

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Giancarlo Caselli

Gentile ragazza,
grazie per aver raccontato con tanta chiarezza aspetti così importanti della sua storia. Nelle sue parole mi sembra emergano due bisogni entrambi molto comprensibili: da una parte il desiderio di costruire qualcosa di stabile e affettivamente sicuro, dall’altra il bisogno di capire quanto questo desiderio appartenga al suo presente e quanto possa essere legato alle esperienze vissute.

Crescere con un padre con problemi di alcol e comportamenti aggressivi può rendere l’ambiente affettivo imprevedibile: una figura che dovrebbe rappresentare sicurezza e protezione può diventare contemporaneamente fonte di paura, instabilità o delusione. A questo si aggiunge la perdita di sua nonna, che lei descrive significativamente come il suo «grande pilastro». È quindi plausibile — senza poterlo affermare sulla base di una lettera — che il desiderio di incontrare qualcuno capace di «salvarla» contenga anche la ricerca di quella sicurezza affettiva che nella sua storia è stata fragile o che, con la morte di sua nonna, è venuta dolorosamente a mancare.

Il verso di Ligabue che cita è interessante proprio per l'ambivalenza che contiene: **«mi salva e mi condanna»**. Essere salvati significa finalmente potersi affidare a qualcuno; ma affidare a un'altra persona il compito di salvarci rischia anche di attribuirle un potere enorme sulla nostra vita.

Non vedrei quindi come problematico il suo desiderio di innamorarsi, costruire una famiglia o diventare madre giovane. Sono desideri assolutamente legittimi. Sarebbe però importante distinguere tra **desiderare qualcuno con cui costruire una vita** e **aver bisogno di qualcuno che dia finalmente sicurezza, direzione o completezza alla propria vita**.

Anche ciò che scrive sulle «scelte d'impulso» merita attenzione. Le sensazioni e l'intuizione sono importanti, soprattutto nell'innamoramento, ma una sensazione molto intensa non è necessariamente una prova che una persona sia quella giusta. Talvolta proprio ciò che ci appare immediatamente familiare e irresistibile può riattivare antichi modelli affettivi. L'intensità dice che qualcosa ci coinvolge profondamente; non ci dice ancora *che cosa* stia coinvolgendo.

Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla non tanto a rinunciare al suo ideale di amore e famiglia, quanto a comprenderlo meglio: **che cosa significa per lei essere amata? Che cosa immagina debba darle un uomo? Che cosa teme possa accadere se resta sola? Quali caratteristiche avrebbe una relazione nella quale sentirsi amata senza sentirsi dipendente? E quanto della sicurezza che cerca nell'altro può cominciare a costruirla dentro di sé?**

Potrebbe essere utile esplorare anche il lutto per sua nonna, il rapporto con suo padre e il modo in cui queste esperienze hanno contribuito alla sua rappresentazione dell'amore, della protezione e della famiglia. Parallelamente, lavorerei sul presente: l'incertezza rispetto all'università, la fiducia nelle proprie capacità, le relazioni e la possibilità di costruire una vita significativa anche mentre l'amore che desidera non è ancora arrivato.

Forse l'obiettivo non è smettere di desiderare che qualcuno «passi per caso». È poter incontrare quella persona **non perché debba salvarla, ma perché possa camminare accanto a lei**.

Un caro saluto.


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