Una persona di 80 anni canticchia tutto il giorno ma specialmente parla da solo a voce alta e dice t

49 risposte
Una persona di 80 anni canticchia tutto il giorno ma specialmente parla da solo a voce alta e dice tutto quello che pensa, se si avvicina qualcuno...smette ma non lo riconosce...cosa può essere?
Dott.ssa Marta Corradi
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Rho
Buongiorno. Non ci dice da quanto tempo si manifestano questi problemi. In ogni caso si tratta con buona probabilità di una problematica di carattere neurologico (potrebbe ad esempio trattarsi di una demenza senile incipiente, di un problema di natura vascolare, o conseguente a condizione medica generale). In attesa che un collega neurologo (o geriatra) le risponda, inizio a dirle che e’ comunque a mio parere necessario, ed anche abbastanza urgente, sottoporre la questione al medico di base, o al geriatra se il signore ne ha uno. Occorrerà sicuramente fare una prima visita neurologica, e non solo. Un saluto.

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Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Difficile se non imprudente risponderle. La cosa migliore sarebbe quella di contattare intanto il medico di famiglia dell'interessato, se lei è un congiunto diretto, e coinvolgere in prima battuta la persona che presenta i comportamenti sopra elencati. Potrebbe trattarsi di svariati motivi o disturbi e va visto in visita
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
andrebbe condotta un approfondita anamnesi del paziente per capire lo stato attuale di salute e come questo si distacca dallo stato pre-morboso. in ogni caso una valutazione neuropsicologica e neurologica va fatta, data l'età e i sintomi descritti.
Dott. Carlo Berton
Psicologo, Psicoterapeuta
Rimini
Salve, visto che si tratta di una persona anziana, prima di approcciare questo suo parlare ad alta voce da un punto di vista psicologico, sarebbe opportuno svolgere degli esami neurologici che escludano delle problematiche di tipo neurologico, vascolare, o un'eventuale demenza. Se presenta però solo questo comportamento e la sua memoria, l'autonomia, l'umore e l'orientamento nello spazio e nel tempo sono buoni, c'è anche la possibilità che questo suo parlare ad alta voce sia un'abitudine che ha sviluppato nel corso della vita e che ora fa in automatico, senza accorgersene.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, sono pienamente d'accordo con i miei colleghi, mi sembra che i comportamenti di questo persona penso che siano abbastanza importanti, soprattutto dopo che parla da sola e non riconosce la persona che s'avvicina. Potrebbe essere un inizio di demenza, ma la diagnosi va eseguita da un neurologo o psichiatra chiedete immediatamente un appuntamento con un professionista competente, la saluto cordialmente dott. Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Salve non vorrei ripetermi ma di fatto appare essenziale una visita neurologica, con eventuali test neuropsicologici o accertamenti di neuroimmagine chiaramente proposti dal neurologo o geriatra. Diverse forme di demenza possono comparire con una sintomatologia da lei descritta. Si rivolga ad un centro UVA del suo Dipartimento di Salute Mentale o in un ospedale a lei comodo. Sapranno darle tutte le indicazioni del caso
Dott.ssa Liberiana Maria Dattoli
Psicologo, Psicologo clinico
Grosseto
Salve, dalle informazioni fornite risulterebbe non è possibile dare delle indicazioni certe. Data l'età le consiglio di fissare una visita con il neurologo per svolgere accertamenti più approfonditi.
Cordiali saluti



Dott.ssa Iva Ursini
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buon pomeriggio.Come hanno hanno osservato altri colleghi le informazioni fornite non consentono di comprendere bene la situazione. Non si capisce se la persona anziana sia un suo familiare o una persona di cui lei si occupa professionalmente a domicilio. A volte il parlare da solo può anche rappresentare un modo per percepire meno la solitudine, soprattutto se fino a poco prima aveva un'altra persona con cui intrattenere una conversazione. In ogni caso è utile descrivere questi comportamenti al medico di famiglia e/o ad un geriatra che potrà valutare gli approfondimenti opportuni.
Dott.ssa Annarita Sidari
Psicoterapeuta
Roma
Salve, non so se ha già risolto e spero di si. Nel caso in cui non lo abbia fatto, il mio suggerimento è quello di farsi prescrivere una visita neurologica e una valutazione neuropsicologica che in assenza di danni organici, può essere utile nel valutare un possibile inizio di demenza (Alzheimer, fronto temporale, a corpo di Levy ecc) se può essere imputabile a deficit in alcuni domini cognitivi (memoria attenzione ecc) o all'aspetto psicologico. Questo in linea generale,avendo lavorato in neurologia e continuando nel privato, è l'iter da seguire in questo caso.
Un saluto
Dott.ssa Sidari
Dott.ssa Dalia Segre'
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, concordo con i colleghi, mi sono occupata per più di dieci anni di neuropsicologia e anziani, da quello che scrive ci sono segnali importanti da valutare. Sicuramente una visita neurologica servirà a chiarire meglio la situazione. Se l'anziano non riconosce più le persone e si osserva perdita di memoria e disorientamento (nel tempo e nello spazio) potrebbe trattarsi di una forma di demenza. Anche cantare ad alta voce potrebbe essere un sintomo associato ad una demenza avanzata, ad un delirio e in certi casi anche all'espressione di qualcosa che sta avvenendo nel corpo (dolore, fastidio, fame, stipsi ecc..) nel caso la persona non sia in grado di esprimere verbalmente i proprio bisogni. Potrebbe essere necessaria una indagine neuropsicologica per valutare meglio i deficit cognitivi. Il neurologo saprà consigliarla.
Cordiali saluti
Dott.ssa Monica Diamantini
Psicologo, Psicoterapeuta
Ravenna
Buongiorno. Non so da che zona lei sta scrivendo. Comunque, a completamento di ciò che è stato detto dai colleghi, aggiungo che in molte Ausl è in atto l'organizzazione dei percorsi di cura per i Disturbi Neurocognitivi (demenze) nei cosiddetti CDCD (Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze). A questi ambulatori è possibile accedere con impegnativa del Medico di Base ed essi provvedono a fare diagnosi e avviare la persona al percorso più adeguato. Dalle poche informazioni fornite non possiamo sapere se si tratta di un disturbo neurocognitivo, ma consiglio di far vedere la persona perché, nel caso lo fosse, è importante intervenire precocemente per migliorare la vita della persona negli anni a venire. Cordiali saluti.
Dott. Cristian Maggiori
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Marino
Buongiorno,
Potrebbe trattarsi di una forma di demenza o di altro, per effettuare una diagnosi è necessario conoscere la storia del paziente, fare un'anamnesi il più completa possibile. Intanto la invito a contattare il medico di famiglia e a valutare la possibilità di una visita neurologica e psichiatrica.
Saluti
Dott. Daniel Michael Portolani
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno. Per rispondere alla domanda sarebbe necessario un esame anamnestico che tenga in considerazione l'esordio di questi comportamenti (da quanto tempo? Sono stati improvvisi o graduali?) e sia affiancato da esami strumentali (ad es, MRI. e TAC) e obiettivi (EON). Data l'età della persona, se queste manifestazioni non erano presenti già dalla gioventù, è verosimile ipotizzare una causa neurologica. Il geriatra e il neurologo sono i Suoi specialisti di riferimento rispetto a questa situazione. In seconda battuta potrebbero consigliare una valutazione psichiatrica. In bocca al lupo! DMP
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buonasera. Sarebbe necessaria un' approfondita anamnesi della parsona, per orientarsi in seguito verso una valutazione neuropsicologica e geriatrica. Il medico di base della persona, potrebbe essere un valido punto di partenza essendo depositario della storia clinica dell'individuo in oggetto.

Cordialità

Massimiliano Trossello
Dott.ssa Francesca Carolina Ferbo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Salve, alcune persone, a prescindere dall'età, canticchiano o parlano da sole. Forse si sente solo o semplicemente parla con sè stesso. Questo di per sè non è sintomo di nulla di preoccupante. Ovviamente, se si è preoccupati per lui, si può sottoporre ad alcuni test diagnostici per scongiurare eventuali disturbi dati dall'invecchiamento o da altre cause. Basta anche solo andare da uno psicologo esperto in psicodiagnosi che possa sottoporre la persona ad una batteria completa di test.
Le auguro il meglio
Dott.ssa Antonella De Luca
Psicologo, Psicoterapeuta
Grosseto
Buongiorno, difficile ed imprudente risponderle. La cosa migliore sarebbe quella di parlarne con il medico di famiglia dell'interessato, se lei è un congiunto diretto, e magari farsi consigliare un buon neurologo.
Un cordiale saluto Antonella
Dr. Ioannis Georgantas
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Tenendo in considerazione la sua età, si potrebbe trattare di un principio di demenza senile. Anche se non indica da quando tempo si è presentato questo problema. Sarebbe opportuno di rivolgersi ad un neurologo che effettuerà degli esami specialistici. Cordiali saluti
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, dalle poche informazioni che che ha dato potrebbe trattarsi di demenza senile. Tuttavia le consiglio di rivolgersi ad un neurologo. Saluti, Alessandro D'Agostini
Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, è difficile fare una diagnosi in questo modo.
Potrebbe portare la persona interessata dal suo medico di fiducia per trovare le risposte che cerca.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, considerata l'età potrebbe anche essere demenza senile tuttavia ritengo importante esporre la questione al geriatra o medico di fiducia, persona sicuramente più competente in materia.
Cordialmente, dott. FDL
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, credo che la risposta alle sue preoccupazioni, vada ricercata in un'analisi approfondita della persona in questione, il suo medico di fiducia potrà sicuramente indirizzarla verso delle analisi più approfondite.
MMM
Dott.ssa Maria Carmela Rosa
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Padova
Salve, per rispondere alla sua domanda sarebbe opportuno effettuare una valutazione sia quantitativa, con test adatti, sia qualitativa, attraverso colloqui con la persona ed anche con i familiari se necessari, e raccolta di dati anamnestici. Tutto ciò permette di avere la panoramica della situazione così da poter ipotizzare una diagnosi e suggerire un percorso adeguato.
A disposizione.
Saluti
dott.ssa Maria Carmela Rosa
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, le informazioni fornite non sono sufficienti, ne parli con il suo medico di base.

Cordialmente

Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Laura Pisciotto
Neuropsicologo, Psicologo
Palermo
Salve, sarebbe opportuno recarsi da un professionista per approfondire il quadro clinico
del paziente. Inoltre, da ciò che emerge dal suo racconto sarebbe utile effettuare una valutazione neuropsicologica per comprendere anche quantitativamente le funzioni cognitive poichè potrebbe trattarsi di un inizio di deterioramento cognitivo. Rimango a disposizione per un eventuale visita neuropsicologica.
Dott.ssa Chiara Stella Turchetta
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Frascati
Caro utente, difficile darle una risposta con questi dati. Quello che lei descrive potrebbe essere l’espressione di un allentamento dei freni inibitori. In tal caso si potrebbe trattare di un processo di deterioramento cognitivo. Ad ogni modo le parlo solo in via ipotetica perchè sarebbe necessario fare una visita neuropsicologica e/o neurologica. Piuttosto, se avete timore che la signora soffra di demenza, cercherei di contattare i suoi parenti ed allertarli anche per la sua sicurezza.
Spero di esserle stata utile.
Dr Chiara Stella Turchetta
Dott.ssa Alessandra Iva Facciuto
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, i dati che fornisce sono pochi. La sola analisi qualitativa di presunti sintomi non permette di comprendere a fondo se ci sia effettivamente una problematica. Con l'avanzare dell'età è facile che si vada incontro a un deterioramento cognitivo, che non per forza implichi la presenza di una demenza.
Innanzitutto, Le consiglio di contattare il medico di base che potrà indirizzarla verso uno specialista neurologo e/o neuropsicologo e le potrà indicare le indagini strumentali adatte al caso.
La saluto e le auguro una buona giornata.
Dr.ssa Alessandra Iva Facciuto
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Buongiorno, purtroppo non sono informazioni sufficienti per poter ipotizzare un quadro clinico. Le suggerisco di rivolgersi al vostro medico di base per valutare un eventuale controllo neurologico.
Buona giornata
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Dott.ssa Denise De Bona
Psicologo, Neuropsicologo
Torino
Gentile utente, le informazioni riportate non sono sufficienti per una diagnosi accurata. Quello che senz'altro posso dirle è che sarebbe il caso di svolgere una visita neurologica spiegando tutti i sintomi notati e le tempistiche in cui si sono manifestati. Sarà poi il neurologo stesso a comunicarle gli accertamenti necessari da svolgere. Nel caso in cui la sintomatologia del paziente sia o diventi poi invalidante nell'indipendenza dello stesso vi sono accertamenti successivi (valutazione neuropsicologica, visita geriatrica...) che le verranno sicuramente indicati nell'eventualità in cui sia possibile usufruire di un sussidio statale. Spero nonostante i pochi dati di aver dato una risposta esaustiva. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti, Dottoressa Denise De Bona
Dr. Stefano Giuffrida
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Vimercate
Buongiorno,

concordo con quanto detto dai colleghi. Sarebbero necessarie ulteriori informazioni, utili a orientare un giudizio più preciso.
Con i dati a disposizione si potrebbe pensare che la problematica sia di origine neurologica, ma non è completamente possbile escluderne anche un'origine psichiatrica.
L'iter più indicato è: parlare con il medico di base, accedere a un cdcd e a visita neurologica.
Da qui i professionisti sapranno certamente indirizzarvi verso il percorso più idoneo.
Buona giornata,

Dott. Stefano Giuffrida
Dott.ssa Arianna Maria Coglio
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno, le consiglio di fissare una valutazione con neurologo e neuropsicologo, in accordo con il medico di base. Cordialmente
Dott.ssa Demetra Piccardo
Psicologo, Neuropsicologo
Celle Ligure
Gentile Utente, a fronte della scarsa conoscenza del caso sarebbe incauto sbilanciarmi in una risposta diretta alla sua domanda finale. Ciò che mi sento di suggerirle è di rivolgersi a dei professionisti a cui può esporre il quadro in modo più esaustivo e che possano anche guidarla nella conoscenza del problema. Potrebbe, perché no, farsi guidare dal suo medico di base. Anche lui dovrebbe infatti consigliarle di rivolgersi ad un geriatra o ad un neurologo i quali, a loro volta, possono indicarle quali sono gli esami di approfondimento più indicati per dare una risposta alla sua domanda.
Sperando di esserle stata utile la saluto cordialmente.
Dott.ssa Demetra Piccardo
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissimo/a utente, il comportamento di una persona di 80 anni che canticchia e parla da sola può essere interpretato come un modo per gestire il proprio mondo interiore e le proprie emozioni.
Innanzitutto, è importante considerare il contesto relazionale in cui vive questa persona. A questa età, possono verificarsi cambiamenti significativi, sia fisici che psicologici, che influenzano la sua interazione con gli altri e con se stessa. La solitudine, la perdita di figure significative, o cambiamenti nello stato di salute possono contribuire a comportamenti di questo tipo.
Il canticchiare e parlare da soli possono servire come meccanismi di coping. Queste azioni possono offrire un senso di comfort e una modalità per esprimere emozioni o pensieri non sempre accessibili nel dialogo con altre persone. Inoltre, l'interruzione del comportamento quando qualcuno si avvicina potrebbe indicare una certa consapevolezza sociale, ma anche una difficoltà nel riconoscere o accettare l'interazione con gli altri, forse a causa di una diminuzione delle capacità cognitive o dell'orientamento.
In un contesto sistemico, è fondamentale considerare anche l'impatto delle relazioni familiari e sociali. Se la persona vive in una situazione in cui ci sono molte pressioni, conflitti o mancanza di supporto, è probabile che scelga di rifugiarsi in comportamenti solitari. Potrebbe essere utile avviare una riflessione sulla qualità delle relazioni nella sua vita e su come queste influenzano il suo benessere psicologico.
Infine, potrebbe essere opportuno coinvolgere professionisti della salute mentale per valutare la situazione in modo più approfondito. La persona potrebbe aver bisogno di supporto per affrontare eventuali difficoltà cognitive o emotive e per migliorare la sua qualità di vita attraverso un’interazione più significativa con gli altri. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
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Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, deve portarlo da un medico, magari è l’inizio di una degenerazione cerebrale.
A 80 anni non è così strano che possa accadere.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Paola Schizzarotto
Psicologo, Psicologo clinico
Limena
Buongiorno! E' un pò difficile rispondere con così poche informazioni. Ma si potrebbe pensare ad un inizio di demenza: ad esempio nella Malattia di Parkinson il soggetto presenta minori inibizioni, anche a livello sessuale. Ma una diagnosi è prematura e rischiosa. Ha per caso fatto valutare questa persona con gli appositi test (MMSE, Moca) per valutare l'eventuale decadimento cognitivo?
Rimango a disposizione se dovesse avere necessità.
Dott.ssa Paola Schizzarotto
Dott.ssa Alessandra Felotti
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Grumello del Monte
Gentilissimo, data l'età riferita le consiglio di rivolgersi ad uno specialista (psicogeriatra) che possa procedere con una valutazione multidimensionale accurata e completa del paziente anziano (per intenderci, non una frettolosa e grossolana somministrazione del MMSE). Allo stesso tempo, se siete voi a prendervene cura, mi farei accompagnare in una comprensione della condizione di decadimento cognitivo in cui, ipoteticamente, il vostro caro potrebbe trovarsi. Saluti
Gentile utente,
capisco la sua preoccupazione per questa situazione, che comprendo possa essere difficile da affrontare. È importante sapere che per comprendere meglio ciò che descrive sarebbero necessarie diverse informazioni e una valutazione diretta da parte di uno specialista, così da poter escludere o confermare eventuali cause specifiche.

Le consiglio, come primo passo, di rivolgersi al medico di base: potrà aiutarla a orientarsi verso i professionisti e i servizi più adatti nella sua zona.

Molte ASL dispongono di servizi di valutazione neurologica o geriatrica pubblici, mentre in alternativa potrebbe considerare una visita neurologica o psicogeriatrica in ambito privato. Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Un caro saluto
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
se è una variazione rispetto al comportamento che aveva prima e si accompagna anche ad altri aspetti, anche loro, differenti rispetto al passato è utile rivolgersi al proprio medico di bas riportando tali episodi al fine di essere indirizzati ad un esperto che, insieme ad altre informazioni, potrà formulare una diagnosi. Un solo aspetto non è sufficiente ad una formulazione.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott.ssa Elisa Caponera
Psicologo, Psicologo clinico
Velletri
Gentile utente, sulla base delle informazioni date è complicato rispondere con certezza rispetto a cosa possa o non possa essere. Le consiglio di contattare uno specialista per una valutazione neuropsicologica immediata. Resto a disposizione. Cordiali saluti
Dott.ssa Rossella De Salvo
Neuropsicologo, Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Gentilissimo/a,
la ringrazio per la domanda. Dalle poche informazioni fornite, potrebbe trattarsi di una problematica di natura cognitiva e comportamentale. Considerata l'età e i sintomi quali discontrollo e mancato riconoscimento di persone familiari, non è da escludere una forma di decadimento cognitivo o demenza.
La cosa migliore è eseguire una valutazione neuropsicologica completa e altri test diagnostici, al fine di inquadrare e soprattutto trattare nel modo migliore la sintomatologia.
Esistono diversi trattamenti che possono essere seguiti nel caso di disturbi cognitivi e sono efficaci nel ridurre la sintomatologia anche comportamentale, rallentare il decadimento cognitivo e migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle persone che stanno loro vicino.
Se siete interessati alle modalità di valutazione e trattamento, non esitate a contattarmi.

Cordialmente,
Dott.ssa Rossella De Salvo
Neuropsicologa Clinica e Forense
Dott. Giuseppe Zucaro
Psicologo, Psicologo clinico
Corato
Gentilissima, la situazione che descrive potrebbe essere indicativa di una condizione che merita attenzione e un approfondimento clinico. Il comportamento di "parlare da soli a voce alta" o di "dire tutto quello che si pensa" potrebbe essere legato a diversi fattori, tra cui cambiamenti cognitivi legati all'invecchiamento, come la demenza o altre condizioni neuropsicologiche. Il fatto che la persona non riconosca chi si avvicina e smetta di parlare potrebbe suggerire una difficoltà nel riconoscere gli altri o una forma di disorientamento, comune in alcune patologie neurocognitive.
E' fondamentale sottolineare che ogni caso è unico, e la situazione descritta va valutata nel contesto di una visita specialistica, in cui poter raccogliere informazioni più dettagliate e, se necessario, proporre gli esami o gli interventi più appropriati.
Le consiglio di fissare un appuntamento per un incontro, in modo da poter discutere ulteriormente della situazione, valutare insieme i possibili percorsi di supporto e, se necessario, indirizzare la persona verso i professionisti più adatti per una diagnosi accurata.
Dott.ssa Flavia Maria Longo
Neuropsicologo, Psicologo clinico, Psicologo
Napoli
Quello che descrive potrebbe essere collegato a diversi fattori, soprattutto considerando l'età della persona. Canticchiare o parlare da soli a voce alta potrebbe essere un comportamento compensatorio o sintomatico di un possibile cambiamento nel funzionamento cognitivo o emotivo. Ecco alcune possibili spiegazioni:
________________________________________
1. Possibile declino cognitivo (demenza o altre condizioni neurodegenerative)
• Sintomi comuni:
o Parlare da soli o canticchiare potrebbe essere un segnale di un iniziale declino cognitivo, come nel caso di demenza (ad esempio, Alzheimer).
o Il fatto che smetta di parlare se si avvicina qualcuno, ma non lo riconosca, potrebbe indicare difficoltà con la percezione sociale o il riconoscimento delle persone.
o L’abitudine di verbalizzare i propri pensieri può anche essere un tentativo di organizzare le idee, che a volte diventano difficili da gestire internamente.
________________________________________
2. Ansia, solitudine o disagio emotivo
• Alcune persone, specialmente in età avanzata, possono parlare da sole o canticchiare per gestire l'ansia o per riempire il silenzio, specialmente se si sentono sole.
• Potrebbe essere un modo per creare una "compagnia interna" o per sentirsi meno isolati.
________________________________________
3. Condizioni neurologiche o psichiatriche
• Alcuni comportamenti possono essere associati a disturbi psichiatrici o neurologici:
o Disturbo ossessivo-compulsivo o comportamenti ripetitivi: Canticchiare potrebbe essere un comportamento rituale o auto-calmante.
o Sindrome da disinibizione: Può essere associata a danni ai lobi frontali del cervello, portando la persona a esternare pensieri in modo spontaneo.
________________________________________
4. Alterazioni sensoriali o uditive
• In alcuni casi, persone con perdita dell’udito o problemi sensoriali possono iniziare a parlare da sole o a canticchiare, spesso per "sentirsi" meglio.
________________________________________
Potrebbe essere necessario:
Un esame neuropsicologico per verificare il funzionamento cognitivo (memoria, attenzione, linguaggio).
Esami medici o neurologici (es. RMN cerebrale) per escludere cause organiche.
Osservare altri sintomi:
o Verifichi se ci sono altri segnali di declino cognitivo, come dimenticanze, disorientamento, difficoltà nel linguaggio o cambiamenti comportamentali.
o Controlli se ci sono alterazioni nel comportamento sociale o nella gestione delle attività quotidiane.
Una valutazione neuropsicologica potrebbe essere molto utile per capire meglio l’origine di questi comportamenti e individuare strategie per gestirli. Durante la consulenza, si potrà:
• Analizzare il funzionamento cognitivo ed emotivo.
• Identificare eventuali segnali di demenza o altre problematiche neurologiche.
• Sviluppare un piano di intervento per migliorare il benessere e la qualità di vita della persona.
Se lo desidera, possiamo fissare una consulenza per approfondire la situazione. Non esiti a contattarmi: sono qui per offrirle supporto!

Dott.ssa Arianna Forcelli
Psicologo, Neuropsicologo
Forlì
Gentile utente, il comportamento descritto potrebbe essere legato a diverse cause. È importante consultare il medico di base o un geriatra per una valutazione approfondita. Potrebbero essere necessari esami neurologici e neuropsicologici per identificare la causa e pianificare un intervento adeguato.
Dott.ssa Claudia Radicchi
Psicologo, Psicologo clinico
Massa
Salve,
data l'età del paziente io le consiglierei di parlarne con il medico di base che valuterà l'opportunità o meno di prescrivere alla persona in questione una visita neurologica o geriatrica (in quella sede verrà valutato se prescrivere, eventualmente, altri approfondimenti quali test cognitivi o esami strumentali).
Cordiali saluti
Dott.ssa Giulia Castiglieri
Psicologo, Psicologo clinico
Cermenate
Buongiorno, potrebbe essere necessaria la valutazione di un neurologo e di un neuropsicologo per una visita globale e per indagare il funzionamento della persona, in modo da poter avere una spiegazione a questi comportamenti.
Grazie
Dott.ssa Luna Brocco
Psicologo clinico, Neuropsicologo, Psicologo
Carmagnola
Buongiorno,
da quanto descrive, i comportamenti osservati — come il canticchiare continuo, il parlare da solo ad alta voce, l’esprimere pensieri a voce alta e le difficoltà nel riconoscere le persone — potrebbero essere segnali di un’alterazione delle funzioni cognitive, tipica delle fasi iniziali o moderate di una demenza (come l’Alzheimer o altre forme di decadimento cognitivo).

Il fatto che la persona smetta di parlare quando qualcuno si avvicina potrebbe indicare una consapevolezza parziale del proprio stato, ma la difficoltà nel riconoscere chi le sta vicino è un segnale che merita attenzione.

Naturalmente, non è possibile fare una diagnosi solo basandosi su questi elementi: potrebbero esserci altre cause, come disturbi dell’umore, effetti collaterali di farmaci, alterazioni sensoriali, o conseguenze di eventi neurologici (ad esempio piccoli ictus).

Il passo più utile e rispettoso della persona sarebbe suggerire una valutazione neuropsicologica e neurologica completa, che possa indagare il funzionamento cognitivo, la memoria, l’orientamento, il linguaggio e altri aspetti mentali. Questo permette di avere un quadro preciso e, se necessario, impostare un trattamento o un piano di supporto.
Dott.ssa Vittoria D'Antonio
Neuropsicologo, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, la sintomatologia comportamentale che descrive potrebbe essere un segnale di un decadimento cognitivo, ma per capire meglio è fondamentale una valutazione medica specialistica. Quindi, potrebbe procedere con il prenotare una visita neurologica, per avere un inquadramento clinico generale dello stato cerebrale e neurologico della persona e con il richiedere una valutazione neuropsicologica, che consiste in una serie di test specifici per misurare memoria, linguaggio, attenzione, orientamento e altre funzioni cognitive. È utile per capire il tipo e il livello di compromissione.
Questi comportamenti, soprattutto se nuovi o in aumento, non devono essere sottovalutati. Un intervento precoce può aiutare a rallentare l’eventuale progressione della malattia, gestire meglio i sintomi e offrire supporto a chi si prende cura della persona.
Dott.ssa Laura Ungari
Psicologo clinico, Neuropsicologo, Psicologo
Brescia
Buonasera,
in una persona con demenza, comportamenti come canticchiare o parlare da soli sono piuttosto comuni: possono rappresentare un modo per autocalmarsi, riempire il silenzio o mantenere una forma di stimolazione sensoriale quando l’ambiente appare confuso o vuoto.

Il fatto che smetta quando qualcuno si avvicina, ma non riconosca chi ha davanti, suggerisce che la persona conserva ancora una certa percezione della presenza dell’altro, pur avendo difficoltà nel riconoscimento visivo o nella memoria. È come se avvertisse che c’è qualcuno, ma non riuscisse più a collegare quel volto a una persona conosciuta.

Si tratta di manifestazioni tipiche delle fasi intermedie della demenza. In questi casi è importante mantenere un atteggiamento sereno e rassicurante, parlando con tono calmo e usando il nome della persona per aiutarla a orientarsi e sentirsi al sicuro.

Un saluto,
Laura Ungari - Psicologa
Dott.ssa Camilla Negri
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
San Nicolò a Trebbia
Buongiorno, il decadimento cognitivo all'età di 80 anni non è nulla di troppo impensabile. Se osservasse anomalie varie, che mettono in pericolo la persona, le consiglio di procedere rivolgendosi a specialisti (neuropsicologo, psicologo, geriatra, fisiatra). Non esiti a contattarmi
Dott.ssa Letizia Nobilia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Roma
Buonasera, capisco la sua preoccupazione: ciò che descrive può essere fonte di grande disorientamento per chi vive accanto a una persona anziana. I comportamenti che racconta — come parlare da solo ad alta voce, canticchiare frequentemente o non riconoscere le persone — possono avere diverse spiegazioni. In alcuni casi possono essere legati a forme di decadimento cognitivo, come le demenze, ma possono anche essere associati a disturbi dell’umore, stati di confusione o effetti di alcune terapie farmacologiche.
Naturalmente, senza una valutazione diretta è impossibile stabilire la causa con certezza. Le consiglierei di rivolgersi quanto prima al medico di base, che potrà indirizzarla a un centro per i disturbi cognitivi o a un neurologo per una valutazione più approfondita. Attraverso test cognitivi e accertamenti clinici sarà possibile comprendere meglio la situazione e individuare il modo più adeguato per aiutarlo.

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