sono passati due mesi da quando mi sono lasciato , e ancora non mi sembra vero quello sia successo ,

28 risposte
sono passati due mesi da quando mi sono lasciato , e ancora non mi sembra vero quello sia successo ,lei dice che ora la situazione e' questa e non puo' fare altro che allontanarsi di piu' di quanto abbia gia' fatto , so anche che ieri dopo 2 mesi ha tolto le nostre foto da casa , fino a 2 mesi voleva fare famiglia con me , oggi e' totalmente fredda e non parla a nessuno di me , pensiate tornera' ?
quello che sta piu' male sono io
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Gentile utente,
Capisco quanto dolore e smarrimento ci siano nelle sue parole. Quando una relazione importante si interrompe in modo così netto, soprattutto dopo progetti di famiglia condivisi fino a poco tempo prima, è normale vivere una sensazione di irrealtà, come se la mente non riuscisse a stare al passo con ciò che è accaduto. Non è debolezza: è una reazione umana a una perdita affettiva significativa.
Il fatto che lei stia peggio non significa che stia “sbagliando” qualcosa o che sia rimasto indietro rispetto a lei. Ognuno elabora le separazioni con tempi e modalità diverse. A volte chi appare più freddo o distante sta semplicemente utilizzando una strategia di difesa: prendere le distanze, “cancellare” i segni della relazione (come le foto) può servire a ridurre il dolore o a rendere la scelta più sostenibile. Questo però non ci dice con certezza cosa stia provando davvero, né tantomeno cosa accadrà in futuro.
Alla domanda “tornerà?”, è comprensibile che oggi il suo pensiero sia lì. Quando soffriamo, il bisogno di una risposta chiara sul futuro diventa fortissimo. Tuttavia, restare agganciati a questa domanda rischia di tenerla bloccata in una posizione di attesa e di impotenza, dove tutta la sua possibilità di stare meglio dipende da una decisione che non è nelle sue mani. Dal punto di vista sistemico, la separazione non è solo la fine di un legame, ma anche una profonda riorganizzazione dell’identità, dei ruoli e delle aspettative di entrambi: è un processo, non un evento istantaneo.
In questo momento, più che cercare di capire cosa farà lei, potrebbe essere importante riportare l’attenzione su di sé: cosa sta perdendo davvero con questa separazione? solo la persona, o anche un progetto di vita, un’immagine di sé, una sicurezza emotiva? Il dolore che prova merita ascolto e spazio, non giudizio né fretta di “stare meglio”.
Se sente che la sofferenza è troppo intensa o che la sua vita si è fermata, intraprendere un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare un senso a ciò che sta vivendo, a elaborare il lutto della relazione e a ritrovare un centro che oggi sembra mancare. Non per dimenticare, ma per non restare prigioniero di questa attesa dolorosa.
Resto a disposizione se desidera approfondire o farsi accompagnare in questo momento così delicato. Non è solo, anche se ora può sembrarlo.
Un caro saluto
Dott.ssa Caterina Lo Bianco
Psicologa clinica – orientamento sistemico

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Dott.ssa Chiara Pesce
Psicologo, Psicologo clinico
Gallarate
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con noi.
Quando una relazione finisce, soprattutto in modo improvviso , è molto comune restare in uno stato di incredulità e dolore anche a distanza di mesi. Il fatto che una persona passi in poco tempo dal progettare una famiglia al prendere le distanze può essere vissuto come destabilizzante e lasciare chi resta con molte domande senza risposta. Alla domanda “tornerà?”, è importante essere onesti: non possiamo saperlo. Restare focalizzati su questa possibilità, però, rischia di mantenere la sofferenza al centro della sua esperienza e di spostare l’attenzione da ciò che oggi è più importante: come sta lei. Il dolore che descrive merita spazio, ascolto e rispetto. Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a dare senso a ciò che sta vivendo, a comprendere le reazioni emotive legate a questa rottura improvvisa e a ritrovare gradualmente un senso di stabilità, indipendentemente dalle scelte dell’altra persona.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Pesce.
Capisco molto bene la sofferenza che sta vivendo. Quando una relazione finisce, soprattutto in modo così brusco e in contrasto con i progetti che c’erano fino a poco prima, è normale sentirsi confusi, increduli e molto più in difficoltà rispetto all’altra persona. Due mesi sono un tempo ancora breve per elaborare una separazione e ciò che descrive è coerente con le fasi emotive che spesso accompagnano la fine di una relazione: shock, incredulità, speranza, dolore.
La domanda “tornerà?” è comprensibile, ma purtroppo è anche una delle più dolorose, perché la tiene ancorata a qualcosa che al momento non è nelle sue possibilità di controllare. Oggi la realtà è quella che lei stessa le ha comunicato: una presa di distanza. Cercare continuamente segnali o interpretazioni rischia di aumentare la sofferenza, soprattutto quando chi sta più male è lei.
In questo momento la priorità non è capire cosa farà l’altra persona, ma prendersi cura del suo dolore e dargli spazio. Se sente di non riuscire a gestire da solo questa fase, chiedere supporto a uno psicologo può aiutarla a attraversare questo periodo, elaborare la perdita e ritrovare gradualmente un equilibrio. So che ora sembra insopportabile, ma con il giusto sostegno questo dolore può essere compreso e superato.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera
Dott.ssa Valentina Di Nunzio
Psicologo, Psicologo clinico
Monselice
Quello che stai vivendo è un dolore reale, profondo e comprensibile.
Quando una relazione finisce, soprattutto in modo improvviso e con un cambiamento netto dell’altra persona, mente ed emozioni fanno fatica ad “agganciare” la realtà: è normale sentirsi come se tutto fosse sospeso, irreale.
La domanda “tornerà?” è una domanda umana e legittima, ma rischia di tenerti bloccato, perché sposta l’attenzione su qualcosa che non è sotto il tuo controllo.
Il punto non è cosa farà lei, ma come stai tu e cosa stai facendo con questo dolore.
Quello che provi non è debolezza: è attaccamento, è lutto relazionale, è perdita di un progetto di vita, non solo di una persona.
In questi momenti il lavoro più importante non è cercare segnali sull’altro, ma iniziare a proteggere te stesso e prenderti cura della tua sofferenza.
Confrontarti con qualcuno e, se possibile, con un professionista può aiutarti a dare senso a ciò che stai vivendo e ad attraversarlo in modo più sostenibile.
Non sei sbagliato per come stai, ma meriti di stare meglio... ed è un percorso possibile e graduale.
Gentile utente,
purtroppo non è possibile dare un risposta sulle intenzioni della sua ex fidanzata ma può le consiglio di prendersi questo tempo per lavorare su di se, a prescindere da quale sarà l'esito finale della vostra relazione.
Dr. Ivano Ancora
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Gentile Paziente anonimo.
Siamo in lutto! Ma è difficile gestire una perdita quando c'è la speranza...
Accolga il dolore, se ne prenda cura, potrebbe scoprire di essere più resistente di quanto creda. Ogni esperienza, per quanto dolorosa, può rigenerarci. La Fiducia in sé stessi è il primo antidoto. Le auguro di ritrovarsi e di coltivare le proprie Risorse.
La saluto cordialmente.
Dott.ssa Camilla Negri
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
San Nicolò a Trebbia
Salve, capisco la difficoltà che sta vivendo in questo momento. Purtroppo non possiamo controllare e prevedere le azioni altrui. Le posso però consigliare di dedicarsi uno spazio in cui poter parlare, ragionare e chiarire questi suoi vissuti. Non esiti a contattarmi
Dott.ssa Alessia Lapi
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Due mesi possono essere pochi quando una relazione era un progetto di vita. Il senso di irrealtà e il dolore intenso sono reazioni normali a una perdita affettiva significativa. Nessuno può dirti se tornerà e aggrapparsi a questa domanda ti sta tenendo bloccato. Il dolore non si risolve aspettando che l’altro cambi idea: va affrontato. Puoi pensare di intraprendere un percorso come modo per prenderti cura di te!
Dott.ssa Cecilia Calamita
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile utente,
la sua sofferenza mi arriva tutta. Rotture del genere hanno bisogno di una lunga fase di elaborazione, in cui è necessario attraversare il dolore. Nessuno di noi può dirle se tornerà. Intraprendendo un percorso psicologico può però esplorare dinamiche e significati di questa relazione e personali, oltre che elaborare la perdita.

Rimango a disposizione per lei
Dott.ssa Cecilia Calamita
Dott.ssa Veronica De Iuliis
Psicologo, Psicologo clinico
Cogliate
Gentile utente,
la fine di una relazione può generare uno stato di shock emotivo e un senso di irrealtà, soprattutto quando il distacco è improvviso e non condiviso nei tempi. È comprensibile che il dolore oggi sia molto più intenso per lei, mentre l’altra persona sembra aver già preso una distanza emotiva.

Alla domanda se tornerà non è possibile dare una risposta certa: più che interrogarsi sul futuro dell’altro, in questa fase è importante prendersi cura del proprio dolore, che merita ascolto e spazio. Un supporto psicologico può aiutarla ad attraversare questo momento, dare senso a ciò che è accaduto e recuperare gradualmente stabilità emotiva.

Un caro saluto.
Veronica De Iuliis Psicologa
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Quello che descrive è una reazione molto frequente dopo una separazione improvvisa e non ancora “digerita”. Quando una relazione finisce senza che internamente ci si senta pronti, la mente fatica ad accettare la realtà e resta agganciata a com’era “fino a poco prima”: questo può creare una sensazione di irrealtà, confusione e forte sofferenza emotiva.

Il fatto che per lei tutto sembri cambiato così rapidamente (il distacco, la freddezza, il togliere le foto, il non parlare più di lei) è comprensibilmente destabilizzante. Tuttavia, questi comportamenti indicano che la sua ex partner sta cercando di prendere una distanza emotiva per andare avanti. Questo non significa che ciò che avete vissuto non sia stato autentico, ma che oggi lei si trova in una fase diversa rispetto alla sua.

Alla domanda “tornerà?”, purtroppo non esiste una risposta certa. Restare concentrati su questa speranza rischia però di aumentare il dolore, perché la tiene bloccato in una posizione di attesa e impotenza. In questo momento è importante riconoscere che chi sta soffrendo di più è lei, e che questa sofferenza merita ascolto e cura, indipendentemente da ciò che farà l’altra persona.

Un percorso con uno specialista può aiutarla a elaborare la perdita, comprendere cosa sta vivendo emotivamente e ritrovare gradualmente un equilibrio, senza negare il dolore ma imparando a non esserne travolto. Approfondire questi aspetti in uno spazio protetto può fare davvero la differenza.

Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
sono dispiaciuta per la situazione che sta vivendo. La fine di una relazione amorosa può essere, per certi versi, un lutto e dunque risultare molto dolorosa. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo per un percorso che la possa accompagnare in questo periodo.

Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott.ssa Camilla Sabatini
Psicologo, Psicologo clinico
Trieste
Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Mi rendo conto sia difficile andare avanti, ma purtroppo non possiamo controllare le scelte degli altri. Potrebbe essere utile chiedere aiuto per superare questo momento di transizione e ripartire da sé stesso.
Dott.ssa Mabel Morales
Psicologo, Psicologo clinico
Seveso
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso il dolore che sta vivendo.
La fine improvvisa di una relazione importante può lasciare un forte senso di smarrimento, incredulità e solitudine, soprattutto quando i vissuti tra i due partner appaiono così diversi.
Il fatto che oggi lei stia peggio non è un segno di debolezza, ma dell’intensità del legame e dell’investimento emotivo che c’era.

In questo momento, più che chiedersi se l’altra persona tornerà, potrebbe essere utile prendersi cura di ciò che questa separazione sta attivando in lei, dei significati che sta assumendo e dell’impatto che ha sulla sua identità e sul suo equilibrio emotivo.
Un percorso di sostegno psicologico può aiutarla ad attraversare questo momento, dare spazio al dolore e ritrovare gradualmente stabilità e chiarezza.

Se lo desidera, possiamo valutare insieme una presa in carico orientata proprio a questo.
Dott.ssa Mabel Morales
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Buongiorno, il senso di incredulità che provi è una reazione naturale del cuore quando una narrazione vitale, che includeva progetti di famiglia e un futuro condiviso, si interrompe bruscamente. Il fatto che lei stia eliminando i segni visibili della vostra storia (come le foto) e si mostri fredda fa parte del suo modo di gestire il distacco, ma capisco quanto questo possa sembrarti incomprensibile e doloroso.

Alla tua domanda 'tornerà?', la risposta più onesta è che nessuno può saperlo, ma restare nell'attesa del suo ritorno rischia di bloccare il tuo destino in una sospensione che alimenta solo la sofferenza. In questi momenti, è facile 'annullarsi' nel dolore dell'altro, perdendo di vista la propria bussola interiore.

Nella mia esperienza clinica, ho visto come queste rotture possano nascondere dinamiche più profonde. A volte ci leghiamo a un’idea dell’altro che non corrisponde più alla realtà presente. Attraverso un percorso di Psicologia del Benessere e riprogrammazione profonda, è possibile lavorare sull'autostima ferita e trasformare questo vuoto in uno spazio di fioritura personale. Il dolore che provi oggi è reale, ma non deve diventare la tua identità.

Meriti di ritrovare la tua vitalità, indipendentemente dalle scelte di chi ha deciso di allontanarsi. Occupati di te, della tua guarigione e della tua stabilità emotiva: è l'unico modo per tornare a camminare, qualunque sia la strada che il futuro ti riserverà.

Un caro saluto,

Dott.ssa Maria Pandolfo Psicologa Clinica e della Riabilitazione
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera. Da ciò che descrive, la sofferenza che sta vivendo è comprensibile in relazione alla perdita di una relazione significativa e progettuale. Quando una relazione termina in modo improvviso, soprattutto dopo che erano presenti progetti di vita condivisi, è frequente sperimentare incredulità, dolore intenso e una forte asimmetria emotiva rispetto all’altra persona. Il fatto che la sua ex compagna oggi appaia fredda e distante può essere vissuto come particolarmente doloroso, ma non rappresenta un indicatore del valore della relazione né di ciò che è stato condiviso. Dopo due mesi è normale non aver ancora elaborato la separazione; i tempi di adattamento sono soggettivi e non lineari. La domanda se l’altra persona possa tornare è comprensibile, ma tende a mantenere l’attenzione sull’altro e a prolungare l’attesa, rendendo più difficile il processo di elaborazione. In un’ottica clinica è più utile concentrarsi su come sta lei, su cosa rende questa separazione così dolorosa e su quali strumenti possano aiutarla a ridurre la sofferenza e ritrovare un equilibrio emotivo. Se il dolore rimane intenso e interferisce con la vita quotidiana, un supporto psicologico può essere indicato per accompagnarla nell’elaborazione di questa perdita. Dott.ssa Chiara Avelli
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, mi dispiace tanto per ciò che ha raccontato. In questa fase è importante riportare il pensiero su di lei e su ciò che la fa stare bene. Il futuro è molto incerto, nessuno può sapere cosa accadrà, tanto vale proseguire la sua vita anche se bisognerebbe metabolizzare il tutto. Le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico e le faccio i miei migliori auguri, affinché possa ritrovare serenità.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, capisco quanto possa essere doloroso e destabilizzante vivere una separazione in questi termini, soprattutto quando avviene in modo così improvviso e con un cambiamento così netto da parte dell’altra persona. Quando fino a poco tempo prima si parlava di un progetto di vita insieme e poi, nel giro di settimane, ci si trova davanti a distanza, freddezza e silenzio, è naturale sentirsi smarriti, increduli, come se ciò che è accaduto non fosse ancora del tutto reale. Il suo vissuto è coerente con quello di chi sta ancora cercando di dare un senso a una perdita affettiva importante. Il fatto che lei stia peggio non significa che sia più debole o che stia sbagliando qualcosa. Spesso chi soffre di più è proprio chi resta emotivamente agganciato alla relazione, ai ricordi, alle promesse e alle immagini di futuro che erano state costruite insieme. Il gesto di togliere le foto, per quanto doloroso, può essere letto come un tentativo dell’altra persona di prendere le distanze e di proteggersi emotivamente, non necessariamente come un segnale definitivo sul futuro. Tuttavia è comprensibile che per lei questo atto abbia avuto un impatto molto forte, come se rendesse ancora più concreta e definitiva la separazione. La domanda se tornerà è una domanda umana, quasi inevitabile in questa fase. Quando il dolore è così intenso, la mente tende a cercare una via d’uscita che possa alleviare la sofferenza, e la speranza di un ritorno diventa un appiglio. Il rischio però è che questa attesa continui a tenerla bloccata, impedendole di elaborare davvero ciò che sta vivendo. In questo momento, più che cercare una risposta certa su ciò che farà lei, potrebbe essere più utile spostare gradualmente l’attenzione su ciò che sta succedendo dentro di lei. Lei sta attraversando una sorta di lutto emotivo. Non si tratta solo di perdere una persona, ma anche di perdere un’idea di futuro, un ruolo, una quotidianità condivisa. È normale che due mesi non siano sufficienti per sentirsi meglio, soprattutto se la separazione non è stata elaborata insieme e se il distacco è avvenuto senza un confronto chiaro e rassicurante. Il fatto che lei senta che è ancora tutto irreale indica che il suo mondo interno sta ancora cercando di adattarsi a questa nuova realtà. È importante che lei non interpreti il suo stare male come un fallimento personale. Il dolore che prova parla dell’importanza che quella relazione aveva per lei e della sua capacità di investire affettivamente. Allo stesso tempo, restare ancorati esclusivamente all’idea di un possibile ritorno rischia di amplificare la sofferenza e di farle trascurare i suoi bisogni attuali, come quello di essere sostenuto, ascoltato e di ritrovare un minimo di stabilità emotiva. In questa fase potrebbe aiutarla chiedersi non tanto se lei tornerà, ma di cosa ha bisogno lui per attraversare questo momento senza perdersi. Anche piccoli passi, come prendersi cura delle proprie giornate, dare spazio alle emozioni senza giudicarle e non isolarsi completamente, possono fare la differenza. Il dolore non va forzato a sparire, ma può essere accompagnato e compreso, affinché col tempo perda la sua intensità e non definisca il suo valore come persona. Se sente che la sofferenza è troppo intensa o che i pensieri tornano sempre sugli stessi punti senza trovare sollievo, parlare con un professionista potrebbe aiutarla a rimettere ordine, a dare un significato a ciò che è accaduto e a ritrovare un senso di continuità con la sua vita, al di là di questa relazione. Anche quando ora tutto sembra fermo, il tempo e il lavoro su di sé possono aprire prospettive che oggi le sembrano impensabili. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Donatella Costanzo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile Signore,
capisco profondamente quanto possa essere doloroso e destabilizzante vivere una separazione così improvvisa e fredda. Il senso di irrealtà, lo shock e il fatto che oggi sia lei a stare peggio sono reazioni umane, soprattutto quando fino a poco prima c’erano progetti di vita condivisi. Il cambiamento dell’altra persona, così netto, lascia inevitabilmente smarriti e pieni di domande.
In questo momento più che cercare risposte su un possibile ritorno, è importante prendersi cura del suo dolore e non affrontarlo da solo. Un supporto psicologico può aiutarla ad attraversare questa fase, dare spazio alle emozioni e ritrovare un po’ di stabilità.
Se lo desidera, mi può scrivere: sarò felice di aiutarla a individuare uno psicologo o una psicologa vicino alla zona in cui abita.
Un caro saluto e un sincero augurio di forza.
Cordiali saluti
Salve, grazie per aver condiviso la sua situazione. Quello che descrivi è una delle cose più destabilizzanti che possano capitare: la stessa persona che fino a poco fa voleva una famiglia oggi sembra un’altra, distante, fredda, come se tu fossi sparito dalla sua vita. È normale che non ti sembri vero, perché per te il tempo emotivo si è fermato lì.
Il fatto delle foto tolte da casa fa malissimo, lo so. Non è solo un gesto: è un segnale concreto che lei sta cercando di chiudere un capitolo, mentre tu sei ancora dentro a quel capitolo fino al collo. E questa asincronia — tu che senti ancora tutto, lei che sembra già altrove — è ciò che fa più male. Dopo una rottura, c' è un periodo che serve a metabolizzare, per andare avanti e rimettersi al centro della propria vita. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può essere d'aiuto per condividere le sue emozioni, e avere più consapevolezza. Resto a disposizione.
Dott.ssa Marianna Gessato
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Mi dispiace davvero tanto per quello che stai vivendo, da come scrivi si sente tutta la tua incredulità e il dolore profondo che ti porti dentro. Due mesi sono pochissimi quando una relazione importante finisce all’improvviso, è normale sentirsi come se non fosse reale, soprattutto quando fino a poco prima si parlava di futuro e di famiglia. Vedere segnali concreti come le foto tolte fa malissimo perché rende la separazione definitiva e riapre la ferita ogni volta. Il fatto che lei oggi sia fredda e distante non significa per forza che quello che c’è stato non fosse vero, spesso chi si allontana così lo fa per difendersi o per provare ad andare avanti, ma questo non toglie nulla al tuo dolore. Capisco quanto sia difficile non pensare se tornerà, quando tu stai così male e senti di aver perso tutto, però in questo momento la cosa più importante non è prevedere cosa farà lei, ma prenderti cura di te che stai soffrendo tanto. Ti consiglierei davvero un percorso psicologico individuale, non perché tu sia debole, ma perché stai attraversando un lutto emotivo e non dovresti farlo da solo. Uno spazio di terapia può aiutarti a dare senso a quello che è successo, a reggere il dolore e piano piano a ritrovare un po’ di stabilità, indipendentemente da come andranno le cose tra voi. Meriti supporto e ascolto, soprattutto adesso.
Dott.ssa Letizia Turchetto
Psicologo, Psicologo clinico
Ponte di Piave
Gentile Utente, buongiorno e grazie per essersi portato qui in questo momento delicato. In seguito a un percorso svolto assieme e un progetto condiviso così importante, è normale che allo stato attuale lei stia attraversando una fase destabilizzante. Quando una relazione è stata importante per noi, il distacco crea vissuti delicati che necessitano di tempo, accoglienza, ascolto per essere elaborati e integrati. Possono emergere vissuti contrastanti e misti a incredulità e rifiuto della nuova situazione, emozioni importanti e complesse che richiedono di essere elaborate e attenzionate adeguatamente. Un percorso di sostegno psicologico le potrebbe essere di notevole aiuto per lasciare decantare ciò di cui sta parlando e che sta percependo ora e per scoprire nuovi punti di vista e risorse che le siano di supporto per affrontare questo momento importante.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Dott. Raffaele La Tosa
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Legnano
Il tuo messaggio rende evidente quanto questa rottura sia ancora un’esperienza viva e cruda dentro di te: due mesi sembrano pochi per digerire uno shock così grande, soprattutto quando passi dal suo desiderio di famiglia insieme a questa distanza totale, fredda, che si manifesta nel togliere le foto da casa, nel non parlare di te con nessuno. È come se il tuo essere-nel-mondo fosse ancora immerso in quel legame, mentre per lei tutto appare radicalmente cambiato, e questo contrasto ti lascia in una dissonanza dolorosa, con il peso di chi “sta più male” solo tu.In un’ottica fenomenologica, non si tratta di prevedere se “tornerà” – perché quello appartiene alla sua soggettività, al suo vissuto imprevedibile – ma di sostare nel tuo qui e ora: quel “non mi sembra vero” che rivivi, il dolore del vedere il prima e l’adesso così opposti, la sofferenza di sentirti solo nel tuo star male. Dove si dà questa incredulità nel tuo corpo? Che sensazioni, immagini o emozioni porta con sé l’idea di lei che chiude quel capitolo? È rabbia, tristezza, senso di ingiustizia per un passato che meritava più riconoscimento? Due mesi sono un tempo breve per elaborare una perdita così profonda; va bene che il tuo corpo e la tua mente stiano ancora abitando questa esperienza, senza fretta di superarla. Dare spazio a questo vissuto – magari in un percorso dove poterlo esplorare con calma, senza giudizio – potrebbe aiutarti a comprendere cosa questa separazione stia rivelando di te, dei tuoi bisogni relazionali, del tuo modo di stare nel dolore e nell’incertezza. Da lì, forse, emergerà più chiarezza su cosa desideri per te stesso, qualunque sia il percorso di lei. Il tuo dolore merita accoglienza così com’è, senza forzature.
Dott.ssa Laura Elsa Varone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciò che descrive rappresenta una fase tipica dei processi di separazione affettiva, in cui i due partner possono trovarsi in momenti emotivi molto diversi.
Nel suo caso emerge una discrepanza tra il tempo interno della sua elaborazione e quello della sua ex partner: lei sembra essere ancora nella fase iniziale del lutto relazionale, caratterizzata da incredulità, ricerca di senso e difficoltà a integrare cognitivamente ciò che è accaduto. È frequente che in questa fase la mente continui a confrontare il presente con ciò che accadeva poco prima della rottura, generando confusione e un senso di incoerenza.
La sua sofferenza indica che è ancora immerso nella fase più acuta della separazione, in cui prevalgono sentimenti di perdita, disorientamento e forte attivazione emotiva. È un momento in cui il sistema affettivo è ancora orientato verso il legame, e questo rende difficile accettare la nuova realtà relazionale.
Riguardo alla possibilità che lei possa tornare, va sottolineato che nessun osservatore esterno può formulare previsioni attendibili. Le dinamiche relazionali future dipendono da variabili interne alla persona e alla relazione che non sono accessibili dall’esterno. Per questo, dal punto di vista clinico, la domanda “tornerà?” non può avere una risposta fondata.
Ciò che invece può essere definito con maggiore chiarezza riguarda il suo processo interno: in situazioni di perdita affettiva, la mente tende a focalizzarsi su elementi non controllabili — come le intenzioni o le decisioni dell’altro — perché rappresentano un tentativo di ridurre l’incertezza. Tuttavia, questo orientamento rischia di mantenere attiva la sofferenza.
In termini tecnici, è utile distinguere tra locus of control esterno (ciò che dipende dall’altro) e locus of control interno (ciò che dipende da te). Spostare gradualmente l’attenzione verso quest’ultimo non significa “accettare” la situazione in senso emotivo, ma riconoscere quali aspetti del processo di elaborazione sono effettivamente nelle sue possibilità: la comprensione delle sue reazioni, la gestione dei pensieri ricorrenti, la regolazione emotiva, la riorganizzazione della quotidianità.
La possibilità di orientarsi verso aspetti che rientrano nel proprio raggio d’azione non elimina la complessità emotiva del momento, ma consente di collocare l’esperienza all’interno di un percorso di elaborazione più ampio e coerente.
resto a disposizione
saluti
Dott.ssa Sara Magliocca
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Seregno
Buonasera, la capisco. Quando una persona fino a poco prima parlava di futuro e famiglia e poi diventa improvvisamente distante, è uno shock vero e proprio: è normale che dopo due mesi lei si senta ancora come se non fosse reale.
Il fatto che lei abbia tolto le foto dice che sta prendendo una direzione precisa, ma questo non significa che il suo dolore sia meno legittimo. Anzi, spesso è proprio questa freddezza a far stare peggio: perché lascia senza spiegazioni e senza appigli.
Alla domanda “tornerà?” però non si può rispondere: rischierei di darle una speranza (o togliergliela) senza basi. Quello che invece è chiaro è che adesso quello che sta soffrendo di più è lei, e questo merita attenzione.
Se sente di non riuscire a gestire pensieri, ansia, tristezza le suggerirei di valutare un supporto psicologico: non per dimenticare subito, ma per attraversare questa fase senza crollare.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Magliocca
Sento di dirti che in questo momento mi piacerebbe accoglierti e ascoltarti in un ambiente sicuro e confortevole. Non è semplice capire bene i motivi di una separazione, soprattutto se avviene in maniera improvvisa da quanto ho compreso. Quello che possiamo fare insieme nel caso in cui mi contatterai è cercare di capire il percorso della vostra storia, le dinamiche relazionali tra di voi e ciò che non ha funzionato. Possono essere varie le motivazioni per cui la relazione non è andata come speravi, insieme possiamo esplorare come ti senti riguardo a questa situazione e capire cosa fare per farti stare bene.
Dott. Gabriele Caputi
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Roma
Buonasera, quello che sta vivendo è comprensibile. Due mesi sono un tempo ancora molto breve per elaborare una separazione, soprattutto quando fino a poco prima c’erano progetti importanti. I cambiamenti che nota nel comportamento della sua ex possono essere il suo modo di proteggersi e andare avanti, ma questo non rende meno legittimo il dolore che lei prova. È normale che chi resta più coinvolto soffra di più.
Capisco il bisogno di sapere se tornerà, ma purtroppo questa è una risposta che nessuno può darle con certezza. In questo momento, più che attendere un suo possibile ritorno, è importante occuparsi di come sta lei e di quanto questa sofferenza stia incidendo sulla sua vita.
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla ad attraversare questo momento, a elaborare la perdita e a ritrovare gradualmente un equilibrio. Rimango a disposizione, anche online. Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
Caro utente, capisco la tua sofferenza.
Nessuno può dirti cosa succederà, dipende molto da cosa è successo prima e dai motivi della separazione.
Quando una relazione barcolla o finisce è perché qualcosa si è rotto: manca comunicazione, intesa, benessere, intimità?
Si può lavorare per aggiustarlo se entrambe le parti hanno l'intenzione di farlo e la disponibilità a venirsi incontro.
Occorre comunicare il proprio malessere con calma ed assertività, senza accuse ed essere aperti ad accettare quello che l'altro ci dirà del suo.
Un intermediario può aiutarvi in questa fase con una terapia di coppia, offrendo uno spazio sicuro dove possiate capire cosa non è andato bene e lavorare su quello, insieme.

Un caro saluto
Dott.ssa Mazzilli Marilena

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