Esperienze
Mi chiamo La Tosa Raffaele e sono uno psicologo e psicoterapeuta con studio a Legnano. Mi occupo di accompagnare le persone nel loro percorso di consapevolezza e cambiamento attraverso un approccio fenomenologico. Nella mia pratica clinica aiuto a dare senso alle esperienze personali, valorizzando la relazione terapeutica come spazio di ascolto e comprensione autentica scevra da qualsiasi tipo di giudizio
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Sessuologia
Principali patologie trattate
- Depressione ,
- Sindrome da burnout ,
- Disturbi della personalità ,
- Anoressia ,
- Autolesionismo ,
- +64 a11y_sr_more_diseases
Indirizzi (2)
Via Mauro Venegoni, 118, Legnano 20025
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 75 € -
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Orientamento scolastico
75 € -
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Tecniche di rilassamento
75 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
75 € -
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Psicoterapia per adolescenti
75 € -
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Recensioni
6 recensioni
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V
V.M.
Ottimo professionista. Competente. Bravissimo, on gamba e preparato.
• Altro • Altro •
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O
O.R.
Raffaele è un terapista attento e disponibile che mette a proprio agio il paziente ed ascolta con attenzione
• Consulenza online • colloquio psicologico online •
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A
Alessandro
Ci conosciamo da 2 anni, e in questo tempo ho scoperto tanti aspetto di me che erano dormienti.
La cosa che mi sorprende è la sua capacità di essere tanto professionale quanto empatico!
Numero 1• Studio di Psicologia • •
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I
Ilaria
Attento e competente, riesce ad ascoltare e comprendere con sintonia e sincerità. Consoglio un percorso con lui
• Studio di Psicologia • psicoterapia •
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I
I.C.
Ho trovato la persona giusta al momento giusto. Seguo le sedute online, e nonostante il mio lavoro molto impegnativo e gli orari spesso imprevedibili, il mio psicologo è sempre riuscito a venirmi incontro con grande disponibilità e flessibilità.
Ma al di là dell’organizzazione, quello che conta davvero è che durante le nostre sessioni riesco a ritagliarmi uno spazio tutto mio, dove mi sento capita e in crescita. È diventato un percorso di scoperta e di consapevolezza che mi sta aiutando molto, e che continua a farlo.
Quando si trova una guida autentica, non c’è mai una fine, solo un continuo miglioramento. Sono davvero contenta del lavoro che stiamo facendo insieme.• Studio di Psicologia • psicoterapia •
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J
Jessica
Frequento il Dott. La Tosa da diversi anni e posso dire con certezza che il suo supporto ha avuto un impatto molto positivo sul mio percorso personale. È un professionista empatico, attento e sempre disponibile all’ascolto. Riesce a mettere subito a proprio agio, creando un clima di fiducia e serenità che favorisce il dialogo e la crescita interiore.
Lo studio è accogliente e ben organizzato, gli appuntamenti vengono sempre gestiti con puntualità e chiarezza. Anche la comunicazione e la gestione delle sedute online sono sempre state semplici ed efficienti.
Consiglio vivamente il Dott. La Tosa a chi cerca un professionista serio ma anche umano, capace di accompagnare con competenza e sensibilità nei momenti di difficoltà.
Un sentito grazie al Doc Raf!• Altro • Altro •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, avremmo bisogno di una consulenza per la nostra bambina di 3 anni e mezzo. È una bambina curiosa, autonoma ed è coinvolta in modo partecipe in tutte le attività famigliari. Frequenta la scuola dell'infanzia dalla quale abbiamo avuto feedback positivi: si relaziona bene con coetanei e maestre, rispetta le regole e accoglie con entusiasmo le novità. Il problema sorge in casa con noi genitori, ha continui atteggiamenti di sfida (che sappiamo essere normali per l'età) e di fronte alle regole o quando deve svolgere compiti a lei non graditi (anche solo lavare i denti) reagisce con lancio di oggetti, morsi o cercando di colpirci. Poniamo il limite e ricordiamo non sia un comportamento corretto, ma ad oggi continua.
La scuola suggerisce un incontro con pedagogista (per noi genitori) e psicomotricista per la bambina. Può essere una soluzione o avete suggerimenti in merito al percorso da intraprendere per supportarla in questa fase?
Grazie in anticipo per il vostro riscontro.
Salve,
Capisco la vostra preoccupazione: a 3 anni e mezzo è tipico che in casa esplodano “no”, morsi e lanci quando entra in gioco la frustrazione, mentre in altri contesti lei si regola bene, per cui ha più senso partire da voi genitori lavorando su routine, limiti e modalità di risposta, non su “correggere” la bambina . Il mio approccio è fenomenologico-relazionale: si lavora sul campo familiare in cui quei gesti prendono senso, affinando come vengono poste le regole e riconosciute le emozioni, perché è lì che può cambiare davvero la qualità dell’incontro con vostra figlia . Questo è anche ciò che indicano le linee guida: in età prescolare la prima scelta è un percorso di parent training per i genitori, che riduce i comportamenti problematici e lo stress educativo con evidenze solide, e solo se serve si integra altro. In concreto, cominciamo "mappando" insieme le situazioni tipiche (transizioni, igiene, stanchezza), i trigger e le vostre risposte, e fissiamo due-tre micro-obiettivi chiari e misurabili per le prossime settimane così da vedere gli effetti in tempi brevi. Nella quotidianità puntiamo su poche regole dette in positivo e sempre uguali tra voi, preavvisi chiari nelle transizioni e piccole scelte guidate che le diano un senso di controllo senza negoziare la cornice della regola . Per i denti: stessa sequenza ogni sera, timer visivo da 2 minuti, un gioco di modellamento e un rinforzo caloroso non appena collabora, così il compito cambia significato e diventa prevedibile . Quando compaiono morsi/colpi/lanci si contiene in modo calmo e sicuro, si nomina l’emozione e si indica cosa fare al posto di “non fare” (“mani ferme, dillo con le parole”), con una pausa breve e tranquilla se necessario . Ogni giorno ritagliamo 10 minuti di “gioco speciale” a guida sua, senza domande né correzioni: è benzina per la relazione e abbassa il bisogno di cercare attenzione con l’opposizione . Se la scuola propone la pedagogista, bene: è in linea con le raccomandazioni perché aiuta voi a costruire routine e coerenza; la psicomotricità può essere un buon complemento sul canale corporeo, ma non sostituisce il lavoro con i genitori quando la difficoltà nasce soprattutto a casa. Ci diamo 4–6 settimane: se il cambiamento è parziale, valutiamo un lavoro di diade più strutturato (es. PCIT), che unisce coaching in vivo e pratica a casa per consolidare i progressi . Personalmente lavorerei direttamente con la bimba solo se i comportamenti diventassero pervasivi anche a scuola/parco, compaiono regressioni marcate o segnali di rischio: in assenza di questi, la leva principale resta la trasformazione delle interazioni tra voi e lei . Se vi va, e siete della zona potremmo fissare un primo incontro solo genitori a Legnano per cucire su misura un mini–protocollo di 2–3 settimane e coordinarci con la scuola dell’infanzia, così che casa e scuola vadano nella stessa direzione, oppure potremmo provare a coordinarci online. Resto a disposizione
Buongiorno. Sono una ragazza di 21 anni e sto da qualche mese con un ragazzo di 22. Siamo entrambi vergini, motivo per cui non siamo mai arrivati alla penetrazione. Sento di non vivere i miei rapporti con lui in modo sereno al 100%. Da un lato vorrei lasciarmi andare di più e per quello che provo per lui, mi piacerebbe andare oltre. Tuttavia, ho paura di come possa andare, essendo entrambi inesperti e, inoltre, anche durante i nostri rapporti senza penetrazione non sono mai completamente rilassata ed eccitata. Vorrei un consiglio per capire come dovrei superare questa paura e poter godere a pieno dei nostri momenti assieme.
Ciao,
Capisco quanto sia naturale che convivano il desiderio di lasciarti andare e il timore di non sentirti pronta, perché quando la posta in gioco diventa “riuscire”, l’ansia cresce e il corpo fatica a fidarsi, ma non è una tua mancanza né dice qualcosa sul valore del legame. Nel mio modo di lavorare spostiamo lo sguardo dall’obiettivo alla qualità del sentire qui e ora: ci interessa il tuo vissuto, come il corpo parla quando si avvicina, cosa rilassa e cosa irrigidisce, così da allineare i passi ai tuoi tempi reali. Partiamo da condizioni che diminuiscono la pressione (privacy, tempo, possibilità di fermarsi in ogni momento) e normalizziamo il funzionamento dell’ansia di prestazione, che tende a peggiorare proprio se diventa il centro della scena. Vi propongo esercizi di contatto senza traguardo: momenti brevi, tocco esplorativo inizialmente non genitale, con l’attenzione alle sensazioni piacevoli e alla curiosità reciproca, rimandando penetrazione e “verifiche” fuori da questi spazi. Chi riceve offre indicazioni semplici su ciò che aiuta a rilassarsi, chi tocca resta nelle proprie sensazioni e nel ritmo del respiro, così l’esperienza passa dal controllo alla fiducia e l’eccitazione può emergere spontaneamente. Prima di iniziare fate un piccolo reset corporeo: rallentate il respiro, sciogliete spalle e mandibola, scegliete due o tre sensazioni su cui posare l’attenzione, e se la mente corre tornate al dettaglio tattile che vi ancora al presente. Quando e se vorrete esplorare la penetrazione, trattatela come una tappa eventuale e reversibile: luogo accogliente, molto tempo, lubrificante, comunicazione aperta e protezione, perché sicurezza e lentezza favoriscono rilassamento e piacere. Se la paura resta molto alta o compare dolore, possiamo affiancare poche sedute mirate per personalizzare ritmo ed esercizi, integrando il lavoro sui significati con pratiche graduali a casa. Tenere insieme desiderio e prudenza è già prendersi cura di sé: non si tratta di “fare bene”, ma di permettere al corpo di fidarsi e al piacere di arrivare quando sarà davvero il vostro momento.
Rimango a disposizione e spero possiate vivere serenamente il momento dell'intimità.
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